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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015.
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Trader, se danno fastidio alla ragazza tua come cerchi di uscirne senza arrivare alle mani?
A parte che in una situazione balorda, come quella accaduta ad un ragazzo in quella discoteca di Riccione, sarebbe meglio avere una pistola. Il problema è che sono guai molto seri per chi si difende, perché rischia di finire vittima del sistema giudiziario, siamo in Italia!
Bravo Massimo, mi hai fatto tornare in mente uno dei più begli episodi di terapia antibuffone. Proprio dalle parti di Riccione (un “secolo fa”, avrò avuto 22 anni) uno di quegli importunatori assaggio la mia “cura”, quando, avendo dato un appuntamento alla procace ragazza dell’epoca in un punto preciso di Valverde, e che se non l’avessi vista sarei andato oltre senza aspettarla (non c’erano i cellulari), arrivai sul posto notando lei nello splendore dei vent’anni, e un auto dalla quale si scorgeva qualcuno che sembrava voler “comunicare” con l’avvenente ragazza. Mi avvicino e vedo lei imbarazzata e quasi vicina a piangere. Capisco tutto in un secondo, e lo stesso l’importunatore, che si affretta ad alzare il vetro con la manovella, come si faceva una volta, mentre cercava di mettere in moto. Non fa in tempo perché gli tiro un cazzotto attraverso il vetro, che si infrange in mille pezzi sulla sua faccia e la mia mano destra, che ancora ne porta i segni. Ricordo quegli occhi che mi guardavano increduli, prima che si chiudessero, dormienti, sul sedile a fianco. Bello no?
Golem ma gli hai anche sradicato la portiera come nella scena di Fantozzi? 😂😂😂
Golem, penso che uno come te ci vorrebbe al governo, anzi più di uno meglio è!
Quell’uomo qui è un vero spasso, una barzelletta direi….
🙂
Era una 500 dell’epoca Suzy, blu, vetri non temperati, lo ricordo, e non sarebbe stato difficile smontargli la porta, avresti dovuto vedermi all’epoca e capiresti. Una bestia di muscoli Susà, tutti “nature”, hahaha.
Ma quello che alla povera Gina sembra una barzelletta (perchè ha ovviamente a che fare solo con fighette effeminate. O forse manco con quelle) non fece affatto ridere il molestator scortese, che certamente da quel momento ci ha pensato bene ad importunare le ragazze. E con questo sono tre i racconti della “viulenza”. Semmai ci incontrassimo ti mostrerò le cicatrici sulla mano, occhei?
Mi chiedo se a te non piacerebbe avere a che fare con quel tipo di uomo Suzy? Double face. Un po’ intellettuale e un po’ violento alla bisogna. Certamente non ti annoieresti, dai. A me piaccio fatto così. Mia figlia è come me, ha un fisico da nuotatrice ma ha fatto pugilato. Meglio non disturbarla perché anche a lei salta subito la mosca al naso.
I filmissimi di Golem. LOL
Qui invece possiamo leggere
“I doLOLri del giovane Baddu”.
Gina,
per quanto mi riguarda, avrei solo voluto intuire molto prima il punto di vista: “Io da tempo sono favorevole a un’eugenetica su basi di Q.I.”.
mi sarei risparmiata tempo e parole, entrambi suscitati da caratteristiche caratteriali in precedenza meno nettamente affermate.
tutto il resto non è che, come al solito, vetrina di sé, in cerca di approvazione.
GOLEM, con i tuoi racconti (non l’ultimo, che è ambientato a Riccione), mi fai ricordare cos’era Milano. Delle scene tipo: nella stazione ferroviaria vedi la polizia che corre per una persona agitata alla biglietteria, esci dalla stazione e trovi il prato davanti pieno di gente distesa, senzatetto, tossicodipendenti che si iniettano eroina davanti a tutti in pieno giorno. Una volta ho aspettato il tram sotto la pensilina in compagnia di una
povera tossicodipendente, evidentemente fatta, seduta sulla panchina che, addormentandosi, si piegava in avanti, poi si tirava su, si piegava di lato, si ritirava su e così via.
Viale Zara, che ad un certo punto diventa Fulvio Testi, dalle cinque del pomeriggio è disseminato di prostitute al lato della strada che mostrano il lato B.
GOLEM, quando ero giovane ero pronto a difendermi con le mani. All’ora di ginnastica a scuola un mio compagno che faceva kick boxing mi aveva dato qualche lezione. Aveva portato anche i guantoni. Ho assimilato
La guardia da boxer, non quella del karate. Mi viene spontaneo tenere il braccio destro a protezione del viso, mentre la guardia di molte arti marziali prevede il braccio basso, per sferrare pugni più potenti perché percorrono più spazio, sono più caricati di un diretto che parte tenendo il braccio già alto. Inoltre l’avversario non vede subito partire il pugno.
