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Basta piagnistei! Il lavoro non è un diritto, è un mercato!

di white knight

Riferimento alla lettera: Questo vale per i dipendenti che lamentano sempre di non veder adeguatamente riconosciuta la propria professionalità dai datori di lavoro. Vale anche per i disoccupati che nessuno vuole perchè troppo poco (o, paradossalmente, troppo) skillati. E vale anche per i datori di lavoro che lamentano di non trovare gente cha...
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Categorie: - Lavoro

173 commenti

Pagine: 1 2 3 4

  • 51
    Trader -

    “Ci vorrebbe (…) una analisi (…)
    E se venisse fatta ci restituirebbe che questo paese è allo sbando…”
    Ammesso e non concesso che siamo messi così male (chi ha detto che l’analisi deve dare un risultato pessimo?), anche molte aziende private sono nelle stesse condizioni, ma sopravvivono lo stesso, vuoi perché sono colossi affermati che non lasciano entrare concorrenti, vuoi per altri motivi. Più l’azienda è grande, più non è di nessuno, ci sono dipendenti fannulloni con il contratto a tempo indeterminato che non si riescono a licenziare, protetti dai sindacati.
    Paragonare i politici ad impiegati statali e quindi guardarne gli stipendi è fuorviante. Loro sono paragonabili alla nobiltà dell’ancien regime, più che a statali. Brunetta dava la caccia allo statale, evidentemente non si considerava della stessa categoria. L’impiegato statale medio percepisce 1200 Euro al mese. Una capoufficio ragioniera della prefettura mi disse che prendeva 1600 Euro compresi i buoni pasto,…

  • 52
    Trader -

    i suoi ex compagni di scuola almeno 1800-1900 per fare lo stesso lavoro.
    Beh, toglierei anch’io il reddito di cittadinanza ai truffaldini e fannulloni, così come le varie sovvenzioni, social card che messi tutti insieme sono una bella somma.

    Le teorie keynesiane prevedono che l’economia per funzionare abbia bisogno dell’intervento dello stato. Il mercato non si regola da solo. Lo stato imprenditore corregge il problema. Evidentemente lo stato non è così cattivo come soggetto economico.
    Il problema dell’Italia non è di per sé l’esistenza degli statali né della spesa pubblica, che ci sono in tutti i paesi, anche quelli messi meglio di noi, ma la corruzione, la burocrazia, la nostra mentalità truffaldina, ecc. Il nostro paese non ha un livello di spesa pubblica più elevato di tanti altri paesi più virtuosi, ma la QUALITÀ della spesa pubblica è cattiva.

    White, è vero, il discorso si è spostato dal problema del mercato del lavoro alla contrapposizione pubblico-statale.

  • 53
    Itto Ogami -

    Trader, a me sembra che tu prendi ciò che dico, poi lo traduci al contrario di quello che ho detto, e infine lo rettifichi.

    Per evitare inutili polemiche: TUTTO quello che dice Trader per me è una cagata pazzesca.

    Ora non c’è più niente da stravolgere.

    Itto Ogami pensa che:

    – Italia paese farlocco
    – Dipendenti statali non valgono quello che vengono pagati
    – Servizi insufficienti per i cittadini
    – Politici troppo costosi per i cittadini
    – Poveracci e invalidi trattati male in Italia

    Quindi Itto Ogami suggerisce:

    – quelli che amano l’Italia ci si affoghino pure dentro
    – quelli che hanno capito tutto, cerchino in ogni modo di spedire se stessi o quantomeno la prole fuori dall’Italia (esattamente come fanno i pagliacci politici che dicono che l’Italia è bella e poi vanno a curarsi all’estero e fanno studiare i figli all’estero).

    PS: non credete alle parole di chi ha interesse a difendere il comparto governativo.

    Quello che dice Itto Ogami è la…

  • 54
    Trader -

    Visto che si parla di reddito di cittadinanza e quindi si parla di mantenere i poveri, riporto, come tema di riflessione, le affermazioni di un conoscente artigiano, abile nel suo mestiere, che lavora in nero. Fiscalmente non esiste. Chiede trenta Euro all’ora, non fa altro che lavorare, quindi, facendogli i conti in tasca, guadagnerà cinque-seimila Euro al mese piú millecinquecento di una pensione. Ecco, lui è contrario a pagare le tasse, perché dice che lavora, che quei soldi se li è guadagnati. Quando è finito in ospedale non si è posto il problema che la sanità è pagata dalle tasse. A proposito di poveri, dice che dobbiamo chiederci perché una persona è povera. Secondo lui il povero è povero perché non ha voglia di lavorare. Lui ha imparato un mestiere, si fa il c… Ogni giorno, ha tantissimo lavoro. Insomma, la pensa come i benpensanti repubblicani nel film “Che pasticcio Bridget Jones”. Uno di loro, ad un ricevimento di avvocati, disse a Bridget:”Fare il barbone è una scelta

