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Diversamente abili e adozioni

Salve a tutti, mi chiamo Anna e sono una ragazza felicemente sposata con un uomo diversamente abile (per essere precisa, paraplegico in carrozzina) .
Da tempo, anche se siamo sposati solo da pochissimo tempo (devono comunque passare 3 anni dal matrimonio per poter adottare) , è nostra intenzione voler adottare un bimbo/a italiano o straniero non importa. Purtroppo la questione è assai delicata per le coppie cosiddette “normali” figuriamoci in cui uno dei due coniugi è diversamente abile, non mi riferisco solo ai tempi (che sono lunghi) ma alle innumerevoli difficoltà per ottenere l’idoneità per poter adottare.
Ne abbiamo già parlato con un’assistente sociale, in cui già fin da ora ci ha scoraggiato ( e non poco!! ) ci ha messo (forse giustamente) in guardia.
Quello che mi chiedo io e soprattutto mio marito… Per essere un bravo papà bisogna avere delle gambe, due occhi, ecc..??? Non basta l’amore, un’educazione, serenità? insomma tutto quello (credo) che un/una bambino/a ha realmente bisogno. Siamo molto scoraggiati ma non ci arrendiamo!! Spero che qualcuno possa leggere questo mio “grido” di ingiusta discriminazione nei confronti dei diversamente abili. Purtroppo non conosciamo coppie in cui uno dei due coniugi è diversamente abile, quindi…. siamo soli! a parte qualche associazione per avere informazioni, nulla piu’! La cosa ingiusta è che tutti parlano di adozioni per “coppie normali” ma MAI di adozioni per i diversamente abili, insomma un vero tabu’!! Grazie.

L'autore ha scritto 13 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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2 commenti

  1. 1
    Mario -

    L’Adozione è una misura a tutela del diritto del minore a crescere in una famiglia (non esiste un diritto della coppia ad avere un bambino), per cui i servizi territoriali teoricamente devono aiutare i Tribunali a realizzare il miglior abbinamento possibile (abbinamento = minore+coppia). Come hai già scritto tu, in Italia ci sono più coppie che chiedono minori in adozione che minori adottabili, per cui inevitabilmente si crea una lista di attesa, fatta di coppie tra le quali scegliere la migliore per un determinato minore. Non credo quindi che sia un problema di discriminazione (almeno codifica o conscia), ma solo di realizzare il miglior abbinamento possibile per il minore.

  2. 2
    Annette85 -

    Grazie Mario per avermi risposto,la questione è un’altra,ci sono invece troppe coppie in cui uno dei due coniugi è diversamente abile che presentano domanda di affidamento,sottolineo troppe(puo’ sembrare strano ma è cosi)quindi la “selezione” e ottenere l’idonieta’ è molto ma molto difficile,infatti sono solo pochissime domande vanno a buon fine!
    Un’altra cosa triste è che se ne parla poco e niente di adozioni e diversa abilita’,io e mio marito navighiamo su siti per informazioni quando invece vorremmo conoscere qualche coppia che abbia fatto questo tipo di percorso sia arrivata ,finalmente, all’adozione!
    Siamo soli da questo punto di vista,c’è troppa poca informazione,questo è davvero molto triste.
    Comunque sappiamo benissimo che il tutto lo si fa solo per il bene del minore!!Grazie Mario.

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