GOLEM e MASSIMO, ora ho delle remore ad accettare lo scontro fisico con eventuali balordi intenzionati ad arrivare alle mani. Non perché abbia paura di combattere, bensì ho paura delle conseguenze penali. L’aggressore dirà la sua versione e bisogna sperare di avere qualche testimone. Generalmente la gente che ha assistito all’aggressione si fa gli affari propri e sparisce per non dover essere presa a verbale dalla pattuglia delle forze dell’ordine che interviene.
Insomma, temo più le conseguenze giudiziarie che l’aggressore. Che poi non mi piacerebbe nemmeno farmi spaccare due denti, perciò se posso fare in modo di evitare lo scontro fisico è meglio.
Mah Golem, se debbo essere onesta ho sempre preferito difendermi da sola, a meno che non sia a rischio la mia incolumità fisica. Ho lavorato per anni il weekend come cameriera e di quaranta/cinquanta e passa enni maiali che mi importunavano ne ho visti a bizzeffe. Il mio stesso titolare allungava proprio le mani, oltre a mille allusioni sessuali. Un giorno con un mestolo d acciaio gli ho quasi spaccato il super orologio costosissimo nuovo. Mai avrei permesso a un mio fidanzato di andare a prendere le mie difese, perché mi sarei sentita dipendente e indifesa, sensazioni che ho sempre odiato.
A parte questo, la scena della macchina era davvero comica, ma secondo me l hai colorita un po’, di’ la verità, su!
Suzanne, dipende cosa intendi per importunarti.
Con le cameriere noto tristemente che ci provano tanti, in un triste e vergognoso modo da sbruffoni, ma fare la battuta fuori luogo per approcciare è una cosa diversa dall’aggredire una persona.
Niente Suzy, non mi pubblicano le risposte.
SUZANNE:”Mai avrei permesso a un mio fidanzato di andare a prendere le mie difese”
Però se un tuo fidanzato venisse a sapere che il tuo titolare allunga le mani o qualcuno ti sta importunando, è probabile che agisca anche senza il tuo permesso, non credo che resti indifferente. Non dico che debba picchiare il molestatore o quasi danneggiargli l’orologio costosissimo nuovo, ma sarebbe normale se andasse a fargli una scenata oppure ti proponesse di adire la magistratura. È normale che una persona a te vicina, come un familiare, ti aiuti, mica devi sentirti piccola ed indifesa per questo motivo. Tu non aiuteresti un tuo fidanzato se avesse un problema?
GOLEM, mi ricordo che, quando avevo sedici anni (non sapevo manco cosa fosse la finanza), nel nostro gruppo di amici ce n’era uno che faceva il gradasso prendendo in giro gli altri. Un giorno ha cominciato a rompermi le scatole. Molto tranquillamente gli ho consigliato di smetterla, ma non ha capito l’antifona e ha proseguito…
Ad un tratto, di punto in bianco, l’ho riempito di cartoni. Sono diventato un mito. La notizia è circolata veloce. Dopo alcuni giorni ho incontrato altri amici che non c’erano quando avevo preso a cazzotti lo spaccone. Mi hanno fatto i complimenti. Uno di loro ha esclamato:”Appena lo incontro lo prendo in giro!”.
Poi, come vi dicevo, il mio compagno di classe mi ha insegnato la kick boxing. Durante l’ora di ginnastica i nostri compagni giocavano a calcio o pallacanestro, noi due ci allenavamo a kick boxing. Sono stato un buon allievo, tempo dopo ho combattuto per gioco con un mio amico, entravo continuamente con i calci circolari. Non riusciva a parare i miei calci circolari in faccia (ovviamente mi fermavo prima di colpirlo). Un altro amico ha detto che ho un calcio molto forte e veloce.
Le storie di “Ranma 1/2” stimolarono la nostra voglia di apprendere. Facevo confronti, al mare mi feci mostrare la guardia ad una mia amica karateka e sferrai pugni all’aria per provare.
Trader, quando ho iniziato a lavorare ero minorenne, il mio titolare aveva una cinquantina d’anni e oltre a fare mano morta, strusciarsi e fare continue allusioni sessuali, aveva anche provato a “comprarmi” cercando di darmi soldi extra come regalo. Ma l’aspetto che più mi dava noia, in realtà, era che frugava nella mia borsa e mi leggeva i messaggi sul cellulare. Questo mi mandava letteralmente in bestia, più di una paccata sul sedere, perché implicava il suo sentirsi “il padrone”. Peró vedi, la realtà è sempre più complessa e meno stereotipata di come la immaginiamo : tutto questo avveniva infatti in un ambiente familiare di tutte donne (moglie compresa) in cui lui era legittimato a considerarsi il galletto. Addirittura alcune signore erano lusingate dalle sue battute o comunque dalle sue attenzioni moleste. Quindi, sebbene fossi disgustata, vedevo che intorno a me il tutto era considerato normale. Forse in una mentalità retrograda in cui l’uomo è maiale di natura.
Comunque, anche tra i clienti ci sono stati svariati e svariati casi di molestie; addirittura ni ritrovavo bigliettini sulla macchina o nei cestini del pane di cinquantenni o sessantenni convinti di essere pure piacenti. Il punto però è che se ho bisogno dell’intervento di un maschio perché io non ho abbastanza autorevolezza per difendermi da sola, ecco che vengo costantemente relegata a un ruolo di debolezza e assoggettamento al genere maschile, nel bene e nel male. Questo mi risulta intollerabile per quella che è la mia natura.
