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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015.
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Rossà, le tue deduzioni sono frutto di acquisizioni cognitive corrotte da una visione paranoica della realtà, che tu ovviamente non puoi osservare ma chi le osserva dall’esterno nota benissimo. La nota di Suzy sul valore che si dà a certi fenomeni attraverso la relativizzazione soggettiva, come fai tu, spiega perfettamente come il tuo rossanocentrismo condizioni la visione critica della realtá.
Se io tengo al mio temperamento? Certo, come tutti, ma non mi aspetto nè cerco l’ammirazione degli astanti, non ne ho bisogno, sono fin troppo sicuro dei fatti miei. La mia è una “patologia” più comoda della tua, perchè il mio “squilibrio” non richiede nessuna “protesi” esterna per alimentarsi. Tu invece sei inguaiata, ne hai bisogno, dipendi dal ritorno che ti dà il pubblico davanti al quale ti esibisci.
Wath means “batostato”? Forse ho solo smontato illusioni con le quali si gestivano certe emozioni, che tu alimentavi “pro LaD tua”. Se la linea “ammore” è stata abbandonata non può essere che avesse perso appeal a causa di certe subentrate…obiezioni?
Per Trader
– “la mia prima comparsa su LaD risale al 2014. (…) mi ricordo che in generale l’utenza media era deprimente, sembravano tutti dei depressi che scrivevano qua per sfogare i propri problemi.” – Vero! All’epoca in generale l’atmosfera non era gioiosa, né culturalmente elevata. Fino a qualche anno dopo, spesso i confronti erano basati su problemi abbastanza semplici, parte di basilari quotidianità. Soprattutto i giovani avevano modo di migliorare le proprie conoscenze sul modo di essere e di pensare del sesso opposto. Per me allora l’aspetto più interessante era l’impegno ad intuire età, esperienza di vita, preparazione culturale e attitudine relazionale dei nick con cui poteva essermi utile aprire dialoghi.
– “Dopo qualche anno ci tornai, mi pare nel 2018 o 2019, con l’intento di raddrizzare LaD, ma invano, come sai.” – A mio avviso si può “raddrizzare” un sito ma bisogna essere almeno in 2. Meglio se in 3… sempre se molto affiatati nel comune intento…
… segue
– “Rimpiangevo la mia Indymedia, chiusa due anni prima, dove si l’ottava per il bene comune, dove circolava l’informazione, non i piagnistei di relitti umani in cerca di compassione.” – Anch’io rimpiango la LaD dei primi 3-4 anni, dove discussioni arricchenti si affiancavano ad altre meno impegnative. Si poteva scegliere, nel reciproco rispetto. Ogni forum finisce con l’essere definito dalla maggior parte degli utenti in sintonia fra loro.
Facebook è approdato in Italia nel 2008 e ha capovolto il modo di porsi nel virtuale. Dove ora prevale il più o meno sincero intento di apparire in termini positivi, a scapito della realtà dell’essere.
Si è però talmente bombardati di notizie che non è da confronti fra 3-4 nick nel virtuale che oggi si può trarre serie conclusioni su temi di apertura nazionale o mondiale. Lettere di questo tipo restano senza riscontri.
Pur essendo tanti i siti online a disposizione, più o meno caratterizzati, non è facile trovarne uno adatto ai propri gusti e alle proprie esigenze.
Suzanne, lo so bene, il tempo è denaro. Gli investimenti producono soldi nel corso del tempo, al lavoro si viene retribuiti in base al tempo. Più tempo passa e più soldi si ottengono, quindi i soldi che si percepiscono sono illimitati, ma è limitato il tempo a disposizione per farli. Dipende tutto dal tempo, è il tempo il motore che muove tutto e che è finito, perché noi siamo mortali.
Ok, ma una volta che sei a Milano, quanto tempo impieghi per bere un caffé prima o dopo il concerto?
Vabbè, non insisto, sono affari tuoi. Mi vengono in mente la canzone di Jovanotti “tempo, comunque vadano le cose lui passa…” E la canzone dei Pink Floyd “Time”. Anche “Money” dei Pink Floyd è tanta roba.
