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di LAD

Riferimento alla lettera: Usa questo spazio per conversazioni "Fuori Tema".
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 69

L'autore, LAD, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - unclassified

24.289 commenti

  • 7251
    Adam -

    Ciao Acqua
    Scrivi:
    “Tuttavia sono sempre più convinta che la fisiologia incida in modo preponderante su certi nostri comportamenti e “deviazioni”

    Di primo acchito direi che siamo molto lontani nelle nostre visioni, o forse no, non lo siamo ed è solo una questione di luce, di quale aspetto di un sistema complesso risulta piu’ luminoso, questione di percezione soggettiva.
    Percezione che tendiamo naturalmente ed inconsciamente ad autoalimentare: siamo portati a notare quello che stiamo già cercando. Piu’ che benvenuti quindi i confronti che aiutano ad aumentare lo spettro di quello che vediamo.
    Ciao
    PS
    Felice di sentirti in un periodo positivo, dove il rischio di esondazione è sceso

    Ciao Rossana
    Sai al di la di quanto si (e ci si) racconta, insomma a parità di “””realtà dei fatti””” il mio discorso era incentrato da quanto conta come li si percepisce?
    Prendiamo un esempio lontano dall’argomento amore:Parliamo di lavoro.

    Lo stesso lavoro puo’ essere percepito e vissuto in maniera profondamente diversa da due persone.
    Possono avere la stessa funzione,le stesse responsabilità e mansioni ma per una puo’ essere il lavoro sempre sognato, per un altro una noioso routine.

    Per questo resto perplesso quando vedo giudizi assoluti su situazioni relative
    Ciao

  • 7252
    Golem -

    Mi hanno cassato un bel commento sul tuo carisma, per cui, Baddu, immaginane i contenuti. Se riesci.

  • 7253
    Golem -

    Adam “Lo stesso lavoro puo’ essere percepito e vissuto in maniera profondamente diversa da due persone…”
    Mi hanno cancellato un bel post riguardante la tua visione delle cose, ma perdonami, non è ovvio che ognuno “veda” una situazione secondo la propria interpretazione? Questo però non toglie che il senso ultimo di quella visione abbia un nocciolo “oggettivo”. Nel caso del lavoro è lo scopo finale, che con quella azione dovrà creare un prodotto che dovrà avere SOLO certe caratteristiche funzionali. Nel caso di un rapporto sentimentale è l’amore vero, che immagino -comunque sentito- si vorrebbe per sempre, o no? Oppure c’è chi da innamorato lo pensa già a tempo?
    Mi sembra logico che ognuno pensi la propria storia come “unica”, ma se mi permetti un parallelismo con la musica che tu ami tanto, si tratta pur sempre dello stesso spartito, anche se è suonato da differenti musicisti, e con strumenti diversi.
    Qui si trattava di collocare la situazione di Acqua in una condizione nella quale bene o male ci siamo trovati tutti, dove la musica è sempre quella scritta dalla Natura e dove cambiano, come dicevo, solo strumenti e suonatori.
    La differenza la fa il passaggio alla “composizione”, e non la pur buona esecuzione di un pezzo scritto dall’istinto; quando cioè avviene il passaggio alla fase “poietica” di un amore, con la “scrittura” di questo che si fa SOLO a quattro mani.
    Ecco perchè ci sono tanti “esecutori” e pochissimi “autori”, d’amore. Cià vo.

  • 7254
    rossana -

    Adam,
    per me è tutta, sempre, una questione di percezioni soggettive, “che tendiamo naturalmente ed inconsciamente ad autoalimentare” essendo “portati a notare quello che stiamo già cercando.”

    ottimo l’esempio del lavoro. accade così anche con le letture (si capta quasi soltanto quello che già eravamo predisposti a captare, in base alla personale visione elaborata dall’insieme delle nostre indoli, conoscenze ed esperienze).

