Mi sento una cretina, anzi lo sono
di
Dalin
Riferimento alla lettera:
Buona giornata a tutti... è la prima volta che scrivo qui come altri siti simili.. vagando per Google cercando parole ed esperienze che potessero in qualche modo farmi fare una ragione di quello che ho vissuto, di quello che provo mi sono spesso imbattuta in voi e quindi mi sono...
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Data di pubblicazione: 23 Marzo 2011 - Views: 0 dal 14 agosto 2026.
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Categorie: - Amore e Relazioni

@ Dalin
Commossa ? Mi permetta di porgerle un fazzoletto Madame:D
A parte gli scherzi , da quel che leggo , di belle persone ce ne son diverse.
Quasi converrebbe organizzare un meeting , son convinto che sarebbe un successo ! In fondo è come se tutti già ci conoscessimo un po’,attraverso le nostre storie.
Non sono sul forum da molto e ho preferito leggere e partecipare.
Ed imparare , perchè non ero molto al dentro di tante problematiche e ho dovuto cercare risposte, e farlo in fretta.
E credo di averne trovate , proprio in questo ed altri spazi virtuali.
Magari, tra qualche giorno, scrivero’ anche il mio racconto personale.
Ma preferisco farlo a mente serena .
Parlo di sconfitta sentimentale , perchè in fondo sono due parole che riassumono con maggior leggerezza il concetto del fallimento di una storia , senza esagerarlo coinvolgendo grandi concetti sull’amore .
Si è scritto già abbastanza in merito.
No , assolutamente , non permetto a niente e nessuno di cambiarmi.
Cambiare in meglio non lo so’: Ho il mio carattere e ci tengo a preservarlo nel bene e nel male.
E’ la mia spada ed il mio scudo e per ora mi servono entrambi .
Un caro saluto
anche a me i messaggi di Kid e di Luna hanno fatto un gran bene: sono stati come un balsamo che mi ha avvolta in una carezza, dandomi pace.
anch’io, sia pure in modo diverso da Dalin, sono stata una “persona dimezzata” per molti anni, indipendentemente dalla mia volontà ed essenzialmente come trascinata dalle circostanze, senza sapere bene dove cominciava la mia necessità interiore e dove inziava, invece, la volontà di altri di depredarmi… acqua passata, che a volte torna a macinare…
è vero, Delin: visto che i tuoi due uomini sapevano tutto, anche la responsabilità di quanto è accaduto va suddivisa con entità da definirsi, pur restando il fatto che forse sei proprio tu ora a pagare il conto più salato.
“Tutte le passioni ci fanno commettere errori, ma l’amore ci induce a fare i più ridicoli.” (François de La Rochefoucauld) personalmente rettificherei “… ma il BISOGNO d’amore ci fa commettere i più ridicoli.” ed è giusto che si tenti di capire più a fondo e di perdonarci l’un l’altro, soprattutto quando si acquisisce una maggior consapevolezza per leggere gli eventi, che comunque, in determinate circostanze e situazioni emotive, non avrebbero potuto essere diversi.
Delin, volta pagina e guarda davanti a te. sei ancora giovane e mi sembra tu abbia davvero molto da offrire. ti auguro un momento di pienezza che duri almeno altri vent’anni!
un abbraccio a te, a Kid e a Luna.
“persona dimezzata…indipendentemente dalla mia volontà ed essenzialmente come trascinata dalle circostanze, senza sapere bene dove cominciava la mia necessità interiore e dove inziava, invece, la volontà di altri di depredarmi… acqua passata, che a volte torna a macinare”. Come ti comprendo Rossana!!! E’ vero.. il bisogno di amore ci porta talvolta a compiere delle cose che ci sembrano così lontane da noi, e invece poi..siamo noi che le facciamo ma nello stesso tempo non siamo noi… ci si perde via..e quando ne usciamo fuori e sentiamo che veramente stiamo meglio (grazie mille ragazzi..per me è ancora un percorso lungo ma l’importante è cominciare, il viaggio inizia dai propri piedi..) ogni tanto ci ritorna quella spina che ci è rimasta dentro e che non puoi togliere..puoi solo convivere con quel malessere ma non puoi negare che ci sia stato.. Si Rossana, se uno vuole andare avanti deve perdonare e perdonarsi.. anche se non si può dimenticare. Caro Kid, fai bene, hai il tuo scuodo e la tua spada.. ma hai ragione niente corazze! Sei tu, nel bene e nel male, e quando ci rapportiamo con gli altri anche loro devono assumersi la responsabilità del rapporto, ognuno fa uscire da se anche quello che la persona che ha affianco gli fa uscire, sono dinamiche speculari.. A presto a tutti voi, spero che ci sentiremo ancora tante e tante volte ma non per dirci che stiamo male ma che stiamo bene, che siamo sereni. Ed un forte, fortissimo abbraccio a Luna, che sa cosa significano empatia e compassione.
