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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 68
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Categorie: - unclassified

Grazie per le vostre osservazioni…Lui non è sempre stato così, è peggiorato nel tempo per motivi a mio parere collegati al lavoro e a sue condizioni fisiche personali. Ha anche smesso di fumare da qualche anno: non so se questo gli abbia creato dei problemi per incapacità di smaltire lo stress in altri modi. Comunque si è in generale irrigidito negli anni: spesso non è aperto a nessuna discussione pacata e cerca volutamente lo scontro verbale (non solo con me, ma anche con miei e suoi parenti e con alcuni nostri amici e amiche). Golem, è vero, lui vorrebbe litigare di brutto, ma io non ho voglia di fare scenate isteriche perché poi mi sento triste e abbattuta e sto male, per cui cerco di evitarle. MaryG. non sbaglia quando dice che prendendolo “di petto” non è detto che cambi in positivo la situazione. In questi casi ho notato infatti che lui rimane sempre arroccato sulle sue posizioni e non si smuove di un millimetro. Non sono le frustrazioni a tenerci insieme.
Questa mattina ho evitato di andare al bar per non vedere D.: mi sono ascoltata in macchina due-tre canzoni romantic-rock per darmi la carica e cercare di resistere all’astinenza visiva. Ho tuttavia sperato fino all’ultimo di incontrarlo per caso sulla mia strada, ma non l’ho nemmeno intravisto. È faticoso contrastare le mie pulsioni e costringermi a rinunciare a certi desideri. Non so se la mia mente avrà sufficienti energie per rimettermi in rotta ed ignorare le turbolenze durante il volo. Spero di aggirare i vuoti di D. d’aria anche se sono eccitanti.
C’è comunque una gamma immensa di illusioni: sulla persona semi-sconosciuta, sulla relazione che stiamo vivendo, sulle reali emozioni ed intenzioni del partner. Purtroppo questa credo ci riguardi tutti, anche rapporti consolidati da lunghi anni. Non potremo mai sapere veramente come l’altro ci vive, I suoi sentimenti più profondi. Questa è un’altra forma di illusione.
Acqua, è banale dire che se un uomo ha una compagna con la quale ha tre figli, e, attraversando una crisi, non si confida con lei per farsi aiutare, non ci vuole molto per intuire che il muro delle incomprensioni tra i due si alzerà sempre di più.
Quando scrivevo delle frustrazioni che vi terrebbero insieme, le intendevo come l’effetto principale dell’attuale situazione relazionale, e non come una accettazione dello status quo come mal comune mezzo gaudio. Lui sta male per un motivo e tu per un altro. Ma il tuo è desiderio di “vita”, il suo non sembra tale, quanto piuttosto un crogiolarsi vittimistico per le sfortune della vita, che ha come scopo ultimo quello di richiamare l’attenzione su di sè per colmare la sensazione di non “contare” nella vita. Quanti casi simili si incontrano, anche qui, nei due generi.
Quando parlavo di reagire da parte tua, non lo intendevo con lo scopo di cercare lo scontro, ma di mantenere un livello di dignità adulta di fronte alle provocazioni, spesso infantili, di certi uomini. Non pochi per la verità.
@Suzanne
andrei oltre e (in molti casi) non parlerei di illusioni ma di percezioni.
Quando si tratta di rapporto con gli altri (e persino con se stessi) non vedo situazione immuni: siamo tutti “allucinati” da quello che sentiamo, da come lo viviamo, da come lo proiettiamo nel futuro.
Semplicemente quando concordiamo sulle nostre allucinazioni, la chiamiamo realta 🙂
Suzy, il livello di confidenza dipende molto dalla conoscenza dell’altro, ma anche volontà di condividere reciprocamente le proprie debolezze senza sentirsi giudicati o a rischio di incomprensioni. Sono anch’io convinta che ciascuno mantenga private alcune emozioni perché non sempre è semplice spiegarle all’altro senza essere fraintesi o semplicemente perché è giusto così, che qualcosa resti esclusivo e noto solo a noi stessi.
Ps Anche oggi “Ddieta” e ormai ci sono scarse probabilità che io lo incontri per caso, prima di domani. È sempre più difficile non “Ddesiderare” gestendo questa sensazione di vuoto e di fame crescente.
Ciao Adam, ho usato il termine “illusioni” perché è il tema tanto dibattuto su questo spazio virtuale. Credo sempre meno ad una possibile reale vicinanza di menti, e sempre più ad un’istintiva, autentica comprensione emotiva dell’altro. Non c’è possibilità alcuna di sondare realmente la psiche altrui ( forse nemmeno la nostra), quindi rimane solo una strada alternativa, che se ne frega di ragionamenti deduttivi, induttivi, scientifico-matematici e si basa su ciò che effettivamente ci accomuna come esseri umani. E pensare che in passato la pensavo in modo opposto…l’esperienza insegna!
