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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015.
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Praticamente a voler essere estremamente (cir)concisi, Pass è la versione moderna della figura del “profeta” nel film “Non ci resta che piangere”, che con tono grave ricorda a Troisi: “ricordati che devi morire”;
“come?”
“Ricordati che devi morire:”
“Va bene?”
“Ricordati che devi morire”.
“Sì sì, mo me lo segno propr’…’na cosa” .Non ti preoccupar’ “.
https://youtu.be/L8uGbtmphgk?si=5K5GUVOWogIDO-IZ
Insomma, come direbbe Cetto Laqualunque:
https://youtu.be/b4297c7YQLA?si=vlh5d_Mh1iuJfDFT
Alieno Burlone che fa doppia rima con Veleno Cogli(puntini puntini): complimenti per l’ottimo uso della grammatica italiana nel tuo ultimo post! Sappi che in quanto parassiti fastidiosi e appiccicosi ci tenia mo molto a restare saldamente attaccati ai tuoi rari neuroni, seppur già evidentemente compromessi.
Eh dai Suzy, smettila di sfoderare post troppo articolati e inattaccabili che gli Alieni poi non ne comprendono il significato!
Ahhhh ho capito ora. Dunque, grazie ad una pandemia inventata la gente si è autoeliminata procurandosi attacchi di panico che li hanno condotti in ospedale con polmonite da forte stress. Lí, medici assassini li hanno intubati e uccisi, mandando poi le ossa a Ikea. Ma, siccome erano poche e Ikea aveva bisogno di produrre altri tavoli, hanno prodotto vaccini mortali ma non per tutti, solo per alcuni, mentre ad altri effetto placebo. Ora la produzione di Ikea va a gonfie vele e tutti i Potenti si possono procurare tavoli con ossa umane, da mettere vicino alla poltrona di pelle umana di fantozziana memoria.
Siete dei geni!
https://youtu.be/dtDtv_E37Uc?si=7HwgKYeiduJW87d2
Gabriele, fiato sprecato, lasa perdi.
https://www.facebook.com/share/r/279s1CDCar4ztC1s/
Funny moments! altro che fantozzi…https://youtu.be/-t6xSFB98Zw?si=TbsI3oDK7eFr5CUV
Suzanne, che dire…chapeau!
Aspetto sempre tue notizie…le morti improvvise e gli eventi avversi avversi di varia natura da vaccino, per TE ci sono, SI o NO?
Confronto Frajese pregliasco sulla genotossicità del vaccino moderna https://youtu.be/DG-RIuyBkaM?si=geN1tg7Bb9R_8tDy
Ed era curabile…
Gabriele ti invito a inforcare gli occhiali e contare meglio, siamo noialtri “complottisti” lo sparuto gruppo di persone, ti invito inoltre a meditare sul significato della parola “volontariamente” .”…Chissà quante persone si potranno quindi avvantaggiare di questi soggetti che volontariamente…”
Alieno, Di passaggio,
grazie per l’attenzione.
Aggiungo una piccola riflessione, con parole di una donna qualunque: “Crediamo nella scienza, che in questo periodo si è mostrata contraddittoria e ha da tempo zone d’ombra. Ma chi la finanzia? E l’obiettivo è sempre la tutela della collettività?” (Sabrina Giannini, ottobre 2020)
Buon fine settimana!
—
Gabriele,
molto condivisibile la tua carrellata di vaccinazioni ed effetti avversi sulla sperimentazione di precedenti vaccini, volti ad arginare malattie molto gravi e invalidanti.
Per quanto riguarda il COVID-19, mi sembra di poter osservare
1) che non aveva la stessa intensità aggressiva su tutti i soggetti infettati,
e
2) che quando sono stati somministrati alla popolazione non esistevano le possibilità di informarsi facilmente accessibili a tutti nel 2020.
Se viene imposto un obbligo, dev’esserci, come contropartita, una netta assunzione di responsabilità per effetti avversi, e non la forzatura di una firma che la pone su di sé.
https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=278948
Il Cicap ha collaborato spesso con Piero Angela nelle sue rimpiante trasmissioni di divulgazione scientifica, e l’articolo di cui allego il link, parla, in tempi non sospetti, del fenomeno “complottismo” e di quanto sia incredibilmente diffuso a livello planetario. E aggiungo da sempre, ripercorrendo certi episodi storico di cui ho citato qualche esempio.
