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Trad, uno su dieci viene qui per dibattere, e forse meno. Te lo ripeto, questo è soprattutto un “rifugium sfogatorium”. Come in tutti i “gruppi” bisogna stare attenti a non mostrarsi “troppo in ogni cosa”, sennò scattano le “contromisure” compensative. Alla fine sai, le relazioni si comportano come l’acqua nei vasi comunicanti, che si stabilizza sul livello medio. È quel “medio” poi dipende dal livello dei partecipanti.
Il Salento è casa mia, ci sono nato e ho casa, oltre che parenti e amici, e ci vado sempre volentieri. Ma è soprattutto my wife che merita una bella vacanza dopo un anno di “lavori”. Il Garda? No Trad, io ho la bussola che invece del Nord ha il Sud come direzione principale. Sono mediterraneo da capo a piedi. Solo gli occhi sono nordici. Chissà da quale antenato arrivano. Mah.
più nulla, ma vi consiglio di darci un’occhiata, per vedere come erano cazzuti i mediattivisti che vi scrivevano:
https://italy.indymedia.org
Altro che piagnistei perché la ragazza ha le mestruazioni.
Putroppo non trovate i miei articoli. Quella che vedete è la vecchia Indymedia che chiuse nel 2006. Poi la riaprirono come aggregatore dei nodi Indymedia regionali. Cominciai a scrivere nel 2008 come Trader sul nodo Indy Lombardia. Sulla vecchia Indy pubblicai un paio di articoli su altri argomenti con un altro nickname. I nodi locali non sono più visibili. Nel 2012 chiusero tutti i nodi. Mi pare che per un periodo restò aperta Indy Piemonte, poi anche quella tirò le cuoia.
Cliccate in alto su “newswire”. Era il cuore di Indy, dove noi mediattivisti postavamo le notizie.
E fatevi due risate cliccando “articoli nascosti” su home colonna blu a dx in basso. Gli admin vi mettevano gli articoli che violavano la policy.
Per motivi sconosciuti, mi hanno censurato il primo di due miei commenti precedenti. Lo riassumo:
GOLEM, da buon uomo del sud, potresti avere sangue nordico: il sud Italia era stato occupato dai Normanni nel medioevo! C’è anche una località in Puglia che si chiama San Vito dei Normanni.
Hai ragione.
(((i))))
Notizia sensazionale che ho scoperto l’altro ieri: È NUOVAMENTE VISIBILE IL SITO INDYMEDIA:
https://italy.indymedia.org
Sul sito non si può più pubblicare nulla, ma è interessante come documento storico.
Era un sito di controinformazione, in cui ognuno poteva pubblicare notizie in tempo reale.
Vi parteciparono personaggi come l’attivista viterbese Vittoria Oliva; l’avvocata Tristesse che ebbe una relazione con Rosario, candidato alle amministrative di Napoli.
Mitica INDYMEDIA!
Sono sempre più propenso ad uno “STOP” definitivo sulle patenti di guida !!
https://www.youtube.com/watch?v=e76FgA4_WLg
Trad, io ho un cognome stranissimo, che in italiano non significa niente. Per anni mi sono scervellato per capirne l’origine, finché un giorno di molti anni fa trovai un libro sui cognomi salentini su una bancarella di un paesino del Basso Salento, noto, assieme ad un altra dozzina, per essere un isola linguistica greca, anzi, grecanica. Dove ancora oggi buongiorno di dice “kalispera”, cuore “cardià” e acqua “nerò”. La Puglia è una regione “ponte” tra continenti, ed è quella con la maggior presenza di insediamenti provenienti dai Balcani e dall’Egeo. Bè, su questo libro -fatto da un tedesco: Gerhard Rholfs- trovo l’origine del mio cognome, che proviene dalla attuale Dalmazia in seguito alla fuga, dovuta alle occupazioni ottomane avvenute durante il medioevo, di popolazioni slave di cultura cristiana che erano sotto l’egida veneziana. Questi dalmati hanno fondato due comuni, oggi in provincia di Brindisi: San Pietro degli Schiavoni e San Vito degli Schiavoni, cioè degli Slavi. Quest’ultimo nel 1861 cambio il suo nome》
》in San Vito dei Normanni, rifacendosi ad un’antica torre di guardia Normanna preesistente al paese stesso. Questo perchè il termine “schiavoni” era sinonimo di schiavo e forse ai notabili non piaceva dare quell’immagine. Ma il paese è di fondazione slava, ed è possibile ritrovarvi cognomi slavi italianizzati per ragioni fonetiche, come è successo al mio, che è originario proprio di quel paese, anche se lo si ritrova in altre aeree contigue, come la cittadina dove sono nato.
