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Fine di una convivenza

Buongiorno a tutti, mai avrei pensato di scrivere la mia storia su un sito pubblico, ma in questi mesi leggere le storie degli altri mi ha aiutato e forse mi sento ora di scrivere anche la mia. Sto con il mio ragazzo da 4 anni e qualche mese, ci siamo conosciuti che io avevo 19 anni e lui 24, nella mia città d’origine dove lui studiava all’università.
Io mi sono trasferita dopo poco in un altra città e lui finita la triennale mi ha raggiunto in questa città e per mia insistenza abbiamo deciso di vivere assieme. Abbiamo iniziato vivendo solo io e lui e poi abbiamo vissuto con altre persone in svariate case. Due anni fa ha voluto partire per l’erasmus da solo, già sentivo che aveva bisogno di sentirsi autonomo e indipendente da me, e dopo pianti e disperazione (mi aveva detto questa cosa già decisa, senza chiedermi pareri ne altro, a detta sua perché se no io mi sarei opposta e lui non sarebbe partito) alla fine ho accettato la cosa ma mi sono fatta forza e sono partita anche io per un altra città all’estero. In quei sei mesi era sempre geloso e mi massacrava di domande mentre io sono stata molto bene conoscendo persone nuove e imparando un altra lingua, ma il mio amore era fermo ed ero fiera anche di questo. Tornati vedevo che non era felice ed era distaccato, spesso da ubriaco era irascibile con le altre persone, io così piangevo quasi ogni mattina ed alla fine lo scorso agosto mi ha detto di essere stato con un altra ragazza per una notte, ma di aver pianto e di essersene pentito ma che forse era meglio lasciarsi. Ho detto subito che lo avrei perdonato ma tutto agosto abbiamo deciso di non vederci e sentirci poco stando ognuno nelle proprie città di origine. Io avevo perso 7 chili e tornata da mia madre ero uno straccio, non riuscivo neanche a dormire. Tornati a settembre mi ha chiesto di cominciare a vivere in due case diverse, ma io gli ho detto che non ce la facevo, che avevo bisogno prima di recuperare della fiducia, così è rimasto ma sempre facendomi vedere che era scontento e senza mai dirmi ti amo. In questi mesi ha continuato ad andare dai suoi genitori e poi tornare, abbiamo continuato a litigare, lasciarci e poi ricontinuare a stare assieme. Gli ho detto che poteva cambiare casa ma alla fine non se ne è mai andato. Mi ha detto di tutto, gli ho detto di tutto e a volte ci siamo alzati le mani. A gennaio altra delusione, è venuto nella mia città d’origine per il mio compleanno ma poi si è arrabbiato perché voleva stare con gli amici e perché io lo pressavo per sapere cosa provava per me. Mi ha lasciato a casa di mia madre dicendomi che non poteva più stare con me, invece alla fine siamo tornati di nuovo qui, in questa città, a vivere assieme. Continua a non essere felice, a volte sta bene, a volte no, dice che deve prima capire chi è, che lavoro fare, e poi trovare una ragazza con la quale avere una relazione seria come la nostra. Dice che ha paura di lasciarmi perché quasi tutte le cose belle che ha sono condivise con me, ma ancora vorrebbe spazio, vorrebbe un altro agosto separati e io non ci riesco. Così ci stiamo lasciando, anche perché ogni volta che gli chiedo se mi ama lui mi dice che non lo sa ma che probabilmente la risposta è no. Che prova un grande affetto e che io sono una bellissima ragazza, che non vorrebbe che noi ci lasciassimo ma che è meglio forse così. Poi mi dice che vorrebbe che io andassi d’accordo con i suoi genitori (che non mi hanno mai tollerata) ma che forse non è il caso di riprovare a portarmi dalla sua famiglia. Insomma sempre confuso, io non so che fare, anzi so che devo lasciarmi questa storia alle spalle, dopo tutte le cose che mi ha detto.. ha anche cominciato a dirmi che è attratto dalle altre ragazze e che non se ne capacita…
Io non riesco a capire come sono entrata in queste dinamiche, è vero anni fa lo volevo perfetto e forse esageravo ma con gli anni mi sono addolcita, mi sono smussata, ho cominciato a dargli sempre più spazio e dopo tutto questo continuo a essere legata a lui, non capisco che problema ho e perché lui in tutto questo non riesce a lasciarmi con dignità ed andarsene da questa casa.

