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di LAD

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Categorie: - Relazioni

24.172 commenti

Pagine: 1 172 173 174 175 176 484

  • 8651
    rossana -

    “si vede sempre quello che si vuol vedere e si scarta quello che non “piace” quando lo scopo è la ricerca di conferme, da gente qualunque per di più.” – appena dimostrato, invece, che c’è chi tollera BENEVOLMENTE quanto NON gli piace.

    riporta TUTTI i concetti esplicitati da un autorevole psicoanalista tralasciando quelli espressi da un ben meno attendibile comico. gente comune, trascurabile.

    è stato Benigni a citare Camus (AMANTE), con l’aforisma: “Il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all’incirca. Per il resto, vanità o noia.” – LaD ha testimonianza dell’esistenza rarissima dell’IDEALE UFFICIALIZZATO a cui ogni AmorE giustamente aspira, mentre sembra proprio vero che tutto il resto non esista e non sia mai esistito!

    sveglia! la discussione e la guerra sono finite da un pezzo, e ognuno si tiene i suoi PUNTI DI VISTA. riuscendo, magari, persino ad ammirare la poesia sulla desquamazione notturna di pesci, illuminata da un AmorE di certo già svuotato d’INNAMORAMENTO.

  • 8652
    rossana -

    dalla lettera: “Comportamento scorretto di uno psicologo…”:

    1) “la realtà dei fatti è che le “vocazioni laiche” (medico, insegnante, ecc…) non esistono quasi più in un’epoca orientata all’individualismo e al denaro.”

    commento: “Quindi, se tutto è merce è inutile illudersi.”

    – sintesi: OVUNQUE, se non è pappa, è ciccia: basta che si torni alla provocazione/predicazione ossessiva, con immancabile strattone alla solita giacchetta.

    2) “c’è gente che è qui perchè più bisognosa di essere “ascoltata” che non di “ascoltare”, anche se d’acchitto potrebbe sembrare il contrario.
    Il problema principale di questa nostra società è la solitudine, la mancanza di vera comunicazione tra le persone, e lo psicologo è lì per sopperirvi.”

    – meno male che non frequento uno psicologo da più di 30 anni! quindi, forse, mi tocca solo l’abusata battutina del processo ai fatti e agli intenti immaginari, questi sì, denigratori…


    gradevole il nuovo passatempo nel passatempo!

  • 8653
    Golem -

    Il passaggio di Benigni non è stato riportato per mancanza di spazio, e si poteva sottolineare che lui stesso “quelli” li ha definiti “amori veri”, ma è chiaro che si riferiva agli amori NOTI, Camus compreso, come pure Dalì, per Gala. Ma è altrettanto ovvio che ve ne sono tanti anonimi, sia pur percentualmente pochissimi rispetto alla massa degli illusi dall’ammore.

    Constato però che l’intensa “intimità” descritta dalla poetessa brasiliana con la pulizia del pescato da parte dei due coniugi sia stata letta come un momento ormai privo “dell’innamoramento”. Questo dimostra solo una cosa, che l’innamoramento “adulto” non lo si è conosciuto, e che ogni discussione intorno al senso dell’amore senza quell’esperienza è solo “teoria”.
    Il segreto dell’Amore è proprio il tempo, che alimenta il desiderio e non il contrario e che rende sempre “inedito” l’oggetto amato.
    Ecco perche ancora una volta servirebbe l’esempio del cieco al quale non si può parlare dei colori. Non sveglia, sogni d’oro.

  • 8654
    Golem -

    Adèlia Prado.

    Casamento

    “…ci sono mogli che dicono: “mio marito, se vuole pescare, che peschi, ma i pesci poi se li pulisca, lui.”
    Io no. A qualsiasi ora della notte mi alzo, lo aiuto a squamare, pulire e salare.
    È così bello, noi due da soli in cucina, ogni tanto i gomiti si toccano.
    Lui dice cose come: “questo è stato difficile, brillava nell’aria con colpi di coda” e fa il gesto con la mano.
    Il silenzio della prima volta che ci siamo visti, attraversa la cucina come un fiume profondo.
    Alla fine, i pesci nella teglia, andiamo a dormire.
    Cose argentee guizzano.
    Siamo sposo e sposa.

    Chi ha la “vista”
    vede, anzi, “sente” in questa poesia cosa significhi il vero innamoramento, quello che proviene dall’Amore, anzi è “dentro” l’amore, non quello che lo anticipa con sensazioni che ne equivocano il senso. L’unico degno di quel nome. Che per questa unicità non è per tutti.