Viaggiando in Croazia verso la metà dei ’90 ho trovato pure la zona di provenienza di quel cognome nella penisola di Orebič, di fronte all’isola di Corzula, dove nacque Marco Polo. Bè, io mi sono così appassionato all’onomastica che ho comprato decine di testi, dai quali si scopre che l’Italia ha il più vasto repertorio AL MONDO di ceppi cognominali. Inoltre avevo una nonna con un cognome chiaramente ispano-aragonese (ancora presente in Spagna) e gli spagnoli in Puglia sono stati presenti per tutto il ‘600. Sono quindi fieramente un “bastardo”. E qui (e non solo qui) lo sanno.
Ci voleva sta stretta. Finalmente!
Innanzitutto vi faccio i complimenti per il dibattito che stiamo conducendo su questo sito.
Mi trovo con le considerazioni fatte da Marc e Golem.
Non sono d’accordo, tutte le “strette” sono limitazioni alla libertà di movimento. Io penso le stesse cose di prima, cosa cambia? Nulla, ma è la solita apparenza consolatoria che piace tanto alla massa e alimenta i rapporti falsi e opportunistici.
Su FB ho dato dell’idiota un idiota e mi hanno bannato per tre giorni. Poi, scontata la pena, gli ho dato del minus habens, che è la stessa cosa, se non peggio, ed è passato. Anche l’algoritmo è un idiota, e gliel’ho dimostrato. Ma ovviamente non l’ha capito. E questo che mi fa godere.
Nella fretta di inviare due commenti entro la pubblicazione delle 22.00, per sbaglio ieri ho invitato il commento 12558 qua, che doveva essere postato sulla lettera “Voi che pensate del mondo in cui viviamo” o forse mi è stata spostata dagli admin, non so. L’altro commento, che riporto qua di seguito, forse non l’ho inviato, anche se mi sembra strano.
GOLEM, interessante ciò che hai spiegato. Ho imparato qualcosa che non sapevo. Per un periodo nella mia vita ho vissuto, oltre che a Milano, anche a Venezia e là c’è una strada lungo la riva dopo Piazza San Marco che si chiama Riva degli Schiavoni.
Aggiungo inoltre che, studiando la lingua greca (feci due anni di Greco moderno gratuito organizzato dalla chiesa greco ortodossa. Era gratis forse per finalità turistiche), ho notato che “sedia” in greco si dice “karekla”, mentre nei dialetti istro-veneti si dice “carega”.
Certo Trad, la curiosità, la ricerca, è la benzina dell’intelligenza, e quello di capire l’origine del mio cognome mi ha assillato fin da piccolo, ma fin da allora ho sempre cercato e trovato la strada per avere le risposte che cercavo. Sino a quelle che ho riportato qui riguardo la mia coppia e che tanto ha fatto “adirare” gli esperti di coppie altrui.
Quanto alla presenza di fonemi di provenienza straniera sia nell’italiano che nei dialetti locali, questa è cosa nota. Ma in quell’area della cosiddetta Grecìa
(con l’accento sulla “i”) salentina, il dialetto è proprio di origine greca. Senza contare le decine di paesi di origine albanese, anzi “arberësh”, risalenti al XVI secolo nei quali i più anziani parlavano albanese sino tutti gli anni 70. Pochi sanno che molti paesi, tra i quali il mio, hanno quartieri “giudecca” dove erano insediati Ebrei che non erano accettati altrove. Non per caso la Puglia si è dimostrata la più “accogliente” tra le regioni. Chi ha visto nel ’90 lo sbarco a Bari delle migliaia di profughi albanesi lo sa.
Un conto è la libertà di movimento un conto è offendere le persone perchè magari non condividono il tuo pensiero.
E se dai dell’idiota a qualcuno prima o poi troverai quello che dell’idiota lo dà a te.
Poi si passa al turpiloquio.
In risposta al commento n. 12554
Si certo ma come andiamo a fare la spesa a piedi? Al lavoro?
