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Esperienze di premorte

di Randy

Views: 0 - Views e voti dal 14 agosto 2026.

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Buongiorno a tutti, io non ho avuto nè una nde ovvero una esperienza di premorte nè alcun tipo di prova trascendentale. Ma sono tuttavia incuriosito, con rispetto, dalle altrui esperienze, che considero importanti e che mi fan riflettere. Non sono credente ahimè, ma solo “sperante”, e nel corso degli anni ho letto una gran quantità di testimonianze e libri di e su nde. Una cosa però non riesco davvero a comprendere: come è possibile che un Oltrevita piena di luce e di amore possa concepire anche, sebbene per pochi, una sezione infernale e piena di dolore? Non basta il male che c’è in questo Mondo? Soprattutto i poveri suicidi – dicono alcuni, ma non tutti – hanno questo tipo di esperienza. E come può un Dio misericordioso permettere questo? Ecco, questo mi fa dubitare della spiegazione trascendentale del fenomeno. Volevo sapere cose ne pensate voi che ne sapete più di me e iniziare una fruttuosa e interessante discussione. Grazie mille a chi vorrà rispondermi, soprattutto coloro i quali han potuto vivere un’esperienza così importante.

Data di pubblicazione: 27 Maggio 2013

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Categorie: - Cultura e Spiritualità

59 commenti

  • 1
    EmilyElizabeth -

    Anche io mi sono documentata molto su questo argomento. E anche io mi sono posta molte domande.
    Tuttavia credo che qui, dove viviamo, sia il paradiso. La terra è un paradiso, siamo NOI che la roviniamo, che creiamo morte. Quindi proprio per questo, sono contro la pena di morte perchè credo che nessuno debba mai decidere chi vive e chi muore, credo invece che dopo saremmo giudicati in qualche modo. E sicuramente non credo di meritare lo stesso trattamento di un pedofilo!

  • 2
    Johnny blue -

    Davvero un’analisi profonda Emily, complimenti. ah ah ah ah

  • 3
    Lonewolf -

    E’ stato riconosciuto scientificamente che quelle che vengono definite esperienze di premorte, sono solo reazioni fisiologiche alla carenza di ossigenazione che il cervello subisce a causa di quelle situazioni che preludono allo “spegnimento” delle funzioni vitali, senza che, ovviamente, si superi il punto di non ritorno.
    Senza voler fare della filosofia di basso livello, si è in una condizione di “premorte” già dal momento della nascita, ma al di la delle battute, quelle condizioni di cui accennavo assomigliano agli effetti allucinogeni di alcune droghe che alterano la percezione della realtà. Il corpo umano, in situazioni estreme, tende a “limitare” le proprie funzionlità agli organi essenziali, come accade con il coma per esempio, e gli effetti cerebrali in quei momenti sono più vicini all’ambito onirico di quel che si pensi.
    Immaginare che quella luce, che tutti i “premortizzati” dichiarano di aver visto, significhi l’anticamera del Paradiso, è una speranza comprensibile quanto umanamente auspicabile, ma che nessuno può assicurare essere vera. A parte la Fede, che per definizione non chiede spiegazioni.
    Io temo che il dopo sarà come il prima, ma l’umano bisogno di cercare un senso a questa vita ci fa sperare che dopo la valle di lacrime ci sia quella dell’Eden oppure gli Inferi per i cattivi, come un certo modello religioso ci tiene a far credere, per motivi che chi conosce anche solo un poco l’animo umano capirebbe facilmente, e che pochissimo hanno a che fare con l’esistenza di un Dio.
    Comunque avere fiducia nell’Aldilà non costa nulla e aiuta. Tanto, anche se non ci fosse, non potremo prendercela con nessuno.

  • 4
    LUCA -

    La tua riflessione Randy mi ha molto colpito, soprattutto quando dici:
    “Una cosa però non riesco davvero a comprendere: come è possibile che un Oltrevita piena di luce e di amore possa concepire anche, sebbene per pochi, una sezione infernale e piena di dolore? Non basta il male che c’è in questo Mondo?”
    “Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore”. — 1 GIOVANNI 4:8.
    TUTTI gli attributi di Dio sono genuini, perfetti e attraenti, ma il più attraente di tutti è l’amore. Qual è quindi l’origine di questa (come la chiami tu) sezione infernale piena di dolore in cui molti purtroppo credono? Di tutti i filosofi del periodo greco classico, quello che ha avuto l’influenza maggiore sull’idea tradizionale dell’inferno è Platone. Dalla metà del II secolo d.C. i cristiani che avevano una certa dimestichezza con la filosofia greca cominciarono a sentire il bisogno di esprimere la loro fede in termini filosofici e la filosofia che trovavano più adatta era il platonismo. La Chiesa nel suo insegnamento afferma l’esistenza dell’inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell’inferno, ‘il fuoco eterno’. La pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica.
    Cosa dice invece la Bibbia? “Quelli che sono vivi sanno che moriranno, mentre i morti non sanno nulla . . . poiché non c’è alcuna azione, né progetto, né conoscenza, né sapienza nello Sceòl, dove tu stai andando”. — Ecclesiaste 9:5, 10, La Bibbia Concordata.
    Il termine ebraico Sceol, che si riferisce alla “dimora dei morti”, è tradotto “inferno” o “inferi” in alcune versioni della Bibbia. Cosa rivela questo passo sulla condizione dei morti? Vanno a soffrire nello Sceol per espiare i loro errori? No, visto che “non sanno nulla”. Ecco perché il patriarca Giobbe, in preda a terribili sofferenze dovute a una grave malattia, implorò Dio: “Oh, ti piacesse nascondermi nell’inferno [ebraico, Sceol]”. (Giobbe 14:13, Sales) Questa richiesta non avrebbe senso se lo Sceol fosse un luogo di tormento eterno. In senso biblico l’inferno è semplicemente la comune tomba del genere umano, dove ogni attività cessa.
    Questa definizione di inferno non è forse più logica e in armonia con le Scritture? Quale delitto, per quanto orribile, potrebbe indurre un Dio di amore a torturare una persona in eterno? (1 Giovanni 4:8) Ma se il concetto di un inferno di fuoco è errato, che dire della vita in cielo?
    segue…….

