La consapevolezza di non servire più a niente
Oggi, solo chiuso nel mio appartamento mi sono reso, finalmente conto di essere inutile! Ma questo non mi porterà al suicidio, non sono un vigliacco o un bambino! Non passerò queste feste a bere per dimenticare, io non bevo! Neanche mi drogo, e non farò l’amore. Un altro anno di cacca, è volato via. Io sono disoccupato e mi sono rimasti i soldi per pagare l’affitto di altri nove mesi! Nessun Curriculum spedito o consegnato ha dato i frutti che speravo. Ho ridotto al minimo il cibo, qualche volta sono andato alla mensa dei poveri, ma in questi schifosi di festa voglio evitare di vedere qualcuno. Non mi sento affatto solo, io sono solo ed abituato ad esserlo. La donna che ho recentemente conosciuto, non mi darà il suo cuore, come tutte le precedenti. “Non sei abbastanza per…, sei troppo per…, non provo più niente…” Tutta la solita serie di bugie con cui le donne condiscono le scuse per servirmele in un bel piatto. Oggi a 41 anni ho l’assoluta consapevolezza di essere inutile. Meno di un assorbente usato, meno del vomito di un bambino. Oggi piove!
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Categorie: - Me stesso
25 commenti
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Ciao R. A.,
quanta rabbia, quanta tristeza nelle tue parole. Immagino che tu stia attraversando un momento particolarmente duro e difficile e ti capisco. Anche io non vivo giorni semplici, abbandonata da un uomo a cui ho dato l’anima che non siè neppure preso la briga di dirmi a voce è finita. E’ sparito gettandomi addosso rabbia telefonica. Vedi? uomini, donne, non fa differenza, ognuno agisce per come sa e, soprattutto, per quel che può. La paura spesso fa sì che molte persone, non abbiano la forza, la capacità di gestire setuazione tropo complicate oa ddirittura troppo semplice perché sono esse stesse che non sanno gestirsi, non hanno la chiarezza di comprendere. Non trattarti così male… a Natale poi… che brutto gesto nei tuoi confronti. Non sei un bambino hai detto e allora smettila di dire cose tanto brutte su di te. SEi importante esattamente come sei, esattamente in questo momento, forse per questo qualcuno è qui a risponderti. Già la mancanza di lavoro è annosa e disagevole perché aggiungere altri disagi sputandoti addosso? anche io non sono in animo di festeggiare e fare l’amore beh… è un’utopia, nonpotrei riuscirci nemmeno se arrivasse il miglior modello sulla piazza, sapendo bene che se non c’è sentimento il resto è pura futilità. Impegnamoci a pensare al nostro vaolre e ogni volta che abbiamo un pensiero distruttivo, trasformiamolo in un’affermazione ositiva per n oi. La tua? oggi sono stato utile ad unapersona che era sola e triste come me! ciao. Sissi
Innanzitutto auguri di buon natale!
Ho letto il tuo post e sinceramente non è una bella situazione la tua,
no no, per niente.
Io oerò solo una cosa mi e ti chiedo: poichè dici che tutte le donne
trovano una scusa..”Non sei abbastanza per…, sei troppo per…, non
provo più niente…”..e bla bla bla, ti sei mai domandato che forse c’è
qualcosa che dovresti modificare nel tuo carattere? Insomma che te ne
vada male una o due siamo d’accordo, ma che tutte quante esse siano
abbiano tutte avuto la stessa reazione, allora secondo me c’è qualcosa
che non va.
Innanzitutto, evita di fare la vittima, mettiti in proprio (come sto
facendo io dopo aver spedito migliaia di cv), fatti un pò di
autocritica esaminati dentro e cerca di capira cosa è andato storto…
a 41 anni non esiste che passi il natale in casa…da solo!
Tu non sei solo perchè hai te stesso, ma nello stesso tempo FORSE
dovresti correggere qualcosa che non va. “Sei troppo per… o non sei
abbastanza per…” denotano forse degli eccessi nel tuo carattere che
allontana anzicchè avvicinare..