Dalin,
mi dispiace deluderti fin d’ora ma qui si trova bene poco di allegro. te ne potrai rendere conto da sola se continui a frequentare il forum.
alcune storie, però, sono singolari e restano impresse. rappresentano un arricchimento su noi stessi e sul nostro prossimo, troppo spesso chiuso e silenzioso, oppure nascosto dietro una maschera di circostanza.
ed è sempre bello sentirsi più simili e meno soli!
non condivido il pensiero che bisogna perdonare, farlo significa dare l’occasione agli altri di rifarci del male,perdonare pee me sarebbe come negare tutto il male che ho subito e permettere a chi me lo ha fatto di non crescere ma sentirsi sicuro di poter rifare del male.
@Rossana
Grazie , troppo buona , ricambio l’abbraccio. Sei stata molto chiara e concisa nel descrivere certe situazioni .
Figurati , in passato ho rifiutato di concludere con una donna sposata bellissima, ma praticamente separata in casa , che mi moriva dietro ,perchè sapevo che le avrei dato una seconda delusione ,dopo il matrimonio andato male .
Visto che ,in quel momento ,cercavo una ragazza , come Dio comanda , per cercare di farmi una famiglia tutta mia . E per uno scherzo del destino,la incontrai ,o meglio la rincontrai ,di lì a poco.
Alla fine come dici tu c’è un confine labile tra bisogno e sfruttamento e sapere di accogliere i bisogni di una persona sentimentalmente desiderosa per poi ,un domani ,immaginarsi di farle conseguentemente del male , non è cosa facile. Ho pensato che fosse meglio per questa spasimante sposata che incontrasse qualcuno col quale avere anche della chances reali per una relazione . Ed , infatti , quasi contemporaneamente con l’inizio della mia storia , mi contattò raccontandomi di un incontro fortunato in tutti i sensi e ci salutammo ,ognuno davvero felice per l’altro. A volte succede….
@ Dalin
Hai c’entrato il punto , c’entrano proprio le assunzioni di responsabilità reciproche nella mia vicenda in vista , oserei dire , di un fantomatico matrimonio. Che rimmarrà appunto fantomatico:p
Kid,
a quanto so e in base alla mia esperienza, sei un’apprezzabilissima eccezione positiva. secondo me, la cultura dominante contribuisce molto ad attutire la coscienza degli uomini nei loro rapporti con le donne, e da questo deriva un grande danno ad entrambi i sessi, rendendo spesso anche le donne meno sensibili ai sentimenti altrui, magari anche soltanto per indiretta rivalsa.
ti auguro di tutto cuore di trovare la ragazza “come Dio comanda” che cerchi (se già non l’hai trovata) per portare avanti i tuoi progetti di vita, in un’invidiabile stato di alto livello di consapevolezza e di responsabilità morale.
Sarah,
l’argomento “perdono” è per me molto interessante. spero che siano in molti a discuterne qui, per un ampio confronto di idee…
premesso che esistono fondamentalmente due opposti tipi di personalità, con molti livelli di gradazione all’interno, e cioè il soggetto mediamente più conciliante e il soggetto mediamente pù reattivo
e che esistono varie gradazioni di errori, da quelli più leggeri a quelli decisamente inaccettabili per la morale comune,
è abbastanza logico che per i primi due tipi di persona-errore, possa essere abbastanza facile superare la ferita e che, invece, per l’altro opposto tipo di persona-errore tutto diventi enormemente più difficile.
