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Mi sento una cretina, anzi lo sono

di Dalin

Buona giornata a tutti… è la prima volta che scrivo qui come altri siti simili.. vagando per Google cercando parole ed esperienze che potessero in qualche modo farmi fare una ragione di quello che ho vissuto, di quello che provo mi sono spesso imbattuta in voi e quindi mi sono detta.. perché no? Mi piace soprattutto la schiettezza con cui ciascuno esprime le proprie opinioni ed io adesso, egoisticamente lo so, ho bisogno di questo. Soprattutto non sono una persona che si fa sconti, mi assumo tutte le responsabilità (sia nel bene ma soprattutto nel male.. ) e quindi quale posto migliore di questo.. Il mio è un problema sentimentale, premetto che sono io per prima una persona fin troppo complicata, tutto va bene ma è con gli uomini che ho sempre avuto storie complicate.. Non che ne abbia avute molte, una che è durata 10 anni poi chiusa perché ho incontrato un’altra persona, con la quale sono andata a vivere dopo sei mesi che ci conoscevamo e con la quale sto ancora adesso, e sono quasi 20 anni di convivenza.. Dieci anni fa però ho incontrato un uomo e con questo è cominciata una relazione che non so come definire, se veramente sentimentale o se solo sesso (e tenete presente che è stato l’unico con il quale veramente ho scoperto cosa significa abbandonarsi tra le braccia di una persona, prima non mi è mai successo, ma non gli avevo mai dato troppa importanza, per me il sesso non ha mai contato molto, erano più le “affinità elettive” che mi interessavano e con l’uomo con il quale sto da quasi vent’anni queste ci sono, mentre “l’altro aspetto” praticamente non esiste) , fatto sta che ci si vedeva almeno due volte alla settimana, si dormiva assieme abbracciati e stretti l’uno all’altro, e per 10 anni questa “terza persona” ogni tanto mi chiedeva di fare una scelta e di decidermi se stare con lui, che lui voleva stare con me perché voleva che io fossi la sua donna. Per tutti questi anni io gli ho sempre detto che mai avrei lasciato il mio convivente, che tra noi poteva solo andare così e che se voleva poteva decidere di non vederci più. Premetto che non abbiamo mai fatto una vacanza assieme e, riflettendoci ora, sono davvero poche le volte in cui lui mi ha cercato, sono sempre stata io a cercare lui ma comunque per 10 anni lui non ha avuto altre donne fisse (forse delle storie sporadiche anche se non lo ha mai detto, forse perché sapeva che se avesse avuto un’altra donna io comunque con lui avrei chiuso) . Fatto sta che a novembre del 2010 finalmente prendo questa fatidica decisione da lui tanto auspicata e vado a vivere nel suo stesso paese, a pochi chilometri da Milano, dove ho una casa. Da qui le cose precipitano: comincia a dirmi che è bene che ognuno abbia i propri spazi (ma come, prima mi faceva tante menate perché mi voleva con lui e poi mi dice questo.. ) capisco che c’è qualcosa che non torna in lui e nei suoi comportamenti, forse non si aspettava che davvero prima o poi avrei pensato di stare veramente con lui e quindi le sue erano solo “menate di facciata” tanto per salvarsi la faccia e farsi tranquillamente i fatti suoi mentre io mi tormentavo pensando a quanto ero stronza perché non ero onesta con la persona con cui convivevo e non facevo vivere “all’amante” la sua vita.. Sono successi diversi episodi che mi hanno fatto stare male ma quello che più mi ha ferito è stato scoprire che una sera dopo che ci eravamo visti e che avevamo fatto l’amore come al solito in maniera totale lui aveva un appuntamento con un’altra donna (l’ho scoperto dai preservativi che noi non usavamo e che aveva tolto dal cassetto mentre due giorni prima c’erano.. ) . Gli ho fatto una scenataccia e lui non si è più fatto vivo, dopo due settimane in cui sono stata da cani mi sono fatta viva io ed abbiamo ripreso a vederci ma da parte sua non c’era nessuna attenzione verso di me così quasi due mesi fa gli mando un sms dove gli dico che non voglio più vederlo.. Lui ancora non si fa più sentire mentre io come al solito sto male e due settimane fa gli mando un sms, lui mi risponde che se lo voglio accanto a me quella notte ci si vede ed io praticamente corro da lui, facciamo l’amore, parliamo del più e del meno ma mai di noi poi alla mattina io vado al lavoro e da parte sua più nessun cenno.. Gli scrivo un altro sms questo venerdì chiedendogli se questa settimana ha una sera libera per me, lui risponde “ok ci sentiamo settimana prossima” ma ad oggi nessun cenno.. E sto male.. Mi sento una cretina, anzi lo sono, preciso che ho 45 anni, non sono un’adolescente, sono una bella donna, intelligente (?! ) simpatica (non lo dico per autostima ma perché me lo dicono gli altri.. sia uomini che donne) eppure sono impelagata in questa situazione.. Mi dico che forse lui vuole farmi scontare gli anni in cui sono stata una “fedifraga” ma lui sapeva della mia situazione, lo so che non è una scusante ma quello che era il mio convivente nonostante lo squallore di quello che ho vissuto non si è mai permesso di giudicarmi, ha sempre cercato di capire i labirinti del mio animo ed in qualche modo anche giustificati… Ditemi qualcosa vi prego, io sono molto confusa, non posso decidere per gli altri, ma so di avere fatto quanto era nelle mie possibilità e nelle mie forze per recuperare un rapporto con “l’amante”… Devo essere “orgogliosa” di me e del fatto che non possa rimproverarmi di avere il rimpianto di essermi trincerata dietro un falso orgoglio e non averlo cercato… i miei sentimenti c’erano, i suoi no e forse non ci sono mai stati. Cosa ne pensate? Giudicatemi pure nel peggiore dei modi, lo so che me lo merito.. ma per favore ditemi qualcosa..

L'autore, Dalin, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore

64 commenti

Pagine: 1 2

  • 1
    susy76 -

    Cara Dalin, un piccolo giudizio mi sento di darlo! hai presente il detto.. non fare agli altri? Penso che non avresti dovuto mentire al tuo convivente.. o l’uno o l’altro.. ma dieci anni di tradimento son davvero tanti! Razionalizza: con uno avevi complicità elettiva con l’altro sessauale… magari trovartene uno che abbia le due componenti assieme?

  • 2
    truelove -

    si dice che la ruota gira… forse è girata..

  • 3
    sarah -

    che ti aspettavi?sei la prima che scopa a destra e a manca, non sei capace di stare da sola,hai sempre bisogno di qualcuno.non puoi pretendere di avere più uomini contemporaneamente e che ti siano fedeli,hai sempre tradito ora tieniti le tue corna, ti sei data la zappa sui piedi da sola,hai idea di quanto dolore hai causato?hai idea di quanto tu sia non infantile ma di più?alla tua età poi ma andiamo!!!stattene da sola,è per gente come te che gli uomini poi pensano che siamo tutte tr...,impara a stare da sola sei incapace di amare, ma quali sentimenti!!!la ruota ha davvero girato stavolta!

  • 4
    GUIDO -

    Ognuno ha ciò che si merita. Stai solo pagando. Quando si lancia un
    boomerang magari non subito ma poi ti torna indietro con una forza
    prorompente.

  • 5
    pilone -

    non ho parole davvero

  • 6
    pilone -

    dopo dieci anni ti senti cosi avvilita per l’amante????? e poi ti reputi una persona
    intelligente???? simpatica????? come fai a fare questo per 10 anni ??? ti guardi mai allo
    specchio????? vergognati per chi ti ha avuto accanto

  • 7
    pilone -

    concordo con sarah pienamente

  • 8
    dalin -

    Allora.. io mi vergogno di me stessa e questo credo di averlo sufficientemente ammesso..rapportando me stessa alla situazione che ho vissuto non mi reputo una persona intelligente anzi sono stata un’insensibile, ma nella vita ci sono tante cose, non solo questo e forse prima di dare appellativi infelici e superficiali sarebbe il caso di pensarci un attimino. Io della tro.. non la dò a nessuno perchè, come saggiamente dicono gli indiani, prima di giudicare una persona bisogna camminare dentro le sue scarpe per un mese.. e forse non basta..E’ anche vero che per dieci anni non ho “scopato a destra e a manca” ma solo con un uomo.. so bene che è paradossale ma forse entrerei troppo nell’intimità dell’altra persona che ho “tradito” se stessi a spiegare tutta una serie di cose e quindi mi limito a parlare di quello che ho vissuto io (ripeto, il mio convivente mai mi ha dato della poco di buono, ed è forse l’unico dal quale lo posso accettare). Non mi sto giustificando, e di tutto cuore auguro a chi si erge a giudice di avere avuto e di avere sempre nella vita un comportamento etico e limpido, visto che è così intransigente.. Ringrazio invece Guido, con poche parole e senza commenti cattivi ha detto la cosa giusta: ho ricevuto il doppio del male che ho fatto, ma nella mia disonestà io sono sempre onesta, con entrambi gli “uomini della mia vita”, potevano anche loro scegliere di non stare con me, ma non lo hanno fatto.. o hanno lasciato che a decidere fossi sempre io, nel bene e nel male.