Non va bene, datti una botta di autostima…
e auguri!!
In fondo siamo tutti inutili, l’amore va e viene, amicizie, lavoro, salute idem…tutto passa. Che si faccia una vita orrenda o meravigliosa si finirá tutti per sparire per sempre dalla faccia della terra. Niente ha senso. O per lo meno non ci é dato conoscerlo, se c’é.
non 6 inutile.. non lo sei credimi.. hai qualcosa in più forse apposta la vita è così dura con te! ma può anche essere che c’è qualcosa che non vada nel tuo carattere, nel tuo comportamento..
RA, tu hai la Forza di essere solo, senza piegarti su te stesso.
E hai una grande Dignità e Coerenza.
Chi ha queste qualità non è mai inutile, bensì un esempio di come si debba lottare sempre a testa alta.
Io ho passato questi ultimi due anni senza lavorare. Vivevo da solo, ma mi hanno mantenuto i miei, con cui non sono nemmeno in buoni rapporti. In questo periodo anch’io avevo ridotto il cibo. C’erano giorni in cui mangiavo o mi rimaneva solo dello zucchero o una scatola di pasta, altri in cui dovevo digiunare. Almeno una volta al mese. A differenza tua, però, sono ricorso ad usare droga, anche se saltuariamente, e ad annullarmi. Sprecavo i soldi dei miei per questa evasione chimica. Ora sono da poco tornato da mio padre. A 38 anni dormo nella camera di quando ero piccolo. Dov’è la mia dignità? Tu l’hai conservata nelle difficoltà. Non è poco. Anzi,è tutto. Questa stessa forza ti permetterà di trovare un lavoro e delle persone che ti vogliano bene.
Paragonati a me ,che ora sono un omuncolo, e riconosci il tuo valore di uomo.
Io sì che sono inutile, in questo momento, un ladro di soldi e affetti.
Ma sono sicuro che questo anno qualcosa cambierà.
Dipende dall’impegno che userò.
La tua lettera e la storia che hai raccontato mi hanno dato qualcosa di importante.
Scusa queste mie parole senza carattere.
Un abbraccio,
Route66
e io allora..come donna nn servo anch io a niente..ho fatto gli auguri dopo tre anni al mio amato..e nn mi ha neanche risposto! e prima me li faceva lui!! quest anno no..tutto cambiato..in meglio sicuramente per lui..in peggio per me. sei un uomo tirati su!
baci
Piacere, Simone, 29 anni, un inutile come te. Stasera mi sono cucinato un piatto di spaghetti, e ora sono qui, davanti un pc. A rispondere a te. Auguri. L’unica cosa certa e utile della nostra vita è che noi ci siamo per noi stessi, su questo ci possiamo mettere la mano sul fuoco. Buon Natale
Nessuno è inutile, è solo una tua convinzione forse dettata dall’esperienza vissuta. Anch’io in queste feste non farò l’amore, sono single e non andrò a buttarmi in uno squallido finto amore a perdere semplicemente perchè non è questo che mi renderà felice. sco.... appaga ma fare l’amore ha un’altro sapore. Anch’io sono disoccupato e vado avanti coi soldi dei miei; amici? pochissimi! Faccio uso di marjiuana da quando ero alle medie (e ora ho 26 anni), indipendentemente dal periodo che esso sia sereno o meno. Chi fa uso di droghe pesanti perchè infelice a mio giudizio è un pirla, non ne vedo il senso logico, è come tentar di spegnere un incendio con la benzina. Non hai cazzeggiato nel mondo delle droghe illudendoti di placare i tuoi problemi e hai fatto bene alla stragrande.