Acqua, la conoscenza dell’altro passa anche attraverso I silenzi, I non-detti, gli sguardi, I gesti. Lascia perdere la comunicazione verbale al momento, trova e sperimenta altre vie per ritrovare complicità.
Basterebbe provare l’esperienza della “vicinanza” delle menti per sapere che invece è possibile. Ma è chiaro che se malgrado tutto non si è trovata la mente “giusta” con cui comunicare spesso anche senza bisogno delle parole, le conclusioni saranno comprensibilmente altre.
Visto che a molti piace riferirirsi a personaggi conosciuti per confermarsi un’ipotesi, la più nota “sintonia” fu quella di Dalí e Gala, al secolo Elena Ivanovna Diakonova, che oltre che la sua musa era letteralmente il suo alter ego al femminile. Quella fra Gala e Dalí è stata una fusione assoluta, sia artistica che sentimentale, durata oltre 50anni, che non ha conosciuto eguali. Lei aveva dieci anni più di lui, e quando si incontrarono non vi furono matrimoni, figli o relazioni in corso che hanno impedito che nascesse un amore senza alternative. >>>
>>> Non è quindi impossibile incontrare chi ci “completa” sino in fondo, è difficile, certo, ma è possibile. E d’altra parte nessun vero amore può definirsi tale se tra i due restano lati oscuri che non vengono “illuminati” dall’amore dell’altro e per l’altro. Mi sembra anche logico immaginarlo.
Suzy, proverò anche con il linguaggio non verbale, anche se questo non permette di capire cosa “lo turba” di preciso…
Golem, quando lui supera certi limiti, certo che gli rispondo a tono, dato che diventa una questione di rispetto. E quasi sempre sottolineo i suoi comportamenti “infantili” che non portano da nessuna parte (ovviamente quando “puntualizzo” se la prende ancora di più)
Suzanne, cercare di comprendere la psicologia e la mentalità dell’ altro, anche solo per sommi capi, è invece essenziale per rapportarsi con quella persona nel modo più sereno ed equilibrato possibile, cioè senza soffrire più di tanto per sue eventuali intemperanze o comportamenti apparentemente irrazionali. La conoscenza di certe dinamiche serve a questo, a preservarci da inutili dolori. Poi si valuterà se quella persona si adatta a noi oppure no, sempre però con spirito sereno e “distaccato” e senza fare recriminazioni all’ altro se le cose non vanno come speravamo per via di un’ incompatibilità di fondo. Se ad esempio io mi innamoro di un sociopatico, il sapere che è sociopatico mi farà affrontare molto più tranquillamente certi atteggiamenti di lui che altrimenti mi apparirebbero frustranti perchè inspiegabili. Non parlo di te, ma in generale: vedo troppa gente lamentarsi di rapporti finiti in modo burrascoso o anche solo di conoscenze che non hanno portato i risultati…
..perchè certi segnali palesi che c’erano fin dall’ inizio li si è ignorati.
Acqua, un rapporto di coppia è fatto anche di comunicazione. Se l’ altro si ostina a occultare pensieri o proprie istanze che è fondamentale far emergere ai fini del rapporto, di fatto sta applicando un “rifiuto” nei nostri riguardi, e questo aspetto andrebbe affrontato. altrimenti non c’è molta differenza dallo stare da soli. E infatti tu stai guardando altrove, seppur solo in una dimensione immaginifica.
Vabbè, Acqua ma alla fine quest’uomo con chi ce l’ha? Che si sfoghi in certi modi con te è normale, mio padre buonanima faceva lo stesso con mia madre, eppure aveva cento cose da farsi perdonare. Di solito sono proprio questi uomini pieni di colpe piccole o grandi che fanno i “difficili” con mogli che, al contrario, fanno di tutto per far quadrare il menage.
Non so, se è una questione di carriera o di cos’altro, giacchè ho visto decine di colleghi morirci per la carriera. Nel senso che sono schiattati, proprio morti, letteralmente, di infarto, ictus e altre gioie del genere, per acquisire una merdosa posizione in più. Non dimenticherò mai un giovane ingegnere che mi ha scassato le palle per anni perchè mi facessi parte attiva presso un amministratore col quale avevo buoni rapporti, per una sua promozione a dirigente. Quando gli chiesi perchè stesse insistendo in quella maniera così ossessiva, volendo bruciare i tempi, mi rispose “perchè mia moglie è già dirigente”.
Cosa gli vuoi dire a uno così, in più pure ingegnere.
