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Ferite che non si rimarginano, mille paure che non avevo

  

Ciao bellisimi amici virtuali ! Sapete leggo tutti i Vs. commenti , siete bravissimi a scrivere, le Vs. parole mi danno sempre conforto anche se non sono indirizzate a me direttamente, mi fa’ piacere vedere la Vs. sensibilita’, il Vs. amore nel dare consigli a tutti quelli che passano momenti difficili e che forse non sono meno disperati di Voi . Vi ringrazio , perche’ mi state dando una mano, scopro che poi alla fine nel mondo non ci sono soltanto persone banali , crudeli ed altruiste, qualcuno c’e’ ancora , qualcuno che crede in qualcosa , e capace di tendere una mano al piu’ debole. Bhe’ vi chiedo aiuto , se potete, se volete, aiutatemi tutti, non ce la faccio, spesso penso di farla finita, il dolore e’ troppo forte, io non riesco piu’ ad essere me stessa con gli altri, non ho piu’ fiducia nelle persone e sinceramente non me la sento di trasformare completamente la mia persona per essere soltanto un’ideale di qualcuno che non sono io. Sono una ragazza semplice ma allo stesso tempo complicata, un carattere che non si capisce immediatamente . Dopo quella brutta esperienza, che ha segnato il mio volto, e trasformato la mia semplicita’ , non so piu’ cosa devo fare o come comportarmi se conosco qualcuno che puo’ destarmi interesse. Non mi comporto piu’ come facevo una volta, leggo oroscopi, chiedo consigli ad una amica , non ho piu’ la mia testa insomma. In sintesi, dopo una brutta batosta devi stare attenta a tutto e a tutti. Allora si conosce qualcuno, lui e’ bello, e’ sensibile, potrebbe essere il tuo tipo, ma tutti ti dicono Dany non ti fidare, vai coi piedi di piombo, non lo chiamare tu, non fargli troppi complimenti, non farti vedere presa, poi mi dicono sii te stessa … etc…. Io non ci capisco piu’ nulla, sta di fatto che non so piu’ come comportarmi con la gente e con le persone , quindi invento un’immagine che non sono io, e parlo di cose che mai mi sarebbero balenate nella testa prima. Mi sento ridicola, fuori luogo, non ho piu’ fiducia nelle persone, e sento che le mie ferite non mi consentiranno piu’ di farmi conoscere veramente per come sono. Non pensavo siceramente , che certe sofferenze tipo quelle dell’amore potessero cambiare tutto e sono stanca …. Dany

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22 commenti a

Ferite che non si rimarginano, mille paure che non avevo

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  1. 1
    Monk -

    E’ una bellissima lettera, la tua, e credo che ne nascerà un’interessantissima conversazione, grazie al contributo di tutti. Veramente: una bella lettera.

    Mi riservo di commentare e dirti la mia quando finisco di lavorare. Vorrei scrivere un miliardo di cose, in risposta, quindi mi sa che è meglio che non lo faccio ora, altrimenti questo documento che ho davanti finisce per leggersi da sé 😉

  2. 2
    Monk -

    «[…] Spesso penso di farla finita, il dolore e’ troppo forte […]».

    Sono parole difficili da commentare, e credo che non basterebbe lo spazio di un paio di commenti per poterlo fare. Ma ci proverò lo stesso a dirti la mia.

    Lo so che il dolore è forte, lancinante, che ti strappa l’anima ed è come se una parte di te se ne andasse per sempre, quando qualcosa finisce. Lo so bene io, come lo sanno tutti coloro che scrivono ed hanno scritto qui in passato, una volta finita una storia importante. Ma questo non giustifica una frase come la tua: “spesso penso di farla finita”.

    La vita è altro. Sembra semplice dirlo, ma se ci pensi bene, se pensi che ognuno ha una sua sofferenza con la quale confrontarsi, lo capirai. La vita non è un’altra persona. La vita è se stessi CON un’altra persona, in certi momenti. Se l’altra persona svanisce nel nulla, per qualsiasi motivo, per sua scelta o anche per nostra volontà, della vita non rimangono le briciole: rimane un’esperienza che va digerita, che va esaminata, che va cullata quanto vuoi. Ma pur sempre un’esperienza che non deve e non può portare a scrivere quella frase che pure hai scritto di getto.

    Penso a tante persone che vorrebbero vivere, in questo istante: persone molto sfortunate, magari anche in tenerissima età, che lottano contro le malattie, contro le violenze, in certe zone del mondo (ma anche qui in Italia, dato che la povertà sta diventando un vero e proprio dramma, e non da oggi) contro la fame. Ma vivono, anche se la loro vita, ai nostri occhi, può sembrare solo sopravvivenza. Ma non lo è: è semplicemente la loro vita.

