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Declino ineluttabile o ciclo che si ripete?

di Bottex

Buongiorno a tutti, dopo aver scoperto questo blog voglio esporre anche io qui una mia riflessione, a cui mi capita di pensare abbastanza spesso ultimamente e vorrei sentire i vostri pareri. Ho 40 anni e tra poco diventerò padre (sì, un po’ tardi, ma non è questo l’argomento della lettera). Tra le tante cose a cui mi capita di pensare adesso c’è anche quella di seguito riportata. Io sono nato nei primi anni 80, un’epoca abbastanza prospera per il nostro paese e posso affermare di aver avuto un’infanzia nel complesso felice. I miei genitori erano due persone normali, né ricche né povere, piccoli commercianti. Ciononostante, posso tranquillamente affermare che non mi è mai mancato nulla. Ho sempre avuto tutto quanto mi occorreva, anche per i miei divertimenti e i miei genitori mi hanno anche pagato gli studi fino alla laurea. Ho avuto anche degli amici per passare il tempo e salvo qualche eccezione, ricordo i miei insegnanti con piacere. Sono stato fortunato, anche se all’epoca non lo capivo appieno. Talvolta infatti, per farmelo capire, i miei genitori mi parlavano della LORO giovinezza, che invece non è stata altrettanto buona, soprattutto quella di mia madre, che veniva da una famiglia povera. Anche se gli anni ’50 e ’60 vengono ricordati come l’epoca del boom economico, questo non significa che la qualità della vita all’epoca fosse buona, anzi, per molte persone era ancora decisamente difficile. Mia madre ad esempio doveva sempre privarsi di qualsiasi desiderio o sfizio, perché i soldi in famiglia servivano tutti per le cose più importanti. I giocattoli o i vestiti nuovi erano un lusso e a tavola si mangiava quel che c’era. Non appena finita la scuola media poi è dovuta andare a lavorare immediatamente in fabbrica, 10 ore al giorno 6 giorni su 7, consegnando l’intero stipendio a suo padre, che gestiva i soldi. Non parliamo poi dei miei nonni, a cui è andata ancora peggio e hanno dovuto iniziare a lavorare da bambini, con condizioni di vita ancora più dure. Talvolta hanno addirittura patito la fame, tanto che, lo ricordo benissimo, quando a tavola facevo delle storie e non volevo mangiare qualcosa che non mi piaceva, mi dicevano sempre “dovevi vivere al tempo della guerra tu”. Tutto questo è per arrivare al succo della mia riflessione. Ovvero il fatto che mentre i miei genitori e i miei nonni prima di loro hanno sempre riferito alle generazioni successive quanto siano state fortunate a nascere e crescere in tempi migliori, felici comunque dei progressi fatti rispetto ai tempi duri della loro giovinezza, io non potrò certo fare la stessa cosa con mio figlio. Al contrario, anzi, posso affermare con certezza che le cose andavano meglio ai miei tempi anziché oggi. E la cosa peggiore è che anziché migliorare, tutto lascia supporre che siano destinate a peggiorare ulteriormente. Io e mia moglie tutto sommato siamo tra i fortunati, avendo entrambi un lavoro a tempo indeterminato, stipendi decenti e una casa di proprietà (ereditata), ma non siamo affatto ottimisti. Anzi, già noi abbiamo risentito del declino del nostro paese. Che cosa racconteremo a nostro figlio? “Sai, quando noi eravamo piccoli i nostri genitori arrivavano alla fine del mese senza problemi e riuscivano anche a mettere via un bel po’ di soldi”. O magari: “Io ho avuto la possibilità di studiare e di laurearmi e sono riuscito ad avere un lavoro decente. Tu se lo vuoi dovrai andare all’estero e non è detto che ti vada bene”. O ancora: “I nostri nonni sia pure con grandi sacrifici sono riusciti a costruire delle case e sono andati in pensione poco dopo i 50 anni. I nostri genitori acquistavano un’automobile senza grandi difficoltà. Quando sarai grande tu, comprare un’auto sarà un lusso, una casa un miraggio e alla pensione non ci devi neppure pensare”. E anche: “Sai, quando noi eravamo piccoli bastava fare un po’ di attenzione in strada, non dare confidenza agli sconosciuti ed eri a posto. Con la criminalità che c’è oggi invece non puoi azzardarti a andare da solo”. E infine per concludere: “Quando noi eravamo piccoli, ci chiedevamo con ottimismo e fantasia come sarebbe stata la vita nel terzo millennio. Oggi invece quasi tutti sognano di poter tornare agli anni ‘80”. Stendiamo un velo pietoso sul fatto che oggi se non hai l’hi-phone XXX, la playstation 10 e vestiti firmati vieni marchiato come sfigato, che non è il tema della lettera. Insomma, non si può nascondere ai nostri figli il declino che c’è stato negli ultimi decenni. La mia generazione ha potuto godere, almeno durante la giovinezza di un generale benessere che è stato costruito dalla generazione dei miei nonni e, in parte, da quella dei miei genitori. Invece, i nostri figli subiranno inevitabilmente le conseguenze degli errori fatti dalle generazioni successive, tra cui la mia. E magari un giorno potranno anche dirci: “Complimenti, bel paese di m…a che vi avete lasciato. Avevate ereditato un paese prospero e lo avete reso uno schifo”. Impossibile non sentirsene almeno un po’ responsabili. Io almeno me lo sento. A tal proposito, c’è un’altra cosa che mi fa pensare. Un piccolo schema che gira su internet, che voleva forse essere ironico ma in realtà non lo è affatto. Dice così: 1) Tempi duri creano uomini forti. 2) Uomini forti creano tempi di prosperità. 3) Tempi di prosperità creano uomini deboli. 4) Uomini deboli creano tempi duri. E poi la sequenza si ripete. Se questo fosse vero (ed è possibile) è facile capire come la mia sia una generazione debole e ci troviamo in piena quarta fase. I “forti” sono stati i miei nonni. Ma io mi chiedo: questo schema può ripetersi, oppure i tempi sono cambiati definitivamente e il declino definitivo è ineluttabile? Oppure tutto questo declino è solo una cosa apparente e mi faccio troppe paranoie? O ancora: i nostri figli potrebbero dissentire sul fatto che i miei sono stati tempi migliori perché non c’erano internet, gli smartphone e whatsapp e per loro saranno ormai queste le cose che contano? Sono molto curioso di conoscere i vostri pareri al riguardo. Saluti.