Golem, nessuno ha negato che sia possibile una vicinanza di menti, ma tendenzialmente non ci si mette col proprio psicologo, e non tutta la nostra oscurità necessita di essere illuminata. Hai mai pensato che una persona possa desiderare di custodire degli angoli in cui rannicchiarsi in totale solitudine senza essere disturbata? Attenzione a nom trasformare l’occhio illuminato dell’amore in quello del Grande Fratello di Orwell…
Maria, possiamo comprendere la mentalità e la psicologia dell’altro solo e soltanto fino a dove l’altro ce lo permette; tutto il resto diventa semplice invenzione, nostra fantasia. Come succede anche qui… non abbiamo superpoteri intrapsichici, ci fermiamo laddove vengono eretti muri di protezione. E la maggior parte di noi li ha, anche quando sono invisibili.
Io mi voglio proprio fare del male. Stamattina non ce l’ho piu’ fatta e sono passata dal bar dove ovviamente l’ho incontrato. Abbiamo come al solito scambiato due banali parole al bancone e poi lui e’ andato a sedersi. Io non ho avuto il coraggio di chiedergli: ‘”Sei da solo? Posso sedermi con e te?”: mi sembrava veramente eccessivod aparet mia (anche se, pensandoci bene, se fosse una situazione normale e priva di “interessi di parte” sarebbe del tutto normale sedersi a chiacchierare). Quindi ho finito il caffe’ e deciso di andare via subito. Passando davanti a lui, lui mi ha risalutata e sorriso. Ho come l’impressione che lui, pur sorridendo e guardandomi negli occhi, sia un po’ in soggezione/ timido nei mie confronti ed e’ molto strano perche’ secondo il parere delle mie colleghe e’ uno molto vanitoso e pieno di se’. A quanto pare e’ tutte le mattine li’ al bar fare colazione ed e’ sempre da solo: sembra infatti che non vada d’accordo con i colleghi e che sia un tipo difficile.
Razionalmente tutto questo dovrebbe smorzare la mia “passione”. Invece tutta queste “complicazioni” non fanno che accederla maggiormante non riesco fare a meno di cercarlo.
Golem, ti rispondo dopo perche’ adesso sono su di giri.
Suzy, il desiderio di “conoscere” che riguarda l’animo della persona amata, non nasce da una necessità indagatoria, quanto dal bisogno di trovarne quegli aspetti che meglio si fondono coi nostri, come anche quelli che potrebbero non esserlo, proprio per evitare quegli equivoci che sappiamo nascere proprio dalla mancanza di conoscenza di certi aspetti più intimi che tutti bene o male abbiamo. Restare “oscuri” alla persona che ti ama è il modo migliore per coltivare le incomprensioni in una coppia. Il mio modo di vedere queste cose non contempla “segreti” mantenuti da entrambe le parti. Se la partner con la quale voglio costruire una vita mi nasconde qualcosa, dimostra quanto meno una mancanza di fiducia in quell’amore, e questa è un’ipoteca seria sulla durata e sul valore di quel rapporto, che tra l’altro sottintende tutt’altro che quella spontaneità anti razionale di cui accenni nel tuo precedente post.
Insomma una coppia non dovrebbe avere sancta sanctorum inviolabili all’altro, sennò siamo nell’ambito di un Snc, non dell’amore.
Suzanne, ovvio che nessuno ha i superpoteri per leggere nella mente altrui, si tratta invece di imparare a cogliere certi segnali regolandosi poi di conseguenza. Quando abbiamo il sentore che qualcosa non vada, è perchè effettivamente qualcosa non va. e in quel caso, prima di lasciarsi andare a razzo in un innamoramento, sarebbe meglio prima farsi due domande e approfondire razionalmente la questione. intendevo questo, non certo la telepatia o la chiaroveggenza.
Certo, tutto questo modus potrà apparire poco romantico a chi è abituato a pensare nei tuoi termini. ma è efficace per preservarsi da batoste dolorose quando è il momento di doversi svegliare dal “sogno”.
A volte è proprio il fatto che l’ altro rediga ossessivamente muri di protezione, il segnale principe da tenere in considerazione.
Acqua, il tipo “dannato” piace a TUTTE. Nulla di nuovo. in più la situazione in casa con tuo marito non facilita certo le cose, nell’ ottica di una tua presa di distanza da certe fantasie..
..Comunque, relativamente a tuo marito, mi permetto di dire che forse Golem ha centrato il problema. Ovviamente potrei sbagliarmi non conoscendo ne lui ne te.
Sì credo che Golem abbia centrato il problema: forse lui si immaginava una carriera lavorativa diversa. Eppure il suo lavoro gli concede libertà di azione, frequentazione di persone ed ambienti pubblici e privati diversi, attività variegate. Non è affatto un lavoro che definirei frustrante.Non so cosa guadagni, ma è certo che per il momento non abbiamo problemi economici. Io non ho mai fatto confronti non so nemmeno di preciso a cosa ammonti il mio stipendio. Non mi sono mai interessati i soldi: abbiamo un unico conto corrente comune e io spendo quello che serve, stando attenta a non sprecarli in spese futili. Non mi sembra che lui abbia dovuto rinunciare a chissà quali desideri. Insomma non si bene con chi chi c’è l’ha…forse la mia colpa è quella di non farlo sentire sufficientemente importante e al centro della mia attenzione… È un circolo vizioso perché le mie fantasie mi distraggono e aumentano questa distanza.