per me la cosa più importante è che chi ci ha fatto del male se ne renda almeno conto.
alimentare rancore non fa bene nemmeno alla salute e, in certi casi, superare il male che ci è stato fatto può significare anche essere a un livello di consapevolezza superiore a quello della persona che ci ha ferito.
d’altronde, siccome non tutta la colpa sta mai totalmente da una sola parte, salvo casi eccezionali (abuso su minori, ad esempio), anche noi abbiamo avuto la nostra parte di colpa (sia pure minima) nell’evoluzione dei fatti.
in tal caso, secondo me, si dovrebbe prima perdonare se stessi e poi anche chi ci ha offeso. oppure non perdonare mai niente a nessuno, ma nemmeno a noi stessi, e se fosse così, non è che finiremmo con il rovinarci la vita da soli?
guarda io sono piena di rancore e mi sono resa conto che il mio dolore lo avevo solo messo da parte ma non è mai passato,lui mi ha mentito e le cose le ho scoperte a poco a poco,avevo capito che le cose non andavano ma eravamo all’inizio e sinceramnete se ho sbagliato in qualcosa forse ho sbagliato a dargli fiducia,gli avevo detto che se voleva un altra io mi facevo da parte perchè stare insieme sarebbe stato doloroso e insensato,lui ha detto che erano solo mie fantasie,gli ho dato mille occasioni per spiegarsi,per parlare,per chiarire e lasciarci senza rancora,niente ho trovato un muro e la mia rabbia è aumentata perchè lui cambia sempre versione,dice che non siamo stati insieme,che ero solo un esperienza,poi ritratta,poi di nuovo fa marcia indietro e dice che lui non ha fatto nulla,come se io mi fossi sognata ogni cosa,per lui è stato normale andare da lei mentre stava con me e nascondermi ogni cosa,come è stato normale mentirmi spudoratamente,dimmi come posso perdonare se ci ho provato in mille modi ma da lui ottengo solo altre ferite?
@ Rossana
Crepi il lupo . No , sono single , in quanto lasciato da poco.
Credevo pero’ che fosse la persona giusta , fino a poco tempo fà , prima che incominciassero i suoi litigi. E ti assicuro che son molto selettivo . A parte l’occhio che vuol la sua parte , ci devono essere certi altri requisiti , ugualmente importanti , senno’ preferisco campare alla giornata. Peccato che chi si loda si sbroda , quando si passa dalla teoria alla pratica.
Vedi quà, se vuoi , c’è un sunto degli ultimi fatti che mi son capitati, dopo una relazione di 3 anni e mezzo , con una “ragazza” di 39 anni , uno piu’ di me….Se ti và commenta pure ,di sicuro la tua è una opinione che mi interessa !
http://www.letterealdirettore.it/dopo-anni-lasciato/
Rivalsa indiretta ? Bell’argomento , so di che parli. Ne ho incontrata qualcuna . Anche se a dire il vero io tutti sti sentimenti da calpestare affinchè si rifacessero delle loro sofferenze passate , non ce li avevo .
Pero’comunque il copione è quello e si applica lo stesso !:P
Rossana, sono molto vicina al tuo modo di pensare. Perdonare gli altri dipende da noi e non ha niente a che fare con l’altra persona perchè non si può riporre la responsabilità dei nostri sentimenti negli altri. Non ci fa bene serbare rancore, perchè prima di tutto abbruttisce noi stessi. E quanto valore può avere il perdono se lo “concediamo” solo a quelli che se lo meritano..Per semplificare: a chi fai “beneficenza”? A chi ha già tanto o a chi non ha niente..? Una volta che siamo d’accordo sul fatto che si dà a chi è “povero” credo che ci siamo intesi a sufficienza. Penso che tutto, nel bene e nel male, parta da noi. Non è importante se una persona è degna di perdono o meno, ma se noi siamo pronti a farlo. Può succedere che facciamo del male per inconsapevolezza, oppure perchè in un certo momento della nostra vita non siamo capaci di fare altro: chi è più triste, chi fa del male o chi lo riceve? Perdonare significa “non serbare rancore” e dimostrare la propria capacità di amare, perchè chi ama veramente (inteso come “prossimo, non riducendo questo al rapporto “uomo-donna” o comunque al rapporto sentimentale) non è in grado di provare odio e rancore, ma compassione per chi non ne è capace. E’ facile amare chi ci ama, ma la nostra grandezza sta nell’amare anche chi ci fa del male. Certo, una persona è vero che si deve in qualche modo “proteggere” ma è anche vero che non possiamo consentirci di fidarci senza assumersi in qualche la responsabilità di noi stessi, è troppo facile . Cara Sarah, immagino che tu abbia sofferto tanto e che stia soffrendo ancora, ma ti auguro che per te arrivi il giorno in cui ti lascerai questa sofferenza alle spalle e che ti sentirai meno ferita al punto di imparare a perdonare.. ma questo è solo un mio augurio – pensiero che ti rivolgo. Ciao Kid..