  • 55
    Trader -

    Di vita”.
    Ecco, con questo spunto di riflessione mi ricollego al tema iniziale: il lavoro non è un diritto, ma bisogna saper fare qualcosa e rimboccarsi le maniche, altrimenti il concetto “il lavoro è un diritto” diventa “lo stipendio è un diritto”, cioè anche se non so fare niente e non ho voglia di fare niente, ho diritto a farmi assumere da qualche parte per percepire la paghetta.
    Esistono persone che non sanno fare niente e non sono adatte a fare lavori pesanti. Io sono sportivo e avrei potuto fare anche il muratore, infatti ho fatto anche lavori manuali nella vita. Ma ho anche abbastanza cervello per fare un lavoro di concetto come quelli che faccio attualmente.

  • 56
    Trader -

    Itto: “Quello che dice Itto Ogami è la…”
    …Stupidaggine più grossa.

    Itto mi ha deluso. Ha liquidato il mio discorso dicendo semplicemente che per lui è una ca..ta pazzesca, senza disquisire i motivi per cui dissente dal mio pensiero. Senza dimostrare nulla. Tipica reazione di chi è in difficoltà e non sa cosa ribattere. Secondo lui le teorie keynesiane, condivise da migliaia di economisti, sono cagate pazzesche. Però!
    “Itto pensa che…”, come dire “Secondo me ho ragione io e basta!”. Perché? Non si sa. Perché si. Perché lo dice Itto.
    Vi immaginate se tutti rispondiamo così?
    Itto pensa che Italia farlocca. Forse. Ma non per i motivi sotto esposti.
    Gli statali non valgono per quello che sono pagati. E precisamente quanto valgono? Pompieri e poliziotti rischiano la vita per un misero stipendio. Tu li stai insultando, Itto!
    Servizi insufficienti per i cittadini. Quale sarebbe il livello sufficiente, quali servizi mancano? E si rimedierebbe come, licenziando gli statali o assumendone altri?
    Politici troppo costosi. Si.

  • 57
    Trader -

    Poveracci e invalidi trattati male. Non è vero. Si investe molto per tutelare queste queste categorie. Ci sono tantissimi lavoratori (pubblici e PRIVATI) che godono di istituti come la 104; in Italia chi non hai un reddito viene mantenuto dallo Stato. Sconti sulle bollette, social card, reddito di cittadinanza, ecc. L’Italia è il paese del Bengodi per i redditi bassi. E io paaaago! Non ho un reddito altissimo, ma a causa del mio patrimonio non rientro nei limiti dell’ISEE per ottenere le mille agevolazioni esistenti. Non potrei evadere le tasse manco volendolo. C’è chi lavora in nero, usufruendo dei servizi pubblici a sbafo. C’è chi è povero, ma sostenuto dallo Stato, che si finanzia con le tasse. E c’è chi, come me, pagando le tasse, mantiene tutte queste persone.

    Come dicevo nel precedente commento, chi pensa che sia stupido, che dica cagate, sappia che stamattina sto guadagnando bene dal mio lavoro sui mercati finanziari. Pensaci, Itto. Tu, che pensi. Pensaci.

  • 58
    Max -

    Senza polemica sulla persona, ma giusto per proporre una freddura delle mie: coloro che non condividono le idee dell’amico che qui spesso interviene, possono definirsi anti-itto-ogamici!

  • 59
    La mannaia di Cristo -

    Secondo me Itto non intendeva dire qualcosa contro Trader. A mio parere ha cercato di tagliare corto sulle polemiche di parte, e ha espresso la sua opinione, forte e concisa come al solito.

  • 60
    Itto Ogami -

    Dolente di creare problemi ai sostenitori della fallita nazione.

    Giusto a titolo di cortesia.

  • 61
    Max -

    Ma figuriamoci, ciascuno ha il diritto di dire come la pensa sulle questioni di cui si parla e chi non è d’accordo ha altrettanto diritto di esprimersi. Poi c’è chi ha modi di porgere i contenuti più concilianti, chi invece, come Itto, è più diretto. Credo che nessuno sia animato da livore personale contro qualcuno, anche perché non ci conosciamo nemmeno, se non in quanto interlocutori di questo sito. Peraltro son convinto che certi giudizi molto taglienti siano di carattere generale e non coinvolgano i singoli casi che, appunto, vanno sempre calati nei contesti in cui si dispiegano. Comunque, senza animosità di nessun genere, posso dire che con le affermazioni contenute nella Itto-Parade io non sono d’accordo, nemmeno un po’. E i motivi li ho spiegati nei miei precedenti interventi, così come ha spiegato le proprie perplessità Trader. Dopodiché, se il Samurai vuol pensare di noi che siamo dei falliti o degli analfabeti funzionali o sociali, il problema è suo.