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Categorie: - Riflessioni

50 commenti

  • 1
    Max -

    Carissimo, probabilmente dare una risposta ai quesiti che ti tormentano (e che tormentano anche me) non è facile e si rischia di dire cose banali. Purtuttavia il problema, secondo me, risiede nel fatto che noi abbiamo vissuto un benessere che ci siamo illusi potesse durare per sempre, ma in realtà era (ed è) insostenibile, poiché si è basato (e a tutt’oggi si basa) sull’accaparramento di buona parte delle risorse disponibili ad opera di noi, gente sviluppata, che siamo una minoranza, mentre il resto del pianeta vive in condizioni disastrose, di miseria e di sfruttamento. Il protrarsi di questa situazione sta determinando forti squilibri (si pensi, ad esempio, all’immigrazione verso il mondo sviluppato da parte di molta gente che viene dai Paesi più arretrati) e comunque al fatto che in vario modo, anch’essi vogliono partecipare al banchetto e non lasciarlo solo a noi. La resa dei conti sta già avvenendo, ai danni del nostro benessere.. E il conto ce lo chiede anche la natura.

  • 2
    Max -

    Già, perché i cambiamenti climatici, gli squilibri biologici e le varie situazioni sanitarie che ci si presentano (virus prima sconosciuti, epidemie ecc.) ci fanno capire che i padroni della natura non siamo noi, ma è proprio il contrario, e basta un agente patogeno ignoto o un periodo di tempo meteorologico particolarmente burrascoso per metterci in ginocchio. Certo, gli smartphone, Internet, Whatsapp et similia piacciono molto ai giovani e danno loro l’illusione di vivere senza barriere, ma i conti con il lavoro che non si trova, perché le mansioni umane vengono sostituite dalla tecnologia, o addirittura dall’intelligenza artificiale, prima o poi dovranno farli. Probabilmente si salveranno, ma a spese nostre, perché se dovranno scegliere se far sopravvivere noi o sé stessi, sceglieranno per la seconda opzione e non avranno scrupoli a farcela pagare cara e ad ammazzarci, moralmente se non fisicamente. E faranno bene: ce lo saremo meritati. Non singolarmente, ma come generazione.

  • 3
    Golem -

    Insomma Bottex, da quello che scrivi sembra che una volta anche il futuro fosse migliore, ma temo che questa regola valga dalla notte dei tempi, e quel “si stava meglio quando si stava peggio” non cambierà mai.
    Io credo che per te, come per tutti, dovrebbe bastare che tu e tua moglie diate a tuo figlio tutto l’amore e la presenza possibile, perchè è quello di cui avrà più bisogno. Per il resto farete quello che si potrà, come fa la maggior parte dei genitori.
    Se per mettere al mondo una creatura dovessimo pensare a tutti i rischi e alle difficoltà che potrà incontrare nella vita, nessuno farebbe figli, ma questi in fondo sono la nostra scommessa per il futuro. Si può perderla, certo, ma anche vincerla, perchè no, e per quanto mi riguarda, ad un’età che mi avvicinerà più ai tuoi genitori che non a te, e con una figlia di 31 anni, posso dirti che questa esperienza è quella che più a dato senso alla mia vita assieme all’amore per mia moglie.
    Abbi fiducia, stai “dando la vita” a tuo figlio, dici poco come inizio?
    https://youtu.be/hOxLD7Eb9h4?si=P0xUMBkfVUVxcYqa

  • 4
    Max -

    Golem, anch’io come te, alla fine, faccio lo stesso ragionamento: faccio per le mie figlie ciò che mi è possibile e cerco di dare loro soprattutto vicinanza e amore. Il problema è che i nostri genitori provenivano da una condizione più difficile della nostra e potevano auspicare per noi un futuro migliore, mentre noi ci presentiamo ai nostri figli come i garantiti, quelli che hanno avuto una vita mediamente facile mentre loro, molte delle nostre sicurezze, se le sogneranno. E quando saranno cresciuti e lo scopriranno, e magari scopriranno che dovranno porre rimedio ai pasticci e agli sprechi che abbiamo lasciato loro in eredità, come ci guarderanno? Come ci tratteranno?