non condivido il tuo pensiero quando dici che chi ama non serba rancore,io non avevo mai provato tanta rabbia in vita mia,mi basterebbe un “mi dispiace”, sincero,sneza ritrattazioni,mi basterebbe solo quello e tutto svanirebbe,me il suo è un pentimento a cui non credo più e che ormai ho rinunciato ad aspettare,volevo che capisse i suoi sbagli per non ripeterli ancora con qualcun altro ma non lo capisce perchè lei è come una dea e le altre non sono nulla in confronto a lei,e questo è sbagliato,mi ha paragonata a lei,ha visto che ero una persona diversa,non sbagliata ma semplicemente diversa e mi ha abbandonata per un idolo che oramai non ha senso.ho capito che dovrò condividere con questa mia rabbia, ance se provo ad andare avanti poi riesplode tutto di nuovo capisci?e proprio quando penso che forse le cose vadino meglio la notte li sogno insieme e sogno di picchiarli,mi sveglio e mi sento in preda al dolore di quel giorno in cui ho scoperto tutto.io non posso perdonare.
Cara Sarah,
comprendo il tuo dolore, accresciuto da diversi aspetti negativi di questa sfortunata relazione. tuttavia, quando ti senti molto giù, prova a pensare che quasi tutte le persone, nel corso della loro vita, sono state coinvolte almeno una volta in sentimenti forti, si sono illuse dando fiducia a chi non la meritava, per essere poi amaramente deluse.
cerca di allontanarti, sia fisicamente che emotivamente, da questo compagno che, nella migliore delle ipotesi, mi sembra instabile e alquanto insensibile. non può che continuare a farti del male.
il distacco da un sogno passa attraverso parecchi stadi: si decide di voltar pagina, si comincia a poco a poco a dimenticare le ferite più profonde, si riprende a guardare avanti (come dopo un lutto), per poi riuscire nel tempo sia a perdonare che a conservare almeno qualche ricordo positivo, se non altro del tempo in cui si era più giovani e più ingenue…
non c’è soltanto lui a questo mondo! ma devi innanzitutto voler prendere le distanze e smettere di patire per qualcuno che non è degno di te.
Dalin,
mi piace questa tua sintesi: “Perdonare significa “non serbare rancore” e dimostrare la propria capacità di amare”.
la mia capacità di amare deve essere diminuita nel tempo, poichè, al termine di una psicanalisi durata quasi 6 anni (e neppure terminata), la mia analista si lasciò sfuggire che avrebbe voluto che la terapia avesse potuto portarmi ad essere un tantino più reattiva (forse intendeva dire “rancorosa”) nei confronti di chi aveva devastato la mia esistenza. all’epoca accettavo tutto da tutti, come se non meritassi altro, e mi sentivo a posto così…
di recente, invece, profondamente delusa da una donna che amavo come una figlia, non sono più riuscita a ricucire del tutto lo strappo. ho impiegato anni a riprendere a relazionarmi con lei e per ora sono consapevole che difficilmente il mio affetto nei suoi confronti tornerà quello di prima. a fiotti ancora affiora il risentimento, pur essendo il danno che mi ha arrecato nemmeno paragonabile a quello subito in precedenza.
mi piacerebbe che la mia analista fosse ancora viva per poterne parlare con lei ma purtroppo non è più possibile. mi trovo strana, diversa e sconcertata da questo mio mutato atteggiamento interiore. spesso mi chiedo se sia un bene essere diventata meno permissiva o se fossi migliore prima, dubitando anche che gli anni mi abbiano resa più dura.
in precedenza ho perdonato a un uomo incontrato all’età di vent’anni mentre ora, avendo sempre preferito il genere femminile, pur comprendendo le ragioni e le circostanze in cui è avvenuto lo screzio, non riesco a fare altrettanto, in pienezza, nei confronti di una donna che ho praticamente visto nascere.
qualcuno mi può aiutare a capire meglio con un’opinione disinteressata?