In estrema sintesi, la nostra mente cerca sempre una ragione per ogni fenomeno, e se i mezzi di analisi critica sono scarsi “si fa” quella più facile. È già stato detto ma “reperita…juventus”.
Comunque, inviterei tutti a leggere serenamente l’articolo, che è molto equilibrato, com’era nello stile dell’indimeticato Piero Angela
Ok Gabriele, ripassiamo i fondamentali: non è un vaccino tradizionale, è un siero sperimentale.
Ora ripeti con me!
“Per quanto riguarda il COVID-19, mi sembra di poter osservare
1) che non aveva la stessa intensità aggressiva su tutti i soggetti infettati,
e
2) che quando sono stati somministrati alla popolazione non esistevano le possibilità di informarsi…”
Da un eccesso all’altro, quando non si sa riflettere certe realtá.
La Scienza è sperimentazione per antonomasia. Pretendere dalle istituzioni una risposta nei termini del punto 2, in una situazione caotica e galoppante come quella della fase acuta del Covid, è quanto meno ingenuo. Con oltre mille morti al giorno solo in Italia, e la maggior parte della gente che aspettava un miracolo per non crepare “soffocata”, bisognava aspettare 4 o 5 anni di test per assicurarsi che il vaccino non nuocesse? Sei in “guerra” con un virus altamente contagioso e chiedi alla Scienza di farti un “espresso” in tazza fredda con latte caldo e con manico a destra.
“Basta così?”
“Oui, mercì”
P.S. neanche la peste aveva gli stessi effetti su tutta la popolazione, altrimenti non saremmo qui a parlarne. Ma chi vuole rischiare di scoprirlo?
Si, MG, passiamo ai fondamentali. Ripeti insieme a me: vaccino e siero sono due cose diverse. Il vaccino per la Covid-19 è, appunto, un vaccino, non un siero. Seconda figura dimmerda della nostra MG.
Rossana, dici che la Covid-19 non aveva la stessa intensità aggressiva su tutti i soggetti infettati. Si, come tutti i patogeni. Il fattore soggettivo influisce molto sulle conseguenze di un’esposizione ad un agente biologico, quale è un virus. Ossia molti hanno avuto la Covid-19 in maniera asintomatica, altri se la sono vista brutta e altri sono morti. Lo dico io che come seconda professione devo valutare i rischi biologici delle mansioni lavorative. Secondo me il dilemma amletico era se fosse meglio rendere obbligatoria la vaccinazione o lasciarla alla volontà dei singoli individui. In realtà esistono leggi in Italia che tutelano dalle conseguenze avverse dei vaccini, ve ne parlerò i prox giorni.
Di passaggio. Al comm. 21477 proponi un filmato. Nel filmato Remuzzi non dice che
La Covid-19 sia una malattia sempre curabile a casa, bensì consiglia un protocollo che comincia trattando i sintomi con aspirina a casa. In questa fase la malattia non è diagnosticata (dopo dice che poi “arriva il tampone”, quindi prima del tampone non si sa se il malessere sia dovuto a COVID-19 o altro). Prosegue dicendo che se il quadro clinico peggiora, si va all’ospedale, quindi non è detto che aspirina, cortisone e gli altri medicinali proposti siano sempre sufficienti per trattare la Covid-19.
@Maria Grazia, tranquilla non mi manca nessun fondamentale, perchè ho scritto chiaramente che si trattava di un siero sperimentale, come altri furono impiegati, in episodi di pandemia ed epidemie precedenti, ricordando che alla popolazione in quelle occasioni non fu nemmeno data l’informazione che si trattasse di sieri approvati in emergenza.
Una delle pandemie per eccellenza dove non fu possibile l’impiego di sieri sperimentali, fu la Spagnola, che fu una vera e propria pandemia, che nel mondo fece milioni di vittime, su una popolazione di 2 miliardi di persone, nel 1918, circa 500 milioni furono i decessi, e si trattava di un virus con sintomi iniziali dal raffreddore, a sintomi influenzali più gravi.