  • 5
    Golem -

    Max, per quel che mi risulta, ogni generazione ha qualcosa da rimproverare a quella precedente, ma non so se questo rientri nella naturale ribellione dei giovani verso i vecchi o ci siano reali ragioni di fondo. Fatto sta che andiamo avanti così da migliaia di anni, coi figli che “uccidono” i padri, a volte non solo metaforicamente.
    Se dovessi giudicare la vita da quella che ho avuto io, potrei dirti che forse aver messo sulla testa di mia figlia un tetto tutto suo già da quando aveva 20 anni, forse potrebbe rivelarsi un errore se penso al culo che mi sono fatto io per averne uno mio, ma proprio perchè so cosa ho passato che volevo risparmiarglielo. I nostri figli si troveranno di fronte alle loro difficoltà, non meno di quanto la siamo stati noi, e tu in particolare. C’è chi ce la farà e chi no, ma è stato così da sempre. Quando penso che mio nonno si è fatto la Prima Guerra e mio padre la Seconda, mi sento non fortunato di aver fatto solo la naja, ma miracolato. Quindi i nostri virgulti apprezzino quello che gli si è dato, e che si vivano la loro vita.

  • 6
    CLAUDIO -

    Caro bottex,per rispondere ai tuoi quesiti, supportati da quei 4 punti sul rapporto prosperità\uomini”forti” e”deboli”,ti potrei citare una riflessione fatta in un programma TV di costume e società da un giornalista, piuttosto noto(suppongo sia G.mughini)che sosteneva “che,in qualche modo,questo mondo è riuscito ad andare avanti anche dopo la fine(e,quindi, Declino) dell’Impero Romano!!”
    D’altronde i tuoi dubbi, rappresenteranno sempre un grosso dilemma nell’esistenza su questo pianeta(e con il rischio di farsi inutili Paranoie, come dici tu)e lo si può risolvere(almeno parzialmente)sul discorso della”selezione naturale”che fa si che,ad un certo punto,una Generazione o un’epopea sparisca per fare posto ad un’altra!
    E la generazione subentrante sarà migliore o peggiore di quella precedente??
    E’complicato rispondere perfettamente a questa domanda, poiché,a mio modesto parere,finché c’è almeno un soggetto che trae dei BENEFICI in tempi”MOLTO DURI”,si può dire che si vivrà,tutto sommato,Bene(o quasi😉)!!

  • 7
    CLAUDIO -

    Termino il mio pensiero, augurandoti ogni bene per la tua prossima paternità che considero un atto di ammirevole speranza nel futuro,oltre che di gran coraggio (e te lo dice uno che ha qualche anno più di te,senza prole al seguito.Sui motivi di tutto ciò,meglio sorvolare:Una storia lunga!!😊✌️).In teoria i figli sono uno degli antidoti per contrastare una situazione che sarà sempre una costante nella permanenza su questo pianeta:La Solitudine!!Ancora Buona Fortuna a te ed alla tua amata consorte!!

  • 8
    maria grazia -

    Ciao Bottex. Da parte mia, posso solo limitarmi ad elencare quei casi in cui i figli sarebbe meglio non farli, ovvero:

    1. Se uno dei genitori ( o entrambi ) è un narcisista patologico
    2. Se i genitori sono troppo poveri
    3. Se i genitori sono esteticamente brutti ( e quindi trasmetteranno ai figli la loro bruttezza )
    4. Se si vuole fare un figlio per alleviare la propria solitudine e il proprio senso di inadeguatezza ( i nostri casini dobbiamo risolverceli da soli senza coinvolgere creature innocenti )
    5. Per obbedire a convenzioni sociali sul matrimonio, la famiglia, ecc..
    6. Per avere la famosa “stampella della vecchiaia” ( un figlio non è un futuro badante )
    7. Perché realizzi ciò che noi non abbiamo realizzato.
    8. Se si è eterni adolescenti e si soffre della sindrome di Peter Pan

    In tutti gli altri casi si agisce in buona fede e quindi non credo che un genitore a quel punto debba rimproverarsi di nulla.

  • 9
    maria grazia -

    Se si genera un figlio per motivi non egoistici e lo si cresce con amore, questo riconoscerà ciò che i suoi genitori hanno fatto per lui, quand’anche la vita non sia stata sempre rosea e priva di difficoltà.

    Se in una famiglia invece ci sono tensioni continue il benessere materiale conta relativamente.

  • 10
    Suzanne -

    “Se i genitori sono esteticamente brutti…”. Ahhhh, quindi Giorgio Gaber non avrebbe dovuto avere figli sperperando il suo inestimabile patrimonio genetico e precludendo ad un essere umano l’immenso privilegio di essere suo figlio? Discorsi illuminati come al solito. Ma uscite dal vostro mondo virtuale e vivete là fuori, poretti.
    Bottex, mettere al mondo dei figli è sempre una grande sfida, in ogni epoca storica per motivi diversi. Oggi credo lo sia piú per un discorso ideologico/culturale piuttosto che economico.
    Ma possiamo sempre fare
    la nostra parte come genitori, e aprire gli occhi e la mente verso altre prospettive.

