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Donne che vogliono il male di altre donne

di hope10

Questa è una lettera dal cuore, la metto giù senza pensare, in un misto di dolore e amarezza.

E’ un po’ di tempo che sentendo i discorsi dei miei, ho capito che loro vedono il matrimonio e il fare figli come una cattiveria che la donna deve avere, come se fossero una punizione e che solo lei la deve subire, perché è donna e arriva un momento in cui nella sua vita “spensierata” deve fermarsi. Invece il maschio vive normalmente come sempre, non ha nessun problema, una vita in vacanza in poche parole.
Il matrimonio non è il formare una famiglia per loro, non è amore, non è tornare a casa e trovare qualcuno che ti aspetta, che fa il tifo per te, che ti sostiene, e non è nemmeno un progetto comune. E’ una cattiveria indispensabile a cui assistere per goderne. Questo è stato quello che mio padre ha fatto a mia mamma: il loro è stato un matrimonio imposto e mia mamma è stata ceduta dalla famiglia come una schiena e come qualcos’altro gratis, non lasciatemi dire cosa.

Vedevo lo sguardo pieno di disprezzo e di odio dei miei di fronte ad alcune ragazze giovani e spensierate, e dicevano loro frasi come a dire: “ah si, adesso studi, vinci borse di studio, te ne vai a studiare fuori dall’Italia, ma adesso ti faccio vedere che ti aspetta e come il matrimonio ti sistema per bene per tutti questi sorrisi e questa gioia che hai in faccia”.

Per farvi capire, perché queste erano solo mie impressioni, stasera ho provato a capire meglio: all’ennesima frase di mia madre che criticava una neo-sposa che conosce, ho provato a chiedere delucidazioni, a farla smuovere un po’ col pensiero, e lei cosa mi risponde? Mi risponde imbestialita che una donna appena sposata non deve essere spensierata senza problemi, ma deve dalla mattina dopo che torna dalla luna di miele pensare a lavare i panni suoi e del marito, deve fare il letto, deve pensare a cosa cucinare, “mica deve essere serena come se fosse ancora a casa della madre!”.

Questo è in realtà quello che è accaduto a mia mamma: dalla mattina dopo il matrimonio il suo compagno non è stato un compagno. Lei ha ricevuto zero rispetto in tutto, e ha dovuto servirlo, piegarsi a lui, al suo non darle soldi nonostante lei lavorasse per lui, e altre cose che non sto ad elencare tanto è inutile.

Mia madre è dovuta rimanere con lui per una questione economica, per permetterci di crescere e studiare, non avendo lei nessuno al mondo che la supportasse (i miei nonni sapevano tutto e si sono sempre fatti gli affari loro dicendole che non doveva separarsi).

Ora io mi chiedo: perché dal riconoscere di aver patito ingiustizie (perché lei lo riconosce), è finita a volere il male degli altri?
Ed io cosa posso fare per lei? Cosa dovrei fare?
Per me è già molto faticoso difendermi dal lavaggio del cervello che stanno pian piano facendo: io lotto per trovare lavoro, loro dicono che le donne non devono trovare lavoro se no poi decidono autonomamente per la loro vita. Mio padre l’altro giorno mi minacciò che se trovo lavoro con la laurea devo prendere subito la maternità e cominciò a parlare di quanti soldi prendo per figlio, come se io dovessi ricevere uno stipendio solo per figliare se no posso rimanere senza soldi.

Dovrei fregarmene ed è quello che devo fare, ma la situazione è difficile, e mi fa male. Non capisco perché i genitori delle mie amiche fanno i salti mortali per farle studiare fuori, per farle andare, per renderle autonome, mentre questo è quello che fanno loro, fanno veramente pena. Io forse non ho denaro, ma almeno vado a dormire con un animo più sereno la notte. Getto la spugna con loro, devo solo capire come difendermi da così tanta oscurità d’animo, da questo cuore così pieno di male e malessere.

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Data di pubblicazione: 30 Gennaio 2019 - Views: 1

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Famiglia - Me stesso

36 commenti

  • 1
    Yog -

    “L’avvocato per vincere le cause si mette la toga. La donna se la toglie”.
    In fondo, cara Hope, la risposta ai tuoi dubbi sta tutta in questo celebre aforisma, più profondo di quanto tu possa credere. Tutto il resto vien da sè. Comunque spiega a tuo padre che gli assegni familiari – se non sei proprio un pitocco vero o un evasore fiscale semitotale – sono un pugno di euro che manco ci prendi ‘na pizza marinara, tant’è che siamo in calo demografico verticale. Se si diventasse ricchi facendo figli, la Durex avrebbe chiuso da anni.
    Io in verità ti dico: altro che studiare, lavorare e far figli. Punta tutto sul reddito di cittadinanza, l’occasione è ghiotta, compra una tivvù 4K e un divano e vivi da papa. Sono queste le cose che danno serenità e riempiono il cuore di gioia vera.

