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Che sia davvero lei?

Ciao a tutti.
L’ho vista e ho perso la testa.
L’idea di lei fin dal primo minuto era quella della donna che volevo. L’idea di lei mano a mano che l’ho conosciuta, seppur vedendola solo per pochi giorni al mese ha trovato conferma.
Per lei ho mollato all’istante la mia relazione più che stabile da molti anni. Per lei ho fatto cose mai fatte.
Ho provato emozioni che non ricordo di aver mai provato.
Ho trovato la gioia nel seguire il mio istinto, l’idea che avevo di lei, i miei sentimenti più puri ed irrazionali.
Ho pensato alla donna perfetta, alla mamma dei miei figli a mollare tutto e a cambiare vita per lei che vive molto molto lontana da me e dalle mie abitudini e dalla mia vita. Per come è lei, e sopratutto per come mi fa sentire ho pensato di sposarla. Ho pensato che una persona che mi faceva star così bene la volevo per sempre al mio fianco. Tutto questo in pochi mesi. Cavolo!!! Tutto questo in pochi mesi. La maggior parte dei quali passati senza lei. Ma come è possibile mi chiedo? Che fosse un mio bisogno? Una fuga da una vita ormai piena di routine e di celate insoddisfazioni? Mi sono sempre posto tante, forse troppe domande. Perché un trasporto così verso una persona? Perché sentirmi autorizzato a stravolgere la mia vita, a prendermi rischi notevoli solo per conoscerla meglio, per viverla con quotidianità?
Che l’abbia idealizzata troppo? Che abbia caricato su di lei i mie sogni?
Non lo so. So solo che tutti i pensieri che ho di lei, tutti i sogni che lei mi fa provare nascono dritti dritti dal cuore e mi emozionano. E per questo li sento veri, puri e da seguire.
Li ho sempre seguiti. Lei mi fa stare bene e mi calma. Mi fa sentire tra le braccia di una madre. Non so spiegarlo. È quasi terapeutica. Mi fa vedere la vita sotto una altro aspetto. Forse è successo tutto troppo velocemente dentro di me. Pur desiderandola alla follia, pensandola sempre, ogni giorno da un anno a questa parte tutte le volte che lei mi dimostrava che forse, forse i mie sogni e desideri erano realizzabili mi sono fermato. Oppure ero solo io a crederli realizzabili? Tante volte in poco più di un anno. Troppe volte le ho esposto i miei dubbi e le mie perplessità. Forse perché ho paura di cambiare vita. Vivrei in un paese all’estero, con niente di quanto ho qua, senza un lavoro sicuro. Forse perché ho paura di non piacerle nella quotidianità del vivere insieme, forse ho paura che non mi piaccia lei. Non lo so alla fine mi sento di avere iniziato un percorso e dentro di me c’è come un istinto che mi frena. Non so cosa sia ma vorrei tanto buttarmi a capofitto in questa avventura. Mi sento di perdere quello che ho sempre cercato e che avevo trovato.. Ma questo istinto frena.
Ma non demordo. Forse tutti questi dubbi nascono inconsciamente per farmi capire se sono davvero disposto o no a mollare tutto per lei. Ogni volta mi fermo a riflettere, da solo, ci lasciamo, ma dopo pochi giorni non riesco a staccare la spina e ricomincia tutto da capo. È talmente invadente il suo pensiero e ciò che lei mi fa sognare che non riesco a tenerlo dentro. E torno alla carica. Torno alla carica.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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5 commenti

  1. 1
    libera -

    Sono nella tua identica situazione…leggendoti mi sembra di leggere la passione e i dubbi che mi manifesta il mio ”lui”…anche noi lontani, anche noi quando ci vediamo trascorriamo un tempo che è fuori dal tempo e che anch’io temo di rovinare nel momento in cui dovessimo trovarci ad affrontare la vita quotidiana di ogni giorno, per un tempo più lungo…
    Non so immaginare di vivere definitivamente nel suo paese nè so immaginare lui nel mio…per adesso viaggiamo, sogniamo, sentiamo tanto uno la mancanza dell’altra…ma non me la sento ancora di smettere di sognare. Poi si vedrà…