  • 5
    LUCA -

    Qual è l’origine di questo concetto? Dopo la morte degli apostoli di Gesù, verso l’inizio del II secolo E.V., i primi Padri della Chiesa acquistarono preminenza. Descrivendone il pensiero, un’enciclopedia dice: “Secondo l’insegnamento prevalente, la beatitudine celeste è concessa all’anima disincarnata subito dopo qualsiasi necessaria purificazione successiva alla morte”. — New Catholic Encyclopedia (2003), volume 6, pagina 687.
    Cosa dice la Bibbia? “Felici quelli che sono d’indole mite, poiché erediteranno la terra”. — Matteo 5:5.
    Anche se promise ai discepoli che avrebbe ‘preparato un luogo’ per loro in cielo, Gesù indicò che i giusti non ci vanno automaticamente. (Giovanni 3:13; 14:2, 3) Non pregò forse perché la volontà di Dio fosse compiuta “come in cielo, anche sulla terra”? (Matteo 6:9, 10) In realtà, i giusti saranno ricompensati in due modi diversi: alcuni godranno di una vita immortale in cielo con Cristo, ma la maggioranza , quando la volontà di Dio sarà fatta ANCHE qui sulla terra, vivrà per sempre sulla terra, il vero paradiso, dato che la traduzione di questa parola significa anche “GIARDINO”. — Rivelazione (Apocalisse) 5:10.
    Nel corso del tempo la chiesa primitiva ha cambiato opinione in merito al suo ruolo sulla terra. Il risultato? “La chiesa istituzionale sostituì sempre più l’atteso Regno di Dio”, dichiara un’opera di consultazione. (The New Encyclopædia Britannica) La chiesa iniziò a consolidare il suo potere immischiandosi nella politica e ignorando così le esplicite dichiarazioni di Gesù secondo cui i suoi seguaci non dovevano ‘far parte del mondo’. (Giovanni 15:19; 17:14-16; 18:36) Sotto l’influenza dell’imperatore romano Costantino, la chiesa scese a compromessi riguardo ad alcune credenze,fra le quali anche quella secondo cui “tutti i buoni vanno in cielo”.
    Come ha detto qualcuno, il vero paradiso è proprio qui, sulla terra. Siamo noi umani che lo stiamo rovinando, sia a livello fisico che a livello morale. Se vogliamo essere realisti, come è improbabile che un Dio di amore torturi i peccatori per l’eternità in un inferno di fuoco, non ti sembra altrettanto crudele pensare che un Sacerdote dica a una madre che ha appena perso il suo bambino che “Dio aveva bisogno di un nuovo angelo nei cieli”? Secondo te la fede di questa madre in Dio crescerà o verrà azzerata totalmente? Oppure riflettiamo anche un attimo sui sentimenti che proviamo quando perdiamo una persona cara, anche anziana. Nella peggiore delle ipotesi, quando questa persona defunta stava soffrendo per mali terribili tiriamo un sospiro di sollievo perchè ha terminato di soffrire, ma nessuno è felice perchè adesso è morta e sta ascendendo al cielo.
    Noi esseri umani vogliamo vivere, non morire per andare chissà dove. E vogliamo vivere qui, sulla terra, una terra che, quando sarà fatta la volontà di Dio, diverrà un paradiso straordinario per tutti.

  • 6
    blackjack -

    @LUCA

    La terra è e resterà un luogo di passaggio, una scuola(molto dura), dove le anime si avvicendano in vista di uno scopo comune: l’ascesa.Non potrà mai essere un paradiso, proprio perché abitata da anime di diversa evoluzione.Dio non tortura nessuno, come dici tu semplicemente perché permette a tutti di rimediare agli errori fatti in vita tramite la reincarnazione. Anche al mafioso pluriomicida…già, anche lui un giorno sarà perfetto come la fonte da cui proviene e a cui si ricongiungerà. I cristiani delle origini credevano nella reincarnazione.I documenti più significativi su cui essi si basano sono alcune affermazioni dei Padri della Chiesa e di Gesù Cristo stesso, quest’ultime contenute nel Vangelo.
    La Chiesa Cattolica rigettò definitivamente la reincarnazione solo nel Concilio indetto dall’imperatore Giustiniano nel 553 d.C. Si noti che il Papa Virgilio, pur trovandosi a Costantopoli, si rifiutò di partecipare a quel Concilio.
    La credenza nella reincarnazione però sopravvisse in molti ambienti cristiani, sopratutto fra i Catari che affermavano che il compito dell’uomo era quello di liberarsi della prigionia del corpo e ricongiungersi con Dio Padre, cosa che doveva avverarsi durante la vita, perchè, altrimenti, l’anima umana era costretta ad ulteriori reincarnazioni, fino a raggiungere la liberazione finale.
    I Catari furono tutti sterminati tra il 1208 ed il 1244 dalla Chiesa Cattolica.
    Attualmente esistono alcuni gruppi cristiani minoritari che credono nella reincarnazione: la Chiesa cattolica liberale, la Chiesa unitaria ed i movementi spiritualisti cristiani.

    “Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna” (Gv 12, 20-33)

    “Di quelli che hanno trovato se stessi, il mondo non è degno” Vangelo di Tommaso

    “Noi esseri umani vogliamo vivere, non morire per andare chissà dove. E vogliamo vivere qui, sulla terra”
    Parla per te…per quel che mi riguarda non vedo l’ora di tornare a casa, dopo aver assolto il mio compito su questa terra, naturalmente, e spero vivamente di non tornarci mai più. 😉

  • 7
    Randy -

    Lonewolf: posso garantirti che io sono laico e agnostico, ma dopo anni di letture concernenti l’argomento nde devo dire che l’ipotesi della mancanza di ossigeno ha poche pezze d’appoggio e nessuna scientificità epistemologica. Ci sono ampi stralci di dibattiti sulla questione che si possono trovare in internet. Riguardo la consonanza delle nde con l’uso di droghe, molti studiosi di nde han rilevato sensibili differenze tra le due esperienze. Anche in questo caso rimando a libri e articoli facilmente reperibili su internet. Con ciò non voglio dire che le nde sono per forza un fenomeno trascendentale (magari potessi!); solo è importante rilevare che ancora non ci sono certezze nè spiegazioni scientifiche, ma solo atti di fede, sia in senso positivo che negativo.

  • 8
    Randy -

    Luca: la tua sinossi sull’inferno e l’Aldilà è anche interessante, ma non capisco dove vorrebbe arrivare. Come ha detto qualcuno (chi?) il vero Paradiso è qui sulla terra…ne prendo atto, ma mi permetto di obbiettare. Se questo è il paradiso, figuriamoci l’inferno.
    Dunque, se ho ben capito, anche tu sei un ateo che non crede a un paradiso dopo la morte? Oppure credi che Dio esiste e che basterebbe fare la sua volontà (ma quale?) per essere in paradiso (rimanendo comunque mortali…e dopo morti?)?
    Insomma, credo che tu sia un po’ confuso.
    Inoltre di cosa c’è scritto nella Bibbia poco me ne cale. Le nde, se fossero davvero un fenomeno trascendentale, ben poco avrebbero a che fare con la teologia in senso stretto. Anche i maori, i polinesiani e i giapponesi hanno nde, e loro della Bibbia se ne fregano.
    Dunque, credo che sia tutto un po’ più complesso.

