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Difficile dimenticare….

Lettere scritte dall'autore  

Sono passati 52 giorni, e seppur sforzandomi di brutto,e distraendomi da ogni pensiero negativo, non riesco affatto a dimenticarla!
Mi manca tutto di lei… il colore azzurro dei suoi bellissimi occhi, la sua dolcissima voce a volte un po’ infantile… le sue coccole…. il suo dolcissimo viso…
Perche’ non riesco a dimenticarla?… perche’ non riesco a capacitarmi del fatto che la storia con lei sia finita?
Sono sempre della speranza di ricevere una telefonata, un sms, una qualsiasi forma di contatto da parte sua, ma aime’ ad oggi, il nulla piu’ assoluto come se io non fossi mai esistito…
Allora consapevole di questo perche’ continuo a martoriarmi nel cercarla ancora? perche’ continuo a pormi mille domande chiedendomi dove e in che cosa ho sbagliato, seppur sapendo di non averlo fatto?
La mia vita senza di lei e’ ora spenta, non trovo attualmente stimoli x poter andare avanti… spero di uscire presto da questo tunnel buio…ci sto’ provando.. non ce la faccio piu’ … la sofferenza e’ atroce!
Prego Dio che possa donarmi la pace nel cuore e la rassegnazione..
Credetemi… e’ tremendo soffrire x amore… e se devo di nuovo passare una cosa del genere, preferisco mille volte non innamorarmi mai piu’!
Chiedo scusa se annoio con i miei problemi, ma ho bisogno di sfogarmi, e ho bisogno di una spalla su cui piangere.
by Marco..

L'autore ha scritto 8 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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7 commenti

  1. 1
    Secco -

    Capisco bene la tua situazione perchè ci sono passato anni fa e ci sto ripassando ora. Purtroppo le domande che ti fai hanno una risposta molto profonda ed a volte non basta per andare avanti. Ti lascio la mia mail, così se vuoi sfogarti sarò felice di sentirti. jacopo.camia@gmail.com

  2. 2
    marcellion -

    ciao marco capisco il tuo dolore. Sto passando la stessa cosa. Quanti anni hai? La tua relazione quanto è durata?

  3. 3
    titty2417 -

    ecco marco siamo in 3..io sono 45 giorni senza lui…e per di più lasciata e sostituita in meno di una settimana con tanto di proposta di matrimonio in cantiere..lasciamo perdere.certo ho solo24 anni..ma cavolo…ho passato giorni infernali e mi vergogno a dirlo sono pure scappata di casa peggiorando la situazione..ho pensato di farla finita anche ma sai a che serve?a un bel niente adesso mi sento talmente vuota che non comprendo nemmeno più cosa provo…eppure è cosi.è la realtà,e spero ancora che cambi idea..ma ne ho passate tante..e mi sento a tratti una persona forte da poter “sopravvivere a questo” perchè se sono sopravvissuta al suicidio di una persona che amavo più di me,le delusioni d amore in confronto sono davvero niente..

  4. 4
    Helena6 -

    Purtoppo tanti di noi si trovano in questa situazione!!! Va bene soffrire, ma addirittura pensare al suicidio!!!!
    Cara Titty anch’io progettavo il matrimonio. Purtoppo questo ci ha portati alla rottura!!!! Troppe liti!!!! O si faceva come la pensava lui…o….niente!!!
    Una volta un amico mentre mi vedeva soffrire mi ha posto questa domanda: Ma tu ti vuoi bene?
    Ecco ragazzi, perchè dobbiamo soffrire per chi non ha avuto rispetto nei nostri confronti? Per chi non ci ama più, per chi ci ha delusi!!!
    Meritiamo il meglio!!!! Vogliamoci bene!!!!!!!!!!!!!!!!
    Abbiamo bisogno di perdere le cose vecchie per poter lasciare spazio al nuovo!!!!

  5. 5
    SE4F -

    Ci siamo passati tutti, a quanto pare.
    Almeno voi avete avuto una storia, io sono stato rifiutato direttamente.
    E ho continuato a provare comunque dei forti sentimenti verso di lei per quasi due anni.
    Quando si dice la stupidità umana.

  6. 6
    dafne -

    Delusione d’amore parte terza: la fase del distacco…..

    Ogni dolore da delusione d’amore è destinato a finire, credere che si possa continuare a soffrire all’infinito (anche se spesso è un’alternativa interessante se la paragoniamo al vuoto che crediamo possa attenderci se dovesse cessare la sofferenza per amore) è una prospettiva magica; ogni uomo sano di questa terra è uscito indenne (o quasi) da una delusione d’amore, nonostante la forte convinzione che non gli sarebbe “passata” mai.

    Non è un caso che abbia atteso a lungo prima di scrivere quest’ultimo capitolo, le ragioni sono da ricercarsi nella necessità di passare al setaccio i vari pareri ed esperienze sul primo articolo, che ad oggi ha superato i 200 commenti, per verificare quanto, ancora una volta, certi meccanismi siano comuni al genere umano. Oggi credo di poter descrivere con la giusta obiettività la terza fase che definisco “del distacco e delle dolci ricordanze”.