  • 9
    Adele. -

    Ciao Dalin innanzi tutto, sembra che tu sia passata da una storia lunga all’altra, senza chiederti cosa sia veramente indispensabile in un rapporto. La verità è che le affinità elettive sono importanti, ma esiste anche la parte fisica, che non si può trascuare a meno che anche a te non piaccia, cosa che invece hai scoperto essere basilare o non avresti portato avanti una relazione secondaria così a lungo.
    Sul tuo lui clandestino direi che non devi nemmeno sprecare parole. Hai capito che razza di uomo è, uno che aveva magari la donna del lunedì del martedì del giovedì etc etc. E questo lo devi accettare. Avere un coinvolgimento fisico a volte non crea un coinvolgimento relazionale. Almeno per lui, cosa che invece per te non è stata cosi.
    Ma sei ancora con il tuo compagno di 20anni? Non credo, credo che tu l’abbia lasciato e cambiato vita?
    Dalin io penso che adesso hai un’occasione unica (visto che sei ancora una bella donna) di capire cosa è importante e sopratutto di capire che è importante essere onesti. Tu non lo sei stata con il tuo compagno ed hai subito la stessa ingiustizia dall’altro uomo. Insomma la sincerità, la fiducia, la complicità, la fisicità, queste sono le basi di un rapporto. Tutto è stato da te invence confuso, mescolato o tralasciato. La cosa incredibile però è che si può sempre ricominciare da capo, imparando anche a conoscersi meglio. In bocca al lupo.

  • 10
    maria81mimi -

    Wow!!!…..che dire….complimenti!
    Scusa per il sarcasmo ma sei una delle poche persone che son riuscite a farmi perdere
    la pazienza! Normalmente io non do’ adosso a nessuno, ma tu…non ci sono parole,
    bastano quelle di sarah!
    Mi meraviglio che GUIDO si sia fermato al boomerang!

  • 11
    Kid -

    Grande Sarah ! Per colpa di qualcuno,anzi di molti, ci rimettiamo tutti . Uomini e donne che ancora credono nella lealtà reciproca .
    Nessun si fida piu’ di nessuno .

    @ Dalin

    Credo che sia il caso che tu faccia una scelta di vita ora .
    Nessuno stà con una donna che era impegnata e sua amante per 10 anni.
    Ormai quello è diventato quel tipo di rapporto , non si puo’ chiedere altro . Non era un rapporto fondato sulla fiducia , sulla costruzione di qualcosa insieme e mai lo sarà .
    Di sicuro è una situazione , che non ingenera stima nei tuoi confronti. Il fatto che il tuo amante sapesse della tua situazione e l’accettasse , non significa nulla .Invece ,proprio per questo ,chissà quante volte il tuo amante ha immaginato di ritrovarsi al posto del tuo compagno tradito e per tale tagione,non ti ritiene adatta ad una relazione e di conseguenza non si è mai lasciato andare sentimentalmente.
    :Tu stessa dici che lo cercavi e da parte sua i sentimenti non erano così collaudati , quindi….
    Se tu rileggessi te stessa vedresti che hai gli stessi dubbi di una ventenne . Vuol dire che hai vissuto ma non hai imparato , forse perchè non ne hai mai avuto la necessità prima. Ma son cose alle quali è facile arrivarci e darsi spiegazioni.

    Per il futuro è bene che tu non punti solo sull’apparenza , bellezza ed intelligenza che siano ,perchè c’hai comunque delle concorrenti molto piu’ giovani ed ambite . Dovresti darci un taglio e puntare sulla tua persona , cambiando registro , tagliando col passato e pensare solo a te e all’uomo che ti sarà vicino. Lasciando perdere le distrazioni fini a se stesse e dimostrandoti una persona matura per un rapporto serio e soprattutto monogama.
    Come hai visto alla fine , sei rimasta con un pugno di mosche in mano.
    Giocati bene le tue carte di presentazione ma se cerchi la stabilità nel lungo periodo, punta sulla maturità e serietà della tua persona . E trovati un compagno che la pensa allo stesso modo e soprattutto che non sà nulla del tuo passato.
    Ti auguro di cambiare mentalità e di trovare una tua stabilità interiore , in primis.

  • 12
    dalin -

    Con il mio “convivente” è sempre stato un rapporto molto particolare, mi ha sempre lasciata libera perchè, parole sue, “basta che tu sia felice”.. Infatti mi chiama “madame Inquieta” e questo credo abbia un suo perchè..Ringrazio tutti voi, anche coloro che hanno avuto parole dure nei miei confronti perchè tanto sono le stesse parole che ho sempre rivolto a me stessa, credo che il punto dolente lo abbia toccato Kid quando parla di “stabilità interiore”.. Ho sempre avuto un conflitto con me stessa, dovrei cercare di risolverlo o accettarlo pensando che nella vita non è poi così indispensabile avere un uomo accanto.. E se si ha la fortuna di averlo bisogna chiarire anche tutti i labirinti dell’animo che credo ognuno di noi in qualche modo ha.. Ma non credo che ora potrei mentire sul mio passato, non posso rinnegare quello che ho vissuto, non posso fare finta che le persone non abbiano fatto parte della mia vita, e posso assicurare ne hanno fatto profondamente. Chi mi sta vicino deve sapere chi ha vicino, io so che posso dare tanto e so di dare tanto (se no probabilemte non avrei avuto delle relazioni così forti) e quindi deve saperlo nel bene e nel male.. Noi siamo fatti del nostro passato, non si può cancellare, ma da questo sicuramente si può imparare, ed io ho senz’altro da imparare molto.. Ripeto, non mi faccio sconti, anche se talvolta penso che il male l’ho fatto più che altro a me (voi non mi conoscete ma ho tanti amici, che mi vogliono bene e sanno di tutta la situazione e, conoscendomi, le loro parole sono sempre state “tu fai del male a te stessa”..proprio ilvolersi fare male..).Per quanto riguarda “l’amante” non me la sento di giudicarlo, forse perchè quando voglio bene ad una persona la giustifico e quindi ed è vero che dopo così tanto tempo di situazioni in bilico (due realtà completamente opposte tra loro) forse da parte di entrambi non poteva esserci nè stima nè rispetto (lui per me, io per lui che probabilmente viveva una situazione di comodo e forse di questo ne sono sempre stata consapevole anche se non volevo ametterlo, forse per uno stupido orgoglio o forse perchè mi bastava stare fra le sue braccia, rannicchiata a dormire.. era quanto di più bello ci fosse, più dei 1000 orgasmi che posso avere avuto con lui). Il mio convivente forse è “solo” il mio miglior amico.. sa tutto e non mi giudica, vede che adesso sto male ma non mi fa domande, va oltre…mi ha anche dedicato una canzone scritta da lui..

  • 13
    sarah -

    scusami ma tu hai avuto dieci anni per deciderti, dici che i tuoi uomini non hanno scelto ma lo hai fatto sempre tu, può darsi ma 10 anni sono tanti per tradire la persona che ti sta accanto per poi buttarti nelle braccia dell’amante che ormai forse si era abituato e per questo aveva anche le sue avventure.non capisco perchè comunque continui a vivere con quell’uomo, per fargli del male?per tuo masochismo?non sono chiari i tuoi sentimenti perchè probabilmente non li hai per nessuno di loro, hai mai davvero amato uno degli uomini che hai avuto?o ti sei buttata su ciò che ti piaceva semplicemente, su ciò che magari ti mancava, la vita non è semplice, non puoi avere tutto,lascia perdere il tuo convivente il male che hai fatto è fin troppo, anche se lui può averti perdonata, dici che lui vuole che tu sia felice ma non lo sei nè con l’uno nè con l’altro.Sinceramente nelle tue scarpe io non ci vorrei mai stare perchè io sono stata dall’altra parte,da persona tradita,solo per una ex troppo presente che lui non allontanava,dimmi se il tuo convivente ti avesse tradita come ti saresti sentita?gli avresti detto che ti bastava che lui fosse felice?ti è mai interessata la sua felicità?o ti sei solo preoccupata di te?si è in due in una coppia,mi spiace ma non hai maturità in questo,mi ricordi molto una persona che conosco che sta anni con uno finchè non trova il rimpiazzo e finisce per far soffrire gli altri e alla fine non è felice manco lei proprio come te quindi mi chiedo, avere un minimo di rispetto e di cuore verso gli altri fa si che tutti soffriamo di meno ma troppe persone spengono mente e cuore per qualcosa che le lascia davvero con un pugno di mosche in mano coinvolgendo chi non centra nulla.questo non lo sopporto e mi fa incazzare, per questo sono dura con te, il tuo è un egoismo assurdo, soprattutto perchè non sei una ragazzina,peggio ancora.

