Dopo la fine, l’inizio
di
Raganella3
Riferimento alla lettera:
Questa lettera nasce per tutti i partecipanti alla discussione "la fine improvvisa di un amore". Ho seguito la richiesta di Tina che chiedeva una lettera nuova in cui poter chiacchierare senza dover "zompettare di qua e di là". In effetti quella lettera è ormai "intasata", 168 pagine... E allora c'è...
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Categorie: - Amore
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MONK: tu stai bene, hai le idee chiare, sei sicuro di te, a te non la cazza nessuno, hai un controllo perfetto su te stesso, il tuo passato, il tuo presente e il tuo futuro, non hai bisogno di consigli, nè di sfogarti. Dunque, posso chiederti una cosa? Sai, mi viene spontaneo…
Perché perdi il tuo tempo passando in questo forum?
Io non andrei in un forum di automobilismo se l’argomento non mi interessasse, non lo sentissi affine e pensassi che tutti quelli che sono interessati a parlarne sono degli emeriti co.......
Sai, giusto per logica.
RAGANELLA: tu sei un’ottima moderatrice, quando moderi, e non c’è neanche bisogno di dirlo, tanto è chiaro 🙂 adesso esco e mi metto a rubare perché la polizia esiste per quello… che te ne pare come logica? Non è male, no?
STELLA: sono io che ringrazio te, perché le tue parole aiutano anche me. Ti faccio notare la tua chiusura, che mi ha fatto salire un moto di sincero affetto solidale:
“Per anni ho tenuto dentro di me e ora, per assurdo… NON MI ESPRIMO (…) grazie che mi PERMETTI questi sfoghi…”.
Le due frasi le hai collegate, istintivamente tu. Non le sottolineo perché ho la penna rossa, ma perché esprimono, loro, ferite di cui ti libererai, e di cui ti stai già liberando.
Ti stai esprimendo, e dove, tra l’altro, nessuno concede l’espressione a nessuno, qui è terra libera 🙂 e non c’è da ringraziare, se non per lo scambio reciproco, che è fonte di ricchezza per tutti.
Per il resto: capisco più di quanto credi il discorso dell’ambiguità tra amicizia e amore. Il fatto di sentirsi responsabili di una felicità che qualcuno, l’altro, probabilmente non è in grado di vivere, di suo. Una persona sensibile (che forse troppe volte nella vita ha rivestito il ruolo del “risolutore” di conflitti, interiori altrui o effettivamente vissuti in seno alla famiglia di origine, per esempio, mediando) coglie questo, nell’altro, una sorta di debolezza emotiva irrisolta (che molto spesso però l’altro ci affida, senza occuparsene personalmente, e senza ammetterlo direttamente. EPare quasi faccia un favore a noi…) e quindi la “risolutrice” cerca di guarire le ferite di un eterno scontento che non si mette in gioco.
Nascondersi dietro l’ambiguità di ruolo, come mi dici ha fatto lui, è semplicisticamente – ma non solo questo – un modo per non mettersi in gioco completamente, per non rischiare, per avere potendo dire sempre però “io do quello che posso, e te lo ricordo sempre che di più non posso”.
E’ una grande forma di controllo, nascosta dietro a parole come indipendenza e libertà, alle volte.
Prova ne sia che, se non erro, tu dicevi che non facevi neanche entrare uno per un aperitivo, perché ti sarebbe parso di tradire qualcuno che, di fatto, non era neanche uno con cui i ruoli fossero chiari.
Questo, il non far entrare qualcuno, corrisponderà certamente anche a una tua lealtà costituzionale, ma è anche conseguenza di un meccanismo più complesso.
La persona che incontra un irrisolto di questo tipo non è mai
La persona che incontra un irrisolto di questo tipo non è mai pienamente felice (per forza: con uno con cui non è possibile mai vivere appieno l’emotività, la progettualità… chi sarebbe realmente felice???), ovviamente, ma non ha tempo di rendersi conto di quanto non è felice, perché passa il tempo a pensare a come potrebbe rendere felice l’altro, che non ce la fa, e quindi, di conseguenza, entrambi. L’altro, con la propria insoddisfazione, ci tiene in scacco matto, continuo.
Inconsapevolmente, più che volendo, ma non importa, perché il risultato è uguale. E ci marcia.
Il fatto è che la persona che non riesce a tollerare un rapporto di vicinanza emotiva ecc ecc, ne crea uno di vicinanza che è in grado di tollerare: una vicinanza più pratica che emotiva, essendo presente, magari molto molto presente, in altre sfere della tua vita.
L’altro nella coppia, com’è probabilmente successo a te, si trova a non capire più niente perché vive in un costante modus allontamento-vicinanza le cui regole sono state scritte da un altro. Si trova a dover decodificare parametri come: non mi dice ti amo, però mi è vicino… quindi? mi ama ma non sa dirlo o non mi ama? Chi lo sa. Ora non ha più importanza, Stella. Non ti ho detto questo perché ci rimuginassi su, sul fatto che lui non sapeva amare, ma amava. Cazzate. Lascia stare. Ti ho detto questo per farti capire perché eri in tunnel, in cui non avresti potuto fare molto, se non, probabilmente, andartene.
Il discorso è più complesso di così, spero di essermi spiegata abbastanza chiaramente.
Il punto è che in quella fase della tua vita hai avuto un uomo così, un rapporto così, indipendentemente perché.
Ora però sei in una nuova fase della tua vita, senti quello che vuoi e viviti questa nuova fase.
TINA: 🙂 vuoi che ti canto una canzone? noooo? come no???
😛 hai parlato con la mia vicina, dimmi la verità??? 😉 😛 (grazie a te 🙂
AGATA: “lui ha avuto il coraggio di prendere qs decisione dolorosa, poteva capitare a me… cmq doveva capitare perchè ultimamente ci eravamo proprio persi”. tu sei saggia, altroché 😀
Io ho preso e dato contro il muro le mie testate. almeno… parliamone 😉
@ Monk “in un rapporto se una persona è str…a l’altra è cog….a?”
Questo tuo “sillogismo”, se così si puo’ chiamare, non mi appartiene. Sono stata lasciata ma non per questo mi sento cog…. nè penso di essere stata con uno str…..
Bisogna per forza ricorrere a questa svalutazione del proprio passato per andare avanti nella vita??
Si perchè è svalutare: non mi puoi dire che quei termini non contengono un’accezione negativa. Quando li usi tu definisci, svaluti e non stai “meramente constatando un fatto”.
Constatare, invece, è dire “quel ragazzo era sbagliato, frutto di una scelta sbagliata e quello sbaglio ha prodotto questo risultato”.
Questi termini forti (io cog….., lui str….. alla fine sono il prodotto di un rancore che ormai non provo più, anzi, a dirla tutta sono contenta di aver vissuto quel rapporto perchè mi ha permesso di imparare delle cose che mi serviranno per il mio futuro sentimentale.
Preferisco pormi in modo costruttivo ma NON perchè sono ancora nella dimensione del “noi”, semplicemente perchè ho capito che mantenendosi sulla rigidità del definire non se ne esce. E’ soltanto accettando il proprio passato e gli errori che ne sono conseguiti, che finalmente si puo’ voltare pagina ed essere pronti al “nuovo”.
Ora non dirmi “ma io parlavo in generale, perchè ti immedesimi?” Mi immedesimo perchè se parli con me io ti rispondo per me e non in generale sul mondo – che tra parentesi non me ne potrebbe fregà di meno. 🙂
Detto ciò, questa è la mia opinione. La puoi condividere come non – ed è rispettabile quanto la tua. Del resto è da posizioni diverse che nasce il confronto.
Raganella e Monk: sono assolutamente d’accordo che da posizioni diverse nasce un costruttivo confronto. Anche da temperamenti diversi nell’esprimerle.