  • 9
    Lonewolf -

    Randy, prendo atto delle tue dichiarazioni mentre noto il tuo sincero interesse al fenomeno. Sono laico ed agnostico a mia volta e mi ritengo anche cartesiano per sovrappiù, quindi per questo non ti meravigliare delle mie considerazioni alla San Tommaso, ma dovresti convenire con me che così come sono inspiegabili certi fenomeni pseudo trascendentali, lo sono ancora anche molti episodi di natura fisiologica, vuoi in quanto relativamente poco frequenti nella loro manifestazione quanto poco studiati proprio per la loro rarità. Non lo saranno più quando si sveleranno i loro “misteri”, com’è successo migliaia di volte negli ultimi secoli. Ciò non toglie che il fenomeno da te citato sia interessante proprio per il suo modo di manifestarsi, però il fatto che Maori e Giapponesi ( e probabilmente anche i figli di Allah), lontani dalla cultura cristiana, dichiarino le stesse esperienze di nde, non ti fa pensare che la fisiologia sia la causa più probabile? Io ho già dichiarato che per quanto mi riguarda “dopo” sarà come “prima”, cioè si tornerà alla condizione che esiste quando la coscienza è priva del corpo, di cui è una diretta derivazione, fino a prova contraria, escludendo la Fede, quindi non ci vedo manifestazioni divine ma solo fenomeni non ancora studiati a fondo.
    Per quanto mi riguarda, Dio, se esiste, non può fare differenza tra la vita di un protozoo è quella di un uomo. Tutto questo antropocentrismo assomiglia molto alle aberrazioni che si avevano prima di Copernico e di Galilei, e le mille altre credenze, poi smontate dalla scienza, che una certa Chiesa ha sempre pervicacemente difeso come assolute.
    Sai, Randy, intorno a questi argomenti si potrebbe passare la vita a discutere, senza necessariamente giungere a delle conclusioni convincenti per gli interlocutori, almeno fintanto che, lentamente, le scoperte scientifiche non “secolarizzino” involontariamente certe granitici dogmi religiosi, che fino a poco tempo prima condizionavano i nostri giudizi sul senso della vita. E’ questa enorme domanda che ha dato corso al nostro bisogno del divino, con gli incredibili “sviluppi” che conosciamo, a partire da quando l’affacciarsi della coscienza nell’uomo preistorico gli faceva guardare con comprensibile stupore il sole e il cielo stellato senza comprenderlo.
    Ho letto con interesse Luca, anche se convengo che ha spostato il dialogo sulla teologia pura, mentre rabbrividisco per le ultime parole di Blackjack, per certi versi molto simili come senso a quelle che hanno in mente gli pseudo martiri “esplosivi” musulmani. La religione dovrebbe essere un inno alla vita, non al suo contrario, neppure se quel contrario significasse tornare in una auspicabile “casa”, che non è comunque garantita, per nessuno.

  • 10
    Randy -

    Vedi Lonewolf, io e te forse diciamo le stesse cose, ma da angolature diverse. Certo che le nde possono essere fenomeni fisiologici e naturali. Ma possono essere anche fenomeni trascendentali (e naturali). In ogni caso, c’è un atto di fede. Per questo mi dichiaro agnostico e non ateo, come invece sembri più propenso ad essere tu.
    Ho solo notato, leggendo centinaia di testimoniane ed ascoltandone qualcuna, anche da persone che prima di queste cose non s’interessavano per niente, che una nde non somiglia ad una esperienza con sostanze psicotropiche; e ho letto che l’ipossia non è una risposta completamente esauriente. Ma, ovviamente, non so se le nde siano un fenomeno trascendente, come tuttavia spero (e spero che lo speri anche tu eh eh).
    Il discorso teologico, qui, non ha senso. Ciò che la Bibbia dice o non dice, poco m’importa in questa sede. Per questo non ho ben capito l’intervento di Luca.
    Sulla questione più direttamente epistemologica, è vero che fenomeni ora inspiegabili potranno essere spiegati tra qualche anno o qualche secolo. Ma non sono di quelli che vedono nella Scienza la risoluzione di ogni problema, ed inoltre molti fenomeni, per quanto studiati, rimangono oscuri anche per gli scienziati. Inoltre ci sono più scienziati credenti che scienziati atei e la nuova fisica quantistica, per quanto davvero non me ne intenda, prevederebbe – secondo alcuni – fenomeni di natura energetica che forse hanno origini trascendentali. Credo sia tutto più complicato e di come la pongono i credenti “positivi” (i credenti) e di come la scompongono i credenti negativi (atei).
    Io voglio limitarmi a studiare le nde.
    Comunque è un piacere parlare con te.

  • 11
    Lonewolf -

    Ciao Randy. Io credo che nessuno sia realmente e completamente ateo, esistono diverse sfumature di agnosticismo, questo sì, ma negare il Mistero che pervade le nostre vite sarebbe un atteggiamento quanto meno poco intelligente. Si può parlare di fenomeni non spiegati che verranno spiegati, ma notiamo che anche quando questo accade non esaurisce i dubbi e le domande che l’uomo si fa intorno al senso della vita. Einstein stesso non poteva fare a meno di citare la “presenza” del Mistero, nonostante la sua mente fosse assolutamente razionale e scientifica, Mistero di cui la nde ne è parte in questo momento, almeno fintanto non se ne dovessero dimostrare le eventuali ragioni fisiologiche.
    D’altro canto, tutti noi esseri umani necessitiamo di punti di riferimento cui rifarci per dare una ragione alle cose e agli eventi, è inevitabile che il concetto di Divino, che trascende la ragione, resti un Mistero. Qui inizia il bivio che ci porta ad imboccare il sentiero della Fede o quello dell’agnosticismo, o l’ateismo per chi preferisce NON porsi il problema. Infatti il termine “agnostico” significa, credo, “non conoscenza” (a-gnosis), termine che non esclude quindi l’esistenza di un senso al concetto di Mistero, senso che tuttavia ancora “non si conosce”.
    Quando correttamente parli della questione epistemologica, ricadiamo inevitabilmente nell’altra questione dei punti di riferimento cui accennavo prima, riferimenti che il Mistero non può fornirci in quanto tale. Sempre analizzando il termine, l’epistemologia in soldoni non è altro che un riferimento archetipico cui rifarsi, per riconoscere la coerenza filologica di un concetto, e chiaramente questa azione può essere condotta solo nell’ambito del tangibile e del dimostrabile, in quanto nelle relazioni umane e personali utilizziamo TUTTI quella che viene definita LOGICA, che si fonda sulla coerenza filologica occidentale, nata come sappiamo nella culla della nostra civiltà, che è sata l’antica Grecia .
    Dobbiamo accettare che la visione di certi fenomeni che toccano la sfera dell’ineffabile, sarà sempre soggetta ad opinioni divergenti ma altrettanto autorevoli. Se sul nostro argomento interrogassimo chessò, monsignor Ravasi e Odifreddi, avremmo uno scontro tra due titani del Sapere che non ci toglierebbe i dubbi che abbiamo.
    In fondo è la nostra vita, anche quella fisica, che è pervasa da un mistero che a volte sembra renderci solo attori guidati da una Regia che non conosciamo. Ma l’uomo, identificatosi in Prometeo, sfida da sempre gli dei per impadronirsi della Conoscenza, e come Prometeo è condannato a “mangiarsi il fegato”, perchè quando pensa di aver trovato il bandolo della matassa di una questione aperta, scopre invece che ci sono ancora migliaia di “gomitoli” da dirimere, a causa di quel…Mistero.
    Randy anche per me è un piacere dialogare con te.
    Un saluto.

