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di LAD

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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 69

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Categorie: - unclassified

24.289 commenti

  • 7276
    maria grazia -

    Purtroppo non è ben chiaro il concetto che il vero amore è RARO per sua stessa definizione, ed è quindi giocoforza che non possa essere definito amore qualsiasi rapporto viviamo nella nostra vita che prima o poi giunge a una fine.
    Non c’ entra niente la presunta intolleranza verso le visioni altrui ( sentir parlare di intolleranza dopo che in questo forum si sono espressi per anni giudizi arbitrari sugli altri, oltretutto è abbastanza singolare ). E non centra nemmeno la PERFEZIONE perchè è chiaro che nessun rapporto umano sarà mai perfetto ed esente da crisi o da problemi di percorso.
    Centra semmai la volontà di costruzione proiettata al mantenimento di quello che si è raggiunto, che non si vuole chiudere PER NESSUNA RAGIONE AL MONDO perchè lo si ritiene ciò che di più prezioso abbiamo. Quando invece una relazione finisce prima che la nostra esistenza terrena giunga alla sua conclusione, che ne siamo consapevoli o meno questo accade perchè quel rapporto non è per noi una priorità ( o non lo è per l’ altro, o per entrambi ). Quella situazione affettiva non ci rispecchia e non ci appartiene, e quindi la si ritiene “sostituibile”. Possiamo pensare di aver amato qualcuno perchè per un certo tempo gli abbiamo dedicato il nostro investimento emotivo, ma ai fatti sarà soltanto la tenuta di quel legame a decretare il risultato oggettivo di quell’ interazione, cioè a decretarne la valenza in termini amorosi. Una relazione che finisce non ha valenza in questo senso, non può averla..

  • 7277
    maria grazia -

    Altrimenti non finirebbe.
    Alcuni accettano la “sentenza” della vita. Altri no. Ma la realtà non cambia. Essa continuerà, implacabile, la sua opera di selezione, separando ciò che è autentico da tutto ciò che era farlocco. E questo vale anche e sopratutto nei rapporti sentimentali. Con buona pace dei “tolleranti”, che però non tollerano l’ assunto secondo il quale gli ammmori NON SONO Amori. E noi sappiamo il perchè.

    Suzanne, infatti non esiste la condizione di inerzia perenne, per nessuno. E se facciamo in modo che debba esistere, è perchè siamo affetti da una devianza. La vita è un continuo indivenire, è un continuo cambiamento. E’ un “fluire”. Chi si AMA affronterà in coppia questi moti esistenziali, e VITA NATURAL DURANTE. tutti gli altri dovranno farlo da soli.

  • 7278
    rossana -

    per me, l’amore, nel suo nucleo originario, da alimentare e conservare gelosamente, è esperienza, non costruzione.

    la ragione arriva dopo la scelta emotiva, prelogica, ed è umano che si debba poi scendere a compromessi, soprattutto per conciliare quanto è spontaneo e instabile con quanto, in aura ottocentesca, si vorrebbe sicuro e permanente.

    in base a contratti, con tanto d’impegno sottoscritto, si costruiscono società commerciali o famigliari, non affinità o sintonie di coppia. queste posano su altre basi.

    se l’amore non è condiviso, non darà luogo alla mattonella sociale chiamata famiglia ma resterà sentimento per chi lo prova con grande intensità. così come, nel caso in cui uno dei partner si allontani per qualsiasi ragione, non è affatto scontato che l’altro cessi di amarlo, venendo a mancare presenza o convivenza.

    nei decenni anche le coppie meglio assortite non possono che perdere lo smalto della sensualità, riducendosi a ruoli d’amicizia o di tenera fraternità. È amore anche questo, seppur di diversa natura.

    attenzione a non cadere nell’inganno dell’apparenza: sia in gioventù che in vecchiaia si è indotti a suscitare invidia, dissimulando dissidi e adattamenti, dell’uno o dell’altro partner. ho conosciuto una coppia che, avendo convissuto per 65 anni, ha festeggiato la ricorrenza, in pubblico ammirata da tutti, mentre in privato volavano spesso piatti e minacce…

    opinione personale: tutto è relativo, difficilmente catalogabile in assoluti.