  • 11
    Max -

    Suzie, in certa misura apprezzo il tuo sforzo di ottimismo, ma ciò che qui fa problema (come dicono nei saggi di epistemologia) non è se sia opportuno o bello fare figli o meno, ma il fatto che preoccupa il farli Oggi. E soprattutto, il fatto che ieri un genitore contadino. o operaio, poteva dire al figlio: sarai bancario, o magari dirigente d’azienda e vivrai meglio di me. Oggi un genitore che ha avuto: lavoro fisso, casa di proprietà, cure mediche gratuite e pensione a un’età non rigorosamente pre-feretro, dovrà dire a suo figlio: sai che c’è? Queste cose che ho avuto io, tu non le avrai, tie’! E dovrai farti carico dei debiti e dei disastri ambientali che ho provocato io (non personalmente, è ovvio, ma come parte della generazione precedente la tua) e dovrai rimediare ai pasticci che ho combinato. Insomma, mentre ieri la prospettiva che un genitore offriva al figlio era: dal peggio al meglio, oggi sembra essere: dal meglio al peggio.

  • 12
    maria grazia -

    E figurati se poteva mancare il consueto intervento della regina del politicamente corretto. Quelli come Giorgio Gaber sono casi a se stanti che non fanno statistica. Se una persona comune mette al mondo un figlio brutto, mette al mondo un futuro infelice a cui saranno precluse molte opportunità perché la nostra è una società dell’ immagine. Quindi si, se si è persone brutte, povere, non particolarmente brillanti e che non potranno dare alcun futuro alla prole e nonostante tutto questo si generano figli, fondamentalmente si compie un atto egoistico.

  • 13
    Trader -

    MG fa discorsi assurdi. Essere brutto non significa automaticamente essere povero e non brillante.
    Mi chiedo come si fa a sapere se si genereranno figli belli o brutti. Mi dirà:”Beh, è genetica. Se i genitori sono brutti, lo sarà anche il figlio e viceversa”. Ma chi lo ha detto? Inoltre questo ragionamento implica che tutti i brutti siano necessariamente infelici e che non abbiano avuto opportunità nella vita. È così? I brutti che conoscete sono messi talmente male che sarebbe stato meglio che non fossero mai venuti al mondo? Caspita, allora proponiamo una legge che consenta l’eutanasia per i brutti.

  • 14
    ARGO -

    “Se una persona comune mette al mondo un figlio brutto, mette al mondo un futuro infelice a cui saranno precluse molte opportunità perché la nostra è una società dell’ immagine”

    Soltanto se nasce maschio

  • 15
    maria grazia -

    ARGO, l’ unico vantaggio che ha la donna brutta rispetto all’ uomo brutto è una maggiore possibilità di approcci sessuali. Il punto è: a una donna questo interessa davvero? Quanto le è funzionale? Avere molti partner sessuali non porta alcun vantaggio concreto alla donna, specialmente nel medio-lungo termine. La donna è predisposta per avere una relazione profonda con chi le piace, non per avere un numero indefinito di avventure erotiche con chi capita. Senza contare che una sessualità promiscua compromette irrimediabilmente la reputazione sociale di una ragazza e questo poi ha delle implicazioni su tutti gli altri aspetti della vita.
    Per quanto riguarda le cose importanti ( una relazione stabile e soddisfacente, una professione attraverso cui realizzarsi, una situazione economica florida ) la donna brutta è penalizzata tanto quanto l’ uomo brutto.
    Il sesso non è fondamentale, se ne può fare a meno. Soprattutto se è solo occasionale.

  • 16
    maria grazia -

    Per me una donna che fa sesso occasionale con vari tizi e non si fa pagare per questo, è semplicemente stupida. Ma è solo il mio pensiero.

    Io non credo – come diceva il vampiro energetico di questo forum – che TUTTI i brutti di questo mondo siano non brillanti. Ma indubbiamente un bell’ aspetto aiuta a farsi strada, è inutile negarlo.

  • 17
    Ana -

    Anche se nasce femmina, don’t worry. A molte ragazze obese che conosco sono stati preclusi molti lavori. Una mia ex compagna di scuola obesa che la prendeva in giro anche il preside, si e’ sposata un egiziano carino. Un italiano cosi non lo trovava neanche se piangeva in aramaico. Abbiamo dimenticato le disabilita’. Anche noi nello spettro autistico passiamo l’inferno sulla terra. Io non posso fare la pianista o la cantante lirica nonostante ho il talento, perche’ con l’Asperger vado in agitazione, davanti al pubblico mi vengono gli attacchi di panico. Non sono un cesso, ma nemmeno una modella, eppure mi percepivano come deforme solo perche’ sono Asperger e ADHD. Le maestre a scuola a Trieste mi dicevano se ti comportassi da persona normale e stessi al tuo posto non ti bullizzerebbero. Io non capivo cosa si intendeva per normale. Pensavo che ero sbagliata e meritavo questi trattamenti inguisti.