  • 7255
    Golem -

    “Percepire” da assetati di vedere un’oasi tramite un miraggio non non ci farà dissetare come trovarla davvero. Si può percepire quello che si vuole, come e quando lo si vuole, ma la realtà prima o poi si farà viva, non si sfugge. E le realtà oggettive esistono eccome, altrimenti nel caso specifico non ci sia accorgerebbe di aver preso delle topiche quando finisce la fase “passionale” e ti accorgi che la realtà non è quella che “percepivi”, come spessissimo accade. Se si è percepita quella vera si va avanti, si cresce, altrimenti si va a percepire altri miraggi, ma si resta pur sempre a bocca “asciutta”, e magari si finisce per voler credere di aver pure bevuto all’immaginaria “font de l’amour pure”.

  • 7256
    Yog -

    Dottore, il commento sul beddu lo ho immaginato ed è da qualche ora che mi rotolo dalle risate. Ma il massimo è la frase del de cuius: “Io vedo che blateri blateri ma alla fine sono sempre nei tuoi pensieri. Povero”.
    È di chiara e divertente matrice piddina. Il de cuius parla per luoghi comuni, è il classico tipo che a capodanno tira fuori lo spumante e dice: “Ehm ehm, è ora di stappare lo spumante”, mentre tutti gli altri convitati da una buona mezz’oretta (come direbbe il beddu, aggiungendo: “Gnif gnif”, che non so che ca##o voglia dire, ma il personaggio è ormai questo) si stanno abbandonando ai piaceri della carne. Senza lenticchie.

  • 7257
    Setedacqua -

    Mamma mia Golem: con tutti questi discorsi mi hai fatto venire di nuovo una SSSeeeeteeeee…
    Adam ti rispondo domani con calma dopo che avrò ri-testato le mie “percezioni” D-iaboliche.

  • 7258
    Golem -

    Quello che mi disturba, Professore, è che arriviamo da esperienze del calibro del Toponomasta e dell’Enigmista Molesto -che appunto meritano la maiuscola- e siamo ridotti a doverci accontentare di un carismatico minuscolo come Baddu. Saranno pure tempi duri, dove vediamo le nuove classi dirigenti, politiche e non, denunciare la provenienza piddina dai frequenti insuccessi che collezionano, e scopriamo che la degenerazione si è estesa anche ai fessi. Alchè mi chiedo se, nel caso di specie, essere più fesso dei fessi che lo hanno preceduto è un peggioramento o, al contrario, un miglioramento in termini di fessaggine. Io sinceramente propendo per la seconda ipotesi. In tal caso si spiegherebbe, quasi metaforicamente, la simpatica caratteristica del nostro eroe, che è quella di viaggiare contromano nelle autostrade della mente, ma sempre convinto di sentirsi nella corsia giusta. Come direbbe il cinese Xi -domani ospite di Mattarella- se glielo chiedessero, sotto questo aspetto il carismatico è un glande, non c’è niente da dire.

  • 7259
    Adam -

    Golem, siamo agli antipodi
    Il tuo amore vero dura per sempre proprio perchè è Amore Vero, maiuscole d’obbligo, metro di misura di tutti gli amori altrui da squalificare o certificare secondo il tuo metro di giudizio.
    Puo finire? Assolutamente no, altrimenti non sarebbe Vero.

    Il mio amore è mortale, delicato, intimo ed anche esposto al rischio dei cambiamenti, mai scontato.
    Questa sua mortalità mi porta consapevolezza, questa consapevolezza mi porta a viverlo con pienezza e gioia da molto, molto tempo.

    Sarà per sempre? forse ma rispetto troppo me,lei e noi per togliergli quell’umana mortalità che ne da un senso.
    —-

    Scrivi: “Adam —/— Mi hanno cancellato un bel post riguardante la tua visione delle cose, ”

    Siamo agli antipodi, in tutto, mi disturba pensare che il tuo intervento in un colloquio cosi pacato e piacevole come quello che sto avendo con Acqua e Rossana sia stato cassato dai moderatori, conosco l’aggressività dei tuoi interventi quanto la discussione non si incanala nelle direzione che vuoi: e non mi interessa.