Ciao Dalin , bentornata . Mi fà piacere che tu non sia sparita !
Per ricollegarmi al tema , aggiungo che il benessere interiore e la rimozione del rancore puo’ anche prescindere dal perdono .
Non so’ se vi sia mai capitato di non provare rancore ma allo stesso tempo di evitare di interagire con qualcuno semplicemente perchè non rientra piu’ nella vostra considerazione .
Il perdono è riservato solo alle persone che amiamo , abbiamo amato e con le quali abbiamo condiviso molto ed a cui riconosciamo perlomeno una certa buona fede pur con dei limiti personali oppure la scusante di qualche nostra mancanza. Non è per tutti indistintamente . In quanto è un inizio non una fine.
Il rancore viene anche superato dalla consapevolezza insita nel processo di svalutazione di chi ci ha ferito .
Anche se il perdonare è un meccanismo proprio dell’animo femminile e costituisce una delle chiavi per aprire la porta del benessere interiore .
Noi uomini , tendiamo piu’ a dimenticare . Personalmente , pur non portando rancore , non ho permesso a chi mi ha ferito, non potendo sapere di non farlo , neppure di riavvicinarsi anche dopo anni , contando sul fatto che il tempo fosse la scusante naturale per metterci una pietra sopra . E questo perchè le persone devono rendersi conto che han sempre una scelta . E se la loro scelta è stata quella di colpire alle spalle , piuttosto che di metterci la faccia , rimaranno sempre quelli che mi han colpito alle spalle. Pertanto ne devono accettare le conseguenze . Oggi, domani e sempre.
Quindi per ricollegarmi a Rossana , ammesso e non concesso che talvolta le cose non potevano andar diversamente , visto che volere è potere , il considerare il perdono và perlomeno valutato alla stregua dei fatti successivi . Come chi ti ha ferito , suo malgrado ammesso che non abbia avuto possibiltà di scelta , lo abbia fatto . Sulle modalità , pero’ la sua scelta è stata libera , attenzione!
Capita anche che qualcuno si accorga di aver esagerato nella scelta delle modalità.
Ma se questo accadesse a distanza di troppo tempo ,sarebbe un processo che ormai servirebbe piu’ a liberare la loro coscienza da un peso o da una considerazione negativa di loro, che potremmo avere , quindi un fatto egoistico , non di così grande valore . In questi casi il perdono ribadisce una fine già avvenuta .Perchè non ha apportato nessun plusvalore .
Non puo’,infatti, passare troppo per elaborare certi stati emotivi di disagio nei confronti di chi abbiam ferito .Essi, si comprendono ,invece molto presto se non immediatamente.
Stimo in maniera assoluta ,invece , chi anche nel “male” sà metterci la faccia , perchè fà la scelta piu’ difficile ma piu’ rispettosa dell’altro e di se stessi.
In questi casi credo che il perdono possa essere un processo naturale e nulla toglie che i rapporti possano anche riprendere e durare nel tempo , perchè certamente un senso di stima per la coerenza della persona credo vada riconosciuto .
io credo invece che la rabbia vada scaricata in qualche modo perchè in due anni mi sono resa conto che alla fine ritorna sempre,ho capito che non posso perdonare,non posso tornare indietro nè fidarmi di nuovo di questa persona,devo convivere con questo dolore non so per quanto.