  • 7279
    Golem -

    È inutile parlare delle ipocrisie dei vizi privati e delle pubbliche virtù di tanti rapporti ultradecennali, è ovvio che vi siano. È un’altra delle tante finzioni e equivoci che nascono intorno a quel sentimenti. Ma è assurdo confrontare amori ultradecennali funzionanti e appaganti con sentimenti “d’amore” a senso unico. Un’esperienza d’amore “reale”, frutto di una costruzione concreta, non può essere messa sullo stesso livello di una “cresciuta” dentro… di sè. Sono due mondi diversi, dove quest’ultima può disinteressarsi della realtà, mentre la prima non può farlo. Credo che nessuno possa negare che un vero, seppur raro, rapporto d’amore che dura una vita sia da considerarsi non “un” ma “il” successo in amore. Il fatto che la “passione” fisica sfumi negli anni per ragioni fisiologiche è naturale, nessuno ne è esente e nessuno può farci niente, ma se col tempo nella coppia è cresciuto il piacere di condividere gli spazi mentali e fisici, la passione non scema, viene solo indirizzata e si esprime in modi diversi. L’amore umano nasce col sesso ma diventa adulto con la mente.
    Si può restare “innamorati” di chi è sparito, certo, ma l’amore perchè sia ontologicamente riconoscibile necessita della presenza fisica dei protagonisti. Sennò è speranza, o nostalgia d’amore. Profumo di arrosto insomma, non arrosto.

  • 7280
    maria grazia -

    Ma chi ha parlato di contratti! figuriamoci. io poi sono pure costituzionalmente contraria al matrimonio. Come al solito si travisa completamente il senso di ciò che viene scritto. La costruzione volontaria in amore è anch’ essa un’ esperienza umana, se vogliamo ben più strutturata e incisiva delle semplici emozioni istintive che danno luogo a quell’ attrazione necessaria all’ inizio di una storia.

    il cosiddetto amore verso qualcuno che ci ha lasciato e che non ci corrisponde, non è amore vero ma semplice fissazione, ossessione. Non si può amare nel vero senso del termine qualcuno che non ci ritiene adatti a lui/lei. E’ un ossimoro. L’ amore autentico implica per forza di cose una corresponsione dell’ altra parte, proprio per quegli aspetti legati alla costruzione di cui parlavamo prima, senza la quale non ci può essere prosequio.

    ovvio che con il passare dei decenni qualsiasi coppia datata perde lo slancio passionale iniziale, infatti per amore vero non si intende quello, cioè la fregola ormonale ai massimi livelli, che ha sempre una scadenza.

    sono in tanti a vivere di facciata. e non solo tra gli accoppiati. Lo sappiamo.

  • 7281
    rossana -

    Per essere tale, l’amore di coppia dovrebbe prevalere su:
    – importanti cambiamenti di personalità dovuti a crescita sociale o emotiva?
    – condizioni economiche passate dal benessere all’indigenza?
    – subentrate situazioni di droghe, abbrutimenti psichici, malattie invalidanti?
    – morte del partner, con successiva incapacità di altre relazioni amorose?
    – limiti a evoluzioni personali percepite come indispensabili per il proprio equilibrio?
    – pesanti pressioni esercitate dall’esterno, ricatti economici, psicologici, sensi di colpa?

    Accettare tali sfide e superarle è parte dell’indole, del convolgimento emotivo IN ATTO o della volontà di rispetto degli impegni assunti ma, essendo tutto in divenire, tra l’IDEALE e la REALTA’ c’è di mezzo il trovarsi a metà del guado e il dar PROVA di sapersi orientare con attaccamento o correttezza fra passato e futuro.

    Se l’amore diventa peso o impedimento, non potendosi più inserire con spontaneità in progetti di vita o di realizzazione personale, non ha grandi possibilità di crescere ed evolvere, ed è quindi destinato a decrescere, esaurirsi o trasformarsi. Per alcuni soltanto può essere tanto pregnante da diventare prioritario, ed è fra l’altro difficilissimo che tale opzione sia condivisa da ENTRAMBI i partner.