Suzy, concordo con te sull’impossibilta’ di sondare a fondo la psiche dell’altro, spesso perché a volte si fa fatica a comprendere anche la propria! Tuttavia è necessario sforzarsi di confidare le proprie emozioni positive e negative all’altro se si vuole appunto “condividere” un sentimento con la S maiuscola e rendere partecipe l’altro di ciò che viviamo e proviamo. Spesso si sbaglia il canale di comunicazione o si crede di aver spiegato bene le proprie idee ed invece si viene, nostro malgrado, fraintesi. Identificare un linguaggio comune nei gesti e negli sguardi è più semplice rispetto a trovare la giusta chiave per la comprensione reciproca e profonda. Nascondendo le nostre ombre non aiutiamo l’altro a far luce sulle proprie. È difficile abbattere i muri di protezione dell’altro se non apriamo prima una breccia nei nostri.
Naturalmente quella che ho descritto prima è la “teoria”, nella quale mi sento molto forte. La “pratica” invece mi riesce piuttosto male perché sono svogliata o, come dice MaryG”, troppo “incline alle tentazioni terrestri”.
Oggi ho dovuto portarmi il lavoro a casa perché in ufficio ero distratta e ho finito solo ora un documento importante per domani. Non so bene cosa fare con “pensiero D.”: una settimana di astinenza visiva ha avuto come risultato che le mie fantasie “romantiche” ad occhi aperti si sono moltiplicate, a differenza di quello che credevo. Ieri sera,ad esempio , mentre ero al distributore a far benzina,ero lì che pensavo: ora arriva lui in moto,scende e mi vede e mi si avvicina e mi dice “lascia pure, ti faccio il rifornimento”, prendendomi la mano. Per non parlare delle serie di dialoghi fittizi e battute improbabili che mi preparo mentalmente per la prossima volta che lo vedrò e che poi fortunatamente non ho il coraggio di esternare a parole con lui.
Acqua: “Non so cosa guadagni…”
Ma non trovi strano che in famiglia vi siano questi “segreti”? Io sì.
Devo dire che lentamente si capisce che tra te e lui ci sono confini che curiosamente si trovi normale che vi siano. È chiaro che non esistono formule magiche nelle relazioni interpersonali perchè queste funzionino, persino in quelle “allietate” dalla presenza di tre figli, ma è certo che, come dicevo ieri, la tendenza di tenere aspetti della propria vita nascosti all’altro non mi sembra l’ideale per creare un clima di fiducia nella coppia. Personalmente, quando nel ’90 acquistammo l’attuale casa, il 90% dei soldi erano stati guadagnati da me, ma non ho pensato minimamente di escludere lei dalla proprietà, seppure il rapporto era agli inizi praticamente.
Non so, io vengo giustamente considerato cinico, ma se mai mi fosse passato per la testa di tenere separati i “sentimenti” dagli “interessi” in un matrimonio, mi sarei fatto una domanda sul vero valore dei primi. Ma mi basta sapere di non aver sbagliato nel mio di matrimonio.
Acqua, sei sicura che fosse intimidito e non solo imbarazzato? Io sono sicuro che lui ormai “percepisca” qualcosa di più da parte tua che non la semplice cordialità che si esprime tra conoscenti. Perchè in fondo quello siete.
Tu evidentemente non te ne accorgi, ma uno sguardo non riesce a nascondere desideri intensi come i tuoi, anzi, ma se lui non è predisposto ad accoglierli come ti aspetteresti che facesse, si ricambia con un altro sguardo che si divide tra educata cordialità e imbarazzo.
Essendo stato anch’io un “lone wolf”, con relativi abbordaggi anche più espliciti dei tuoi, ricordo le mie reazioni in questi termini.
Non aspettarti che ti inviti lui a bere un caffè insieme. Se vuoi di più devi prendertelo. E tu vuoi di più. Sono mesi che te lo dico, e lo sai bene, nonostante le tue remore morali.
Keep in touch dear. Bye
Acqua sai cosa diceva Marilyn Monroe?
“Se le donne avessero aspettato che l’uomo prendesse l’iniziativa, la razza umana si sarebbe
estinta da un pezzo”.
Non si tratta certo di farlo sfacciatamente,
ma semplicemente di trovare un pretesto.
Ricordo che nel settecento le dame fingevano di perdere i fazzoletto, quando la persona cui miravano si trovava solo e poco dietro…
Quindi magari si può “dimenticare” un libro
o un oggetto, perchè il difficile è il primo passo.