  • 18
    maria grazia -

    Ana, certo che quelle maestre di Trieste sarebbero state da denunciare. Che vergogna.
    Comunque come sempre fai un intervento lucido basato sull’analisi obiettiva dei fatti e non sulle distorsioni frutto di ideologie.
    L’atteggiamento verso una persona cambia enormemente a seconda di come questa persona viene percepita all’esterno. È una questione di bias cognitivo.
    Se ad esempio sei brutta e vuoi una relazione stabile, diranno che sei una cozza asfissiante, una troppo possessiva. Una ragazza bella che invece desideri un fidanzamento è semplicemente considerata molto seria e affidabile.
    Se sei brutta e ambisci ad arricchirti e fare carriera, diranno che sei un’ avida arrampicatrice con un pessimo carattere. La stessa ragazza se invece ha un bell’ aspetto diranno che ha una sana ambizione.
    E via dicendo.
    Anch’io ho notato che le ragazze che si mettono con immigrati africani di solito sono quelle molto brutte o molto grasse.

  • 19
    CLAUDIO -

    A questo punto tra “Assurdità”& “non”,manca solo la replica di bottex,per capire se queste opinioni le ritiene utili o no per l’importante evento che lo attende!!🤔🙄

  • 20
    Trader -

    MG:”Io non credo – come diceva il vampiro energetico di questo forum – che TUTTI i brutti di questo mondo siano non brillanti.”

    Non ho mai detto questo. Componenti MG, come al solito non hai capito niente.

  • 21
    maria grazia -

    E dimmi, CLAUDIO, quali sarebbero cose meno assurde? Tu sei in grado di dare consigli più sensati? Sarei lieta se tu provassi ad ARGOMENTARE.

    Thank you

  • 22
    ARGO -

    “Anche se nasce femmina, don’t worry. A molte ragazze obese che conosco sono stati preclusi molti lavori.”

    Embè? Possono sempre dimagrire. Anche per gli uomini comunque è richiesta la bella presenza in molti lavori a contatto col pubblico. Invece nei lavori manuali pesanti non è richiesta, il privilegio di nascere maschio

  • 23
    CLAUDIO -

    Se non lo hai notato,maria grazia,ho messo le virgolette, proprio per sottolineare il fatto che “le assurdità”possono esserci state o non esserci state,a seconda dei punti di vista.La mia opinione “sensata”l’ho già espressa,ma che tu sia stata pronta subito ad intervenire, come parte in causa e’indicativo di avere,come si dice,un po’ la coda di paglia,ma questo non è importante e non voglio polemizzare con te.
    Importante è apprendere la replica di bottex(che non ritengo UN’ASSURDITÀ),che si fa attendere e la giustifico solo con la sensazione che rispondere qua,sia adesso l’ultimissima cosa a cui pensare per chi diventa Papà per la prima volta.Anche se almeno 2 righe in merito, potrebbe scriverle,non fosse altro che ci ha chiesto delle opinioni!!
    Sereno fine settimana a te!!😉

  • 24
    Suzanne -

    Cercare di fare un discorso un pochino piú complesso è un’ardua impresa, ma ci si prova. Senza voler giungere al relativismo epistemologico, è sicuramente vero che esistano piú sfaccettature del mondo di quante ne sappiamo immaginare. Se leggo costantemente forum di persone che si riuniscono per autocommiserarsi su problematiche quali la bruttezza, l’impossibilità ad avere relazioni e simili, sarò propensa a credere che quella nicchia ristretta sia la rappresentazione attendibile della realtà. Mentre invece milioni di persone vivono tranquillamente la loro vita senza bisogno di etichettarsi come alfa, beta e varie lettere dell’alfabeto. Insomma, ancora una volta scambio una bollicina di saliva per il multiverso. Ecco, impariamo a ridimensionare la nostra percezione del mondo e della società. Stesso discorso per la percezione di quanto sia migliore o peggiore il mondo attuale rispetto a quello passato. In primis, non si può sapere tra vent’anni quale sarà la situazione…

  • 25
    maria grazia -

    CLAUDIO, io mi baso su quello che leggo non su eventuali “interpretazioni”.. Quindi se uno scrive un commento che PALESEMENTE sembra essere allusivo nei miei confronti, lo considero come tale.

    Vale per te e vale per tutti gli altri.

  • 26
    Suzanne -

    Si possono fare semplici congetture condizionate dalla nostra propensione alla lamentela continua o, all’inverso ad un ottimismo semplicistico (con in mezzo tutta la scala di posizioni piú moderate). Personalmente, spero di poter trasmettere a mio figlio l’importanza del coltivare con estrema dedizione i rapporti umani, siano di amicizia, amore, fratellanza o altro. E correlato a ciò, l’estrema importanza di ritagliarsi tempo di qualità per viversi queste relazioni e per coltivare le piccole grandi bellezze della vita. Per quanto concerne il resto, ad ogni generazione spetta il compito di rimediare alle sciagure compiute dalle generazioni precedenti e adattarsi a società in continuo divenire. L’adattamento è insito in ogni specie, qualcosa vorrà pur dire.