    Come scritto ad Acqua, spesso scompaio anche perchè annoiato dalle zuffe tra utenti, l’ultima cosa che voglio è farne parte.

    Se puoi, Ignorami e continua pure giosamente a litigare con JJbad, e i mille altri vecchi o nuovi venuti,anche in questo caso un nocciolo comune c’è, vi è una costanza in queste zuffe: la tua presenza.

  • 7260
    Golem -

    Perchè mai dovrei ignorarti Adam, quando anche tu sei una conferma di quello che penso, non rendendoti conto che il mio atteggiamento appare aggressivo solo a tipi come te e affini a te. Guarda Acqua, nonostante sia la regina dell’illusione amorosa non si è mai sentita “aggredita”, semplicemente perchè capisce che le mie osservazioni non vogliono far emergere un tipo di rapporto verso un altro, ma solo mettere in evidenza quegli elementi che non dovrebbero essere confusi con l’amore…vero. Le “cassazioni” sono chiaramente richieste da chi si sente chiamato in causa inopinatamente, perchè se avessi potuto leggere in maniera non prevenuta quello che avevo scritto, avresti capito che non aveva lo scopo di fare confronti che nessuno vuol fare, ma che tuttavia qualcuno vede, forse perchè dico delle, seppure generiche, scomode verità. Ma questo dovrebbe essere lo scopo di una discussione, e non quello di un salotto di sodali dove se la contano tra loro per confortarsi. Come dicevi tu, in tante occasioni si cerca solo quello che ci fa gioco, ma se emerge qualcosa che quel gioco lo potrebbe invalidare si cerca di negarlo in qualche modo. Se credi posso mantenere gli stessi concetti cambiando solo la mia prosa, rendendola più “potabile” ai palati da “netiquette” come il tuo, ma sarebbe solo un’operazione ipocrita. Tutti gli amori sono mortali, l’ho scritto, ma se sono veri non possono finire in vita, cerca di capire il perchè senza sentirti “offeso” da quello che sostengo>>>

  • 7261
    rossana -

    Adam,
    grazie per il post 6840, che illustra anche la mia visione e la mia esperienza per quanto riguarda i sentimenti di qualsiasi genere e natura.

    è bello non essere più troppo isolata nel trovarmi agli antipodi (come te e pochi altri utenti) rispetto a concetti in senso opposto, sostenuti e ribaditi senza sosta in termini assoluti.

  • 7262
    Golem -

    >>> Credo che chiunque potrebbe riconoscere che un amore che dura sino alla morte forse ha qualcosa in più dei tanti che finiscono prima, perchè -come dicevo in un precedente post che hai ignorato nei contenuti- questo è quello a cui si pensa quando si è innamorati.
    In tutto questo tempo ho cercato di spiegare il perchè di quella differenza, portando, credo, argomentazioni di un certo peso, ma non per mettere in mostra il mio “patrimonio” acquisito, ma perchè qualcuno potesse aprire una finestra su strade da percorrere sentimentalmente di cui spesso si ignora l’esistenza; anche a causa di un persistente retroterra socio culturale che condiziona certe visioni idilliache dell’amore.
    Niente, te ne vieni fuori con un ovvio “è solo questione di sensazioni soggettive”; ma anche quando quelle sensazioni si dovessero rivelare sbagliate si continuano a riproporre con le stesse modalità, senza chiedersi se per caso non siamo noi a “voler” sbagliare.
    Tutto qui Adam, e se ti guardi in giro con un pò di obiettività, capirai che, malgrado il mio stile, non sono così sgradito a tutti, ammesso che questo significhi qualcosa. E’ solo che i tipi come te, che hanno modi…”ammodo”, coi quali vorrebbero apparire “democratici”, non lo sono affatto, ma lo appaiono a molti, e tanto basta, a quei molti, per trovarvi credibilità che spesso tali non sono. Io ti infastidirò per i miei modi, ma credo che sia più quello che dico che ti disturba e non come lo dico.
    Prova a pensarci. Ciavo