Tutti noi se ci lasciamo trascinare dai problemi, sprofondiamo; l’autostima è ciclica, a volte cè e talvolta viene meno ma la speranza non deve MAI morire. L’autostima si riacquista ma se manca la speranza si finisce di lottare. Coltiva la tua speranza, giorno dopo giorno, passo dopo passo. Dici di essere solo ma di non sentirti affatto solo: ti sembra poco? Ti assicuro che è tantissimo. Non hai nulla da perdere nei rapporti relazionali, nel senso che a differenza di tante altre persone non ti “attaccherai” a chiunque ti illuda di farti sentire meno solo, per il semplice fatto che tu da solo stai bene con te stesso. Star bene soli e con se stessi è una meta che, una volta raggiunta, ci porterà accanto chi sarà degno della nostra compagnia.
Io ho lottato per star bene nella mia solitudine ed ora ogni qual volta relaziono con persone parassite le scaglio lontano senza tante seghe mentali tenendomi vicino solo gli affetti a me più cari o gli amici più stretti.
Buon natale RA.
Carissimo amico,tra i molti che hanno troppo,quantomeno l’essenziale (e oggi è una gran fortuna)e si lamentano di tutto,in te percepisco un disagio vero,un malessere lacerante,un senso di sconfitta devastante.Francamente guarda,non so come poterti essere d’aiuto,non saprei cosa “suggerirti”,a cosa esortarti. Non lo so! E non mi va di offenderti “condividendo” con te mie personali sofferenze e illusioni.
Qui sopra,l’unica cosa che è possibile fare,è accogliere un urlo soffocato che chiede gridando di essere ascoltato,un urlo di una vita “mancata” che vorrei tanto divenisse una vita realizzata. Magari non felice,nè spensierata,ma almeno consapevole. Ne hai la forza,forse nascosta,forse in agonia,ma da qualche parte c’è,scovala e riprenditi il tuo diritto di vivere,di esistere,di amare e di essere amato. Non ti conosco,non mi permetterei di dirti come fare per giungere a questo,cerca solo di valorizzare i tuoi impeti di speranza e di dolore!
Un caloroso e fraterno abbraccio,
Alessandro
Ti posso solo dire che ti sono vicino, RA, anche se non ti conosco.
Un caro saluto, Hope
meno inutile di un assorbente hai detto…
comunque non è da vigliacchi uccidersi,a volte è da vigliacchi vivere…tu non bevi,io al tuo posto berrei,tanto sei inutile,esisti tanto per fare,no? e allora bevi… c@zzo ti frega?
morale: o te ne convinci davvero,e ti prendi le belle e le cattive cose che porta,o sentiti utile e scopri in cosa lo sei… ciao
volevo mettere in luce una forza che ho sentito in te, non condividere le mie sofferenze e illusioni ( mi sono riconosciuto nelle parole di ventolibero ),…se è questo che è passato, mi scuso con te, RA…
@ Route66
Non intendevo far trasparire un velato “rimprovero”,e nulla ho nei confronti di chi,per dare forza ad un amico in difficoltà,parla di sue personali lacerazioni interiori. Quelle parole esprimevano solo una mia personalissima impostazione. Apprezzo meno invece chi,pur avendo quantomento l’essenziale per condurre una vita dignitosa e,magari,per cercare di migliorarla ancora un pò se proprio non ti soddisfa,si lasciano andare nella piacevole e comoda deriva del laissez-faire,dell’inerte e spaventoso lascia andare…Non apprezzo coloro che,pur avendo quel poco che hanno (e siamo in molti)si mettono in vetrina e fanno mostra della loro vita “maledetta” (nel senso di inutile e vacua…).Ma vivere non è una maledizione,solo e soltanto una semplice condizione.Ci vuole impegno e anche sostegno di terzi per portarla ad un grado tale da farti sentire vivo.
Ecco,caro amico,tutto questo non è riferito a te. Tu non mi sei parso,e spero tanto che non lo sia veramente,un seguace di queste filosofia di vita,di questo devastante lascia andare,lascia scorrere. No! Sei passato per un tunnel soffocante e sfiancante,il più brutto che ci possa essere,e ne sei uscito. Tu dimostri che il tunnel è un tunnel proprio perchè c’è una via d’uscita.Perchè sennò muori soffocato dai gas…Ora,magari,hai altre difficoltà,ma sono certo che tu sappia come affrontarle per poterle superare. Credimi,non sono parole di circostanza…Ma cerca sostegno intorno a te! E’ l’augurio sincero che ti esprimo…
Alessandro
Ventolibero,
grazie per quello che hai scritto.
