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Centri Sociali contestano Beatificazioni

  

“IL MESSAGGERO, ROMA (28 ottobre) – Una protesta di un gruppo di aderenti ai centri sociali davanti a una chiesa frequentata da fedeli dell’Opus Dei a Roma è finita in rissa all’uscita della messa … La protesta è nata perché stamattina il Papa ha beatificato 498 martiri uccisi in Spagna negli anni Trenta … Alle 11.45 aderenti al collettivo Militant e al collettivo ‘Facciamo breccia’ .. hanno esposto uno striscione davanti alla chiesa Sant’Eugenio .. con scritto: Chi ha ucciso, torturato e sfruttato non può essere beato … Insieme allo striscione è stata esposta una riproduzione su un pannello di due metri per cinque della Guernica di Picasso. Quando i fedeli cattolici sono usciti dalla chiesa, al termine della funzione religiosa, la protesta ha provocato la loro ira. Una trentina di fedeli ha urlato e strappato lo striscione e fatto a pezzi la riproduzione del celebre dipinto … Secondo quanto raccontano alcuni aderenti ai collettivi, i cattolici avrebbero aggredito anche fisicamente i giovani e inneggiato a Franco .. la rissa è stata sedata dalle forze dell’ordine.”

Al posto dei fedelissimi cattolici, Dante Alighieri, richiamandosi al dettame cristiano, come minimo avrebbe pensato “Non ti curar di lor ma guarda e passa” e sarebbe uscito dalla chiesa, avrebbe guardato e sarebbe passato; ma una cosa furono Dante Alighieri e il Cristianesimo, altra cosa sono i Cattolici e soprattutto quelli dell’Opus Dei.
Chiaro che i media daranno il massimo risalto alla provocazione dei Centri Sociali, ma a buon intenditor …

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3 commenti a

Centri Sociali contestano Beatificazioni

  1. 1
    robinhood2 -

    L’Opus Dei è una setta che nulla ha a che fare con lo spirito cristiano.
    E’ stata creata da un prete spagnolo fascista, Josemaria Escrivà de Balaguer, e l’unico suo obiettivo non dichiarato è conquistare denaro e potere con la copertura formale dei valori cattolici, tra i cattolici più ricchi e influenti.

    L’Opus Dei è una vera setta, nè più nè meno di Scientology, e come tale pretende obbedienza e dedizione assoluta dai suoi aderenti.
    Questi ultimi vengono assoggettati a pratiche medievali come il cilicio o l’autoflagellazione, oltre a dover devolvere all’Opus Dei buona parte o tutto il proprio patrimonio.

    Tra i “valori” dell’Opus Dei c’è la più rigida e sessuofoba (riflesso della sessuofobia maniacale del fondatore) divisione tra uomini e donne, queste ultime tenute in posizioni di subalternità.

    Patetico il fatto che l’Opus Dei, nelle sue scuole tenga ancora una lista di libri proibiti, tra cui perfino i classici di Balzac, Alfieri, Croce, Sartre, Voltaire, Garcia Marquez, Pascal, Proust, ecc., ecc., quando perfino il Vaticano lo ha abolito da molti anni.

    Nessuno conosce neppure tutti gli aderenti dell’Opus Dei, perchè sugli iscritti vige il più rigoroso segreto, in violazione delle regole democratiche sul controllo delle associazioni.
    L’Opus Dei si propone una restaurazione clerico-fascista, e non a caso dell’Opus Dei hanno spesso fatto parte banchieri, latifondisti, grandi industriali, in particolare di paesi del Sudamerica sotto dittature militari.