Passà, non ci vuole un genio per capire che ci sono centinaia modi per dare dell’idiota ad uno, se vuoi te ne elenco venticinque che ti sembreranno complimenti. Io preferisco dirti in faccia quello che penso invece di trovare allegorie retoriche o, PEGGIO, fingere per “educazione”. Quest’ultima è una convenzione culturale ipocrita, che è servita a contenere i conflitti sociali, ma che invece non contiene un bel niente, perchè li “sposta” altrove, altrimenti nei cosiddetti paesi civili non esisterebbero delitti di nessun genere, invece le carceri sono stracolme e i tribunali traboccano di cause.
Io mi regolo con Totò, che è il mio filosofo guida, lui quando era arrivato “in fondo” pronunciava la sua famosa frase: “lei è un cretino, si informi”. E con quello diceva tutto, e onestamente, quello che si poteva comunicare a QUELL’interlocutore.
Se io ti dò del cretino ti
posso anche spiegare il perchè. Se tu me lo giri, puoi ribaltare la mia spiegazione? Solo così è ammessa la replica, sennò te lo tieni.
GOLEM, è interessante ciò che spieghi, non sapevo queste cose.
@Tommy
Per andare a fare la spesa, al lavoro o altrove sarebbe più opportuno utilizzare altri mezzi più sicuri che non dovranno andare nemmeno a 100 all’ora, ne tanto meno a benzina. Perché il problema è che ci sono macchine di grossa cilindrata che hanno una potenza da non sottovalutare. Quindi secondo me non dovrebbero mai più esistere !!
Trad, avevo aggiunto una ulteriore nota su una minoranza francofona in provincia di Foggia e come vi si sia insediata, ironizzando su queste mie conoscenze, macchè: censurata. Il perchè non si saprà mai. È vietato sfottere anche… sè stessi.
Se tu offendi qualcuno dandogli dell’idiota o facendolo in venticinque modi che sembrano complimenti e che pensi di conoscere solo tu, prima o poi troverai quello che dell’idiota lo darà a te sia direttamente che in altrettanti venticinque modi che sembrano dei complimenti.
Ma non si offende qualcuno solo perchè si hanno opinioni diverse.
Quindi bene hanno fatto gli amministratori a dare un giro di vite.
Dare del cretino a qualcuno e spiegarglielo non è garanzia di non ricevere lo stesso insulto con tanto di spiegazioni. Anche perchè le spiegazioni di un insulto dato in replica spesso sono anche piu efficienti delle “prime”. E su questo sito ne abbiamo avuto ampia testimonianza.
Nessuno ha il verbo in tasca, anche nel dare del cretino.
E lascia perdere le battute dei films che spesso sono belle e fanno ridere ma hanno valenza fintanto che fanno parte di un copione scritto dove non è prevista una replica.
Passy, in una discussione, l’appellativo di idiota -al netto di tutta l’ipocrita liturgia sociale di cui si è accennato- sorge spontaneo quando appare chiaro che l’interlocutore non ha i mezzi per comprendere il livello che si è raggiunto ma non se ne rende conto, e insiste cocciutamente con una tesi che omai non ha più senso. Come per la battuta di quel film, dove l’insistere sul collocare “banalmente” l’avversario al primo posto, ritenendolo -malgrado quel “particolare” contesto logico- superiore a “quel” secondo posto, significa inequivocabilmente dimostrarsi idioti. Quello è il punto.
La sicurezza del neo idiota di sentirsi “certo” del fatto suo -pur mescolando le logiche per mancanza di adeguati “recettori” discriminanti- non lo esime dall’esserlo per chi invece i recettori li ha e ha compreso il “senso” della battuta.
Basterebbe osservare che è stata inserita in una commedia dalla comicità paradossale, dove quella collocazione voleva sottolineare una tale idiozia del soggetto, che andava oltre i normali metodi di misurazione.
Ma che lo dico a fa.
@Massimo.
Fammi capire, quali mezzi ritieni essere più sicuri scusa? Non credi che basta essere prudenti senza ubriacarsi il sabato sera? Intanto dovresti sapere che la legge è diventata sempre più severa sulle patenti il che questo basta è avanza, ciao.
GOLEM, credo che gli admin leggano molto frettolosamente i commenti da pubblicare, travisando cosa scriviamo. Tempo fa mi avevano ufficialmente risposto ad una delle mie molte segnalazioni. Dalla loro risposta si notava che non gli era chiaro cosa gli avessi esposto. Considerando che scrivo chiaramente, penso che leggano talmente in fretta da non capire bene.
