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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 60
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>>> e poi dopo la prima volta l’ho vissuta quasi da “santiaghese” grazie alle conoscenze del luogo. Vista non da turista è una città di grande vitalità e molto “giovane” per via dell’università. Comunque la Galizia ha un fascino sottile e silenzioso che ormai non riuscirei a “tenere” per troppo tempo per quanto sono “mediterraneo” e levantino. Poi sono persone molto taciturne e orgogliose. Non dimentico l’autista del bus col quale viaggiavamo con una trentina di studenti, che non volle farsi aiutare da me per cambiare una gomma che si era bucata. Si fece un culo così da solo perdendo un sacco di tempo, e chiedendo una spiegazione a “Laghetta” mi disse che, niente, non vogliono aiuti, sono indipendenti anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Popoli di confine.
Comunque ci tornerò a trovare la “basca” e a mangiare i “percebes”, il “pulpo” e la lampreda, che viene cotta nel suo stesso sangue. Se ci vai con Aguademar, andate a mangiare da “Manolo”. Si spende poco ma si magna bene davvero. Ciao
Mi baso su ciò che hai scritto quando ti riferivi alle donne, ho semplicemente aggiunto che non sono solo loro a farlo da ciò che leggo. Quelli di un certo livello lo fanno regolarmente.
Puoi ipotizzare che non abbia argomenti, ma io sono in attesa di vederne di tuoi validi, che non siano sempre le solite robe ripetute a nastro o auto-proclamazioni. Asino ti si addice. L’asino è colui che si oppone alla conoscenza intesa come capacità di apprendimento e cambiamento. Colui incapace di evolvere. Sarà che come dicono “ormai la sua vita se l’è fatta”..
Ma come … scrivi? Non sono le donne che lo fanno, sono quelli di un certo livello. Poi in un trionfo di retorica alla Forrest Gump fai pure la filosofia dell’apprendimento, tu. Come chiedere a Giurato, (te lo ricordi? “Buontorno a giutti”) di fare un discorso intelligente. Asino antelitteram (reclamo io il copyright) di argomenti ne ho sviscerati a josa ma non si può certo pretendere che tu possa notarli. Io non ipotizzo niente su di te, si vede bene che tu sei solo in grado di azzardare critiche rosicanti che mostrano bene le frustrazioni e l’impotenza coeundi di cui soffri, e la tua palese “passività”. E questo nonostante il tuo carisma “allontanafemmene”.
Senti, appena vai in bagno fai così: “ambrazzat’ ‘o cesso e dì: non son degn’ ‘e te”. E ricordati della cassa che ti aspetta. Fattela. Forse è l’unica che ti puoi fare.
Semper ciavo fides.
Tulipanisti. Grandioso, ricordiamoci quando dovessimo individuarne uno e metterlo a conoscenza di questa sua particolare caratteristica, peggiorativa rispetto agli amanti dei narcisi. Vede Professore, è quella Sua visione delle cose che me La fa vedere come Direttore Generale di questa clinica, come Redattore Capo del nostro periodico “The Ladscope”. È quella “lettura” che cerco inutilmente durante le mie autopsie, e mi creda, è più difficile trovarla nei corps che ho sezionato che individuare la collocazione del mitico punto G. Che è tutto dire.
Dottore, vedo che mi cassano altoragliando parecchi post quando scrivo sulla lettera della piccola Ciabatta e uso termini come “cilindrata” o “modello cilindro-pistone” o – ancor peggio – “alesaggio”.
L’ “albero a camme” è reputata una squallida perversione, il “valvolame” un crudele orrore, presumo di tipo neoplastico (HPV-A, immagino).
I “manovellismi” non sono tollerati neppure in diafana allusione, buoni solo per i testi universitari di Medicina e la “biella” è una parola segnata da un dittongo infetto come una ferita di guerra, prossimo a diventar iato definitivo.
Non viene, in sostanza, tollerata dai salt cod l’estensione di modellazioni meccanico-motoristiche che invece consentono di capire al meglio l’argomento.
Che ne pensa? Alla fine mi verrà un travaso, anzi tre, come alla Vespa 125.
Golem, ringrazia la tua ex moglie redattrice capo che ancora non ti ha fatto interdire: sei da ospedale geriatrico pre-cessazione.
Yog, il copia incolla collage suggestivo per minorati da dove lo hai fatto stavolta!?