  • 14
    Kid -

    Certo la tua è una storia curiosa . Hai accanto un uomo-non uomo , che non ha interferito nella tua vita , ha dato e preso , ma non tutto .
    Dall’altra , l’incompiuto , che per qualche ragione , non ha fatto la differenza pur avendo molto , ma anch’egli non tutto.
    Eppure sembra che anche tu non abbia dato a nessuno di loro due la spinta giusta , per poter tirar fuori per qualcosa in piu’. Al primo , quello ufficiale , hai negato l’esclusiva, al secondo la possibilità. E entrambi non l’hanno pretese .
    C’è pero’ un segnale, sembra che tu ti stia risvegliando , dalla torpore di situazione assodata e fine a se stessa :
    Il fatto che tu sia andata a vivere vicino al secondo , il fatto che tu lo abbia rinnegato , per poi correre al primo segnale da lui , per vincere il dolore del possibile abbandono….
    Penso che oggi tu abbia la necessità di sentirti amata davvero , di sentirti cercata , e desiderata, da un uomo che possa finalmente annullare la tua inquietudine con la sua decisione e forza interiore.
    Del resto ,entrambi hanno accettato di condiverti ,per ragioni differenti ,ma nessuno di loro ti ha strappato da te stessa , ma hanno preso quel che gli veniva offerto, senza neppure provarci.
    Forse hai bisogno di qualcuno che possa imporsi e lottare per conquistarti . Non voglio dire che sarà per sempre , ma son sicuro , che malgrado tu sia molto protettiva , affezionata e pura,a modo tuo, nei confronti di entrambi,probabilmente entrambi ti hanno deluso .
    Per questo mi son permesso , anche se son piu’ giovane di te e non ho avuto esperienza simili ,nè le potrei avere nè dall’una o dall’altra parte dei tuoi due cavalieri oscuri, di farti notare quest’aspetto .
    Io , egoisticamente , devo sentirmi amato, profondamente ed incondizionatamente ,e per farlo impongo la mia personalità , intesa anche come la virilità che una donna cerca per natura in un uomo. In tutti i rapporti che ho avuto sono stato il perno , anche se la mancanza di controllo altrui sul rapporto per il mio avere sempre l’ultima parola ,ha determinato grandi amori ma anche delusioni e immancabili rotture . In questo modo , e solo in questo , riesco a ricambiare.
    Forse anche tu stai sviluppando questa necessità.

  • 15
    rossana -

    Dalin.
    scusa se la mia sincerità potrà farti male. d’altronde è soltanto un’opinione astratta, non conoscendoti a fondo come soltanto tu sei in grado di fare.

    leggendo la storia che hai raccontato ho avuto la percezione che per una ventina d’anni ti ha fatto piacere il sentirti “padrona di due uomini dimezzati”. quando però hai voluto vedere la realtà, ti sei resa conto che del secondo possedevi meno di quanto credevi.

    questo tipo di uomini è spesso molto ambiguo: non si concede per niente ma riesce a farti sentire come se lo facesse, padrone com’è, lui, dei tuoi sensi. anche quando dichiara apertamente di non essere innamorato, sa far vibrare corde seduttive atte ad illuderti che ci sia molto di più di quanto appare. invece non fa altro che approfittarsi di te.

    è così difficile avere e sapersi tenere un uomo: quella è la vera sfida! apri gli occhi, e non farti usare più!

  • 16
    DALIN -

    Grazie Sarah, Kid, Adele e Rossana.. non sapete quanto mi state aiutando nonostante talvolta i commenti siano stati un pò “brutali”. Cara Sarah fai bene a pensare che non vorresti mai stare nelle mie scarpe, io per prima mi dico come ho potuto starci dentro.. eppure è successo. Ci possono essere tanti perchè, che non voglio stare qui a raccontare, non che possano essere una gistificazione ma sono forse i “presupposti” che io nel mio passato non ho voluto affrontare per poi ritrovarmi a vivere una situazione protratta troppo a lungo e forse solo squallida, anche se non volevo vederlo. Il ” mio convivente” non mi ha perdonata, perchè non si ritiene il “mio giudice”, lui dice che mi ama in toto, anche e forse proprio per le complessità del mio rapporto con gli uomini che ho avuto, anche se pochi. Credo che Rossana abbia ragione a dire che sono stata usata, sicuramente “dall’amante”, l’ho rivestito di cose che non c’erano.Come dice Adele “Avere un coinvolgimento fisico a volte non crea un coinvolgimento relazionale”, come del resto dice anche Rossana.. eppure non sono delusa da lui, sono delusa da me che non ho visto questo ed ho creduto che veramente io per lui fossi qualcosa di particolare e non una semplice “sc…” come invece probabilmente è stato. Kid, ti sono grata per la sintesi: “Penso che oggi tu abbia la necessità di sentirti amata davvero , di sentirti cercata , e desiderata, da un uomo che possa finalmente annullare la tua inquietudine con la sua decisione e forza interiore.
    Del resto ,entrambi hanno accettato di condiverti ,per ragioni differenti ,ma nessuno di loro ti ha strappato da te stessa , ma hanno preso quel che gli veniva offerto, senza neppure provarci.
    Forse hai bisogno di qualcuno che possa imporsi e lottare per conquistarti”. Non so se mai nessuno potrà ancora pensare che valga la pena “lottare per conquistarmi”, visto che ripeto non potrei nascondere a chi vorrebbe starmi vicino quello che ho vissuto anche se squallido, ambiguo, tormentato, complesso, tortuoso. Tutto questo il “mio convivente” lo sa, sin da quando ci siamo messi assieme ha sempre detto che stare con me era un rischio, ma che valeva la pena correrlo. Però è vero che nessuno “mi ha strappato da me stessa”, ma forse questo solo io posso farlo.

  • 17
    dalin -

    Scusatemi.. voi avete anche accennato a cose vostre ed io non ho avuto alcuna parola per voi..Sarah, io ho capito cosa significa essere traditi “grazie all’amante” (“le lezioni alla scuola della vita servono, e servono sempre”) perchè è una cosa che non avevo mai provato.. è cadere in un baratro, è sentirsi umiliati, è perdere l’autostima…sono momenti di dolore che solo ora comprendo perchè li ho vissuti, per questo accetto quello che hai detto rispetto a me, non potevano esserci altre parole. Capire che valiamo a prescindere da quelle che sono le “azioni” degli altri credo che sia la sfida più difficile, ma forse l’unica che può far fare una ragione di quanto è successo. Tu Kid trasmetti tanta forza, davvero tanta tanta forza…ti ammiro molto.

  • 18
    rossana -

    Dalin,
    se ti può consolare, è successo anche a me di essere usata (per quasi un anno), senza riuscire a vederci chiaro. e starà succedendo tuttora a chissà quante altre donne, che si illudono o vogliono illudersi.

    se si illudono, però, denotano una certa qual “ingenuità”, che a me non sembra del tutto da disprezzare. rifletti sul perchè per te è durata per tanti anni: qui sta il nocciolo della questione…

    quanto al tuo convivente, uomo davvero speciale, forse non è giusto nè per te nè per lui avere un rapporto dimezzato. tuttavia, se sta bene ad entrambi…

    un abbraccio.

  • 19
    sarah -

    io non so quanto davvero ci tenessi a quell’uomo, io ne ero innamorata, forse lo sono ancora ma ho capito che certi dolori non passano e devi imparare a conviverci, io non credo che qualcuno lotti per conquistarmi perchè ho sempre lottato io e ora mi sono stancata quindi non so se davvero tu lo troverai, io non ci credo più.

  • 20
    dalin -

    Ciao, quando “ti affidi” ad una persona che ti fa credere di essere quello che non è è la cosa più brutta.. è meglio essere odiati per ciò che si è piuttosto che essere amati per ciò che non si è… Ognuno di noi è libero di essere ciò che vuole, ma deve mostrarsi per quello che è, nel bene e nel male e poi chi ti vuole stare vicino sceglie.. E’ quando manca questo che si soffre.. quando veramente ti rendi conto che sei stato usato e ti sono state racontate solo un mucchio di bugie, e forse anche se magari c’erano i campanelli d’allarme non li volevi sedntire perchè ti fidavi…Rossana, nell’ingenuità c’è come una grazia, un candore, non sono da disprezzare, ma bisogna avere la “fortuna” di incontrare cgi comprende quantgo questo sia importante ed unico, e non chi aprofitta di questo..Sarah, lo so che non posso essere io a farti fare una ragione della tua sofferenza dovuta al tradimento..so però quello che provi e hai provato..penso però che non devi sentirti disillusa.. sai io alla mattina quando mi sveglio e poggio i piedi a terra dico sempre “grazie”… grazie perchè ho la possibilità di vivere an coira un giorno, di vedere il sole, di respirare, di essere su questa terra, pur con tutte le sofferenze che ci possono sucecdere (e a me credimi ne sono capitate tante) penso a chi non c’è più e mi rendo conto di quanto prezioso sia l’essere consapevoli che si ha una vita sola e che bisogna essere grati di quello che c’è nell’oggi, perchè il domsani non è sicuro che ci sia. Ma non devi permettere che per c hi ti ha ferito perdi la fiducia nel prossimo, pensi che la vita non possa dartti nulla. Se tu hai lottato forse il campo di battaglia non era quello giusto, ma non perdere la fiducia, non permettere che le delusioni ti facciano cambiare e ti inaridiscano. Questa saebbe la tua vera sconfitta, lasciare che le esperienze negative ticambino, o almeno cosìla vedo io.

