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Vi presento l’ennesimo ragazzo e il suo cuore a pezzi

Buongiorno a tutti, ragazzi e ragazze. E’ la prima volta che scrivo su queste pagine e dopo aver letto millemila argomentazioni su queste tematiche eccomi approdato proprio qui, poiché ritengo sia il posto più serio e dove si riesca a trovare sempre qualche brava persona pronta a consigliarti e ad ascoltare la propria enorme, infinita, disperazione. Con il mio grido di dolore vorrei poter essere utile anche a qualcun altro che si trova o si è trovato nella mia condizione di anima in preda alla voglia di volare via dal corpo e con ciò vorrei porre l’attenzione su concetti che fino ad ora non ho avuto modo di riscontrare in altre lettere, almeno quelle lette, tante, da me. Comincio da noi (anche se forse, ormai, sarebbe più giusto dire me e lei): ho 35 anni e da poco più di una settimana sono stato buttato via dalla mia ragazza, trentenne, con cui sono stato 8 anni, l’ultimo dei quali siamo stati conviventi. Sorvolerò su quanto era bella e perfetta la nostra storia, non voglio annoiarvi troppo, vi basti pensare che insieme abbiamo letteralmente scalato le montagne, siamo sempre stati in giro, non ci siamo mai annoiati, abbiamo condiviso tutto, dallo sport allo shopping, dalle serate in disco a quelle con gli amici e se dovessi fare la conta dei fine settimana passati a casa senza fare nulla arriverei massimo fino a 10, in tutti questi anni. Quando dovevo salutarla perché dovevo tornare a casa lei si metteva a piangere perché non voleva che me ne andassi. Le motivazioni di questa rottura? Le più futili e banali, a mio modesto modo di vederle, oltre che le più comuni sentiteci dire per tutti noi: “non so più quello che provo per te”, “è la prima volta che mi sento morire così lentamente dentro”, “non so cosa lo determina”, “non mi sento più felice”, “da quando ti ho visto ho sempre pensato di volerti sposare ma adesso mi si rizzano i capelli all’idea di farlo”, “non mi fai sentire apprezzata”, “no, non c’è un altro”. Non dirò che è stato un fulmine a ciel sereno, non lo dirò, promesso. Da qualche giorno dopo l’inizio della convivenza mi ero accorto che qualcosa in lei era cambiato. Inizialmente era entusiasta al massimo, credetemi. Quando rincasava mi si buttava al collo e mi baciava. Ma poi, la vedevo ogni giorno meno attenta, più distratta, meno incline a cercarmi sotto le coperte, più triste, sempre presa dai troppi impegni lavorativi, dal trambusto giornaliero. Quelle difficoltà della vita che qualche mese prima sarebbero state superate con un sorriso e come un gioco, adesso sembrava quasi le subisse passivamente. Inizialmente mi son risposto che poteva essere il cambio di vita a farla stare così, perché anche io stesso ho sentito tutto su di me il peso della routine giornaliera e della gestione della casa. Poi, visto che non migliorava, le ho chiesto apertamente se era tutto apposto, palesandole ciò che vedevo in lei. Lei ammise che si sentiva più stanca e stressata, ma mi tranquillizzò dicendomi che sicuramente era un periodo passeggero, dovuto anche a qualche pensiero di troppo per problemi familiari. Le credetti, anche perché alla fin fine pure io vivevo questo stress da cambio vita. Negavo con tutte le mie forze che potesse anche solo pensare di mollare tutto. Fatto sta, che mi sbagliavo. Continuo descrivendovi chi vi scrive: sono un ragazzo di bell’aspetto, molto razionale e ponderato sulle cose che lo circondano tanto che vengo cercato spesso dagli altri per dispensare consigli sui problemi più disparati. Ho un carattere molto, troppo, forte che tendo quasi sempre a imporre. Seguo davvero moltissime passioni, tutte conciliate con un ottimo lavoro. Ho una famiglia attentissima alle mie necessità e ho molti amici che mi stanno dimostrando, come non mai, la loro solidarietà e con cui uscire tutte le sere. Ho seguito i consigli letti fino ad ora e mi sono iscritto in un centro fitness con infiniti corsi e attività ricreative. Le cose da fare, insomma, non mi mancano davvero. Vi domanderete allora perché dico tutto ciò. Non certo per presunzione, vi immaginerete che in questo momento la mia autostima è più in basso del centro della terra. Ve lo dico perché secondo me, con queste premesse, il mio quadro clinico è ancor più disparato: tutto ciò che ho detto su di me è crollato. Non ho più la forza di farmi bastare tutto il bene che mi circonda, sarà che non lo riesco a vedere più. La mia sicurezza è andata a farsi fottere, quando cammino guardo in terra e quando esco sono molto giù. Mi sveglio la mattina alle 5 piangendo e non passa giorno che non debba asciugare le lacrime che vengono giù al ricordo di tutto quello che non avrò più modo di rivivere con lei. Non trovo appigli per sperare di passare questo dolorosissimo momento. Ieri ho provato a fare un esercizio che ho trovato in uno degli innumerevoli siti consultati in queste notti e in