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Diario di uno zombie

Il tempo scappa da me come sabbia fra le dita, scivola e va via mentre io rimango inerme.. Vedo come spunta il sole e come piano piano si immerge nell oceano, in questa mia stanza, Nella mia solitudine.

Solitudine con cui (ironicamente) ho imparato a convivere, convivere con questo senzo di vuoto e tristezza che mi consuma..
Dal momento in cui apro gli occhi e mi sento già stanco… la mia colazione? Una sigaretta ed un cafè, ormai sono vizzi che non riesco a togliere. E si incomincia una giornata!, tento di studiare, ho degli esami fra un po’ di giorni ma non mi sento in grado, ho lavorato ieri e sono distrutto “mi riposero un poco dai.. ” e di nuovo al letto. Cazzeggio al cellulare cercando di dimemticare tutte le cose che devo fare, ricevo un messaggio dalla mia ragazza “buon giorno amore mio” gli rispondo e continuo a cazzeggiare, guardo l’ora ed é già mezzo giorno mi alzo e cerco qualcosa dentro quel mio povero frigo, mmm.. Niente “dovrei fare un po’ di spesa.. ” ritorno alla mia stanza sento il letto che mi chiama ed io come uno zombie mi ci butto di nuovo su, passa il tempo e vedo come il sole cambia sul muro della mia stanza diventando sempre più arancione fino a quando il sole scompare tuffandosi nel mare arriva la sera ed ormai non ce la faccio più con lo stomaco prendo un pezzo di pane ci metto un po’ di burro ed ecco la cena è pronta, esco al balcone per fumare e guardo il cielo e penso a tutto quel che dovrei fare.. Penso a quanto schifo faccio e come sto buttando le mie giornate, ma tanto pensarci è inutile meglio dormici su.

L'autore ha scritto 11 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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13 commenti a

Diario di uno zombie

Pagine: 1 2

  1. 1
    Rossella -

    Ciao,
    ti consiglio di manifestare i tuoi stati d’animo ad una persona che stimi e che sai ti potrebbe deludere. L’importante e’ manifestare dal profondo del cuore il desiderio di uscire da quello stato di torpore. Da quel momento in poi vedrai cambiare tante cose, fuori e dentro di te. Guadagnerai in un primo momento quel distacco emotivo necessario a farti misurare con il tuo orgoglio e arriverai fino al punto da pensare di bastare a te stesso. Le ansie svaniranno, ma non ti sentirai veramente libero. A quel punto dovrai trovare il coraggio per prendere decisioni importanti per il tuo futuro. La liberta’ dipende sempre da una scelta, per sbagliata che sia. Il resto lo scoprirai strada facendo. Talvolta a frenarci e’ la paura di cambiare. Arriva il giorno in cui appare tutto molto chiaro, ma si sceglie di rimandare, si preferisce ragionare su quello che sarebbe potuto essere. Bisogna avere pazienza.

  2. 2
    Sofia -

    È molto bella la tua lettera ragazzo. .perché nel tuo dolore apatia e rassegnazione interna io vedo me stessa! Io ho passato un periodo come il tuo..dopo il mio suicidio ero salva ma ero cmq distrutta ..ero sempre a letto…e allora dormivo di continuo! Le mie giornate iniziavano e finivano che neanche me ne accorgevo! A volte mi alzavo per mangiare qualcosa poi tornavo a letto..la casa era uno schifo! Non mettevo a posto nulla.. Non mi interessava più dei vestiti..dell’ordine.tutto cadeva e tutto stava per terra…ma quando sei già morto dentro da tempo non c’è più niente che ti importi..nulla che ti smuova….e rialzarsi ti sembra impossibile!
    Ho preso psicofarmaci..mi hanno costretto a prenderli ma hanno avuto un effetto devastante su di me..ero diventata una mezza disabile! Non riuscivo neanche a stare più in piedi o ferma per 5 minuti di seguito e altri effetti collaterali distruttivi..ho dovuto smetterli dopo 3 mesi…piano piano per evitare crisi di astinenza…c’è lo fatta!