Probabilmente avranno pensato che nel tuo commento stavi offendendo qualcuno.
Facebook che censura “idiota” e pubblica “minus habens” è incoerente, hai ragione. L’offesa è identica. Entrambi i termini sarebbero giudicati allo stesso modo in tribunale per il reato di ingiuria o diffamazione, eppure un moderatore tratta queste due espressioni in maniera diversa.
Si può essere offensivi anche in maniera molto più sottile, usando certe frasi, sfottendo, ma evitando addirittura di cadere nel reato.
Sono dell’idea che in un dibattito non bisogna offendere, ma ovviamente si può esprimere il proprio dissenso. “Non sono…
D’accordo con ciò che dici” non è offensivo. È già offensivo “hai detto un’idiozia”. Ancora più forte “ma che cavolo stai dicendo”. E non sono espressioni dirette alla persona, cioè “idiota, non capisco niente”.
Se non siamo d’accordo con il nostro interlocutore, ma egli non è aggressivo, non c’è bisogno di usare termini pesanti nei suoi confronti, pur manifestando il proprio dissenso.
Gli Indyani non si rispiarmiavano epiteti pesanti, considerando i giri di parole apparentemente educati un modo di esprimersi ipocrita e borghese. A volte volavano addirittura le bestemmie su Indymedia!
Trad, ormai sono anni che bazzico il sito, è ho la presunzione di saper leggere tra le righe di chi scrive. Qualche giorno fa ho commentato il post di un tormentato utente che si è “buttato” nel volontariato. Una scelta del genere fa pensare ad una generosità ed empatia che non si può che ammirare. Ma molte di queste spinte a “dare” in realtà nascondono bisogni di “avere”, giacché nascono da vuoti che si crede di colmare con un gesto ritenuto “nobile” per antonomasia, nascendo dalla nostra cultura cristiana “dell’amare il prossimo”. Molti “volontari” cercano in realtà una gratificazione egoistica e non altruistica, ben mascherata da un gesto moralmente encomiabile. Qui è lo stesso. Per parecchi partecipanti, sotto l’apparenza del dialogo si cela il bisogno di conferme del proprio valore, e guai se si scopre che c’è qualcuno che invece ti conferma il contrario.
Nel post cassato, mi sono dato ironicamente del “saputello” perchè così sono qualificato da quel genere di persone. E per questi, se sei fuori media sei un saputello, e non uno che sa.
Tommy – 27 luglio 2021 17:14
Intanto i mezzi che ritengo più sicuri dei motori che vanno a benzina sono le vetture elettriche, che appunto vanno solamente con l’elettricità, basta però che non vanno a 100 km all’ora.
Punto primo: La prudenza non è mai troppa quando si guida una macchina di grossa cilindrata che ha una potenza di velocità che va oltre i 140 km all’ora, non serve per forza ubriacarsi il sabato sera per rischiare la propria vita o quella di qualcun altro. Basta un sorpasso azzardato da parte di chi si crede di essere “Valentino Rossi” rischiando a dirittura di fare un frontale con un’altra macchina ed è una tragedia !!
Ma fanno “BENISSIMO” ad essere più severi sulle patenti…
Ragazzi, non ce la faccio più.
Vi avevo detto che questa settimana mi prendevo una pausa, ossia qualche giorno di meritate ferie. Ferie che per me significa controllare l’andamento dei mercati e gli avvenimenti mentre sono al mare o in riva al torrente. Quando sono a casa faccio giornali. Insomma, mentalmente sono in ferie, ma continuo a lavorare come sempre.
Prima ho controllato la mail. Mi aspettavo un resoconto patrimoniale da parte di uno degli intermediari con cui ho dei rapporti. Ho chiesto quel rapporto giovedì scorso, hanno detto che l’avrebbero inviato in giornata o al massimo il giorno dopo. Non c’era, si saranno dimenticati, non fa niente, non è urgente. Ma in compenso c’era una mail spedita OGGI dall’amministrazione della società di cui vi parlavo, che ho visto nascere (e di cui sono azionista), che si sta quotando in borsa. Hanno bruciato le tappe, la prossima settimana sbarchiamo a Piazza Affari. Complimenti. Però sul comunicato stampa riportato in allegato
alla mail ho letto che entro la chiusura gli azionisti che lo desiderano possono acquistare altre azioni in emissione. La chiusura è anticipata a domani. Mi è preso un colpo. Volevo comprare altre azioni, ma non avevo ancora deciso quante. Adesso non so cosa fare. Domani ho programmato di farmi una gita fuori porta e dover occuparmi di questa questione mi porterà via ore se tutto va bene.