questi giorni di perdizione: ho provato a mettere nero su bianco i suoi difetti e qualcosa che mi facesse arrabbiare. Fare ciò ha sortito l’effetto contrario perché non ci sono difetti, non ci sono cose negative per cui arrabbiarmi. Chi avrà avuto la voglia e il tempo di leggere fino ad ora, lo ringrazio. Terminerò questo lunghissimo sfogo, condividendo con voi, come detto all’inizio, quei concetti letti fino ad ora su queste stesse pagine ma che vorrei in qualche modo contestare, nel senso buono del termine. Leggo molto spesso che viene consigliato al lasciato di pensare, sicuramente per dargli forza e per farlo sentire meno male, che chi lo ha lasciato non lo meritava. Che chi ci lascia non ci ha mai amato. Che chi ci lascia sconterà le sue pene, un domani, perché il male che sta facendo gli tornerà sicuramente indietro. Che chi ci lascia capirà troppo tardi che ha perso una persona che l’amava, e a quel punto starà male come noi stiamo adesso. Che certe persone, incapaci di rendersi conto di avere accanto una persona che le ha amate, è meglio perderle che trovarle. Sapete? a me questi consigli non mi fanno stare meglio. Forse è troppo presto, forse vedete in me ancora l’adolescente innamorato che non vede altro davanti a lui se non la sua ex-donna. Mi domando e vi domando: non vi pare una visione troppo semplicistica della situazione? Da tipo razionale quale sono, e forse l’unica cosa che va e viene talvolta è proprio la razionalità, esorto un po’ tutti a riflettere che probabilmente chi ci lascia ci abbia amati davvero. Che chi ci lascia è stato sincero e rispettoso nel dirci che il suo sentimento è finito. Perché i sentimenti finiscono davvero, e non è detto che prima non si siano provati sinceramente. Che nessun innamorato può sperare, né per giustizia né per vendetta, che la sua amata stia male in futuro. Che probabilmente, in seguito ad un esame di coscienza, potremo anche arrivare a capire che questo male provato sulla nostra pelle è già il ritorno di qualche azione non proprio decorosa che abbiamo fatto a nostra volta a qualcun’altra, quindi che ci stia tornando indietro proprio a noi. Non serve convincerci che quella che ci ha lasciato non potesse essere quella giusta, perché non lo sapremo mai. Non serve convincerci che il non sentirla e il non farsi vedere sia meglio ai fini di una possibile riconquista, una canzone dice che non esistono leggi in amore. Magari la nostra ragazza vorrebbe vedere se teniamo a lei e ci mette inconsciamente alla prova. Pensate solo per un istante, solo un istante e poi scordatevene per non soffrire troppo, se fosse bastata davvero una telefonata, un giorno, per farla tornare. Noi aspettiamo che sia lei, ma lei potrebbe aspettare da noi lo stesso segnale. Lo so, lo so che è stata lei a lasciarci e dovrebbe essere lei a tornare, ma chi lo dice? Vi frega più dell’orgoglio o di lei? Dite che son discorsi troppo possibilistici e false speranze di uno ancora innamorato? Certo che lo sono, con questo però non pensiate che non sia in grado di mettermi in discussione. Che dovremo fare allora? Stare a commiserarci mesi, anni? Questo no, ma tanto ragazzi, parliamoci chiaro, non siamo noi a decidere quando stare meglio. Prendete me, ho tutte le carte in regola per non pensare a lei, per farmi andare bene la vita da single ritrovato, per essere contento. Ma invece no! Per questo vi ho raccontato la mia situazione. Per farvi capire che anche chi ne ha la possibilità, non riesce lo stesso ad uscirne presto da questo tunnel. Probabilmente prima lo capiamo e prima staremo meglio. L’unica colpa che possiamo dare a chi ci lascia con le motivazioni sopra descritte è quella di non capire che fra altri 8 anni con qualcun altro, magari con chi fra qualche giorno le farà battere il cuore così come glielo facevo battere io all’inizio, proverà le stesse sensazioni. Perché le farfalle nello stomaco, gli stimoli nello scoprirsi, una nuova vita, i batticuori nel leggere una lettera son tutte cose che col tempo si trasformano, SEMPRE! Le ho dedicato canzoni, video, regalato fiori, lettere e ogni volta piangeva di felicità come una bambina. Poi tutte queste cose si trasformano in qualcosa di più maturo e stabile, probabilmente anche monotono. L’intimità stessa si trasforma in qualcosa di più concreto, ossia nella condivisione di attività e pensieri comuni, nel fare le cose insieme; la passione, nel ripetere giornalmente quanto bene le vogliamo; l’amore, nel voler passare la nostra vita insieme mettendoci tutto l’impegno di questo mondo. Questo dovrebbe bastare, secondo me. Ma questo non basta. Non basta mai. Il prendere a calci questa nuova dimensione solo perché desiderano riprovare le stesse emozioni dell’inizio è un grandissimo errore. Ma grande. Che purtroppo nessuno glielo farà capire finché non se ne renderanno conto da sole. Se mai accadrà. Cosa ne pensate? Grazie per la vostra attenzione e per il tempo dedicatomi. Vi abbraccio.