    Sai quando è stato che mi sono ripresa ? Quando ho visto la sofferenza negli occhi di mia sorella mia madre e mio padre! Quando ho visto il loro dolore ho detto a me stessa che avrei dovuto sforzarmi fino all’invero simile e uscirne …era un anno che non uscivo di casa…piano piano mi sono ripresa e cominciato di nuovo a vivere!
    La sensazione di morire senza mai aver vissuto davvero è una sensazione orrenda!
    Trova in te la forza ragazzo… E prova ad uscirne! Fallo per le persone che ami!

  3. 3
    Angwhy -

    Ma dopo una giornata cosi hai ancora sonno?cerca di fare un po piu di attività fisica per il resto ti capisco

  4. 4
    Confusa30 -

    AZZ
    ALMENO UN LAVORO E UNA RAGAZZA CE L’HAI…
    SI LAMENTANO TUTTI X OGNI COSA
    VERGOGNATEVI

  5. 5
    Piccola78 -

    Ragazzo, ti capisco, forse stai vivendo una vita che non è tua: prova a chiederti cosa davvero vuoi per essere felice e cerca di perseguirlo.

  6. 6
    Yog -

    In effetti la lettera, come dice l’ottima Sofia, è apprezzabile. Dà ragione di una sindrome diffusa, ma poco studiata.
    L’”ipersonnia accademica”, questo il nome della sindrome, è nota essere caratterizzata da una progressiva alterazione dei ritmi circadiani e da un ampio range di complicanze sistemiche. I pazienti si accorgono che la gestione dei propri momenti di studio diventa grossolana. Il processo inizia generalmente prima dei 18 anni, ma il riconoscimento della malattia può essere molto tardivo. Si manifesta con sonnolenza molesta ed aumento della frequenza delle cadute del capo durante le lezioni pomeridiane, occorrenza molesta di pisoli postprandiali, necessità di far colazione alle dieci e mezzo.
    Le manifestazioni cliniche possono essere legate allo svolgimento maturale del piano studi, trattandosi per lo più cefalea, difetti di campo visivo, paralisi delle mascelle sbadiglianti e, solo a volte, evidenti segni di ipopituitarismo. Molto raramente si assiste a rinoliquorrea e ostruzione nasale quando l’ipersonnia è accompagnata da apnee diurne e raffreddore. Ma la maggior parte delle complicanze sono legate all’aumento delle tasse universitarie che pagano i fuori corso: tali tasse causano l’ampliamento delle orbite oculari cui può succedere la fuoriuscita di uno o entrambi i bulbi, in questo caso i pazienti rispondono ai comuni antidolorifici.

  7. 7
    Vic -

    La paura di morire senza aver vissuto
    esiste.
    Quando avevo vent’anni a volte ho provato queste sensazioni, poi il tran tran della vita mi assorbiva
    e mi buttavo nella lettura.
    Ho letto davvero tanto allora e questo nel
    seguito in realtà mi è servito.
    Poi però il cambiamento è avvenuto d’improvviso
    così come avvengono gli incontri.
    Ero timido, mi trovavo in difficoltà a relazionarmi
    con le ragazze, poi le cose cambiano
    e non sai il perchè, ma cambiano.
    L’istinto ti dice cosa fare, si esce di casa,
    si incontra il mondo.
    Non lo sai ma sei osservato e cominci ad esistere
    nei pensieri di una persona.

  8. 8
    Piccola78 -

    Yog, abbiamo capito che sei un medico, lo sono pure io, tra le altre cose, ma quindi il ragazzo che deve fare secondo te?

  9. 9
    ShadowGhost -

    Ragazzi davvero grazie per le vostre risposte

    Sofia non pessavo che la mia lettera toccasi cosi nel profondo qualcuno un grazie immenso per le tue parole e per condividere la tua esperienza con me.

    Yog grazie delle risate fatte con il commento :,D

  10. 10
    Sofia -

    Ragazzo…mi ha toccato tantissimo perché ci sono passata! Ti sono vicina…. Tu stai con noi…ci scrivi e ti teniamo compagnia…OK?

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