  • 12
    KATY -

    Che bel post, e che belle risposte!
    Alcune non le ho capite appieno 🙁
    però mi è mpiaciuto tantissimo leggerle

    Io non sono bravissima a esprimermi, e a volte brancolo totalemtne nel buio.
    Ho il terrore della morte,
    di quello che c’è dopo,
    e a volte mi fa paura anche quello che sta da questa parte 🙂

    Però mi hanno colpito tantissimo due versetti che ho letto nel Vangelo di GIovanni
    “IO sono venuto perchè abbiano la vita, e l’abbiano in abbondanza” GIovanni 10,10

    COme per dire, secondo me, che Lui è venuto per darci anche gioia/felicità/successi
    e non solo la vita eterna, cioè il DOPO.

    E poi

    “Nel mondo avrete dolori! Coraggio, però: io ho vinto il mondo!”. GIovanni 16, 33

    Questa frase per me è come una promessa e un avvertimento.
    Ovvero, ci dice che purtroppo avremo dispiaceri, dolori, tragedie, ecc,
    però che LUI ha vinto il mondo.

    COme per dire, ” aiuterò anche a voi, a vincere con Me”.

    Ecco, spero di aver partecipato a questa bellissima conversazione in maniera decente.

    Ciau a tutti,

  • 13
    Randy -

    Bene, siamo ormai quasi all’unisono. Come dicevo, è solo questione di sfumature. Il concetto di Divino resta un mistero, certo. E, come tale, potrebbe ben trascendere tutti i criteri archetipi di questo mondo. O forse riunirli tutti.
    Ma, come vedi, la discussione si è fatta troppo ampia e dunque meno attinente allo spirito della mia lettera, che in realtà cercava di vellicare la curiosità di tutti noi sul fenomeno nde.
    In quanto anch’io Prometeo, spero tuttavia che, dopo aver tirato le cuoia, anzichè legarmi ad una roccia, o annichilirmi, ci possa essere qualcuno che mi dia qualche risposta assoluta e qualche soddisfazione.

  • 14
    blackjack -

    “rabbrividisco per le ultime parole di Blackjack, per certi versi molto simili come senso a quelle che hanno in mente gli pseudo martiri “esplosivi” musulmani…”
    “…Nel complesso, il vissuto della morte può definirsi nell’ambito delle esperienze transpersonali che dimostrano come le potenzialità della coscienza vadano oltre le conosciute coordinate del funzionamento cerebrale e come i confini dell’”io” possano essere trascesi in una consapevolezza translogica che ha accesso a reami non percepibili sensorialmente ove si rivela l’arbitrarietà dei limiti dello spazio e del tempo e l’illusorietà della materia.Al distacco dal complesso biopsichico, vissuto con lucidità, e alla consapevolezza di quel che avveniva nell’ambiente circostante, è seguita l’immersione in una realtà transmateriale le cui qualità erano la luminosità, l’ordine e l’armonia. L’esperienza della realtà trascendente si è concretizzata quale stato di gioiosa unione ed empatica partecipazione alla vita universale, risultata dal riassorbimento dell’individualità in una totalità cosmica che ha l’essenza del bene e della perfezione. Esiste uno stato di beatitudine, di coscienza unitiva omnicomprensiva, da cui è molto difficile tornare proprio perché é uno stato di tale beatitudine e di tale armonia che poi il ritorno nel corpo sembra veramente una limitazione ed un impoverimento.” – nde dott.Laura Boggio Gilot
    @Lonewolf, Rileggi quanto ho scritto alla luce della testimonianza in questione, per citarne una delle tante, e mi vedrai senza barba e con una normale cintura in cuoio.
    Premetto che non seguo alcuna religione, sono uno “gnostico” che ha esteso la sua ricerca a 360°, cercando parallelismi tra queste manifestazioni trascendentali(o presunte tali) le religioni e perchè no, la scienza, fisica in primis.
    Tuttavia fossi in te mi guarderei bene dall’affermare che “é stato riconosciuto scientificamente che quelle che vengono definite esperienze di premorte, sono solo reazioni fisiologiche alla carenza di ossigenazione che il cervello subisce a causa di quelle situazioni che preludono allo “spegnimento” delle funzioni vitali, senza
    che, ovviamente, si superi il punto di non ritorno” perché, mi dispiace deluderti ma la scienza non ha dimostrato proprio nulla, a meno che tu reputi scientifiche le “dimostrazioni” di certi organismi tipo cicap, tanto per citarne uno, che quando non rasentano il ridicolo possono essere tranquillamente tacciate di fondamentalismo scientifico, se non di ottusità.Tanto per cominciare,come tu ben sai ogni attività cerebrale, onirica o pensativa, è facilmente tracciabile e verificabile tramite l’elettroencefalogramma, tant’è,che quando il segnale è piatto il cervello è inattivo e viceversa.Bene.La scienza non riesce a capacitarsi come possa essere possibile un’attività pensativa, come quella che avviene durante un’nde, che non viene segnalata dall’elettroencefalogramma in questione.Te lo dico io perchè.
    continua

  • 15
    blackjack -

    segue

    Prima però fai un bel respiro e rilassati,sai com’é, non vorrei essere tacciato di ubriachezza molesta, dal momento che già mi hai catalogato come terrorista. 🙂
    La mente non risiede nel cervello, ma è “qualcosa” di avulso dallo stesso.E mi fermo quì.Quelle persone non solo hanno visto e udito quello che succedeva nella sala operatoria, sono state in grado di raccontare la tecnica usata tra lo stupore generale, e di “sentire”i pensieri.A Pam reynolds nel 1991 venne stato diagnosticato un
    aneurisma di un’arteria basilare del cervello.Il Dott. Robert F. Spetzler del Barrow Neurological Institute di Phoenix le raccomandò un’operazione speciale, nota come arresto cardiaco ipotermico, chiamato anche “standstill [sosta].” In questo tipo di chirurgia, la temperatura del corpo viene abbassata, il battito cardiaco e la
    respirazione vengono fermate, il sangue fatto defluire dalla testa, finché l’elettroencefalogramma diventa totalmente piatto. Clinicamente parlando, il paziente é morto.La paziente in questione, oltre ad aver vissuto le “classiche” fasi dell’nde, fu in grado di descrivere minuziosamente tutto quello che era successo nella sala operatoria, compreso l’utilizzo di uno strumento chirurgico particolare, una sega da ossa, e nonostante che le orecchie fossero tappate per controllare l’attività del tronco cerebrale, e gli occhi bendati, oltre l’anestesia profonda,naturalmente.La reynolds, inoltre, affermò anche di aver sentito la conversazione tra il chirurgo cardiovascolare ed il neurochirurgo riguardante le sue arterie molto piccole. “Queste tre cose erano dettagli importanti a sostegno del fatto che la paziente aveva percepito quello che accadeva quando lei non avrebbe potuto vedere o sentire nulla,” dice il Dr.Sabom.
    Lonewolf, ti sei mai chiesto come sogna un cieco dalla nascita? esattamente come “vede” naturalmente.E cosa succede durante un nde? semplice…”Ero al di sopra del mio corpo, a guardare me stessa per la prima volta, non sentivo amore e nemmeno alcun legame per esso….Ero scioccata. Naturalmente non avevo mai visto me stessa e pensai che fosse bene darci un’occhiata…Dopo aver osservato le mie fattezze per un tempo che pareva un’eternita’ un pensiero mi colpi’: se‚ ero in grado di vedere me stessa, allora avrei potuto vedere anche altre cose ed allora pensai -Che dono meraviglioso, ho ricevuto!-WAOH! Non solo non ero in un vuoto buio fatto di nulla, ma potevo vedere cosi’ come pensare! Piuttosto che immaginare come fosse fatto il mio mondo (sotto forma di un piccolo appartamento) io lo potevo vedere! I colori mi erano stati descritti come strutture e profumi ma niente mi era stato detto per prepararmi alla realta’ di tutti quei colori in cui mi trovavo immersa. Poi sentii dei rumori dal di fuori: c’era qualcuno che bussava alla porta del mio appartamento. Dissi a me stessa- beh, andiamo a vedere chi é!Fluttuai verso l’ingresso e vidi che era la mia padrona di casa.
    mi spiace ma…continua