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24 commenti

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  1. 1
    Secco -

    Io credo che il dolore che ognuno prova sia soggettivo, come soggettiva è la risposta al dolore stesso. Come dici te, hai tutte le carte in regola per non soffrire, ma forse le stai giocando male.
    Prima di tutto, perchè non dovresti soffrire? Il centro del tuo mondo ti ha lasciato dopo 8 anni, direi che soffrire è il minimo. Allora soffri! Le attività che fai, non le devi fare per riempire un vuoto che è DENTRO DI TE, ma per trovare un po’ di benessere. La mancanza di una persona la senti sia se stai a casa, sia se stai in palestra o con gli amici. Solo che quando stai in compagnia o facendo qualche attività, ci sono dei piccoli momenti in cui non pensi a lei e pensi ad altro. Sono questi piccoli momenti che danno un po’ di sollievo. Piano piano questi momenti saranno sempre + lunghi fino a quando ti sentirai molto meglio e penserai che si può ancora vivere. Penserai ancora a lei, ti mancherà, ma guardandoti indietro vedrai la strada che hai percorso e capirai che non sei stato fermo.
    Personalmente non credo nel karma, o che la ruota giri. Non credo nemmeno che le persone tornino indietro. Penso che fai bene in un primo momento a provare un riavvicinamento, ma dopo devi lasciare perdere. Lo devi fare per te, per non illuderti da solo. In questi momenti ci attacchiamo ad ogni singolo gesto, anche al più insignificante, dandogli un valore più grande di quello che è realmente.
    Per mia esperienza credo che quando succede una cosa del genere, ci sia un’altra persona in mezzo. Probabilmente le ha fatto provare quelle cose che si provano all’inizio di un rapporto, anche se si sa che sono cose destinate a finire.
    “L’intimità stessa si trasforma in qualcosa di più concreto, ossia nella condivisione di attività e pensieri comuni, nel fare le cose insieme; la passione, nel ripetere giornalmente quanto bene le vogliamo; l’amore, nel voler passare la nostra vita insieme mettendoci tutto l’impegno di questo mondo” la penso come te, ma non tutti siamo in grado di accettarlo.
    Ti auguro di cuore che ti riesca ad uscire fuori da questo periodo, non mollare. Non sei solo.