    Per me, un’inevitabile conclusione non gli impedisce di essere stato vitalizzante, vissuto in pienezza e di aver dato, magari per anni o decenni, tutti i frutti che era in grado di offrire, in tutti i sensi.

  • 7282
    Suzanne -

    Ma, alla fine tutto si riduce al successo che possiamo vantare con noi stessi con gli altri o forse vale anche ciò di cui si esperisce, dentro e fuori di sé? Perché a volte ho come l impressione che tutto si riduca, cosí come per tutti gli altri aspetti della vita, al poter mostrare qualcosa, in questo caso un rapporto che si porta avanti da anni, quasi fosse un trofeo che sottolinea il “come sono stato bravo”. Forse la maggior parte di noi desidera che la propria relazione duri fino alla morte, cambiano però le condizioni a cui probabilmente siamo disposti a sottostare, o cambiano le dinamiche secondo cui la riteniamo una relazione appagante o meno. Questa è la vera differenza, non tanto le tempistiche, cosí soggettive che possono far sembrare un attimo infinito. Concordo invece sulla necessità di una condivisione.

  • 7283
    Golem -

    Ma un amore che finisce come lo potremmo definire? Una bella esperienza? Solo un amore finito? O un fallimento? Non si tratta di “vantare” successi ma di capire quando si è trattato di amore e quando di “altro”. Mi sembra abbastanza chiaro che la valutazione finale dipenda soprattutto dalle aspettative che a questo facevano capo, ma un fallimento è un fallimento se le aspettative erano per il “forever”. E quando il sentimento è “sincero” anche se ingenuo, l’obiettivo è quello.
    Non credo che per chi ha passato anni a “crederci” in quell’ammore, pur con i limiti dei condizionamenti favolistici ai quali molti, ma piuttosto molte, fanno riferimento, la fine di una relazione debba essere considerata comunque un dato…positivo. Mi sembra evidente che quell’amore non è maturato “realmente” oltre le normali pulsioni naturali o circostanze che lo hanno innescato, a prescindere dalle difficoltà da affrontare, che poi nei fatti sono quelle che lo certificano se sopravvissuto a queste. Un’esperienza lo è stata ovviamente, che semmai potrà fornire solo utili indicazioni per il futuro, ma non altro.
    Che poi ci sia chi si vuole immaginare tutte le sfumature oniriche e non che si leggono su queste pagine, pur di sdoganarlo come esempio di arricchimento, è tutt’altro discorso. Tutto è utile certo, anche i fallimenti, e questi sempre tali restano, ma l’utile sta solo nel capire il perchè lo sono stati. Poi se vogliamo vedere le cose come la mamma dello scarrafone, la cosa ci è consentita.

  • 7284
    maria grazia -

    Suzanne no, non centra niente il dover vantare il proprio rapporto datato come un trofeo. Chi si preoccupa di questo aspetto semmai è chi si rifiuta di riconoscere le sue passate storie ( finite ) per quello che sono realmente state. Ciò che conta è saper rimettere in discussione credenze sbagliate e limitanti sul concetto amoroso, riuscire a liberarsene per sentirsi più strutturati e sereni sul piano emotivo. La crescita e l’ evoluzione personale, da questo punto di vista, già di per se è un’ enorme vittoria, che lo si vanti o meno o che poi si trovi un partner fisso o meno. Poi qui si sta solo discutendo, è un forum, ovvio che qualcuno felicemente in coppia riporti anche la sua esperienza diretta nel merito.
    Il vero amore supera qualunque difficoltà oggettiva e circostanziale proprio per la sua natura. se alcune circostanze annientano un rapporto e lo fanno terminare, vuol dire che quel rapporto non era abbastanza saldo, non poggiava su giusti presupposti.
    Per quanto riguarda dipendenze di vario tipo o problematiche psicologiche, non può essere certo un partner o un familiare a risolverle, per quanto ben intenzionato e per quanto il suo apporto affettivo sia sicuramente importante. in questi casi la persona direttamente coinvolta nella problematica deve cercare aiuto e sostegno presso figure professionali competenti. solo dopo questo percorso può pensare di vivere il rapporto di coppia in maniera armoniosa ed equilibrata..