  • 27
    maria grazia -

    Se non si cerca di andare alla radice di determinate dinamiche in modo “clinico” e obiettivo, lasciando quindi perdere ideologie e finti buonismi fini a se stessi, non se ne verrà mai a capo. Si può avere tutta la cul-tura che si vuole. I termini alfa beta omega chad e tommy, così come Becky e Stacy, non sono concepiti per discriminare grossolanamente, ma per individuare una tipologia umana specifica di fronte alla quale, tendenzialmente, ci si pone in un modo piuttosto che in un altro. Questo è importante da comprendere per regolarci rispetto alla realtà che ci circonda. Coltivare amicizie e relazioni? Si certo, ma occorre farlo in un’ ottica di consapevolezza. Se nella scala estetica uno si piazza negli ultimi posti, deve purtroppo aspettarsi che molto probabilmente non sarà trattato come uno che si piazza tra i primi. Non significa essere disfattisti, significa essere concreti e realisti e quindi evitarsi tante inutili sofferenze.

  • 28
    maria grazia -

    Se io oggi avessi un figlio ( ma anche una figlia ) che non eccelle per bellezza fisica, gli direi di puntare soprattutto sulle proprie passioni e sulla propria preparazione e non tanto sull’accettazione sociale e sul sogno del grande amore. Che per carità, può comunque capitare. Ma se il problema solitudine legata alla bruttezza non esistesse i blog e forum su questo tema non avrebbero così largo seguito.

  • 29
    Gabriele -

    @Bottex, congratulazioni, prima di tutto.
    È una lettera appassionata e sinceramente, la tua premessa l’ho trovata fuorviante, perché dici che stai per diventare padre, ma che il tema della lettera non è su quello, ma scusami a me è sembrato proprio di sì. Tutto quello che dici, il salto generazionale tra nonni, padri, e figli, e figli dei figli è verissimo, e poi non è giusto da un punto di vista proprio etico-morale, che i tuoi nonni, abbiano dovuto subire la guerra, e tu nipote “la quasi bambagia” degli anni ’80, giustissimo. Però.
    Tu diventerai padre, e questo ruolo non è proprio qualcosa rispetto alla quale non puoi fare proprio niente per TRASFERIRE conoscenze e consapevolezza a tuo figlio, che ti dò una notizia, spetta a te e a sua madre educare, anche ricordandogli aneddoti, che tuo nonno a raccontato a te, che tu trasferirai a lui, si chiama EREDITÀ DA TRAMANDARE, ti saranno state raccontate delle storie sulla guerra, o oggetti familiari, che sono quasi delle reliquie…

  • 30
    Gabriele -

    *ha raccontato il correttore mi taglia le parole a volte.
    …quasi delle reliquie che avete magari anche da prima dei tuoi nonni, o aneddoti anche divertenti. Poi sappi che tu figlio, anche se non sembrerà, cercherà la verità negli occhi dei suoi genitori e voi dovrete esserci sempre per confermargliela. I genitori ti devono sempre guardare negli occhi, e i figli devono restituirti lo sguardo, detto da mio nonno, che però non ho mai conosciuto.

  • 31
    Gabriele -

    La genetica è qualcosa di estremamente complesso, non è che se i genitori sono brutti, allora generano un figlio brutto, pure la madre di Brad Pitt, fu respinta al concorso di bellezza della sua scuola, eppure non c’è una donna, alla quale Brad Pitt non piaccia. Mark Wahlberg, nonostante i suoi difetti fisici e l’altezza non eccelsa, 1.72, si presentò ad un provino per un corto metraggio, e fu bocciato, ma fu messo in contatto con diversi fotografi di Abercrombie&Fitch, e preso come modello, anche di intimo, nonostante il suo terzo capezzolo, considerato brutto.
    Oltretutto due genitori possono essere brutti, ma generare un figlio bellissimo, poiché fra il materiale generico numerosissimo e complesso, risultato delle generazioni precedenti e crossing over dei cromosomi, la variazione genetica è molto ampia, quindi non è assolutamente detto che la bruttezza eventuale si possa trasferire al figlio che verrà.

  • 32
    maria grazia -

    Perché un figlio nasca bello bisogna che almeno uno dei due genitori sia bello. Se ad essere bella è la madre, ci sono maggiori possibilità che sia bello anche il figlio.
    Oggi molti uomini italiani fanno figli con bellissime donne nordiche, guardacaso le ragazze e i ragazzi di oggi sembrano modelle e modelli di Cosmopolitan, e sembrano essersi lasciati alle spalle quella “terronicita’ ” che era tipica della mia generazione.
    L’ immagine qui sotto illustra in una vignetta questo attuale fenomeno:
    https://i.ibb.co/LJGQcP1/In-Shot-20240122-010637664.jpg
    È anche vero che da due genitori belli può nascere un figlio brutto, difficilmente però da due genitori brutti nasce un figlio bello. Più probabile che la bellezza del bambino venga determinata da genitori di aspetto normale. In assenza di geni della bruttezza, le generazioni successive tendono ad essere esteticamente migliori di quelle precedenti.

  • 33
    maria grazia -

    Tommy, credo che l’unica sia non perdersi d’animo, rimanere saldi e centrati e confidare nella FEDE. So che non è un buon momento nel tuo rapporto con Dio, ma credimi non è responsabile per le cose brutte e dolorose che ci accadono e ci viene sempre in soccorso se sappiamo metterci in connessione con Lui.
    Inoltre cercare l’aiuto e il sostegno di qualcuno che la pensa come noi, sia nel virtuale che nel reale ( io ho superato felicemente il periodo della dittatura sanitaria anche perché ho incontrato miei FRATELLI sul mio cammino ), e se possibile predisporsi per poter eventualmente fuggire lontano se le cose si mettono davvero male. Anche per questo io tre anni fa ho acquistato un camper e attrezzature per procacciarmi il cibo da sola allo stato selvaggio.
    E in ogni caso ricordati che questa vita terrena è solo un passaggio, ma la nostra anima è immortale. Quindi non dobbiamo temere la morte.