  • 8655
    Acqua -

    La rarita’ del Vero Amore sta in parte nella scarsa volonta’ di riconoscere le nostre “mancanze” e lasciare quindi che anche l’altro le “scopra” per poterle colmare, in parte nella difficolta’ di rimanere costantemente allineati con l’altro durante gli inevitabili cambiamenti che avvengono nelle nostre esistenze (determinati anche da fattori esterni e non dipendenti da noi) che possono mutare radicalmente le nostre ambizioni e deisderi iniziali. L’egocentrismo , l’orgoglio, il sentirsi migliori dell’altro costruiscono pian piano un muro che mette a rischio lo scambio aperto e la comunicazione sincera. Questo solitamente non si verifica nei rapporti di amicizia che non richiedono necessariamente una “quotidianita’ ” con la relativa costante condivisione di stati d’animo contrastanti . La componente “corporea” o “fisica” nel sentimento di amore evidentemente gioca un ruolo rilevante nel determinare la continuita’ o rottura di una relazione.

  • 8656
    Acqua -

    Inoltre, dal momento che e’ soprattutto l’istinto che ci guida nelle prime fasi dell’ innamoramento, e’ anche questione di “caso” o “fortuna” imbattersi nella persona “giusta” , ovvero quella che possiede le potenzialita’ per entrare (in futuro)in reale contatto con il nostro io piu’ profondo. Diciamo che la volonta’ (reciprioca) di impegnarsi in tal senso e’ molto importante, ma che anche il destino concorre al “successo” della “fusione di corpo e anima” (Non so perche’ ma questo discorso mi ha messo una gran voglia di tortino al cioccolato con cuore caldo fondente).

  • 8657
    rossana -

    Puntualizzazioni:

    – Poesia intitolata “Matrimonio”.
    – Adelia nasce nel 1935, si sposa nel 1958, ed è madre di 5 figli.
    – La rappresentazione del quotidiano è il filo conduttore dei suoi scritti. Vivendo in una piccola città, i temi ricorrenti sono quelli della vita di provincia: la donna che rassetta la cucina, le funzioni religiose, il profumo dei campi, i vicini di casa. (Note tratte dal web)

    Moglie legata al suo credo, è immersa in una cultura che esprime minimo una 50ina d’anni di ritardo rispetto alla nostra attuale.

    – Mi era però sfuggita la frase: “Il silenzio della prima volta che ci siamo visti, attraversa la cucina come un fiume profondo.”, che in effetti richiama un’IMPORTANTE base fondante.
    – Gala è per Dalì moglie e musa, per l’intera vita.
    – Camus ebbe, invece, fino alla morte, una relazione di 16 anni con Maria Casarès, parallela a quella con la moglie.

    Forse, l’AmorE (RARISSIMO) sembra non essere solo appannaggio di matrimoni o convivenze.

  • 8658
    Golem -

    Capito niente.

  • 8659
    Golem -

    Rossà, l’Amore è Amore, con o senza anello al dito. Non mi pare di aver fatto distinzioni al riguardo. Il rapporto è indipendente dallo stato civile, mi pare ovvio. Non vedere le cose attraverso il tuo solito prisma ottico.
    La poesia si chiama “Casamento” che è Matrimonio in italiano, e il fatto che la poetessa sia “antica” non significa niente, altrimenti quello che TRASMETTE nella sua poesia non avrebbe significato nè oggi nè mai. Le poesie parlano di “emozioni” senza tempo, sennò sarebbero diari. E poi, ogni donna amata veramente è musa del suo uomo, moglie o convivente che fosse, cosa puntualizzi. Le amanti 99 volte su 100 sono sono…amanti. Sopperiscono, senza bisogno che tu ti veda sopperitrice
    Mio padre aveva l’amante, credo per 25 anni, e di altrettanti più giovane di lui, mica scemo. Quando era agli sgoccioli è tornato a casa per morire. A casa. Fanno tutti così. Chiedi a qualche psicologo e ti spiegherà il perchè.
    (Hahaha, Acqua ti adoro. Il tortino finale è genio… fondente)

  • 8660
    mareforza4 -

    “Che per questa unicità non è per tutti.”
    Infatti Golem. Sono più unici che rari certi amori.

  • 8661
    rossana -

    “Chiedi a qualche psicologo e ti spiegherà il perchè.” – non ho bisogno di chiedere niente a nessuno. tanto meno di prendere lezioni da chi crede di possedere verità e perfezioni assolute.

    le amanti, come le mogli, possono conoscere o non conoscere amore maturo e piena condivisione. non esistono percentuali statistiche in merito, e le opinioni personali restano tali.

    l’amore, quello sincero e spontaneo, è da rispettare quanto quello superbamente superiore a tutti gli altri, in quanto, come tanti altri aspetti di un essere umano, è espressione della SUA personalità e della SUA capacità d’amare, anche quando, magari, questa non è adeguatamente o per niente condivisa dal partner.

    gli Amori Eterni appartengono ai miracoli, alle favole o, anche solo, alla rarità di incontri più fortunati di altri.

    vero che la poesia, se tale, resta immutabile nel tempo. anche per questa è questione di gusti e di temperamenti, di chi scrive e di chi legge.

    ognuno sa per sé, e ognuno sente, pensa e vive a modo suo.