Caro Professore. Alesaggio, con tutte le sue coniugazioni a partire dal verbo “alesare”, è una figura retorica che fa parte del mio frasario da quando cominciavo ad “alesare” appunto, nata dall’interazione con un caro amico ingegnere che in quel periodo preparava il famoso esame “Macchine”. Alesiamo, alesammo, alesando, alesai, aleserò erano parole che suonavano dotte ma di uso comune tra noi amici, che in effetti davano un peso allegorico straordinario alla nota operazione, portando indirettamente la figura dell’alesatore da quella di grigio operaio a quella di un Robocop antelitteram. In certo senso involontariamente siamo stati meglio dei sindacati nel valorizzare la dignità dei lavoratori.
Temo però che le Sue allusioni “meta(l)meccaniche” all’atto siano troppo raffinate per essere “godute” dalla platea alla quale Lei si rivolgeva. Forse è stato un gesto di pietà più che censura da parte degli stock fish.
Io ho una PX 150 dell’81 con la miscelazione manuale, si figuri.
Asino è chi asino fa. Riesci a comprendere perché ti si addice? Evidentemente no, altrimenti saresti in grado di trarne spunti di riflessione. Tirare fuori argomenti a iosa non significa che automaticamente si esprimano concetti degni di nota o che comunque risultino illuminanti. Oltre questo la consueta ottusità che ti fa dare dell’asino.
Non hai una bocciofila vicino casa? Non c’è qualche cantiere da andare a vedere? Prendi una boccata d’aria ogni tanto
Solnze, pure se fosse vero ( e non lo è ) che io dipendo dal giudizio altrui, non è certo credibile detto da te, che ad ogni commento ti preoccupi di rimarcare quanto tu sia brava e casta e quanto sei stata fortunata in amore. Che brutta cosa l’ invidia ( cioè quella che tu provi ).
Devo dire che come somaro sei un esempio didatticamente utile per chi vuole “vedere” cosa significhi scrivere cose senza dire niente. Il frequente utilizzo di frasi già fatte sottolinea, come sempre, come non una sola idea originale attraversi quella vuota teca cranica. Che in quanto tale solo un pirla come te poteva immaginare poter produrre un qualunque tipo di carisma che non sia quello che provoca un senso di pena in chi vede in cosa consiste.
La bocciofila? Rimorchio più io a quest’età che tu in tutta la tua vita. Tu l’unico carisma che hai è quello del tarello, informati, cassatrascinatore.
Ciao, come stai ad oggi? Per chi è soggetto a tali paranoie post-lasciamento: stappate un’aranciata con gli amici e immergetevi nel lavoro. Guadagnare vi farà accorrere femmine come mosche al miele, e lì sceglierete di che morte far morire la vostra ex, sposando l’altra, previo accordo economico prematrimoniale soprattutto in caso di figli: genitorialità condivisa 50 e 50. Poi continuate a festeggiare un giorno dopo l’altro.
Ma vi ? insultate sempre qui? Come mai?
Dipende, di cose se ne dicono tante, basta saper cogliere il senso di quelle giuste. Bisogna essere in grado di farlo però, altrimenti non si “vede” niente.
Ad esempio, è singolare l’associazione bocciofila – rimorchio. È abbastanza palese ad un occhio allenato questa tua fissazione con il rimorchio e questa ricerca di conferme. Alla faccia dell’ammore da mulino bianco. Che poi cercarle in uno spazio virtuale é tutto dire..
Ma se non se ne hanno le capacità non si vede niente, appunto.
E vissero tutti felici e contenti
Guarda ciuco caramellato, qui è evidente solo una cosa, ed è il tuo patetico rosicare, per ragioni che diventano sempre più chiare ogni volta che commenti. Sei solo un perdente, quello è il tuo problema. Informati pure di questo, e dopo vai a fare lo psicologo al “Glande Fratello”.
Un ciavo alla memoria.