  • 7285
    maria grazia -

    ..E i problemi economici o le pressioni esterne? chiaro che anche quelli, se il legame finisce o non nasce proprio, sono solo una scusa. Chi si ama lotta e resta insieme a prescindere da tutto e i problemi li risolve INSIEME all’ altro.
    Il VERO amore non è MAI peso e impedimento, ma è la nostra ancora, il nostro faro nel buio, la nostra forza. purtroppo si continua a confondere l’ Amore con qualcos altro.
    Il VERO amore non è MAI unilaterale. E’ sempre sentito da entrambi i partner nella stessa misura.
    Tutto ciò che a un certo punto finisce per “problemi” vari o che si fondava su dinamiche coercitive o ricattatorie, in realtà non era amore.

  • 7286
    rossana -

    Suzanne,
    – “ciò di cui si esperisce, dentro e fuori di sé.”: per me vale molto più di quanto possa apparire all’esterno. di questo solo sono sicura!

    – “cambiano però le condizioni a cui probabilmente siamo disposti a sottostare, o cambiano le dinamiche secondo cui la riteniamo una relazione appagante o meno.”: niente e mai del tutto statico e tutto cambia in continuazione, fuori e dentro di noi. è triste essere costretti a decidere per il male minore, cioè fra se stessi e la quotidianità che viene a sorpresa proposta da mutamenti o carenze d’evoluzione altrui, ma a volte può diventare imprescindibile.

    – “tempistiche, cosí soggettive che possono far sembrare un attimo infinito.”: la durata di un sentimento non ha niente a che vedere con la sua profondità e intensità.

    è scontato che la gioia deflagrante e il completo appagamento, che avvicinano all’infinito, si provano soltanto nella condivisione di fisico e mente (pienezza concessa unicamente dal sentimento amoroso), ma, a mio avviso, non è giusto azzerare le sensazioni di chi DECIDE di soddisfare il proprio BISOGNO d’amare riversandolo su un soggetto prediletto, magari in attesa di poterlo rivolgere altrove.

    per me, i colori, la bellezza e i profumi dei fiori, anche di quelli che non portano frutti, valgono apprezzamento e rispetto. non è il raggiungimento della meta l’unico aspetto positivo in un rapporto di coppia.

    meglio amare, senza eclatanti risultati, che vivere in un’aridità priva…

  • 7287
    Golem -

    Vorrei ribadire che io agli altri non voglio azzerare prorio nulla, ci mancherebbe, che interesse avrei. Qui si parla solo di differenziare quello che da sempre viene accorpato in un unica definizione buona per “tutte le stagioni”. Mi pare che sono state portate decine e decine di riflessioni al riguardo e qualcuno ne ha tratto giovamento, mettendo meglio a fuoco certe “differenze” di sostanza.
    Chi non ha problemi col proprio patrimonio amoroso, attuale o trascorso che sia, non ha che gioirne ignorando quello che dico.
    Le mie riflessioni, ripeto, non sono indirizzate a loro, ma a chi è curioso di vedere meglio quello che sembra scontato, quando invece scontato non lo è se lo si osserva…bene.

  • 7288
    Golem -

    “meglio amare, senza eclatanti risultati, che vivere in un’aridità priva…”
    A Milano per descrivere certe scelte dicono “piutost che nient meji piutost”.

  • 7289
    Suzanne -

    Sí, una storia che finisce è vissuta anche e soprattutto come un fallimento, ed è per questo che spesso si cerca di portarla avanti nonostante l evidente impossibilità o essendo addirittura controproducente. Però tutto dipende sempre dalla prospettiva in cui si guarda alla vita : se facessimo tutto solo per raggiungere dei risultati tangibili, bé credo perderemmo la parte più succosa e colorata dell esistere. Ogni esperienza andrebbe catalogata nel contesto in cui l abbiamo vissuta, senza sterili dietrologie : mi ha reso felice, appagata, mi ha in qualche modo cambiata? Bé, allora chissene frega dell obiettivo a lungo termine mancato ( che poi quando si è giovani non si pensa nemmeno cosí in avanti, ed è il brutto di diventare adulti perdere questa leggerezza nel fluire).
    Rossana, ovviamente io mi esprimo su ciò che conta per me ; amare comporta una mia conoscenza intima e profonda dell altro, che mi risulta impossibile se dall altra parte non c è la stessa apertura emotiva e mentale. Per questo per me amore è solo condivisione.