@trader, ha già spiegato in modo esaustivo il concetto di “rischio”, diffusamente, quindi tutto quello che si è cercato di fare, durante gli anni pandemici è stato quello di spezzare la catena dei contagi, rendendo noto che il siero esisteva, ma che fosse sperimentale
…quindi è vero che la comunicazione è stata a volte confusionaria, ma si sapeva fin dall’inizio che si trattava di un approvazione in emergenza, anche se gli effetti avversi non sono stati divulgati immediatamente, però sono stati note le probabilità di manifestazione, fin dal primo giorno, “probabilità di effetti avversi 1/100.000”, lo hanno sempre detto in modo esplicito. Sono molte più informazioni che ricevute, nel caso della Poliomielite non veniva detto praticamente niente, quindi ricordatevi la provenienza del benessere odierno, specialmente le generazioni di @Golem e @Rossana, che da bambini, si sono sottoposti al siero per la Poliomielite, il Vaiolo, contribuendo alla loro quasi assenza in tempi moderni, rendendo queste malattie quasi dichiarate debellate. Purtroppo nessuno vi darà un premio o una medaglia per questo, ma i benefici sono notevoli, tanto da protrarsi fino ai giorni nostri.
In ogni caso, Ricordo che solo la fase emergenziale è stata dichiarata finita
Gabriele, parlando dei vaccini della mia generazione post bellica, con un cugino morto di polio e una cugina di tifo, a 7 anni, mi viene da pensare che se non ci fossero stati i vaccini, e i presidi terapeutici messi a disposizione dalla ricerca, oggi i satanisti di Davos non avrebbero bisogno di inventarsi i vaccini per sterminarci. Saremmo già stati sterminati dalla… mancanza di vaccini.
Comunque, ripeto, leggendo tanti commenti mi rendo conto che dai secoli bui non siamo mai usciti. Anzi mi sembravano più “avanti” i miei nonni per tanti versi. Infatti ho perfettamente nella memoria l’immagine di me, (credo seienne) con mio nonno che mi tiene per la mano mentre mi porta al centro vaccinale.
Quell’uomo, che aveva fatto la Prima Guerra Mondiale, ne aveva visti morire più di Spagnola che di pallottole degli austriaci.
Forse non era istruito, ma non era stupido.
Ma allora le cose da capire erano poche. Oggi sono troppe, e non tutti riescono a stargli dietro, e in caso di necessità si arroccano dietro timori di stampo medievale.
Gabriele, quella disinformata ti sta confondendo. Nei commenti precedenti avevi correttamente distinto vaccino da siero scrivendo “si sono effettuate da tempo vaccinazioni e sieri”. Dopo il commento di MG mi parli di siero e vaccini come se fossero sinonimi.
Dunque dire che il vaccino sia un siero sperimentale è una doppia cavolata, perché il vaccino non è un siero e perché non è più nemmeno sperimentale, visto che è stato somministrato a milioni di persone.
Volete spiegarmi cosa sia un rischio?
Sono ben più consapevole io del concetto di rischio, essendo io un professionista che tratta questo concetto. Insegno il concetto del rischio nei miei corsi di formazione. Sai la differenza tra rischio e pericolo? Non sono sinonimi, come non lo sono siero e vaccino. Il pericolo è un una caratteristica intrinseca di un oggetto. Il rischio è dato dalla possibilità che quel pericolo possa nuocere. L’ho spiegato qualche giorno fa R=PxD.
Maria Grazia,
benché si possa, giustamente, considerare banale, concordo con te sull’evidenza che l’essere umano non cambia mai.
La difficoltà di sempre resta quella di riconoscerne e rispettarne TUTTE le differenze, nelle loro infinite sfumature, e TUTTE le opinioni, senza avere la pretesa di imporre la propria.
Basi essenziali per il miglior sistema di umana convivenza.
—
Gabriele, Trader,
per me resta fondamentale il concetto che un governo non può imporre un rischio sul mio corpo senza assumersene le possibili conseguenze. Cosa che veniva negata, con una firma estorta.
Altra confusione che contribuiva a creare dubbi era la carenza di conoscenza del virus, trasmissibile anche da soggetti infetti asintomatici. Se non si sa con un minimo di certezza con cosa si ha a che fare, quale tranquillità può dare un siero sperimentale?