  2. 2
    bimba -

    la tua lettera è commovente.. vorrei che tutte le donne la leggessero e CAPISSERO!! specie quello che dici all’ultimo, che non si può ricercare in eterno l’emozione, perché tutto cambia e si trasforma,ma in qualcosa di più bello, perché più stabile, maturo, profondo. io sono giorni che cerco di dirlo, scriverlo su questo sito.. non so se c’è qualcuna che lo abbia fin’ ora capito.. a me sembra di aver avuto scarsi risultati.. spero che la tua lettera sia più efficace delle mie parole per convincerle! un abbraccio.

  3. 3
    Paride77 -

    ciao the_crow, le tue parole mi hanno davvero colpito tanto, e capisco perfettamente il tuo dolore. non voglio spaventarti ora con questa cosa, ma io sono stato lasciato da quasi due anni ormai, dopo una storia di due anni, e sono qui a piangermi addosso ancora, lo so, probabilmente ce qualcosa in me che non va, forse sono malato. ho 36 anni, siamo coetanei, anch’io come te sono molto razionale, forse questa razionalità delle volte avremmo dovuto metterla da parte e vivere di più…io ti auguro davvero che tu possa riconquistare la tua lei, te lo auguro con tutto il cuore perchè mi sembri davvero una bella persona. un abbraccio

  4. 4
    Never -

    Ciao, ho letto la tua lettera in cui mi rispecchio al 99% 🙂 Stessa situazione circa, stesse premesse…stessa conclusione. Non starò a darti consigli che avrai letto già mille volte, anche perchè di consigli ne ho più bisogno io 🙂 Ma alcune precisazioni:
    1) la tua storia era bellissima, come la mia…come credo tutte. ognuno di noi ha idealizzato la sua storia. Erano tutte storie che andavano bene finchè c’era l’amore. Finito quello, non c’è da chiedersi i perchè o percome, senza l’amore diventiamo come tutti gli altri ed ecco spiegato la loro improvvisa freddezza.
    2) i sentimenti, le sensazioni, gli stati d’animo che provi sono capibilissimi e così per tutti. Sentirsi smarriti, senza voglia di fare, stare malissimo…tutto normale, ma passerà col tempo. Certo, non è una giustificazione o una buona notizia, ma poniti nell’ottica di idee che non puoi fare nulla e contro il libero arbitrio non c’è nulla da fare.
    3) sulla questione orgoglio e riprovarci, sono daccordo. E penso che tu, come tutti noi, ci abbia provato mille volte a parlare, chiedere i perchè, riprovarci…ma se dall’altra parte non c’è risposta e la cosa è univoca, quì entra in gioco l’allontanamenento perchè primo la lasci un po’ riflettere e sbollire, secondo se proprio deve finire almeno sei preparato. Tanto insistere, ribadire l’amore non serve, sono tutte cose che già sa. Ricordare i momenti belli…forse è pure deleterio perchè per NOI erano belli ma per lei no, se no non ci avrebbero lasciato. Magari quella serata bellissima che tu avresti prolungato all’infinito, lei non vedeva l’ora finisse e ricordargliela la fortifica ancora di più sulla sua idea.

