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Confuso

Ciao a tutti io sono Stefano…
Sto vivendo una parte della mia vita che chiamo “confusione” vivo in un periodo di perenni alti e bassi dettati dalle situazioni in cui mi ritrovo… anche se i miei alti e bassi rimangono spesso dei bassi anche negli alti… si capisce? Benché io viva un periodo positivo non è mai da considerarsi un “alto”… sto capendo che non so tante cose che non ho ancora imparato tanto quanto vorrei… non so cosa sia la felicità… forse sono solo attimi… picchi di umore… non capisco perché le persone che ho di fronte riescano a vivere ogni attimo la vita e io invece sia fermo a pensare a ogni cosa che passa… è come se io fossi un turista della vita e tutti gli altri degli abitanti… io mi fermo a guardare a ricordare e a fotografare attimi della mia esistenza mentre gli altri non se ne fanno problemi…
É come se nella mia vita mancasse per quanto la mia vita possa essere descritta come una vita positiva… a me manca qualcosa… mi sento costantemente in ricerca di qualcosa… quel qualcosa di più che dia l’alba ai miei giorni migliori…
Eppure ho tantissima gente che mi vuole bene che mi stima che mi apprezza… perché sono una persona semplice… che troppe volte maschera la sua tristezza al fine di non far sentire male gli altri… sono una persona buona…
Devo capire perché io non trovo la mia via d’uscita dall’ autostrada delle depressione… perché non riesco ad accontentarmi di quello che già ho… perché non riesco a sorridere veramente…
A volte penso di vivere nelle fognature e mentre sto aprendo il tombino per risalire dove splende il sole la vita è il piede che mi ributta dentro e chiude il tombino…
E questo sfogo è solo uno dei tantissimi che sto facendo in questo periodo… alti e bassi…

L'autore ha scritto 5 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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4 commenti

  1. 1
    toroseduto -

    Non dici quanti anni hai. Se vuoi delle risposte, io che ne ho 60, potrei sbagliare di grosso. Ti faccio un esempio, avevo preso il DVD del film “A PROPOSITO DI SMITH” se ricordo bene il nome,l’attore principale è NICHOLSON, uno dei miei preferiti, mia figlia di 26 anni mi disse che era un polpettone, io ci provai lo stesso. E’ un capolavoro, parla del momento in cui il protagonista va in pensione, bella la storia, superba l’interpretazione. Ma non adatto ad una ragazza dell’età di mia figlia. Cosa poteva cogliere lei della crisi di un uomo che privato della carriera e del lavoro sente…ecc. ecc. Comunque io sono un accanito lettore, e dato che nelle tue parole ho trovato un pò di filosofia, ti consiglio di leggere ” Avere o Essere” di ERICH FROMM, oppure,dello stesso autore “ESSERE O AVERE” Va bene per tutte le età, io l’ho letto la prima volta a 30 anni, poi come tutti i libri che meritano, l’ho riletto e approfondito.Sai io penso che Riflettere sulla propria vita può essere determinante farlo con qualcuno importante, perchè nel leggere rifletti, fai tuoi certi concetti, impari a conoscere, l’intuizione mi ha suggerito che tu hai tanta fame di certezze, un buon libro ti può aiutare molto a conoscere
    quello che hai dentro e non riesci a mettere a fuoco. Mi fermo qui, forse troverai le risposte che cerchi a seconda del grado di conoscenza a cui aspiri, io ti ho parlato di un’esperienza fondamentale della mia vita. E’ stato un punto di partenza…

  2. 2
    The Dreamer -

    Ciao Stefano,
    Mario (Toroseduto), che approffitto dell’occasione per saltare, mi ha rispolverato la memoria: “Avere o essere” me lo consigliò un mio docente delle superiori, una guida spirituale per me, un uomo che stimo profondamente nonostante ideologicamente un pò lontano da me.
    Non ebbi modo di concludere la lettura, iniziai ma abdicai e poi concentrai l’interesse altrove. Tuttavia, mi tornano in mente alcuni passi.
    In una delle prime pagine si legge: “meno ho e più sono in grado di amare”. Questa frase, a mio parere la dice lunga: noi ci identifichiamo in quanto CONSUMATORI (non solo a livello materiale)..infatti sfogliando qualche paginetta più avanti trovi: “il consumo precedente ben presto perde il proprio carattere gratificante. I consumatori moderni possono etichettare se stessi con questa formula: io sono = ciò che sono e ciò che consumo”.
    Questo, a mio dire riassume il concetto di fugacità, famelica e ansiosa, estesa alla quotidianità: lavoro routidinario e sempre di fretta, rapporti amorosi di qualche settimana e poi via, orologi, tempi scanditi e preimpostati. Consumo, anzi spreco di tempo dietro a impegni decisi con mesi di anticipo. E il tempo per se stessi? Il tempo della contemplazione chi ce lo rende? La meditazione conseguenziale ad uno stato di rilassamento mentale che porta a porsi domande a livello esistenziale. Chi sono? Verso dove sto andando? Dove voglio arrivare e cosa sto facendo per raggiungere la mia meta? Sto scegliendo la via giusta o mi sto affidando all’ingannosa strada della persuasione, la facile scorciatoia che prevede compromessi valoriali? In definitiva: c’è qualcosa che vorresti? un obiettivo?arrivi alla sera, a letto, quando appoggi la testa sul cuscino e ti dici “oggi ho fatto un passo avanti verso..”?Io credo che certo, sia favoloso ambire, sognare la luna..sicuro!,ma sono le piccole soddisfazioni costanti, alimentate da relazioni affettive PROFONDE a dare sapore ai giorni, e il dolore appartiene all’altalena della vita