  • 8662
    Golem -

    Dovresti aver capito che sono detentore solo di quello che “vedo”, ma semmai lo fossi in assoluto lo condivido con persone che ne sanno più di di me come sai. Questo a prescindere dalla “bellezza” di ogni personale “scarrafone”. Ma sfido chiunque a non desiderare che quello scarrafone se dà felicità non duri per la vita. E checchè se ne dica chi ci riesce qualcosina in più di chi non c’è riuscito forse ha capito su quel sentimento, al netto della “fortuna”.
    Il rispetto di cui parli è proporzionale alla maturità espressa dal rapporto. Quelli a cui pensi tu possono far tenerezza tuttalpiù. Poi il solito “ognuno sa per sé, e ognuno sente, pensa e vive a modo suo” è il corrispettivo del “perche sì” di quando si era bambini, oltre ad essere ovvio. Ma è un fatto che realtà simili sono confrontabili in termini di “qualità”, altrimenti casso si fa su un forum. Inoltre andrebbe considerato se quell’orgoglioso sa, sente, pensa e vive per sè è una scelta o una condizione ob torto collo. O no?

  • 8663
    Golem -

    Ce ne sono Mare, più di quello che si pensi. Ma fanno più clamore quelli cinematografici o romanzeschi, che chi dell’amore ha capito poco o niente insegue come l’asino fa con la carota appesa al bastone. Come diceva Benigni qualche sera fa intervenendo in un interessante programma sugli amori che durano, nelle favole amorose si parla solo del prima e mai del dopo, quando “vissero felici e contenti”.
    È chi si è fermato a quelle favole per “sapere” di quel sentimento che se lo immagina solo come “il prima”, e lo insegue ingenuamente, quando invece è il “vissero felici e contenti” che ne dà la misura del vero valore. È raro l’Amore perchè è rara la maturità col quale lo si “avvicina”.

    Scusa. Appoggio qui un link che mi è caro, non potendolo fare nel thread adatto.
    https://youtu.be/0P0i-8_mdZ8

  • 8664
    FEde -

    Basta parlare male di Golem.
    Golem è forte, è cul!
    (per chi conosce l’inglese)

  • 8665
    piripicchio -

    Non ho mai capito se Golem scrive qui per noia, per divertimento o per studio sociologico. Ma una cosa è certa: bisogna riconoscergli una resistenza fuori dal comune nel confrontarsi quotidianamente con tanti casi umani.

  • 8666
    Adam -

    Recalcati parla anche d’altro 
    Sembra lontanissimo dal concetto di amorE, (con la E maiuscola in quanto Endless), con un futuro già scritto oggi per il domani.
    Nel parlare di quello che lui definisce,  amore vero, evidenzia un aspetto  a suo dire fondamentale, che differenzia l’esperienza individuale da quella di coppia, da quell’essere due che genera un nuovo universo.Cito:
    .
    ” Il due fa sorgere il mondo, ma ci espone anche ad un rischio. L’amore è l’esperienza di questa esposizione assoluta al rischio della perdita,quindi al rischio del trauma essere nelle mani dell’altro senza riserve.
    E’un rischio assoluto- L’amore assoluto esige l’esposizione assoluta e questo espone al rischio della perdita”

    .
    Spunto interessante, direi diametralmente opposto alla certezza dell’oggi sul domani, alla rivisitazione del passato fatta solo con le lenti odierne.

  • 8667
    rossana -

    “È raro l’Amore perchè è rara la maturità col quale lo si “avvicina”.” – maturità, spontaneità e intensità di ENTRAMBI i partner, ovviamente! attenzione agli atteggiamenti semplicemente compiacenti, tutt’altro che rari.

    meraviglia delle meraviglie! per UNA volta pienamente d’accordo!!! c’è da temere che domani nevichi…

    chi, invece, ancora non ha raggiunto una buona maturità emotiva, NON prova sentimenti. è sempre e solo, maschio o femmina, trascinato dagli istinti.

    maledetto dualismo cattolico, che divide un animale pensante in due aspetti in costante opposizione. con il risultato che, purtroppo per lui, decide e sceglie SEMPRE con il cervello limbico, quello del tutto simile a tutti gli altri mammiferi, cioé seguendo l’emozione. a cui, solo in seguito, cerca di sovrapporre l’equilibrante raziocinio, nella misura in cui esiste, tramite formazione, conoscenza ed esperienza.

    nessuno nasce imparato. ci si arriva per gradi, se e quando si ha modo di arrivare…

