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Da tre mesi, la deriva, ma poi?

Lettere scritte dall'autore  erica_b.

Salve a tutti. Non è una bella storia…
Ho perso il lavoro per il quale ero qualificata da anni, nel dicembre del 2009.
Ho tentato altre vie, ma sono state esperienze molto negative, titolari anche crudeli nei miei confronti, perché tanto oggi i lavoratori sono in esubero, e soprattutto la difficoltà di riscuotere i compensi. Per la mia famiglia di origine sono una fallita, i miei genitori inoltre sono convinti che i figli debbano essere indipendenti. La differenza tra il nostro reciproco tenore di vita ha fatto sì che ad agosto io abbia scelto di uscire dalla loro visuale.

Ho dormito in auto per tre mesi, in una regione diversa dalla mia, dove tuttora mi trovo. Quindici giorni fa mi sono ammalata di raffreddore fortissimo, ho trascorso diversi giorni in auto esausta senza sgranchirmi le gambe, e ora sono in un ostello da quattro giorni con ematomi attorno alle ginocchia, che ho tenuto sempre piegate, e il raffreddore che avevo non si risolve. Non mi dilungo a raccontare come sto, però vorrei fare una riflessione.

Non faccio uso di alcol, non fumo, ho sempre cercato di nutrirmi in modo sano e di fare un po’ di sport. Ho risparmiato il mio denaro e quando ho potuto l’ho speso per imparare cose nuove, studiare una lingua, leggere, migliorare. In passato avevo ripreso gli studi universitari, andavano bene, ho svolto attività a contatto con il pubblico. Tutte cose che non potrò fare più. Ho problemi ai denti, e non posso curarli. Sopravvivo.

Non so come sarà la mia situazione tra un po’, sicuramente peggiore perché i risparmi che ho finiranno. Da tre mesi non chiedo aiuto a nessuno perché ho molta paura che mi dicano di tornare nella regione in cui sono residente, magari pure nella mia stessa città di origine. Ho pianto tutte le mie lacrime, e vedo il mio viso cambiare di fronte allo specchio.

Naturalmente ho pensato più volte al suicidio, ho cercato informazioni su internet. Non sto cercando parole di conforto, il comportamento dei miei familiari-che non vogliono sapere nulla e sono disponibili a darmi una “cuccia” in casa, come se fossi un animale da compagnia indesiderato- sono sufficienti. Chatto anche in internet, su Facebook, ancora, ma chi potrei caricare della mia vita?

Ebbene, le sostanze che permetterebbero di togliermi la vita senza sofferenza non sono assolutamente disponibili per l’acquisto, nemmeno su siti esteri. Ho cercato molto. Rimangono metodi più o meno cruenti, più o meno devastanti, che richiedono un coraggio sovrumano e con il rischio che qualcuno mi scopra e mi salvi, magari in tempo per rimanere menomata a vita come succede a molti.

Ma non è un controsenso tutto cio’? Tra un po’ sarò in mezzo a una strada… se mi va bene a una mensa Caritas, … io che avevo una vita, non dovrei avere almeno il diritto di rinunciare all’orrore e all’umiliazione? È una grande ipocrisia questa politica di contrasto al suicidio. Di cosa morirò, di diabete, o di cirrosi? Mi sento veramente abbandonata dal mondo, io che ho sempre cercato di comprendere il prossimo, e di comportarmi con dignità.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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10 commenti