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5 commenti

  1. 1
    filippo82 -

    la tua lunga lettera mi porta a riflettere su due domande che mi sono sempre posto:
    Perchè l’essere umano è attratto più dalla sofferenza che dall’essere felici standosene da solo??
    Perchè ci aggrappiamo a qualcosa che è palesemente rotto e cerchiamo di rimettere insieme i cocci si un vaso in frantumi?
    Beh avendolo sperimentato sulla mia pelle, mi rendo conto che non è facile prender e in mano le redini della propria vita specialmente quando si è innamorati. Carissima innanzitutto ti parlo per cognizione di causa, dato che esco da una convuvenza durata circa 2 anni. Si è cercato di fare di tutto per mettere le cose al punto giusto e di fare pulizia. Ricorda però che anche se lo sporco lo infili sotto il tappeto, non vuol dire che non ci sia, è solo nascosto e al momento di rimettere ordine è nuovamente sotto gli occhi, addirittura aumentato.
    Rifletti su una cosa importante e cioè se sei disposta a vivere di briciole o vuoi mangiare seduto ad una tavola bella imbandita. Razionalmente credo la seconda no?anche se il cuore ahimè a volte si accontenta anche delle briciole. La storia col tuo ragazzo nn può cher peggiorare, anche perchè alla prima occasione tirerai fuori il tradimento subito, anche se continui a dire a te stessa che è storia passata.
    Seconda cosa, lui è molto confuso e non credo riuscirà a trovare la forza per reagire se tu continui a fargli da infermierina, disinfettandogli le ferite ogni volta che iniziano a sanguinare.
    Amare una persona vuol dire anche lasciarla libera di spiccare il volo e di realizzarsi. Così facendo non fai altro che allungare una fine già scritta e che in fondo entrambi sapete.
    Credimi dopo il passaggio OBBLIGATO della sofferenze subentra la rassegnazione e poi alla fine il benessere.
    Abbi un pò più di amore per te stessa altrimenti rischierai di sbagliare anche nelle tue prossime storie.
    ti saluto e ricorda quando hai toccato il fondo l’unica cosa che si può fare è solo darsi un colpo di reni e risalire.
    Quando vuoi scrivimi pure.

  2. 2
    Andrea74 -

    Mr X, Wil Steel, miei cari “avversari”.

    Sarò uno zerbino, ma se la mia lei dovesse osare alzare una mano, prima vola dal quinto piano e poi la denuncio per percosse. Tanto per esser chiari su certi limiti da non superare mai.

    ‘Sti due, l’autrice della lettera ed il suo degno compare, si mettono le mani addosso. Ci rendiamo conto?

  3. 3
    filippo82 -

    Se la lanci da quinto piano poi come fai a denunciarla? 🙂

  4. 4
    alessandra10 -

    Andrea 74 hai ragione, ripeto, non so come sono entrata in certe dinamiche.
    non ci siamo fatti male, ma il gesto credimi che mi ha segnato. Certe volte la rabbia e il dolore fanno fare cose che uno da se stesso non si aspetta.
    So che è ora di lasciare andare questa relazione e di rimettermi in piedi.
    La mia confusione ora è data proprio dal fatto che non capisco come non sono riuscita (e neanche lui) a darci un taglio prima.

  5. 5
    MR X -

    Che grande immaturità….spero che almeno sia giovane, se no è grave.

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