Dicevo, appunto, che qui è terra libera. L’unica cosa che trovo un po’ fuori luogo è insultare persone che si trovano in difficoltà, anche se l’intenzione dell’insulto è di dare uno schiaffo positivo.
Personalmente di fronte a un insulto rispondo o me ne frego, tanto più se non penso che mi riguardi minimamente. però credo che ci possano essere, in queste pagine, anche persone più sensibili che non gradiscono sentir chiamare la loro sofferenza o esperienza sentendola definire da co…
soprattutto se si trovano in una fase di eccessiva autocritica.
Quindi io a Monk direi: esprimi tutte le idee, anche in totalissima opposizione, ma evita gli insulti.
@Luna
che piacere leggere le tue risposte. L’avevo gia letta ieri, pero oggi sono tornata per leggerla con calma e mente fresca.
Ieri ho fatto un incontro. Un suo caro amico. Non l’ho cercato, ci siamo incontrati per caso. Non ho chiesto notizie di lui, me le hanno date e le ho subite. So che ora c’è un nuovo interesse. Una collega di ufficio con cui va regolarmente a pranzo, fidanzata con un’altro collega. Si sta infilando in un casino. Ma non mi importa. So solo che questa mattina mi sono svegliata con un fastidio dentro. Non so dare un nome a questa sensazione. so cosa non è. Gelosia. Mi sono solo trovata a pensare “bene, probabilmente questa collega esisteva anche mesi fa ed è stato il trampolino per mollarmi” Lei è fidanzata, come io ero allora sposata.. ma allora ce l’hai per vizio di trovare persone impegnate cosi tu non devi impegnarti….
Gli auguro solo di innamorarsi di lei e che questa sia la persona che lo faccia soffrire come un cane.
E’ rabbia, è odio, è rancore? che nome ha questa sensazione alla bocca dello stomaco?
non è gelosia, non è sofferenza…. forse mi sto definitivamente svegliando sapendolo con un’altra.
Sto scavando nel mio animo, fino in fondo. Voglio capire e dare un giusto valore a tutto. Ho sbagliato per troppo tempo. 7 anni…
e ora alla soglia dei 40 mi trovo a dover capire cosa voglio farne della mia vita perchè fino ad ora non ho costruito nulla… è tutto sempre crollato come un castello di sabbia.
Luna mi racconti un po di te? di dove sei…
un abbraccio grande grande.
Stella
@stella88 Da come lo descrivi il tuo ex non sembra proprio un campione di lealtà. E tu ci perdi ancora tempo a pensarci e a cercare di definire quello che provi??
Ma cancellalo dalla tua mente una volta per sempre e ringrazia Dio perchè, a come stanno le cose, è una fortuna che te ne sei liberata in tempo.
STELLA: ciao 🙂
le mie risposte sono risposte che mi sono data e sto cercando di darmi, ascoltando la pancia, come dico sempre a tutti 😉
così se me lo dimentico, me lo ricordo di quanto sia importante, di quanto possa cambiare tanto, davvero 🙂
Ho 34 anni, vivo in una città del Nord che amo molto, che per me è bellissima, ma credo non sia solo che pure a’ città scarrafona è bella a cittadina sua 😉 è bella per davvero, pur con tutti i suoi difetti 🙂
Faccio un lavoro che mi piace, mi somiglia, e che ho scelto, anche se non tutti erano molto d’accordo,e se ho dovuto battagliare per poter seguire la mia strada (che non è detto sarà sempre questa, la vita è sempre un work in progress e e variabili sono tante).
La mia storia l’ho raccontata un po’ la prima volta che sono capitata in questo sito, in un momento in cui veramente ero sotto una pressione (e un autopressione) molto forte, anche se stavo lavorando su me stessa. La mia storia, per molti versi, somiglia alla tua, anche se le storie, poi, non sono mai uguali.
La mia storia, credo, traspare nelle cose che dico agli altri.
Parlo di dipendenza, del fatto di credere che amare qualcuno significhi mettere il noi davanti all’io, e dinamiche che ho più volte descritto, perché le conosco, le ho provate.
Ho provato cosa significhi pensare che esista una strada sola, non vederne altre. Per strada sola intendo il fatto di usare la propria intelligenza e sensibilità nel modo sbagliato, seppure in buona fede, inseguendo la propria felicità, ma senza capire che si stanno usando male i propri strumenti, anche per condizionamenti, false idee.
provare un dolore interiore che ti toglie il fiato, sentirsi ora carnefici, o inadeguati, ora vittime, e altrettanto inadeguati. stupidi, maledettamente stupidi.
Avere una resistenza allo stress sul lungo termine così proverbiale, e pure apparentemente “invidiabile”, una capacità di compensare il proprio dolore attraverso il sorriso, da non riuscire ad ammettere quanto si è stanchi e quanto si è tristi.
Il momento in cui l’ho ammesso, e che proprio essere “una roccia” mi stava fregando, Stella, è stato un momento di svolta nella mia vita. Comunque, anche se sono ancora in viaggio 🙂
e oggi dico sempre: non datevi addosso per i passi che ancora non avete compiuto, premiatevi sempre per i passi che avete fatto.
Fa la differenza davvero. Perché l’autocritica, sana, nella vita è imprescindibile, ma flagellarsi per la propria imperfezione è l’errore più grande del mondo.
Quando si pensa alle proprie storie, andate male, o vissute male, è facile cadere nel tranello della colpa. colpa sua che è stato str…, colpa nostra che non ce ne siamo accorti, colpa nostra/loro per non aver capito, colpa qua e colpa là.
Io, sempre più, mi rendo conto che non è questione di colpe, molto spesso, quanto di sapere cosa si vuole, cosa ci fa stare bene e cosa no. Se hai chiaro, in modo sano, quello che vuoi, puoi metterti in gioco in una storia, e costruirla, e lottare anche
veramente insieme, per superare ogni difficoltà.
Ma se non sai quello che vuoi, se non hai chiaro ciò che ti fa stare bene e cosa ti fa stare male, quali sono i parametri insuperabili, puoi non capire quale lotta stai combattendo, e puoi morire in quella lotta.
E non c’è nulla di eroico.
Ma non bisogna darsi addosso perché si è capito che in realtà non si è stati degli eroi.
Altrimenti non si impara niente, sai?
Non so se è così importante che tu decodifichi a parole quella sensazione che hai sentito, Stella, riguardo alla notizia.
Rischi di razionalizzare troppo, attraverso i pensieri, una sensazione che, mi pare, ti sta parlando più chiaro di quello che magari pensi.
Per quanto riguarda l’amico del tuo ex: non lo avrà fatto apposta, e “lo perdoniamo”, ma il dato di fatto è che ti ha fatto una piccola violenza, fosse anche solo per maleducazione emotiva. Non occorre essere dei geni del linguaggio corporeo per capire se la persona che abbiamo di fronte non ha piacere di sentire ciò che le stiamo dicendo.
(d’altra parte, forse, tu eri anche curiosa di sapere, il che è anche normale).
La prossima volta, se pensi che possa farti stare meglio, tu di semplicemente:
No, non mi interessa. (puoi dirlo gentilmente e con il sorriso).
o cambia argomento.
Quando per tre volte avrai cambiato argomento, o te ne sarai andata perché hai una cosa urgente da fare, la gente forse capirà. E se non capisce, l’importante è che tu faccia, riguardo a questo, ciò che vuoi e fa stare bene te.
Non cadere nel gioco della congettura sul perché lui si sia trovato un’altra impegnata. Sono ca… suoi. Se ha davvero questa serialità un giorno magari gli verrà voglia di scoprire il perché (anche se, in effetti, il fatto del non impegno è un’ipotesi), ma sarà un suo perché, non è più il tuo ormai. Non sono affari tuoi.
