Declino ineluttabile o ciclo che si ripete?
di
Bottex
Riferimento alla lettera:
Buongiorno a tutti, dopo aver scoperto questo blog voglio esporre anche io qui una mia riflessione, a cui mi capita di pensare abbastanza spesso ultimamente e vorrei sentire i vostri pareri. Ho 40 anni e tra poco diventerò padre (sì, un po’ tardi, ma non è questo l’argomento della lettera)....
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Data di pubblicazione: 7 Gennaio 2024
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Categorie: - Attualità

Si possono fare semplici congetture condizionate dalla nostra propensione alla lamentela continua o, all’inverso ad un ottimismo semplicistico (con in mezzo tutta la scala di posizioni piú moderate). Personalmente, spero di poter trasmettere a mio figlio l’importanza del coltivare con estrema dedizione i rapporti umani, siano di amicizia, amore, fratellanza o altro. E correlato a ciò, l’estrema importanza di ritagliarsi tempo di qualità per viversi queste relazioni e per coltivare le piccole grandi bellezze della vita. Per quanto concerne il resto, ad ogni generazione spetta il compito di rimediare alle sciagure compiute dalle generazioni precedenti e adattarsi a società in continuo divenire. L’adattamento è insito in ogni specie, qualcosa vorrà pur dire.
Se non si cerca di andare alla radice di determinate dinamiche in modo “clinico” e obiettivo, lasciando quindi perdere ideologie e finti buonismi fini a se stessi, non se ne verrà mai a capo. Si può avere tutta la cul-tura che si vuole. I termini alfa beta omega chad e tommy, così come Becky e Stacy, non sono concepiti per discriminare grossolanamente, ma per individuare una tipologia umana specifica di fronte alla quale, tendenzialmente, ci si pone in un modo piuttosto che in un altro. Questo è importante da comprendere per regolarci rispetto alla realtà che ci circonda. Coltivare amicizie e relazioni? Si certo, ma occorre farlo in un’ ottica di consapevolezza. Se nella scala estetica uno si piazza negli ultimi posti, deve purtroppo aspettarsi che molto probabilmente non sarà trattato come uno che si piazza tra i primi. Non significa essere disfattisti, significa essere concreti e realisti e quindi evitarsi tante inutili sofferenze.
Se io oggi avessi un figlio ( ma anche una figlia ) che non eccelle per bellezza fisica, gli direi di puntare soprattutto sulle proprie passioni e sulla propria preparazione e non tanto sull’accettazione sociale e sul sogno del grande amore. Che per carità, può comunque capitare. Ma se il problema solitudine legata alla bruttezza non esistesse i blog e forum su questo tema non avrebbero così largo seguito.
@Bottex, congratulazioni, prima di tutto.
È una lettera appassionata e sinceramente, la tua premessa l’ho trovata fuorviante, perché dici che stai per diventare padre, ma che il tema della lettera non è su quello, ma scusami a me è sembrato proprio di sì. Tutto quello che dici, il salto generazionale tra nonni, padri, e figli, e figli dei figli è verissimo, e poi non è giusto da un punto di vista proprio etico-morale, che i tuoi nonni, abbiano dovuto subire la guerra, e tu nipote “la quasi bambagia” degli anni ’80, giustissimo. Però.
Tu diventerai padre, e questo ruolo non è proprio qualcosa rispetto alla quale non puoi fare proprio niente per TRASFERIRE conoscenze e consapevolezza a tuo figlio, che ti dò una notizia, spetta a te e a sua madre educare, anche ricordandogli aneddoti, che tuo nonno a raccontato a te, che tu trasferirai a lui, si chiama EREDITÀ DA TRAMANDARE, ti saranno state raccontate delle storie sulla guerra, o oggetti familiari, che sono quasi delle reliquie…
*ha raccontato il correttore mi taglia le parole a volte.
…quasi delle reliquie che avete magari anche da prima dei tuoi nonni, o aneddoti anche divertenti. Poi sappi che tu figlio, anche se non sembrerà, cercherà la verità negli occhi dei suoi genitori e voi dovrete esserci sempre per confermargliela. I genitori ti devono sempre guardare negli occhi, e i figli devono restituirti lo sguardo, detto da mio nonno, che però non ho mai conosciuto.