    Comunemente la fase del distacco viene raggiunta con l’aiuto del rancore che si nutre verso il perduto amore. Le vie che portano al distacco sono determinate dal limite di sopportazione del dolore, sia fisico che spirituale, che ogni essere umano possiede in misura più o meno elevata. Possiamo chiamarlo istinto di autoconservazione ma anche, più semplicemente, rassegnazione.

    I sintomi principali che ci rendono consapevoli di essere arrivati alla vera fine della nostra relazione:

    i pensieri non convergono più sul perduto amore e ci si accorge che questa nuova impostazione mentale comincia a divenire costante nel tempo
    si riscopre il piacere di stare da soli senza avere l’ansia di distrarsi continuamente e di fare fare fare…
    si guarda con occhio più distaccato alle altre donne senza avere l’ansia di dover costruire un nuovo rapporto in quattro e quattrotto
    I ricordi della vita di coppia cominciano a diventare dolci, si evocano con piacere i momenti felici come fossero scene di un film romantico: emozioni che ti toccano ma che non sono più tue. E tutto questo succede anche se il rapporto si è chiuso con rancore, perchè del buono si è comunque vissuto, e sono proprio le dolci ricordanze che restano impresse nel cuore, e non la crudeltà che abbiamo subito. Per meglio chiarire quest’ultimo concetto provo a fare un esempio: immaginate di essere appassionati di arrampicata e impegnare ogni fibra dei vostri muscoli sulla roccia nuda di una parete di 300 metri per giungere in cima, immaginate poi di cadere per un imprevisto durante la discesa e di farvi male ad un ginocchio. Quel dolore, non appena scomparso, non lascerà alcun ricordo, al contrario evocheremo la soddisfazione che abbiamo provato nella scalata verso la cima.
    Quando si raggiunge questa terza fase è davvero difficile che il rapporto possa rinascere, anche se il perduto amore dovesse tornare e dichiararvi eterna fedeltà, c’è qualcosa che in voi si è spezzato per sempre, e capirete di avere solo voglia di ricordare, e guai a rivederla ancora tra le vostre bracc

  7. 7
    dafne -

    braccia o nel vostro letto… lei/lui non appartiene più al vostro presente.

    Adesso la domanda da porsi è il motivo per il quale scattino nel cervello questo insieme di dinamiche. Io ritengo che una delusione d’amore ci cambi profondamente, cosa che invece non succede a chi ci ha lasciato. Chi ci ha lasciato può averlo fatto per una sbandata rivelatasi poi un fuoco di paglia, oppure per un’esigenza di cambiamento tradita da una scelta sbagliata… insomma, se l’altro può rimettersi in gioco, noi non possiamo più farlo, perchè in realtà non siamo più gli stessi e di conseguenza le affinità che ci univano all’altro sono irrimediabilmente perdute.

    Le ragioni di questo fenomeno sono da ricercarsi nella potente capacità che ha il dolore di cambiarci dentro. La storia dell’umanità ci insegna che attraverso il dolore e le privazioni l’uomo è stato sempre in grado di migliorarsi, e di conseguenza cambiare. Non a caso, e su questo apro una parentesi di critica al sociale di questi tempi, le genti di questo secolo sono emotivamente fragili proprio perchè non sperimentano dolore e privazioni, gustano il loro piatto di pappa pronta che gli viene servito ogni giorno senza che debbano fare alcuna fatica, e danno in escandescenza quando non ottengono ciò che vogliono.

    Diceva Hopkins in Viaggio in Inghilterra: il dolore è lo scalpello che ci aiuta a raggiungere la perfezione.

    A questo punto è lecito chiedersi: ma allora, le delusioni d’amore ci rendono migliori? Beh, io credo di si, qualcun altro magari avrà da obiettare.

    La terza fase ci mette in condizione di aprirci a nuove esperienze anche perchè il nostro cuore è finalmente pronto, e la consapevolezza di ciò che siamo è estremamente presente quando ogni fantasma viene finalmente fugato.

    L’ECCEZIONE
    Come in ogni regola che rispetti, l’eccezione viene contemplata anche per quanto riguarda le dinamiche che portano al raggiungimento della terza fase.

    Talvolta si incontrano sul pianeta individui che per ragioni specifiche, o per una loro bellezza interiore, o ancora per un amore che è stato DAVVERO grande, non sono in grado di nutrire rancore verso il loro perduto amore, anche davanti ad un tradimento.

    Questi soffrono per il distacco tanto quanto gli altri con il conseguente senso di svalutazione e tutti i sintomi che abbiamo già chiarito nel primo articolo, la differenza è che non hanno la spinta determinata dal rancore per raggiungere in tempi, relativamente brevi, la terza fase. Proprio per il fatto che il rancore ci fa soffrire di più, in quanto emozione parassita e di conseguenza distruttiva, la persona oggetto di tale sentimento viene progressivamente svalutata, ed è così che il deluso supera la propria delusione servendosi inconsciamente del risentimento.

    Adesso la domanda da porsi è: ma a questo punto meglio il rancore no?

    Ecco… ai fini di una più veloce guarigione direi proprio di si. Da un punto di vista morale invece ritengo che al nostro spirito possa giovare molto di più la decisione di allont

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