  • 8668
    Golem -

    Certo Adam, non mi è sfuggito il dettaglio. So cosa significa “perdere”, nonostante tutto e anche per motivi indipendenti dalla nostra “volubilità”, avendo “perso” una ragazza che amavo, e da cui ero riamato, per scelta del destino . Il rischio è insito nella nostra esistenza, ma c’è un lato umano che è presente dall’alba della coscienza, ed è quello della sfida, della ricerca con tutti i mezzi che si hanno e che si possono scoprire “dentro” quella umanità, di vincere le avversità e di essere protagonisti del proprio futuro.
    Ho richiamato spesso le figure di Prometeo, Ulisse, Icaro, che rappresentano quella ineluttabile sfida e bisogno di conoscenza che è immanente nell’essere umano, ed è quello l’aspetto che lo distingue dal resto delle creature senzienti. Quelle richiamate sono figure mitologiche e non a caso, perchè sfidano gli dei, per avvicinarsi a loro attraverso la “co-noscenza”, termine molto vicino a “co-scienza”. Come dire che la prima NON può fare a meno della seconda>

  • 8669
    Golem -

    > per “farci” uomini.
    Di queste continue “scoperte”, l’Amore è la più ardua perchè si conduce in “due”, e quella dualità è un’altra costante della vita che troviamo in ogni aspetto di questa, anche quello fisico. Giorno/notte, caldo/freddo, nascita/morte. È un continuo convivere con gli opposti, e ognuno di questi aspetti è DA SEMPRE “vissuto” dall’essere umano cercando di conciliarne il contrasto in maniera di trovare il modo di viverli al meglio, nella ricerca del proprio benessere, e della felicità quando si tratta di “sentimenti”.
    L’amore è stato sempre condizionato dai ruoli sociali imposti ai due generi, limitandone le espressioni soggettive secondo le culture del momento, non di meno lo stesso Recalcati cita l’esempio di Ulisse che rinuncia all’eternità per amore di Penelope. Questo ci dice che in “quell’amore” c’è più “Eternità” che non nella mera infinita sopravvivenza senza vero amore. Ecco l’Amore e non l’amore.
    Solo 2000 caratteri, ma spero di essere stato chiaro.

  • 8670
    Golem -

    E pieno inverno. Non è difficile che da qualche parte nevichi.

  • 8671
    Adam -

    Golem
    Non sembrerebbe un dettaglio per Recalcati,  piuttosto un fondamento:

    “L’amore è l’esperienza di questa esposizione assoluta al rischio della perdita ”
    “L’amore assoluto esige l’esposizione assoluta e questo espone al rischio della perdita”

    “Esige” No, proprio non parlerei di dettaglio.  
    E non si riferisce solo a scelte del destino (come nel caso di cui parli)
    anzi le sue parole che ho citato sono specificatamente riferite ad un esempio da lui portato della fine di una coppia per separazione.
    La fine di un amore che Recalcati definisce comunque un grande amore parlando del passato  della coppia, durata negli anni con progetti, speranze gioie e dolori condivisi.
    Continua a sembrarmi diametralmente opposto alla certezza dell’oggi sul domani,  e alla rivisitazione del passato fatto con le lenti odierne.
    –/–

  • 8672
    Adam -

    No la semplificazione “l’amore vero non può finire” non sembra essere presente in Recalcati.

    Che per inciso conoscevo poco,   è stato interessante documentarsi e ho trovato diversi spunti interessanti, altri  punti sono  a me più lontani.  

    —– 
    Ho letto i tuoi commenti, bella retorica, traspare siano cose per te sentite.
    Bello.
    “Prometeo, Ulisse, gli dei”, sono concetti che, immerso nel micro e nel quotidiano,io sento lontani,ma ad ognuno il suo, nulla da dire.

    Se non un chiarimento su quando scrivi:”c’è più “Eternità” che non nella mera infinita sopravvivenza ”

    E’ un bel concetto, ma non credo sia certo questo quello a cui ti riferisci nelle migliaia di interventi in cui scrivi:

    “amore vero non può finire” da qui i miei due commenti e la citazione di Recalcati.

  • 8673
    Golem -

    Adam, qui abbiamo la carta annonaria dei 2mila caratteri, quando ne servirebbero 20mila e forse più per spiegarmi. Intanto torno a ripetere che quello dell’amore vero, così come lo vedo io, è una MIA riflessione, che contiene tutte le mie esperienze, dirette e indirette al riguardo. In secondo luogo mi sembra evidente che Recalcati non possa esprimere dei concetti così assoluti come il mio che me lo “gioco” nella mia vita. Immagina quanta gente si ribellerebbe a una dichiarazione così “tranchant” che lui ha fatto dire a Benigni tra le righe, poco prima che terminasse il monologo con la poesia che ho riportato che personalmente ho “sentito” perfettamente calzante al mio caso, che trasmette quel sottile, consueto piacere di stare insieme che io ho citato più volte con parole ovviamente meno efficaci. La filosofia -e Recalcati è filosofo oltre che psicanalista- non da risposte perentorie, e quello dell’esporsi in amore contiene ovviamente il rischio di sconfitta. Lo è stato per>