Non so che fare, ci penso un attimo e se incontro troppe complicazioni lascio perdere, non si può fare le cose in fretta e furia. Mi tengo quelle che ho, non incremento la posizione.
@Massimo.
Mi spiace doverti informare che una macchina elettrica può partire da una velocità elevata di ben 410 km/h. A dirittura può scattare da 0 a 100 km orari in meno di due secondi arrivando per sino ad una velocità max di 300 km orari. Come la mettiamo adesso? Il problema è certa gente che non sa guidare perché è insicura, specialmente se è neopatentata, è lenta, che costringe gli altri a sorpassare. E chi è neopatentato non puo’ portare una macchina di grossa cilindrata, la legge parla chiaro. Anche se su certe cose io la vedo esagerata, perché non mi sembra giusto revocare la patente a chi ha bevuto solo due birre di numero, va bene revocarla a chi si è ubriacato in disco, ma deve essere ubriaco per giocarsi la patente e su questo condivido.
Vedi qual è il punto Golem: se uno insiste su una tesi contraria alla tua è idiota e glielo dici, quindi lo offendi.
Io ad esempio non te lo dico e neanche lo penso, nonostante tu insisti “cocciutamente” sulla battuta di quel film, che, guarda caso ti è venuta subito in mente.
Anche tu potresti essere Il “neo idiota” che si sente certo del fatto suo e che si sente convinto di aver compreso il “senso” della battuta.
Ma quello che a te sfugge e che ti è stato spiegato da piu parti è che quel “senso” della battuta lo conoscono tutti. E’ chiaro a tutti, e non solo a te, che quella battuta lascia intendere che uno è talmente idiota da non riuscire a vincere nemmeno una gara per idioti. E non è neanche un paradosso ma solo una battuta divertente che ha valenza solo nell’ambito del film dove, guarda caso, è completata dalla risposta dell’interlocutore “idiota” che risponde “perchè secondo ?” e di seguito “Perchè sei un idiota”.
Ma pensa se nel copione del…
film fosse stata contemplata la risposta “e ti credo che non la vinco la gara per idioti, ci sei sempre tu che arrivi primo”
Con questa risposta la battuta iniziale avrebbe perso la sua efficacia perchè la risposta stessa riporta tutto nella realtà vera dove il vincitore di una gara per idioti e sempre più idiota di colui che arriva secondo.
E mai si sarebbe citata la battuta di Matthau, se non seguita dalla risposta. Avrebbe seguito l’iter di una “spalla” che porge la battuta al comico.
Pensa al paradosso del mentitore Golem: dammi del falso e dimmi che sono uno che mente. Io a quel punto ti rispondo che “sei un co......”. E non ti devi neanche offendere perchè sono un mentitore quindi dico il falso.
Posso prenderti a parolacce senza offenderti. Chissà però se ti sto prendendo per il c…lo ?
Ma ciò vorrebbe dire che siamo arrivati agli insulti. E non si insulta. Io non insulto nessuno, a meno che non mi si faccia qualcosa di grave. Non certo, comunque, se una persona ha un’opinione diversa dalla mia.
Vedi Passy, la famosa battuta è il cosiddetto ballon d’essai di un contesto dove io ti sto dicendo che piove e tu mi rispondi che sono le otto e mezza. Il fatto che tu abbia paventato la possibilità che nel film la battuta i Matthau poteva essere “annullata” da “quella” risposta, significa proprio quello che vado dicendo, circa la comprensione del famoso contesto logico. Come ebbi modo di dire a suo tempo, quella stoccata è definitiva, qui e nel film, non ci sono repliche che tengano, ma ancora non lo capisci. E chi l’ha ricevuta in questo forum, con la sua puerile replica è come se avesse risposto: “chi lo dice sa di esserlo”. Ti è chiara la distanza tra i due livelli? No? Fa niente.
Ma lasciando da parte le dispute dialettiche, la realtà nascosta è che Golem dà fastidio per altre ragioni, che non si possono affrontare con gli stessi mezzi a disposizione dell’automa d’argilla, quindi si cercano altre strade, ma anche con quelle si va fuori strada. È la faccenda della famosa media. Se qualcuno la alza, altri gliela vogliono abbassare.