Continua…
… segue
Interessante notare che in Italia l’imposizione violenta seguiva una modalità di controllo di sinistra, mentre la destra, se non agiva per semplice spirito di opposizione, sarebbe stata maggiormente tollerante nei confronti di chi decideva di non sottoporsi al vaccino
Golem, sono fermamente convinta che ci fosse meno ignoranza 50 anni fa tra chi aveva conseguito la terza elementare di quanta ce ne sia ora in cui si ha accesso potenzialmente a tutta la cultura e informazione esistente. Perché senza consapevolezza della propria ignoranza si assumono tratti di onnipotenza e allora si va dal dottore con la pretesa di ricevere la cura che si è decisi in autonomia, si parla di astrofisica come di biologia senza un minimo di pudore e si dedice che “io sono il piú furbo” pur non avendo mai fatto mezzo sforzo di studio serio su qualsivoglia argomento. Poi, ti giuro, sto discorso del “tutte le opinioni sono rispettabili” mi fa venire l’allergia peggio che i funghi. Ma perché debbo fingere rispetto per opinioni demenziali? È solamente una finzione e anche pericolosa tra l’altro. Ci sarà chi considera i neri una razza inferiore, come detto anche su queste pagine, anche questa è un’opinione rispettabile? Qual è il confine dell’accettabile? E basta dai.
Rossana, purtroppo ancora una volta devo ricordarti che non sono certo io quella che qui non ha rispettato le “infinite sfumature” degli altri e le varie differenze che possono esserci tra persona e persona. A proposito.. come stanno i tuoi amici del vecchio club? Hai loro notizie? Hanno trovato finalmente donne perfette, virtuose, integerrime, con vent’anni meno di loro e somiglianti a delle veline?
Faccelo sapere, dai! Grazie dell’eventuale risposta.
Ragazzi/e, vi voglio bene. Ma un confronto per essere tale implica l’ascolto dell’interlocutore. Non ci si può lamentare che non sia stata fatta informazione, se poi le informazioni non vengono recepite. State confondendo due cose diverse, vaccino e siero, nonostante vi abbia già detto che non sono la stessa cosa. Errare è umano, perseverare è diabolico. MG vi sta confondendo le idee.
Rossana, a me ha dato fastidio che tra le domande sulla scheda da compilare al momento della vaccinazione, chiedevano se ero allergico a qualche componente del vaccino. E che ne so, io? Infatti non ho barrato ne si né no
@Trader, in effetti hai ragione, volevo scrivere una serie di concetti e cose, ed alla fine ho lasciato “sieri”, non corretto, invece che “vaccini”. Giusto. Ti rassicuro sul fatto che non mi ha indotto in confusione nessuno, forse dovrei fare più attenzione alle emozioni, che certe cose mi suscitano.
Le definizioni di pericolo e rischio, non sono “a sentimento” o da ripetere a parole proprie, ma sono contenute in articoli, di normative, per settore di riferimento, nel caso, è il Regolamento (CE) 178/2002, del Parlamento Europeo e del Consiglio, “che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare”.
Nello specifico l’articolo 3 “definizioni”, al punto 9: “«rischio», funzione della probabilità e della gravità di un effetto nocivo per la salute, conseguente alla presenza di un pericolo”;
…(omissis… per completezza, la…
…la definizione del Rischio, è completata, dall’Analisi del rischio, Valutazione del rischio, la Gestione del rischio, e la Comunicazione del rischio, solo per ragioni di spazio non le riporto, e rimando al Regolamento 178/2002, punti dal 10 al 13, dell’articolo 3, “Definizioni”.
Questa è una parte della risposta, alla tua domanda, nello stesso articolo, è presente al punto 14, la definizione di “pericolo”: “«pericolo» o «elemento di pericolo», agente biologico, chimico o fisico contenuto in un alimento o mangime, o condizione in cui un alimento o un mangime si trova, in grado di provocare un effetto nocivo sulla salute”.
Non sono le persone che devono dire le definizioni, ma sono le norme, e leggi, e sapere sempre dove andare a vederle, per il proprio ambito di competenza, che è quello tecnico alimentare nel mio caso.