    Penso a chi è costretto in un letto, e non può correre, camminare, ballare, mentre prima poteva farlo. E non si arrende, non vuole mollare, digrigna i denti, si incazza con la vita, con lo scherzo che un beffardo destino gli ha giocato, ma va avanti. E, cosa che dovrebbe insegnare tantissimo, va avanti con il sorriso, molto spesso (chi non ricorda la serena e tenera espressione di un uomo dinamico e intraprendente come Ambrogio Fogar, dopo l’incidente, tanto per fare un esempio?).

    Perciò, ti prego di non farti assalire più da quei brutti pensieri. Rinunciare alla propria vita non è una soluzione: è un gesto dettato da disperazione, che poteva essere il più delle volte evitato, se la società fosse stata più attenta a chi lo compie. E’ una sconfitta tanto della Vita in sé e dell’individuo che vi rinuncia quanto dell’essere umano e delle tensioni che dovrebbero portarlo ad elevarsi, a sentire amore dentro di sé non solo per il prossimo, ma anche per se stesso.

    Nella morte non vince nessuno, e si perde tutto in un istante senza possibilità di appello; nella vita spesso non si vince, ma la possibilità di riscattarsi c’è sempre, e la voglia di farlo non deve mancare. Guai se così fosse.

  3. 3
    Monk -

    Ciò premesso, credo che innanzitutto tu debba ritrovare soltanto te stessa. Non è facile, dopo essersi smarriti, ritrovare la strada del proprio cuore, ma è ciò che devi assolutamente fare. E’ un processo che richiede calma, pazienza, cura e soprattutto ordine mentale nel farlo. Ma non puoi esimerti da questo compito, dato che appari così confusa come tu dici. La posta in gioco è alta, ed è quella di perdersi. E, perdendosi, quella di continuare a ferirsi per mezzo degli altri, quasi come se ci si dovesse punire di qualcosa, quasi come se un filo sul quale si stava in equilibrio fosse stato spezzato di punto in bianco, e si precipiti giù, sempre più giù, cercando di aggrapparsi a tutto ciò che passa affianco nella caduta: ad una persona, ad un sentimento, ad un’idea.

    In realtà devi aggrapparti alla tua identità, e a null’altro. Devi sforzarti di essere te stessa, sempre. Questo è il primo passo. Ma non è ancora un passo sufficiente, per la verità. Non solo, infatti, devi sforzarti di essere la Danila di sempre, ma devi NECESSARIAMENTE trarre un’esperienza dal tuo vissuto, e soprattutto da quello più recente. Altrimenti finirai con il commettere gli stessi errori di valutazione sulle persone, e tutta questa sofferenza non ti sarà servita a niente, nel cercare la persona giusta.

    Dici che, oltre a non sapere sostanzialmente più bene chi sei, spesso incontri delle persone che ti interessano, qualcuno che «è bello, è sensibile». A proposito di questa tua frase, osservo due cose:

    a) che è – te lo scrivo con tutta franchezza – piuttosto deprimente, che dopo tante delusioni non si dica «è sensibile, è bello», ma «è bello, è sensibile», anteponendo il giudizio estetico a tutto il resto. Direi, e te lo dico da persona che brutta non è quindi senza alcun interesse personale alla faccenda, che forse sarebbe il caso di invertire l’ordine delle cose, con una certa maturità. Una persona deve essere certo attraente, ma se mostri – come mi sembra, anche inconsciamente – di attribuire PRIMARIETA’ alla bellezza, allora credo che non ti stai evitando futuri dolori;

    b) sarebbe prudente, da parte tua, proprio sulla base di quella ESPERIENZA che dovresti trarre dal tuo vissuto, DOPO AVER RITROVATO (NON RICOSTRUITO!!!) TE STESSA, dire «APPARE sensibile, APPARE bello». Se tutti fossero così come sembrano, allora saremmo tutti felici, pieni di amore per un’altra persona ed amati alla follia. Purtroppo così non è.

    Sei una donna, dovresti avere un intuito femminile innato: usalo. Quando conosci le persone, osserva, osserva molto, e non lasciarti ingannare da una frase retorica buttata qua e là: quella la sa dire chiunque, e te lo dico da persona in fondo sensibile (per quanto io sia simile a un lupo), che ne ha viste parecchie di donne prese al lazo dall’immaturo di turno sol perchè sprizzava belle (ma vuote) frasi da tutti i pori (e magari le ha imparate su Internet). La loro fine? Gettate come un fazzoletto sporco.

    Amati di più. E troverai quel che cerchi.

