Le donne (lavoratrici) che conoscete a che età hanno figli?
di
kylie10
Riferimento alla lettera:
Prendo spunto da una lettera a cui rispondevo, e vi chiedo l'età delle donne lavoratrici che vedete avere figli, se possibile anche che lavoro fanno.Io purtroppo ho una cerchia di conoscenze molto ristretta, posso solo riferirmi a quelli tra i 18-28 che a volte se fanno i figli è per...
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Data di pubblicazione: 4 Aprile 2016
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Comunque secondo me il problema maggiore resta la disoccupazione. E il fatto che la vita sia troppo cara. E’ una fortuna trovare un impiego, e poi comunque pure con due stipendi statali non si riesce a vivere, a volte anche se c’è la casa di proprietà. E’ questo il vero problema dei tempi.
Le donne vogliono continuare a fare figli così come anche gli uomini lo vogliono, ma adesso gli uomini sono costretti a far quadrare il bilancio economico a fine mese con lo stipendio della moglie, ma per una donna che lavora bisogna aspettare decadi, per cui i figli poi come vengono? E’ un caos.
Adesso vi faccio un’analisi ancora più profonda:
Zione ama molto guadagnare, ha già testato la deficienza umana attraverso i Mcdonald e ha visto che centinaia di milioni di suicidi amano la comodità, nonostante i malanni che comporta, così tra un po’, se il fenomeno si allarga grazie come sempre alle “liberate” donne, dirà ai suoi politici di fare una legge che vieta la cucina domestica, con la scusa della sicurezza e dell’igiene condominiale, e così sarete costretti a mangiarvi le sue magiche pozioni avvelenate a prezzi da capogiro. Lavorate schiavi!
In tal modo oltre a spennarvi come polli farà lavorare di più tutte le sue già radicate industrie farmaceutiche, i medici e naturalmente anche i becchini con i prezzolati preti, grazie ai tanti funerali anticipati. Come sempre la massa rende. :))
La Massa rende sí. Pensa che moltiplicata per la velocità della luce al quadrato fornisce energia. Pulita tra l’altro. Ma solo con la fusione fredda però. Questo lo sanno i sionisti, anche perchè l’ha scoperto uno di loro.
Diego,
parecchio tempo fa era stata ventilata l’idea di aggiudicare un salario alle “casalinghe per scelta”, non ricordo bene se a spese dello stato o a carico di prelievi percentuali sullo stipendio degli uomini di famiglia titolari di reddito da lavoro. questo avrebbe permesso alle donne totale libertà di optare per l’attività preferita nei diversi loro momenti esistenziali, con un minimo di dignitosa autonomia, anche perché il compenso ricevuto poteva essere accantonato per qualsiasi imprevisto di coppia potesse presentarsi. cosa ne pensi?
quanto al discorso sull’individualità portata all’eccesso, sfondi una porta aperta. anche l’idea che in ogni condominio esistesse un servizio di lavaggio e stiratura dei panni centralizzato, un servizio di cucina su richiesta (gestito a livello famigliare, come nelle mense di alcune azienda all’avanguardia)e un asilo nido per un numero minimo di bambini, non ha avuto alcun successo. eppure avrebbe consentito grandi risparmi in tutti i sensi, una vita più “leggera” per tutti e il piacere di poter scegliere senza eccessivi condizionamenti.
secondo me, le attuali giovani donne avrebbero dovuto sostenere entrambe le proposte, che avrebbero potuto evitare buona parte dell’attuale deriva sociale.
inoltre… sembra che i figli generati da genitori giovani siano più belli e più forti. nell’età avanzata della madre la gravidanza ha un costo oneroso per la frequente difficoltà di restare incinta in modo naturale, così come, nelle primipare, non è infrequente che si renda necessario l’intervento chirurgico di un parto cesareo.
non mi sembra che tutto questo porti bene alla società nel suo complesso.
hai ragione kylie, è un caos. basterebbe che i nostri governanti e i grandi manager, invece che intascarsi a man bassa i milioni di euro versati dai cittadini, mettessero a disposizione delle madri che lavorano appositi servizi di supporto alla maternità. Ma viviamo in un paese corrotto e nel quale non prevale la logica del bene comune, di conseguenza versiamo nella situazione in cui versiamo. e a mio avviso, con ben poche speranze di cambiamento in positivo.