  • 7263
    maria grazia -

    Se uno non ha incontrato l’ Amore Vero, continuo a non capire quale sarebbe il problema a riconoscerlo. cos’è? una gara a chi ha avuto il più mejo der bigoncio? Forse certe discussioni andrebbero affrontate con maggior maturità che non con questo atteggiamento. C’è chi trova l’ amore vero ( che se è tale non finirà mai ) e chi invece per vari motivi è destinato a non trovarlo. Fine della storia. Se si appartiene alla seconda categoria, come la maggior parte di quelli e quelle che stanno scrivendo qui, non è che ci si debba ammazzare per questo. Se una storia a un certo punto finisce è chiaro che non si era trattato di un Amore perchè due persone che si amano davvero e che sono fatte l’ una per l’ altra non hanno motivo alcuno di lasciarsi, a meno che non siano folli. Nessuno sano di mente preferisce chiudere un rapporto e lasciare la persona che ama. Tutto il resto ( incompatibilità, problemi, ostacoli vari ) sono solo paraventi. Si lascia ciò che non interessa, ciò a cui non si tiene veramente o che non collima con noi. Anche se capisco che sia dura da accettare.

    Adam, è JJBad che attacca sempre per primo, quindi se non ti piacciono le zuffe prenditela con lui. E per quanto riguarda la presunta non aggressività di certi nostri interlocutori, meglio che io non mi esprima al riguardo…

  • 7264
    Acqua -

    Rossana, rispondo al tuo post 6774 visto con non avevo più risposto. Non me la sono presa, ma mi sono infastidita perché come sai io non me lo sono andato a cercare, questo doppio binario emotivo, mi è capitato, e il mio maldestro tentativo di spostare la “stazione”da Milano a Domodossola per cercare di dirigermi di nuovo verso Alessandria, mi ha scombussolato ancora di più. Non è vero che mi starò crogiolando nel mio uno stato “soporifero” : semplicemente, nonostante la consapevolezza, non riesco a rinunciare alle mie fantasie e all’ebbrezza ad esse correlata, almeno fino a quando il mio oggetto dei desideri continua ad essere “visibile”. Forse il mio grado di maturità emotiva non è così alto come appare.

  • 7265
    Acquapazza -

    Adam, le percezioni sono appunto generate dai sensi e quindi a seconda di quanto questi sono “ricettivi” vengono interpretate e tradotte dal cervello in modo differente. Ombre o luci, ruvidità o morbidezze, rumori o suoni, sapori o gusti, odori o profumi. Le mie sensazioni di oggi sono state: luce, morbidezza, suono, gusto e profumo. DDDannazione ci risiamo…ma ridiamoci un po’ su.

    Golem, apprezzo la tua visione dell’Amore Vero ed Esterno perché a a che fare con l’infinito, il Divino, il trascendente che è in te p, nonostante tu ti dichiari “agnostico”. E lo prendo come un messaggio di speranza (aaagh..forse Esther mi sta contagiando).

  • 7266
    Acqua -

    Naturalmente volevo scrivere “Eterno” e non “Esterno” . Ops. Basta una S per stravolgere tutto.

  • 7267
    H2O -

    Ovviamente anche la “ha” andava con la acca, ma ‘sta tastiera non risponde più ai comandi: proprio come la mia testa!!!