  • 21
    LUNA -

    DALIN, ciao, ho letto la tua storia e i commenti. Il tradimento non è mai una bella cosa, se sono tradita soffro, non ci piove, se tradisco faccio qualcosa di sbagliato nei confronti di chi si fida di me.
    Il tradimento non fa mai bene a nessuno, anche quando compensa, porta alla luce (o nasconde) dei conflitti, di coppia o individuali, dei malesseri, dei bisogni irrisolti (contingenti, o nel caso del traditore seriale che dice di divertirsi ma non è mai sereno, anche un certo modalità di affrontare la frustrazione o il concetto di impegno o il proprio narcisismo, o paura di abbandono ecc ecc. Neppure il semplice super prurito sessuale insaziabile con cui molte persone giustificano il fatto di… aver bisogno di tradire in molti casi spiega realmente perché queste persone non riescano ad abbandonarsi al rischio e all’impegno di una sola relazione, ecc) e di solito serve a non affrontarli veramente. Il tradimento mai fa bene all’amore. Detto questo, quando una persona racconta la sua storia, con sincerità (accettando, è vero, anche di farsi giudicare) in questo forum di solito lo fa perché si interroga, e cerca un confronto.
    E’ ovvio che leggere la parola tradimento ecc ci fa facilmente venire l’empatia di metterci nei panni del tradito, tanto più se ci è capitato di essere traditi la nostra empatia parte a palla. Perché nel forum si incontrano sempre due emotività e due percorsi, quello di chi scrive e quello di chi legge. Questa premessa per dire che non leggo le lettere con vero o falso buonismo, nè con un atteggiamento tipo: anarchia totale. Ma quando leggo commenti tipo giudizio universale, tipo “sei una tr…” o “hai avuto quello che ti meriti” mi rendo spesso conto che non c’è stata la volontà di leggere una storia e anche l’emotività/umanità che accompagna un racconto, non si è letto neanche se la persona che scrive dice: “tradisco e me ne vanto, che figata!” o se la persona sta dicendo: “mi rendo conto che c’è qualcosa che non funziona in come ho impostato la mia vita e vorrei rifletterci su con voi”…

    Una cosa che mi ha colpito leggendo la tua storia è il fatto che gli equilibri che racconti sembrano quasi quelli di un menage a trois.
    Non un menage a trois in cui le persone vivono nella stessa casa, ovviamente, ma in cui, se ho capito bene, tutte e tre le persone erano al corrente di cosa stava succedendo. Naturalmente posso avere capito male o dire, adesso, una marea di cazzate, ma provo a dirti la mia (ipotesi, idee, riflessioni, ovviamente,

  • 22
    LUNA -

    fermo restando che la tua vita la sai tu). Credo poco al fatto che ad un certo punto, avendo tu seminato corna e bugie, è arrivato un giorno in cui la ruota ha girato per punizione divina. E neanche un discorso morale tipo: raccogli quel che semini. Semmai un discorso molto meno moralistico, ma più realistico, di dinamiche individuali e relazionali per cui sì, di fatto ad una azione corrisponde una reazione, viviamo/scegliamo le nostre relazioni anche in un certo modo, talvolta soppravalutiamo degli equilibri e il nostro livello di attenzione è scarso su degli aspetti perché siamo concentrati su altri ecc…
    tornando al discorso del menage a trois, perché dev’essere così scontato che tu abbia manipolato 2 situazioni e una situazione generale, e che gli altri 2 protagonisti non abbiano a loro volta operato delle scelte inerenti a queste dinamiche e tratto dei vantaggi da questo strano equilibrio a tre così protatto nel tempo?
    Forse non riesco a spiegarmi bene. Il fatto che il tuo amante si sia rivelato lontano dalle tue aspettative ti ha mandato in crisi, ti ha fatto soffrire e ti ha portato a chiederti una serie di cose. Forse anche il perché tu hai scisso la tua identità e bisogni su 2 fronti. (e forse anche alla consapevolezza che ad un certo punto avresti voluto vivere una sola relazione e una sola identità). Nel giudicarti sei molto severa. a parte darti della cretina rispetto all’amante, sei severa rispetto al fatto di avere avuto 2 uomini. Ed è vero che forse il fatto di avere sempre avuto il bisogno di presenze maschili da quando avevi 15anni forse ti ha impedito anche di osservare bene cosa vivevi per certi aspetti. Ma loro non hanno a loro volta scelto di partecipare a questa dinamica? Stiamo parlando di 10 anni, mica di 10 gg. La persona che di te accetta tutto forse ha pure lei dei vantaggi dal fatto che tu sia come sei (quali è ovvio non lo so, li saprà lui. Ma intendo dire che comunque si è legato ad una persona fatta in un certo modo, e non lo dico in senso negativo, lo dico te e basta, come sei e che comunque ha condiviso una relazione bianca o quasi per 20 anni se ho capito bene), l’altro ha accettato una relazione incompleta per 10 anni. Tu hai accettato di essere doppia o incompleta per 10 anni? Penso che più che camminare sui ceci, ti sia più utile rileggere le rocambolesche dinamiche del tuo passato in modo costruttivo. Non per trarre una lezione, quanto piuttosto una maggiore consapevolezza. Cosa ti negavi? di cosa andavi in cerca?

  • 23
    Kid -

    @Dalin

    Grazie , la stima è reciproca .
    L’egoismo e l’altruismo , curiosamente, sono , nel tuo caso, le due prospettive , opposte e concorrenti , di giudizio . Ma in nessuna di esse risiede la verità assoluta.
    La tua è ,innanzitutto ,una storia di infelicità sentimentale e mancata realizzazione, come le nostre .
    E la tua umiltà , veramente, colpisce su tutto . Le tue specificazioni , ha mostrato una realtà piu’ complessa , in cui i sentimenti hanno sempre incontrato grandi compromessi e le privazioni che ne sono derivate , non sono trascurabili .
    Le tue parole , mi fanno inoltre piacere , per il fatto che anch’io sto’ passando , da molto poco, il mio periodo di sconfitta sentimentale , se così vogliam chiamarlo , e il tuo farmi sapere che io ti sia stato di aiuto e che ti abbia trasmesso qualcosa ,è molto importante.
    Se riesco ad aiutare gli altri , probabilmente sono a buon punto nell’aver aiutato ed aiutare me stesso . Ti ringrazio sinceramente.
    Spero davvero che tu possa fare un salto di qualità e confrontarti con una nuova realtà che ti assorba completamente , in cui tu possa essere un individuo davvero libero , senza doveri morali nei confronti di nessuno, ridefinendo significativamente i ruoli di tutte le persone coinvolte. Credo che sia un passo che tu debba provare a fare . Potrebbe essere la risposta che cerchi , del resto in “questa vita ” ancora non ne hai trovata una soddisfacente.
    La mente , il corpo , ma soprattutto l’animo , sono le componenti fondamentali di una persona. Ma spesso ci si dimentica dell’ultima, forse equivocandone il significato religioso .
    Ed ognuna è indispensabile per il raggiungimento della felicità.
    Per questo, a volte, la bellezza o l’intelligenza , non sono sufficienti , per realizzazione della nosta felicità.
    Crediamo di avere tutto quelle che serve ma non è così.
    Questo passaggio è fondamentale e spesso ignorato.
    Se per le prime due , mente e corpo, sono state decodificate delle regole di benessere , tradotte in scienze , dell’ultima dobbiamo essere noi stessi a prendercene cura . Perchè non esiste ancora una scienza dell’animo . Se la intendiamo in senso assolutamente laico.
    Ma basta il senso di pace e di equilibrio che ci trasmette la natura stessa (Da un cielo azzurro , al mare , ad un tramonto,al vento) , per comprendere quanto essi siano parimenti importarti anche per il perfetto funzionamento di
    noi stessi, intesi come individui complessi, composti anche da una sfera emotiva , da curare e realizzare.

  • 24
    dalin -

    Ciao Luna, ti sono grata di cuore per come hai saputo leggere tra le righe, per non avermi detto le cose che già mi sono detta da sola e che mi sono state anche ripetute in questo forum… hai colto veramente il segno di tutto: non c’è stata la volontà di leggere una storia e anche l’emotività/umanità che accompagna un racconto, non si è letto neanche se la persona che scrive dice: “tradisco e me ne vanto, che figata!” o se la persona sta dicendo: “mi rendo conto che c’è qualcosa che non funziona in come ho impostato la mia vita e vorrei rifletterci su con voi”… da quando era cominciata la storia con “l’amante” sentivo che mi stavo abbruttendo e sai perchè? Questo lo dico anche a Kid: perchè mi rendevo conto che erano solo miei sensi “rapiti” , come ha detto Rossana “non si concede per niente ma riesce a farti sentire come se lo facesse, padrone com’è, lui, dei tuoi sensi”. E’ questo che mi è successo, ripeto per me veramente il sesso non ha mai contato molto (credo per delle cose successe quando ero bambina/ragazzina) o almeno così credevo visto che non avevo mai avuto “istinti sessuali” o, se anche forse li avevo, li “incanalavo verso l’alto” quasi come nel 6° rito tibetano (per chi lo ha letto…) mi ineteressava la lettura, la musica, il volontariato, la collaborazione con gli altri, il sostegno agli amici, ai genitori.. insomma quella era la mia vita prima dell’amante.. Poi è arrivato lui e non so come tutta questa energia “verso l’alto” ha preso a scendere lungo le viscere, e più scendeva e me ne rendevo conto più mi disprezzavo ma allo stesso tempo non riuscivo a farne a meno..Mi sono veramente scissa in 2 persone, e nessuna delle 2 mi piaceva.. eppure era più forte di me..Col mio convivente perchè pensavo che forse il nostro rapporto avrebbe dovuto avere almeno un minimo di quella passionalità che era emersa con “l’amante” (ma ripeto, non posso entrare nella sua intimità)con l’amante perchè comunque mi sembrava che in realtà ci fosse solo quello anche quando lui insisteva dicendomi che voleva che fossi solo la sua donna, che voleva stare con me (anche se io gli dicevo che mi sembrava abbastanza evidente che la nostra dimensione fosse solo quella..). Credo veramente però che entrambi abbiano tratto dei vantaggi da tutta questa situazione “a trois” mentre chi ne ha pagato le conseguenze in termini soprattutto emotivi ( e ripeto, posso anche in qualche modo meritarmelo) sono io, talvolta provo veramente disprezzo e disgusto per me stessa..