  • 16
    blackjack -

    segue
    Sapevo che era lei perche’ puzzava come le sigarette che fumava. Lei intanto continuava a bussare alla porta. Io VIDI che aveva un foglio di carta in mano ed ero certa che fosse una seconda notifica di sfratto. Non avevo un soldo per pagare l’affitto e sapevo che me ne sarei dovuta andare al piu’ presto. La studiai per alcuni secondi poi pensai che stavo solo perdendo il mio tempo: volevo andare a vedere il mondo!Immediatamente fluttuai attraverso i muri del’appartamento e gia’ vedevo la strada in basso. Vidi la gente andare sotto e sopra, pensai:”Vediamo se posso toccare qualcuno!” Mi avvicinai ad un bambino che si trovava in strada e poggiai la mia mano destra attraverso di lui…. che strano, pensai, non posso toccarli ma ho ancora una mano. Ossevai la mia mano per alcuni minuti e notai che splendeva un po’ ed era molto trasparente. Poi mi aggirai nei dintorni guardando altre cose per poi tornare indietro verso il mio corpo, come attratta da una forza sovrannaturale. Mi accorsi che la padrona di casa era entrata ed avendo scoperto il mio corpo, stava chiamando il 911.Quindi,non solo la mente é separata dal cervello e contenuta
    in qualcos’altro, questo qualcos’altro é perfettamente in grado di vedere nonostante il problema alla vista “fisica”.Ora siccome é il cervello quello che vede, e un cervello che non ha mai visto continuerà a non vedere, non avendo sviluppato il relativo senso e credimi, parlo con cognizione di causa, trai tu le dovute conseguenze.Ma veniamo ad un’altra testimonianza, mi riferisco a quella di Vladimir Efremov, un grande specialista nel campo dell’ intelligenza artificiale, da molti anni lavora per il progetto “Impulse” ed ha partecipato alla preparazione del lancio di Gagarin nel cosmo, oltre ad aver contribuito all’elaborazione di sistemi missilistici super moderni. Il suo staff scientifico ha vinto quattro volte il premio Statale. “Prima della morte clinica mi consideravo assolutamente ateista” racconta Efremov. ‘Mi fidavo solo dei fatti. Ritenevo che tutte le riflessioni sulla vita nell’Aldilà fossero solo oppio religioso. A dire il vero, non ho mai pensato alla morte. Ho tanto da fare che basterà per dieci vite e poi, avevo da curare il cuore, la bronchite e altri mali.Durante la sua esperienza fece un esperimento. “…Mi venne un pensiero pazzo: fino a che punto si può influenzare il mondo circostante? Si potrebbe mai tornare ad una vita precedente? Ho immaginato mentalmente il vecchio televisore rotto di casa mia e l’ho visto da tutti i lati contemporaneamente. Sapevo tutto di lui, chissà come, persino dove era prodotto. Sapevo dove erano stati trovati i minerale usati per fondere il metallo usato per la costruzione del televisore, quale fonditore d’acciaio lo avesse fatto, sapevo che aveva moglie e problemi con la suocera. Ho visto tutto ciò che era legato a questo televisore, in ogni suo piccolo dettaglio. Sapevo precisamente quale fosse il pezzo guasto.
    continua

  • 17
    blackjack -

    segue
    Dopo, quando sono guarito, ho sostituito il transistore T-350 ed il
    televisore ha ripreso a funzionare…Avevo una sensazione di onnipotenza del pensiero. La nostra Sezione Progetti per ben due anni si era arenata nella risoluzione d’un progetto missilistico. Di colpo, pensando a quella costruzione, ho visto il problema in tutta la sua poliedricità e l’algoritmo della soluzione è apparso da sé. Successivamente l’ho messo per scritto ed applicato con successo.” “…Ogni paragone sarà falso. I processi lì non sono lineari come da noi, non sono estesi nel tempo, fluiscono contemporaneamente in tutte le direzioni.Gli argomenti nell’Aldilà sono come dei concentrati di informazione il cui contenuto determina il posto dove essi si trovano e le loro qualità. Tutto si trova in un’unica catena di legami di causa-effetto. Gli oggetti e le loro caratteristiche formano una globale struttura nella quale tutto funziona secondo le leggi del soggetto amministrante, cioè Dio.Solo Lui ha il potere di creare, cambiare o eliminare ogni oggetto, qualità o processo,compreso il corso del tempo.”
    E pensare che era ateo…
    per finire… “Per me la morte è stata una gioia non paragonabile a nulla di esistente sulla Terra. Persino l’amore per una donna in confronto al mio vissuto è nulla…”
    Ecco un altro terrorista.
    Vogliamo parlare dell’nde di Mellen – Thomas Benedict, letteralmente guarito da un tumore in fase terminale e di quella del dott.George Rodonaya,letteralmente resuscitato durante la sua autopsia effettuata dopo aver “soggiornato” per tre giorni in una cella frigorifera dell’obitorio? Visto che ci siamo, vogliamo altresì parlare delle visioni dei morenti?di come questi riescano a vedere persone defunte pur ignorandone la morte?Dal canto mio ne conosco tre,di queste però, quella di un giovane di mia conoscenza è veramente notevole…nelle ultime fasi prima del trapasso, raccontò ai suoi di vederli dall’alto. Spirò serenamente, dopo aver raccontato di vedere parenti e amici defunti che erano venuti a prenderlo.
    Quindi caro Lonewolf, a prescindere dalla personale fede, credo, speranza o certezza, la scienza non ha dimostrato nulla.
    Perdonate la lunghezza.