Avevo detto che questa settimana ero in vacanza. Stamattina ho fatto mille telefonate disperate, inviato mail, corse in centro città a piedi per uffici. Arrivato all’istituto, appoggiandomi con i gomiti alla scrivania di un dipendente della banca, l’ho tutta bagnata di sudore, bleah, poveraccio!
Ho fatto il possibile per mandare avanti quel modulo entro i termini, ma la banca ci mette ventiquattro ore per trasmetterlo all’altro istituto e non c’è stato modo di abbreviare i tempi, nonostante i miei solleciti.
Stavolta il gatto è arrivato tardi, hanno portato via il pesce prima del suo arrivo (“il gatto”, così sono conosciuto nell’ambiente, dove c’è odore di buoni affari compaio silenzioso, come i gatti che accorrono spuntando dal nulla quanto sentono il cibo).
Sono nero. Non nel senso che sono un gatto nero, il mio umore stasera è nero.
Vita da trader. Non sognatevi di andare a fare il mio lavoro, pensate a divertirvi.
Vabbè, pazienza, si sarebbe trattato di aumentare la posizione, detengo già altre azioni di quella società.
@Tommy-12577
Allora, in questo caso vanno depotenziate. Per fortuna che macchine di quel calibro non tutti se le possono permettere, con quello che costano, io sono per proibirle seduta stante !!
Come vedi la legge, esagerata ???
In Italia nel 2014 i morti per incidenti stradali sono stati 3.385. Più 257.421 i feriti. Non lo dico io ma le statistiche. Perciò, detto questo penso che sarebbe meglio ritornare ai vecchi tempi dei cavalli e le carrozze a questo punto.
Nessuna stoccata è definitiva. Tutte prevedono repliche, solo che a volte non è facile avere la prontezza per ribattere. In un sito e per iscritto è più semplice.
Quella di Matthau è una semplice battuta: “sei talmente idiota che non sei capace di vincere neanche una gara tra idioti”
Questa è la sostanza. Nulla di più banale.
“No, non è che sono così idiota da non riuscire vincere una gara tra idioti. E’ che purtroppo ci sei tu che sei talmente più idiota di me che non mi permetterai mai di vincere una gara del genere”
Basta, stop, fine ! La battuta di Matthau è annullata. La controstoccata risulta vincente.
E adesso sono io che faccio una domanda a te: ti è chiaro il concetto ? No ? Fa niente !
Che poi questa risposta è vecchia almeno quanto la battuta del film. E te lo hanno già detto. Solo tu pare non la conosca.
Una battuta a caso:
“Sei mai stato in uno zoo? Voglio dire… come spettatore?”
La conosci ? Sarà mica pure questa una stoccata definitiva ?
Anche qui possono essere date repliche adeguate. Non è complicato.
Per il resto, il motivo per cui dai fastidio è noto. Te lo hanno ripetuto decine di utenti: sei arrogante, altezzoso, offendi e pretendi di aver sempre ragione.
La cultura non dà fastidio, l’arroganza e le offese si.
Trader,
scusa se mi permetto di chiederti perché non apri una lettera su andamento di economia e investimenti.
potrebbe seguirne evoluzioni-involuzioni chi è interessato al tema, senza indurre a sorvolare tutti i tuoi post in chat chi cerca argomenti meno specialistici.
—
Definizione di ILLUSIONE da parte di Freud, ovvero appagamento di un desiderio, a prescindere del suo rapporto con la realtà.
“Illusioni, appagamenti dei desideri più antichi, più forti e più pressanti dell’umanità; il segreto della loro forza è la forza di questi desideri.”
“Un’illusione non è la stessa cosa di un errore, non è neanche necessariamente un errore.”
“Era invece un’illusione la credenza di Colombo di aver scoperto una nuova rotta per le Indie. In questo errore è molto chiara la parte del suo desiderio.”
“… l’illusione invece non è necessariamente falsa o in contraddizione con la realtà. Una ragazza borghese può per esempio illudersi che verrà un principe e la sposerà. E’ una cosa possibile, alcuni casi del genere si sono verificati.”
Passy, ovviamente potremmo andare avanti a divinis visto che non capisci, nè mai capirai che “all’ace” di Matthau, comunque è dovunque venga riproposto, non si può opporre NESSUNA replica, men che meno una atrocità come l’ultima che hai pubblicato oggi, che fa accapponare la pelle come il gesso sulla lavagna. Se non si ha la capacità di afferrare un certo umorismo è come parlare col muro.