No, intendevo tempo da spendere con le persone che ami, per le tue passioni, per pensare, per viaggiare, per ridere. Non mi sarebbe mai passato per la mente di dedicare parte di quel tempo risicato a sconosciuti quando non riesco manco a vedere i miei amici!
P. S. Il tempo impiegato per fare soldi per me è tempo perso. I soldi senza tempo non valgono nulla.
MG, sinceramente non è che io abbia avuto intenzione di cambiare alcunchè di LaD, ma certo notavo la tendenza di molti di cercare “conforto” alle proprie angosce attraverso le risposte dell’utenza, cosa che creava una distorsione degli atteggiamenti in funzione degli obiettivi da raggiungere. Di fatto si notavano “raggruppamenti” ideologici che non portavano a nessun chiarimento della questione in argomento, per questo a suo tempo parlavo di “club”, e non di un simposio.
Poi è arrivato il Baddy Time, dove lo scopo, non eplicito ma palese, era il contrasto alla mia “presenzialità”, che pur non volendo irritava chi in qualche modo da questa si sentiva “urtato” nell’opinione che aveva di sé.
È chiaro che con quei presupposti non è possibile nessun dialogo che possa definirsi costruttivo, e da lì le scaramucce che ne sono derivate. Insomma, come in tutti i gruppi sociali, le insicurezze emergono quando qualcuno anche involontariamente le fa emergere, e a quel punto le reazioni vengono dettate più dagli intestini che non dalla ragione.
Trader l’unico denaro che hai visto finora è quello del monopoli. Ormai lo sanno anche i sassi che i soldi non si fanno scambiando il tempo con il proprio lavoro, ma con business scalabili che non richiedono necessariamente la propria presenza una volta avviati. Certo che come consulente finanziario sei scarsino..
Se vuoi ti do io qualche dritta ( ne hai bisogno ). Però le mie preziose informazioni devi pagarle ovviamente. Minimo 200,00 euro cadauna.
Questo sito non era altro che un piangitoio. I giovani non potevano imparare proprio nulla qui, al massimo ci si sfogava. E per ciò che concerne il mostrare “la realtà dell’essere”, sarebbe già buona cosa se la ricerca di consensi non venisse mascherata da altruistica benevolenza.
Ad ogni modo ci si mette a nudo con persone della propria sfera intima di cui abbiamo piena fiducia e non certo con una platea di sconosciuti. Ma capisco che chi ha delle vite molto vuote cerca di nutrirsi di quelle altrui.
Suzanne, Golem è uno sconosciuto?
Vabbè, comunque, si, il tempo è il bene più prezioso. Ricordo nuovamente che sotto Natale entrai in un negozio a comprare le scatolette per il gatto. Una volontaria raccoglieva offerte per il gattile. Presi in fretta circa cinquanta Euro di scatolette che le donai dicendo:”Scusi la fretta, ma devo scappare. È il tempo il bene più prezioso, non i soldi”.
Capisci Suzanne, il tempo dedicato a fare soldi per donarli, non per comprarsi vestiti costosi, non è tempo perso. Ti racconto un altro aneddoto. Dopo un paio di volte che organizzavamo cene con amici, dissi loro:”Questa volta non vengo. Quei trenta Euro voglio donarli a chi ne ha bisogno”.
Avere come stile di vita solo farsi i fatti propri, mangiare, bere e ridere con gli amici, mentre i Palestinesi muoiono di fame, è peggio che un atteggiamento egoista, è ABOMINEVOLE.
MG. Mi venisse un tumore maligno se non è vero che ho un patrimonio dell’ordine delle centinaia di migliaia di Euro.
MG, non sei molto perspicace.
Rileggi ciò che ho scritto. Ho parlato anche di investimenti, quindi non scambio del mio tempo con il lavoro, bensì rendite, cioè soldi che non richiedono la mia presenza.
Tu sei quella che sta alla larga dalle azioni bancarie, a nulla è servito che ti ho detto che mi rendono migliaia di Euro all’anno. Ma che te lo dico a fare, credi pure a quello che vuoi.
“Se vuoi ti do io qualche dritta”
No, grazie, vivi delle tue fantasie di app che vendi ai Tedeschi. Invece io le dritte non te le do, perché sarebbe tempo perso.
