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Come se l’amicizia costasse meno dell’amore

Lettere scritte dall'autore  

E’ più uno sfogo fine a sé stesso, che altro. Alla fine so essere anche colpa mia.
Siamo alle solite: donne che scelgono qualcuno, ma poi hanno bisogno dell’amico che le fa sentire ascoltate, protette, coccolate e comprese come il loro “lui” non sa fare. Sanno tutto, ma non agiscono. Ruminano, girano attorno, ti dicono “oggi va meglio”, per poi sfogarsi in piagnistei quando le cose tornano (ovviamente) a non funzionare. Scontente, frustrate, ma in cerca della cuccia calda dove andare quando le cose vanno male. Tipo rifugio che non costa nulla.

Chiedo alle donne: “Ma vi rendete conto della differenza delle cose? Di quel che un rapporto sa dare o non dare?”.

Sono stanco dei confessionali, dell’assistenza psicologica, dei consigli dati “pro vita” senza vedere che dall’altra parte c’è ALMENO una comprensione reale del fatto che essere amici non è cosa scontata, bensì uno scambio. Alcune lo capiscono e sanno nutrire un’amicizia ridando alla loro maniera qualcosa, altre sono troppo prese dai loro problemi per capire… e finiscono per fagocitarti. Cerchi di farle capire, paiono aver compreso, ma poi tornano uguali. Ho anche soprasseduto sull’attrazione fisica quando ho avuto di fronte una persona che non volevo assolutamente perdere dato il suo valore assoluto per me. Ma non sempre è possibile farlo.

Chiedo alle donne: vi rendete conto che essere amici tra uomo e donna potrebbe essere ancora più difficile visto il rischio dell’attrazione fisica?

Amicizia non è un prendere praticamente sempre, senza dare spazio all’altro di esprimersi anche solo per sentirsi presente nella cosa, e non semplice water dove vomitare tutto. Amicizia non è sedare la propria “fame ringhiosa di sfogo” per sentirsi meglio. Non è questo. Non è fare i pulcini bagnati quando si arriva al punto di non ritorno.

E si arriva sempre lì… a sentirsi trasparenti come SpeCtri…
… come se l’amicizia costasse meno dell’amore.

L'autore ha scritto 37 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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15 commenti

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  1. 1
    The Dreamer -

    E se ti dicessi che io e il mio amico siamo stati insieme per anni ci siamo lasciate eppure siamo il mondo l’uno per l’altra? Se ti dicessi che il nostro è un rapporto fatto di CONDIVISIONE al 100%, indipendentemente da attrazione fisica?
    Io sono la persona che più lo conosce al mondo e per lui è uguale nei miei confronti: di acqua sotto i ponti ce n’è passata!, noi ci rifugiamo l’uno nelle braccia dell’altro quando le cose non vanno, viviamo insieme avventure, sfide quotidiane, abbiamo gli stessi ideali, principi affini, ragionamenti simili, ci proteggiamo a vicenda, da anni uno rappresenta IL punto di riferimento per l’altra e viceversa.
    In definitiva, siamo usciti dai ruoli: lui è lui, io sono io, lui non è un amico, non è un fidanzato, non è un confidente. Lui è semplicemente tutto per me. E non credere che sia tutto rosa, o che voglia farti credere questo. Le difficoltà ci sono, come pure lo sconforto, ma nessuno dei due fa il prete nel confessionale all’altro. I momenti per me più intensi sono i nostri silenzi, il saper starci vicino rispettando quello che si avverte essere (e non ci si sente raccontare!)il dolore dell’anima che ti siede accanto.
    Tutto questo può sembrare incapacità di prendersi una reciproca responsabilità, ma è il perfetto contrario. E’ la scelta di essere concatentati l’uno all’altra, è la scelta di non vincolarsi in ruoli, ma di sentirci l’uno lo specchio dell’altra, seppur diversi in molti aspetti.
    Mi sembra di capire che il problema che poni è la mancanza o il deludente feedback. L’amore si nutre di se stesso, l’amicizia ha bisogno di reciprocità.
    L’amicizia. Parliamo di quella VERA? Certo, non è SOLO bisogno di supporto, ma è ANCHE quello. Credo che solo una certa maturità possa predisporre le basi di una amicizia degna del suo nome (per quanto mi riguarda “voler bene” non significa essere capaci di essere amici, il primo è l’espressione verbale di un sentimento, la seconda è una relazione, difficile e semplicissima insieme).
    Ciao

  2. 2
    Spectre -

    Il tuo parallelo amore/amicizia non mi convince, nel senso che l’amore, per conto mio, ingloba anche un rapporto di amicizia che ha fatto un passo ulteriore, per cui richiede le stesse caratteristiche.

