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Si può essere cattolici e buoni cristiani?

Lettere scritte dall'autore  

Ovviamente la domanda è retorica e un po’ provocatoria. Un po’ provocatoria perché essendo questo un Paese (formalmente) cattolico, molti cattolici si indigneranno, in quanto si sentiranno i soli depositari della fede cristiana. Retorica perché la risposta è sì, si può essere buoni cristiani essendo cattolici, musulmani, ebrei, testimoni di Geova, agnostici, buddisti, atei, ecc., ecc.

L’importante è dimostrare concretamente amore per il prossimo, come il buon samaritano che soccorre il ferito, mentre il sacerdote nella parabola lo vede e tira dritto. E’ cristiano sicuramente quel vescovo cattolico (notizia di ieri del Corriere della Sera) che sta aiutando un testimone di giustizia (andò a testimoniare contro un boss mafioso) che lo Stato ha dopo un po’ scaricato, e che oggi non avrebbe nemmeno una casa in cui dormire, dopo aver perso il lavoro, e senza più un programma di protezione.

Era cristiano Gandhi, induista apostolo della non violenza, e lo è Gino Strada (indipendentemente dal fatto che sia credente o meno), che ogni giorno si china a cucire insieme brandelli di carne di poveracci dilaniati dalle bombe, e salva ostaggi come il reporter Mastrogiacomo.

Sono cristiani quei frati e quei volontari che permettono, con le loro mense, di sbarcare il lunario a molta gente che non ce la fa a tirare alla fine del mese, magari pur avendo un lavoro, o una pensione (non sono solo i “barboni” a rivolgersi alle mense dei religiosi). Gli esempi sarebbero molti.

Tuttavia ci sono due caratteristiche del cattolicesimo che risultano sgradevolissime, e lo hanno reso antipatico a moltissime persone di buona volontà: la ferrea gerarchia clericale e la sistematica compromissione col potere.

Le due cose vanno di pari passo. Nei primissimi secoli, nei quali i cristiani erano perseguitati sotto l’impero romano, il papa era un vescovo come altri, certo più “prestigioso” in quanto successore di Pietro, ma non vi era affatto una “supremazia” del papa, nemmeno nelle questioni dottrinali. L’idea che il papa fosse in qualche modo “infallibile” nelle questioni di fede non venne mai in mente, e fu anzi respinta apertamente perfino nel medioevo da un papa come Giovanni XXII come “diabolica”, perché avrebbe legato le mani ai suoi successori. Tuttavia dal 728, con la donazione di Sutri dei longobardi alla Chiesa, quest’ultima diviene titolare di un territorio nel cuore dell’Italia, che si espanderà notevolmente col passare del tempo (Stato della Chiesa) e da ciò deriverà la sua pesante compromissione con tutti i poteri terreni e col denaro.

Fino al 1870, quando Pio IX introdurrà (contro molti pareri sfavorevoli) il dogma dell’infallibilità pontificia, per acquisire autorità e avere un’arma in più per fronteggiare disperatamente la perdita dello Stato della Chiesa e dei suoi territori.

Il legame con il potere temporale, le compromissioni con il denaro e con la politica, e la gerarchia ferrea (più rigida di quella militare) con a capo il pontefice, hanno reso in Italia il cattolicesimo, sotto il profilo culturale e del costume, una sorta di “palla la piede” per molti veri e autentici cristiani, cattolici e non.

Questo è avvenuto in particolare negli ultimi 25-30 anni, quando un pontefice molto popolare e carismatico, ma autoritario e accentratore come Karol Wojtyla, ha gradualmente soffocato ogni possibilità di libera espressione e dialogo all’interno della Chiesa cattolica.
Questioni importantissime e delicate come il celibato dei preti, il sacerdozio femminile, la contraccezione, l’omosessualità, l’accesso ai sacramenti per i divorziati, i preti sposati, la libertà di espressione, la nomina dei vescovi sotto il controllo dei fedeli, i rapporti con le altre fedi cristiane e non, la povertà e la distribuzione delle risorse del pianeta, l’oppressione politica dei popoli del 3° mondo, ecc., sono state letteralmente soffocate da papa Wojtyla, che spesso ha vietato perfino che se ne parlasse, e ha fatto tacere e allontanare le voci dissenzienti. Fino al punto in cui taluni sacerdoti hanno pubblicato libri critici sotto pseudonimi, per non incorrere in sanzioni disciplinari.
Il silenzio è ormai l’atteggiamento col quale molti uomini di chiesa eludono i problemi.
Radio Vaticana emette onde elettromagnetiche che possono provocare la leucemia?
Silenzio…si rifiutano di discuterne.
C’è il problema della pedofilia nel clero?
Silenzio…nessuno vuole parlarne, ecc., ecc.

Dietro l’imponente, ma esteriore ed effimero spettacolo mediatico di papa Wojtyla e delle adunate oceaniche dei suoi viaggi, si è dunque venuta ad inaridire ogni possibilità di dialogo autentico sia all’interno della Chiesa, che con gli uomini e donne di buona volontà nel mondo.
Sono stati non a caso gli anni del dominio del dio denaro, dell’Opus Dei, degli scandali Ior, Calvi, Sindona, Marcinkus, il tutto accuratamente celato dietro al successo mediatico (spesso incoraggiato da giornali e TV) del papa.

E oggi questi problemi appaiono drammaticamente in evidenza, dopo che la gerontocrazia cardinalizia vaticana non ha saputo far altro se non eleggere come suo successore un uomo privo di carisma personale e capacità di comunicazione, e legato a un concetto di “ortodossia” che risulta anacronistico e incomprensibile agli uomini di oggi.