  • 62
    Trader -

    Itto, non ti preoccupare, i problemi ce li hai tu.
    Da te mi aspettavo qualcosa di più. Non sono un sostenitore dell’Italia, ma i mali del paese non si risolvono licenziando gli statali o diminuendo il loro già magro stipendio. Non hai le idee chiare su questo argomento.
    Mannaia di Cristo, nemmeno io credo che Itto ce l’abbia con me. Semplicemente si è stizzito perché non sapeva ribattere alle mie corrette obiezioni. Quando non si ha ragione, si reagisce come il lupo e l’agnello. La polemica l’ha sollevata lui, con il suo ingiustificato “per me è così”. Non fa niente. Peccato che Itto si sia perso, si poteva discutere anche delle partecipate statali, che non sono enti statali, ma controllati in parte dallo Stato. Hanno appena rifatto le nomine, per esempio Descalzi all’Eni.
    Mi piace la Mannaia di Cristo. Questo sito è dannato, ha bisogno di una Mannaia di Cristo.
    Max, mi piacciono anche le tue freddure!

  • 63
    Itto Ogami -

    Trader, io non mi sono stizzito di fronte alle tue inappuntabili obiezioni.

    Probabilmente non riesci a comprendere che ciò che tu chiami obiezioni sono semplicemente “la tua idea”. Io mi rivolgo ad un ampio pubblico con finalità precise, esattamente come quando parlo ai segaioli che perdono tempo dietro alle italiane. Lascio a loro la possibilità di vedere le cose da una diversa prospettiva. Se poi uno insiste, allora muoia Sansone con tutti i filistei. Chi se ne frega…

    Non ho il tempo per argomentare punto per punto e ribattere su ogni cosa che vuoi discutere. Non ho fisicamente il tempo per stare qui a farlo.
    Ho sbrigativamente detto che quello che scrivi è una cagata pazzesca per non farti produrre ulteriori obiezioni, altrimenti andresti avanti in eterno a replicare.

    Se ti piace l’Italia, goditela. Se qualche italiota legge le tue cose ed è felice di farsi inchiappettare, per me va bene. A me basta salvarne 1. Ti lascio gli altri 100.

  • 64
    Itto Ogami -

    Se vai a chiedere ad un pankla coreano del nord se gli piace King Jong-ciccione-un tutti ti diranno che adorano il loro beneamato leader.
    Se chiedi alla massa di italioti se gli piace il loro paesello di capre, ti risponderanno: “siamo i migliori del mondo!”, “il paese più bello del mondo”, “la gente più bella del mondo”.
    In pratica rispondono come i pankla coreani.
    Idem per i russi, che sono nazisti zombi ma per loro va tutto benissimo.
    Sono pochi i dissidenti, coloro che hanno davvero capito tutto. Si tratta di coloro che sono no vax ma non sono terrapiattisti. Sono quelli che sostengono l’Ucraina senza vendere il sedere alla sinistra italiana. Sono uno sparuto gruppo di italiani che vede i problemi dell’Italia e non è felice di vivere in un paese del quarto mondo.
    Tu pensi che i nostri servizi pubblici siano fantastici ? Bravo, goditeli. Mentre io sarò a curarmi all’estero, tu sperimenta pure la bontà degli amministratori locali italiani. Che Dio ti salvi.

  • 65
    Max -

    Vorrei precisare a Trader che il problema non è licenziare i dipendenti pubblici, ma renderli licenziabili o comunque, in qualche modo, sanzionabili là ove non svolgano il proprio lavoro con la necessaria diligenza. Effettivamente gli impiegati statali hanno, o si ha l’impressione che abbiano, una certa quota di intoccabilità, per cui possono restare assenti in modo ingiustificato o svolgere il proprio lavoro in modo negligente senza pagare per questo alcuna conseguenza. Questa è una cosa che va sicuramente sistemata perché, così come l’impiegato privato negligente ruba i soldi dell’imprenditore che lo paga, il dipendente pubblico inadempiente ruba i soldi della collettività, che lo paga proprio affinché svolga quella funzione che è chiamato a esercitare. Per cui secondo me: no alla demonizzazione dei dipendenti pubblici bout-court, sì a un maggiore controllo sul loro operato, fatte salve le necessarie garanzie di equità, imparzialità e non arbitrarietà della sanzione.

  • 66
    Max -

    Credo, peraltro, che occorra un’assai maggiore educazione etica delle persone, che aiuti a comprendere che certi comportamenti disonesti non si mettono in atto perché certe cose, puramente e semplicemente, non è giusto farle. In Italia vige una generale temperie culturale in base a cui la furbizia sarebbe una virtù e chi si comporta male, se la fa franca è visto quasi con un alone di rispetto e di ammirazione. Per contro, si ritiene che per spingere le persone a comportarsi bene occorra farle vivere sotto la costante minaccia del licenziamento o di una qualsiasi forma di punizione. Questo elemento è anche giusto, ci vuole, però non dovrebbe, io credo, essere l’unico fattore in gioco. Se non crediamo che sia necessaria anche una educazione etico-morale delle persone, rischiamo di trovarci in un mondo in cui vince il più forte e il più furbo, poiché ogni regola o ogni tentativo di restrizione potrà essere eluso e aggirato da chi avrà la spregiudicatezza e i mezzi per farlo.