  2. 2
    The Dreamer -

    Paolo e Libera
    Ragazzi, credo che qui sia questione del dilemma: ragione o sentimento?
    Logicamente, le vostre perplessità sono lecite.
    1) La realtà molto molto spesso delude o, ancor peggio, disillude l’idea che noi ci costruiamo nei confronti di un determinato oggetto/soggetto. In fondo fantastichiamo per piacere: siamo noi, inconosciamente, a scegliere chi, che cosa, come, dove, quando.
    Evdiamo dalla quotidianità attraverso i sogni, siano essi intesi quali onirici (la teoria elaborata da Freud prevede che attraverso il sonno emergano i desideri repressi), o fantasticheria ad occhi aperti.
    Giorno per giorno coccoliamo il nostro interesse e lo adagiamo nel limbo dolce della nostra mente, lo incorniciamo di aspettative e lo nutriamo con dedizione, amore e impulsi, nonostante la ragione, i suoi dubbi prepotenti e sconvolgenti.
    2) A livello pratico si tratta di realizzare concretamente un sogno.
    Come si fa a sentirsi all’altezza? Come possiamo non sentirci spaesati di fronte al re/alla regina delle nostre aspettative che piano piano si deve vanificare nell’immaginazione per tramutarsi in compagno/a di vita?
    Ebbene sì, l’idea meravigliosa, automatica e dolcissima a questo punto richiede impegno, sacrifici, coerenza, scelte, bivi: rischio.
    Vale la pena correre questo rischio? La mia risposta o, a dirla meglio, il mio augurio a voi è SI’, CERTO senza ombra di dubbio.
    Per quanto questo percorso si possa rivelare difficile, tortuoso, lungo, in salita, scivoloso.. non ha importanza, percorretelo.
    Con tenacia, donatevi senza riserve, non fatevi stritolare l’anima dalle tenaglie del dubbio, della paura, dei dilemmi..liberatevi dentro partendo. Il vostro viaggio vi sta aspettando, comunque vada è lì che vi aspetta. E’ stato prenotato per voi, nessun altro può sostituirvi, quindi forza, arrendetevi alla forza dell’amore, rilassatevi e fatevi trasportare..In fondo, che avete da perderci? Niente, tanto tutto è in continua fase di mutamento, sempre.
    Fatemi sapere! Ciao

  3. 3
    Spectre -

    Beh, è una bella lettera da leggere. È bella la spinta che ha.
    E allora penso a quanto mi piacerebbe poter togliere tutti i freni che devo per forza tenere con una persona che mi fa provare cose simili, anche se molto ma molto filtrate da certi paletti grandi come grattaceli non imposti da me, bensì accettati. Purtroppo sono costretto a conviverci. Costretto, costretto e costretto. Prendere o lasciare, pazientando, pensando che non ci si potrà far nulla, ma sperando che qualcosa si sblocchi.

    Credo che l’importante sia tuffarsi, agire, dire… far sentire la passione, le vibrazioni con naturalezza, anche se possono portare a parole dritte come pugni. Poi si vedrà se questo tuffo definitivo può essere fatto o no.

    Per cui… ti invidio e mi chiedo pure io: che sia lei davvero?

  4. 4
    scruciola -

    Agisci e vivitela fino in fondo vada come vada, se penso che fino a poco più di un anno fà ho provato le stesse sensazioni mi vengono ancora i brividi… la passione è una delle cose più belle che c’è nella vita soprattutto quando è condivisa con un’altra persona. Se ne vale la pena molla tutto e goditela fino in fondo
    in bocca al lupo

  5. 5
    rossana -

    paolo 68,
    di primo acchito, questo mi sembra la vera scoperta di quanto è nelle aspettative della mente e del cuore, che pochi hanno la fortuna di incontrare in carne e ossa. resta il dubbio di quanto la ragazza possa essere stata idealizzata dalla lontananza e dal sogno. per la sessualità, tutto ok?

    non mi sembra, però, così difficile, se non sei troppo avanti con gli anni, mettere a fuoco il miglior progetto per voi. innanzitutto con qualche vacanza di almeno 15-20 giorni insieme, qui o nel suo paese, per passare, poi, a ipotizzare in concreto una vita in comune nel luogo che razionalmente meglio si presta a formare una solida base di vita concreta.

    credo che la tua esitazione possa essere formata soprattutto dalla paura di “affrontare” il tuo sogno interiore, di vederlo svanire nel trasporlo nella realtà. forse, anche, paura di perdere la tua autonomia, timore che assale tutte le persone innamorate: non si può più fare i conti solo con se stessi, si è costretti a farli anche con l’altra persona, a dipendere da lei più o meno quanto lei dipende da noi, per essere “felici”. e questo spaventa di brutto chiunque! soprattutto se il sentimento è molto forte e intenso.

    “chi non risica non rosica”, proverbio che in sintesi ben si presta a questa storia, di per sè molto intrigante e affascinante. chiediti: che cos’ho da perdere? e risponditi con onestà: me stesso, la mia sicurezza economica, la mia tranquillità o il mio sogno?

    dalla risposta già puoi venire a capo di qualcosa…
    un abbraccio, con un pizzico d’invidia per questa tua tormentosa gioia…

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