  • 25
    dalin -

    E’ vero cvhe qui ho cercato un confronto.. un confronto con persone che non mi conoscono, che io non conosco.. gli amici in qualche modo sono condizionati dal fatto che sanno chi sei, sanno come sei, ti vogliono bene ed anzi me lo hanno dimostrato quando veramente cercavano di aitarmi a fare chiarezza con me stessa. Kid, perchè parli di “sconfitta sentimentale”? Non voglio entrare nella tua vita se tu non lo desideri, però dalle cose che dici, da come le dici, io non credo che “sconfitta” sia il termine giusto per te.. Se hai chiuso una storia comunque ci avrai messo impegno, sentimento e credo soprattutto che ci sia stata la tua massima sincerità (questo lo penso sempre da quello che scrivi..). Dico a te quello che ho detto anche a Sarah, anche se per lei si tratta di un tradimento ricevuto mentre per te sarà senz’altro qualcos’altro: non permettere che le azioni degli altri ti cambino.. Non permettere che una storia chiusa, per qualsiasi motivo, ti faccia cambiare (se non magari in meglio..) Sai io nonostante “l’amante” (e tu pensa quanto è paradossale quello che dico) si sia rivelato veramente una persona da poco non ce l’ho con lui, penso solo che doveva dirmi chiaramente che per anni gli è solo interessato avere me come stampella e poi viversi le sue situazioni..Però mi immagino come uno che fa tuffi e che tocca il fondo: se non batte la testa e rimane giù può solamente darsi la spinta per risalire.. Ed io è questo che voglio per me, e se lo voglio ancora di più adesso è anche grazie alle tue parole e alle cose scritte dagli altri qui in questo forum.. Ma veramente esistete? Veramente siete così grandi, così umani, così generosi e profondi.. non sapete quanto mi sono commossa a leggervi, ed anche ora ho le lecrime agli occhi, se quello che ho vissuto (e di cui ripeto mi assumo tutte le responsabilità) per qualche strana ragione almeno è servito per farmi comprendere quanta umanità c’è in giro bè allora non è tutto da buttare. E spero di riuscire un giorno a trovarci altri perchè. Grazie a tutti.

  • 26
    Kid -

    @ Dalin

    Commossa ? Mi permetta di porgerle un fazzoletto Madame:D
    A parte gli scherzi , da quel che leggo , di belle persone ce ne son diverse.
    Quasi converrebbe organizzare un meeting , son convinto che sarebbe un successo ! In fondo è come se tutti già ci conoscessimo un po’,attraverso le nostre storie.
    Non sono sul forum da molto e ho preferito leggere e partecipare.
    Ed imparare , perchè non ero molto al dentro di tante problematiche e ho dovuto cercare risposte, e farlo in fretta.
    E credo di averne trovate , proprio in questo ed altri spazi virtuali.
    Magari, tra qualche giorno, scrivero’ anche il mio racconto personale.
    Ma preferisco farlo a mente serena .

    Parlo di sconfitta sentimentale , perchè in fondo sono due parole che riassumono con maggior leggerezza il concetto del fallimento di una storia , senza esagerarlo coinvolgendo grandi concetti sull’amore .
    Si è scritto già abbastanza in merito.

    No , assolutamente , non permetto a niente e nessuno di cambiarmi.
    Cambiare in meglio non lo so’: Ho il mio carattere e ci tengo a preservarlo nel bene e nel male.
    E’ la mia spada ed il mio scudo e per ora mi servono entrambi .

    Un caro saluto

  • 27
    rossana -

    anche a me i messaggi di Kid e di Luna hanno fatto un gran bene: sono stati come un balsamo che mi ha avvolta in una carezza, dandomi pace.

    anch’io, sia pure in modo diverso da Dalin, sono stata una “persona dimezzata” per molti anni, indipendentemente dalla mia volontà ed essenzialmente come trascinata dalle circostanze, senza sapere bene dove cominciava la mia necessità interiore e dove inziava, invece, la volontà di altri di depredarmi… acqua passata, che a volte torna a macinare…

    è vero, Delin: visto che i tuoi due uomini sapevano tutto, anche la responsabilità di quanto è accaduto va suddivisa con entità da definirsi, pur restando il fatto che forse sei proprio tu ora a pagare il conto più salato.

    “Tutte le passioni ci fanno commettere errori, ma l’amore ci induce a fare i più ridicoli.” (François de La Rochefoucauld) personalmente rettificherei “… ma il BISOGNO d’amore ci fa commettere i più ridicoli.” ed è giusto che si tenti di capire più a fondo e di perdonarci l’un l’altro, soprattutto quando si acquisisce una maggior consapevolezza per leggere gli eventi, che comunque, in determinate circostanze e situazioni emotive, non avrebbero potuto essere diversi.

    Delin, volta pagina e guarda davanti a te. sei ancora giovane e mi sembra tu abbia davvero molto da offrire. ti auguro un momento di pienezza che duri almeno altri vent’anni!

    un abbraccio a te, a Kid e a Luna.

  • 28
    dalin -

    “persona dimezzata…indipendentemente dalla mia volontà ed essenzialmente come trascinata dalle circostanze, senza sapere bene dove cominciava la mia necessità interiore e dove inziava, invece, la volontà di altri di depredarmi… acqua passata, che a volte torna a macinare”. Come ti comprendo Rossana!!! E’ vero.. il bisogno di amore ci porta talvolta a compiere delle cose che ci sembrano così lontane da noi, e invece poi..siamo noi che le facciamo ma nello stesso tempo non siamo noi… ci si perde via..e quando ne usciamo fuori e sentiamo che veramente stiamo meglio (grazie mille ragazzi..per me è ancora un percorso lungo ma l’importante è cominciare, il viaggio inizia dai propri piedi..) ogni tanto ci ritorna quella spina che ci è rimasta dentro e che non puoi togliere..puoi solo convivere con quel malessere ma non puoi negare che ci sia stato.. Si Rossana, se uno vuole andare avanti deve perdonare e perdonarsi.. anche se non si può dimenticare. Caro Kid, fai bene, hai il tuo scuodo e la tua spada.. ma hai ragione niente corazze! Sei tu, nel bene e nel male, e quando ci rapportiamo con gli altri anche loro devono assumersi la responsabilità del rapporto, ognuno fa uscire da se anche quello che la persona che ha affianco gli fa uscire, sono dinamiche speculari.. A presto a tutti voi, spero che ci sentiremo ancora tante e tante volte ma non per dirci che stiamo male ma che stiamo bene, che siamo sereni. Ed un forte, fortissimo abbraccio a Luna, che sa cosa significano empatia e compassione.

  • 29
    rossana -

    Dalin,
    mi dispiace deluderti fin d’ora ma qui si trova bene poco di allegro. te ne potrai rendere conto da sola se continui a frequentare il forum.

    alcune storie, però, sono singolari e restano impresse. rappresentano un arricchimento su noi stessi e sul nostro prossimo, troppo spesso chiuso e silenzioso, oppure nascosto dietro una maschera di circostanza.

    ed è sempre bello sentirsi più simili e meno soli!

  • 30
    sarah -

    non condivido il pensiero che bisogna perdonare, farlo significa dare l’occasione agli altri di rifarci del male,perdonare pee me sarebbe come negare tutto il male che ho subito e permettere a chi me lo ha fatto di non crescere ma sentirsi sicuro di poter rifare del male.

  • 31
    Kid -

    @Rossana

    Grazie , troppo buona , ricambio l’abbraccio. Sei stata molto chiara e concisa nel descrivere certe situazioni .
    Figurati , in passato ho rifiutato di concludere con una donna sposata bellissima, ma praticamente separata in casa , che mi moriva dietro ,perchè sapevo che le avrei dato una seconda delusione ,dopo il matrimonio andato male .
    Visto che ,in quel momento ,cercavo una ragazza , come Dio comanda , per cercare di farmi una famiglia tutta mia . E per uno scherzo del destino,la incontrai ,o meglio la rincontrai ,di lì a poco.
    Alla fine come dici tu c’è un confine labile tra bisogno e sfruttamento e sapere di accogliere i bisogni di una persona sentimentalmente desiderosa per poi ,un domani ,immaginarsi di farle conseguentemente del male , non è cosa facile. Ho pensato che fosse meglio per questa spasimante sposata che incontrasse qualcuno col quale avere anche della chances reali per una relazione . Ed , infatti , quasi contemporaneamente con l’inizio della mia storia , mi contattò raccontandomi di un incontro fortunato in tutti i sensi e ci salutammo ,ognuno davvero felice per l’altro. A volte succede….