  4. 4
    amilcare -

    “Allora si conosce qualcuno, lui e’ bello, e’ sensibile, potrebbe essere il tuo tipo, ma tutti ti dicono Dany non ti fidare, vai coi piedi di piombo… mi dicono sii te stessa”
    Se rileggi le tue parole ti potresti rendere conto che la chiave di tutto è in quel “…sii te stessa”. Il guaio è che tu, al momento, non sai chi sei, o così dici. Ciò in quanto la tua vita dipende dalla ‘bellezza’. “E’ bello”. Capisco, alla tua età è il linguaggio corrente. Forse è stato sempre così. Ora, non ti voglio dire che bisogna aere a cuore i brutti o ciò che è brutto ma non guartdare quel ‘valore’ con atteggiamento succube. Succubi della bellezza. E tu sei bella? E se lo sei, non sei pure infelice (al momento)?
    Allora sii te stessa. Se hai la bellezza come valore vai a caccia di belli e mettili nel carnet, raccogline tanti. Oppure soffri un po’, guardati allo specchi, ridi guardandoti e giurati che al momento la vita è questa e non c’è di meglio. La ricerca della bellezza. E dopo un bello o una bella si vuole migliorare e provarne altri più belli.
    Lo stesso se il valore è la ricchezza.

  5. 5
    Spectre -

    Ha già detto tante cose importanti Monk. Personalmente sto capendo col tempo l’importanza del sentimento di “auto conservazione”, di come deve uscire alla scoperto e restare ben presente nella propria testa per non “rovinarsi” da soli. La variabile è nel non cadere nell’egoismo, nel NO a priori verso qualsiasi forma di condivisione per evitare di doversi confrontare con qualcuno, che poi è sempre un confronto con sé stessi. Pare assurdo, ma amare incondizionatamente qualcuno non è la cosa migliore del mondo, darsi totalmente e completamente pure, perché è un rapporto di dare/avere squilibrato che alla fine creerà disarmonie interiori a tutti e due. Per questo, penso debba restare sempre ben presente l’auto conservazione di cui sopra, l’IO come centro ma non in senso egoistico ed arido. Se ci si pone nella maniera giusta le persone intelligenti capiranno, le altre no, ma allora sarà stata un’utile scrematura eheheh…

    Purtroppo è pieno di gente che per non sbagliare, non fa nulla verso l’altro, ma solo verso la propria persona (mancando comunque verso sé stesso, ma da un punto di vista più profondo – che per me è il più importante), anestetizzandosi per anni con relazione superficiali (quando le ha), usando le persone come fossero scatolette di succo di frutta da ciucciare e buttare a terra, o con impegni, hobby ed altro “materiale” che, se da un lato arricchisce, dall’altro rende sterili sotto l’aspetto della condivisione, dove c’è il VERO SALE DELLA VITA. Andare d’accordo con sé stessi, curare i propri bisogni, prima o poi tutti riesco a farlo, usando (nei casi estremi) anche delle vie di comodo come l’essere indulgenti, furbescamente ciechi o poco esigenti con la propria persona. Quel “io sto bene da solo” trovo sia una delle più grandi str...ate/bugie che le persone si dicano l’un l’altra. Quel “felicemente single” che ogni volta mi fa salire i nervi, perché sa di resa di comodo, in molti casi. Infatti trovo sia la bestia più brutta del giorno d’oggi e che si ricollega all’altra lettera sulle “donne moderne”.

    Ci vuole consapevolezza di sé stessi, si deve avere una base interiore per procedere con una relazione, e questo deve servire sia per vivere il rapporto a pieno, ma anche per dire di no con cognizione. Io, ad esempio, ho detto di sì praticamente sempre per anni, cedendo per amore su tantissimi fronti (anche l’altra parte ha fatto più o meno lo stesso dal suo punto di vista) man mano. Se mi riguardo, vedo benissimo come ho gradualmente “smesso di…” per quieto vivere. Non va bene.Io sto lavorando parecchio da questo punto di vista, sto riacquisendo punti personali persi, con la convinzione (durissima da mantenere nei giorni di down peggiori) che un giorno sarò migliore dell’ameba che ero diventato, e che non mi rendevo conto di essere.
    Vedrai che pure tu riuscirai in questo, anche se la lunghezza del percorso dipende da quanto sono profondi i solchi. Questo è quello che mi viene da dare in questo momento…

  6. 6
    DANY73 -

    …. che dopo un po’ di anni se non ti metti il reggi calze , o ti mascheri come una velina , non sei piu’ all’altezza delle sue esigenze, e l’amore svanisce per colpa di un perizoma … Non capisco perche’ amare per me, significa accettare pregi e difetti, pensare di amarlo per tutta la vita, non avere pensieri strani sul bello che ti passa vicino , e loro ( non tutti preciso) guardano queste cazz …. … !!! Le donne nelle tribu’ mettono i reggicalze , i tacchi a spillo …? Con questo non voglio apparire una Santa perche’ anche a me piace osare qualche volta , ma odio sentirmi una donna oggetto, e piango quando penso che mi piacerebbe vivere in un mondo meno banale … Ex a parte, secondo voi, come possiamo sconfiggere questo sistema che ci ha rubato amore , trasformato le donne in veline, gli uomini in pecore (certi e non tutti preciso ) …. Un bacio Dany