Ma insomma, tralasciando la “segata” alla replica di un commento delle 10, che mi ha colpito per la raffinata e non nuova retorica, ma alla resa dei conti, ‘sti casso di vaccini si sono rivelati una fregatura o no? I casi avversi sono stati marcatamente superiori alla media o no? La vaccinazione ha contribuito in modo significativo a contenere la pandemia o no?
Ma al di là dei vaticini dei novax più radicali, che prevedono morti improvvise a tempo, cosa peraltro possibile per ragioni meramente statistiche e indipendenti dal vaccino, non è ragionevole pensare che lo sforzo della Sanità a livello mondiale sia stato comunque positivo, stante la situazione “bellica” in cui si operava?
C’è chi va a cercare il pelo nell’uovo su garanzie statali che nessuno poteva dare, per motivi che superano persino l’ovvio, dimostrando la differenza di chi vive in teoria e chi in pratica. E questa è un’altra delle tante ragioni per le quali spesso non si comunica su queste laidissime pagine.
Mi dico un auto ciavo per non voler ancora capire che certi limiti sono insuperabili.
Suzy, quello che mi portava per mano al centro vaccinazioni era lo stesso nonno che un giorno (avrò avuto 18 anni) mi disse una frase che mi folgorò per quanta realtà contenesse: “per credere di sapere tutto basta restare ignorsnti”.
Ma nonostante facesse il contadino e avesse davvero la terza elementare, a casa lì vedevi leggere sempre qualcosa, oppure ascoltare alla radio musica operistica. È una questione di sensibilità e di intelligenza. D’altra parte, al netto di certe caratteristiche, quando il tuo riferimento quotidiano è la natura, i suoi ritmi e “l’onestà” con la quale ripaga il tuo lavoro, solo uno stupido non acquisirebbe l’equilibrio per valutare sé e i propri limiti.
Io non ho sufficienti mezzi cognitivi il perchè oggi ci circonda tanta ignoranza relativa, ma la vedo, la percepisco e ne subisco gli effetti, qui come fuori. Come ebbi modo di dire in altre occasioni e per ragioni analoghe, forse un giorno i sociologi, e magari gli antropologi sapranno spiegarlo ai famosi “poster”.
Le definizioni di pericolo e rischio, non sono “a sentimento” o da ripetere a parole proprie, ma sono contenute in articoli, di normative, per settore di riferimento, nel caso, è il Regolamento (CE) 178/2002
Gabri, ti sbagli di nuovo. Qua non stiamo parlando di cibo, sei fuori tema, fuori contesto. I vaccini non si mangiano, Gabriele. Tantomeno il siero, a meno che tu non sia un vampiro. Un vampiro energetico come MG. MG ti ha confuso le idee!
Dobbiamo rifarci al D. Lgs. 81 del 2008 (oltrettutto la normativa che riporti è antecedente). Inoltre i concetti di rischio e pericolo che ho descritto, oltre ad essere stabiliti dalle normative, sono stabiliti anche dalla attuale scienza della sicurezza.
Comunque, forse non l’hai colto, ma i concetti che riporti in quelle norme ovviamente sono coerenti con quanto ho già detto io in precedenza: corrisponde l’affermazione che hai riportato “rischio, funzione della probabilità e della gravità
di un effetto nocivo per la salute”, proprio come ho detto io, solo analiticamente: R=PxD, quindi R in funzione di D o di P.
Ma la definizione della norma che riporti tu è incompleta: a mio avviso deve essere considerato anche il rischio per la sicurezza, non solo quello per la salute. Secondo te perché dico questo?
Ribadisco: il “pericolo” è una proprietà intrinseca di un oggetto, che comporta un rischio solo se c’è una probabilità che il pericolo comporti un evento dannoso. Nella norma che riporti, questa proprietà intrinseca sta nell’agente biologico, chimico o fisico contenuti nell’alimento (fisico in questo caso si riferisce alla presenza di inquinanti radioattivi). Ma non confonderti: infatti la normativa valuta i RISCHI, non i PERICOLI: rischio biologico, rischio chimico, ecc.. non parla di valutazione del pericolo biologico. Se al termine di un mio corso nel test un discente parla di pericolo chimico, gli faccio rifare la formazione. Sono concetti di base.