  • 2
    Yog -

    Eppoi è chiaro che i tuoi odiano le donne giovani e serene: se tu avessi un catorcio di macchina tipo la pandina prima serie non odieresti forse, e pure mortalmente, chi gira in Cayenne o anche con una più modesta CHR Hybrid? Si chiama invidia, in fondo è ciò che ci rende davvero umani (le bestie non si invidiano tra loro), non occorre Fromm per spiegarcelo, al mercato la trovi a 50 cent a cassa e ti danno sopra anche due broccoli.

  • 3
    Solnze -

    Classica mentalità del sud. Non che siano tutti così, ma è il pensiero tradizionale di una volta. Come dice mio marito ucraino:”Qui in Italia tutte le donne vogliono sposarsi con megafesta per vivere un giorno da principessa perché dopo saranno schiave tutta la vita” (in maniera ironica, perché lui disprezza questo modo di fare).
    Scappa da quella cultura fino a che sei in tempo cara Hope.

  • 4
    white knight -

    Senza offesa, ma i tuoi sembrano usciti da qualche paesino dell’Aspromonte dei primi del ‘900 o da qualche villaggio dell’Afghanistan… Vai dritta per la tua strada e ricerca a tutti i costi l’autonomia economica da tutto e da tutti.
    Così la tua balance of power sarà molto più inclinata a tuo favore.
    La cattiveria che denunci deriva sia dall’invidia (come ha scritto Yog) che dalla paura di vedere gli altri godere di piaceri che non si osava nemmeno sognare.
    E (sempre senza offesa) dì a tuo padre che vada a lavorare…

  • 5
    hope10 -

    Grazie per aver letto la mia lettera, ragionare con voi mi ha tranquillizzata almeno in parte. Oggi ripensavo all’invidia, penso che tutti possiamo nutrire questo sentimento poichè ce lo suscita qualcuno a cui vorremmo somigliare, ma poi cercare persone sconosciute, magari giovani rispetto a noi e volere il loro male è qualcosa di a maggior ragione ingiustificabile. Aspettare di vederle umiliate dalle situazioni della vita, vedere davanti ai propri occhi come spesso vengono ridotte le donne e trarne soddisfazione, come per affermare una legge estremista del Corano, è qualcosa di terribile, che io non motivo con nessun sentimento umano fosse pure l’invidia.
    Non che si debba essere paladini della giustizia o del femminismo, ma persone serene, contente di quel poco o tanto che hanno, volenterose di trasformarsi in quello che vorrebbero essere, cosa che costa una grande fatica, ma mai mai vendere l’animo al diavolo o al male!

  • 6
    Gabriele -

    Cara Hope10. Io ho 26 anni e se c’è una cosa che ho imparato è che se la donna ha il desiderio di mettere su famiglia, deve prima di tutto essere felice di farlo. Io non riuscirei mai a stare con una donna “panni, cucina e lavanderia”. Ho una zia, che la prima volta che mi ha visto, dopo dieci anni, chiese alla mia ragazza di allora se mi lavava le mutande. Cioè rendiamoci conto. Io che ho subito tre divorzi, non mi sono mai fatto fare niente da nessuno, nemmeno da mia madre, non Perchè non fosse in grado, ma Perchè certe cose si gestiscono in famiglia, altrimenti come si fa poi a pretendere di andare a vivere da soli, se c’è la pretesa che la donna o la mamma faccia la massaia?
    Oltretutto come se dietro ad ogni donna non ci fosse una persona con la propria personalità, le proprie aspirazioni. Io penso che la donna debba essere autonoma, prima di mettere su famiglia, senza che poi vi sia l’aspettativa di dipendenza da parte di nessuno. Così mi sembra normale.