  • 7268
    Golem -

    Cara Acquesther, lo sai, come la penso: è l’uomo che ha creato Dio, e non viceversa. Il Divino è un bisogno umano, che trova mille strade per realizzarsi e non è strano immaginare che questa necessità si concretizzasse duemila anni fa in una figura paterna, protettiva e autorevole nello stesso tempo. Non ho bisogno di dirti che io invece non penso per niente al vecchio barbuto dallo sguardo severo e il ditone accusatore, che ti aspetta al varco per giudicarti. Il bisogno del Divino è dentro di noi dal momento in cui si è presentata la nostra intelligenza e volontà, ed è solo attraverso queste che può manifestarsi un segno di divinità. Intelligenza e volontà, una come sinonimo dell’altra. La costruzione di un amore è uno di quei momenti in cui l’uomo si fa dio, e per chi mi capisce sa che ci sono momenti dell’amore che toccano certi vertici. E non sto pensando solo alle estasi sessuali, che molti confondono con quella epifania divina a cui invece penso io. Questa cosa ebbi modo di dirla molto tempo fa, ma ricordo benissimo le ragioni che la ispirarono, e che ritrovo ancora in quello che penso.
    Se parlo di “amore vero” in certi termini è proprio perchè lo assimilo a una creazione divina attraverso la limitata natura umana, che in quel momento trascende sè stessa. È come un’opera d’arte sì umana ma contemporaneamente “acheropita”, cioè non realizzata da mano umana. Divina appunto.
    >>>

  • 7269
    Golem -

    >>> Noi tutti siamo pregni di divinità, ma abbiamo rari momenti per toccare quel “dio”. Uno di questi momenti è l’Arte, l’altro è l’Amore.
    Ognuno si regoli come crede al riguardo, possibilmente senza confondere una crosta da un capolavoro. Ciao, e fatti viva. C’è siccità. Kirye eleison ovviamente.

  • 7270
    Suzanne -

    Ciao Adam, carina la tua denominazione di amore. Io lo definirei invece come “la scoperta del fuoco” : un fulmine che spaventa e, inaspettatamente, incendia. Poi, la fiamma, talvolta tremolante, altre potente, da custodire gelosamente affinché non si spenga. Ora che ha raggiunto un minimo di stabilità ( sempre a rischio intemperie) è luce, calore, forza primitiva, istinto vitale, profumo di casa.
    Acqua, tutto in qualche modo ci accade, ma siamo sempre noi a decidere cosa cogliere e assecondare e cosa no. Altrimenti saremmo semplicemente in balia degli eventi, senza nessuna responsabilità positiva o negativa. Più semplice, forse, ma meno appagante.

  • 7271
    Acqua -

    Golem, pur non essendo “credente”, la tua visione del Divino è del tutto analoga alla mia attuale, soprattutto nella concezione di un Amore che, nella sua forma terrena mortale, si innalza, quando diventa autentico e Unico, verso l’eternità, cogliendone, in tal modo, alcuni tratti altrimenti ignoti. Insomma, un vero e proprio “assaggio di Dio”.
    Suzy, non sto negando l’effettiva dipendenza di ciò che accade dalla nostra volontà: sto semplicemente affermando che il contesto esterno (gli altri, l’ambiente) e quello interno (fisiologico) influenzano il nostro modo di sentire e di agire e di riflesso la nostra forza interiore. In questo momento io mi sento “debole” perché non ho sufficienti energie mentali né per far fronte ad una spinta erotica (non desiderata) della quale appunto mi sento “in balia”, né per affrontare una discussione aperta con mio marito su alcune incompatibilità riscontrate nella nostra vita di coppia.

  • 7272
    rossana -

    Acqua,
    qualsiasi amore, se spontaneo, sincero e profondo, tende all’IDEALE del “per sempre” ed eleva a un “assaggio di Dio”, a un alito d’eternità.

    secondo me, niente di più ROMANTICO ed illusorio, in quanto, a quel livello, resta per qualche anno soltanto o in alcuni casi persino per la sola luna di miele. la realtà MORTALE diventa poi la quotidianità, che gran parte delle coppie, nel tempo, finisce per sperimentare.

    si è voluto applicare alle regole di natura, standardizzabili in 5-7 anni di unione di coppia (il tempo di crescere un cucciolo), un granitico sistema sociale, con il risultato di sovrapporre cachi a ciliege.

