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Fine della sperimentazione della pillola abortiva

Lettere scritte dall'autore  

Che cosa pensate del niet arrivato da Storace?
L’interruzione volontaria di gravidanza non è certo pratica da promuovere, ma sappiamo che è il male minore in situazioni difficili. L’aborto è sempre un grosso trauma per chi lo subisce, se poi diventa una vera e propria operazione chirurgica si moltiplica lo choc.
Mi viene da dire che qualcuno pensi che si debba ancora in qualche modo “punire” la donna costretta alla scelta dell’aborto volontario.

L'autore ha scritto 6 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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2 commenti

  1. 1
    claudio -

    spero che tu abbia visto la trasmissione “otto e mezzo” su La 7, questa sera 27 settembre. Allucinante, per certi aspetti, ma illuminante sulla profondità di pensiero che sta alla base di certe posizioni anti-RU486.
    Ci mancava solo che si dicesse quanto – come ricordava Chiara Saraceni un paio di giorni fa su La Stampa – veniva talvolta dato come sprezzante ammonimento da parte del personale sanitario alle donne partorienti (partorienti, non richiedenti aborto): “hai goduto? ora soffri”

  2. 2
    Flavia -

    Conosco perfettamente la realtà che descrivi e che spero non esista più. Le storielle di quel genere erano frequenti fino a una ventina di anni fa, spero sinceramente che le cose siano cambiate. Ho sentito racconti terribili da parte di donne che avevano partorito al Sant’Anna (l’ospedale ginecologico di Torino) e poi non c’era donna che sfuggisse alla “ramanzina” del dopo aborto. La classe medica nel frattempo è cambiata, almeno un po’, e le donne possono fare ricorso a esposti e denunce nel caso vengano maltrattate. Il problema emergente da un pezzo è quello delle donne straniere, impareranno a difendersi anche loro prima o poi.

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