La genetica è qualcosa di estremamente complesso, non è che se i genitori sono brutti, allora generano un figlio brutto, pure la madre di Brad Pitt, fu respinta al concorso di bellezza della sua scuola, eppure non c’è una donna, alla quale Brad Pitt non piaccia. Mark Wahlberg, nonostante i suoi difetti fisici e l’altezza non eccelsa, 1.72, si presentò ad un provino per un corto metraggio, e fu bocciato, ma fu messo in contatto con diversi fotografi di Abercrombie&Fitch, e preso come modello, anche di intimo, nonostante il suo terzo capezzolo, considerato brutto.
Oltretutto due genitori possono essere brutti, ma generare un figlio bellissimo, poiché fra il materiale generico numerosissimo e complesso, risultato delle generazioni precedenti e crossing over dei cromosomi, la variazione genetica è molto ampia, quindi non è assolutamente detto che la bruttezza eventuale si possa trasferire al figlio che verrà.
Perché un figlio nasca bello bisogna che almeno uno dei due genitori sia bello. Se ad essere bella è la madre, ci sono maggiori possibilità che sia bello anche il figlio.
Oggi molti uomini italiani fanno figli con bellissime donne nordiche, guardacaso le ragazze e i ragazzi di oggi sembrano modelle e modelli di Cosmopolitan, e sembrano essersi lasciati alle spalle quella “terronicita’ ” che era tipica della mia generazione.
L’ immagine qui sotto illustra in una vignetta questo attuale fenomeno:
https://i.ibb.co/LJGQcP1/In-Shot-20240122-010637664.jpg
È anche vero che da due genitori belli può nascere un figlio brutto, difficilmente però da due genitori brutti nasce un figlio bello. Più probabile che la bellezza del bambino venga determinata da genitori di aspetto normale. In assenza di geni della bruttezza, le generazioni successive tendono ad essere esteticamente migliori di quelle precedenti.
Tommy, credo che l’unica sia non perdersi d’animo, rimanere saldi e centrati e confidare nella FEDE. So che non è un buon momento nel tuo rapporto con Dio, ma credimi non è responsabile per le cose brutte e dolorose che ci accadono e ci viene sempre in soccorso se sappiamo metterci in connessione con Lui.
Inoltre cercare l’aiuto e il sostegno di qualcuno che la pensa come noi, sia nel virtuale che nel reale ( io ho superato felicemente il periodo della dittatura sanitaria anche perché ho incontrato miei FRATELLI sul mio cammino ), e se possibile predisporsi per poter eventualmente fuggire lontano se le cose si mettono davvero male. Anche per questo io tre anni fa ho acquistato un camper e attrezzature per procacciarmi il cibo da sola allo stato selvaggio.
E in ogni caso ricordati che questa vita terrena è solo un passaggio, ma la nostra anima è immortale. Quindi non dobbiamo temere la morte.
Un abbraccio
Tommy ti capisco molto bene perché ho passato un periodo molto duro anch’io. Ti giro il consiglio che è stato dato a me, ma che io non ho seguito : prova a parlare con uno psicologo. A volte buttare fuori rabbia e dolore serve ad alleggerire un po’ il peso che ci portiamo dentro. Per il resto solo il tempo lenisce, un pochino, le perdite. Sei giovane, hai una vita davanti, coraggio!
A scusate, l’ homo sapiens sta su questa terra da almeno 200.000 anni. Se davvero ci si accoppia solo tra belli e vincenti, e i belli si riproducono in altri belli, da mò che non si dovrebbero vedere brutti a giro 🤣
Il concetto di “bellezza” occidentale dura da 4/5mila anni e si è consolidato nell’Antica Grecia, prima non esistevano certi parametri. Poi, i criteri di scelta del partner tengono conto di scelte soggettive e non discutibili, compresa quella della bellezza fisica, che è a sua volta “relativa”. Inoltre il risultato genetico di una coppia “bella” non è garantito, perchè la Natura è capace di presentare cromosomi di un antenato di mille anni fa e anche più.