  • 7
    Gabriele -

    In ogni caso non è la prima volta che esprimi posizioni preoccupate, quindi mi verrebbe da farti una domanda: i tuoi ex si aspettavano da te l’essere massaia? Oppure è una prerogativa della tua famiglia il fatto che la donna debba essere massaia?
    Ci rendiamo conto che siamo nel 2019, e che il periodo in cui il padre con una figlia, che dovesse portare la dote, è finito nel 1800, inizio 1900?
    Se una ragazza rimane incinta fuori del matrimonio, immagino che non rivolgano più nemmeno lo sguardo ne alla famiglia né tanto meno alla ragazza.
    Adesso capisco Perchè certi commenti che scrivi riguardo agli uomini e a certe reatà, li trovavo un pò acidi.
    Non hai nessun destino già segnato davanti a te, non devi lavare e cucinare e stirare nessuno. Non devi nemmeno sposarti.
    È un cliché tipico meridionale l’imposizione del matrimonio, mi ricordo ancora quando mi chiamarono degli amici di famiglia, per dirmi che la nipote che stavano per avere era concepita fuori del matrimonio. Senza…

  • 8
    hope10 -

    Ciao Gabriele, scusami per l’acidità di certi miei commenti, ci starò più attenta in futuro.
    Nella mia famiglia i componenti sono collocati in senso gerarchico, e ci sono pretese di controllo molto forti, quasi fobiche rispetto alla media delle persone normali che nella vita si realizzano normalmente. Sono, queste, situazioni difficili che portano ad avere rapporti poveri, insoddisfacenti e a figli che non mettono mai le ali. Comunque i tempi sono cambiati per fortuna. Ma è molto dura cercare sostegno e affetto in persone che vogliono sempre il tuo male, il cui costante retropensiero è: “non uscire, non conoscere persone, non sviluppare potere e possibilità”. Ti costringe a vivere sempre con le ruote sgonfie, sebbene hai 30 anni e ormai nella vita non hai fatto niente. E’ molto dura credimi. Bisogna uscirne.

  • 9
    Rossella -

    I cambiamenti in campo di morale sessuale si riflettono nell’intimità della coppia. Ti dirò che dall’esterno ci sono persone maliziose che una volta individuata la famiglia si mettono a pontificare sulla pace che vi regna, dando vita a vere e proprie persecuzioni che hanno come esito un capovolgimento dell’ordine (tra tranelli, cospirazioni e provocazioni varie). Ti posso assicurare che la proposta della chiesa sul matrimonio è una proposta universalmente valida; tanto più, come ti dicevo pocanzi, che le mode inducono le persone comuni a fare illazioni sulle modalità di riposo di coppia, quasi come se la famiglia vivesse al tempo della rivoluzione. Sai, non si capisce la posizione dei divorziati. Sulle carte sembrerebbero a favore del libero amore e della passione sensuale. Vedi, la gente ne ha per tutti. Quando si va d’amore e d’accordo vogliono sapere se mamma e papà dormono in camere separate.

  • 10
    Rossella -

    Quando sei esposto, ma non sei un personaggio pubblico, a domanda faresti bene a rispondere, per quanto antipatica potrebbe sembrare la cosa. Non tu. I tuoi genitori. La volontà che traspare dal contraddittorio farà bene anche a loro. La morale della favola è questa: se sono un personaggio pubblico e non è mia intenzione animare le cronache cittadine attraverso il racconto delle gesta di due innamorati capricciosi per la pace della casa arrederò una camera degli ospiti e/o acquisterò due letti separati. Tanto capiterà di fare dei numeri, almeno fino a quando si sentirà per la casa un odore di nuovo. Ma io sono troppo orgogliosa per queste cose. So che sarà bello dormire insieme. Come vedi, senza queste cordinate cartesiane non è possibile dare un senso alla storia, soprattutto in alcuni casi (figli da precedenti matrimoni, amicizia ex, ecc.). Le storie non appassionano più. Un tempo il simbolo della Croce teneva accesa la fiaccola della fede e avevamo la sensazione di essere liberi.

  • 11
    maria grazia -

    Hope, quando una donna non ha potuto essere felice ( magari per i suoi stessi limiti e le sue stesse debolezze ) spesso pretende che anche le altre non lo siano, perchè questo in qualche modo la consola dei torti che ritiene di aver subìto. Ovviamente è un’ impostazione di pensiero che non ha nulla di razionale, ed è dettata sopratutto da disagi emotivi dovuti alla propria situazione esistenziale. Se non puoi andartene da dove sei, rifacendoti una vita libera per conto tuo, cerca di farti scivolare le cose addosso, senza farti toccare e intossicare più di tanto dall’ influenza nefasta di certe presenze, magari ritagliandoti spazi intimi e tutti tuoi nei quali rifugiarti quando occorre. io almeno ho fatto così quando mi sono trovata mio malgrado a dovermi confrontare con la cattiveria e l’ invidia femminile.
    Oggi poi che abbiamo internet, alcune e alcuni si adoperano per creare problemi anche in rete, magari vagando per i forum in cerca di contatti al fine di ..