  7. 7
    DANY73 -

    Grazie amici davvero di cuore. Si forse ho anteposto la parola bello alla parola sensibile e magari saro’ sembrata una persona banale, ma e’ soltanto una fatalita’. La bellezza e’ si importante, sarei ipocrita a negarlo , ma d’altronde e’ il primo elemento oggettivo che posso analizzare di primo impatto.La parola bellezza ha diversi significati ed e’ naturalmente per tutti molto soggettiva ,x me bellissimo non significa “ficone”,magari lui ha semplicemente un sorriso che mi colpisce , un fascino particolare dovuto ai modi etcc.. , il cosiddetto bello se e’ soltanto bello e basta che ci faccio ?
    Ragazzi , odio il vittimismo e spero non mi consideriate una femminuccia moscietta , ce l’ho sempre fatta da sola, e sicuramente ce la faro’ di nuovo , solo che ho un milione e mezzo di dubbi , e una testa sempre attiva che rimugina , che non riesce ad andare avanti, ma solo indietro e che e’ maledettamente bloccata .
    Io Amo la vita , ma questa parola composta da sole 3 lettere e’ diventata per me la parola piu’ difficile da capire, mi ha deluso e mi sento in colpa quando penso certe cose che sicuramente non farei mai . Sapete a volte scambierei volentieri il mio ruolo con quelle personi infelici che dicevi, loro vivono in un mondo piu’ pulito del ns. , le persone sono tutte unite tra di loro , si aiutano a vicenda , si capiscono tutti senza avere doppi fini o pretendere cose in cambio, si divertono come bambini e non credo ci sia malvagita’ tra di loro , vivono in modo semplice ed e’ questo che sogno , un mondo pulito , l’amore per tutti, per tutto …Quella parola era tutto per me, e non rivolta ad una persona in particolare, lei faceva parte di me , aveva un significato , ed ora il significato e’ diventato soltanto un’interpretazione, un elemento variabile. Nella matematica 1+1 fa’ due ed e’ bellissimo pensare che non ci sara’ mai nessuno a dirti che potrebbe fare 3. Amare x me significava , stima, altruismo, sensibilita’, valori , famiglia, semplicita’, fiducia, fedelta’ etcc.e la somma di tutti questi vari elementi totalizzava un solo risultato “RISPETTO”. Cosa ci faccio ora con questi valori se tutto e’ cambiato, se leggendo le Vs. storie mi accorgo di non essere l’unica, che ci sono storie orribili, che si e’ perso e gettato tutto nel secchio?Al mio ex marito , gli ho dato l’ anima, ma non bastava , voleva una mignott.x casa, non lo sapevo! Insomma,io pensavo a come poter realizzare i ns. progetti, creare una famiglia , ai soldi che mancavano in casa x colpa sua, alle bollette che non riuscivo a pagare con il mio stipendio, e non sono stata abbastanza donna x lui. Vabbe’ dopo questa orribile scoperta ho pensato fosse l’unico a pensarla cosi’ Mi sbagliavo. Non riesco a capire cosa significa la parola amare x il sesso maschile !!! Mi sembra di aver capito, guardandomi in giro e sentendo i discorsi dei maschietti che ./.

  8. 8
    Monk -

    Mai stato l’uomo che hai descritto a dire il vero, sebbene il sesso sia una componente importantissima e fondamentale di ogni rapporto, in giovane età specialmente (vabbe’, per l’età più avanzata sta provvedendo la scienza…). Ma ci vuole rispetto, e ci vuole soprattutto amore.

    Meno male, quindi, che hai corretto il tiro dicendo che “certi e non tutti” sono così, sennò mi offendevo. 😀

    Come sconfiggere questo sistema? Non lasciandosi abbindolare né dalle veline (per noi rarissimi uomini) né dagli omuncoli (per voi rarissime donne). Il sistema non lo sconfiggi, ormai è radicato e pressocché universale ed universalmente valido. Puoi solo evitare di incapparci e lasciartici trascinare dentro da simile gente.

  9. 9
    Monk -

    Ah, e guai a te se ti azzardi a perdere quei valori. Sono quelli giusti. Solo che ormai siamo così in pochi a pensarla così, che siamo come i primi cristiani che venivano perseguitati dai Romani.

    Beh, meglio morire martire ma con quei valori saldi in un cuore ferito o rattoppato, piuttosto che abbandonarli e giocarmi l’anima.

  10. 10
    amilcare -

    Si, si DANY73. Fai bene a pensarla così. Non hai la testa di una velina nè di una stereotipata e vuota persona. Magari potessi averti accanto a me. Quante cose potremmo dirci….

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