  • 7290
    Golem -

    Direi che non si dovrebbe neanche dover discutere sul fatto che l’amore “richiede” la condivisione. È chiaro che chi fosse “investito” da un “sentimento” a senso unico deve fare un bilancio falsato per farselo tornare. D’altra parte siamo sempre al solito esempio della mamma e dello scarrafone. Pur di alimentare l’illusione si ricorre a qualsiasi espediente. Ma se si ha solo quello per vivere il “soogno”, ogni mezzo è buono. D’altra parte nelle favole tutto è possibile. Ma l’amore non è sogno, è realtà. Non si può dire di aver amato se tutto quell’amore è rimasto nella testa (o nel cuore, per i più romantici) “dell’amante”. Ci vuole la presenza “dell’amato” perchè sia reale, e soprattutto che quando l’amato è presente che lo corrisponda. Che poi ogni esperienza porti con sè un insegnamento è ovvio, ma come ho già detto, io ho solo cercato di individuare le cause principali di tanti fallimenti, dove l’illusione la fa da padrona. Come ripeto non è amore il ricordo di un amore, nè lo è la speranza di questo, anche se spesso non si ha altro per crederlo reale.

  • 7291
    maria grazia -

    Ma qualsiasi esperienza relazionale uno vive ti “lascia” qualcosa, ti “insegna” qualcosa. Che significa? Riconoscere però che in quei casi l’ amore non centrava ( altrimenti appunto non finiva ) mica è fare sterile dietrologia, ma è semplicemente ammettere la realtà dei fatti.

    Riconoscere la realtà non è riduttivo e non rende schiavi di schemi limitanti. Semmai è l’ esatto opposto: CI LIBERA, e ci permette di giungere a una visione più completa e più esaustiva del tutto, emancipandoci da meccanismi coercitivi che producono sofferenza.

    Quando iniziamo una qualsiasi storia nessuno di noi pensa mai a quali obiettivi specifici raggiungerà insieme a quella persona, questo mi pare ovvio. Tutto è ancora da definire, viviamo le sensazioni del momento spinti dalla nostra attrazione e preferiamo non porci troppe domande. Però poi in un secondo momento, se le cose proseguono e nasce un sentimento profondo, mi sembra più che normale sperare su un risultato a lungo termine investendo sul rapporto.

    Si parlava di situazioni così, non di una qualunque avventuretta o storiella di cui assaporiamo solo il momento, coscienti che all’ indomani quasi certamente svanirà.

    Qui siamo tutti capaci se vogliamo di vivere semplici avventure ( lunghe o brevi che siano ) senza ricamarci sopra aspettative di alcun tipo, siamo persone adulte. Ma non è di questo che si parlava. L’ Amore è un’ altra cosa.

  • 7292
    rossana -

    Suzanne,
    “amare comporta una mia conoscenza intima e profonda dell altro, che mi risulta impossibile se dall altra parte non c è la stessa apertura emotiva e mentale.”: finalmente, un concetto serio e interessante, abbastanza convincente! soprattutto per chi ha una profondità d’analisi e di pensiero non comune.

    Molto apprezzati, da sempre, i “per me”, “a mio avviso”, “secondo me”, come la pluralità d’opinioni, che non può essere che arricchente.

  • 7293
    Golem -

    Con tutta la simpatia per Suzy, ma per me quella sua frase significa che se non c’è corrispondenza tra i due è inutile parlare d’amore. Ed è un concetto che secondo me devo aver espresso almeno in un centinaio di occasioni. A mio avviso bisognerebbe ricordarlo. Le pluralità di opinioni sono molto arricchenti specie quando si somigliano. Ed è per questo che a mio modo di vedere quel concetto è invece molto convincente, non abbastanza.