  • 18
    Lonewolf -

    Touchè, dovrei replicare caro Blackjack. Obiettivamente non posso vantare una conoscenza così dettagliata del fenomeno di cui qui si discute, e le tue parole sono così convincenti e autorevoli che chi ne viene investito senza avere argomentazioni all’altezza delle tue, rischia di farsi una stupida domanda: perchè allora non ci suicidiamo?

    Mi devi perdonare se ho usato il paragone terroristico, ma in quel momento ci vedevo una negazione della vita, assieme alla tua aspirazione di non tornare più su questa terra, per la quale ho reagito istintivamente, come si fa quando qualcuno è sul cornicione di casa pronto a buttarsi di sotto. Scusami questa irruzione nel tuo personale, ma mi era necessario per spiegarti la mia reazione alla tua “speranza” di morte.
    Venendo alla questione dibattuta: sì ho letto di quelle esperienze nde che tu descrivi così chiaramente, anche se non le ho approfondite quanto te evidentemente, ma ho letto anche di pazienti che sono “tornati in vita” che non ricordano un bel niente, e con questi come la mettiamo, sono sfortunati, destinati all’oblio? Insomma, mi pare che da qualunque lato si guardi il fenomeno vi sono punti che non confermano nè smentiscono, lasciando in sospeso qualunque giudizio.
    Quanto alla collocazione della “mente”, posso concordare con te sulla sua non certa ubicazione, utilizzando come modesto esempio il comportamento anche della più semplice delle cellule del nostro organismo, che appare dotata di un’autonomia intelligente meravigliosa quanto inquientante, anche per gli addetti ai lavori; ma si può sostenere che la mente, ancorchè non dimorante nel cervello, possa essere un’entità non “fisiologica” solo perchè esistono le nde?
    Le considerazioni che hai portato, Blackjack, sono affascinanti, come lo è la citazione della dottoressa Boggio Gilot, che mi appare personalmente come la bellissima esposizione di una naturale aspirazione a poter continuare ad esistere dopo questa breve e spesso tormentata vita “fisica”.
    Non sono un seguace del Cicap, perchè anche in quel caso non amo i fondamentalismi assoluti, anzi, ho avuto anch’io un indiretta testimonianza di due episodi di premonizioni che hanno anticipato la morte di una mia fidanzata, molti anni fa.
    Tuttavia, Blackjack, stanno per scadere le 10 e vooglio sottolineare per il momento non condivido la descrizione del dottor Efremov riguardo alla beatitudine che ha provato. Non avendo confronti mi accontento dell’amore che ho e ricevo dalla mia famiglia, che almeno un senso a questa temporanea esistenza lo dà, con certezza.
    Grazie per il tuo interessante post, ma facci sapere dove leggi quelle testimonianze che hai citato. Vorrei farlo anch’io e forse qualcun’ altro.
    A risentirci.

  • 19
    Lara -

    Mi spiace che il seguito della lettera di Randy si sia rivelata niente di più che una serie di post pro o contro le nde. Io avevo capito che si dovesse discutere del perchè alcuni poveri suicidi devono vivere una esperienza negativa anzichè positiva.
    E sono d’accordo con Randy quando dice che è assurdo.

  • 20
    blackjack -

    @Lonewolf

    Non preoccuparti, non me la sono affatto presa, tant’è che ci ho scherzato su. E poi, un po’ me la sono cercata, lo ammetto…in effetti dovrei un tantino contenermi nell’esternare certi pensieri personali che potrebbero urtare la sensibilità altrui.Il fatto é che la mia ricerca mi ha portato non solo a non temere la morte(rinascita…), ma a vedere questa realtà in bianco e nero, e l’altra a colori…hai presente la sposa cadavere di Tim Burton? E credimi le miriadi di testimonianze da me lette, se da un lato mi hanno dato la certezza di quello che dico, dall’altro più passa il tempo più mi sento un esule in terra straniera.
    Perché non ci suicidiamo?…”semplice”, perché chi s’interessa di queste tematiche sa che il nostro venire su questa terra non é frutto del caso…tutt’altro credimi, dal momento che noi non siamo un semplice corpo dotato di un’anima…siamo uno spirito immortale che si riveste di un corpo per vivere le esperienze che gli servono per progredire.Non solo.”Potremmo” aver scelto noi le prove di questa vita, ed averle accettate prima di incarnarci.Per non parlare poi delle vite di espiazione, destinate a riparare gli errori compiuti in un’altra vita e ad imparare a non ripeterli.Tornando all’argomento nde, mentre in caso di morte naturale si é riluttanti a tornare nel proprio corpo, nessuno in caso di suicidio sarebbe disposto a ripetere l’esperienza anche perché, dall’altra parte si capiscono le reali motivazioni della propria esistenza.Si comprende altresì,che le prove fallite vanno ripetute.Che senso ha allora farla finita? Le pene sofferte dai suicidi, pur essendo temporanee,(nessuno condanna chicchessia per l’eternità cari Randy e Lara…), sono reali, perché la legge causa-effetto esige la riparazione e della volontaria interruzione della propria esistenza, e del dolore inferto alle persone care. Naturalmente contano anche le reali motivazioni che hanno spinto una persona a compiere il gesto…perché un conto é farla finita per sfuggire ad una vita opprimente(si pensi ad una vita di espiazione), un altro é il suicidio che in realtà é un volere sacrificare la propria vita per salvare un’altra persona… per non parlare poi della morte assistita in caso di malattia terminale.Di certo un martire musulmano non verrebbe accolto con pifferi e tamburi,tantomeno troverebbe le agognate vergini ad attenderlo.Ciò vale per tutti i massacri compiuti in nome di Dio di qualunque matrice religiosa.Tutto questo sintetizzando al massimo, ovviamente.
    “…ma ho letto anche di pazienti che sono “tornati in vita” che non ricordano un bel niente, e con questi come la mettiamo, sono sfortunati, destinati all’oblio? Insomma, mi pare che da qualunque lato si guardi il fenomeno vi sono punti che non confermano nè smentiscono, lasciando in sospeso qualunque giudizio…”
    Tranquillo, non sono destinati all’oblio, il fatto di non ricordare non significa che l’esperienza non si sia verificata.
    continua