Uffa. Oggi sono di cattivissimo umore. Ho litigato con mio marito sabato e sono ancora arrabbiata con lui perché si e’ comportato malissimo. La sua rigidità e testardaggine mi preoccupano. Non capisce un tubo e deve per forza trovare pretesti di ogni tipo per accusarmi in modo ingiustificato e sottolineare miei ipotetici sbagli. Inoltre, nonostante mi fossi riproposta di non farlo mai più, ieri sera ho “consultato” profilo InstagraM. di Mio interesse conferma di felice situazione di coppia. Non che non lo sapessi o immaginassi, ma preferivo non vedere nuove evidenze. Per finire oggi ho incrociato D. che era di spalle ma non voevo sembrare spudorata e tornare indietro appositamente per salutarlo. Poi mi sono pentita: alla fine sarei stata meglio così, con il mio contentino quotidiano.Inoltre se “entro in contatto” con lui prima di pranzo, mi passa la fame con evidenti benefici sulla linea, aumento prestazioni sportive e ossigenazione tessuti percio’ domani cercherò di intercettarlo
Sei bello bello bello. Mi piaci tanto tanto tanto. Vorrei fermarmi a parlare di piu’ con te, ma non so cosa dirti. Cerco di essere il piu’possibile naturale e disinteressata, ma mi sale l’agitazione, come un’alta marea improvvisa: mi sento annaspare tra le onde ed entro in uno stato confusionale. Dai, passa qui in zona, trova una qualunque scusa. Accorciamo un po’ le distanze. Stasera alle 19 raggiungimi lungo il cammino…
Acqua, sei surriscaldata, e stai evaporando. Ti trasformerai in una bianca nuvola di vapore, una bella “cumula nemba” che finirà per ospitare qualcuno dei tanti che amano viverci sopra e a volte costruirci pure i castelli. Ciao
Non dimentichiamo, Maria Grazia, gli afflati gerontofili e la propensione ginecologica. Davvero poliedrica.
Eh Golem, dai salvami tu! Fammi rinsavire…Dimmi qualcosa di saggio,! Il punto è che ho degli sbalzi di umore (e di ormone) continui è che non so mai come mi comporterò da un giorno all’altro. Un giorno mi impongo delle ferree regole morali e riesco ad essere assolutamente razionale e matura. Il giorno dopo mi sento come un colibrì che svolazza qua alla disperata ricerca del suo fiore. Spero che non “mi capiti tra le mani” in una situazione isolata perché non so cosa gli farei. Allo stesso tempo lo desidero fortemente…no meglio di no.
Per anni qui ho “combattuto” sul ruolo che certe emozioni svolgono nella creazione di falsi sentimenti che prendono strade sconosciute all’interno di noi, fino a farci chiamare “amore” qualcosa che è solo una costruzione fatta della stessa consistenza di quel vapore che stai producendo tu. E appunto tu sei la più clamorosa dimostrazione (dopo quella principale che mi riguarda) di quali “teatrini” si possono realizzare proprio sulle nuvole.
Spero ormai tu sia conscia di come la fantasia ti abbia portato su un terreno minato che può esploderti sotto i piedi, ma penso anche che si stia avvicinando il momento che tu debba prendere una decisione: o ne parli col tuo lui o con qualcuno “del mestiere” che possa farti capire meglio di me come sei messa.
Non voglio farti nessuna morale rispetto alla posizione all’interno della tua famiglia perchè la conosci, e d’altra parte è inutile parlarti perchè la tua “testa” non “sentirebbe”. Al momento l’hai persa. Se la rivuoi devi…
…affrontare la situazione che avete in casa, anche perchè potrai pure continuare coi sogni ad occhi aperti, ma questi prima o poi finiranno. I ragazzi crescono e tu e lui vi troverete l’uno di fronte all’altra.
Ma non ho certo bisogno di dirti io queste cose, le conosci benissimo anche tu.
Non so quella famosa Francesca che “amava” Robert che fine abbia fatto, immedesimando entrambi nella vicenda amorosa descritta nel film “I ponti di Madison Conunty”. Come abbiamo potuto constatare di recente i ponti possono diventare molto pericolosi, anche quando sono fatti di sogni.
Se non vuoi sentire qualcuno del mestiere sfogati qua. Noi ci siamo ancora.
Ciao
Ovviamente escludendo quelle, Professore.
Maria Grazia,
parli di Itto Ogami e ti ricordo che lui è asceso, quindi non cura più queste fesserie femminili. Peraltro sono stato io a parlare di donne fashion, non il nobile Ogami.
Infatti ho scritto che le donne fashion ITALIANE non mi cagherebbero di striscio.
Non ho mai detto che le donne fashion ESTERE mi abbiano scartato.
E per cronaca: non sono affatto interessato alle italiane, né fashion, né cessi.
Ti (e vi) lascio alle vostre illusioni, cioè di vedermi desiderare una qualsiasi di voi.
Ovviamente, Dottoressa.