    @ Dalin

    Hai c’entrato il punto , c’entrano proprio le assunzioni di responsabilità reciproche nella mia vicenda in vista , oserei dire , di un fantomatico matrimonio. Che rimmarrà appunto fantomatico:p

  • 32
    rossana -

    Kid,
    a quanto so e in base alla mia esperienza, sei un’apprezzabilissima eccezione positiva. secondo me, la cultura dominante contribuisce molto ad attutire la coscienza degli uomini nei loro rapporti con le donne, e da questo deriva un grande danno ad entrambi i sessi, rendendo spesso anche le donne meno sensibili ai sentimenti altrui, magari anche soltanto per indiretta rivalsa.

    ti auguro di tutto cuore di trovare la ragazza “come Dio comanda” che cerchi (se già non l’hai trovata) per portare avanti i tuoi progetti di vita, in un’invidiabile stato di alto livello di consapevolezza e di responsabilità morale.

  • 33
    rossana -

    Sarah,
    l’argomento “perdono” è per me molto interessante. spero che siano in molti a discuterne qui, per un ampio confronto di idee…

    premesso che esistono fondamentalmente due opposti tipi di personalità, con molti livelli di gradazione all’interno, e cioè il soggetto mediamente più conciliante e il soggetto mediamente pù reattivo

    e che esistono varie gradazioni di errori, da quelli più leggeri a quelli decisamente inaccettabili per la morale comune,

    è abbastanza logico che per i primi due tipi di persona-errore, possa essere abbastanza facile superare la ferita e che, invece, per l’altro opposto tipo di persona-errore tutto diventi enormemente più difficile.

    per me la cosa più importante è che chi ci ha fatto del male se ne renda almeno conto.

    alimentare rancore non fa bene nemmeno alla salute e, in certi casi, superare il male che ci è stato fatto può significare anche essere a un livello di consapevolezza superiore a quello della persona che ci ha ferito.

    d’altronde, siccome non tutta la colpa sta mai totalmente da una sola parte, salvo casi eccezionali (abuso su minori, ad esempio), anche noi abbiamo avuto la nostra parte di colpa (sia pure minima) nell’evoluzione dei fatti.

    in tal caso, secondo me, si dovrebbe prima perdonare se stessi e poi anche chi ci ha offeso. oppure non perdonare mai niente a nessuno, ma nemmeno a noi stessi, e se fosse così, non è che finiremmo con il rovinarci la vita da soli?

  • 34
    sarah -

    guarda io sono piena di rancore e mi sono resa conto che il mio dolore lo avevo solo messo da parte ma non è mai passato,lui mi ha mentito e le cose le ho scoperte a poco a poco,avevo capito che le cose non andavano ma eravamo all’inizio e sinceramnete se ho sbagliato in qualcosa forse ho sbagliato a dargli fiducia,gli avevo detto che se voleva un altra io mi facevo da parte perchè stare insieme sarebbe stato doloroso e insensato,lui ha detto che erano solo mie fantasie,gli ho dato mille occasioni per spiegarsi,per parlare,per chiarire e lasciarci senza rancora,niente ho trovato un muro e la mia rabbia è aumentata perchè lui cambia sempre versione,dice che non siamo stati insieme,che ero solo un esperienza,poi ritratta,poi di nuovo fa marcia indietro e dice che lui non ha fatto nulla,come se io mi fossi sognata ogni cosa,per lui è stato normale andare da lei mentre stava con me e nascondermi ogni cosa,come è stato normale mentirmi spudoratamente,dimmi come posso perdonare se ci ho provato in mille modi ma da lui ottengo solo altre ferite?

  • 35
    Kid -

    @ Rossana

    Crepi il lupo . No , sono single , in quanto lasciato da poco.
    Credevo pero’ che fosse la persona giusta , fino a poco tempo fà , prima che incominciassero i suoi litigi. E ti assicuro che son molto selettivo . A parte l’occhio che vuol la sua parte , ci devono essere certi altri requisiti , ugualmente importanti , senno’ preferisco campare alla giornata. Peccato che chi si loda si sbroda , quando si passa dalla teoria alla pratica.
    Vedi quà, se vuoi , c’è un sunto degli ultimi fatti che mi son capitati, dopo una relazione di 3 anni e mezzo , con una “ragazza” di 39 anni , uno piu’ di me….Se ti và commenta pure ,di sicuro la tua è una opinione che mi interessa !

    http://www.letterealdirettore.it/dopo-anni-lasciato/

    Rivalsa indiretta ? Bell’argomento , so di che parli. Ne ho incontrata qualcuna . Anche se a dire il vero io tutti sti sentimenti da calpestare affinchè si rifacessero delle loro sofferenze passate , non ce li avevo .
    Pero’comunque il copione è quello e si applica lo stesso !:P

  • 36
    dalin -

    Rossana, sono molto vicina al tuo modo di pensare. Perdonare gli altri dipende da noi e non ha niente a che fare con l’altra persona perchè non si può riporre la responsabilità dei nostri sentimenti negli altri. Non ci fa bene serbare rancore, perchè prima di tutto abbruttisce noi stessi. E quanto valore può avere il perdono se lo “concediamo” solo a quelli che se lo meritano..Per semplificare: a chi fai “beneficenza”? A chi ha già tanto o a chi non ha niente..? Una volta che siamo d’accordo sul fatto che si dà a chi è “povero” credo che ci siamo intesi a sufficienza. Penso che tutto, nel bene e nel male, parta da noi. Non è importante se una persona è degna di perdono o meno, ma se noi siamo pronti a farlo. Può succedere che facciamo del male per inconsapevolezza, oppure perchè in un certo momento della nostra vita non siamo capaci di fare altro: chi è più triste, chi fa del male o chi lo riceve? Perdonare significa “non serbare rancore” e dimostrare la propria capacità di amare, perchè chi ama veramente (inteso come “prossimo, non riducendo questo al rapporto “uomo-donna” o comunque al rapporto sentimentale) non è in grado di provare odio e rancore, ma compassione per chi non ne è capace. E’ facile amare chi ci ama, ma la nostra grandezza sta nell’amare anche chi ci fa del male. Certo, una persona è vero che si deve in qualche modo “proteggere” ma è anche vero che non possiamo consentirci di fidarci senza assumersi in qualche la responsabilità di noi stessi, è troppo facile . Cara Sarah, immagino che tu abbia sofferto tanto e che stia soffrendo ancora, ma ti auguro che per te arrivi il giorno in cui ti lascerai questa sofferenza alle spalle e che ti sentirai meno ferita al punto di imparare a perdonare.. ma questo è solo un mio augurio – pensiero che ti rivolgo. Ciao Kid..

  • 37
    sarah -

    non condivido il tuo pensiero quando dici che chi ama non serba rancore,io non avevo mai provato tanta rabbia in vita mia,mi basterebbe un “mi dispiace”, sincero,sneza ritrattazioni,mi basterebbe solo quello e tutto svanirebbe,me il suo è un pentimento a cui non credo più e che ormai ho rinunciato ad aspettare,volevo che capisse i suoi sbagli per non ripeterli ancora con qualcun altro ma non lo capisce perchè lei è come una dea e le altre non sono nulla in confronto a lei,e questo è sbagliato,mi ha paragonata a lei,ha visto che ero una persona diversa,non sbagliata ma semplicemente diversa e mi ha abbandonata per un idolo che oramai non ha senso.ho capito che dovrò condividere con questa mia rabbia, ance se provo ad andare avanti poi riesplode tutto di nuovo capisci?e proprio quando penso che forse le cose vadino meglio la notte li sogno insieme e sogno di picchiarli,mi sveglio e mi sento in preda al dolore di quel giorno in cui ho scoperto tutto.io non posso perdonare.

  • 38
    rossana -

    Cara Sarah,
    comprendo il tuo dolore, accresciuto da diversi aspetti negativi di questa sfortunata relazione. tuttavia, quando ti senti molto giù, prova a pensare che quasi tutte le persone, nel corso della loro vita, sono state coinvolte almeno una volta in sentimenti forti, si sono illuse dando fiducia a chi non la meritava, per essere poi amaramente deluse.

    cerca di allontanarti, sia fisicamente che emotivamente, da questo compagno che, nella migliore delle ipotesi, mi sembra instabile e alquanto insensibile. non può che continuare a farti del male.

    il distacco da un sogno passa attraverso parecchi stadi: si decide di voltar pagina, si comincia a poco a poco a dimenticare le ferite più profonde, si riprende a guardare avanti (come dopo un lutto), per poi riuscire nel tempo sia a perdonare che a conservare almeno qualche ricordo positivo, se non altro del tempo in cui si era più giovani e più ingenue…

    non c’è soltanto lui a questo mondo! ma devi innanzitutto voler prendere le distanze e smettere di patire per qualcuno che non è degno di te.