  • 21
    blackjack -

    segue
    Una seduta di ipnosi regressiva la farebbe riemergere sicuramente.
    “…Ritornando al tema delle NDE e dell’ipnosi regressiva devo svelarvi che la trance permette il riaffiorare delle esperienza di premorte nascoste nel nostro archivio interiore. L’ipnosi regressiva condotta su Fabio due settimane fa ha ricostruito i passi del suo “bardo” fuori dal corpo. A tre anni colpito da una meningite era rimasto per tre giorni in coma e mi aveva chiesto di sondare quel territorio per lui rimasto buio. La trance lo ha condotto a quell’infanzia fino al coma, ” Nebbia…vedo nebbia ondeggiante…ora più ferma… la nebbia diventa scura come in un tunnel in fondo una luce gialla esco finalmente e sono in un giardino con una quercia e vedo i miei tre figli venire verso di me”. Nell’inconscio a tre anni, in una dimensione atemporale si era ricongiunto con i suoi attuali e amatissimi bambini. “E’ per loro che sento l’impulso di ritornare…” Angelo Bona
    Quanto alla mente, entità separata dal cervello, e a questa estranea, oltre ad essere dimostrata dalle nde, é dimostrata dalle O.B.E.(out of body experiences),nonché dall’ipnosi regressiva citata in precedenza che, oltre a confermare la reincarnazione, si é spinta oltre, fino a far emergere il vissuto della medesima(l’entità) tra un’incarnazione e l’altra.Ovviamente di Efremov ho raccontato solo una parte della sua esperienza, anche perché quello che mi premeva evidenziare era il persistere della sua personalità nel suo modo di rapportarsi con la nuova realtà, lo stesso approccio scientifico che lo contraddistingueva in vita. Tengo a precisare che queste sono esperienze di confine dal momento che, ad un certo punto si é indotti a tornare, e lui a destinazione non é mai arrivato, visto che si trovava nel famoso tunnel…eppure la sua esperienza già aveva le caratteristiche dell’ineffabilità e dell’inenarrabilità. Tieni presente altresì che, procedendo dal basso verso l’alto, esistono infiniti livelli di coscienza…aggiungi a tutto questo le convinzioni personali e religiose, che spingono ad identificare l’essere di luce incontrato dal “morente” di volta in volta con Gesù cristo, Budda,ecc…o nessuno di essi. Quanto alle testimonianze, leggendo diversi libri sull’argomento, ho avuto modo di conoscere il lavoro di eminenti studiosi, a partire dal dottor Raymond A. Moody, autentico pioniere delle ricerche in questione, passando per la dott. Elisabeth KublerRoss,psichiatra statunitense, e ancora Michael Sabom, notissimo cardiologo di Atlanta, per non parlare di Melvin Morse, pediatra di Seattle, cui spetta il merito di aver iniziato la ricerca sulle esperienze di pre-morte relative ai bambini, Kenneth Ring, professore di psicologia che per primo ha usato l’indagine statistica e le tecniche standarizzate di intervista per studiare il fenomeno.Per citarne alcuni.Mi dispiace per la tua fidanzata, Lonewolf, anche se mi permetto di dirti che la sua esistenza in questo momento, é migliore della nostra.
    Ti saluto.

  • 22
    Aristofane -

    @blackjack
    .Mi dispiace per la tua fidanzata, Lonewolf, anche se mi permetto di dirti che la sua esistenza in questo momento, é migliore della nostra.

    faccio una riflessione… ( e qualche domanda..)
    dicevi che se una persona nn ha durante la sua vita vissuto in senso evolutivo comprendendo ogni passaggio in continua crescita può presumibilmente dover rivivere per imparare quello che nn ha imparato o cmq ripetere alcuni passaggi che nn sono stati fonte di evoluzione…
    ora…nn conoscendo la fidanzata di lonewolf come fai a dire che la sua esistenza in questo momento è milgiore della nostra.?
    secondo il tuo pensiero/conoscenze potrebbe essersi “reincarnata” per comprendere quanto ancora nn aveva compreso? quindi potrebbe essere ancora in vita in un’altra forma?
    o una volta morta comprende tutto a prescindere
    anche se non si è evoluta in toto durante la vita?
    oppure potrebbe cmq nn stare meglio perchè deve espiare gli errori fatti?

    poi dicevi che addirittura potrebbe essere che scegliamo dove nascere per poter affrontare e superare alcune prove situazioni :
    “perché chi s’interessa di queste tematiche sa che il nostro venire su questa terra non é frutto del caso…tutt’altro credimi, dal momento che noi non siamo un semplice corpo dotato di un’anima…siamo uno spirito immortale che si riveste di un corpo per vivere le esperienze che gli servono per progredire.Non solo.”Potremmo” aver scelto noi le prove di questa vita, ed averle accettate prima di incarnarci.Per non parlare poi delle vite di espiazione, destinate a riparare gli errori compiuti in un’altra vita e ad imparare a non ripeterli.”

    “chi s’interessa di queste tematiche sa che il nostro venire su questa terra non é frutto del caso” mi interessa molto questo aspetto, dicevi: chi si interessa di queste tematiche….SA!
    e come fa a “SAPERE”?

  • 23
    Lonewolf -

    Ciao Blackjack, devo riconoscere che si resta affascinati dalle citazioni che fai, e seppure portato ad essere tendenzialmente razionale, il mistero metafisico cui fai riferimento non può non colpire per i risvolti che potrebbe significare nell’esistenza di ognuno di noi.
    Ho visto che si è affacciato Aristofane nel dibattito, ponendoti alcune domande che forse, seppure meno dettagliate, mi sarei posto anch’io. A tale proposito vorrei parlare di quelle premonizioni cui ho accennato, e che per la prima volta in vita mia mi hanno lasciato perplesso circa la possibilità che si trattase di una coincidenza.

    La mia ragazza di allora morì in un incidente stradale quando non aveva compiuto ancora 25 anni. Sono rimasto sempre in contatto con la sua famiglia, la madre e il fratello, avendo, lei, perso il padre due anni prima della sua scomparsa. Durante una di queste visite, molti mesi dopo, la mamma in un momento di sconforto mi dice che la figlia un bel mattino, durante la colazione, le racconta che in sogno aveva visto il padre che con dolcezza le annunciava che l’avrebbe presa per portarla con sè. Naturalmente la ragazza nel pieno degli anni non diede peso al sogno, mentre la mamma imprecò contro il marito scomparso per quell’annuncio così terribile. Fin qui tutto normale, una coincidenza si direbbe. Il fatto è che il fratello di lei, ignorando questo fatto, si ricordò che a sua volta, prima dell’incidente ovviamente, sogno la tomba di famiglia nella quale erano ospitati i corpi dei parenti defunti, e individuando il loculo destinato alla madre, che si aspettava vuoto, ci vide invece la foto della sorella.
    Come ho detto, nessuno dei due protagonisti del sogno sapeva dell’altro. E’ chiaro che non si può più parlare di una coincidenza (seppure statisticamente possibile) di fronte a due sogni così chiaramente indicativi.
    Io non so come giustificarli, ma quello scomparso è stato un grande amore che a quel punto sapevo che non si sarebbe mai più potuto ripresentare con la stessa intensità. Solo tre mesi più tardi, per un’altra serie di incredibili coincidenze lunghe da descrivere, durante un viaggio che da mia sorella fui quasi obbligato a fare (non avendone alcuna voglia, date le mie pessime condizioni psicologiche) incontrai la mia attuale compagna e moglie, con la quale vivo felicemente da oltre 25 anni. Un grande quanto inaspettato amore, che sembrava davvero arrivare da qualcuno che voleva che quell’incontro avvenisse.
    Non so quanto con questo mio racconto sia fuori tema rispetto alla NDE che è l’oggetto di questo dibattito, ma se ho cominciato a vedere la realtà contingente con un sguardo più dubbioso lo devo a quell’episodio, al quale non so dare una spiegazione plausibile, se non volendo credere che quell’amore era così bello e vero che qualcuno ha voluto che continuasse a vivere. Il fatto è che questo mi porta a forzare la mia struttura razionale e cartesiana, come dicevo, e quell’episodio è collocato in una casella…senza nome, per il momento.