Le parole “offendere” e “illusioni” sono state lo specchio di un senso di vergogna che mi accompagna. E che fino a due anni fa riuscivo a superare, anche solo lavorando, per avvicinarmi, di poco, a quei valori e ideali di vita che conservo dalla mia giovinezza e che cerco di tenere vivi ascoltando persone che stimo, cercandoli nell’impegno e nell’esempio di chi sta sui tetti per rivendicare il proprio diritto al lavoro o degli studenti che manifestano pacificamente, nelle canzoni di Ligabue e altri cantautori, nei libri di autori, soprattutto tedeschi, che leggo con difficoltà, non sono colto e preparato, ma mi aiutano a risvegliare un senso di responsabilità verso la vita.
Scusate, sono solo parole che non interessano a nessuno, ma avevo bisogno di scrivere questo, forse solo per me stesso.
Ora torno a concentrarmi sulla mia vita, l’unico modo per non offendere l’impegno di chi non si piega e cerca di migliorare il mondo o semplicemente se stesso, o affrontare da solo, con le proprie forze, senza venire a comodi compromessi, una difficoltà.
Un saluto,
Route66
Route66,
se cambi te stesso cambi il mondo,se migliori te stesso migliori il mondo. E’ una logica conseguenza dell’agire umano,per forza di cose sarà così.
Le tue parole a me interessano e servono,serve il confronto,l’incontro di esperienze e avventure,di umane avventure dalle trame magari imperfette e manchevoli,o forse deviate e sbagliate…Ma ai miei occhi però! E oggi? Oggi ti senti vivo? Pensi o speri di conoscere i percorsi sui quali ti muovi,le strade che ti conducono e che forse hai cercato nella dannazione e nel logoramento?
Hai qualcuno accanto,col quale poterti confidare,svagare,condividere le tue lotte e le tue aspirazioni? C’è qualcuno,una presenza,un volto,una voce che ti dice “sappi che io ci sono”?
Se anche ti sentissi mancante di questo (non saresti l’unico comunque…)mi permetto di dirti questo:cerca di essere tu quella presenza,quel volto,quella voce.Cerca di esserlo prima di tutto per te stesso! Non sentirti mai estraneo a te stesso! Lotta,grida,piangi,incazzati,disperati,dannati…ma fallo per qualcosa,non essere indifferente ai tuoi tumulti interiori,non tentare di ingannare le tue tempeste emozionali,non gli sfuggirai,quelle emozioni,solo loro,solo quelle,ti metteranno in salvo.
Da un amico che sta cercando una sua personale strada di salvezza,di speranza,di amore,di pace.Un amico che cerca la sua pace dentro!
Alessandro
Ventolibero.
non trovo le parole giuste per riponderti.
Grazie,per il tuo commento sincero e diretto.
Non ho nessuno. Però lo accetto. So stare da solo.
Ho la mia famiglia. Ma la mia famiglia è stata il mio problema. Dalla mia famiglia mi ero allontanato, preferendo vivere in un monolocale di 20 mq, per non rimanere un trentenne imbecille ( non sono un tipo sveglio, e andare a vivere da solo era un mio tentativo per crescere ) e tra loro ritorno con la coda tra le gambe, ancora più imbecille di prima.
La settimana prima di dover prendere questa decisione ho continuato a piangere. Non mi era mai successo. Ma ero indebolito psicologicamente, emotivamente e fisicamente.
Ora sto meglio. Ma sono morto,un morto vivente,anestetizzato.
Non ti so dire perchè la droga è entrata nella mia vita.
