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Speravo che il fondo l’avessi toccato. Finirà mai?

Lettere scritte dall'autore  

Sono un ragazzo di quasi 23 anni.
Non ho mai avuto particolari problemi nel corso della mia infanzia. In famiglia è sempre andato tutto bene e gli unici screzi avvenivano con i compagni di scuola (ai quali non sono mai andato particolarmente a genio a causa del mio carattere forte che non permetteva loro di “piegarmi”) .
Verso i 15 anni ho iniziato, senza un particolare motivo, a ricercare ossessivamente una ragazza. Non avevo mai baciato nessuno e, tantomeno, avuto relazioni di carattere amoroso. Questa mia ricerca mi ha spesso condotto nello sconforto a seguito dei numerosi rifiuti ricevuti (non ero proprio il massimo della bellezza e a quell’età, si sa, è determinante) . La cosa non ha sicuramente giovato al mio sapermi relazionare con l’altro sesso.
A 17 anni, per dimenticare una cotta finita nel solito modo, ho deciso di ascoltare un’amica. Questa mia amica mi ha riferito che c’era una ragazza, non particolarmente bella e della quale non sapevo nulla, che mi trovava carino. Decisi quindi di provare a vedere e nel giro di pochissimi giorni ci siamo messi assieme. Era la prima relazione per entrambi. Finalmente avevo trovato una ragazza e la mia ossessione si era placata. Anche gli amici mi trovavano più allegro, piacevole come persona e sollevato. Con questa ragazza ho passato 3 anni della mia vita. Era un punto fermo, nulla poteva andare storto. Sembravamo davvero fatti l’uno per l’altra.
A dicembre 2009 è venuto a mancare improvvisamente mio nonno. Era una persona speciale con la quale non ho condiviso molto per via della distanza geografica che c’era tra di noi. Non ho comunque preso molto bene la cosa. Dopo un mese, mio padre è entrato in coma a seguito di un’operazione di rimozione di un tumore. Ho passato giornate davvero angoscianti. Sul lavoro non rendevo più molto, avevo sempre la testa per aria e solo pochi miei colleghi ne erano a conoscenza. Mio padre è stato in coma per quasi 3 mesi. Al suo risveglio non stava per nulla bene. L’ho visto davvero concio, invecchiato e morente. In quei tre mesi sono successe un sacco di cose. A febbraio (quindi 2 anni fa esatti) la mia ragazza è venuta a prendermi al lavoro. Appena vidi la sua auto ricordo che rimasi piacevolmente impressionato per la sorpresa. Sorpresa che si rivelò amara. Mi disse che si era innamorata di un altro ragazzo. Io pietrificato passai la notte a camminare per casa. Il giorno dopo saltai il lavoro (non ero in grado di andarci) per andare da lei per cercare di farle cambiare idea. Non servii a nulla. Qui inizia la mia lunga discesa.
Iniziai ad andare da uno psichiatra il quale, anche alla luce del mio carattere già particolarmente ansioso, mi prescrisse degli ansiolitici e dei sonniferi per dormire la notte.
Passano i giorni, io devastato dalla storia di mio padre e dalla mia ragazza sto sempre peggio. Alcuni amici iniziano ad allontanarsi da me. Rimango praticamente solo. Decido dunque che è il caso di trovare altri amici, di scavare nel passato per vedere se c’è qualcuno disposto ad aiutarmi. Pian piano riaffiorano nuove e vecchie amicizie. Ma non è abbastanza. Da un lato il pensiero è sempre rivolto a mio padre e dall’altro penso di continuo alla mia ragazza. Proprio lei, in quel periodo, inizia un “tira e molla” di diversi mesi (non so dovuto a cosa) che mi fa perdere alcune occasioni di conoscere nuove ragazze. La situazione precipita, inizio ad abusare degli psicofarmaci e ne divento dipendente (ancora oggi spesso ne mando giù come se fossero caramelle) .
Finalmente mio padre si risveglia e, in parecchio tempo, torna a casa. A luglio, a seguito dell’ennesimo ritorno della mia ex, decido di chiudere totalmente. Di non sentirla mai più. Da quel momento l’unica speranza che vedo è quella di farla finita. La vedo come l’unica via di fuga percorribile.
Qualche mese dopo, in aggiunta alla dipendenza da psicofarmaci, mi trovo anche dipendente dall’alcool (in questo momento in cui scrivo sto bevicchiando da solo) . Ne sento il bisogno fisico.
Passano i mesi e non riesco a colmare il vuoto lasciato dalla mia ragazza. Inizio a far di tutto per isolarmi (a rifletterci non capisco neanche il perché) . L’idea di suicidio si fa sempre più forte e sento che non sarò mai il ragazzo di una volta. Nel frattempo ho anche perso 15 kg a causa di digiuni volti all’idea di farmi del male da solo facendomi mancare nutrimento.
A febbraio dell’anno scorso, dopo diversi alcuni conflitti, mi metto assieme alla mia ultima ragazza. Stiamo assieme un anno. Il nostro è un rapporto complicato. Non funziona e già dopo un mese si vedono i primi problemi. In un modo o nell’altro riusciamo sempre a rattoppare ma i problemi di base restano sempre gli stessi. Lei ha una scarsa autostima e, se capitava di passare una serata assieme senza avere un rapporto, lei diceva che non volevo mai fare sesso con lei perché la trovavo brutta e metteva il muso per diversi giorni. Ho iniziato a vedere il sesso come un dovere e non come un piacere. La cosa ovviamente ha peggiorato ulteriormente la situazione.
Una settimana fa, a seguito dell’ennesima litigata, ho deciso di porre la parola fine a questa storia. Lei non l’ha presa per nulla bene e, nel corso della settimana, non ha perso occasione per dirmi come le avessi rovinato la vita e di come in realtà io sia un verme. Al momento mi sento davvero male. Fisicamente sto cedendo pian piano (tra alcool, digiuni e psicofarmaci). Psicologicamente ho iniziato a litigare con tutti senza un motivo reale e ora mi trovo davvero solo. Non so più cosa fare. Speravo che il fondo l’avessi toccato due anni fa ma qui sprofondo sempre di più. Io continuo a vedere quell’unica porticina che mi porterebbe lontano dalle sofferenze di una vita che non mi soddisfa più. Non ho stimoli, non ho motivi per andare avanti e anche a livello inconscio non faccio altro che farmi del male.
Il mio vuole essere solo uno sfogo, nient’altro.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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11 commenti