  • 67
    maria grazia -

    Stavolta mi trovo d’accordo con Itto. Non si capisce a che pro dobbiamo pagare tante tasse se il servizio pubblico è inefficiente a tutti i livelli. L’ istruzione poi non ne parliamo.. trovatemi una scuola che sia una che davvero ti prepara alla vita lavorativa e alla vita adulta in generale! Solo “insegnanti” che vivono in una bolla, non hanno competenze vere e sono del tutto disconnessi dalla realtà.

    Per quanto riguarda le forze di Polizia, hanno un margine di azione molto limitato ( non so per via delle nostre leggi o per indolenza loro ). Fatto sta che non vogliono/possono intervenire quando veramente serve. Pensiamo ad esempio ai tanti casi di stalking condominiale.

    In ultimo, sentirsi dire che non hai voglia di lavorare solo perché non accetti paghe da 500 euro al mese per 12 ore lavorative sei giorni su sette è indegno e vergognoso per qualsiasi paese che si definisce “civile”. Lo schiavismo è finito da secoli se qualcuno non se ne fosse accorto..

  • 68
    maria grazia -

    .. ora ci sarà il solito genio che dirà che quando trovi solo proposte del genere è perché non hai capacità. Nossignori non è il mio caso. Proprio perché il mio lavoro ha un VALORE non accetto di fare la schiava. In questo periodo ho accettato DOPO ANNI un lavoro alle dipendenze, ma solo e unicamente perché lo stipendio e le condizioni sono decenti.

  • 69
    Golem -

    Cari tutti, il VERO problema degli enti pubblici italiani è la CLASSE DIRIGENTE, che viene scelta per cooptazione, e non per qualità professionali o meritocrazia, cooptazione che serve a mantenere flussi di “do ut des” con la politica.
    È naturale che se la principale qualità di quella categoria è quella di alimentare quel “flusso”, difficile pensare che “l’alimentatore” abbia spessori umani, dignità e autorevolezza all’altezza del ruolo ufficiale che ricopre, con tutto quello che queste caratteristiche comportano in termini di efficienza.
    Parliamoci chiaro, quando mi laureai, nel ’97, il presidente dell’epoca, che comunque mi stimava per le oggettive constatazioni della qualità del mio lavoro comunicate dai vari sindaci, mi offrì una carriera prestigiosa, ma aggiunse che la condizione era subordinata all’applicazione della formuletta magica citata in precedenza. Lo ringraziai lusingato, dicendogli che ci avrei pensato e non se ne fece più niente.
    Non mi sono mai pentito della scelta, e rimasi libero e bastardo come sempre, e come lo sono tuttora.

  • 70
    Max -

    E va bene, d’accordo, chi può negarlo? L’Italia è un Paese in forte sofferenza e in grave difficoltà, nel quale l’inefficienza e la pessima organizzazione, unite a una gestione politica di estrema corruzione stanno determinando un declino e una degenerazione assai preoccupanti. Ma è comunque il Paese nel quale siamo cresciuti, nel quale abbiamo i nostri legami, i nostri familiari, nella cui cultura ancora ci riconosciamo. Io non ho bisogno di lezioni di cosmopolitismo da nessuno, perché sono di origini alto-atesine per cui conosco piuttosto bene il tedesco e sono stato in più occasioni in Austria. E sono stato per lunghi periodi in Inghilterra, dove mi son trovato benissimo. Ma per ragioni su cui qui non mi soffermo, ho avuto maggiori necessità di stare in Italia piuttosto che altrove e, pur con i limiti che tutti conosciamo, me la son cavata passabilmente. E soprattutto, per bene che mi trovassi negli altri posti in cui son stato, riaccostarmi all’Italia, pur con i suoi difetti,

  • 71
    Max -

    Ebbene, ritrovare suoni, sapori e atmosfere conosciuti non mi dispiaceva. E nel mio piccolo, ho cercato di aiutare a far funzionare le cose che mi stavano attorno, come potevo. Peraltro, anche nel tanto decantato estero ho riscontrato disfunzioni, carenze, situazioni che non andavano come mi aspettavo, quindi la perfezione non esiste da nessuna parte. Ovviamente provo profondo rispetto per chi ha avuto la possibilità di fare carriera e ottenere soddisfazioni all’estero: Ana e Itto ne sono due brillanti esempi. Ma smettiamola con questa mania snobistica di affermare che l’Italia è un Paese di merda e che solo all’estero si può vivere. E smettiamola di considerare persone capaci, qualificate e con le palle sono coloro che se ne vanno. È vero, ho conosciuto persone che avevano le capacità e che si sono affermate, ma buona parte di coloro che se ne sono andati semplicemente in cerca di futuro, all’estero han fatto poco più che i lavapiatti e son tornati qui con la coda fra le gambe.