  1. 1
    forseti -

    Cara Erica,
    non so bene quale sia la tua situazione, ma secondo me dovresti mettere da parte l’orgoglio e chiedere aiuto a qualcuno, o tornare a casa..anche se ti fanno sentire un ospite indesiderato!
    Anch’io mi sento ripetere da tempo che non sono gradito e di andarmene, ma la mia situazione non me lo consente; spesso ho pensato di farlo, ma economicamente come farei??Mi fa male perchè mi sento fallito, la mia dignità calpestata, ma poi ho capito..
    Non sono io senza dignità, ma loro: è facile, quando si ha uno stipendio e un tetto sopra la testa, sfidare il figlio ad andarsene e farsi una vita, o farlo sentire di troppo! Le sfide si fanno in condizioni di parità, altrimenti è un semplice pavoneggiarsi per umiliare l’altra persona e nascondere la propia pochezza!
    Quindi tu che comunque hai una casa/cuccia dove potresti andare, tornaci..se lo fai, non vuol dire che hai perso la dignità, sono loro che l’hanno persa già tanto tempo fa!
    Pensa a chi non ha nemmeno una cuccia dove andare, queste persone pensano al suicidio e quindi tu non pensare al suicidio, non sarebbe giusto, perchè tu una chance ce l’hai, misera, ma c’è!!
    O non hai un amico o amica dove andare per un po’ di tempo?
    In che città ti trovi?

  2. 2
    plokijuh -

    Di cosa ti occupavi e di cosa vorresti occuparti?

  3. 3
    erica_b. -

    Forseti: come volevasi dimostrare,se mi rivolgo a un centro di assistenza mi dicono quello che mi hai detto tu. in caso di conferme sul lavoro quest’anno avevo messo da parte il denaro per rendermi comunque autonoma, meno male che l’ho fatto. Quello che scrivi è profondo. Ti ringrazio, ma spero che anche tu trovi una tua strada, che è molto meglio.

    plokijuh: vorrei riuscire a curare i miei denti, e avere con me un cane, perchè mi sento sola. Tre anni fa ho sospeso l’iscrizione all’università, ed è stato un notevole dramma personale, a livello di senso di futuro. Lavoravo all’epoca come promoter per una azienda fissa, e collaboravo saltuariamente con un istituto della mia città, in call center per ricerche di informazioni mirate, non vendita. Ho fatto anche altri lavori, cassiera in eventi :-), mi hanno sempre apprezzato ma non c’erano le circostanze personali per continuare.

    La mia qualifica professionale riguarda invece il settore dei trasporti, da lunga data. Ho quasi tutte le patenti di guida. Era una qualifica “salvavita”, ma nell’azienda dove ero io non è bastata, e nella mia regione di residenza, a dire il vero, donne che fanno questo lavoro non ce ne sono molte, qualsiasi curriculum abbiano. Forse dovrei dare un’occhiata in giro, almeno per curiosità, è giusto. Grazie.

  4. 4
    bubi -

    A tutti:

    per questa persona bisognerebbe fare qualche cosa di concreto. Sottoscrizione?
    Ricerca di un alloggio presso un centro accoglienza almeno per il momento e poi
    cercare qualcosa di più duraturo?
    Suggerimenti?

  5. 5
    forseti -

    Erica, intorno alla tua storia e alle nostre domande c’è un alone di mistero a cui non vuoi rispondere..perchè?
    Non hai un amico da cui andare per qualche giorno??
    Ma non hai dato un’occhiata in giro per un lavoro??
    Facci sapere

  6. 6
    Cantautore -

    Cara Erica, la tua triste storia mi ha toccato e rattristato molto e mi dispiace tantissimo per tutto quello che stai passando, ma se ce ne darai la possibilità forse qui qualcuno di noi potrebbe aiutarti in qualche modo! Potresti gentilmente dirci in quale città ti trovi adesso, esattamente? Perché se non sei troppo lontana da qui un lavoro te lo potrei offrire io e, guarda caso proprio in un call center, in una redazione giornalistica della quale ero io prma il direttore editoriale.
    Per Bubi: hai ragione, bisogna muoversi subito per aiutare questa povera ragazza con i fatti e non con le chiacchiere!
    Non perdiamo altro tempo!
    Erica, ti lascio la mia e-mail (che è anche il mio contatto di messenger è: Cantautore68@hotmail.it
    Fatti viva al più presto.
    Un abbraccio.