Pagine: 1 2

  1. 1
    Monica -

    Mi dispiace per quello che hai passato e quello che stai passando…ma sento di doverti dire di non arrenderti mai, potrei consigliarti di partire andare magari a farti un viaggio di piacere in un altra città, anche da solo, magari così potrai affrontare da solo la realtà del mondo e riusciresti a riprenderti la tua vita non pensando troppo al passato, non arrenderti mai … la vita è il dono più bello, anch’io ho passato davvero dei brutti momenti ma devi farti forza perchè le cose belle arriveranno, sei giovane hai tutta la vita davanti…devi solo riuscire a superare questo brutto momento e ricorda una cosa nessuno è mai solo …

  2. 2
    lajo -

    Ciao.. Sono una ragazza di 18 anni. Ho capito che non hai trovato un motivo per cui vivere. Secondo me dovresti elaborare quest’eperienza :
    1) nella lettere hai esplicitato quali sono i tuoi problemi o quello che ti tormenta.
    2)dovresti farti aiutare da qualche persona che non deve essere per forza uno psicologo, ma con qualcuno di cui ti fidi ( una nonna.. ? un fratello.. ? un cugino.. ) anche se adesso sei solo, secondo me rimani comunque circondato da alcune persone che ti vogliono ancora bene.
    3) Condividi con altri che hanno vissuto la tua stessa esperienza, per sapere come sn riusciti a venirne fuori
    4) ultimo punto ma non banale, è l’impegno che ci metti nel fare tutto questo.
    Io penso he se volevi ucciderti l’avresti già fatto, ma forse non ne hai il “coraggio” perchè come hai detto anche te “ci sarebbe una porticina”, quindi vedi un’altra soluzione al posto del suicidio.
    Non so se questi consigli ti sono serviti. 😉 Comunque, Buona Fortuna 😉