Io sono un arrogante “attivo” Passy, e lo dico da sempre serenamente, tu e decine di altri e “altresse” lo siete non meno di me, ma in modo “passivo”, perchè friggete, e si capisce, ma fate finta che non sia così. Ed è quello che non sopporto della gente, che non esprima quello che sente veramente per salvare la faccia. Verso chi poi? Verso altra gente come loro. Che “sentono di essere” più di ciò che sono. Come quelli che devono trovare persino nell’illusione un buon motivo per giustificare una vita intera. E lo trova, cercandosi pezzi di puzzle diversi e facendone in bel collage.
«Ciò che il gregge odia di più è chi la pensa diversamente; non è tanto l’opinione in sé ma l’audacia di pensare da sé, qualcosa che non sanno fare».
Arthur Schopenhauer
(Dopo Totò il mio filosofo del core)
Rossana, ottima idea. Prossimamente lo farò.
Pensavo anche di scrivere una lettera che parli di Indymedia. Un doveroso tributo a quel grande sito di controinformazione che purtroppo non esiste più. Questo è il sito, reso visualizzabile mi pare fino a domani, per il ventennale del G8 di Genova:
https://italy.indymedia.org
Mi manca, sai, Indymedia.
In questi giorni sono poco attivo su LaD perché sono in ferie, ma nei prossimi giorni mi metterò al lavoro su LaD.
Trader,
ti percepisco sincero e in un aspetto simile a me e ad almeno un altro utente, che però s’ingegna con tutte le sue capacità a mascherarlo.
mi sembra di capire il tuo affetto al sito precedente e mi fa piacere che non ti sia risentito per il suggerimento.
Che non si possa opporre una replica alla battuta di Matthau LO DICI TU. Ma solo tu.
E’ un aforisma mica una sentenza della Corte di Cassazione.
La mia ultima replica “un’atrocità” ?
Si, un’atrocità per la tua schiena.
Sei proprio come Renzi, perdi e urli di aver vinto
Ma perdi.
Mi spiace Golem, “non posso farti fesso perchè già lo sei”
Visto che ami Totò te la dedico.
“non posso farti fesso perchè già lo sei”. Passy, fai tenerezza, ma non puoi capire perchè. “E ho detto tutto”, come dice Peppino. La più nota spalla di Totò.
Grazie Rosanna. Si, per me la chiusura di Indymedia è stata una mazzata.
Massimo, credo che il problema stia nel guidatore, non nell’automobile. Per guidare bisogna avere un minimo di intelligenza, che evidentemente manca a molte persone. Per non parlare del fatto che ci sono alcolisti con la patente
Trader, invece io credo che il problema è proprio perché ci sono motori di grossa cilindrata che hanno una potenza di velocità molto elevata, vanno a benzina. Perciò bisognerebbe PROIBIRLI: https://www.youtube.com/watch?v=V0ZnJ9iUUXw
Ciao Golem, ho letto un libro bellissimo : “Fiori per Algernoon”. Non so se lo conosci, rientra nella categoria fantascienza, ma diciamo che l’elemento fantascientifico è un espediente per indagare la psicologia umana, sia quella di un disabile mentale, che dello stesso personaggio mentre acquisisce sempre maggiore intelligenza e, al contempo, dolorosa consapevolezza. Mi ha fatto molto riflettere su quanto non ci serva a nulla un’intelligenza smisurata, senza al contempo avere la stessa maturità emotiva e una reale, genuina, apertura verso gli affetti. Forse non siamo destinati ad essere animali troppo intelligenti, condizione che porta spesso ad un distacco eccessivo dal mondo e dai suoi attori, con una deriva solipsista e infelice. Proprio ieri ascoltavo una prosopopea di Odifreddi sulla stupidità, durante la quale ha etichettato Dostoevskij (e molti altri) come malati mentali che hanno trasposto il loro disagio psichico su carta. Ecco, non so dove volevo arrivare, semplici…
Massimo, in effetti non ci si rende conto della pericolosità della velocità. Tra l’altro per fare tragitti brevi non si risparmia tanto tempo correndo piuttosto che andando più piano: per fare due chilometri, se vai a sessanta all’ora impieghi due minuti, se vai al doppio della velocità, centoventi all’ora, ci impieghi un minuto. È solo un minuto di differenza, ma si rischia molto, molto di più.