@Luna.
Mi piace proprio parlare con te. si vede, anzi, si legge, che abbiamo avuto esperienze simili, soprattutto dolori simili.
Per quanto riguarda il suo amico io devo solo ringraziarlo. Se non avessi saputo cosa faceva e come viveva probabilmente non avrei reagito cosi presto. Mi sarei fatta dei film assurdi sul quanto soffriva anche lui per questa scelta. Ho chiesto io a lui di dirmi sempre le cose negative per me. e lo ringrazio, perchè mi ha aiutato tantissimo.
Ieri mi ha detto che mi ha trovato molto cambiata. I primi tempi ero io a chiedere di lui, domandavo … ieri c’è andato lui sull’argomento. E’ segno che sto riemergendo da questa mia apnea.
Il giorno che diro che non mi interessa piu saperlo lui smetterà di parlarne, ne sono sicura. Molto probabile che quel giorno sia gia arrivato.
Spero di riuscire a scrivere nel we, mi piacerebbe conoscerti un po meglio in privato… se ti va luna ti do la mia email…
intanto ti mando un abbraccio grandissimo. Sei forte! 🙂
ciao
Stella
ciao Luna…ho letto solo ora il tuo post 52 per stella…
che dire,come sempre e come penso per molti altri mi ritrovo in ogni singola parola.
La mia rabbia nasce,forse come per stella,che quella situazione è durata 7 anni… come ho fatto a non liberarmene prima???? come ho fatto a farmi trascinare in una situazione così… forse la delusione più grande riguarda quella per me stesso.Ed è la cosa che fa più male.
La cosa positiva è che lentamente fa sempre un po’ meno male e per meno tempo!;)
Ragà c’ho un dubbio che vorrei porre alla vostra attenzione.
Così, giusto per avere un parere obiettivo da persone esterne ed estranee al tutto.
Premetto che io col mio passato boy (come dite voi altri “ex”), non mi sento piu’ da parecchio. C’è però un suo amico che durante la nostra relazione è diventato anche un mio amico e si usciva spesso tutti insieme.
Ebbene questo amico, da quando è finita con lui, mi chiama molto spesso, anche 6,7 volte al mese. Durante queste telefonate non parliamo mai del mio ex ma del piu’ e del meno e mi chiede come sto, cosa faccio.
Io all’inizio, quando ricevevo ‘ste telefonate, non gli rispondevo e lui si è ostinato a chiamarmi piu’ volte in diversi giorni finchè non gli ho risposto.
Quando gli ho chiesto come mai quest’insistenza e se aveva qualcosa di importante da dirmi, lui ha risposto che non c’era niente di importante e voleva semplicemente sapere come stavo e parlare un po’.
Insomma, da allora mi chiama spesso e parliamo ma mai del mio ex, argomento che viene accuratamente evitato, soprattutto da parte sua ma anche da parte mia. Anzi, quando a luglio con l’ex è finita, lui ha specificato che l’amicizia con l’ex e l’amicizia con me sono cose diverse e che voleva continuarle entrambe. E mi ha anche detto, sempre allora, che col mio ex non parla mai di me come con me non parla mai di lui perchè ha imparato a tenere separati i rapporti. Su questo sono perplessa…voi ci credereste?
Io però non capisco…che interesse ha questa persona a continuare un’amicizia con me, che vivo a 600 km di distanza, e tra l’altro non sto piu’ neanche col suo amico e quindi le possibilità di vederci sono molto piu’ rare?
Mi stupisco di questo suo farsi sentire così spesso…non ditemi che ha una cotta per me perchè NON è così. E’ una persona molto timida e poi ha idee un po’ particolari (della serie: le ex dei miei amici sono tabù, “bruciate”. Anche se l’amico non è stretto e magari sta gia’ con un’altra, io comunque sto lontano dalla sua ex anche se dovesse piacermi).
Quindi, ancora di piu’ per questo, la ragione del suo farsi sentire NON nasce da un interesse sentimentale per me.
E però la ragione resta misteriosa.
Perchè continua a cercarmi?
Mi stupisce pensare che sia rimasto così legato a me tanto da chiamarmi così spesso…insomma io la relazione sentimentale profonda l’avevo con l’ex, mica con lui…con lui avevo una semplice amicizia. E se l’ex è riuscito a cancellarmi in poco tempo dopo 2 anni di rapporto, come mai questo suo amico è rimasto così affezionato a me?
Credetemi, mi sembra strano. E a voi?
ALONSO: 🙂
Io credo che l’importante sia imparare dalle esperienze, senza darsi addosso per la propria ingenuità, o anche cabarbietà mal spesa. Chi dà sempre la colpa solo agli altri e al destino non ne esce, perché rischierà di salire sempre su treni uguali o simili pensando che la responsabilità sia tutte delle… ferrovie. Ma chi si arrabbia troppo con se stesso rischia di non essere costruittivo nell’imparare dall’esperienza.
Il problema, molto spesso, non è neanche su che treno si sale (anche se, con il tempo, e metabolizzando le esperienze in modo sano, è più facile sgamare una situazione scomoda dalle prime battute), ma nell’essere capaci di scendere quando la cosa sta diventando dolorosa, mazza da baseball eccetera.
C’è chi dice: allora uno/una è masochista, perché non starebbe in una situazione che lo/la fa soffrire. Ma il masochismo non c’entra nulla. la maggior parte delle volte le persone che si trovano in relazioni “negative”, chiamiamole così, scomode, implosive, non costruttive e non paritarie, sono persone che cercano il bene, l’armonia ad ogni costo, non persone che cercano la sofferenza!
Semmai, forse, non sono abbastanza allenate a sentire i messaggi dell’istinto, negano la propria sofferenza in nome di un ideale, della dipendenza, dell’amore per qualcuno che li ha traditi dimostrandosi molto diverso da quello che credevano (e quindi spezzando il sogno ad un certo punto, di botto, disorientandoli… o che, perché negarlo, alle volte incarna perfettamente il ruolo, che per qualche motivo, abbiamo cercato in lui o in lei). Le persone a cui… non funziona bene il “salvavita” – anche solo per un periodo – hanno spesso un terrore profondo dell’abbandono (a chi piace?), e quindi, per non essere abbandonati, per non affrontare il dolore del distacco (che rievoca in loro, magari, altri distacchi) sono pronti quasi a tutto. E non si ricordano che anche loro possono andarsene.
o sono, magari, come dicevo, degli inconsapevoli “risolutori”, pronti a fare di tutto per dare vita ad un ideale di armonia e felicità, anche contro ogni evidenza, perché più sensibili tra i due, più pronti a mettersi in gioco, spesso pure apparentemente più forti tra i due, non capiscono perché non dovrebbero far tutto quello che possono per aprire gli occhi all’altra persona e dimostrargli/le cosa si sta perdendo della bellezza dell’amore e dell’armonia.
Che le motivazioni siano queste, o mille altre, o una soltanto completamente diversa da queste, la stupidità c’entra molto molto poco.
Hi tentato di riassumere a Stella quali possono essere i meccanismi del gioco del disamore e dell’ambiguità di ruoli proprio nel tentativo di dimostrare che la stupidità in fondo non c’entra.
Però, almeno che uno non senta l’esigenza di andare più a fondo, io credo che intanto il primo passo sia già davvero sperimentare l’autonomia del distacco, che è una cosa diversa da percepire il distacco semplicemente come abbandono (è chiaro che l’autonomia del distacco non è un concetto che uno, senza passare per le varie fasi della metabolizzazione dell’abbandono, secondo i suoi tempi, possa concepire in 4 e 4 8).
In fondo al senso di disperazione provocato dall’abbandono, c’è comunque magari, per alcuni, per la prima volta (o se se ne sono dimenticati) un territorio in cui ritrovarsi da soli non è (solo) una tragedia, ma davvero un’opportunità.