Mi piacerebbe approfondire sia quanto dice Sarah, ossia della rabbia che va scaricata (ma è rabbia e non orgoglio ferito? non conosco la storia, non lo so), che quanto dice Kid (le donne perdonano, gli uomini è più facile che dimenticano..). E soprattutto vorrei “parlare” con Rossana, che sento molto vicina.. ma per mancanza del tempo necessario adesso ho solo voluto scrivere queste due righe veloci perchè ci tenevo che voi sapeste che vi penso, che vi vorrei stare vicina (se vi fa piacere) ed i motivi ve li ho già detti, ma ve li ripeto più in sintesi.. perchè vi voglio bene. Un abbraccio forte forte a tutti e a presto, lavoro permettendo spero già domani.
la mia è rabbia allo stato puro odio sia lui che lei,nei sogni che faccio sono con lui, impassibile fermo che poi si mette a ridere,spunta lei e io l’aggredisco prima a parole e poi la pesto e l’allontano e lui assiste alla scena impassibile come se non capisse nulla,questa è la realtà,lui è così e mi fa ancora più rabbia quando dice che vuole stare con me ma avere un rapporto profondo con lei,lo odio quando dice che non si vedono quando non è vero,lo odio quando cerca di fare il fidanzato all’improvviso e fa credere agli altri che stiamo insieme,lo odio quando fa il geloso,io non sono sua e lo rifiuto perchè mi nega tutto ciò che può rendermi felice,dice che non mi sposerà mai,che con me ci starebbe perchè sono una persona con cui poter fare progetti,dice che non gli piace baciare fuori di casa,che non gli piace tenersi per mano,nell’intimità è frettosolo e subito aver finito scappa in bagno e poi al pc,lo odio tantissimo,mi dice che non mi farà del male ma continua a farmelo con tutti questi comportamenti, come si fa a perdonare se continua a ferirmi?
Sarah,
spero ti renda conto che sei TU a permettergli tutto quello che di male ti fa. dovresti prendere una decisione e… voltargli le spalle una volta per tutte.
so che è dura ma non si può nemmeno farsi distruggere e nel frattempo lamentarsene… è come mettersi in croce da soli!
un sostegno psicologico per uscire da questa “ossessione” ti potrebbe essere utile. rivolgiti a una struttura pubblica e fatti aiutare…
non hai capito bene la mia situazione,se accettassi di stare con lui sarei io a permetterglielo,invece non lo faccio ma non posso smettere così di soffrire, si soffre e basta,ora sto cercando un altro posto lontano da lui e anche lui si sistemerà da un altra parte,lasciamo entrambi un luogo che per me ha significato tradimento,per lui è il luogo d’amore con lei.so che non lo fa per dimenticare e voltare pagina ma solo per una questione economica,gli ho già detto mille volte che voglio il distacco e che lui non dovrà infastidirmi in alcun modo ma so che non mi ascolta e dovrò essere sempre più dura,ma anche allontanandolo non potrò mai dimenticare questo dolore e adesso ho paura di chiunque si possa avvicinare.
Ciao a tutti 🙂
DALIN, scusa, ho letto ora la tua risposta a me e gli altri post, tutti, ma un po’ velocemente, scusate, perché è tardi.
Sarah: non ho capito del tutto la dinamica della cosa, ma ho l’impressione che costui ti stia fondamentalmente molestando.
Non credo che per perdono ti si inviti a perdonare lui e a riprendertelo o per forza ad avere un rapporto con lui (tanto più se riconosci il fatto che ti fa del male e le sue dinamiche ti sono moleste) o a minimizzare il male che senti lui ti ha fatto dal punto di vista emotivo, bensì a riuscire a coltivare un distacco che permetta a te una maggiore serenità. Se ho capito bene il rancore che nutri ora, oltre ad essere post-traumatico, è peggiorato dal fatto che tu continui comunque a stare sulla brace di una situazione vissuta da te come lesiva.
E’ vero che negare la rabbia non fa bene, e che dopo un trauma possono esserci delle varie fasi prima che l’equilibrio si ripristini. Tuttavia il fissarsi nella rabbia non è salutare quanto negarla. Intendo dire che il pensare che per scaricare la rabbia sia necessario scaricarla in modo violento spesso ci priva della libertà di scegliere altre vie più sane e creative, passami la parola, di liberarcene appunto.
Per dire una cosa che sembrerà molto banale forse è meglio e più sano farsi 10 giri di corsa che spaccarsi una nocca contro un muro o sulla faccia della persona che ci ha ferito.