  • 7294
    Adam -

    Ciao Suzanne,
    Mi è piaciuto molto il parallelo con la scoperta del fuoco,centrato ma anche poetico: mi ci ritrovo molto.
    Piccolo fuori tema:hai visto che Eddie verrà da solista anche quest’anno in Italia? bellissime scelte poi, Firenze e Barolo.Ahime,anche a questo giro in date per me indisponibili (già preso biglietti per una vacanza) peccato.

    @ Acqua
    “In questo momento io mi sento “debole” perché non ho sufficienti energie mentali né per far fronte ad una spinta erotica (non desiderata) della quale appunto mi sento “in balia”, né per affrontare una discussione aperta con mio marito su alcune incompatibilità riscontrate nella nostra vita di coppia.”

    Lucida e profonda nelle tue analisi:hai ragione, determinati percorsi necessitano preparazione e sufficienti energie mentali, premessa indispensabile.
    Stai solo attenta (e non dico certo sia il tuo caso) a non sottostimare il fatto che a volte le energie si generano anche durante il percoso di scalata della nostra montagna,con la motivazione, adrelanina che non puo’ arrivare finchè stiamo al campo base e scrutiamo da lontanto una montagna che puo’ sembrarci ancora piu’ aspra di quanto effettivamente sia.

    Golem
    “Perchè mai dovrei ignorarti Adam, quando anche tu sei una conferma di quello che penso”

    Ti chiedevo di farlo,perchè avevi appena scritto tutto fiero che un tuo post rivolto a me ti era stato censurato Ma a me non interessano le zuffe tra utenti.Da qui la rischiesta di ignorarmi.

  • 7295
    Adam -

    Sul fatto sia una conferma di quello che pensi, non ne ho dubbi, tutto lo è soprattutto quando si re-interpreta cosa ci viene scritto

    Un piccolo esempio: Mi porti in opposizione il tuo interagire con Acqua, quando solo poco prima io stesso lo definivo un bel dialogo?
    No-sense, ed infatti io parlavo di aggressività dei tuoi interventi: “quando la discussione non si incanala nella direzione che vuoi”
    con Acqua la discussione è sempre dove hai bisogno che sia.
    —-
    Scrivi
    “Tutti gli amori sono mortali, l’ho scritto, ma se sono veri non possono finire in vita, cerca di capire il perchè senza sentirti “offeso” da quello che sostengo”

    Nessuna offesa. Anche qui,forse è un problema di comunicazione:

    Quando parlavo di mortalità, era riferita proprio al sentimento, te lo riscrivo:

    “Il mio amore è mortale, delicato, intimo ed anche esposto al rischio dei cambiamenti, mai scontato.
    Questa sua mortalità mi porta consapevolezza, questa consapevolezza mi porta a viverlo con pienezza e gioia da molto, molto tempo.
    Sarà per sempre? forse ma rispetto troppo me,lei e noi per togliergli quell’umana mortalità che ne da un senso.“

    Mi ripeto, per me mettergli l’etichetta del “persempre” (=finchè in vita) a priori, è svuotarlo di significato.

    Ma non dubito per altre persone sia invece vero (o forse necessario) il contrario.
    Sinceramente pero’ non vedo spazi di discussione con chi pensa il futuro sia già scritto.

  • 7296
    Golem -

    Adam, a volte le censure arrivano in maniera imprevedibile, non esiste una regola fissa. È chiaro che essendo io “pregiudicato” vado incontro a interpretazioni che frequentemente non coincidono con le mie intenzioni. Si vede che quel giorno c’era ipersensibilità nell’aria da parte dei censori.
    Comunque per quel poco che c’è stato è evidente che non comunichiamo, ma non c’è problema. Forse non ho capito io, ma non c’era nessuna opposizione riguardo l’interazione con Acqua, con la quale comunque comunico benissimo, e ho la presunzione di averle dato un contributo utile per inquadrare oggettivamente la sua attuale condizione. Infatti stigmatizzi le mie “sicurezze” perchè sono aggressivo, però anche tu hai le tue sicurezze, più soffuse ma non meno sentite. Quella che non ci sia nessuna sicurezza in amore lo è. C’è di buono che tu almeno non ti senti toccato dalle mie opinioni, come accade a certe utenti, proprio perchè sei in equilibrio con i tuoi rapporti sentimentali >>>.