    Però nel complesso ti do ragione. Anche per me un’amicizia forte è una grandissima presa di responsabilità reciproca, molto impegnativa, infatti chiedo proprio… la reciprocità. Poi è chiaro, tutti facciamo anche da padre confessore per le persone a cui vogliamo bene, ma è una richiesta inevitabile, anche puramente inconscia. Credo che a tutti prima o poi cresca un malumore che ti dice “ma possibile che io sia sempre qui a raccogliere cocci degli altri, ma per i miei non c’è mai tempo?” infatti poi mi sovviene un altro dubbio: rapporti così stretti, finita la necessità dove vanno a finire? Si esauriscono? Non è bello… è il solito soddisfare bisogni.

    Dubito una cosa però: come puoi dire che non vi vincolate in ruoli? Si prende cmq un ruolo, è solo il confine che è più o meno labile. Fate sesso? sesso da amici? stando così vicini? anche non darsi ruoli è darsene uno…

  3. 3
    The Dreamer -

    Ciao,
    mmmh, mi piace il fatto che non ti convinca. Perchè vista da fuori anche a me i conti non tornerebbero, e perchè credo le contestazioni e le perplessità siano più interessanti dei consensi.
    Allora, tentando un rewind chiaro e sentitico provo a spiegartela così: sarà sicuramente compromettente questa rivelazione, ma inanzitutto devo premettere che sono molto giovane. Io e lui siamo cresciuti insieme: a vista esterna “fidanzatini”, vissuta da noi era una reciprocità totale. Con questo intendo che ci siamo dontati a vicenda senza riserve. E, perdio, non me ne potrò pentire mai. L’ho fatto con tutto il cuore e l’anima, con totalità, estremismo (contestabilissimo!), entusiasmo, passione (non parlo della passione fisica, ma della passione allo stato puro, mi dispiace ma questo è un concetto che mi riesce complicato estrapolare attraverso parole, è troppo immenso).
    La questione dei ruoli, giustamente dubiti. Certo a nostro modo, rivestendo un’identità diveniamo un ruolo. Mi riferivo (perdona la superficialità, l’ho lasciato sottointeso!)ai ruoli standardizzati, socialmente riconosciuti e denominati.
    Condivido in pieno il fatto che l’amore ingloba amicizia: è l’etica che abbiamo seguito. Intendevo questo: la condizione d’esistenza dell’amicizia per forza deve essere reciprocità, non intesa come obblighi o pesi, bensì come approccio naturale, voluto, profondamente sentito. L’affetto è il sentimento che preclude l’amicizia, ma non è detto che chi ti vuole bene è in grado di costruire un rapporto di amicizia con te, di starti vicino e di sentirsi appagato dalla tua presenza, per una serie di possibili motivi. Per quanto riguarda l’amore, quando ti innamori davvero ami anche senza corrispondenza, ami e non ci puoi fare niente. Impazzisci, ma non puoi non amare se ami. E non è detto che ti innamori di una che è prima (cronologicamente) tua amica. In quel caso i passi sono graduali.
    Capisci?
    Dove finiscono? Nel tuo cuore, sempre. Ma perchè devono per forza finire??!

  4. 4
    Spectre -

    Ah capisco benissimo, anzi IO sono un sostenitore dell’amore che viene dopo l’amicizia, forse perché non sono un gran venditore di me stesso, ma amen.

    Io odio quei discorsi alquanto banali che finiscono con “beh no no dai, tu sei un mio amico/a, non POSSIAMO avere una storia”. Peccato che poi i miei rapporti d’amore più duraturi sono scaturiti proprio da conoscenze lunghe… partendo da un’amicizia. Guarda te…

    con me si sfonda una porta aperta s questi discorsi.

  5. 5
    The Dreamer -

    Hai detto con altre parole quello che ho sempre pensato anch’io.
    L’amore per me è una cosa diversa sia dall’innamoramento (fase primordiale), sia e ancor più dell’infatuazione. Quest’ultima avviene verso un flash che ci trasmette una determinata persona, che spesso quando si approfondisce la conoscenza, ci si accorge essere lontana da noi. L’amore è altro. Laddove c’è la fortuna che sia reciproco, prevede conoscenza, un cammino unico a due, l’accoglienza e la presa di RESPONSABILITA’ dell’altro/a, il bisogno di sapere che lui/lei esiste (“e ti vengo a cercare, anche solo per vederti o parlare, perchè ho bisogno della tua presenza”). E perchè non partire da una splendida, meravigliosa amicizia? Per questo parlavo di maturità. Di sicuro egocentrismo, superficialità, menefreghismo nei confronti del prossimo, materialismo, incapacità di andare oltre l’apparenza, importanza concentrata su pettegolezzi e sciocchezze e “galleggiamenti” vari a mio parere escludono un rapporto inteso come due anime, due cuori, due menti, due corpi che si fondono l’uno nell’altro.