Scoprire che da soli non si muore, ma anzi molto spesso si rinasce, soprattutto dopo un’esperienza sentimentale ed emotiva negativa, non è proprio cosa da poco!
E imparando a sentire l’istinto si impara anche a conoscere meglio il proprio salvavita interno.
Ragà leggete il mio post precedente (il 61) e se potete datemi un parere…mi riferisco a Luna, Suny, Alonso e gli altri che frequentano questo forum 🙂
@LUNA: ho letto i tuoi commenti proprio quando il mio umore è sottoterra..qs mattina mi tremano le gambe e ho una sensazione di eccessivo calore nella testa, sono a pezzi..
l’ho appena sentito per una cosa pratica, non volevo rispondere ma io non sono capace …. ero fredda ma poi all’improvviso gli ho ridetto le solite cose che da domenica gli dico, cioè che per una bella donna ha distrutto una famiglia e che sto male male male….. lo so che ho sbagliato a ridirglielo ma non appena sento la sua voce non riesco a controllarmi.
Sono in ufficio, ma sulla sedia c’è un involucro vuoto che non riesce a fare altro che pensare a lui, a lui e lei, a ql immagine che ho visto. E’ bella la sua nuova compagna, è come lui ha sempre desiderato che io fossi e che per meccanismi inconsci forse non sono mai voluta essere.
Luna, come tanti dicono sei davvero una bella persona!
Un abbraccio
infatti sei “la saggia” di qs forum…
@Raganella3
Ciao!
puo succedere che a volte gli amici, i colleghi, si sentano legati sia all’uno che all’altra.
Anche io mi sento con il suo amico e collega. Lui mi ha sempre detto che biasima quello che lui mi ha fatto e come si è comportato ma questo non puo intaccare la loro amicizia. ma si sente di starmi vicino, per conforto, per amicizia… chiamala come vuoi…
Anche nel tuo caso mi sembra una cosa simile… pensaci, magari è solo per un appoggio morale che ti cerca e sentire come stai….
ps. è vero, me lo dicono tutti che lui è stato sleale…. che è stato meglio cosi… pero lo dobbiamo decidere noi quando questo diventa la realtà del nostro cuore e del nostro cervello
RAGANELLA: ecchime 🙂 ho letto… grazie per la fiducia opinionistica 🙂
allora… io devo dire che al fatto che lui possa essere amico di entrambi, e che non parli di lui con te e viceversa, posso anche credere. Anche perché è la via più corretta. Ci credo per il fatto che a me è successo e succede: io sono rimasta amica di entrambi in casi in cui coppie che conoscevo sono scoppiate. Magari più amica di uno che dell’altro (perché magari l’amicizia per uno o l’altro era antecedente, o per maggiore affinità), però in questi casi si lascia anche fare all’istinto, e appunto alle affinità. Secondo me, quindi, è possibile.
Poi ci sono casi in cui, è chiaro, tipo nel caso di una delle mie migliori amiche e del suo ex marito, con lei sono ovviamente amicissima e si parla anche dell’ex, mentre con l’ex se lo vedo chiacchiero volentieri del più e del meno (in fondo sono stati insieme 10 anni e ci siamo frequentati regolarmente, non è che è un estraneo per me, gli voglio anche bene), però con lei di lui non parlo.
Le persone non sono solo ex degli amici, sono chi sono anche al di là del ruolo che hanno ricoperto. Certo, tutto dipende da situazione a situazione, e da persona a persona. Tipo con l’ex della mia migliore amica diradare le frequentazioni è stato un fatto assolutamente naturale e reciproco, anche con gli altri amici nostri più amici di lei.
Per quanto riguarda: “@E se l’ex è riuscito a cancellarmi in poco tempo dopo 2 anni di rapporto, come mai questo suo amico è rimasto così affezionato a me?”… sono due persone diverse, che c’entra? Una cosa non esclude l’altra, scusa…
Uno si affeziona e sente affinità con gli pare…
il tuo ex non può fungere da parametro.
a me il problema non sembra tanto del perché lui ti chiama, quanto del disagio che la cosa forse ti dà.
perché forse avresti preferito chiudere con il passato, e invece in qualche modo questo amico tiene aperto un filo con il passato, pur non parlando mai dell’ex.
(non ne parla, ma sai che lo frequenta).
A me, ripeto, che il tipo chiami, se eravate amici già prima, e vi trovavate in sintonia già prima, non sembra una cosa stranissima. Forse essendo timido gli dispiaceva perdere un’amicizia?
Per quanto riguarda il fatto che le ex degli amici sono bruciate ecc… bhe, anche io penso la stessa cosa, però è anche vero che nella vita non si può mai sapere. Se lo dice troppo spesso potrebbe sembrare una “excusatia non petita”? (come si scrive? mi pare così…)
Il tuo istinto, mi pare, ti dice comunque che questa situazione per qualche motivo non ti sconfinfera…
forse semplicemente non ti interessa sentire questa persona, ma ti secca quasi tenerla fuori perché non sembri che lo fai solo perché è amico del tuo ex?
A me il punto sembra tutto lì, nella voglia di sentirsi o meno. Nel caso vi sentiate, sentitevi come Raganella e Lui, fuori dai ruoli che avevate ieri.
Spero di non averti confusa di più, ho guardato le cose da più lati, facendo ipotesi :O
Grazie a Stella88 e a Luna per i loro pareri. Ovviamente anche gli altri se vogliono possono intervenire: uno scambio di idee mi sarebbe utile.
@ Luna hai centrato il problema: io non so se sentirsi o meno abbia un senso e però non vorrei allontanarlo facendogli credere che lo faccio perchè è amico anche dell’ex…alla fine darei troppa importanza all’ex e non mi va.
Alla fine quando M. (questo amico) mi chiama, non parliamo di niente di particolare…però boh…sento che non ha molto senso continuare a sentirsi.
Se il mio ex si sentisse così regolarmente con una mia amica a me darebbe fastidio perchè ci vedrei qualcosa di strano, non so.
Cioè io non riesco ancora a vederlo come “M” ma come “M l’amico del mio ex”, non riesco ancora a fare questa distinzione.
Perciò non mi sento così a mio agio quando gli parlo, non mi ci confido perchè ho sempre paura che, essendo amico suo, possa andargli a riferire qualcosa.
Poi, nessuno di voi ha avanzato l’ipotesi che magari il mio ex potrebbe ricorrere a lui per avere mie notizie…insomma lui sa che ci sentiamo e secondo voi se lui chiede qualcosa a M., quest’ultimo non gli risponde?
Insomma, questi due sono amici…non parleranno mai di me?
Boh, a me sembra strano.
Perciò mi chiedo se abbia senso continuare quest’amicizia con M. considerando che non mi sento a mio agio, come ero prima, nel parlargli della mia vita…
Forse è meglio chiudere ogni rapporto.
C’è da dire che quando col mio ex ci lasciammo per la prima volta, l’anno scorso (lì però era stata una mia decisione), M. rimase comunque in contatto con me e anzi spesso mi diceva che non bisognava escludere che saremmo tornati insieme. Invece stavolta, pur essendo rimasto in contatto con me ancora, non mi parla mai dell’ex, salvo una volta in cui capitò il discorso e mi disse che secondo lui io sbagliavo a pensare che il mio ex si fosse rifidanzato, dopo di me e non era così.
Boh, non lo so…ripeto, forse è meglio che chiudo i contatti con M…in fondo lui è piu’ amico dell’ex che amico mio…cosa abbiamo in comune? mah..
(con l’ex della mia migliore amica non parlo di lei, volevo dire… tra tutti questi amici, ex, parlare di lei e non parlare di lui, mi sono incasinata, ahahaha!!!)