  • 8674
    Golem -

    > Prometeo che volle rubare il “fuoco” agli dei per amore di conoscenza. E lo fu per Icaro, che volle superare i suoi limiti. Ma queste allegorie non hanno impedito all’uomo nè di dominare il “fuoco”, inteso come la tecnologia, nè di volare sino alla Luna. Ci dicono però che il loro “amore” non si è realizzato proprio per ECCESSO di cieca passione, ma ci dice ANCHE che l’anelito che ci muove come esseri umani è sì costellato di fallimenti, ma che non ci fermano nella ricerca del “divino”. Perchè ogni “Amore”, a quello tende. È l’unico tratto di “divinità” che intravedo nell’essere umano, peraltro grandiosamente richiamato da Dante con quell'”Amor che move il Sole e l’altre stelle”.
    Dante fa dire a Ulisse “nati non fummo a viver come bruti ma per seguire virtute e canoscenza.” Ulisse è “l’uomo”, con le sue debolezze e tentazioni, ma è anche colui che sa vedere il VERO senso di quella MORTALE ETERNITÀ nell’Amore per la SUA donna. E da LEI torna.
    (..tacci dei caratteri finiti)

  • 8675
    Mareforza4 -

    Io invece ti parlo del dopo. Non ci piove, le storie o finiscono o durano per sempre. E diamo per scontato che in quelle che finiscono non c’era vero amore. E in quelle che durano per sempre c’è vero amore ?
    Come te anche io mi affido a ciò che vedo, o che ho visto. E non mi riferisco a films romanzeschi.
    Vita vissuta. Coppie ultratrentennali finite causa mortis. E i restanti in vita quasi liberati. Che addirittura si riaccoppiano in breve.
    Poi la coppia che va avanti per inerzia, o per comodo. O in cui é presente l’amante. Tanto non se ne accorge nessuno. Poi ci sono i figli e si va avanti per loro, per la famiglia. Poi quelli che sembrano perfetti. Ma uno dei due ricorda con nostalgia un amore passato che non ha avuto sbocchi. E poi qualcuno che davvero rappresenta la coppia perfetta. Ma quanti sono ? E chi può dirlo ? Possiamo garantire per noi e neanche tanto.

  • 8676
    Golem -

    Mare, ma ti pare che sia il caso di portare le coppie che stanno insieme tutta la vita per inerzia come esempio di coppia che si ama? È ovvio che quelle non solo non fanno testo, ma sono all’ultimo posto. Qui si parla di “VERITÀ”, non di apparenza. Di verità alterata nell’innamoramento -che spesso porta a convivenze illusorie contando su quell’entusiasmo ormonale- e di “verità vera”, nei rari casi di amore vero. E quando uso questa definizione la intendo come SCELTA che si fa “nella piena facoltà di intendere e di volere”, con tutto quello che significa questa condizione. Quella cioè sfrondata da tutta la prosopopea culturale e sottoculturale che circonda l’amore e il suo “sfruttamento”, anche…consumistico. Ci riescono in pochi? Non mi sorprende.
    Le coppie “compagni di cella” non sono previste in questa discussione, per motivi evidenti.
    Ciaò le mokò

  • 8677
    rossana -

    Adam,
    no, Golem NON è mai retorico ma quasi sempre sbrodolante e distorcente. se messo all’angolo, sommerge con una marea di parole e di accostamenti alternativi, così da riuscire a confondere e da risultare superiore, quindi credibile.

    Mare,
    “qualcuno che davvero rappresenta la coppia perfetta. Ma quanti sono ? E chi può dirlo ? Possiamo garantire per noi e neanche tanto.” – in più di 70 anni ho avuto modo di conoscere due o tre coppie che ai miei occhi rappresentavano la QUASI perfezione amorosa, pur non essendo tutte inserite in situazioni di convivenza o di eterna durata.

    per me, è la spontanea sintonia e il reciproco profondo riconoscimento a fare la differenza. senza bisogno di declamare ai quattro venti la meraviglia dell’incontro e del sereno interscambio, le unioni davvero felici brillano di luce riflessa, soprattutto nei gesti e negli sguardi, senza bisogno di parole. come il profondo dolore, la grande gioia è muta, e vive nel timore della perdita.