    Ora, non voglio essere catastrofico, questi sentimenti negativi di sicuro non li ha avuti sempre dall’inizio, ma negli ultimi tempi si, fidati. Quello che per te è “improvvisamente mi ha lasciato”, per lei sono state settimane o mesi di pensieri “lo lascio?”, “non lo lascio?” ecc. Chissà da quanto macinava questa cosa. E cmq ti auguro con tutto il cuore di risistemarla, se i motivi sono futili magari ci ripensa…ma se è finito l’amore è dura, anche se non impossibile. Ti consiglio quindi di far sbollire la cosa e lasciar passare un po’, poi magari fatti sentire a tratti ma senza chiederle di tornare assieme. Magari sentendo la tua presenza non pressante cambia idea. te lo auguro di cuore 🙂

  5. 5
    Blu -

    L’abbraccio te lo do io,te lo diamo noi tutti…
    Sono stupita dalla forza,dalla concretezza,dal coraggio che ho percepito in questa tua lettera.
    Non credo tu abbia bisogno di consigli…anche perchè,hai ragione,spesso i più comuni non servono a molto…sono solo un palliativo,un tentativo di auto-ipnosi per sentire meno il dolore della realtà delle cose…
    Che sia con lei o senza di lei,sono convinta che presto starai meglio.
    Lotta se ti senti di lottare,cercala se senti che sia la cosa giusta.
    Un tentativo non può peggiorare le cose.Al ,massimo rimarrebbe tutto invariato.
    C’è un splendida canzone di mia martini che dice:

    “Col tempo imparerò a non odiare il mondo,col tempo capirò da cosa mi nascondo. E mi riscoprirò capace di perdonare chi si è preso il tempo mio si è preso le carezze di cui ho bisogno anch’io si è preso le incertezze…ma forse ho perdonato già.”

  6. 6
    gabriella -

    Cuore spezzato…anch’io l’ho avuto in passato. Ero giovane e lui non era la persona giusta per “tutta la vita”. Ora tra fidanzamento e matrimonio sono 22 anni che amo solo una persona e ti immagini quante discussioni, problemi o complicazioni abbiamo vissuto in tutti questi anni??? Bisogna essere in 2 a volerle superare altrimenti qualcosa si spezza e tutto finisce. Il matrimonio o la convivenza sono la “prova del 9” di un rapporto e non tutti riescono a capirlo. Fare gli eterni fidanzati che dopo una notte di passione ciascuno torna a casa propria, senza le bollette da pagare o i figli da crescere è troppo comodo…vivere sotto lo stesso tetto comporta sacrifici e compromessi e dobbiamo essere pronti a “crescere”…
    Ho visto donne rompere una relazione perchè non potevano avere figli o romperla perchè LUI non voleva figli. Avete mai parlato di questo?
    Da quello che scrivi sei un ragazzo con una fortuna incredibile: zero problemi, tantissimi amici, educato e colto ed hai pure conosciuto l’amore vero…insomma non permettere che il tuo cervello se ne vada in tilt…
    Se credi che lei sia veramente la persona giusta per te, cercala ancora…”l’orgoglio uccide più del petrolio” diceva una vecchia canzone di Vasco…

  7. 7
    faniella -

    Ciao ragazzo col cuore a pezzi. Ho letto tutta la tua lettera perchè la tua storia è molto simile a quella di mia sorella. E come dico a lei, anche a te voglio dire che è inutile odiare la persona che ci ha ferito. Non credere che lei non ti abbia amato nei vostri 8 anni. Sono sicura che tu eri la sua anima gemella e lei stava bene con te. Solo che a un certo punto della vita accade qualcosa per cui vogliamo spezzare le catene. Non ci piace più la nostra vita e ci ribelliamo. Credimi sarà lei quella che pagherà il prezzo più alto quando si renderà conto che non troverà mai più un altro come te. Ma intanto non è giusto che tu pensi che lei non ti meritava e storie simili. Continua ad amare la vostra storia passata, conservala nel cuore, ma nello stesso tempo guarda avanti. Devi avere la forza di scacciare ogni pensiero che ti rimanda a lei. Devi avere la forza di non sperare di tornare con lei, anche se ogni cellula del tuo corpo vorrebbe fare il contrario. Sarà dura per i primi tempi, ma ora metti va tutte le sue foto, le sue canzoni, i suoi regali e sforzati di respingere il pensiero di lei. Credimi è l’unico modo per soffrire meno. Perchè soffrire si soffre da cani!