Prima della droga c’erano i tagli, le bruciature di sigarette, il digiuno forzato per alcuni giorni ( anche quando dovevo fare 10 chilometri in bici andata e ritorno per lavorare ), o le abbuffate nauseanti, l’insonnia, le notti al freddo passate a camminare per chilometri per le città senza dormire per non dover tornare a casa, i mobili rotti in casa per i miei pugni, mia madre che si chiudeva in camera e il mio senso di colpa per questo mio atteggiamento.
Il C.P.S. dove,purtroppo, mi sono rivolto anni fa, mi ha diagnosticato un disturbo borderline di personalità. Dico purtroppo perchè ho trovato solo un burocratico assistenzialismo, senza la vera volontà di ascoltare la persona di fronte. Speravo di trovare qualcuno che mi desse un pugno in faccia, mi facessse svegliare, mi dicesse di comportarmi da adulto e di crescere, e invece solo medici seduti sui loro troni a dare i loro editti e più interessati a tutelare la loro sicurezza che davvero intenzionati ad aiutare il paziente a camminare da solo. In questi due anni ho passato il mio piccolo e ridicolo inferno (nulla paragonato alla situazione di persone che realmente soffrono per povertà,fame,malattia,disoccupazione),ma almeno non sono stato a crogiolarmi in una nauseante comodità, è stato questo il mio modo di ascoltare i miei tormenti, di non rimanere indifferente ad essi. E’ stato un modo per mantenere vivo un disagio, l’unico segnale di avviso che mi rimane per non passare la mia vita come un parassita che non si vergogna nemmeno di se stesso, ma si bea di una grassa, rivoltante, meschina e piccola felicità.
Io ho paura di finire così
Ma questo mio piccolo e ridicolo inferno è durato due anni. Quell’inferno non sono io. Io non ho una vita deviata o manchevole. Non sempre gli sforzi fatti vengono ricompensati. Fino a due anni fa sono stato un buon lavoratore. Arrivo a lavorare fino a 10 ore, o svolgere due lavori contemporaneamente.E trovo qualcosa di buono anche in lavori umili o sottopagati.Cerco di coltivare i miei interessi. La musica prima di tutto. Suono il pianoforte,sto imparando la chitarra,vado ai concerti.Amo la mia città, i suoi colli verdi e le sue mura antiche, dove passeggio quando voglio trovare un po’ di serenità. Mi piace leggere, cucinare. Poche cose,semplici, ma per me importanti perchè sono cose buone, che immagazzino. Vestiti di marca, cellulari iperfunzionali, belle auto … nulla in contrario, ma a me non interessano. Non mi va di lasciare un’immagine così buia.L’oscurità mi appartiene. Ma la luce c’è. Morirei senza luce, senza sole. Periodi simili mi sono capitati in passato. Ma ho reagito senza l’aiuto di nessuno.Una volta sono partito per la Germania, per un lavoro stagionale,pur non parlando tedesco.
Le frasi che hai scritto,( se cambi te stesso cambi il mondo,se migliori te stesso migliori il mondo ..cerca di essere tu quella presenza,quel volto,quella voce.Cerca di esserlo prima di tutto per te stesso! Non sentirti mai estraneo a te stesso! ..Lotta,grida,piangi,incazzati,disperati,dannati…ma fallo per qualcosa,non essere indifferente ai tuoi tumulti interiori,non tentare di ingannare le tue tempeste emozionali,non gli sfuggirai,quelle emozioni,solo loro,solo quelle,ti metteranno in salvo. )le sento in me, sono sempre state in me. Ho provato, con il mio debole carattere e la mia poca volontà, a farle essere non solo sterili parole, ma principi da seguire. E mi fa male pensare che le abbia tradite. Ma devo dirmi (o forse illudermi) che questo è un periodo di un percorso. Non è la mia realtà interiore. Il percorso non è concluso. Non riesco bene ad esprimermi. Ma è come se avessi dovuto annulare quel figlio carino, perbene, ordinato, pulitino, bravo a scuola, signorsì sul lavoro, che in casa puliva, teneva in ordine, non usciva la sera, iniziando un viaggio di annullamento, per arrivare ad uno zero da cui ripartire. Almeno quello zero è vero e non ha secondi fini. Sbagliando,ma sto cercando qualcosa.