C’è chi la sua rabbia la dipinge, la scrive, la usa per mettere a posto la soffitta. So che ti sembreranno cazzate magari ma non lo sono.
C’è chi la sua rabbia la porta dall’analista, e magari così porta pure il trauma che è all’origine della rabbia (e la sensazione di non essere riusciti a difendersi) e trova un aiuto per liberarsene.
Il rancore, la vendetta, il pensiero che non avremo pace finché l’altra persona non capirà ciò che ci ha fatto, non ammetterà ciò che ha fatto, non si scuserà per ciò che ha fatto, non pagherà per ciò che ha fatto sono invece strade pericolose e impervie per noi stessi per gestire la rabbia. E non solo in base in base alla morale, che può essere anche un fatto culturale, ma molto semplicemente riguardo alle nostre dinamiche interne. Perché il rancore, la vendetta e i pensieri che si diceva, vissuti come necessari, ci creano (o mantengono comunque) un rapporto di dipendenza nei confronti di chi ci ha cagionato un danno.
Perché se l’altra persona utilizza tutta una serie di meccanismi per negare la realtà, per girare la realtà, per girarci contro la nostra stessa rabbia e così via in realtà tutto ciò non farà che accrescere il nostro senso di impotenza, frustrazione, rancore, aumentando a dismisura una rabbia che brucia dentro di noi. Aumentando il nostro conflitto interiore a dismisura, per quanto dentro di noi possiamo odiare l’immagine di un altro.
Se non si riesce a perdonare, se non si vuole perdonare in quel momento (è un diritto), se si ha bisogno di tempo per rielaborare la propria rabbia, i propri conflitti, piuttosto che rimanere in un rapporto di dipendenza con l’altro privo di margine di soddisfazione e senso di confronto assertivo, e della conferme che vorremmo trovare, è meglio usare altre tecniche di difesa, che pure gli animali conoscono, come lo spostamento.
Ti vivo come un nemico, mi sposto da ciò che mi genera rabbia e frustrazione.
Porterò dentro di me il senso del trauma? rivedrò le scene mille volte? A volte quelle rappresentazioni mentali servono proprio a scaricare la rabbia, gli incubi hanno probabilmente anche questo fine. O comunque di simboleggiare le angosce che un trauma ha fatto emergere.
Sarah, mi rendo conto che il discorso è complesso.
Farò un esempio poco attinente, mi rendo conto, ma a proposito del fatto che la rabbia è una nostra emozione e che la rielaborazione della rabbia, con i suoi tempi e le sue fasi e la sua gestione, fino alla sua risoluzione, è cosa nostra. Ci sono persone – ne conosco – che sono riuscite a risolvere un loro conflitto interiore, dopo ferite notevoli, con genitori che non c’erano più. cioè non c’era alcuna possibilità più di confronto verbale, conciliazione, chiarimento verbale, conferma, scuse, rimorso attivo dall’altra parte. Eppure il perdono, o la serenità se vuoi, o il distacco dalle emozioni negative o il loro esaurirsi è avvenuto.
Rossana: personalmente credo che perdonare sia una capacità che l’uomo (inteso come essere umano) fortunatamente possiede ma che dentro di noi abbiamo anche il diritto di selezionare chi pensiamo di perdonare e quindi anche riaccogliere o chi semplicemente di non considerare con rancore ma con obiettività per quello che, secondo noi, abbiamo compreso che sia e quindi di poter anche scegliere di non voler più avere accanto o con minore intensità. Credo che il raggiungere una maggiore capacità di selezione nei rapporti, e nella vicinanza o meno dei rapporti, non sia un aver perso una qualità ma averne semmai acquisita un’altra. Credo che le relazioni, di qualsiasi tipo, siano dinamiche, e che quindi possano anche cambiare ed esaurirsi. Credo che le persone possano deluderci e che, anche se non proviamo rancore, possiamo avere meno stima di loro o sentirle meno affini.