  • 8678
    mareforza4 -

    Golem, normalmente, tutte le coppie (o quasi) ed in particolare quelle che decidono di convivere, sposarsi e fare dei figli, lo fanno attraverso una SCELTA che DOVREBBE portare ad un amore senza fine.
    Poi però succede che si incappa in una di quelle situazioni che ti ho elencato (non solo l’inerzia bada bene).
    “Possiamo garantire per noi e neanche tanto”
    Ha un senso questa frase. Infatti solo noi stessi possiamo garantire a noi stessi (ma neanche tanto come sottolineavo) l’amore che proviamo per un’altra persona. La garanzia dell’altro non l’avremo mai. Possiamo sperare che sia altrettanto e nulla più.
    Ecco perchè sono pochi quelli che ci riescono. A prescindere da culture e sottoculture che pure hanno il loro peso.
    Il sentimento che si prova l’uno per l’altra lo conosce solo il diretto interessato.
    Ecco perchè ti scrivevo prima che, dato per scontato che gli amori che finiscono non siano veri amori, chi può dirci “che quelli che restano in piedi lo siano ?”
    Capito…

  • 8679
    Golem -

    Rossana, temo che quella di Adam non fosse una critica, la retorica di cui accenna mi è parsa proprio quella che riguarda l’eloquenza come disciplina del parlare o dello scrivere e non quella che abusa della ricerca dell’effetto facendo ampio ricorso ai luoghi comuni. Non sono io quello specializzato in quella “branchia” dell’espressione scritta o verbale. Ma forse sbaglio. Chiedi ad Adam.
    Quanto ai richiami che “confonderebbero”, ci sarebbe anche la remota possibilità che sia tu a non vederne il collegamento. Certo che se pensi che tutto debba passare attraverso il tuo sapere per essere “validato” come attendibile, allora siamo in un altro ambito della comunicazione. La “communicazione”.
    Quella con le famose due “Emme”.

  • 8680
    Golem -

    Mare, ho capito, e il post precedente lo spiegava. In uno dei post ho detto che le conclusioni a cui sono giunto riguardano le mie esperienze, e in particolare quella che vivo attualmente. Che pur avendo avuto quei problemi di cui tu accenni li ha superati con la “volontà” di entrambi, tanto che non solo il rapporto è migliorato in modo incalcolabile, e posso dire senza esagerare che durerà così per sempre. Presunzione? No, sicurezza che proviene da certi percorsi di “CONOSCENZA” reciproca che mantiene la coppia dentro un “legame” che non consente di immaginare di meglio “fuori” da quello. Siamo felici e appagati ogni giorno, ti basti questo. Ed è quello a cui dovrebbe tendere l’amore VERO, o no? O è quello delle farfalline? Chi non lo ha provato non capirà mai cosa significhi quell’intesa MATURA, che non ha niente a che fare con le emozioni “spontanee” adolescenziali che condizionano tanti riguardo il senso dell’amore.
    Qui parlo di come lo vedo io, di quelli altrui non mi frega niente.

  • 8681
    mareforza4 -

    Rossana,
    si concordo, le conto sulle dita le coppie che rappresentano la “quasi” perfezione amorosa.
    Come scrive Golem, ci si basa sulle proprie esperienze. Non si può fare altro, non ci sono regole o dettami su come comportarsi.
    Solo i dati numerici parlano piuttosto chiaro, circa il 60% di separazioni in Italia. L’altro 40 ? Tra situazioni di inerzia, comodo e di famiglia. E poi esistono le coppie davvero equilibrate e felici. Poche, non si scappa purtroppo.

  • 8682
    Golem -

    Mare, le cause che concorrono allo “sfascio” di un rapporto che si vorrebbe duraturo restano principalmente legate alle illusioni con cui si immagina quel sentimento, sostenute dall’entusiasmo dell’innamoramento. Va detto che la giovane età e l’inesperienza (senza età) “aiuta” l’illusione, perchè normalmente si ignora quello che significa una convivenza, che porta inevitabilmente alla routine quotidiana. Come ho detto millanta volte, è facile credere di amare quando si è presi dall’innamoramento, diverso è quando, attenuatasi la bramosia ormonale, lucidamente si sente di “voler” amare. È quella “rara” volontà che fa la differenza, perchè ha distinto quello che è un moto istintuale, “involontario”, da quello che è un sentimento “realmente” e intimamente sentito.
    Se non si supera quel momento, permanendo nella convinzione illusoria di cui accennavo, è inevitabile che la realtà poi presenti il conto. E così, dopo, ognuno si trova la propria “comoda” ragione per “sopravvivere”.

  • 8683
    rossana -

    “di quelli altrui non mi frega niente.” – tempesta estiva possibile nei prossimi giorni.

    qualcuno ha affermato che le esperienze personali non fanno testo in alcun contesto, benché favoriscano nel soggetto coinvolto una più ampia e profonda conoscenza interiore.

    la propria visione amorosa e il proprio schema relazionale di coppia valgono per il SOLO partner interessato, che cerca di condividerli o di adattarli a quelli dell’altro, quando non d’imporli.

    i concetti soggettivi che ne derivano NON sono applicabili al mondo intero, come se fossero pilastri di un Vangelo.

    luogo comune retorico: l’esistenza è complessa. per alcuni più accidentata che per altri. in ogni tentativo di analisi seria di un rapporto, si dovrebbe distinguere chi è meno onesto/meno maturo e chi lo è in uno o in entrambi gli aspetti. si dovrebbe poter tener conto di età, situazione sociale ed economica di entrambi i partner o di almeno uno dei due, di chi ama e di chi crede o finge d’amare.