AGATA: non lo sai se sono una bella persona, magari tiro ai piccioni con la fionda (scherzo, ovviamente… però non sono il saggio della tribù, nè ho la barba lunga (meno male, ci mancherebbe solo quello, ahahah) e sto sulla montagna… 🙂
dico l’ovvio, per scherzare, e per sdrammatizzare un po’.
Se non fossi anch’io in viaggio (eccome!) non sarei qui, e ci sono arrivata che stavo di mer…
Non confondere l’espressione verbale vivace, magari, l’empatia, il fatto che sia più facile analizzare le cose quando, per un attimo, si esce da se stessi, con la saggezza.
Siamo tutti saggi, e fragili, nello stesso identico modo.
“E’ bella la sua nuova compagna, è come lui ha sempre desiderato che io fossi e che per meccanismi inconsci forse non sono mai voluta essere”.
Sai tu, ma mi sembrano pensieri che fanno male e basta, senza senso. Che cercano per forza una mancanza, un motivo per cui uno se ne va. Non conosco bene la tua storia, ma una cosa è certa: ci sono storie in cui uno/a se ne va anche se l’altra/o
fa i balletti greci.
Non torturarti dietro ad un falso problema, per favore.
Se poi pensi che tu, per te, potevi amarti di più e meglio, hai l’occasione (appena questa fase acuta di dolore sarà scesa un po’) di farlo, ma non cadere in paragoni senza senso.
Bella o non bella non c’entra, lo sai anche tu.
Potrebbe essere anche una bruttissima donna. E allora ti diresti: “come ha potuto lasciarmi per una che non vale la pena da nessun punto di vista?”.
Lo penserei anch’io al tuo posto, sono sincera, ma siccome adesso guardo da fuori ti dico, altrettanto sinceramente, mano sul cuore: Falso problema, Agata, mi credi?
RAGANELLA: se lui ti interessasse come amico in quanto tale lo sentiresti e basta, senza collegarlo all’ex. se il collegamento all’ex ti stressa, indifferente il motivo, fai quello che ti senti, e bon.
A te probabilmente dà fastidio l’idea che comunque il tuo ex abbia un minimo controllo (anche solo informativo) su quello che accade nella tua vita?
Ripeto: non è detto che il suo amico gli dia informazioni, io al posto suo non lo farei, però il punto è come ti senti tu. Viaggia leggera se questa cosa per te rappresenta comunque una zavorra.
La buona fede dell’amico potrebbe capire anche questo, in fondo son questioni delicate, e, se vogliamo, se ho capito bene, la parte lesa sei tu. A maggior ragione scegliere (comunque e sempre) per te sta a te.
Baci.
@ LUNA: non ci conosciamo, ma, credimi, io sono una persona tutto fuorchè concentrata sull’esteriorità, pertanto lo scrivere “E’ una bella donna” stride un po’ con i miei valori, ma non posso nascondere che ho tanta rabbia nei miei confronti, proprio perchè, come scrivevo prima, quel “bella” nel senso esteriore riguarda ql femminilità accesa che mio marito, come a molti uomini, ha aspettato per tanti anni (forse sin da bambini) da me… Non dico che se ne è andato e ha trovato lei solo per qs mancanza, ma una sua buona percentuale ce l’ha. Ora la rabbia che sento nei miei confronti è ql di essere sempre stata consapevole di qs mia “mancanza”, come di altre… Mi sono colpevolizzata molto (a volte a torto) per qs fallimento, ma i meccanismi inconsci che citavo che mi hanno, in un certo senso, bloccata nel lasciarmi andare sono stati dettati da altre SUE mancanze, che credimi, non sono state poche… quindi devo farmene una ragione… io e lui siamo cresciuti insieme ma percorrendo due strade diverse, PUNTO e STOP, ci siamo amati, siamo stati come un organo vivente l’uno dentro l’altro, ma in fondo sapevamo che era una relazione “malata”, quindi mi ripeto … BASTA! Ma da domenica, non riesco a controllarmi, e quando lo sento per comunicazioni sui figli o altro di pratico, gli butto addosso rabbia …. lo so gli scivoleranno via, come, evidentemente, gli sono sempre scivolate vie le mie disperazioni acute che gli ho sempre esternato, tanto da iniziare cmq una convivenza… Ma vaff… va… dico bene così??
Ma tu a qualche pizzata non riesci a venire??
Un abbraccio
AGATAR: ciao cara 🙂 non ho mai pensato che si trattasse di esteriorità, figurati! Ho capito – per quello che posso – quello che intendevi dire, e il mio invito era solo a non darti addosso tormentandoti con le “mancanze”. Cosa di cui, peraltro, sei perfettamente consapevole, visto che dici che un meccanismo tirava l’altro, come accade in coppia.
Non conosco la tua storia, nè le vostre dinamiche, quindi non posso (a maggior ragione, e comunque in generale) permettermi di intromettermi nelle tue riflessioni sulla vita di una coppia di lungo corso. Le coppie in genere, e soprattutto quelle di lungo e lunghissimo corso, sono dei mondi, con le loro regole, anche non scritte, i loro assestamenti, il loro linguaggio, la loro forma di interdipendenza. Le persone si scelgono e continuano a stare insieme per milioni di ragioni, che centrano sicuramente con i sentimenti, ma non solo. E non mi riferisco a ragioni materiali, ma anche psicologiche ed emotive.
Che a volte sulla bilancia pesano più della frustrazione.
Però una riflessione, assolutamente generale, e sottolineo generale, ce l’ho. (che probabilmente con te non centra assolutamente nulla, ma stimolata dalle tue parole).
E’ vero che alcune persone si adagiano una volta sposate o dopo molti anni che stanno insieme. E’ vero che esistono richieste inespresse o più spesso inevase, da entrambe le parti. Perché, credo che inconsciamente, si creino anche dei meccanismi di opposizione alle richieste, soprattutto in caso di frustrazione evidente o latente.
Questo però è un discorso troppo complesso, che ciascuno sa per sè.
Quello che, in generale, posso dire, è che la femminilità, intesa come forza vitale, non come sensualità, ma in quanto energia vitale anche sensualità eccetera eccetera, è una cosa che ogni donna ha (secondo me sì, anche se magari inespressa anche per dinamiche familiari precedenti, come il fatto di sentir definire “vanità” il sano desiderio di piacersi e di piacere – ho fatto un esempio su mille, perché anche questo è un tema complesso), ma che sicuramente fiorisce tanto più in un’atmosfera di reale benessere emotivo, e tanto più rimane inesplosa e inespressa in una atmosfera di tensione, e malessere emotivo.
E la femminilità e l’energia di cui parlo non è il fatto di mettersi la minigonna o di fare la gattona, ovviamente, ma lo sguardo nostro che ritroviamo allo specchio la mattina quando siamo serene.
La femminilità comincia dalla pancia e dagli occhi prima che altrove.
E la gioia negli occhi non si inventa neanche con ottantasei chili di mascara, o con degli atteggiamenti.
Ci parli di “disperazioni acute” e di “relazione malata”…
e anche se adesso il disorientamento e la rabbia sono fortissimi, lo sai, in fondo, anche tu, di non essere stata cacciata dal paradiso.
E non è poco, non è poco quando si sta mettendo il punto.
L’espressione della rabbia ti può fare bene, purché non diventi cagione di frustrazione nel momento in cui ti sembra gettata a vuoto, e ti sembra
di urlare, ma senza voce, come in certi incubi. Quello non ti fa bene, credo. Dovresti trovare un modo costruttivo per incanalare tutta l’energia che ti esplode dentro al punto da farti sentire priva di energia (paradossi energetici 😉
Non so quanti anni hanno i tuoi figli. Io non ne ho, e quindi su questo proprio non posso mettere bocca.