  3. 3
    toroseduto -

    Caro The Dreamer,io vado per intuizioni,sono daccordo con te solo nella visone globale e principalmente con le parole che hai usato alla fine. Arguisco che tu abbia qualche anno più di Stefano, ma Fromm
    non si può leggere “sfogliando le pagine”! Concordo con te che tutto quello che viene dai professori delle superiori, puzza. I loro consigli a volte “sono per sentito dire” ma non hanno nella stragrande maggioranza dei casi la conoscenza diretta di quello che propongono.Ti porto un esempio. Anni fa mia figlia al secondo liceo,ebbe come letture consigliate, Cent’anni di solitudine. Un libro
    assolutamente non adatto ad una ragazza o un ragazzo di 15 anni, eravamo in vacanza e lei soffriva con questo libro, mi feci spiegare il tutto, e gli dissi di non leggerlo,che al ritorno a scuola avrei parlato io col prof.Io l’avevo letto 2 anni prima che Marquez avesse il Nobel per la letteratura. E mi resi conto che era un capolavoro,infatti ne feci una doppia lettura consecutiva,volevo fissare bene certe sfumature narrative che non si colgono mai alla semplice lettura di un romanzo di un autore che non conosci. Quando accompagnai a scuola chiesi di parlare in privato col prof.La mia prima domanda fu se aveva letto il libro in questione, buttando lì qualcosa sui contenuti.Era in difficoltà. Ammise di non averlo letto, ma solo sentito parlarne bene. (sono un lettore da 30-40 libri l’anno)
    Che potevo dirgli? A me interessava che mia figlia maturasse in modo graduale e sereno. A questo punto voglio tirare in ballo Stefano. E’
    dotato di sensibilità e intelligenza ma manca di punti di riferimento,
    sai,ci sono giovani che dovrebbero volare più in alto di questo modo di vivere quotidiano che appiattisce. Nelle sue poche parole ho trovato i vuoti che avevo anch’io.E’ tutta qua l’esistenza? O ce di meglio,magari da scoprire, da imparare. Io avrei voluto consigliargli
    direttamente L’ARTE DI AMARE sempre di Fromm, un libro che tutti dovrebbero leggere, una vera guida alle CONTINUA

  4. 4
    toroseduto -

    alle soglie della maturità, ma non si mette a fuoco lo scrittore,il filosofo se non lo si conosce e a mio modesto parere il libro che meglio apre le porte a Fromm è AVERE O ESSERE, anche io dissento da alcune cose che afferma, ma se non l’avessi letto, da cosa dissentivo?
    L’ARTE DI AMARE E’ stato per me (parlo di 30 anni fa, e 30 anni avevo anche io) un punto di riferimento continuo, la ricchezza interiore che
    ho maturata forse stà nelle pagine di questo libro, veramente mi ha insegnato ad amare in senso universale.Se me lo concedi, io non dò peso agli anni che ho, e nel caso di un’eventuale risposta, ignora che ho 60 anni. Ma ho avuto molta vita che mi ha attraversato, e se non avessi cominciato finalmente a capire questa mia insoddisfazione da cosa derivava, sarei vissuto male,avevo i malesseri che descrive Stefano, non mi accontentavo, parlavo con preti, ho letto la bibbia, il corano tutti gli scritti di E. SHURE 40 volumi! Era una mia esigenza interiore. un anno andai al campeggio, 12 giorni coi miei amici, non andai un giorno al mare, stavo leggendo Ovidio Pitagora Platone…ma la sera prendevo la chitarra e conciliavo l’esigenza dell’età cantando Guccini De gregori e Neil Young. Avevo la ragazza che mi chiamava JECKILL, però sapeva questa mia particolarità, e gli
    faceva anche piacere quando gli raccontavo qualcosa di quello che leggevo.Mi è costato molto trovare un equilibrio, la scuola non mi ha dato niente, l’ho fatta con lo stesso spirito che ho avevo durante il servizio militare. Mi mancava qualcuno con cui parlare di certe cose di filosofia, ma farlo con un vecchio di 50 anni mi deprimeva. Non c’era internet a quei tempi, the self made man, mi sono definito all’epoca, poi ho allargato i miei orizzonti e saziata la mia prima fame, sono ancora studente. E dire che di professione ho fatto e faccio ancora il musicista, ma mi fermo qui, non voglio darti l’impressione che ami molto parlare di me, ho ritenuto di farmi conoscere un po’, tutto quà.STEFANOOOO ?

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