  • 12
    maria grazia -

    .. al fine di riferirgli privatamente cose che possono distruggere l’ immagine e la reputazione di chi ritengono “scomoda”.
    Quindi forse la classica comare di paese, per quanto sia fastidiosa, è molto meno dannosa di certe figure apparentemente distanti e asettiche..

  • 13
    Sirenetta -

    Premesso che il matrimonio è solo una scelta personale e di coppia però al momento che una sta in un rapporto di coppia duraturo e stabile con futuro assieme di seguito si deve prendere dei rischi che vanno oltre alla fedeltà valido sia per le donne come per gli uomini.
    1 – avere un linguaggio senza bestemmie né parolacce, né insulti
    2 – eliminare passioni, hobby, uscite, divertimenti, amici
    3 – eliminare il sesso come piacere e passione (lasciamola ai trombamici e alle prostitute o agli sconosciuti in discoteca per poi non rivederli più)
    4 – saper farsi i conti in tasca, saper risparmiare soldi e non comperare cose inutili come trucchi e stronzate varie
    5 – saper fare tutte le faccende domestiche almeno per la donna. Non è compito di un uomo
    6 – aver finito gli studi completamente, lavorare da tanti anni per farsi una posizione sociale

  • 14
    Sirenetta -

    7 – non dare importanza alla cura dell’aspetto fisico ed estetico, curarsi si ma ai fini di salute fisica e se è strettamente necessario. Per me la donna deve rinunciare a minigonne, top con l’ombelico in vista, tacchi alti, vestiti, reggiseni a balconcino, trucchi e altri prodotti che forse in apparenza risulta femminile, autentica, meravigliosa, unica del suo genere ma si renderà solo alla pari di un manichino da mostra con l’obiettivo di non solo farsi bella agli occhi del fidanzato ma anche di attirare l’attenzione anche a un intero universo maschile e invece una donna fidanzata anche se è bella deve rendersi invisibile dagli occhi degli altri uomini e una donna vera è femminile per davvero anche con un paio di pantaloni a sigaretta, gonna sotto il ginocchio, la gonna lunghissima, ballerine, camicia abbottonata fino all’ultimo bottone, mocassini, maglioni, felpe.
    8 – Inoltre non deve essere sorridere perché ride bene chi ride per ultimo e la serietà si vede in questo.

  • 15
    maria grazia -

    Sirenetta, sei un genio!

  • 16
    Suzanne -

    Ammazza Sirenetta, il miglior manifesto contro il matrimonio mai letto!

  • 17
    lilly -

    Sirenetta, ma non eri contro i maschilisti? Quando ti sei trasformata in uno di loro? Ohibò.

  • 18
    Gabriele -

    Non ho scritto quello che ho scritto Perchè tu ti debba scusare di qualcosa, ma più che altro per farti riflettere. Ho l’impressione che tu sia una ragazza molto sensibile e con con una certa profondità d’animo. Così ti ho fatto un regalo, dicendoti tutto quello che penso, basandomi su pochissimi elementi, di te.
    Sinceramente mi aspetto da una donna come te un pò più di intrapendenza. Anche mia madre viene da una famiglia “tutta devota all’uomo, lavandaia e massaia”. Poi ha realizzato, spinta anche da mio padre, a realizzare qualcosa di più: ha cominciato facendo menù per feste ed è arrivata a possedere un ristorante. Nessuno le ha dato una mano. Mio padre l’ha solo consigliata, come avrebbe consigliato chiunque al suo posto. Poi se la donna si trova bene a fare la casalinga non è certo un infamia, se è una scelta libera. In ogni caso, la questione delle faccende e il resto che sarebbe retaggio esclusivamente femminile è puramente falsità: io provengo da una famiglia di otto

  • 19
    Gabriele -

    Quattro maschi e quattro femmine. Nessuno dei miei genitori ha mai sacrificato la propria carriera per stare solo con la famiglia. Noi siamo stati abituati fon da piccoli ha fare riferimento alla sorella più grande, che mandava avanti la casa insieme a mia madre e mio padre, e poi a mano mano che si cresceva, le “faccende” e le responsabilità aumentavano gradatamente, finchè tutti ci siamo trovati adulti (14-15 anni), con un buon grado di maturità e di autonomia. Mia madre non ha mai fatto periodi in casa come casalinga e basta, certe cose per me, sono retaggio familiare, non esclusivamente femminile. Un uomo che ha l’aspettatova di essere riverito ed avere la propria donna succube dovrebbe vergognarsi.

