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Vorrei capire a cosa serve la religione

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29 commenti

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  1. 21
    iosonoio -

    a illudere la gente che ha un disperato bisogno di credere in qualcosa, perché se non ci fosse la religione, hanno paura di dire a voce alta dove sono finiti i loro cari che sono morti.

  2. 22
    maria grazia -

    Perloppiù serve a tenere i popoli schiavi.

  3. 23
    religioso -

    maria grazia, non è vero che la religione serve a tenere i popoli schiavi. Gesù è stato condannato a morte perché era un eversivo, i primi cristiani sono stati perseguitati dall’impero romano perché portavano ideali di giustizia ed eguaglianza. La religione aveva risvegliato i suoi seguaci, non li faceva rassegnare.

  4. 24
    maria grazia -

    religioso
    tu confondi la religione dei luoghi di culto e delle cariche, con il messaggio di Gesù. SONO DUE COSE DIVERSE.

  5. 25
    religioso -

    Non li confondo, i primi cristiani avevano i propri luoghi di culto, le cariche, i funzionari dei riti, ma erano perseguitati dall’impero romano perché, come diremmo oggi, erano degli eversivi, la religione cristiana non insegnava a sottomettersi ai potenti. San Pietro, il primo Papa, è stato crocifisso a testa in giù. Il Papa è la massima carica, eppure anche lui era un personaggio pericoloso per chi deteneva il potere

  6. 26
    Rossella -

    Io penso che uno dei pericoli di noi che ci diciamo credenti sia quello di vivere allo stato di natura coprendoci le spalle che una dottrina religiosa che in alcuni casi veste la nostra vanità e in altri non esiste proprio. Cos’è la dottrina nella vita di tutti i giorni? Secondo me anche un uomo che nella vita non è stato un santo la può rendere tangibile laddove la religione è solo una questione di prestigio sociale, ma non ha nessuna funzione pratica e quindi vedi che diventa difficile anche immaginarsi insieme al partner, senza per questo sentirsi una coppia modello. Si tratta di precetti che sono stati assimilati attraverso i secoli e la persona porta con grande umiltà un comportamento che ella giudica retto, ma che non fa di lui un santo perché la conversione è un lavoro quotidiano che non tutti siamo obbligati a svolgere. Ma almeno il rispetto per la persona umana che è racchiuso da un insegnamento che tiene conto del nostro egoismo. “Ama il prossimo tuo come te stesso”. La fede lo riempie, ma il precetto si fonda sull’amor proprio e fa del cristiano un uomo che anche nella sua miseria conserva quel minimo di razionalità che lo porta a rispettarsi e quindi a rispettare anche gli altri. Poi è chiaro che in noi può essere vivo quel cinismo che porta a sentirsi superiori anche alla sventura… della serie: -me lo posso permettere!- o- Fino a quando me lo posso permettere dov’è il problema?- Giustissimo.

  7. 27
    Rossella -

    PS Ma allora mi chiedo fino a che punto questo discorso sia compatibile con una religione che mi manifesta il volto brutale dell’uomo, quando in realtà si tratta di un discorso molto onesto che non fa paura a nessuno. Esiste la libertà. Le persone scelgono, e si scelgono, in maniera libera. Perché sdoganare un senso di oppressione che non esiste?

  8. 28
    Regina Incoronata di Splendore -

    La domanda giusta è: a cosa serve la tua vita?

    La risposta è: conoscere, amare e servire Dio e Dio nei fratelli.

  9. 29
    Rossella -

    Regina Incoronata di Splendore ha assolutamente ragione. La religione (e in special modo le opere di carità) hanno anche la funzione di vincere la paura. Non le mie emozioni, ma una fede salda che permea il mio pensiero (e quindi una dottrina) al servizio del prossimo. Questo è quello che mi ricorda sempre una persona a me cara… la nostra predisposizione caratteriale (e quindi un certo modo di concepirsi tra la gente… quello sguardo, quell’atteggiamento, ecc.) al servizio di una nobile causa in cui non siamo noi a fare la differenza. Attenzione. Altrimenti non ci potrebbe essere ordine? E soprattutto non potremmo parlare con cognizione di causa di santità. Ricordiamo che si tradisce anche con il pensiero.

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