  • 24
    blackjack -

    @Aristofane
    Sintetizzando al massimo…intanto preciso che la reincarnazione di cui si parla riguarda sempre la forma umana…detto questo,presumo che la sua esistenza sia migliore della nostra perché, a meno che si tratti di un’anima giovane(sono quelle più “irrequiete”) che ha fatto molti errori(i famosi peccati), anima questa che andrà a collocarsi nelle regioni più basse del piano astrale, dove permarrà sino a quando deciderà di redimersi, un’anima di media evoluzione andrà a collocarsi in una zona dell’astrale dove troverà condizioni di vita sicuramente migliori di quella terrestre.Con l’aumantare della “statura” dell’anima, migliorano le condizioni di esistenza ultraterrena.Premettendo che si protrebbe tornare quì in missione(aiuto,sostegno), come nel caso di spiriti altamente evoluti che hanno ormai chiuso col ciclo delle rinascite,in genere tra un’incarnazione e l’altra passa abbastanza tempo…anche secoli(tieni presente che “dall’altra parte il tempo non esiste)…tuttavia ci sono casi in cui “si torna” prima. Appena morti siamo sempre noi, anzi siamo i veri noi, ovviamente al netto di tutti i problemi psicofisici che attanagliavano la nostra esistenza.Ci sono, a tal proposito, testimonianze relative a persone con gravi turbe psichiche, turbe che le avevano accompagnate per tutta la vita, che nelle ultime fasi della loro esistenza erano lucide e consapevoli nelle loro conversazioni coi i propri cari.Quanto alla comprensione, dipende dall’evoluzione e dalla “preparazione”.Un’anima che si trova nelle regioni più basse(quelle “infernali” per inciso) potrebbe pensare di dover rimanere lì per sempre, si pensi ad un credente di religione cattolica.Tuttavia mi preme sottolineare che nessuno è abbandonato a se stesso, dal momento che spiriti evoluti si prodigano per
    prestare aiuto.Quindi non solo l’anima si “giudica” da sola, tranne l’ipotesi di un’anima alle prime armi che viene aiutata nella valutazione del suo operato e si va a collocare nelle regioni ad essa più affini, nel caso di luoghi di espiazione,la sua permanenza in quei luoghi cesserà nel momento stesso in cui chiederà aiuto.Altro
    che inferno cattolico.
    “…poi dicevi che addirittura potrebbe essere che scegliamo dove nascere per poter affrontare e superare alcune prove situazioni…”
    “…Mi sentivo trasportata ed innalzata al livello più alto. Compresi allora più profondamente il senso dei 26 anni che avevo trascorso sulla Terra e ciò che avevo fatto di quest’opportunità. Poi mi fu mostrato che avrei avuto molte prove e sofferenze nel tempo che mi restava da vivere sulla Terra. Mi sono vista piangere molte volte e chiesi il perché di queste prove. Mi fu detto allora che le avevo accettate prima di nascere, perché grazie ad esse sarei cresciuta. Pregai allora che mi fossero date tutte le esperienze e le prove necessarie per arrivare allo scopo finale nel corso di una sola vita, perché non volevo tornare di nuovo sulla Terra.
    continua

  • 25
    blackjack -

    segue
    Capivo che l’inferno era sulla Terra ed ero pronta alle più grandi rinunce e ai più grandi sacrifici pur di non dover ritornare. Mi fu però fatto capire che non era possibile caricarmi più di quanto le mie spalle fossero capaci di sopportare.Potrà apparire stravagante o contro natura desiderare una cosa simile. Grazie a Dio, non sono masochista, amo la vita. Ma in quello stato di coscienza sublime non avevo più che un desiderio: arrivare il più presto possibile allo scopo, cioè riuscire a fondermi con quello splendore. Sulla Terra ci si rivolta alle sofferenze e alle malattie. Ma “dall’altra parte” se ne capisce il perché e se ne vedono i risultati. E tutto diviene chiaro…” nde di una donna francese anonima.
    “…«Ho una domanda da farle.«Su che cosa?» chiese Catherine.«Qualcuno… lei o i Maestri…» Esitai. «Credo che il capire questo ci aiuterà. La domanda è questa: scegliamo il momento e i modi della nostra nascita e della nostra morte? Possiamo scegliere la nostra condizione? Possiamo scegliere il nostro ritorno? Credo che il capire questo attenuerà molto le sue paure. C’è lì qualcuno che possa rispondere a questa damanda?» La stanza era fredda. Quando Catherine parlò ancora, la sua voce era profonda e più sonora. Era una voce che non avevo mai udito in precedenza. Era la voce di un poeta.«Sì, scegliamo quando vogliamo entrare nel nostro stato fisico e quando vogliamo lasciarlo. Sappiamo quando abbiamo compiuto quello che siamo stati mandati quaggiù a compiere. Sappiamo quando è venuto il momento, e accettiamo la nostra morte. Perché sappiamo che non possiamo ottenere niente altro dalla nostra vita. Quando abbiamo tempo, quando abbiamo avuto il tempo di ridare energie alla nostra anima, ci è concesso di rientrare nello stato fisico…” Bryan Weiss – molte vite, molti maestri-ipnosi regressiva di Catherine
    “Tommaso, non ti lamentare, se tutto ti va di traverso. In fondo, queste prove che tu devi superare, le inventasti tu stesso. Quanti dal cielo, si affacciano per vedere se cadi nelle trappole che tu stesso ti sei preparato! Felice l’uomo che supera queste prove perchè, al di là, egli trova la Vita” (Vangelo di Tommaso)
    “…chi si interessa di queste tematiche…SA! e come fa a “SAPERE”? “Semplice”….”sa” perché cerca…perché cerca? perché si pone delle domande; le stesse domande che vi state ponendo voi, me le sono poste anch’io diversi anni or sono.L’inadeguatezza delle risposte fornite dalla religione cattolica mi hanno allontanato dalla chiesa facendomi diventare quasi un fondamentalista ateo(sperante)…le incongruenze(tanto per usare un eufemismo) della scienza, non tutta, naturalmente, nel fornire le risposte a certi fenomeni, mi ha spinto a cercare da me.
    “chi cerca non smetta di cercare finché non trova e quando troverà resterà sconvolto e, così sconvolto, farà cose meravigliose e regnerà sul Tutto” Vangelo di Tommaso.
    continua

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