  • 72
    CLAUDIO -

    E con l’ultimo e più che pertinente pensiero di maria grazia si può dire di aver chiuso il cerchio,sulle note dell’apposito motivetto ad-hoc per questa discussione :SEVERI,MA GIUSTI!!
    (e non sto facendo spocchiose ironie,solo rimarcare indiscutibili dati di fatto).

  • 73
    Trader -

    Itto, se non hai tempo per dimostrare le tue affermazioni, non puoi liquidarmi dicendo che dico ca..te. Troppo comodo. Allora tutti diciamo:”Non ho tempo di argomentare, ma ho ragione io”. Sei tu che insisti e se insisti devi argomentare. Hai trovato il tempo per scrivere vaghezze sugli ultimi due commenti.
    Non ho MAI detto che i servizi pubblici italiani siano fantastici o che l’Italia sia il giardino dell’Eden. Mettere in bocca parole che l’interlocutore non ha mai detto è un’altra tecnica applicata da chi ha torto. Non sei un analfabeta funzionale, leggi bene i miei commenti. Non passiamo da un estremo all’altro, non è per forza o tutto brutto o tutto bello.
    Si, io ho espresso la mia idea e tu la tua, la tua prospettiva. Tu hai sfiducia nell’Italia, consigli di cercare donne in UA; io ti dico che i miei ex compagni di scuola oggi sono tutti ingegneri e tecnici ben piazzati in Italia e hanno donne italiane. Non abbiamo avuto bisogno di scappare all’estero, nemmeno per…

  • 74
    Trader -

    trombare. È vero, molti servizi lasciano a desiderare. La sanità non è un idillio. Ma credi che all’estero sia il paradiso?
    Se critichi il paese, allora non critichi il servizio pubblico di per sé, che esiste anche negli altri stati, ma il sistema di questo paese, la mentalità truffaldina, ecc. È la stessa cosa che ho evidenziato io.
    Max, i dipendenti statali che non fanno il loro dovere sono più sanzionabili dei privati. Ci sono reati, cosiddetti “propri”, che sanzionano solo il dipendente statale, ma non il privato, per esempio l’abbandono di posto di servizio e l’omissione di atti d’ufficio. Il problema è quando il dirigente dell’ufficio pubblico non controlla i suoi dipendenti e allora ecco i furbetti del cartellino. Ma situazioni simili accadono anche nelle grandi aziende private: dipendenti fannulloni, operai che rubano gli attrezzi dalla fabbrica, ecc.

    Prossime ore rispondo anche a te, MG.

  • 75
    white knight -

    @ Maria Grazia nr. 67+68: grazie di aver riportato la discussione on topic.
    Infatti mi piacerebbe approfondire il fenomeno del presunto “schiavismo moderno”.
    Una domandina sorge spontanea: ma dove c.... vivete?
    Sì, non vorrei passare per il “solito genio” che hai preventivamente denunciato e che colpevolizza le (presunte) vittime di un’ingiustizia. Però sinceramente non vedo tutto questo schiavismo in giro. Le situazioni lavorative che ho sperimentato (e anche quelle che non ho sperimentato ma per le quali ho ricevuto offerte o per le quali mi ero candidato) sono state variegate, alcune molto, altre poco soddisfacenti. Ma nessuna l’avrei definita “schiavismo”/”sfruttamento”. E così anche molti miei amici e conoscenti. Anche perchè nella zona dove vivo non è che i controlli manchino.
    Poi per carità, qualche “furbo” e qualche “criminale” lo trovi sempre (che tiene la gente in nero, sottopagata, ecc.). Però ecco, remare su una galea turca è molto diverso!

  • 76
    maria grazia -

    Golem io invece a suo tempo avrei potuto entrare tranquillamente nel PD, oppure in Destra Nazionale e persino, udite udite, nella massoneria, perché all’ epoca ero nella cerchia di amicizie strette di uno che ne faceva parte.
    Tutte proposte a cui decisi di non aderire.

    L’ ultima offerta di entrare in un partito mi è stata fatta in periodo restrizioni covid, quando partecipando a una manifestazione insieme ad altri dissidenti feci pubblicamente un discorso molto concitato.

    Anche in questo caso decisi però di rimanere una tigre sciolta.

    Per quanto riguarda il lavoro, non mi hanno MAI licenziato. Me ne sono sempre andata io quando la situazione non mi soddisfaceva o non mi dava sbocchi.

    Insomma, non è che occorra una laurea ad onoris per farsi strada in certi ambienti.