  • 8684
    Golem -

    La frase di quell’incipit mi pare di averla ripetuta più di una volta, con l’aggiunta “alla film” che “ogni riferimento a fatti è persone è puramente casuale”, scordato? Malgrado ciò c’era chi non accettava che esprimessi la mia visione della cosa. Perchè infastiva?
    Ogni storia è un caso a sè? Troppe variabili? Sarà. Il fatto è che “l’ethos” umano è solo uno, e i grandi persuasori -come lo è la Pubblicità- ne sanno qualcosa su come reagisce la mente umana a certi stimoli. Lo sapeva pure la tizia che ha fatto i milioni con le “50 sfumature di…ammore”, altro che casi a sè.
    Esperienze? Se non si vogliono vedere i “fondamentali” di un rapporto amoroso vero, le esperienze non servono a niente. Anzi non sono neppure esperienze, ma solo il ripetere un copione che avrà sempre lo stesso finale.
    La vita è accidentata per tutti, ma i perdenti trovano sempre una scusa per i loro insuccessi. Gli altri trovano una soluzione.
    Non fosse stato così, oggi vivremmo ancora nelle grotte.

  • 8685
    Mareforza4 -

    Golem, mi pare evidente che l’innamoramento sia alla base di ogni relazione di coppia. Senza quell’input di passione difficilmente si può pensare a una convivenza. E la convivenza, é altrettanto evidente, é una situazione completamente diversa, poiché ha come fulcro la quotidianità, con tutti i problemi che ne deriva. Nella quotidianità si fanno evidenti i caratteri delle persone e i modi di affrontare le cose della vita o semplicemente il vivere le 24 ore. Tutte cose che nella fase dell’innamoramento non possono essere contemplate perché é chiaro che non si conoscono. E la convivenza fa tutta la differenza del mondo, ma solo giovanissimi e sprovveduti potrebbero non metterla in conto. Ma anche se si mette in conto bisogna comunque provarla per capire veramente. E poi…si spera! Bisogna sempre essere in due a fare un percorso. E per quanto uno ci possa mettere la volont, ben poco potrà contro quella dell’altro. E l’innamoramento camuffa. Ma é chiaro ! Durante quella fase

  • 8686
    Mareforza4 -

    anche involontariamente, ognuno camuffa il proprio carattere, accetta cose che nella quotidianità non accetterebbe. Cerca di dare il meglio di se in sostanza. Se l’amalgama non avviene durante la convivenza ci si può sforzare, accorciare differenze. Ma se sono troppo evidenti prima o poi si fa il botto. Oppure il botto non si fa ma si continua per il quieto vivere. Oppure si cambia, si cresce, ci si modifica in meglio o in peggio. Ci vuole volontà Golem, si, ma anche fortuna. Razionalmente potremmo incontrare la donna o l’uomo perfetti per noi. Ma la razionalità non va quasi mai d’accordo con l’amore e la passione. E ci vogliono tante cose per poter far incastrare il tutto. E non é facile. Ci vuole fortuna a volte. Altrimenti si scende a compromessi. Che però hanno poco a che fare con l’amore.

  • 8687
    Mezzouomo -

    Io non ho niente ormai

  • 8688
    Golem -

    Ok Mare, le cose che dici sono ovvie, fortuna compresa, ma qui si discute della differenza tra un “amore” involontario (non si sceglie di chi innamorarsi si usa dire) e quello voluto. Cioè quanto è “amore” qualcosa che è causato da un moto istintuale pilotato da una condizione ormonale, e in fondo di bisogno, e quello “voluto” dalla coscienza con l’azione del sentimento, “decantato” da quella droga naturale. Quella coscienza e consapevolezza che si presume sia caratteristica della maturità e che accetta, con “amore”, oltre che col raziocinio, di percorrere la strada della vita assieme alla persona amata.
    Ho già detto che un sentimento è vero se ha fatto la scelta consapevole una volta esaurita la fase “ormonale”, che è ricambiata dal partner. Un amore così non finisce, può solo crescere. Finisce quello nato dai noti equivoci legati ai soliti stereotipi romantici sull’amore, che chi li vive non ha idea che ne esiste un “altro”. Molto più vero, e realmente “nostro”.

  • 8689
    Massimo -

    @Mezzouomo, senti gargarizzati la Ceres c’è, e ascolta la Dance che è un buon anestetico!!!

    (4 Strings-Take Me Away) e mi raccomando, allacciati le cinture perché con questa si decolla eh…

  • 8690
    CLAUDIO -

    Corona(o”coiona”)virus o non Coronavirus , la sensazione è che il mondo e la sua vita non saranno più come prima.Ma ormai è da anni, per esempio da quell’ 11 settembre 2001,che”qualcosa” é cambiato!!!