  7. 7
    erica_b. -

    Ciao bubi, grazie ma non farti prendere la mano, e non agitarti. Mangio ancora del mio, e ci sono molte persone in mezzo a una strada, nel nostro Paese in questo momento.
    La differenza è che vedo gruppetti di persone svantaggiate, io sono sola e sto diventando invisibile. Ho molta difficoltà a chiedere aiuto.
    Oggi ho provato a chiamare un telefono di sostegno, l’operatore mi ha molto incoraggiata e mi ha invitato a rivolgermi a una parrocchia. Ci sono andata, mi dispiace per il prete che non mi rivedrà, ma non mi ha fatto una buona impressione. Anche lasciare il mio nome in giro con la descrizione di come vivo mi spaventa un po’.

    Scrivere qui mi ha dato sollievo. Solo vorrei che non ci fossero persone che pensano che chi è in difficoltà “se l’è meritato”…ho provato a fare del mio meglio, mi disturba chiedere, non so se c’è un modo di vivere un po’ più comodo ma io certo non l’ho trovato.

    Avremo anche fatto passi avanti, noi umani, ma in certi frangenti c’è solo la legge del più forte. Che a molti, tra parentesi, piace.

  8. 8
    erica_b. -

    Forseti: ho amici uomini single, da cui ora come ora preferisco non andare, e amiche sposate o che vivono con i loro genitori. Prego che queste ultime non sappiano in che situazione mi trovo, altrimenti anche quelle poche battute su internet sarebbero imbarazzanti.
    In generale ho tanti sensi di colpa un po’ per tutto, è il mio punto debole, fatico a chiedere aiuto perchè non sono sicura di meritarmelo, per ragioni contorte legate al rapporto con la mia famiglia di origine.Le ragioni le ho chiarite, ma fatico a rimuovere il problema. Penso sia questo che mi rende “oscura”.

    Non devi preoccuparti 🙂 Sono in auto da tre mesi, e ho visto che me la cavo bene nel quotidiano. Mi trovo in Toscana, regione che mi sembra umana e sicura, per quello che ho visto. Non ho cercato lavoro perchè non sono nelle condizioni, non di propriamente di lavorare, ma di fare un colloquio, cosa dico, che non ho la residenza? Ho solo abiti sportivi con me, ho un viso un po’ stanco. Oggi e ieri ho scritto qui e ho parlato con qualcuno e adesso mi accorgo che il raffreddore che avevo sembra sia passato, ma veramente!

    Per cantautore: grazie 🙂 Ma che brutto trovare lavoro così. E’ diseducativo, te lo dico con grande affetto. Se mi butto da un ponte, cosa offrite? 😉 Se un posto vacante c’è assumete una signora, e eviterete una futura crisi come la mia. Comunque grazie per le belle parole, e il tuo contatto msn lo accetto volentieri.
    Posto che se qualcuno mi dà una pastiglia di CN io la prendo subito, e rifuggo proprio da ogni responsabilità, e vi saluto, e sono anche convinta che sia molto meglio, vorrei fare con te un inventario delle cose positive, o che mi darebbero speranza:
    -dovrei riprendere gli studi all’uni che ho interrotto con dolore pochi anni fa, e che andavano bene. mi davano molta forza e sicurezza in me stessa.
    -mi piacerebbe trovarmi, anche per pochi giorni, in una struttura tipo casa-famiglia, cucinare dei pasti, prendermi cura di qualcuno o di qualcosa. questo è già più difficile.
    -ho ancora margini di scelta, dico economicamente. Tra un po’ non li avro’ più. Se mi vengono idee adesso, è meglio.

    Per Cantautore, Forseti, e tutti: grazie veramente, preoccupatevi più della vostra vita che della mia, di essere felici. Quando andavo in Europa, per brevi viaggi niente di che, mi sembrava che le persone sorridessero più volentieri, che fossero più leggere . Essere felici è l’unico modo per vivere, altrimenti prima o poi le corde si spezzano, come è successo a me.

  9. 9
    plokijuh -

    Mi ritrovo molto nella tua storià, spero che continuerai a scrivere qui…

  10. 10
    p -

    O tu sei troppo rigida con te stessa o io sono una merda…

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