  • 20
    hope10 -

    @Gabriele, grazie per le tue parole. L’isolamento che ha caratterizzato la mia vita, anche per un carattere da parte mia chiuso, mi ha fatta rimanere mentalmente sottomessa ad un sistema che è sbagliato, che non rende felice nessuno di noi. Un sistema che ti ho già definito nella sua chiusura incapace di crescere, di evolversi, di provare reale soddisfazione. Ma è una mia percezione ormai, e hai ragione tu, infatti so che la mia condizione è colpa mia, come se non avessi mai voluto alzare la testa e accettare chi sono e i sacrifici da fare per essere chi sono liberamente. Ma parole come le tue frantumano la prigione di cristallo in cui mi sento.
    Sai, nel corso degli anni ho capito più volte di non essere proprio quello che ho finito di essere, smorta, senza vita, appiattita, anche se poi non aver passato molto tempo fuori casa non mi ha fatto conoscere me stessa e ho finito per non sapere nemmeno chi sono e chi voglio essere.

  • 21
    hope10 -

    Ho fatto belle cose negli ultimi anni per fortuna: mi sono innamorata, ed è stato arduo combattere per poter fare la vita da ragazza fidanzata oggi (i miei volevano la promessa di matrimonio già prima del primo appuntamento e che io uscissi la sera tornando alle nove, magari guardata a vista dal fratello!). Ho voluto studiare, ho quasi finito ormai. Mi sono aperta ad esperienze nuove, e questo mi ha fatto cambiare, ho scoperto cos’è adatto al mio carattere, e ho sofferto di constatare che per me certamente essere una brava persona è fondamentale per andare a dormire la sera tranquilla con l’animo in pace, ma che non sono proprio la femminuccia passiva che vorrebbero che io fossi. Eppure, i grandi sforzi, quelli definitivi, ancora devo farli, come se non trovassi il coraggio più che la forza: ed è qui che ho capito che devo fare come per il resto, devo essere me stessa e basta, e vedere che succede semplicemente, vivere, e non averne più paura, essere chi voglio essere.

  • 22
    hope10 -

    La parte più dura è dover essere sempre spenta: se torno a casa con un sorriso in più, vengo duramente aggredita con qualche scusa banale, o presa in giro, o mi si fanno i dispetti finché non mi irrito pesantemente che ci vogliono giorni per riprendermi, magari proprio nei giorni che sto lottando per una scadenza con un esame, perché non si vuole vedere la serenità, la felicità dell’altro, e questo è un qualcosa di insopportabile. Perché qui essere spenti, esauriti, infelici di vivere è proprio la normalità, ed è un circolo da cui non si esce mai. Chi alza la testa e odora di qualcosa di diverso rischia la vita, se è donna poi non ne parliamo: silenzi manipolatori, dispetti, etc… quindi è duro per me fare la terapia dell’affermazione da una parte e dall’altra resistere a quest’aria a cui si riesce a resistere solo facendo vedere che nella propria vita non c’è niente di bello proprio come nella loro.

  • 23
    Yog -

    Vabbè Hope, un poco hai anche rotto. Se non ti comoda l’ambiente, leva le tende e te ne vai altrove, chiunque trova da campare facendo pizze, pulendo condomini o lavando i cessi dell’autogrill, e intanto magari studiare. Peraltro credo che ti farebbe bene. Andartene, intendo. Sei maggiorenne, che stai a lamentarti? O ti fa comodo che sia tua madre a lavare, stirare e cucinare? La vita è tua, organizzetela. Anche le persone “non brave” dormono il sonno del giusto. Anzi.

  • 24
    maria grazia -

    “La parte più dura è dover essere sempre spenta: se torno a casa con un sorriso in più, vengo duramente aggredita con qualche scusa banale, o presa in giro, o mi si fanno i dispetti finché non mi irrito pesantemente”

    Hope, questo è il tipico comportamento a cui ti induce la vicinanza con persone altamente tossiche, i cosiddetti vampiri energetici. Sono individui che bisogna far di tutto perchè non entrino nella nostra sfera esistenziale, o perchè ne escano se ne fanno parte, altrimenti ci rovinano la vita. Può trattarsi di amici e conoscenti, colleghi, vicini di casa, ma a volte purtroppo anche di partners e familiari. E in questi ultimi due casi vale la stessa regola: l’ allontanamento. Non ci sono altre soluzioni efficaci per sottrarsi dalla loro nefasta influenza.

  • 25
    lilly -

    infatti hope, devi farti la tua vita. pianta questi inutili genitori e comincia a vivere.