“le insicurezze emergono quando qualcuno anche involontariamente le fa emergere“
Golem, già. Hai descritto la dinamica in modo preciso, soprattutto con questa frase.
E mi hai ricordato il condominio in cui abitavo in Italia.
“le tue deduzioni sono frutto di acquisizioni cognitive corrotte da una visione paranoica della realtà, che tu ovviamente non puoi osservare ma chi le osserva dall’esterno nota benissimo” – Se a notarle sei tu, non potrebbero giungermi più gradite! Hai finito di essermi molesto con zampate da bullo di periferia, caro gentleman, protettore di vecchiette!
Da appunti sparsi sulla tanto vantata coerenza:
– (…) la vendetta dichiara pur sempre un interesse emotivo che potrebbe persino inorgoglire la…vittima. Meglio ignorare chi ci non ci merita. Si è superiori.”
– “avrei dedicato la mia vita al loro dolore, e qualcuno si è pentito di non averci creduto.”
Nella seconda versione ci hai provato, con il massimo impegno, e ti sei pure divertito.
Chi è sicuro di sé e non cerca approvazione non ha bisogno di raccontare di continuo la sua dorata quotidianità, accantonando fallimenti e frustrazioni.
Rossana: “A mio avviso si può “raddrizzare” un sito ma bisogna essere almeno in 2. Meglio se in 3… sempre se molto affiatati nel comune intento…”
Hai ragione, due interlocutori possono aprire un dibattito, ma qua si viene disturbati da troll che si inseriscono nella discussione, oppure sono i due interlocutori ad essere distratti, rispondendo alle stupidaggini che dicono gli altri. Accade anche a me, quando leggo certe castronerie di altri utenti. È irresistibile, non si riesce ad evitare di contestare le stupidaggini grandi come case che scrivono gli altri.
Suzanne, è difficile da spiegare, forse tu riesci a capire.
Quando si parla di fare soldi, tutti pensano a fare soldi per se stessi, per spenderli per comprare cose per sè, perché è quello che farebbero tutti con i loro soldi. Oppure per non spenderli e tenerseli sotto il letto, ma è uguale, spenderli per se stessi o tenerseli in banca è egoismo.
Intanto per me i soldi sono un mezzo, non il fine. Uno strumento per raggiungere gli obiettivi. Per la maggioranza l’obiettivo è, appunto, comprare cose per sè. Si può spenderli per bere, drogarsi, oppure comprarsi l’auto di grossa cilindrata, bei vestiti, andare dall’estetista, in palestra, oppure finanziare un viaggio, comprare un libro per accrescere la propria cultura. Meglio spenderli per la propria cultura che per drogarsi o per il lusso, ma è pur sempre un atto egoistico, finalizzato ad fare qualcosa per sé, non per gli altri.
Poi finisco di spiegare.
Ma la mia non è vendetta Ros, è la lenta spoliazione dai veli che ti vestono da persona “perbene”.
Anche nelle tue difese mostri i valori ai quali “fai credere di credere”, e la dipendenza dai giudizi altrui, pensando che a me disturbi il tuo mettere in evidenza quelle che a te appaiono incoerenze.
Non mi frega niente Rossana, io, lo ripeto, non ho nessuna reputazione da salvare, tu sì, tu l’avevi.
La mia quotidianità la racconto solo se è utile a completare il quadro discorsivo in corso. È il tuo dente dolente che fa battere la lingua su certi dettagli, anche quando sono irrilevanti, mostrando così, con l’invidia sociale, di non sentirti quello che ritenevi di meritare di dover essere, con un “anelito” tradotto in quel modo dalla tua qualità interiore.
Chissà dove credi di arrivare andando a spulciare intere annate di LaD con la speranza di prendermi in castagna. Ancora non capisci che io non ho niente da perdere mentre tu, per quel poco che ti resta, sì.
Ma se nel cercare di fare soldi facciamo qualcosa che ci piace, il problema dove starebbe? Io ho creato una app perchè spero/penso di guadagnarci, ma anche perchè mi sono divertita a crearla. Così come mi piace fare molte altre cose che potenzialmente mi possono portare un guadagno, come ad es. i libri che sto scrivendo.