Scusa la confusione e la prolissità delle mia parole senza senso.
Un sincero saluto, Davide
Tutto quanto ho scritto era un modo per dire che condivido le tue parole. Io ho cercato e sto cercando una strada per migliorarmi, un mio mondo interiore, e superare quei limiti e quelle barriere che mi creo e che, con uno sguardo oggettivo, considero devianti e sbagliate. Per questo sono arrabbiato. Arrabbiato con me stesso per il tempo e le occasioni perdute.
Davide
@ Route66
Carissimo amico,sorrido nel leggere le tue parole ma,beninteso,si tratta di un sorriso di rabbia e di amarezza.Quando parli dello sbaglio di esserti rivolto ai CPS (centri psicosociali),quando parli delle facili etichette,quando parli di medici (psichiatri) freddi,rigidi e distanti,preoccupati solo della loro incolumità davanti a una crisi di angoscia e disperazione,quando parli delle loro teoriche certezze ostentate con arroganza e protervia,quando parli della loro assurda assenza di pathos emozionale e della loro totale incapacità di entrare in relazione con queste “emozioni ferite”
e solitarie,beh credimi,potrei dirti “dio come ti capisco”.I miei occhi cerulei,nascosti e protetti dietro le sottili lenti dei miei occhialini da astigmatico vedono ogni giorno di queste assurdità,il mio cuore ne è sconvolto ogni giorno,la mia mente nè è offesa ogni giorno dal loro trionfo.
Questi medici,questi dottori,questi scandagliatori dell’animo,delle sue lacerazioni e del suo senso di sgomento e abbandono che passano freddi,indifferenti e razionali davanti a quelle vite che non hanno più nemmeno la forza di proseguire sui loro percorsi verso un destino di ignoto e di spavento,che più non sono disposte ad agitare ancora l’agonia di un’esistenza di maschera…Perchè se fino a poco fa c’era ancora una fragile illusione che dandosi una parvenza decorosa,un contegno,una simulazione di impegno si potesse venire accettati,era ancora possibile venire accolti,ascoltati,aiutati ora non c’è più nmmeno quella.
Un caro amico che scrive su questo forum,mi ha consigliato di non espormi troppo,di non palesare sempre chi sono e cosa faccio.Mi ha suggerito di essere più tattico,più astuto,più accorto.Seguirò la sua dritta,ma la prossima volta…
Sai,caro amico Davide,tu ora parli con uno di quei medici,parli con un giovane (forse troppo…)psichiatra,parli con uno che,per quello chè è e che fa,si porta dentro un senso di colpa e di vergogna intollerabile e angosciante.Parli con uno psichiatra che ha scelto di diventare tale dopo aver tentato il suicidio,dopo aver visto una famiglia distrutta,lacerata,dilaniata da liti e incomprensioni continue,da abbandoni e solitudini che “gridano nel silenzio”. E io,mi sono fatto di “cielo e di silenzio”.Il tuo credo sia un percorso (non un’illusione),ma lo è anche il mio credimi.Non su fronti differenti,ma sulla stessa trincea conduciamo la nostra battaglia.
Pensa a quelle parole “senso di colpa e di vergogna”,e ti sarà più chiaro il concetto.Sono un giovane uomo,non medico,non psichiatra,non “esperto”,giovane uomo,solo quello,solo questo,che guarda all’uomo e si chiede in ogni momento,in ogni circostanza,in ogni occasione se possa fare qualcosa per lui,per l’uomo,se c’è un modo per stargli accanto,se è possibile essergli d’ “aiuto”,di sostegno,se c’è un modo per essergli vicino,per ascoltarlo,per comprenderlo,per gridare insieme la loro angoscia e la loro fatica di essere e di esistere.
Sempre parlando con quel caro amico di cui sopra,sono stato benevolmente rimproverato per questo trasporto,per questo estremo tormento interiore…Pur nell’esiguità dei miei anni,sto accorgendomi di stare sacrificando molto,troppo per tutto questo.E non è giusto!