  3. 3
    TrueLove91 -

    Hai passato davvero un brutto momento ma è indispensabile che tu non ti lasci andare. La porticina che vedi non esiste, cancellala dalla tua mente perché non ti darà il sollievo che speri, farà solo soffrire le persone che ti vogliono bene e che ti sono vicine (che diamo sempre per scontate).
    Devi chiudere con il passato. Il passato non esiste, è una cosa lontana che non puoi cambiare e se tutti ci rimanessimo attaccati nessuno vivrebbe. Più o meno tutti hanno avuto momenti no, potresti scoprire passati dolorosissimi in chiunque. Ma non si vive nel passato perchè tanto per quanto tu ti possa sforzare non lo cambierai, Però puoi cambiare il presente e il futuro, a tuo piacimento.
    Reinventati, fa qualcosa che non avevi mai fatto prima, fa un viaggio come suggerisce monica, scoprirai che vale la pena di vivere anche solo per ammirare un paesaggio, visitare una città, camminare su una spiaggia. Cambia i tuoi hobby, frequenta nuovi ambienti, fai tutto ciò che non hai ancora fatto. 23 anni sono troppi pochi per sentirsi stanchi della vita, qualsiasi essa sia stata in passato.
    Ora sei carta bianca, puoi essere chiunque o qualsiasi cosa, non sprecare giovinezza e possibilità di diventare chi vuoi.
    La gente va e viene, amici, fidanzate, è normale succede a tutti. Ma questo non significa che in futuro non ce ne possano essere altri, che non si possano incontrare persone meravigliose, capaci di regalarci momenti di gioia pura. Lascia perdere le ex fidanzate, lascia tutto e ricomincia da zero, se la tua mente va al passato pensalo come qualcosa di superato, vivi il presente, ora.

  4. 4
    Germano -

    Ciao nick89,
    Sicuramente hai sofferto! Vorrei tanto abbacciarti e farti sentire bene ma naturalmente non posso; sono solo un essere virtuale!
    Sai nick89 la vita può essere ancora più dura e triste di quella che hai assaporato tu!
    Evito di raccontarti la mia!
    Tieni duro e non scoraggiarti mai!
    Pensa a coloro i quali se la passano peggio! Vai avanti senza mai guardarti indietro!!!
    Spacca il mondo, so che puoi farlo!
    Non isolarti mai!!!
    Ascoltami!!! L’isolamento e’ una droga!!!
    Io ho fatto questa cazzata! Ho perso gli anni migliori, non ho piu’ nessuno e chi mi vede da lontano mi prende per pazzo!
    Sei ancora un cucciolo! Ascoltami, non isolartiiiii!!!!!!
    Ascoltami…
    Ti sembrera’ una cavolata ma prova a chiedere aiuto alla madonna!
    Lei e’ la mamma delle mamme! La mamma per eccellenza!
    Credimi, lei ti aiutera’!
    Ti abbraccio

  5. 5
    nick89 -

    è bello vedere che ci sono persone che decidono di metter del tempo a leggere un testo abbastanza lungo e hanno anche la voglia di rispondere qualcosa di confortante. Grazie a tutti.

    Per Monica: un anno e mezzo fa decisi di andare da solo a Helsinki. Fu un’esperienza straordinaria. Anche io speravo mi aiutasse a far pulizia nella mia mente ma purtroppo, al mio ritorno, i problemi erano ancora lì.
    Inoltre credo davvero di essere solo. Ogni volta che tento di confidarmi con una persona per cercare un minimo di conforto questa irrimediabilmente si allontana.

    Per Iajo: la porticina è proprio questa via, chiamiamola “estrema”, che mi darebbe finalmente un po’ di pace. è vero, non ho ancora avuto il coraggio, e questo mi fa star davvero male. Non riesco nemmeno a fare una cosa così naturale come morire. è sconfortante! Di parenti ne ho davvero pochi e quei pochi non sono in grado di aiutarmi (già provato).

    Per Truelove91: in due anni ho cambiato davvero tanti aspetti della mia vita. Ho iniziato ad essere molto più aperto nei confronti di cose che prima ritenevo stupide, ho trovato nuove amicizie e ho provato a cambiare anche carattere. Ma qui purtroppo fallisco sempre. Non riesco a cambiare ciò che sono. Una volta ne andavo fiero, ora è la mia croce.

    Per Germano: l’isolamento è si una droga. Mi piacerebbe non isolarmi. Ma non so cosa mi sta succedendo. Spesso voglio rimanere da solo, me la vado anche a cercare. Il problema è che io so di aver bisogno dell’aiuto di altre persone ma il mio inconscio fa di tutto per affossarmi sempre più. Sono solo e di questo passo lo sarò sempre di più, purtroppo.

    Vi ringrazio ancora di cuore per l’attenzione e la comprensione ricevuti.