  • 8691
    Golem -

    Io comunque ieri sera di Corona me ne sono schioppate due. Con la pizza presa dal ristorante a fianco.
    Non cinese ma gestito da cinesi. Sono stati velocissimi. Era vuoto.

  • 8692
    Yog -

    Deep, spero bene che tu abbia un diametro “anche inferiore” a 11-12 cm!
    Altrimenti avresti una melanzana tonda!
    Probabilmente non sai computare le misure o ti stai muovendo a velocità prossime a c.

  • 8693
    CLAUDIO -

    A tal proposito c’è “finalmente” l’inizio della QUARESIMA dove si” Dovrebbe” praticare L’ASTINENZA e il DIGIUNO nell’attesa di una PASQUA che si spera,visti questi tempi,se non FELICE almeno SERENA! ?️?
    PS:è UTOPIA,lo so, ma la SPERANZA(si dice) è sempre l’ultima a Morire.

  • 8694
    Golem -

    È l’ultima a morire. Infatti, è quella che soffre più a lungo.

  • 8695
    CLAUDIO -

    E già,golem,ma tutto rientra nelle MERAVIGLIOSE ASSURDITÀ della storia “DELL’UMANITÀ” o del pianeta TERRA in generale dove,purtroppo da una parte e per fortuna dall’altra,NESSUNO(e Niente) É PERFETTO.

  • 8696
    rossana -

    Claudio,
    concordo a piene lettere: “NESSUNO (e niente) E’ PERFETTO” sulla faccia della terra.

    è anche uno dei miei pochissimi punti fermi, unito alla consapevolezza che esistono ASSOLUTI solo in termini di fede mentre la SPERANZA può diventare, talvolta, un’inconscia ragione per continuare a sperimentare difficili e complessi equilibri di vita.

    sentire e ragionare con la propria indole e la propria testa: se stesso resta in definitiva l’unico essere a cui valga la pena e sia proficuo attenersi, al di là dei punti di vista e delle OPINIONI altrui.

  • 8697
    J.J Bad -

    Golem non sei costretto a rispondere, sai?
    Anche perché…DICI SEMPRE LE STESSE COSE.
    Tu sei un campione che sa tutto, gli altri (a parte Yog) sono tutti inetti. La morale è sempre quella.
    Consigli sostanzialmente inutili per Umberto.

    Sei annoiato, non hai niente da dire, devi sempre fare la primadonna…e fatti un giro all’aria aperta, andiamo!

    Umberto sta soffrendo, o empatizzi con lui oppure taci se non hai di meglio da fare.
    Della tua persona e delle tue esperienze non ce ne frega un razzo.

  • 8698
    Yog -

    Riporto, per la vostra gioia ed a vostra edificazione, una poesiola che ho trovato affissa nel posto dove si lasciano i libri muffosi di fronte all’entrata del super dove mi fornisco di narda e, da qualche tempo, di mascherine monouso.
    È carina questa iniziativa di poter donare a chi ha meno di noi i libri che stanno in cantina da vent’anni, ormai pregni di umidità e insetti ma ancora pieni, in teoria, di una loro certa dignità, aiuta ad elevare lo spirito, che – come noto – se è alto in grado ha il suo peso.
    Ed è bello che la gente ebbra di gratitudine per cotale liberalità possa affiggere con cuore puro le proprie poesie, che – come ho fatto io – si possono fotografare e riportare.
    Ecco qua:

    Se io avessi una botteguccia
    fatta di un sol loculo
    vorrei mettermi a vendere
    sai cosa? Calcinculo.
    “Calcinculo a buon mercato!”
    Per un soldo ne darei
    al beddu impertinente
    quanto basta per sei.
    E alla povera gente
    che non ha da campare
    darei tanti calci
    senza farglieli pagare.

  • 8699
    Golem -

    Povero Baddu, ormai fa tenerezza vedere come ingenuamente mostri quanto sia “glande” il suo problema col carisma altrui.
    Non voglio (nè potrei) abusare sulla annosa questione oltre il dovuto, perchè il Professore lo ha già “omaggiato” in quel senso in maniera difficilmente eguagliabile, cosa che lui ovviamente non ha la possibilità di comprendere appieno, malgrado la brillante intelligenza che lo distinguerebbe. Questo genio “compreso” ritiene che “empatizzare” significhi lisciare il pelo ai “sofferenti” dell’ammore -cosa per la quale qui abbiamo ben altri competenti- e non piuttosto svegliarli alla realtà.
    È l’ennesima “cassazione” per il nostro eroe degli sfigati, che lui stoicamente ignora, e lo fa in quanto carismatico cultore dell’ignoranza.
    Una prece.

  • 8700
    Roberta -

    E voi dove vi piace andate, acque turbamento del vino, andate pure dagli astemi: qui c’è il fuoco di bacco!

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