    la PERFEZIONE di coppia, quella che esula dalla simbiosi, dal bisogno, e rappresenta il massimo di felicità per ENTRAMBI i coniugi, finché morte non li separi, rientra in una casistica di rarità pari a quella degli elefanti bianchi.

    porla come obiettivo “sine qua non” significa annientare crudelmente la maggior parte dei sentimenti amorosi UMANI, che ognuno declina come meglio sa e può, arrecando sofferenza a molte persone incapaci di identificare con chiarezza i propri impulsi e le proprie emozioni.

    ogni verità assoluta contiene i germi dell’intolleranza. difficilissimo e forse impossibile classificare da parte di terzi la gradazione di un legame amoroso, che a malapena ognuno conosce per sè.

    mi dispiace di averti infastidita, esprimendo, a modo mio, dissenso. succede spesso quando viene detto quanto non si desidera sentire…

  • 7273
    Golem -

    Acqua, ci inteniamo anche perchè non devi dimenticare che progettavo acquedotti, e il “fil rouge” dell’intesa era inscritto nel destino che rappresentano quei due nomi hahaha.
    Comunque, battute a parte, io credo che nessuno che abbia un minimo di sensibilità e cultura possa negare che esista una realtà ineffabie che ci circonda, e che trasmette bellezza e “divinità”. Si tratta di avere la capacità di percepirla, e in questo caso sì che quella percezione sarà solo un’esperienza soggettiva. Ma è certo che per quanto riguarda i rapporti d’amore questa percezione proverrà solo da una “ricerca”, a volte lunga, all’interno di quel rapporto, non certo dalla folgorazione dei sensi o della fantasia e dall’aberrazione delle “immagini” che queste producono.
    Stai serena, e risintonizzati su te stessa con i tempi che riterrai più opportuni. Quando la tempesta ormonale si placherà tutto ti apparirà più chiaro. Non è retorica, è sempre cosi.
    Scorri bene lungo questo weekend. Io domani sarò davanti alle spiagge del Salento, e anche quell’acqua mi trasmette sensazioni ineffabili. Da tutta la vita.
    Bye.

  • 7274
    Suzanne -

    Certo Acqua, il contesto esterno ed interno ci predispongono a selezionare determinati tipi di accadimenti piuttosto che altri. Se, in una fase della vita si ha bisogno di fantasticare, si trasformano zucche in carrozze e viceversa. Però anche l eventuale optare per un’apparente stasi è una scelta che, come nel gioco del domino, produce tutta una serie di piccole scosse dentro e fuori di noi. Non esiste la condizione di inerzia, anche se a volte ciascuno di noi desidera sentirsi immobile, per poter riprendere fiato e guadagnare tempo…

  • 7275
    Golem -

    Assimilare tutti gli “amori” alla esperienza della trascendenza divina o quasi, è come pensare che tutti quelli che vanno in chiesa siano realmente e consciamente veri fedeli. La candida “buona fede” non basta per “sentire” la divinità infusa nelle cose umane. Men che meno seguendo pedestremente le regole del “catechismo” ordinario, che in questo caso riguarda la classica vulgata di un fenomeno emotivo come quello amoroso. Solo chi quella sensazione la raggiunge davvero, e in maniera perdurante nel tempo, può sapere quanto questa sia diversa da quell’ordinarietà alla portata di tutti.
    Gli elefanti bianchi esistono, ma vanno cercati con pazienza; con la “fede” in parole povere, sia pure con l’iniziale “minuscola”. Il “divino” in amore è una conquista che si persegue con la volontà, non è un semplice regalo della vita, e alla fine diventa una vera opera d’arte; ma non basta avere “tela e pennelli” per sentirsi un artista, anche se l’entusiasmo ci induce a pensarlo.
    Cercare di far “notare” che esiste questa differenza non annienta nulla, semmai aiuta a sapere che esiste “quell’oltre” in amore, che una volta acquisito non potrà morire mai. Questo mi appare molto più umano e sincero che non crogiolarsi con le fiabe credendo che queste siano praticabili nella vita vera.