La serenità dei tuoi figli comunque, almeno sulla carta, è anche affare del tuo compagno. Tu stai anche male ora, oltre a essere madre, e se certo è importante che tu non sbrocchi completamente davanti a loro (per loro e per te) è anche importante però che tu ti ritagli uno spazio in cui… poter disperarti in modo sano. In cui essere solo Agata che ascolta il suo dolore e fa pace con il suo dolore.
Per la pizzata: tutti i vostri punti di incontro sono piuttosto lontani per me. Non è pigrizia, è che in questo momento per me andarmene via per due giorni è un po’ complicato. Perché sono impegnata in cose che mi interessano e mi piacciono, tra l’altro, e quando avrò finito la mia scaletta, depennando le varie voci, sarò più libera e magari un viaggetto anche me lo farò 🙂
Un bacione
@ LUNA: virgoletterei un po’ tutto per poterlo commentare, ma ciò a cui penso poco, forse troppo poco è qs: “…lo sai, in fondo, anche tu, di non essere stata cacciata dal paradiso…” è vero, spesso riflettevo sul fatto se fossi felice o meno, e, soprattutto ultimamente (ma i giochi ormai erano fatti) era più la seconda.
La mia storia è lunga e non solo, è stato il mio primo uomo, siamo coetanei (40 anni e ci siamo fidanzti a 16). Lui inizia la sua inesorabile e lenta crisi poco dopo la nascita dei figli, la coltiva dentro di sè, ogni tanto qualche segnale e nulla più, o meglio, il grande segnale c’era, eccome.. è che forse non lo volevo vedere, cioè era sempre meno presente, nervoso, spesso apatico…fino ad arrivare a luglio dell’anno scorso.. scoppia, non ce la fa più, è infelice della vita con me.. se ne va… il resto è il fulcro dei miei commenti: da quel momento fino a luglio di qs anno, faceva avanti e indietro nel mio letto, mess della buona notte dolcissimi, telefonate gentili.. solo sensi di colpa? può darsi … non so ….
fino ad arrivare all’epilogo di qs atto della ns vita d’amore: vado sotto casa sua, non so perchè, o forse sì.. e arriva con lei… tutti i miei tentativi, che ho fatto in qs anno e che spesso hanno rasentato pura umiliazione per riportarlo a casa, non sono serviti a niente, se non a rendermi orgogliosa di avere fatto di tutto ma proprio di tutto per salvare la ns storia… fine si cala il sipario, o meglio qs sipario, perchè adesso mi spettano tempi duri.. io lo vedo per i figli, stasera è con loro a cena, e ogni volta che lo vedo o sento gli butto addosso rabbia e dolore, lui diventa bianco, a volte ascolta, a volte non ce la fa e va via… gli dico ciò che immagino quando è con lei, non so perchè faccio così, mi sento un’immatura, no riesco a trovare un appiglio per farmi risalire dalla melma, non riesco a crederci.. lo guardo e mi chiedo come ha potuto ad arrivare a convivere solo dopo un anno da quando è uscito di casa, come ha potutoooo, ma cosa gli avrà fatto questa??? oppure è un modo per scacciarmi definitivamente da lui.. perchè io gli credo (e qs è rimasta l’unica cosa a cui credo di lui) quando dice che gli manco, che pensa alla ns vita insieme, ma che il sentimento è cambiato e non VUOLE riprovarci perchè ha paura di stare ancora male con me.
Sono contenta che hai delle cose da fare tanto importanti per te.. spero di trovarle presto anche io, in primis tornare ad essere una mamma serena.
…. Allora ti aspettiamo per un futuro incontro…
Ti abbraccio
@Agata: “il sentimento è cambiato e non VUOLE riprovarci perchè ha paura di stare ancora male con me”
a questo non credere però. chi ama veramente non rinuncia per paura! tu (come me) non hai rinunciato nemmeno quando nuotavi nella melma…figurati se lo avresti fatto per paura. ti meriti altro, cara agata. e te lo auguro di cuore.
ed è vero: devi essere orgogliosa di te, anche di quelle cose che gli altri (quelli che non ci sono “passati”) stentano a comprendere. perchè sono state fatte per amore, con immenso amore.
e bisogna prendere atto che, anche se non sono servite allo scopo per il quale sono state fatte, sono servite a farti dire: ho fatto tutto il possibile…e anche l’impossibile!
un abbraccio affettuoso.
No Agata non credergli: fanno tutti così quando lasciano, ti dicono che gli manchi ma in realtà non hanno nessuna intenzione di ritornare sui propri passi.
Dicono così perchè in qualche modo si scaricano un po’ la coscienza dalle colpe -evidenti – che hanno.
Lascialo perdere e vai avanti verso una tua vita in cui lui non conta piu’, lui ha fatto la sua scelta: ora tocca a te.
Comunque riflettevo sul fatto che conosco diversi matrimoni falliti tra persone che si sono messe insieme nell’adolescenza e sono state insieme poi una vita fino al “crack”…non so se è il caso o c’è un legame ma forse scegliere un partner quando si è troppo giovani è un errore perchè non hai la capacità e l’esperienza di giudicare bene cosa vuoi da una relazione.
A 14,15,16 anni non sai bene ancora cosa sia l’amore e sicuramente non lo cerchi coi criteri che puoi avere a 25, 27 anni.
Io a quell’età guardavo ancora i cartoni animati…mi sono sentita spesso in ritardo ma poi quando sento queste storie penso che tutto sommato è andata meglio così.
@ TINA: Sto facendo di tutto per smettere di credergli, gli ho creduto per troppo tempo e invece …. quante bugie! Anche adesso che è stato “smascherato”….
In qs anno nel leggere i vari commenti, libri, e altro, ho visto che ci sono come dei modelli di frasi ricorrenti quando si lascia, è tremenda qs cosa! Il problema è che per liberarsi dei loro sensi di colpa si prendono gioco dei sentimenti di chi sta già soffrendo… roba da matti, roba da non credere!!
@RAGANELLA3: E’ vero ciò che dici riguardo i fidanzamenti precoci, credimi, anche io guardavo ancora i cartoni animati, è che lui è sempre stato importante per me, pensa che già dai 12 anni giocavamo a fare i fidanzatini, ovviamente con gli occhi di “bambini”… non so perchè tra noi c’è sempre stato qs legame… prima o poi, quando sarò guarita, vorrei ringraziarlo per essere stato per molto tempo parte della mia vita e per avermi dato tanto.
E’ anche per qs che non riesco a capacitarmi di come lui possa, solo dopo un anno da quando se ne è andato da casa, già convivere o simil cosa????? Lui rimpiange tanto la ns infanzia e la ns adolescenza, è come se si fosse fermato lì… è come se non mi avesse mai accettato come donna e compagna, mi amava più di se stesso quando eravamo giovani, credo che abbia cominciato a non amarmi più dopo qualche anno che sono diventata mamma. Mi vuole tantissimo bene, su qs gli credo, ma nulla più…. ed ora voglio iniziare una nuova tappa della mia vita…. Della serie “i miei primi 40 anni”
Un abbraccio
AGATA: ciao cara, ora vado di superfretta, spero di riuscire a ripassare dopo! ho letto già ieri la tua risposta, e ti ho risposto a mia volta, pure copiosamente come mio solito 😉 però purtroppo ho avuto un problema di connessione che si è mangiato tutta la mia missiva.
Il senso, comunque, era che sei sicuramente una donna che ha avuto milioni di energie per salvare il rapporto, e l'”ordine costituito”, e hai fatto tutto quello che potevi.
Di questo sì, puoi andare fiera. Ma ora puoi toglierti l’armatura e riposarti un po’. Perché quella guerra è finita.