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rossana – 10 aprile 2016 12:21
Il salario alle casalinghe era solo un pretesto per estorcervi tributi, ci hanno provato anche senza darvelo, mirando pure ai disoccupati, ma fortunatamente nessuno ci è cascato a versare contributi previdenziali volontari.
In Israele il reddito di cittadinanza sopperisce perfettamente alla necessità delle casalinghe e dei disoccupati, scelta sensata in quanto l’economia si regge anche sul volume dei consumi interni, e un gran numero di persone che non batte cassa in Italia è stata esclusa dalla circolazione dei flussi monetari, riducendo l’economia, creando così malaffare e depressione per emarginazione dalle normali spese. Si, ti do ragione, ma in tal caso toglierebbero sicuramente i soldi ancora ai poveracci.
In quanto alla vita condominiale comune, è roba d’altri tempi, la gente moderna ormai tende alla privacy totale e all’allargamento dei margini operativi, infatti si vergogna delle proprie condizioni di vita modeste e farebbe carte false per fregare più soldi pur di far vedere che può pagare profumatamente altrove, (sindrome del pezzente spendaccione).
E’ certo che i figli di genitori giovani sono più sani e forti, ma anche più compresi da genitori e nonni, i figli orfani a 25 anni a causa di genitori anziani nemmeno hanno avuto i nonni, pensa. 🙂
Diego,
grazie per il riscontro.
Molto utile il tuo commento, Diego. Io credo che in generale si dovrebbero rivedere i ruoli uomo-donna nella nostra società occidentale, perché la disparità e i cattivi rapporti costringono le donne a ritardare la maternità con tutto ciò che comporta (meno figli per tutti, magari salute più compromessa, maggior costi etc).
Non vorrei fare un commento qualunquista ma devo dire che dalla Germania in su la questione femminile è affrontata in modo molto più semplice e le donne sono lavoratrici e hanno molti più figli che da noi. Anche gli uomini sono più soddisfatti, dal momento che gli si riconosce il diritto di stare a casa con i figli e se escono con poppanti dispongono di tutte le utilità necessarie per cambiare loro il pannolino anche nei bagni pubblici maschili.
Io l’ho avuto a 26 con impiego part-time. Ora, lasciando da parte il discorso costi che è ridicolo ( dipende da cosa vuoi fare, se sei disposta a ricorrere all’usato, se ti occorre il nido o meno, ecc.), vi dico che condurre una gravidanza e partorire giovani è meglio. La sera prima di partorire ho fatto una camminata di 4 km, mi sentivo pesante ma da Dio. La sera dopo ero in travaglio. Un male cane ovviamente, ma me la sono cavata senza punti in 11 ore. La 35enne accanto a me, primipara, s’è beccata 20 punti. Un’altra di 37 si è fatta 30 ore di travaglio e poi cesareo d’urgenza e il primo feto lo aveva perso al 3° mese. Alle visite i medici sentivano la mia età e tiravano un sospiro di sollievo. L’età della madre è importante. Intorno ai 30-32 vorrei il secondo, ma dopo chiuso, il terzo a 37 se ci scappa.
I figli costano? Sì, ma il quanto dipende da noi. Sicuramente fra una cosa e un’altra senza nido su un 150€ mensili se ne vanno. Se sommiamo costi di battesimo, compleanno, ecc. il primo anno molti di più, ma il secondo credo si recuperi.
Aggiungo, avere i figli NON È FACILE. Contate levate notturne per almeno un anno. I primi mesi è necessario nutrire e cambiare il bambino anche 3 volte a notte (ammesso che vi capiti quello che dorme di notte), ogni notte per mesi. I primi mesi, inoltre, non si fa in tempo a finire di nutrire il bambino che fa la cacca e ha di nuovo fame oppure piange per le coliche. Il tutto con un fisico ancora provato dal parto (a me tiravano i muscoli dell’inguine per circa 4 mesi, forse me lo sono strappata, ma nel dolore del parto manco me ne sono accorta) e le lochiazioni (ossia abbondanti perdite di sangue che durano anche due mesi dopo il parto, portando ad una carenza di ferro). Ragazze, fate i figli giovani!! Io sono già morta così, sto iniziando a resuscitare adesso. E la mia gravidanza è stata ok (tranne 3 mesi di nausee costanti H24), idem il parto.
Però, se potessi, ne farei altri due.