Come ha scritto giustamente il teologo cattolico Natale Benazzi nel suo libro: “50 domande: la Chiesa non risponde” : “che senso ha una Chiesa che pretende di essere “infallibile” quando non riesce neppure ad essere credibile?”

L'autore ha scritto 26 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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6 commenti

  1. 1
    davide -

    la solita aria fritta.
    leggiti il dictatus papae di S. Gregorio VII e poi ne riparliamo a riguardo dell’Infallibilità.
    ricordo anche che Pietro, e di conseguenza i suoi successori, ha avuto il compito di confermare i fratelli nella Fede…ergo: a lui spetta sempre e comunque l’ultima parola.

    e poi non ho capito un passaggio: tu vuoi che i fedeli si scelgano il proprio Vescovo?
    Deus Advertat!
    bisogna riflettere, evidentemente, su chi è il Vescovo!

    Riguardo a Benedetto XVI, alle sue udienze, Angelus ecc.. va più del doppio delle persone rispetto a GP II.
    i numeri non sbagliano.

  2. 2
    albert -

    Che c’entra Gregorio VII che è dell’XI sec. e non proclamò alcun dogma, con le basi storiche dell’infallibilità papale, che non ci sono, perchè anche Pietro fu ripreso da Paolo su questioni dottrinali, e non si sognò mai di proclamarsi “infallibile”?

    Il “Tu es Petrus” è l’unico argomento ed è stato ritenuto il più fragile e “tirato per i capelli” del mondo a sostegno dell'”infallibilità” da legioni di teologi, anche non protestanti.

    Ma quale “infallibilità”? Ma se anche Giovanni fu ripreso da Cristo quando disse “C’è uno che scaccia i demoni e non ci segue….” e Cristo: “Non glielo impedite, perchè chi non è contro di voi è con voi!”
    Ma quale infallibilità e monopolio della verità della Chiesa cattolica?

    Non c’è una sola parola nei Vangeli dove si parli di “infallibilità” di uomini.

    Quanto ai numeri, da quando in qua si misura la fede a numeri e “audience”, come ai concerti?

    E se un vescovo venisse scelto dai fedeli, dove sarebbe il male?
    Oggi normalmente viene nominato vescovo il più cortigiano del vescovo in carica, spesso l’autista o il portaborse, i fedeli non sanno niente di lui, e il papa ratifica nomine di persone che manco ha mai visto.

    Leggiti tu piuttosto la storia del cristianesimo delle origini e ne parliamo.

  3. 3
    Raffaele -

    Albert, non sopporto questa chiesa che non sa rispettare i cristiani laici, io non pratico, non vado mai a messa, eppure mi sento più cristiano di molte persone che sono sempre presenti in chiesa ed occupano i primi posti per farsi notare, (dai noi si dice baciabanchi e fregasanti).
    Cristiano è colui che rispetta il prossimo e non fa del male a nessuno, comunque esso sia omosessuale, vada a messa, o altro, e si faccia i fatti propri ma senza creare problemi a nessuno ?
    Solo in Italia la chiesa non tollera chi non la pensa come lei, secondo me il cattolicesimo da noi è un esempio di integralismo che fa danni.
    Che male c’è se un prete si sposa, forse capirebbe di più i problemi od i vantaggi che ne derivano, invece i preti parlano senpre senza avere esperienza, insomma, mi hanno stufato !

  4. 4
    albert -

    x Davide:

    il “Dictatus papae” di Gregorio VII tra l’altro non c’entra nulla con la questione dell’infallibilità dei papi, perchè riguarda il potere del papa di nominare i vescovi, che l’imperatore (all’epoca Enrico IV) gli negava.

    Prima di Gregorio VII era l’imperatore che nominava i vescovi, ma Gregorio VII stabilì che siccome il papa era vicario di Cristo in terra, allora il papa poteva nominare e sciogliere sia i vescovi che l’imperatore.

    Quindi il “Dictatus papae” è un testo che riguarda la politica e la “teocrazia” del medioevo, cioè la concezione di Gregorio VII e poi di Innocenzo III e Bonifacio VIII, secondo cui il papa doveva anche essere a capo del potere temporale e politico, e non solo di quello spirituale e della Chiesa

    Mi sembra quindi che tu confonda il problema della “teocrazia” col problema dell’infallibilità del papa nelle questioni di fede.

    E come detto, a parte i papi, la questione venne affrontata proprio da Gesù Cristo stesso, al quale gli Apostoli stessi chiesero precisamente chi fosse tra loro il più grande. E Cristo indicando un bambino disse che dovevano farsi piccoli come lui.

    Quindi non esiste alcun elemento testuale per credere che Cristo volesse considerare Pietro e i suoi successori come “superiori” agli altri uomini e fedeli, e men che meno “infallibili”. Altrimenti lo avrebbe detto apertamente.

  5. 5
    albert -

    Avete assistito, da parte di Davide, di un tipico modo cattolico di “dialogare”.
    Davide cerca di svalutare le mie affermazioni definendole “aria fritta”, e poi cita a sproposito il “Dictatus papae” di Gregorio VII.

    E quando io gli rispondo dettagliatamente, si guarda bene dal continuare la discussione.
    Questo è davvero molto cattolico.
    Fare affermazioni e poi rifiutarsi di discuterle veramente con chi non le condivide.

  6. 6
    Raffaele -

    Probabilmente Davide è un baciabanchi fregasanti.

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