Forse, anche vista l’ora tarda, non riesco a spiegarmi bene. non sono una persona che coltiva il rancore, nè che pensa alla vendetta, e credo nel valore del perdono, del dialoogo, dell’assertività, della ricerca di un punto di incontro. Amo l’armonia e non faccio musi, sgambetti, o tiro frecciate. Ma ho conosciuto persone nocive, per le loro “strategie” di pensiero e comportamento e se mi capita di pensare a loro ricordo l’esperienza, non coltivando il rancore, semmai sentendo la serenità di aver potuto scegliere di tenerle fuori da cosa per me è armonia, positività, costruzione, solarità, empatia, rispetto e collaborazione.
io la mia rabbia l’ho dipinta ma è aumentata perchè ciò che vedevo non ero più io, quel quadro smebrava fatto da un altra persona e la cosa mi ha fatto incazzare ancora di più perchè è come se mi avesse ucciso una parte di me,vado anche da una psicologa e proprio ieri le ho detto che ho paura di combinare qualcosa di grosso, che se vedessi lei la ucciderei per far del male a lui,vorrei che mi chiedessero scusa entrambi,ho sognato anche che lui si impiccava ma poi io lo riportavo in vita,ho provato a fare tante cose,esco,ho conosciuto gente nuova,mi curo di più ma sono sempre più incazzata.
Luna,
grazie per la tua attenzione. mi aiuta a elaborare ulteriormente l’offesa ricevuta e a capire meglio perchè mi ha inferto una ferita non più grande ma più profonda di quelle ricevute in passato.
ci sto rimuginando su da giorni… tutte le ferite sono diverse tra loro. in questo caso, a danni provocatimi nel tempo, che a mia volta ho in parte restituito (come avviene in una relazione con un partner, a cui si è data fiducia incontrandolo e conoscendolo da adulto), si è contrapposta una bordata secca, che MAI avrei pensato di ricevere, da una persona della famiglia che conoscevo da quando è nata. quindi, l’impatto è stato molto più violento, perchè ha messo in dubbio più profondamente la mia apacità di conoscere e distinguere le persone (ferita all’orgoglio).
inoltre, con questo gesto, si offendeva non soltanto me ma anche mia madre, che aveva dato molto più di me a questa donna, facendo anche torto ad altri in famiglia, ed era alla fine dei suoi giorni, del tutto incapace di difesa (voltafaccia vigliacco).
in ultimo, siccome lo sgarbo è stato fatto su istigazione di un nuovo compagno, prima del tutto avulso dalla vita e dai fatti di famiglia, mi sono sentita accantonata a torto (disconoscimento e tradimento nel momento di maggior bisogno).
senza contare che, avendo sempre considerato la donna migliore dell’uomo, questo evento ha scosso un mio concetto di fondo molto sentito, nel peggiore dei modi (altro colpo alla mia capacità di giudizio e alla mia forse impropria fiducia in un genere piuttosto che nell’altro).
forse è per tutto questo che non provo rancore e che ho accettato di riprendere i contatti con questa persona ma che non potrò mai più avere per lei la stima, la fiducia e l’affetto che nutrivo in precedenza. mi sa che è normale che possa essere così… e che forse mi sono fatta anche un po’ più forte, psicologicamente parlando, che, tutto sommato, non è affatto un male!
per sarah
concordo con tutto quello che ha scritto Luna e sottolineo, in particolare, questa sua frase:
“Perché il rancore, la vendetta e i pensieri che si diceva, vissuti come necessari, ci creano (o mantengono comunque) un rapporto di dipendenza nei confronti di chi ci ha cagionato un danno.”
riflettici su e sforzati di uscirne, in un modo o nell’altro, con i tempi che riterrai più adatti a te e alla tua situazione d’insieme.
segue da post 48
per Luna
sì, in definitiva sento la persona in questione meno affine a me e concordo in special modo con questa tua frase:
“Credo che le relazioni, di qualsiasi tipo, siano dinamiche, e che quindi possano anche cambiare ed esaurirsi.”
anche se fa sempre male prendere le distanze da qualcuno che si è molto amato tutto d’un colpo. meno se accade lentamente e se siamo più partecipi dei danni che la relazione subisce.
nel caso in questione credo proprio, in tutta onestà, che il danno da me causato potesse giungere sì e no a un 20%, e non certo per mio volere ma per patti a suo tempo concordati e liberamente sottoscritti…
adesso mi è tutto più chiaro e sto meglio nella mia pelle.
grazie a te e a tutti gli autori dei precedenti interventi sul tema.