Altra risposta (normale) a Trad censurata.
SUZANNE, quel titolare più che galletto era un porco. E’ gravissimo che facesse certe azioni con una minorenne, gravissima l’invadenza nel frugare tra gli effetti personali e il cellulare. Le stesse forze dell’ordine non possono fare perquisizioni arbitrarie, ma devono avere dei motivi e preferibilmente, se possibile, devono essere compiute da agenti dello stesso sesso. Potresti avere gli assorbenti in borsetta e non deve interessare a nessuno sapere che in quel momento hai il ciclo.
Non è chiaro a tutti la differenza tra lo scherzo o un gesto galante e una violenza. Gesti e parole possono essere manifestazioni di violenza o gentilezza a seconda del contesto. Per esempio, fare ad una ragazza un apprezzamento aggressivo come:”Sei una bella f…!”, ma anche un apprezzamento meno forte come:”Che carina che sei”, può essere un gesto apprezzabile se lo faccio ad un’amica con cui ho molta confidenza e so che sta al gioco, o una violenza se lo faccio ad una sconosciuta. Palpare il
sedere di mia sorella è una manifestazione d’affetto, farlo ad una sconosciuta sull’autobus è una violenza sessuale.
Quel titolare era un viscido, ma per esempio un mio conoscente, buono come un pezzo di pane, si diverte a fare battute alle bariste e alle colleghe. Chi lo conosce la prende a ridere, ma ci sono stati casi in cui ha imbarazzato la malcapitata di turno. Quando succede fa dietro front, non insiste. Non capisce quando è fuori luogo dire certe cose.
Nel Sud Italia è normale sentire apprezzamenti più chiassosi, quindi eventuali manifestazioni nei confronti di una donna, bisogna considerarli alla luce di quel contesto. Una mia conoscente ci ha raccontato, divertita e non infastidita, che in vacanza in Puglia i ragazzi le fischiavano passando con le auto, nonostante avesse quarantacinque anni. Ovviamente si sta parlando di apprezzamenti e non di allungare le mani.
Risposta a Suzy…
Risposta a Trad…
Così le pubblicano.
GOLEM, non so cosa tu abbia scritto, ma, visto l’argomento trattato e il fatto che non stavamo criticando nessuno, non credo che tu abbia offeso qualche utente. Non capisco il motivo della censura.
Oggi giornata pesante sui mercati finanziari, ma i titoli della mia neoquotata sono saliti ancora.
Su Sky Nature sto guardando un interessante documentario su Greta Thumberg, a cui su LaD do il massimo sostegno.
Il mio amico che mi ha insegnato la kick boxing, poi andò a fare karate shotokan. Per scherzare, gli schiesi:”E cosa fai sotto il can!?”
Lo so, in questo commento sono passato di palo in frasca, parlando di vari argomenti.
Ma no Trad, la censura arriva “dall’esterno”, da chi si sente toccato nell’intimo per i confronti con una vita mediocre. Tutto normale.
Per questo ora darò la ricetta dei tubetti con le cozze alla tarantina. Per 4.
-1,5 chili di cozze
-320 gr di tubetti o ditalini.
– 30 pomodorini Pachino
-olio evo
-aglio
-prezzemolo fresco
– sale e pepe.
In un ampia padella dove
avrete messo un filo d’olio e qualche gambo di prezzemolo, fate aprire le cozze, poi sgusciatele e tenete il liquido che lasceranno, che filtrete subito dopo.
Nella stessa padellona, rimettete altro olio e l’aglio e fatelo soffriggere a fuoco medio basso, appena dorato toglietelo e aggiungetevi un cucchiaio di cozze e lasciatele andare per un paio di minuti, subito dopo aggiungere i pomodorini tagliati e lasciateli cuocere per 5 minuti schiacciandoli con un cucchiaio di legno. A quel punto aggiungete il liquido delle cozze e qualche altra cozza -lasciandone circa la metà del totale- e i tubetti, che dovranno essere appena coperti dal liquido cozzaceo》
》Lasciate cuocere a fuoco medio basso facendo in modo che il sugo si assorba ma resti sempre un po’ liquido, aggiungendo se è il caso un po’ di acqua calda. Mano a mano che si cuoce aggiungete un po’ di cozze per volta e assaggiate per sentire la sapidità che dovrebbe essere data dal succo delle cozze, ma nel caso aggiungete un pizzico di sale. Quando mancano un paio di minuti alla cottura della pasta aggiungete le ultime cozze, mescolate, e versate tutto in una coppa, cospargete di pepe e prezzemolo e servite caldo.
Può essere accompagnato anche da un rosato fresco, sui 10/12 gradi.
(Io me le sono scofanate poco fa sul terrazzo salentino, con le tremolanti luci della costa in lontananza e un filo di tramontana che accarezzava la pelle, finalmente)