    Ma la mia attitudine ( tanto bella quanto dannata ) mi ha fatto preferire una vita selvaggia e non convenzionale anche se sicuramente più complicata.

  • 77
    Trader -

    MG.
    I fenomeni del mercato del lavoro non si muovono in base a principi morali. Crediamo che se mi sono impegnato a studiare, ad imparare un mestiere, mi merito di trovare facilmente lavoro ben retribuito, al contrario dovrò accontentarmi di un lavoro brutto e sottopagato. Non funziona così. Se hai passato anni ad imparare l’Odissea in lingua originale a memoria, complimenti, hai fatto un’impresa, ma non puoi pretendere che qualcuno ti paghi per sentirti recitare il poema. Non te lo richiede nessuno, quindi non hai uno sbocco lavorativo per questa tua abilità. Per contro, la prostituzione non richiede particolari abilità, ma è strapagata. Non è una questione di essere capaci di fare qualcosa, ma di essere capaci di fare qualcosa che viene richiesto dagli altri. Come dicevo, alla Manpower nessuna richiesta per una posizione da filosofo.

    MG, l’inerzia delle istituzioni è un problema di leggi.

  • 78
    Suzanne -

    Bé se ci si aspetta che un insegnante parli di microchip iniettati col vaccino, complotti mondiali, Terra piatta, ehhhh capisco che si possa rimanere delusi. Del resto a questi livelli di alienazione credo che neppure l’università più prestigiosa del mondo potrebbe essere efficace.
    Max, in altra occasione avevo scritto praticamente le tue stesse riflessioni. Sono estremamente dura verso i dipendenti pubblici incompetenti o che vivacchiano (e ce ne sono parecchi), proprio perché so quanto invece sia fondamentale una formazione adeguata ma, ancor di piú, la voglia di far bene il proprio mestiere anche e soprattutto quando non esistono sanzioni. È questione di coscienza civica e di amor proprio; io non riuscirei mai per carattere a lavorare solo per lo stipendio. Le gratificazioni provengono dalla consapevolezza propria e altrui di essere persone competenti e capaci.

  • 79
    Golem -

    MG, io sono un “bandito” nato, figurati se mi faccio fregare da un ricatto come quello. Sì, avrei scalato i vertici dirigenziali, ma sarei stato appunto ricattabile in ogni momento, e con il rischio continuo che corrono tutti quelli che prendono tangenti e le distribuiscono. Come accadde ad un collega che chiamavo il “maggiordomo” per il suo sussiego verso i “superiori”, ma che presero con le mani nel sacco, anzi, nella valigetta. E come dissi al boss, sorpreso che un impiegato “così” modello fosse corrotto, sono sempre i “maggiordomi” i colpevoli.
    Niente da fare, anche perchè mi trovavo lavori extra anche prima della laurea, che mi hanno più che soddisfatto. Nel ’90, quando si prendeva un milione di lire al mese, ebbi un colpo di fortuna con dei lavori catastali che mi fecero guadagnare 66 milioni di lire. Ma in un solo mese! Tanto che con gli altri risparmi li usai per comprare cash la casa che occupo.
    Se servono soldi so come trovarli, ma non vivo per accumularli e diventare un giorno il più ricco del cimitero. Me la godo.
    Esempio? A fine mese Mar Rosso. Massì.

  • 80
    Trader -

    “Sono estremamente dura verso i dipendenti pubblici incompetenti o che vivacchiano”

    Streghetta, sei dura nei confronti del fannullone solo se è statale o anche se lavora per un’impresa privata? Questa brunettiana caccia allo statale come se fosse il male dell’Italia è ingiustificata. Un fannullone è dannoso per qualunque azienda, pubblica o privata che sia.

    “..non riuscirei mai per carattere a lavorare solo per lo stipendio..”

    Stai dicendo che non faresti un lavoro che non ti piace, piuttosto faresti la fame? Nella vita non si può fare solo ciò che piace. Forse dici così perché stai bene. Sei consapevole di essere una privilegiata? Guadagni circa quaranta Euro netti all’ora contro gli otto di un manovale. Va bene che noi lavoratori onesti, a cui piace il lavoro che ci siamo scelti, ci impegniamo con passione e dedizione, ma teniamo presente che nessuno lavora per la gloria. Per carità, è giusto. Al supermercato non possiamo pagare la spesa con le gratificazioni.

  • 81
    Trader -

    MG:” io invece a suo tempo avrei potuto entrare tranquillamente nel PD, oppure in Destra Nazionale”
    Anch’io conosco un incapace totale che è diventato un politico di un certo livello.

    MG:”…feci pubblicamente un discorso molto concitato.”

    E poi ti hanno portato via con la camicia di forza?
    Dai, scherzo.
    Comunque su questo ha ragione streghetta. Ci manca solo che un insegnante parli di microchip nel vaccino e abbiamo toccato il fondo.

