Un classico in amore, il mio cuore è a pezzi!
di
cuore solo
Riferimento alla lettera:
Salve! Ho bisogno di sfogarmi un pò, di qualche consiglio, di qualche parola che mi tiri un pò su di morale perchè il mio è veramente a terra, se non additirrura sotto! Tempo fa ho conosciuto un ragazzo che, con i suoi modi gentili di fare, penso proprio mi abbia...
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Data di pubblicazione: 7 Luglio 2011
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Categorie: - Amore

per Dancan e Maximum:
date un’occhiata a questa storia http://www.letterealdirettore.it/scrivo-raccontare-storia/comment-page-1/#comment-185888
potrete forse intuire perchè rifuggo da concetti di possesso, anche se mi stanno bene gli aggettivi possessivi mio, tuo, suo, ecc… che hanno, a mio avviso, un significato più leggero…
per me il non darsi totalmente, e il non lasciarsi possedere totalmente, è un modo per non fidarsi mai del tutto di nessuno, pur amando e sforzandomi di non avere pregiudizi derivanti da precedenti delusioni.
prima o poi, torniamo ad essere tutti soli e spesso siamo costretti a contare soltanto ed unicamente su di noi. allora… evitiamo di esagerare a parole…
@rossana
non capisco bene il nesso,capisco che oramai sia difficile fidarsi perchè veniamo continuamente abbandonati ma da qui a fare un polverone sul fatto che uno, giustamente,se ha una ragazza la chiama “la mia ragazza” è un pò esagerato,certo non siamo degli oggetti ma se permetti se io sto con qualcuno dico che è il mio fidanzato nel senso che sta insieme a me,invece puntualizzando quello che dici tu stuzzichi gli altri e fai credere ciò che ti hanno scritto gli altri ragazzi,la tua è una precisazione che non ha senso,è ovvio che io non sono l’oggetto di nessuno ma se permetti se ho un uomo e lui non mi chiama “la mia fidanzata” beh allora non stiamo insieme per niente,cosa siamo?due persone libere che non si completeranno mai solo perchè dire che si è l’uno dell’altro e sinonimo di possessione???
Sarah,
evidentemente o non riesco a spiegarmi o qualcosa impedisce di leggere attentamente e comprendere quanto scrivo.
mi sta bene “il mio uomo” “la mia donna”, meno bene “essendo di un amico”: pura sensibilizzazione, forse estrema, in considerazione che, per quanto ho sperimentato, è bene non essere di nessuno ma innanzitutto di se stessi. perchè alla fine dei conti è sempre a se stessi che si torna, prima o poi…
io non amo sentirmi di qualcuno (semmai dono me stessa a qualcuno ma mai senza riserve), come considero un dono quando qualcuno si dedica a me, senza considerarlo mai un mio possesso…
metto le persone al centro del rapporto, non il rapporto al centro delle due persone che lo condividono. non per poter perpetrare nefandezze ma per mantenere integre sia l’individualità che l’autonomia, in tutti i sensi ma specialmente sotto il profilo economico, ed evitare sorprese spiacevoli (leggi brutti risvegli).
Cuore solo vorrei contattarti in privato e parlarti della mia esperienza. E’ la prima volta che mi trovo in questo forum e non so come si fa.