  6. 6
    Spectre -

    che belle parole. proprio così.
    finalmente mi ritrovo con qualcuno che pensaquel che penso io.

  7. 7
    The Dreamer -

    dai non ci credo che sono la prima! anche se effettivamente anche per me è una rarità trovare qualcuno che capisce quello che intendo, anche solo vagamente, figuriamoci condividerlo poi!

  8. 8
    Spectre -

    più che la prima, è una rarità sì.
    Perché la tentazione di incanalare in categorie i rapporti viene a tutti, anche a me eh, però vedo che spesso, SE lo faccio, per me i confini restano cmq labili perchè penso sempre che se mi trovo tanto bene con una donna, è stupido sprecare un’occasione con questi ottimi presupposti. La difficoltà è quella di trovarsi con gente che ha praticamente BISOGNO di definire i ruoli per starsene tranquilla. Come allineare degli oggetti sul tavolo per essere a posto.

    Sai cosa sta capitando a me recentemente? Sto cominciando a tagliare con l’accetta i miei discorsi quando sento parlare di “amicizia” perché ho la fortuna di avere amici, ma soprattutto amiche VERE, per cui posso rendermi conto di cos’è un rapporto di amicizia vivo e nutriente, e so che mi appaga solo se è in QUELLA maniera o in una certa maniera (scambio/condivisione). Altro mi stanca, non mi piace e non mi soddisfa, per cui tendo a tagliarlo. Mi sta accadendo molto spesso di constatare che si arriva ad un punto di non ritorno con alcune donne le quali ti dicono il classico “io ORA non posso dare altro che amicizia”, e da me ricevono un altrettanto non trattabile “io ORA non posso dare amicizia”. E restano stranite… “dispiaciute”.

    Come se essere amici, fosse sinonimo di “non avere una relazione”, cioè un passo in meno. Un “restiamo su un piano meno profondo” ma allora si chiama conoscenza, e la conoscenza non implica avere diritto a tante cose che piacciono molto alle donne tipo l’ascolto, la comprensione, la vicinanza, che però non è così scontato avere da qualcuno che non sia un vero partner. Come dicevo in apertura… come se l’amicizia costasse meno dell’amore. come se dare amicizia fosse meno un “impegno”.

    La cosa mi infastidisce moltissimo.

  9. 9
    The Dreamer -

    Allora io penso che l’amicizia di questi tempi sia parecchio frantesa.
    I casi più corposi e conformisti per quanto mi riguarda sono 2:
    1) RIPIEGO. Tradotto: “non ho voglia di impegnarmi e questo ti sia chiaro. Però mi fai comodo se resti a portata di mano, caso mai un giorno mi sentissi un po solo/a magari ci becchiamo, così mi conosoli un pò. ma stai attento/a a essere carino/a se no penso che tu sia cattivo/a, cinico/a, insensibile”.
    2) SUPERFICIALITA’. Ovvero: “amicizia” confusa con “uscite in gruppo del sabato sera”, “divertimento in compagnia”, “spritz al bar insieme”. Ok, queste cose non le ho mai provate. Poi dicono “chi disprezza, compra”. Non voglio giudicare queste abitudini solo perchè diverse dalle mie. Tuttavia mi fanno riflettere: queste “amicizie” sono come le onde, vengono quando si esce, e vanno quando si ha altri impegni. Spesso questi rapporti (ripeto, considerati “amicizia”!) si concretizzano con a: “ciao, mi sento male. possiamo parlarne?”, b:”mi disp., ho da fare, ci sentiamo”. Per me questa non è amicizia, se io sapessi che un mio amico/a sta male, andrei da lui/lei senza nemmeno aspettare che me lo chieda!
    Credo che la vera amicizia lunge da questi tempi, o meglio dalle menti compromesse all’andazzo comune di qusti tempi.
    Può essere che non condividi, ma mi ha fatto comunque piacere parlartene.
    The Dreamer/Pimpacherry/Stefy

  10. 10
    Spectre -

    concordo, concordo, e in alcuni casi assomiglia alla prima.

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