  • 82
    maria grazia -

    White, stiamo parlando del nord Italia ( grandi città comprese ) non di qualche angolo sperduto dimenticato da Dio. Eppure, non sai a quante volte ho assistito a certe situazioni in tanti anni, cose che neanche il quarto mondo. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare questi “datori di lavoro” trovavano quasi sempre del personale, anche magari solo per un breve periodo, perché in giro c’era molta disperazione evidentemente. Ora le cose tra i giovani stanno un po’ cambiando rispetto alla mia generazione ( e direi per fortuna ) vuoi perché molti fanno soldi su internet vuoi perché altri emigrano all’ estero. Noi invece eravamo stupidamente patriottici.

    Trader, non devo star qui a presentare il mio curriculum ma comunque ho esperienze e competenze facilmente spendibili sul mercato, non è questo il punto. Ti ricordo poi che anche la filosofia offre delle possibilità di carriera, ad esempio nel giornalismo, nelle pubbliche relazioni, nell’insegnamento, nell’ intrattenimento..

  • 83
    maria grazia -

    ..solo per citarne alcune.

    Suzanne no, non mi aspetto tutto ciò ( sarebbe troppa grazia ). Ma mi aspetto perlomeno che un’ insegnante di oggi sia aggiornato su ciò che realmente richiedono le aziende, sulle nuove tecnologie, sulla psicologia ( materia fondamentale quanto sottovalutata ), sulle dinamiche sociologiche e geopolitiche.

    E poi… Basta con questa aria da sinistrorsi depressi intellettualoidi che hanno tutti, in stile Rosy Bindi o Nanni Moretti, e che ha rotto le balle.

    In cattedra al giorno d’oggi servirebbe molto di più un Gordon Gekko reduce dal carcere ed esperto del mercato. E della vita.

  • 84
    maria grazia -

    Io infatti Golem vedo che i lecchini, i servitori e i conformisti poi fanno sempre una brutta fine, anche se lì per lì la loro scelta sembra la più conveniente.

    Nella vita voglio spuntarla per i miei meriti, se non ci riuscirò pazienza, significa che non ero all’altezza o che doveva andare così, ma almeno ci avrò provato e comunque preferisco vivere da “renegade” piuttosto che ritrovarmi la lingua più ruvida di quella di un gatto per tutti i c..li che ho dovuto leccare.

    Mar Rosso? Beato te! Beh allora buon viaggio.

  • 85
    Suzanne -

    Mah, depressi sono forse piú quelli che si chiudono in casa vedendo complotti e apocalissi in ogni pertugio del mondo. Io in casa non ci sono stata manco durante il lockdown, anzi, mi sono fatta una stagione sciistica tra le piú favolose, e non temo di viaggiare oltreoceno per cadere nel vuoto dopo le Colonne d’Ercole della Terra piatta… Inoltre non passo tutto il tempo a lamentarmi e piagnucolare su quanto faccia schifo l’Italia senza conoscere manco lontanamente cosa succede dietro l’uscio di casa. Damose na sveglia e rimbocchiamoci le maniche; sempre troppo comodo addossare tutte le colpe ai politici, alle multinazionale ecc… Iniziamo a cambiare la nostra testolina e a renderci parte attiva di un mondo che io vedo ancora bellissimo (se si escludono certi umanoidi 😅).

  • 86
    white knight -

    MG nr. 82: come dicevo qualche furbo lo trovi sempre in giro, e alcuni settori sembrano più soggetti di altri alla scarsa/inesistente cura delle risorse umane.
    Tuttavia, se ti può parzialmente consolare, quel genere di “aziende” resteranno ben presto a secco di personale qualificato, con le disastrose conseguenze in termini di performance e produttività.
    Quindi esse stesse pagheranno per le proprie miopi politiche del lavoro.
    E grazie a cosa? Grazie al meccanismo del MERCATO, dove i dipendenti non allettati da condizioni di lavoro pessime si rivolgeranno altrove.
    Attenzione però a non esagerare, perchè se da un lato è positivo introdurre una mentalità welfarista in azienda, dall’altro di troppo welfare (così come di troppi diritti) si muore. Si rischia di ricadere poi nella “bambinizzazione” delle organizzazioni, dove anche un semplice rimprovero viene preso come un’umiliazione. O dove un mancato riconoscimento viene vissuto come un trauma psicologico. Nr.83:concordo al 100%!

  • 87
    Trader -

    MG, non ho dubitato che tu avessi capacità lavorative richieste dal mercato. Se ho ben capito, lavori con l’informatica, che è un settore che offre sempre occupazione.