Hai passato un sacco di tempo a girare, 24 ore su 24, con dietro quei macchinari che servono a rianimare il cuore, libera… un due tre… libera…
eri diventata un’infermiera professionale della relazione, in reparto rianimazione…
Io credo che meriti di meglio, che vivere l’amore come una missione.
a dopo
@LUNA: già “un’infermiera professionale”, ci credevo solo io, fa niente, è andata così … qs sera mi sento più serena, è da due giorni che sono dolce con i figli, e loro sono meno nervosi… il mio dolore di donna stava offuscando il loro amore, i loro bisogni… di certo non potranno guarirmi, non sarebbe neanche giusto, ma aiutarmi sì… eccome, sono un tesoro immenso ed io li stavo trascurando, ma per chi???? Lui alla sera starà con lei, io con i miei figli…. non so se alla lunga, una volta calate le passioni iniziali, si accorgerà di ql che ha perso.. non so… e cmq volgio cominciare a non pensarci più.
Anche a me è capitato di scrivere e poi, all’improvviso sparisce tutto… che nervoso! 🙂
Agata: buongiorno 😀
Ecco, gira la prospettiva su di te, sul serio 🙂 🙂 🙂
Non riempirti la capoccia di immagini mentali (quello sono, innanzitutto… non farti male con i pensieri, che proprio non è il caso) che ti fanno male. Starà… starò… intanto STAI, stai nel presente. Stai con te 😀 Hai già visto che funziona 🙂 🙂
“qs sera mi sento più serena, è da due giorni che sono dolce con i figli, e loro sono meno nervosi”: felicissima di sentirtelo dire (leggerlo, ma è uguale :D)
🙂 🙂 🙂 🙂 🙂
anche oggi di fretta, ma tornerò 🙂 🙂
Un abbraccione a tutti :DDDDDDDDDDDD
Ciao LUNA.. acc….. oggi sono tanto giù! E pensare che ieri… va bè… chissà ancora quanti giorni, mesi (spero non anni) vivrò di qs alti e bassi.
Un abbraccio
AGATAR: ciao a te e a tutti 😀 spero che il tuo umore sia migliorato 😀 😀 😀
oggi ho risposto copiosamente di là, nell’altra lettera. E ho anche letto le tue riflessioni sul fatto dei rospi e dell’avvocato. Mi pare che stai… “lavorando bene” per te, come si suol dire 😀
Qua super pioggia oggi, bleah.
io ho iniziato a costruire un’arca…Non si sa mai!!
;DD
@LUNA: li ho letti i tuoi commenti sull’altra lettera…
Purtroppo a volte mi sembra di stare “meglio” ma in realtà mento a me stessa…. qs sera non volevo parlargli al telefono, volevo cominciare una nuova “prassi” visto che ormai la pentola è scoperta, però non ce l’ho fatta …. sbaglio sempre tutto, mi do della stupida, gli dico: “odiami pure” tanto c’è chi ti consola, ecc… ecc… alla fine mi ha chiuso la conversazione senza salutare… ormai presa dalla rabbia furente, gli ho mandato un sms ribadendo il fatto che lui ha un’altra che lo consola e che io gli ho rovinato solo la vita…. che stupida, che stupida, che stupida!!!! A volte mi sento così infantile…. ma quando ti prende ql cosa indescrivibile che è un misto di rabbia, delusione e rancore, non sai più cosa fare…. Ti colpevolizzi, piangi, ti senti frustrata perchè ti ha sostiuita con un’altra…. oh mamma mia! Eppure ce la sto facendo a pensare al peggio di lui, a come si è comportato da vigliacco, a come mi ha mancato di rispetto in tutto qs anno, ma la verità è che sono ancora scioccata e accecata dal dolore… Piove tanto, il vento sbatte la pioggia contro i vetri con violenza …. ed io sto tanto male…. Un abbraccio cara
Anto: ecco, ben fatta. Casomai passa a prendermi con l’arca se va avanti così, mi raccomando ;):)
(qua piove sempre di più!)
@ agata R con queste recriminazioni ti fai solo del male. Devi fare pace con te stessa, con lui, con la nuova situazione e soltanto così ti sentirai meglio.
Non è colpa tua, non è colpa sua, non è colpa di lei: è semplicemente andata così. Non era l’uomo giusto per te e tu non eri giusta per lui. Ora avete un figlio: cerca di mantenere rapporti distanzi ma civili per il suo bene.
Vedere la mamma nervosa e triste non fa del bene neanche al tuo piccolo.
Vuoi questo? non credo.
Coraggio, cerca di andare avanti e ritrovare nuovi stimoli.
Lui ha fatto la sua scelta, ora tocca a te. Vuoi continuare a stare male per lui? vuoi continuare a portargli rancore, un rancore che fa stare male soltanto te?
No, porta pace nella tua vita, accetta quello che è successo e vai avanti.
Non dipende da te, Agata. Non colpevolizzarti perchè non serve a nulla. Comincia a star tranquilla e cambia un po’ il tuo atteggiamento. Basta col rancore, basta pensare al passato.
Pensa ad Agata, ama te stessa e cogli il buono e il bello che tra tante difficoltà c’è anche nella tua vita come nella vita di tutti.
A volte siamo così accecati dai problemi che vediamo solo il nero e perdiamo tutti gli altri colori che sono lì per noi e non ce ne accorgiamo.
AGATA: non lo so, forse nelle “emozioni primarie” (come il dolore e la rabbia) siamo tutti bambini. Non credo che ti racconti bugie quando dici che stai meglio, è che le emozioni fluttuano. Adesso non sono stabili. (e mi pare anche normale!) Quando stai meglio è vero, quando stai peggio è vero. quando sei più serena è vero, quando sei incazz nera è vero. quando ti senti più forte è vero, idem quando ti senti più debole.
prova a considerare ciò, invece di pensare che le emozioni che provi, quando cambiano, dimostrino che altre erano solo bugie. Sono tutte vere, invece.
Il punto è che ti stai accorgendo, forse, che la tua “strategia” nel reagire alla rabbia non ti giova, perché genera nuova rabbia (stavolta verso te stessa) e nuovo stress, che ritorna in circolo.
Che tu sia scioccata è naturale. E devi prenderti cura del tuo stato di shock. Come non lo so, già mi sento fuori luogo io a fare analisi così “fredde”, consapevole del fatto che è facile farle quando stai fuori da una situazione. d’altra parte forse questo è anche il senso dello sguardo esterno che chiediamo agli altri. Una visione d’insieme che quando stai dentro a una cosa non puoi avere. Una minor severità di giudizio rispetto a quello che noi buttiamo su noi stessi e le situazioni, logorandoci.
Tu ti fai malissimo usando, dentro di te, parole come “sostituta, sostituita”. (che chiunque, probabilmente, nel tuo stato d’animo, userebbe).
Da esterna ti posso dire che questo concetto della sostituzione è una catena per te, però.
se proprio devi farti un’immagine mentale provane altre.
Non che siano più gradevoli, me ne rendo conto, però immaginare che tu e lui iniziate due nuove vite separati forse ti farebbe meno male che parlarti e parlargli di sostituzioni.
Sparo, mia cara Agata, io non lo so cosa ti può far stare meglio.
La verità è che lo sai solo tu. Lo capirai solo tu.
Però se vedi che una cosa, un atteggiamento o una strategia ti fa stare peggio, prova a contare fino a 10, o anche a 50, o 100, se fosse necessario, prima di metterla in atto. Magari poi la farai lo stesso, ma non giudicarti.
se riesci a far passare l’ondata della rabbia, quando sale, (ascoltandola, non tappandola, o usando l’energia… per pulire a fondo una padella… che ne so!!!), forse poi farai quella chiamata lo stesso, butterai fuori la rabbia lo stesso, ma ti sentirai meno in balia delle tue emozioni.
Forse, passata l’ondata, per quel momento non avrai bisogno di farla. Forse, non lo so. butto delle ipotesi.