Il sito storico di Indymedia è ancora visibile, molto bene.
C’erano attivisti come Vittoria Oliva, Claudio Maffei.
Stamattina dovrei fare giornali, uff!
Ciao Suzy, l’ho cercato su Wiky, e non vorrei sbagliare ma credo di averlo letto almeno mezzo secolo fa durante il servizio militare, quando amavo ancora la fantascienza dell’adolescenza e mi avvicinavo alla psicologia dopo aver scoperto Eric Fromm. Infatti non credo di aver potuto fare all’epoca le riflessioni che hai proposto tu. Che trovo corrette, nel momento in cui la condizione che ci proviene dalla coscienza della nostra “naturalità” genetica viene sostituita lentamente da quella tecnologica degli ultimi tre secoli, come “protesi” per superare quei limiti naturali. Fino ad allora le “Colonne d’Ercole” della nostra esistenza fisica e morale.
A voler fare un sunto della storia umana ci sarebbe da discutere su quanto l’Uomo faccia da sempre uno sforzo… “inumano” per affrancarsi dall’ineluttabilità della Natura, riuscendoci per certi versi ma perdendo lentamente quel poco di “Paradiso Terrestre” che gli rimaneva. Arriverá il momento in cui l’Uomo sarà solo “mente”, se non si sarà autoestinto prima. Non ci saremo per vederlo, ma la strada è segnata》
》Non ho potuto sentire Odifreddi ma immagino quello che può aver voluto dire riguardo certi “disagiati” come Dostoevskij. Lo immagino quando penso alla “normalità” e a come questa sia stata “calibrata” di volta in volta secondo la “legge dei vasi comunicanti” prodotta dalle società dove quelle “anomalie” dell’intelletto si manifestavano. È invece interessante osservare quanto certi “disagi” aprano “gattache” verso aspetti dell’animo umano che un’osservazione “vincolata dalla norma” non consente di fare. D’altra parte, come diceva Guglielmo da Baskerville ad Adso, mutuandolo su certi “esploratori disagiati”, “solo i pazzi e i bambini dicono la verità.”
Ce ne fossero di “malati mentali” come Dostoevskij, quante nuove cose di noi scopriremmo, invece abbondano solo disagiati mentali…tradizionali.
Comunque mò io mi sto leggendo le recenti uscite “repubblicane” di letteratura “storica” di Barbero.
Come faccia quell’uomo ad avere in testa tutta quella roba non si capisce. Con questa canicola infernale verrebbe voglia di chiederlo a… Odifreddi.
Trader, sarebbe bello ritornare ai vecchi tempi dei cavalli e le carrozze, ma come disse Giulio Cesare: il dado è tratto. Vabbè…si dovrà comunque mettere dei paletti!
SUZANNE:”Mi ha fatto molto riflettere su quanto non ci serva a nulla un’intelligenza smisurata, senza al contempo avere la stessa maturità emotiva e una reale, genuina, apertura verso gli affetti.”
Maturità emotiva che comporta intelligenza emotiva. Si può avere altri tipi di intelligenza, ma non avere intelligenza emotiva, empatia, capacità di relazionarsi e tutto ciò che esula dalla semplice capacità di risolvere problemi matematici. Secondo me è più importante avere la prima che la seconda.
Trad, “L’intelligenza emotiva è un aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni…”. Le altrui emozioni, attenzione.
Ma le altrui “emozioni” non sempre sono…sincere. Quindi, per me, l’intelligenza deve saper riconoscere a che gioco si sta giocando nei rapporti interpersonali. Io non ho molta stima dell’umanità, che, al contrario degli animali superiori, sa anche fingere emozioni e sentimenti, persino a sè stessa, e in fondo lo dimostrano le infinite ingiustizie, sofferenze e le incoerenze del mondo in cui viviamo. Personalmente sono tranchant nei rapporti umani, e se nell’altro percepisco falsità o “pose” di circostanza non mi trattengo. Insomma, non amo il prossimo come me stesso per convenzione. Per questo ho pochissimi amici ma “secolari”, perchè come per l’amore, i sentimenti veri non possono cambiare. Se cambiano non erano veri, e se non erano veri che senso ha l’empatia. Su cosa empatizzi, su una menzogna? Quindi io empatizzo solo con chi lo merita.