    Un abbraccio

  • 34
    Suzanne -

    Tommy ti capisco molto bene perché ho passato un periodo molto duro anch’io. Ti giro il consiglio che è stato dato a me, ma che io non ho seguito : prova a parlare con uno psicologo. A volte buttare fuori rabbia e dolore serve ad alleggerire un po’ il peso che ci portiamo dentro. Per il resto solo il tempo lenisce, un pochino, le perdite. Sei giovane, hai una vita davanti, coraggio!

  • 35
    Eugen79 -

    A scusate, l’ homo sapiens sta su questa terra da almeno 200.000 anni. Se davvero ci si accoppia solo tra belli e vincenti, e i belli si riproducono in altri belli, da mò che non si dovrebbero vedere brutti a giro 🤣

  • 36
    Golem -

    Il concetto di “bellezza” occidentale dura da 4/5mila anni e si è consolidato nell’Antica Grecia, prima non esistevano certi parametri. Poi, i criteri di scelta del partner tengono conto di scelte soggettive e non discutibili, compresa quella della bellezza fisica, che è a sua volta “relativa”. Inoltre il risultato genetico di una coppia “bella” non è garantito, perchè la Natura è capace di presentare cromosomi di un antenato di mille anni fa e anche più.
    Nella mia famiglia paterna, sono usciti sei tra fratelli e sorelle tutti diversi, uno addirittura con lineamenti asiatici, tanto che lo chiamavano “il cinese”, tratto che si è ripresentato in mia sorella, che da ragazza poteva benissimo essere scambiata per una (bella) tahilandese, mentre io sono uscito di pelle bruna, capelli scuri e occhi azzurri. Ma non sappiamo di nessun parente riconosciuto di origine orientale, eppure… Insomma, la genetica è una lotteria, e infatti, i belli belli sono pochi. E poi ci sono pure le Bellucci che stavano con i tipi come Vincenzo Cassel. Lei lo trovava bello? Non “creto”.

  • 37
    maria grazia -

    Eugen, e siccome da 200.000 anni si mettono al mondo figli brutti ( e quindi infelici ) bisogna continuare a farlo? In quanto esseri umani siamo dotati di una mente pensante. Sarebbe bello usarla anche per evolversi. I figli non vanno fatti per forza.

  • 38
    Max -

    Parafrasiamo Elvis Presley: Tuti Bruti, ooorruuulie!

  • 39
    Trader -

    MG, Eugen ha detto un’altra cosa, cioè che se i brutti non trovano un partner, dovrebbero essersi estinti.

  • 40
    CLAUDIO -

    Sarà anche ridicolo ribadirlo,ma in questa discussione,manca ancora il commento dell’autore di questa lettera bottex,ergo si può dedurre che, ormai, abbia elementi sufficienti per chiarire il dilemma che si era posto con il titolo della lettera stessa.E si spera utili (per non dire FONDAMENTALI)nel momento che diventerà padre ed anche in seguito.
    Però una minima risposta,la potrebbe tranquillamente formulare,non fosse altro che la questione si concluderebbe(quasi sicuramente,a mio modesto parere)…”In Bellezza”!!😉👍

  • 41
    Bottex -

    Ha ragione, Claudio. Mi scuso per il commento tardivo, ho aspettato a rispondere per dare modo a tutti di dire il loro parere e perché poi i commenti erano andati fuori tema, questa storia sulla bellezza non era il tema della lettera. Sia come sia, ovvio che cercherò di dare a mio figlio tutto ciò che gli occorre, sia dal punto di vista affettivo che di quello materiale, nei limiti delle mie possibilità. Spero di riuscire a farlo bene. Di certo non sono pentito di aver cercato e infine “ottenuto” (almeno si spera) questo figlio. I pensieri da me espressi ovviamente rimarranno, ma come ho potuto vedere, sono pensieri che affliggono molte persone oggigiorno, non solo me. Inoltre, quello del genitore è un ruolo molto importante, ma prima o poi i figli diventano indipendenti e spetta a loro decidere che cosa fare della loro vita e del mondo in cui vivono, quale che esso sia. E come ha detto qualcuno, probabilmente ci rimprovereranno alcune cose, apprezzandone invece altre. Grazie a tutti.

  • 42
    CLAUDIO -

    Bene,bottex, lieto di averti dato una dignitosa e(lo spero!!) pertinente opinione sul tuo dilemma ed ancora Buona Fortuna a te ed alla tua famiglia!

  • 43
    rossana -

    Bottex,
    ho letto soltanto poco fa il tuo chiaro e lucido confronto fra situazioni di base ed evolutive di temperamenti e condizioni esistenziali di tre generazioni, con proiezioni sul futuro per la quarta.

    Per me, il declino del nostro Paese è ineluttabile. Potrà forse rinascere dopo un periodo affine al medioevo, se ci saranno alcuni uomini capaci di dargli nuovi impulsi e nuove prospettive. Elementi al momento inesistenti.