Un bacio grande.
Grazie Raganella, Luna: ieri per la PRIMA volta da sempre, ho deciso di non parlargli al tel, e spero di non farlo più, tranne per le “comunicazioni di servizio” ho deciso così dopo avergli espresso, ancora, via sms e mail per l’ennesima volta, la mia rabbia e delusione…. comincio a darmi fastidio da sola, chissà a lui quanto gliene sto dando…! Non ha portato a niente se non ad allontanarlo definitivamente qs mio modo… fa nulla, non me ne faccio un’ulteriore colpa…. il mio lungo implorare è stato il cammino e la conclusione dell’amore vero che ho sempre avuto nei suoi confronti e, forse, se tornassi indietro, lo rifarei… Purtroppo sono bloccata ancora nella fase del “chissà come si è sentito per non avermi sentito, salutato?”, “chissà se davvero, come mi dice, gli manco” “chissà…chissà….” ma intanto la realtà è che nonostante gli mancassi, nonostante non sia stato in grado (sincero!) di dirmi la verità subito, lui ha fatto la sua scelta, e credetemi, il fatto di avere scelto un’altra al posto di tutto ciò che era ns, fa tanto male. Sarà anche che quando arrivano i 40 anni alcune donne accusano il colpo, sarà che io sono tra qs, e vedere lei, più giovane, il colpo è ancora più forte. Fortunatamente i 40 anni non me li sento addosso e mi fa bene anche sentire degli apprezzamenti. Già in altri commenti ho voluto sottolineare la mia “non banalità”, non sono una persona che bada all’esteriorità, ma in qs stato di disperazione e fragilità il tutto si unisce ad altro, facendoti perdere di vista ciò in cui hai sempre creduto.
E’ vero LUNA, il termine “sostituita” è terribile ma è la conferma di una paura che mi ha accompaganta per tutto l’anno nel quale mi ha tenuto nel “limbo”.
Un abbraccio
AGATA: i tuoi pensieri non sono superficiali, i bilanci che fai non sono estetici, sono interiori e trasmessi all’esterno. Perchè cerchiamo di dare forma alle sensazioni. Quando si sta male, poi, di anni se ne sentono dentro 350, indipendentemente dall’età. Però entrare nella modalità confronto età non ti serve a niente. E’ improduttiva. Uno che conosco tempo fa ha lasciato la ragazza con cui stava per una donna che ha 20 anni (sì 20) più di lui, a dimostrazione del fatto che la vita si muove su binari meno banali di quelli su cui si muove il nostro pensiero.
Il tuo ex è stato sincero nell’ammettere che non è stato in grado di dire la verità? curioso paradosso. Non te lo dico perché la tua rabbia cresca, tutt’altro: te lo dico perché tu non ti faccia carico della sua vigliaccheria, nè attraverso un comprensivo buonismo, nè scaricandogli addosso la sua vigliaccheria attraverso la tua rabbia. Che faccia i conti lui con la sua incapacità di affrontare le cose. Tu sei capace, lo hai già dimostrato, mi pare, da quello che ci racconti.
Le tue paure nascevano dall’istinto che ti diceva che qualcosa non andava, perché sei una donna emotivamente intelligente. Non si sono materializzate attraverso una sostituzione.
La sostituzione, lo ripeto ancora una volta, è un termine con cui ti fai male e basta. Le strade si dividono, non si sostituiscono.
Pensa a te, Agata, pensa a stare meglio tu.
Lascia che lui si faccia la sua strada. Lascia che si curi lui le cose che sente. Lascia che si cuocia nel suo brodo, che si è scelto. Tu pensa a te, alla donna bella, dentro e fuori che sei.
Un bacio.
@LUNA: “….Il tuo ex è stato sincero nell’ammettere che non è stato in grado di dire la verità? curioso paradosso…”
Sì, diceva che sapeva che io sapevo (non sono se sono stata chiara)di tutte le bugie che mi diceva, del negare la verità. Forse, chissà quante volte avrebbe voluto dirmi tutto, ma il mio stato di malessere psicofisico glielo impediva, non voleva farmi del male, sapeva che mi avrebbe dato un colpo troppo grosso da reggere…. Ma ciò che dico è ma perchè qs anno di “illusioni”, di desiderarmi in tutti i sensi?? Era confuso, non sapeva se lasciare la strada vecchia per ql nuova? Sensi di colpa? Tutto ciò può essere, ma tutto ciò poi è venuto a galla e adesso no si può più tornare indietro. La sua “vigliaccheria” (non posso credere che lo sia, cavolo!!) mi ha fatto ancora più male dell’eventuale colpo di grazia, almeno non passavo un anno ad illudermi che era solo una crisi…. va bè, cara, voglio guarire, voglio risolvere alcune questioni della mia infanzia, in primis la mancata elaborazione della morte di mio padre, quando avevo solo 6 anni…. ho rimosso allora, e adesso sta tornando tutto prepotentemente a galla…
Un abbraccio
AGATA: vigliaccheria, in effetti, forse era un termine pesante, e comunque rifletto sempre, insieme a te, sì, ma su cose che ovviamente non conosco a fondo, che non posso conoscere, che sono distanti. Le mie riflessioni, quindi, non possono che essere spunti assolutamente generali. E posso cannare alla grande, eccome!
Sono assolutamente persuasa che sia molto difficile prendere anche una decisione come la sua, non voglio essere giudicante. Penso sia difficile interiormente oltre che esteriormente, per sè stessi in primis, oltre che per gli altri, e le variabili emotive, e non solo, sono milioni. Nei suoi panni (a livello di scelte da compiere, intendo) potremmo trovarci tutti, non solo nei tuoi, io di questo sono abbastanza persuasa.
L’empatia è una gran cosa, certo, ma è anche pericolosa, è giusto sapersi mettere nei panni degli altri, ma bisogna ricordarsi anche che ciascuno è nei suoi. Questo volevo dirti, Agata.
A conti fatti nei suoi panni c’era lui, non c’eri tu. Tu avevi già il tuo bel daffare a gestirti i tuoi di panni.
E ognuno deve farsi anche un po’ carico dei propri panni, senza delegare agli altri le sue motivazioni. Anche se tu stessa ci hai detto che il vostro (come potrebbe non essere così, dopo una vita insieme?) era un rapporto interdipendente. Tu eri dipendente da questa relazione come lui. E’ chiaro che di fronte ad una decisione come la sua – e alla sua indecisione precedente – tu, in questo periodo più che mai, gli abbia presentato, emotivamente, il conto.
E che si entri in una dinamica per cui, apparendo lui il cattivo della situazione, metta avanti anche le proprie giustificazioni. Che tu abbia voluto non vedere è possibile, quanto che tu sia stata male proprio per l’incoerenza che era sotto i tuoi occhi tutti i giorni. Siete stati interdipendenti nello stare insieme come nel lasciarvi, probabilmente.
La verità è che non ferire qualcuno lasciandolo, se ci ama ancora, è un’utopia. E allora l’unica cosa che possiamo fare, se siamo in crisi, è ammettere di esserlo, ma dare all’altro la possibilità di capire di che crisi si tratta. Mettere le carte in tavola. La sua incertezza, i suoi sensi di colpa, quel che era, erano problemi suoi che lui doveva gestire. Probabilmente lui ha difeso sia te che se stesso dal prendersi la responsabilità di una decisione.
Comunque la parte importante del tuo ultimo post mi sembra l’ultima, perché è quella che parla del presente e soprattutto del futuro. Il resto sono congetture, che guardano all’indietro, mentre quelle tue parole esprimono il tuo sguardo avanti, pure se parli del tuo passato. Ma in un’ottica di ricostruzione e crescita.
Sono parole di chi si vuol bene, e sono stata molto felice di leggerle.
Un abbraccio.