Suzanne collega il denaro a situazioni deprimenti, e i discorsi di Trader colpevolizzano chiunque si concede cose per se stesso/a. Il senso di colpa è la prima cosa da evitare se si vuole attrarre abbondanza ( e quindi benessere finanziario ), in quanto il senso di colpa genera energie molto basse che influenzano negativamente il nostro campo vibrazionale. Tutto questo allontana da noi le situazioni positive e le opportunità. Il concedersi piacere e fare cose che ci allietano smuove invece in noi frequenze alte, che a loro volta faranno accadere quello che desideriamo. E’ una vera e propria legge fisica.
La generosità e l’ altruismo sono cose belle, bisogna però anche convogliarli nella giusta direzione, verso qualcosa o qualcuno che merita il nostro gesto. Altrimenti – e parlo per esperienza – tanto vale lasciar perdere, perché non solo sprecheremmo il nostro tempo e le nostre risorse, ma verremmo anche contaminati a livello spirituale.
Bisogna anche evitare di essere eccessivamente attaccati al denaro ( pensiamo ad esempio a quelle persone che indossano scarpe o abiti ormai logori o non offrono mai la cena a nessuno per risparmiare ). La tirchieria è come il senso di colpa: attrae povertà. La soluzione è sempre il giusto equilibrio tra il risparmio e il godersi le gioie della vita.
Il gesto di offrire qualcosa deve essere del tutto disinteressato. Non bisogna ad esempio pensare: “io pago la cena a quella tizia se me la dà”, perché questo equivale a non offrire. Naturalmente vale anche l’ inverso: donna che offre qualcosa all’ uomo senza aspettative, per il puro gusto di offrire.
Dall’ Universo per il momento è tutto.
Mah.. a me risulta il contrario. E cioè che è proprio l’ esperienza che ti aiuta a capire molto meglio quello che vuoi.”
Il discorso è un po’ diverso. Il primo o i primi innamoramenti, sono più spontanei e istintuali.
Si scorge qualcosa nell’altro/a ma spesso si rischia di idealizzarlo, soprattutto se sa cosa dire per tenere agganciata la persona.
In questa fase, che può protrarsi anche fino all’età adulta, la ragazza preferisce fantasticare piuttosto che apprezzare ciò che di reale ha l’altro.
L’esperienza aiuta a scegliere chi è più affine e possono nascere relazioni anche più belle a patto che la scelta sia sincera e non di comodo.
Per il resto basta con ste stronz**e. Molti hanno smesso di scrivere semplicemente perché non c’è quasi mai un reale confronto e su certi temi non ci sono le competenze per portare avanti dei dibattiti interessanti. I problemi degli altri non possono certo essere risolti da chi ne ha ancora di più grossi e manco se ne accorge (o finge di)
“Ma se nel cercare di fare soldi facciamo qualcosa che ci piace, il problema dove starebbe?”
In altre parole, che male c’è fare un lavoro che ci piace? Nessuno. Su questo sono d’accordo. La parte demenziale è la storia dell’app e dei libri di MG che dovevano renderla milionaria.
“i discorsi di Trader colpevolizzano chiunque si concede cose per se stesso/a.”
Boh, non ho accusato né menzionato nessuno. Se qualcuno la prende sul personale, sentendosi preso in causa, significa che il mio ragionamento è corretto e lui ha la coscienza sporca. MG non ha di questi problemi: non si sentirà mai in colpa anche se la prendi in castagna, crede che sia sempre colpa degli altri. Sono gli altri che la fanno sentire in colpa, non lei che sbaglia. Ok, inutile ragionare con lei.
Proseguo il discorso.
Dicevo che comprare un libro per acculturarsi è un’azione che si fa per se stessi, quindi è un comportamento egoistico, esattamente come comprare un’auto e beni di lusso per fare schiattare…
gli altri. Nel secondo caso cambiano i bisogni personali da soddisfare, a causa di diversi valori della persona: per esempio nel primo caso si vuole imparare, accrescere le proprie conoscenze, nel secondo caso si vuole ostentare. In nessuno dei due casi l’obiettivo è dare qualcosa agli altri. Bisogna anche pensare a se stessi. Se tutti facessimo il bene per noi stessi, senza che ciò vada a scapito degli altri, tutti vivremmo al meglio. Ma è una condizione impossibile da realizzare, quindi ci sarà sempre una parte della collettività che sta male e che va aiutata.