  • 7297
    Golem -

    >>> Io invece sono certo del per sempre, non posso dimostrartelo perchè se sei sintonizzato su un’altra frequenza. Se non si percepiscono certe sensazioni che nascono da una sintonia sempre più “raffinata” è difficile, anzi impossibile capirlo.
    Quello che non capisco proprio è perchè mai un rapporto “mortale in vita” dovrebbe avere più contenuto e significato di uno che dura tutta la vita. È proprio quel tipo di amore a cui mi riferisco che è la soluzione alla umana mortalità. Se è mortale pure quello, nei termini che descrivi tu, non c’è niente che elevi un sentimento o un’opera d’arte a quella “divinità” che può superare i limiti umani, che invece si possono superare se l’anelito interiore lo “vuole”. Il paragone è irriguardoso, ma un Michelangelo che dipinge la Cappella Sistina, o scolpisce la “sua” Pietà era mosso da quell’anelito: esprimere il divino che c’era in lui.
    Io sono ambizioso, ma non so scolpire nè dipingere. Devo accontentarmi dell’amore per sperare di toccare quei “certi” momenti. Il lavoro perchè questi si raggiungano è tanto, sia pur piacevole, e se sarà un “capolavoro” sarà il tempo a dirlo. Ma a quello miro. Insieme a lei. Come scrisse Vincenzo Tiberio (il VERO scopritore della pennicillina) è l’amore il vero motore della ricerca.

  • 7298
    Acqua -

    Bravi! Ho trovato tutti i vostri ultimi commenti equilibrati e piacevoli da leggere. Tuttavia da ognuno di voi emerge un “giudizio di valore” sulla altrui definizione di “Amore” che a mio parere non ha molto senso. Infatti l’interpretazione soggettiva deriva perlopiù dalle caratteristiche caratteriali ed esperienziali di ciascuno:i più ottimisti e sicuri, grazie alla profonda conoscenza e fiducia di sé e nel partner, sono portati a ritenere immortale questo sentimento condiviso (proprio come un “credente convinto” verso Dio); quelli più insicuri, invece, riconoscendo alcune imperfezioni nella propria relazione, sono ancora alla ricerca di questa certezza e quindi contemplano la possibilità che questo amore terreno possa esaurirsi in futuro, pur ritenendolo autentico e reale nel proprio presente. Ciò non esclude che si sentano comunque stimolati a farlo evolvere e che conservino una forte speranza di “realizzare il capolavoro” rendendolo “eterno”.

  • 7299
    Acquadimontagna -

    Adam, qui Acqua dal campo base. Condizioni meteo pessime per intraprendere la scalata. Attendo passaggio tormenta e tue istruzioni per rinunciare all’apparente tepore della mia tendina e all’ebbrezza provocata dalla visione del bel panorama che rischia di farmi cadere nel precipizio.
    Ah che sofferenza. Certi giorni mi sento immobilizzata dal “freddo” e non riesco a muovermi.

  • 7300
    Suzanne -

    Mah Acqua, io onestamente non la vedo proprio come una differenza tra sicuri e insicuri. Adam non mi sembra affatto un uomo insicuro, e sembra profondamente appagato dalla sua relazione, nonostante ci saranno, come in tutte le relazioni del mondo, imperfezioni e momenti magari non cosí sfavillanti. Credo sia più una profonda differenza nell approcciarsi all esistenza, che implica in questo caso il rifiuto di tutto ciò che è Verità assoluta. Nel mio caso poi, non utilizzo nemmeno mai il termine “amore”, figurati se mi interessa catalogarlo come Amore divino, per carità! Mi godo le ombre e I non sensi di una costruzione “umana troppo umana”, che sono alla fine gli aspetti che mi piacciono di più. E intanto mi dedico alle pitture rupestri nella mia caverna, a ciascuno la propria forma di arte!
    Adam, quest anno replico: stesso luogo ( Firenze), stessi compagni di viaggio, stessa location per dormire! Amo Barolo , ma temo non si presti ad un concerto di questa portata! Quale meta hai scelto per il tuo viaggio?