    Tuo figlio si adatterà a questi cambiamenti in negativo, che saranno collettivi, e quindi vissuti come normalità.

    Opinione personale, tendente al pessimismo, che spero tanto di fare in tempo a veder rovesciata.

  • 44
    sekiro -

    ciao Bottex, io ho 40anni come te e anche io sono tra i fortunati a cui non è mai mancato nulla senza essere ricchi intendiamoci, la società di oggi è cambiata, mio nonno a 20 anni si poteva già definire un uomo a 25 anni aveva già comperato una casa, io a 40anni gioco ancora alla playstation ho una casa di proprietà comperata grazie soprattutto all’aiuto di mio padre, lavoro 7gg su 6 e i soldi sembrano non bastare mai. Mio nonno a 12anni forse anche meno andava a lavorare nei campi, io tra università e caxxate varie ho cominciato a 30anni a lavorare, come puoi ben immaginare lui aveva i soldi per comperare casa a 25anni perchè aveva iniziato prima io invece, iphone weekend con la ragazza, la moto, i viaggi, la playstation, le scarpe firmate i concerti eccetera et voilà dove sono i soldi, bhoo e potrei continuare all’infinito, un detto dei nonni diceva anche questo, mondo era, mondo è, e mondo sarà, vivi come meglio puoi e alle generazioni future ci penseranno loro stessi.

  • 45
    Urbex -

    Io credo che la vita uno la vive appieno solo se è belloccio. Se uno è nella media se la cavicchia in base al carisma che ha, se però uno è sotto la media non vive ma sopravvive.

  • 46
    ARGO -

    Vero. Invece le donne vivono tutte pienamente, che sia Concettina o la stangona bionda

  • 47
    Inlakech -

    Ciao Bottex.

    “questo schema può ripetersi, oppure i tempi sono cambiati definitivamente e il declino definitivo è ineluttabile? Oppure tutto questo declino è solo una cosa apparente e mi faccio troppe paranoie? O ancora: i nostri figli potrebbero dissentire sul fatto che i miei sono stati tempi migliori perché non c’erano internet, gli smartphone e whatsapp e per loro saranno ormai queste le cose che contano?”

    Nelle tue domande c’è preconcetta solo la via pessimistica, o negativa, se preferisci.
    E’ quel che è.
    Non trovo particolarmente interessante rispondere a queste domande, anche perché non c’è una risposta univoca, mi viene invece da chiedermi, dopo aver letto il tuo scritto: ma se i bei tempi andati erano tanto belli e sani, come mai la società che è nata da quei bei tempi è tanto malata come descrivi?
    A leggere le tue riflessioni verrebbe anche da dire che bisogna sentirsi in colpa se la nostra infanzia è stata migliore di quella dei nostri genitori e…

  • 48
    Inlakech -

    … bisogna sentirsi in colpa anche per ciò che lasciamo agli esseri umani di domani.
    “Mai una gioia” come dicono a Roma.
    Se era tutto così idilliaco e prosperoso com’è che gli esseri umani successivi sono così deboli?
    Com’è che non si vede la minima traccia di amore in giro?
    Com’è che qui, come in altri siti internet, leggo tanta disperazione sociale, difficoltà a gestire le emozioni e le relazioni intime, preoccupazioni, ansie, paure, litigi, scarso ascolto, incomprensione e chi più ne ha più ne metta?
    Forse c’è una lezione che non impariamo?
    Forse la prosperità economica non è la cosa più importante?
    Forse dire a un bambino che non ha fatto la guerra, come fosse sinonimo di essere migliori di un altro essere umano l’aver vissuto una vita tragica o l’aver vissuto una tragedia, non è educativo né vero né sensato?
    Come vengono trattati i bambini nella nostra società?
    Praticamente sono spesso trattati e concepiti dall’adulto come dei piccoli esseri umani scemi…

  • 49
    Inlakech -

    … e si pensa che basti pagargli le spese e addomesticarli alle ferree regole di una società che li vuole tutti uguali, mentitori seriali, senza emozioni, senza senso critico, schiavi del pensiero unico e dei vari dogmi che, dopo averli subiti, a nostra volta insegniamo loro.
    Di emozioni non si parla, di toccarsi, abbracciarsi, amarsi, men che meno.
    Oltre a sopravvivere meglio che possiamo, cosa c’è di bello e gioioso nel vivere in questa società dove conta solo l’ognun per sé a discapito dell’altro?
    Le famiglie dovrebbero essere nidi d’amore no? Parlano tutti di valore della famiglia… eppure il film “Parenti serpenti” mostra cosa spesso è la famiglia italiana: un nido di serpi.
    I traumi infantili iniziano in famiglia e segnano le nostre vite profondamente, ad esempio.

  • 50
    Inlakech -

    Non so cosa ognuno di voi pensi di quanto hai scritto o quante risposte possano esserci alle tue domande, ma una cosa la so per certo dentro di me: non è come doveva essere.
    A volte mi piace pensare che sarebbe stato molto più semplice vivere degnamente come fa qualunque animale a parte quello più intelligente, ma di questo fallimento, come ben dici, tutti siamo responsabili e l’errore maggiore è stato delegare ad altri il nostro destino.

    Buona serata e buonanotte

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