Nella mia famiglia paterna, sono usciti sei tra fratelli e sorelle tutti diversi, uno addirittura con lineamenti asiatici, tanto che lo chiamavano “il cinese”, tratto che si è ripresentato in mia sorella, che da ragazza poteva benissimo essere scambiata per una (bella) tahilandese, mentre io sono uscito di pelle bruna, capelli scuri e occhi azzurri. Ma non sappiamo di nessun parente riconosciuto di origine orientale, eppure… Insomma, la genetica è una lotteria, e infatti, i belli belli sono pochi. E poi ci sono pure le Bellucci che stavano con i tipi come Vincenzo Cassel. Lei lo trovava bello? Non “creto”.
Eugen, e siccome da 200.000 anni si mettono al mondo figli brutti ( e quindi infelici ) bisogna continuare a farlo? In quanto esseri umani siamo dotati di una mente pensante. Sarebbe bello usarla anche per evolversi. I figli non vanno fatti per forza.
Parafrasiamo Elvis Presley: Tuti Bruti, ooorruuulie!
MG, Eugen ha detto un’altra cosa, cioè che se i brutti non trovano un partner, dovrebbero essersi estinti.
Sarà anche ridicolo ribadirlo,ma in questa discussione,manca ancora il commento dell’autore di questa lettera bottex,ergo si può dedurre che, ormai, abbia elementi sufficienti per chiarire il dilemma che si era posto con il titolo della lettera stessa.E si spera utili (per non dire FONDAMENTALI)nel momento che diventerà padre ed anche in seguito.
Però una minima risposta,la potrebbe tranquillamente formulare,non fosse altro che la questione si concluderebbe(quasi sicuramente,a mio modesto parere)…”In Bellezza”!!😉👍
Ha ragione, Claudio. Mi scuso per il commento tardivo, ho aspettato a rispondere per dare modo a tutti di dire il loro parere e perché poi i commenti erano andati fuori tema, questa storia sulla bellezza non era il tema della lettera. Sia come sia, ovvio che cercherò di dare a mio figlio tutto ciò che gli occorre, sia dal punto di vista affettivo che di quello materiale, nei limiti delle mie possibilità. Spero di riuscire a farlo bene. Di certo non sono pentito di aver cercato e infine “ottenuto” (almeno si spera) questo figlio. I pensieri da me espressi ovviamente rimarranno, ma come ho potuto vedere, sono pensieri che affliggono molte persone oggigiorno, non solo me. Inoltre, quello del genitore è un ruolo molto importante, ma prima o poi i figli diventano indipendenti e spetta a loro decidere che cosa fare della loro vita e del mondo in cui vivono, quale che esso sia. E come ha detto qualcuno, probabilmente ci rimprovereranno alcune cose, apprezzandone invece altre. Grazie a tutti.
Bene,bottex, lieto di averti dato una dignitosa e(lo spero!!) pertinente opinione sul tuo dilemma ed ancora Buona Fortuna a te ed alla tua famiglia!
Bottex,
ho letto soltanto poco fa il tuo chiaro e lucido confronto fra situazioni di base ed evolutive di temperamenti e condizioni esistenziali di tre generazioni, con proiezioni sul futuro per la quarta.
Per me, il declino del nostro Paese è ineluttabile. Potrà forse rinascere dopo un periodo affine al medioevo, se ci saranno alcuni uomini capaci di dargli nuovi impulsi e nuove prospettive. Elementi al momento inesistenti.
Tuo figlio si adatterà a questi cambiamenti in negativo, che saranno collettivi, e quindi vissuti come normalità.
Opinione personale, tendente al pessimismo, che spero tanto di fare in tempo a veder rovesciata.
ciao Bottex, io ho 40anni come te e anche io sono tra i fortunati a cui non è mai mancato nulla senza essere ricchi intendiamoci, la società di oggi è cambiata, mio nonno a 20 anni si poteva già definire un uomo a 25 anni aveva già comperato una casa, io a 40anni gioco ancora alla playstation ho una casa di proprietà comperata grazie soprattutto all’aiuto di mio padre, lavoro 7gg su 6 e i soldi sembrano non bastare mai. Mio nonno a 12anni forse anche meno andava a lavorare nei campi, io tra università e caxxate varie ho cominciato a 30anni a lavorare, come puoi ben immaginare lui aveva i soldi per comperare casa a 25anni perchè aveva iniziato prima io invece, iphone weekend con la ragazza, la moto, i viaggi, la playstation, le scarpe firmate i concerti eccetera et voilà dove sono i soldi, bhoo e potrei continuare all’infinito, un detto dei nonni diceva anche questo, mondo era, mondo è, e mondo sarà, vivi come meglio puoi e alle generazioni future ci penseranno loro stessi.