  • 39
    rossana -

    Dalin,
    mi piace questa tua sintesi: “Perdonare significa “non serbare rancore” e dimostrare la propria capacità di amare”.

    la mia capacità di amare deve essere diminuita nel tempo, poichè, al termine di una psicanalisi durata quasi 6 anni (e neppure terminata), la mia analista si lasciò sfuggire che avrebbe voluto che la terapia avesse potuto portarmi ad essere un tantino più reattiva (forse intendeva dire “rancorosa”) nei confronti di chi aveva devastato la mia esistenza. all’epoca accettavo tutto da tutti, come se non meritassi altro, e mi sentivo a posto così…

    di recente, invece, profondamente delusa da una donna che amavo come una figlia, non sono più riuscita a ricucire del tutto lo strappo. ho impiegato anni a riprendere a relazionarmi con lei e per ora sono consapevole che difficilmente il mio affetto nei suoi confronti tornerà quello di prima. a fiotti ancora affiora il risentimento, pur essendo il danno che mi ha arrecato nemmeno paragonabile a quello subito in precedenza.

    mi piacerebbe che la mia analista fosse ancora viva per poterne parlare con lei ma purtroppo non è più possibile. mi trovo strana, diversa e sconcertata da questo mio mutato atteggiamento interiore. spesso mi chiedo se sia un bene essere diventata meno permissiva o se fossi migliore prima, dubitando anche che gli anni mi abbiano resa più dura.

    in precedenza ho perdonato a un uomo incontrato all’età di vent’anni mentre ora, avendo sempre preferito il genere femminile, pur comprendendo le ragioni e le circostanze in cui è avvenuto lo screzio, non riesco a fare altrettanto, in pienezza, nei confronti di una donna che ho praticamente visto nascere.

    qualcuno mi può aiutare a capire meglio con un’opinione disinteressata?

  • 40
    Kid -

    Ciao Dalin , bentornata . Mi fà piacere che tu non sia sparita !

    Per ricollegarmi al tema , aggiungo che il benessere interiore e la rimozione del rancore puo’ anche prescindere dal perdono .
    Non so’ se vi sia mai capitato di non provare rancore ma allo stesso tempo di evitare di interagire con qualcuno semplicemente perchè non rientra piu’ nella vostra considerazione .
    Il perdono è riservato solo alle persone che amiamo , abbiamo amato e con le quali abbiamo condiviso molto ed a cui riconosciamo perlomeno una certa buona fede pur con dei limiti personali oppure la scusante di qualche nostra mancanza. Non è per tutti indistintamente . In quanto è un inizio non una fine.
    Il rancore viene anche superato dalla consapevolezza insita nel processo di svalutazione di chi ci ha ferito .
    Anche se il perdonare è un meccanismo proprio dell’animo femminile e costituisce una delle chiavi per aprire la porta del benessere interiore .
    Noi uomini , tendiamo piu’ a dimenticare . Personalmente , pur non portando rancore , non ho permesso a chi mi ha ferito, non potendo sapere di non farlo , neppure di riavvicinarsi anche dopo anni , contando sul fatto che il tempo fosse la scusante naturale per metterci una pietra sopra . E questo perchè le persone devono rendersi conto che han sempre una scelta . E se la loro scelta è stata quella di colpire alle spalle , piuttosto che di metterci la faccia , rimaranno sempre quelli che mi han colpito alle spalle. Pertanto ne devono accettare le conseguenze . Oggi, domani e sempre.
    Quindi per ricollegarmi a Rossana , ammesso e non concesso che talvolta le cose non potevano andar diversamente , visto che volere è potere , il considerare il perdono và perlomeno valutato alla stregua dei fatti successivi . Come chi ti ha ferito , suo malgrado ammesso che non abbia avuto possibiltà di scelta , lo abbia fatto . Sulle modalità , pero’ la sua scelta è stata libera , attenzione!
    Capita anche che qualcuno si accorga di aver esagerato nella scelta delle modalità.
    Ma se questo accadesse a distanza di troppo tempo ,sarebbe un processo che ormai servirebbe piu’ a liberare la loro coscienza da un peso o da una considerazione negativa di loro, che potremmo avere , quindi un fatto egoistico , non di così grande valore . In questi casi il perdono ribadisce una fine già avvenuta .Perchè non ha apportato nessun plusvalore .
    Non puo’,infatti, passare troppo per elaborare certi stati emotivi di disagio nei confronti di chi abbiam ferito .Essi, si comprendono ,invece molto presto se non immediatamente.

    Stimo in maniera assoluta ,invece , chi anche nel “male” sà metterci la faccia , perchè fà la scelta piu’ difficile ma piu’ rispettosa dell’altro e di se stessi.
    In questi casi credo che il perdono possa essere un processo naturale e nulla toglie che i rapporti possano anche riprendere e durare nel tempo , perchè certamente un senso di stima per la coerenza della persona credo vada riconosciuto .

  • 41
    sarah -

    io credo invece che la rabbia vada scaricata in qualche modo perchè in due anni mi sono resa conto che alla fine ritorna sempre,ho capito che non posso perdonare,non posso tornare indietro nè fidarmi di nuovo di questa persona,devo convivere con questo dolore non so per quanto.

  • 42
    dalin -

    Mi piacerebbe approfondire sia quanto dice Sarah, ossia della rabbia che va scaricata (ma è rabbia e non orgoglio ferito? non conosco la storia, non lo so), che quanto dice Kid (le donne perdonano, gli uomini è più facile che dimenticano..). E soprattutto vorrei “parlare” con Rossana, che sento molto vicina.. ma per mancanza del tempo necessario adesso ho solo voluto scrivere queste due righe veloci perchè ci tenevo che voi sapeste che vi penso, che vi vorrei stare vicina (se vi fa piacere) ed i motivi ve li ho già detti, ma ve li ripeto più in sintesi.. perchè vi voglio bene. Un abbraccio forte forte a tutti e a presto, lavoro permettendo spero già domani.

  • 43
    sarah -

    la mia è rabbia allo stato puro odio sia lui che lei,nei sogni che faccio sono con lui, impassibile fermo che poi si mette a ridere,spunta lei e io l’aggredisco prima a parole e poi la pesto e l’allontano e lui assiste alla scena impassibile come se non capisse nulla,questa è la realtà,lui è così e mi fa ancora più rabbia quando dice che vuole stare con me ma avere un rapporto profondo con lei,lo odio quando dice che non si vedono quando non è vero,lo odio quando cerca di fare il fidanzato all’improvviso e fa credere agli altri che stiamo insieme,lo odio quando fa il geloso,io non sono sua e lo rifiuto perchè mi nega tutto ciò che può rendermi felice,dice che non mi sposerà mai,che con me ci starebbe perchè sono una persona con cui poter fare progetti,dice che non gli piace baciare fuori di casa,che non gli piace tenersi per mano,nell’intimità è frettosolo e subito aver finito scappa in bagno e poi al pc,lo odio tantissimo,mi dice che non mi farà del male ma continua a farmelo con tutti questi comportamenti, come si fa a perdonare se continua a ferirmi?

  • 44
    rossana -

    Sarah,
    spero ti renda conto che sei TU a permettergli tutto quello che di male ti fa. dovresti prendere una decisione e… voltargli le spalle una volta per tutte.

    so che è dura ma non si può nemmeno farsi distruggere e nel frattempo lamentarsene… è come mettersi in croce da soli!

    un sostegno psicologico per uscire da questa “ossessione” ti potrebbe essere utile. rivolgiti a una struttura pubblica e fatti aiutare…

  • 45
    sarah -

    non hai capito bene la mia situazione,se accettassi di stare con lui sarei io a permetterglielo,invece non lo faccio ma non posso smettere così di soffrire, si soffre e basta,ora sto cercando un altro posto lontano da lui e anche lui si sistemerà da un altra parte,lasciamo entrambi un luogo che per me ha significato tradimento,per lui è il luogo d’amore con lei.so che non lo fa per dimenticare e voltare pagina ma solo per una questione economica,gli ho già detto mille volte che voglio il distacco e che lui non dovrà infastidirmi in alcun modo ma so che non mi ascolta e dovrò essere sempre più dura,ma anche allontanandolo non potrò mai dimenticare questo dolore e adesso ho paura di chiunque si possa avvicinare.

  • 46
    LUNA -

    Ciao a tutti 🙂

    DALIN, scusa, ho letto ora la tua risposta a me e gli altri post, tutti, ma un po’ velocemente, scusate, perché è tardi.

    Sarah: non ho capito del tutto la dinamica della cosa, ma ho l’impressione che costui ti stia fondamentalmente molestando.
    Non credo che per perdono ti si inviti a perdonare lui e a riprendertelo o per forza ad avere un rapporto con lui (tanto più se riconosci il fatto che ti fa del male e le sue dinamiche ti sono moleste) o a minimizzare il male che senti lui ti ha fatto dal punto di vista emotivo, bensì a riuscire a coltivare un distacco che permetta a te una maggiore serenità. Se ho capito bene il rancore che nutri ora, oltre ad essere post-traumatico, è peggiorato dal fatto che tu continui comunque a stare sulla brace di una situazione vissuta da te come lesiva.