Niente amore,niente ragazza da tre anni,mi ha lasciato,”no Alessandro,non riesco a garantirti di riuscire a sostenere queste condizioni di vita”più o meno questo mi ha detto,e oggi sono solo.Penso sempre a lei,e avverto forte il desiderio di essere padre,ma intanto gli anni scorrono,passano rapidi e incuranti e io continuo a restare solo.Resto solo per il mio desiderio di stare accanto a chi è solo.E questo sta prendendo il sopravvento su tutto,su ogni cosa,ogni aspetto della mia vita ne è coinvolto e interessato.
Vedi,caro Davide,lottiamo per lo stesso obiettivo,e ci arrichiamo di diverse esperienze,di emozioni e sensazioni che danno il senso del nostro insistere e perseverare.Gioire e piangere,dannarsi e perdersi,ridere e giocare,lavorare e impegnarsi.E anche se “ogni buco è una trincea” (così parlava un ragazzo conosciuto in treno pochi giorni fa),anche se tutto in me,in noi,è sofferenza e pianto,il mio,il nostro,destino non è quello di essere polvere di paura.
Coraggio ragazzo!
Ti saluto e ti abbraccio con sincerità e partecipazione,
Alessandro
Io non ho ben capito chi di voi è RA,o se è tra di voi..quindi generalizzo chiunque tu sia..
Chi ha mai detto che la vita abbia un senso?chi ha mai scritto che siamo utili a qualcosa?
spesso ci capita di vivere la nostra vita idealizzando tutto quanto,ed ecco come ci vediamo: bella vita,bella donna,bel lavoro,salute buona,riconoscenza,ottomismo,sole,ginseng,yoga,prato verde,cane educato,figli laureati,prospettive post-mortem rassicuranti.. non vi fa ridere tutto questo?
non dovete rifarvi all’immagine di voi stessi che avete in testa: non esiste. Molto meglio pensare di non essere niente,di essere inutili,come dice RA,e da lì costruire.. molto meglio considerarsi 0 e costruirsi,che pensarsi 1 e doversi confermare… la verità è questa: SIAMO INUTILI E INSENSATI. Cosa scegliamo di fare adesso?
Ho letto poco più in su e mi sono reso conto che stavate parlando esattamente della stessa cosa…buono a sapersi
La storia di Route66( solo riguardo a questa lettera però) è la mia storia….con molti anni in più e molte disillusioni in più. Chi mi conosce dice di me che sono una persona intelligente e sensibile. Forse sensibile ma quanto a intelligenza, anche per quello che scrivo, ne dubito fortemente. La separazione dalla mia compagna ha soltanto dato la spallata finale alla diga che avevo eretto per tenere a bada tutti i miei problemi….e ora da quella diga, proprio come l’acqua….scivola via tutta la mia vita.
Anche nei commenti commetto errori….no, droga non ne ho mai usata, nemmeno mai fumato….più che la storia per intero condivido il titolo della lettera.
“…Forse sensibile ma quanto a intelligenza, anche per quello che scrivo, ne dubito fortemente”.
Sbagli. Che sei intelligente te lo dicono per educazione, ma non perchè tu non lo sia, tutt’altro – e ti assicuro che io non sono uno “accarezza” la gente ; forse sei troppo “sensibile”, e quello dopo un certo punto diventa un difetto, e una debolezza. E questo succede perchè, come vedi, sei tu che lo pensi di te stesso, e lo fai notare, dalla prima impressione. Sai non tutti hanno voglia di andare oltre la “facciata”, sia che appaia buona o cattiva.
Inutile dirti che se non cambi opinione su di te non te la faranno certo cambiare gli altri. Salvo gente “bravissima” come me a capire cosa si nasconde dietro le maschere, praticamente tutti ti giudicheranno per come ti mostri. C’è tanta gente che ha impostato la vita sulle apparenze. Te capì?