  6. 6
    kombo -

    Caro nick89,
    dalla tua lettera emerge innanzitutto una cosa: molte delle tue energie mentali sono indirizzate in senso autodistruttivo.

    In realtà, questo è un punto di partenza migliore di quanto tu possa pensare. Vuol dire che tu sei già dotato di grandi risorse interne. Il tuo sforzo, quindi, sarà quello di correggerne la rotta.

    Per questo scopo c’è un arsenale di strategie da poter impiegare. Una delle metodologie più efficaci, consiste nel far leva su uno dei sentimenti più potenti che abbiamo: la rabbia. Arrabbiati per quello che non hai. Arrabbiati per quello che non sei, e che vorresti essere. Arrabbiati per quello che gli altri hanno, e tu no.

    Devi trovare una qualche leva interiore in grado di farti scattare il meccanismo della rabbia. In questo modo, il tuo inconscio si ”ripulirà” dalle istanze distruttive, oggettivandole all’esterno, piuttosto che usarle contro di te.

    Utilizza quindi la rabbia per colmare la distanza tra ciò che sei e ciò che vorresti essere, trasformandola in energia combattiva nelle attività quotidiane.

  7. 7
    nick89 -

    Per kombo: devo dire che la tua risposta mi ha colpito parecchio ed incuriosito. Che sia davvero un modo? Ma sarà una cosa permanente? dici che riuscirò a risolvere i miei problemi anche per il futuro? Io temo di iniziare ad arrabbiarmi, allontanarmi ancora di più dalle persone e peggiorare il tutto lasciandomi con l’amaro in bocca e ancora più stufo.

  8. 8
    kombo -

    “Io temo di iniziare ad arrabbiarmi”. Significa che hai difficolà ad accettare la tua componente aggressiva. Non accettandola, la reprimi. Reprimendola, questa lavora subdolamente contro di te.

    E’ proprio per il fatto che hai paura di arrabbiarti, che le tue energie ti si rivoltano contro.

    Arrabbiarsi non significa diventare scontroso con chi ti sta intorno. Semmai, significa scegliere consapevolmente di indirizzare le tue pulsioni interne verso il raggiungimento di obbiettivi.

    Potresti iniziare, ad esempio, praticando un’arte marziale, o uno sport da combattimento. Ti aiuterebbe a prendere progressivamente contatto con le tue emozioni, a farle uscire.

    E’ su questo che devi lavorare. Vedrai che, al contrario di quanto tu possa credere, attirerai più persone a te. Apparirai più deciso e risoluto, e gli altri, notandolo, ti troveranno più interessante. E la cosa principale è che tu stesso ti sentirai meglio.

  9. 9
    nick89 -

    E se il problema risiedesse nel fatto che non mi reputo sta gran persona? Insomma, se io non credo di essere una persona speciale, una persona che potrebbe dare un qualcosa agli, chi lo può credere?
    Questa mia opinione di me stesso io credo contribuisca all’odiarmi e a vedermi come un ostacolo da eliminare.
    La questione del come convertire le reazioni autolesioniste è sicuramente una valida soluzione, ma il problema di base credo rimarrebbe e tornerebbe a farsi sentire nell’arco di un po’ di tempo.
    Cosa ne pensi?

  10. 10
    kombo -

    La problematica di fondo è probabilmente quella che individui tu stesso, ovvero relativa a una non ben radicata fiducia in te stesso.

    Il fatto è che l’autostima trae linfa vitale dalla libera espressione di se stessi. La capacità di plasmare il mondo, di attuare progetti, di realizzare piani, consente l’edificazione di un’alta considerazione del proprio sé. Permette la partecipazione a un tutto più grande, che ci fa sentire accettati e amati.

    Esprimere se stessi, può voler dire anche solo “sedersi su una panchina, ed esserle grato perché ti fa star seduto; ed è così fedele, ogni volta che tu ti avvicini e ti siedi, lei ti offre questo servizio” (Silvano Agosti).

    Ti suggerisco la rabbia perché è un sentimento molto forte. La carica che può darti, interrompe bruscamente il loop autodistruttivo in cui ti trovi. E deve essere un punto di partenza; una volta che la tua rabbia, la tua indignazione, avranno sfondato la diga interiore che blocca l’espressione di te stesso, tutte le altre emozioni si libereanno di conseguenza. Così innescherai un effetto domino, una spirale di crescita e di liberazione, che ti porterà, in definitiva, all’accettazione di te stesso, e alla risoluzione dei tuoi conflitti interni.

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