    E’ vero che negare la rabbia non fa bene, e che dopo un trauma possono esserci delle varie fasi prima che l’equilibrio si ripristini. Tuttavia il fissarsi nella rabbia non è salutare quanto negarla. Intendo dire che il pensare che per scaricare la rabbia sia necessario scaricarla in modo violento spesso ci priva della libertà di scegliere altre vie più sane e creative, passami la parola, di liberarcene appunto.
    Per dire una cosa che sembrerà molto banale forse è meglio e più sano farsi 10 giri di corsa che spaccarsi una nocca contro un muro o sulla faccia della persona che ci ha ferito.
    C’è chi la sua rabbia la dipinge, la scrive, la usa per mettere a posto la soffitta. So che ti sembreranno cazzate magari ma non lo sono.
    C’è chi la sua rabbia la porta dall’analista, e magari così porta pure il trauma che è all’origine della rabbia (e la sensazione di non essere riusciti a difendersi) e trova un aiuto per liberarsene.

    Il rancore, la vendetta, il pensiero che non avremo pace finché l’altra persona non capirà ciò che ci ha fatto, non ammetterà ciò che ha fatto, non si scuserà per ciò che ha fatto, non pagherà per ciò che ha fatto sono invece strade pericolose e impervie per noi stessi per gestire la rabbia. E non solo in base in base alla morale, che può essere anche un fatto culturale, ma molto semplicemente riguardo alle nostre dinamiche interne. Perché il rancore, la vendetta e i pensieri che si diceva, vissuti come necessari, ci creano (o mantengono comunque) un rapporto di dipendenza nei confronti di chi ci ha cagionato un danno.
    Perché se l’altra persona utilizza tutta una serie di meccanismi per negare la realtà, per girare la realtà, per girarci contro la nostra stessa rabbia e così via in realtà tutto ciò non farà che accrescere il nostro senso di impotenza, frustrazione, rancore, aumentando a dismisura una rabbia che brucia dentro di noi. Aumentando il nostro conflitto interiore a dismisura, per quanto dentro di noi possiamo odiare l’immagine di un altro.

  • 47
    LUNA -

    Se non si riesce a perdonare, se non si vuole perdonare in quel momento (è un diritto), se si ha bisogno di tempo per rielaborare la propria rabbia, i propri conflitti, piuttosto che rimanere in un rapporto di dipendenza con l’altro privo di margine di soddisfazione e senso di confronto assertivo, e della conferme che vorremmo trovare, è meglio usare altre tecniche di difesa, che pure gli animali conoscono, come lo spostamento.
    Ti vivo come un nemico, mi sposto da ciò che mi genera rabbia e frustrazione.
    Porterò dentro di me il senso del trauma? rivedrò le scene mille volte? A volte quelle rappresentazioni mentali servono proprio a scaricare la rabbia, gli incubi hanno probabilmente anche questo fine. O comunque di simboleggiare le angosce che un trauma ha fatto emergere.

    Sarah, mi rendo conto che il discorso è complesso.
    Farò un esempio poco attinente, mi rendo conto, ma a proposito del fatto che la rabbia è una nostra emozione e che la rielaborazione della rabbia, con i suoi tempi e le sue fasi e la sua gestione, fino alla sua risoluzione, è cosa nostra. Ci sono persone – ne conosco – che sono riuscite a risolvere un loro conflitto interiore, dopo ferite notevoli, con genitori che non c’erano più. cioè non c’era alcuna possibilità più di confronto verbale, conciliazione, chiarimento verbale, conferma, scuse, rimorso attivo dall’altra parte. Eppure il perdono, o la serenità se vuoi, o il distacco dalle emozioni negative o il loro esaurirsi è avvenuto.

    Rossana: personalmente credo che perdonare sia una capacità che l’uomo (inteso come essere umano) fortunatamente possiede ma che dentro di noi abbiamo anche il diritto di selezionare chi pensiamo di perdonare e quindi anche riaccogliere o chi semplicemente di non considerare con rancore ma con obiettività per quello che, secondo noi, abbiamo compreso che sia e quindi di poter anche scegliere di non voler più avere accanto o con minore intensità. Credo che il raggiungere una maggiore capacità di selezione nei rapporti, e nella vicinanza o meno dei rapporti, non sia un aver perso una qualità ma averne semmai acquisita un’altra. Credo che le relazioni, di qualsiasi tipo, siano dinamiche, e che quindi possano anche cambiare ed esaurirsi. Credo che le persone possano deluderci e che, anche se non proviamo rancore, possiamo avere meno stima di loro o sentirle meno affini.
    Forse, anche vista l’ora tarda, non riesco a spiegarmi bene. non sono una persona che coltiva il rancore, nè che pensa alla vendetta, e credo nel valore del perdono, del dialoogo, dell’assertività, della ricerca di un punto di incontro. Amo l’armonia e non faccio musi, sgambetti, o tiro frecciate. Ma ho conosciuto persone nocive, per le loro “strategie” di pensiero e comportamento e se mi capita di pensare a loro ricordo l’esperienza, non coltivando il rancore, semmai sentendo la serenità di aver potuto scegliere di tenerle fuori da cosa per me è armonia, positività, costruzione, solarità, empatia, rispetto e collaborazione.

  • 48
    sarah -

    io la mia rabbia l’ho dipinta ma è aumentata perchè ciò che vedevo non ero più io, quel quadro smebrava fatto da un altra persona e la cosa mi ha fatto incazzare ancora di più perchè è come se mi avesse ucciso una parte di me,vado anche da una psicologa e proprio ieri le ho detto che ho paura di combinare qualcosa di grosso, che se vedessi lei la ucciderei per far del male a lui,vorrei che mi chiedessero scusa entrambi,ho sognato anche che lui si impiccava ma poi io lo riportavo in vita,ho provato a fare tante cose,esco,ho conosciuto gente nuova,mi curo di più ma sono sempre più incazzata.

  • 49
    rossana -

    Luna,
    grazie per la tua attenzione. mi aiuta a elaborare ulteriormente l’offesa ricevuta e a capire meglio perchè mi ha inferto una ferita non più grande ma più profonda di quelle ricevute in passato.

    ci sto rimuginando su da giorni… tutte le ferite sono diverse tra loro. in questo caso, a danni provocatimi nel tempo, che a mia volta ho in parte restituito (come avviene in una relazione con un partner, a cui si è data fiducia incontrandolo e conoscendolo da adulto), si è contrapposta una bordata secca, che MAI avrei pensato di ricevere, da una persona della famiglia che conoscevo da quando è nata. quindi, l’impatto è stato molto più violento, perchè ha messo in dubbio più profondamente la mia apacità di conoscere e distinguere le persone (ferita all’orgoglio).

    inoltre, con questo gesto, si offendeva non soltanto me ma anche mia madre, che aveva dato molto più di me a questa donna, facendo anche torto ad altri in famiglia, ed era alla fine dei suoi giorni, del tutto incapace di difesa (voltafaccia vigliacco).

    in ultimo, siccome lo sgarbo è stato fatto su istigazione di un nuovo compagno, prima del tutto avulso dalla vita e dai fatti di famiglia, mi sono sentita accantonata a torto (disconoscimento e tradimento nel momento di maggior bisogno).

    senza contare che, avendo sempre considerato la donna migliore dell’uomo, questo evento ha scosso un mio concetto di fondo molto sentito, nel peggiore dei modi (altro colpo alla mia capacità di giudizio e alla mia forse impropria fiducia in un genere piuttosto che nell’altro).

    forse è per tutto questo che non provo rancore e che ho accettato di riprendere i contatti con questa persona ma che non potrò mai più avere per lei la stima, la fiducia e l’affetto che nutrivo in precedenza. mi sa che è normale che possa essere così… e che forse mi sono fatta anche un po’ più forte, psicologicamente parlando, che, tutto sommato, non è affatto un male!

    per sarah
    concordo con tutto quello che ha scritto Luna e sottolineo, in particolare, questa sua frase:

    “Perché il rancore, la vendetta e i pensieri che si diceva, vissuti come necessari, ci creano (o mantengono comunque) un rapporto di dipendenza nei confronti di chi ci ha cagionato un danno.”

    riflettici su e sforzati di uscirne, in un modo o nell’altro, con i tempi che riterrai più adatti a te e alla tua situazione d’insieme.

  • 50
    rossana -

    segue da post 48

    per Luna

    sì, in definitiva sento la persona in questione meno affine a me e concordo in special modo con questa tua frase:

    “Credo che le relazioni, di qualsiasi tipo, siano dinamiche, e che quindi possano anche cambiare ed esaurirsi.”

    anche se fa sempre male prendere le distanze da qualcuno che si è molto amato tutto d’un colpo. meno se accade lentamente e se siamo più partecipi dei danni che la relazione subisce.

    nel caso in questione credo proprio, in tutta onestà, che il danno da me causato potesse giungere sì e no a un 20%, e non certo per mio volere ma per patti a suo tempo concordati e liberamente sottoscritti…

    adesso mi è tutto più chiaro e sto meglio nella mia pelle.

    grazie a te e a tutti gli autori dei precedenti interventi sul tema.

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