  8. 8
    kiky9326 -

    Mi trovavo nella tua stessa situazione anni indietro. Scaricata per una “più nuova” (e lasciamo stare quello che è successo dopo). Non ci credevo, ero totalmente spaesata e non avevo neanche più le lacrime per piangere. Ero uno straccio, ero un niente. Purtroppo le persone di cuore ci rimettono se non sempre, spesso. Quelli/e che si impegnano per far star bene la persona che amano, che ci mettono l’anima, alla fine in misure piccole o grandi, ci rimettono. E più che un tunnel, è un pozzo. La luce si vede, ma salire è difficile e fa male. Le cose da fare, secondo me, è stare bene con sé stessi in primis e poi cercare di stare bene con gli altri. Tu hai fatto tutto il possibile, non mi sembra che tu abbia dei rimpianti e credimi lo so che è difficile, ma bisogna andare avanti e capire che per queste cose ci vuole tanto tempo e tanta fatica. Un abbraccio:

  9. 9
    Delarge -

    Caro the_crow,
    non è passato ancora niente da quando ti ha lasciato…

    Continua con i tuoi tentativi di distrazione e vedrai che avrai successo.
    Sono tutte riflessioni corrette le tue, ed è doloroso accettare che quel che prima sembrava eterno crolli da un giorno all’altro.

    Quel che hai sperimentato, altro non è che la natura stessa..
    Questo è quel che succede quando non si è vincolati da obblighi culturali ed etici..
    Questo è quel che succede quando si vive in un paese moderno, avanzato e libero.
    Permettimi di farti notare che la tua relazione è stata già molto lunga rispetto alla maggior parte di quelle che puoi leggere.

    Consapevole che tutto ha una fine, ritieniti fortunato, specialmente per aver potuto fare tutte le cose che hai scritto, per non aver mai avuto momenti di noia in 8 anni.
    L’unica osservazione che ti farei, è sulla logica.

    Essere logici, è un aspetto che conviene in ogni ambito della vita, tranne che con le relazioni con gli altri.. Nelle relazioni, conviene saper controllare, oltre che la propria razionalità, anche l’emotività propria e soprattutto quella degli altri, la cosiddetta “intelligenza emotiva”. Parti da questa consapevolezza.. Il tuo non è stato tempo perso, hai una vita brillante che vale di più di qualsiasi relazione. Lei non ti completava, semmai ti aiutava.. ma la locomotiva della tua vita eri sei e sarai sempre solo tu.

    Questa esperienza, anche se estremamente dolorosa e profonda non può che esserti utile nel futuro.. anche se non puoi crederci ora.
    Fai ripartire la tua vita da subito, che l’orologio non si ferma mai.
    Un in bocca al lupo e un abbraccio.

  10. 10
    the_crow -

    Non vi dico l’energia che mi avete trasmesso con le vostre parole e i vostri consigli. Dire ancora grazie a tutti è riduttivo, è poco. Per questo, consapevole che non esista cosa più bella al mondo nel vedere che il proprio sorriso abbia la forza e la disarmante facilità di contagiarne, a sua volta, subito un altro, vi dico che con i vostri commenti mi avete fatto stare bene. Bene perchè erano rivolti, stavolta, proprio a me e perchè non solamente avete investito il vostro tempo ad accogliere il mio sfogo e a sentirlo un pò vostro, ma vi siete anche accollati l’onere di elaborarlo e di ripropormelo donandogli un valore aggiunto: la vostra stessa esperienza.
    Se vogliamo, è stata anche una riprova sul fatto che senta ancora la necessità, nonostante la mia interiorità martoriata, di nutrirmi di queste piccole-grandi manifestazioni di affetto. A queste, veramente, non riuscirei mai a fare a meno. Con questa consapevolezza, stasera, son riuscito a ricordarmi come si faceva a sorridere.

    Vi abbraccio.

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