Insomma, pensare a se stessi di per sé non è sbagliato. È sbagliato pensare SOLO a se stessi.
Passiamo alla percezione della generosità. Tizio che offre un caffè ad un amico, passa per persona generosa. Ma Tizio si aspetta che la prossima volta l’amico paghi per lui. Il saldo è sempre zero, come se ognuno avesse pagato per sé, ma in questo caso i due amici verrebbero etichettati come avari.
Proseguo dopo o domani.
Serpico ma certo. Sono sicura che tu non hai alcun problema, hai una vita piena e realizzata e sei molto, ma molto più dotto di tutti noi. E’ evidente.
Comunque l’innamoramento E’ SEMPRE spontaneo e istintuale, a qualunque età. Non scegliamo di chi innamorarci ( con buona pace di chi si sente penalizzato sotto questo aspetto ). Al limite cambiano le scelte e le modalità con cui si decide di viversi una storia perché c’è più consapevolezza. Il che ci evita di soffrire inutilmente, mica ci priva delle emozioni e dei sentimenti. Per il resto non credo di dover imparare qualcosa da chi è chiaramente depresso, negativo e rabbioso, tira conclusioni affrettate sugli altri e fa discorsi maschilisti. Abbi pazienza ma io sto proprio su un altro livello.
Trader, e niente, anche oggi non hai capito un caxxo di quello che hai letto e ci hai sfornato le tue supercazzole. Dai, attendiamo con ansia il seguito, che sarà sicuramente avvincente.
Trader,
per quanto ho letto e intuito di te, ti considero intelligente, giusto, sincero e un forumista doc.
Poiché puoi avallare la mia “attitudine al vontariato” nel dare sostegno a chiunque lo cerchi, e tu stesso affermi di fare qualcosa di simile condividendo momenti con emigrati bisognosi di attenzione, mi permetto di farti presente che la vita più sentita e maggiormente condivisa è quella che in un’immagine poetica è stata descritta come viva e palpitante all’interno di finestre che emanano luce nel buio della sera.
Resta, però, ben chiaro che in generale nemmeno la madre dona tanto di sé al figlio senza attendersi nulla in cambio.
Anch’io aspiro ad apprendere sempre qualcosa di nuovo. Da qualche anno preferibilmente su di me, in cerca di nuovi equilibri esistenziali.
Un forum on-line può essere utile a dare un senso di appartenenza a chi non ha nuclei di aggregazione più forti o più stabili, a condizione che possa trovarvi una sua valida collocazione, più o meno apprezzata.
Bravo Reuccio! Ci sei cascato, con tutte le pantofole!!! O meglio, con un biglietto da visita che ben ti rappresenta!
– “è la lenta spoliazione dai veli che ti vestono da persona “perbene”.” – E sì, perché se non sei tu a considerarmi una persona “perbene”, come potrei mai esserlo per altri?
– “non ho nessuna reputazione da salvare, tu sì, tu l’avevi.” – Eppure, SE proprio vuoi, forse basta un appunto a cominciare a sbertucciare la reputazione del tuo alter ego Bluvito:
“guarda caso,la paura di “perdermi” l’ha trasformata nel “cagnolino” che era “continuamente” con l’altro, cosa peraltro che non apprezzo in un rapporto adulto. E’ assurdo che per avere le attenzioni di una donna la si debba tenere sul filo del rasoio.”
– “Ancora non capisci che io non ho niente da perdere mentre tu, per quel poco che ti resta, sì.” – Potrà sembrarti strano ma non hai avuto il potere di cambiare il mio modo di essere e di pensare, che avrebbe preferito non doversi impegnare a ricambiare intenzionali meschinità.
“Sono sicura che tu non hai alcun problema, hai una vita piena e realizzata e sei molto, ma molto più dotto di tutti noi.”
A parte che non ho detto di non avere alcun problema e nemmeno di essere il più dotto di tutti, di te sicuramente si però.
Stai certamente su di un altro livello, concordo…
Il tuo sparare nel mucchio cercando di beccare qualche punto “sensibile” non qualifica l’altro, ma solo te stessa e non renderà la tua vita più gratificante, ancora non l’hai capito?