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Cuore dalla voce spenta

di Yoshy

Meglio anticipare che una vita come la mia non andrebbe mai raccontata, protagonista di un universo tanto proibito quanto fragile.. una dimensione che senza i suoi misteri non potrebbe sopravvivere.
Ho 22 anni e vivo vicino Bari. Non ho mai avuto una vita facile, ma veniamo al presente: Ho avuto vicino davvero poche persone, ma loro, per quanto eccezionali, lentamente stanno andando via, come spinte da una corrente radiale a me. Eppure il problema non è tanto questo, quanto il fatto che la solitudine, a mio parere, è una condizione mentale, poiché ci si può sentire protagonisti in mezzo a eserciti di bambole o soli in un’aula universitaria gremita di persone, come accade a me nella vita di tutti i giorni. Non mi sono mai sentito appartenente a un gruppo: le mie amicizie sono sparse e alternative l’una a l’altra, sebbene dimorino nello stesso comune, quindi non è possibile incontrarne più di una per volta. Tra chi la sera ama drogarsi, chi esce con il partner, chi lavora, chi vuole dormire, chi deve andare in discoteca, va a finire che mi passa la voglia di stare con una di queste amicizie, soprattutto perché è triste dover costantemente entrare nei loro mondi, quando poi nessuno è disposto ad entrare nel mio. Sicuramente avrò gusti parecchio stravaganti, al cinema vedo i film horror e adoro le serate in casa tutti insieme davanti a un videogioco, ma, a lungo andare, coltivare le proprie passioni da solo, sapere, al risveglio, che la sera non succederà nulla di emozionante, porta a un incupimento del cuore.
Adesso è arrivato Natale, e sotto l’albero avrei tanto voluto mettere un party game per WII, ma non mi è stato possibile, perché, anche comprandolo, non avrei avuto nessuno con cui giocarci. Vorrei tanto uno o più amici con cui incontrarmi più volte per svolgere tante attività, tra cui le mie.
Magari qualcuno vicino per spazio e ideali, leggendo la mia lettera, potrà voler condividere queste passioni con me. Purtroppo non si può dire al vento “più vento” o al fulmine “meno fulmine”, la speranza c’è ancora, ma la sfida è ardua, e mi sembra che un cuore come il mio non abbia nessuna assonanza con quelli di nessuno.

Lettera pubblicata il 20 Dicembre 2010. L'autore, , ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
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Categorie: - Me stesso

La lettera ha ricevuto finora 3 commenti

  1. 1
    Daniele -

    Quanto ti sbagli invece, sai? Capita anche a me. Esattamente la stessa cosa.. E’ come
    se avessi scritto io quello che hai scritto tu..

  2. 2
    ventolibero -

    Ti vuoi arrendere? Credi davvero che il tuo cuore non possa gridare il suo urlo un giorno,o troppo vicino o troppo lontano? Per entrare in sintonia con quei cuori che senti distanti e distratti sei disposto a rinunciare alle tue passioni,ai tuoi ideali,alle tue speranze,alle tue attese? Caro ragazzo,la vita,come dice una canzone a me molto cara,”dura solo il tempo di un gioco,non sprecarla in sogni da poco”. Ma il vivere non è un gioco,e per questo bisogna insistere in sogni e passioni vere e sincere che ci facciano sentire vivi. E tu,cos’è che ti fa sentire vivo?
    Vivere non è facile per nessuno,da ogni parte esistono gli oppressi e gli oppressori,gli offesi,gli umiliati,i dimenticati,i calpestati,gli sfruttati,quelli che non hanno niente e perciò non sono niente.Ma dentro di loro hanno qualcosa che li fa sentire vivi e insistono e si impegnano.
    Dovessi dirti quante ne ho dovute subire io,quante assenze e quante mancanze ci sono state,quante mie manchevolezze,omissioni,ipocrisie,disattenzioni e superficialità…ma non gioverebbe a nessuno,non gioverebbe a te. Ecco,quello che posso dirti è che non devi attenderti risarcimenti,e nessuno tornerà indietro a chiederti “ehi ragazzo come va la tua vita” perchè tutti corrono spediti sulle loro strade maestre…non c’è tempo per fermarsi,per incontrarsi,per rivedersi e parlare,conoscersi meglio e di più…Tutti affannati,tutti di corsa,tutti carichi di impegni e responsabilità! E si perdono i legami e gli affetti e ci si ritrova soli,con la propria solitudine e le tante inquietudini.Ma se scappi,se fuggi,se svicoli via furtivo nessuno si accorgerà del tuo affanno e magari,una mano amica e più sensibile pronta a stringere la tua non avrà modo di esserti,come vorrebbe,vicina e solidale.Per condividere passioni e sogni e speranze…
    “A che ti serve un ponte talmente più largo del fiume? Necessità giustifica cortesia! Vedi che tutto viene a punto: tu hai bisogno,io sono qui,già pronto ad aiutarti”. Shakespeare in TROPPO RUMORE PER NULLA…
    Non rinunciare a sentirti vivo…buona vita!
    Alessandro

  3. 3
    Yoshy -

    E perchè dovrei sbagliarmi? E in riferimento a cosa poi? Ho letto la tua lettera, ma di dove sei?

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