    Ultimamente a svelare cos’è realmente l’Opus Dei, con le confessioni incredibili di ex aderenti, è uscito un ottimo libro: “Opus Dei segreta” di Ferruccio Pinotti (BUR)

  2. 2
    Graziella Bertozzo -

    COMUNICATO DI FACCIAMO BRECCIA

    Facciamo Breccia rivendica il sostegno all’azione compiuta ieri da un gruppo di attivisti/e di “Militant” che, sulla chiesa di S. Eugenio a Roma, gestita dall’Opus Dei e dove furono celebrati i funerali del fondatore Echevarria, hanno affisso una gigantografia della Guernica di Picasso e la scritta “Chi ha ucciso, torturato e sfruttato non può essere beato”. Parimenti sostiene il volantinaggio di un nostro comunicato compiuto – in territorio italiano – da parte di simpatizzanti del nostro coordinamento, a cui la Digos ha poi sequestrato i volantini dopo aver condotto i due ragazzi in questura. Atti simbolici che hanno raggiunto il core e la testa di tutte e tutti coloro che lottano in Italia in nome dei valori della laicità e dell’antifascismo.

    La beatificazione di 498 franchisti (“casualmente” nell’anniversario della marcia su Roma) voluta dal Vaticano è un fatto politico, che va ad inserirsi in un progetto ad ampio spettro della gerarchia d’oltre Tevere.

    Con il papato Ratzinger la chiesa cattolica ha fatto un salto di qualità: priva di rappresentanti credibili “noleggiati” nei partiti collaterali, scende in campo direttamente nel nome della restaurazione di un sistema che, come nella Spagna franchista, la veda soggetto dominante (in terra, e non in cielo) e beatifica quelli che, da destra, ne difesero il potere temporale.

    Facciamo Breccia denuncia la politica italiana per non aver detto nulla su questo ennesimo sdoganamento del fascismo e sul potere che il Vaticano si arroga nella riscrittura revisionista della storia.

    Contro queste operazioni ideologiche rivendichiamo l’azione delle/gli antifasciste/i di Roma – etichettati dai media come autonomi, anarchici, no global – che hanno voluto difendere la memoria delle migliaia di donne e uomini che hanno lottato in Europa contro il nazi-fascismo e che sono morti per mano dei franchisti, dei fascisti, dei nazisti e nei campi di concentramento.

    Allora chiediamo all’on. Folena di Rifondazione Comunista, che dichiara (su Repubblica) “non va sottovalutato il fatto che manifestazioni come quelle di ieri, oltre ad essere strumentali, possono avvelenare il clima sociale” se non crede che anche i partigiani e le partigiane abbiano avvelenato il clima sociale. Noi crediamo che lo abbia avvelenato lui votando, nella scorsa finanziaria, l’esenzione dall’ICI per le proprietà, anche a scopo di lucro, della chiesa cattolica. O anche quello non è stato un atto politico, ma solo spirituale?

    A chi, come Giordano Bruno Guerri su “Il Giornale”, scrive che ad essere in piazza ieri erano “probabilmente” coloro che in altre occasioni avevano urlato “Dieci, cento, mille Nassirya”, rispondiamo che fuori dalla chiesa di S. Eugenio ieri c’erano gli stessi e le stesse che, in altre occasioni, hanno scandito lo slogan “10, 100, 1000 Porta Pia”.

    Coordinamento Facciamo Breccia

    29 ottobre 2007

  3. 3
    robinhood2 -

    Attenzione però perchè la storia della Spagna non è qualcosa che si possa dividere in modo manicheo: di qua o buoni antifascisti, di là i cattivi franchisti.

    Da una parte e dall’altra, durante la guerra civile, ci furono atrocità, se da una parte c’erano i fascisti sostenuti dalle gerarchie ecclesiastiche, e poi dai nazisti, dall’altra c’erano anche stalinisti e trotzkisti che massacrarono migliaia di civili innocenti, e volevano distruggere la religione , ammazzando indiscriminatamente tutti i religiosi, anche quelli che non avevano fatto nulla di male.

    Mi spiace, ma chi conosce veramente la storia non può approvare nè i tentativi strumentali e reazionari di Wojtyla e Ratzinger di beatificare indiscriminatamente tutti i religiosi, però neppure il tentativo di far passare per “democratici” tutti quanti militavano nel fronte opposto.

    Ci furono abbastanza atrocità e crimini da una parte e dall’altra, questa è la verità storica.

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