Io credo che la vita uno la vive appieno solo se è belloccio. Se uno è nella media se la cavicchia in base al carisma che ha, se però uno è sotto la media non vive ma sopravvive.
Vero. Invece le donne vivono tutte pienamente, che sia Concettina o la stangona bionda
Ciao Bottex.
“questo schema può ripetersi, oppure i tempi sono cambiati definitivamente e il declino definitivo è ineluttabile? Oppure tutto questo declino è solo una cosa apparente e mi faccio troppe paranoie? O ancora: i nostri figli potrebbero dissentire sul fatto che i miei sono stati tempi migliori perché non c’erano internet, gli smartphone e whatsapp e per loro saranno ormai queste le cose che contano?”
Nelle tue domande c’è preconcetta solo la via pessimistica, o negativa, se preferisci.
E’ quel che è.
Non trovo particolarmente interessante rispondere a queste domande, anche perché non c’è una risposta univoca, mi viene invece da chiedermi, dopo aver letto il tuo scritto: ma se i bei tempi andati erano tanto belli e sani, come mai la società che è nata da quei bei tempi è tanto malata come descrivi?
A leggere le tue riflessioni verrebbe anche da dire che bisogna sentirsi in colpa se la nostra infanzia è stata migliore di quella dei nostri genitori e…
… bisogna sentirsi in colpa anche per ciò che lasciamo agli esseri umani di domani.
“Mai una gioia” come dicono a Roma.
Se era tutto così idilliaco e prosperoso com’è che gli esseri umani successivi sono così deboli?
Com’è che non si vede la minima traccia di amore in giro?
Com’è che qui, come in altri siti internet, leggo tanta disperazione sociale, difficoltà a gestire le emozioni e le relazioni intime, preoccupazioni, ansie, paure, litigi, scarso ascolto, incomprensione e chi più ne ha più ne metta?
Forse c’è una lezione che non impariamo?
Forse la prosperità economica non è la cosa più importante?
Forse dire a un bambino che non ha fatto la guerra, come fosse sinonimo di essere migliori di un altro essere umano l’aver vissuto una vita tragica o l’aver vissuto una tragedia, non è educativo né vero né sensato?
Come vengono trattati i bambini nella nostra società?
Praticamente sono spesso trattati e concepiti dall’adulto come dei piccoli esseri umani scemi…
… e si pensa che basti pagargli le spese e addomesticarli alle ferree regole di una società che li vuole tutti uguali, mentitori seriali, senza emozioni, senza senso critico, schiavi del pensiero unico e dei vari dogmi che, dopo averli subiti, a nostra volta insegniamo loro.
Di emozioni non si parla, di toccarsi, abbracciarsi, amarsi, men che meno.
Oltre a sopravvivere meglio che possiamo, cosa c’è di bello e gioioso nel vivere in questa società dove conta solo l’ognun per sé a discapito dell’altro?
Le famiglie dovrebbero essere nidi d’amore no? Parlano tutti di valore della famiglia… eppure il film “Parenti serpenti” mostra cosa spesso è la famiglia italiana: un nido di serpi.
I traumi infantili iniziano in famiglia e segnano le nostre vite profondamente, ad esempio.
Non so cosa ognuno di voi pensi di quanto hai scritto o quante risposte possano esserci alle tue domande, ma una cosa la so per certo dentro di me: non è come doveva essere.
A volte mi piace pensare che sarebbe stato molto più semplice vivere degnamente come fa qualunque animale a parte quello più intelligente, ma di questo fallimento, come ben dici, tutti siamo responsabili e l’errore maggiore è stato delegare ad altri il nostro destino.
Buona serata e buonanotte