    “la filosofia offre delle possibilità di carriera, ad esempio nel giornalismo, nelle pubbliche relazioni, nell’insegnamento, nell’intrattenimento”

    Intrattenimento? Si, come animatore nei centri estivi. MG, il problema è che ci sono troppi laureati in queste discipline rispetto ai lavori disponibili. Quanti dei tanti laureati in filosofia o lettere fanno un lavoro per ciò che hanno studiato? Una mia amica che fece lettere lavora alle risorse umane di un’azienda. Bastava il diploma delle superiori. Come disse una comica in un cabaret, non scegli di lavorare all’ufficio delle risorse umane, è quell’ufficio a sceglierti: da bambino nessuno sogna di gestire le ferie dei colleghi da grande. Competenze richieste all’ufficio delle risorse umane: sapere fare le somme con excel e concludere le mail.
    Un’altra mia…

  • 88
    Trader -

    amica laureata in scienze della comunicazione ha provato con un’emittente locale, le facevano inserire i titoli di coda.
    Anche in quel caso, dubito che serva una scienziata della comunicazione per quella mansione.
    Lo dico con rispetto per quelle materie.

    Golem: “Se servono soldi so come trovarli, ma non vivo per accumularli e diventare un giorno il più ricco del cimitero.”

    Ho sempre detto che non ambisco a diventare il più ricco del cimitero. Ma mi interessa poco spenderli per me. Preferisco fare opere di bene. Faccio generose offerte ai poveri. Vi avevo già raccontato di quella volta che nel negozio di animali nel periodo di Natale una tizia mi chiese se volevo comprare qualche scatoletta per il gattile. Presi frettolosamente pacchi su pacchi di scatolette, senza curarmi della spesa, ho speso quaranta o cinquanta Euro, non mi ricordo e non mi interessa. Mi congedai dalla signora dicendole:”Scappo, ho fretta. I soldi non sono importanti, è il tempo il bene più prezioso, che non ritorna”. Dobbiamo impiegare il tempo per fare opere di bene.

  • 89
    Golem -

    Mah, MG, non è proprio così che vanno le cose, i leccapiedi sono apprezzati da ex leccaculi che hanno fatto “carriera”, che li scelgono proprio per la loro attitudine a “vendersi”. Tutta la classe dirigente italiana, dal Fascismo in poi, è stata selezionata più sul “fidelismo” che non sulle reali capacità. Per un certo potere è più utile mantenere lo status quo che rischiarlo con un “cane sciolto”, che però potrebbe apportare idee che migliorano l’insieme, ma nel contempo mettere in discussione il vecchio potere e i suoi “detentori”. Io ricevevo encomi dai vari comuni che non mi mostravano, e durante una sessione psicoattitudinale arrivai primo su 450. Primo! Congratulazioni dal mio boss, ma nessun esito. “Come mai, ingegnere? Primo ma niente di più”; “Bè, sa, Golem, quelle sono indicazioni, poi le scelte politiche usano altri parametri.” Così vanno le cose.
    Detto ciò, cambiati i vertici anni dopo, nel 2008, dò le dimissioni, e il nuovo presidente mi chiede di restare per altri tre anni offrendomi un aumento che non potei “rriffiutare”.
    Tutto torna.

  • 90
    Golem -

    Trad, io sono un benefattore involontario. Nel senso che malgrado le apparenze tendo a dare fiducia a chi vedo in difficoltà, ma…
    Anni fa affittai un bilocale a Milano a prezzi di mercato. 700 euro spese comprese. Dopo un anno l’affittuario mi chiede di abbassarlo a 500, sempre spese comprese; ok, c’era la crisi Lehman Brothers, capisco. Non è bastato, e così altre difficoltà a farsi pagare, sino a non pagare più per due anni, più due di avvocato per riavere i locali liberi. Immagina quanto mi è costato quell’atto di umanità tra spese, mancati introiti e spese per la “bonifica”. Lezione appresa. Adesso è affittato per permanenze brevi con pagamento anticipato.
    Tuttavia la natura non cambia. Ieri ho regalato la mia Megane, fuorilegge (come me) a Milano, ad un associazione speleologica del mio paese, che la userà come mezzo di soccorso, visto che il loro furgone ha 25 anni. Ma è più per evitare lo spreco consumistico di buttare un auto ben funzionante che altro.
    A me non interessa essere ringraziato, ma odio essere preso in giro. Se succede mi adeguo.

  • 91
    Trader -

    “Io in casa non ci sono stata manco durante il lockdown, anzi, mi sono fatta una stagione sciistica tra le piú favolose”

    Streghetta, sono 400 Euro di sanzione, se paghi entro cinque giorni 280.
    Si, adesso mi dirai che era concesso uscire per l’attività fisica, ma ti sanzioneremo lo stesso. Tu andavi a cazzeggiare con la tuta da sci, ammettilo! Scherzi a parte, facile così, eh? Scuola chiusa, tre orette di videolezione e via a sciare! E poi te la prendi con gli impiegati statali (ma solo quelli statali, non con i fannulloni dell’impresa privata).
    Per il resto, hai perfettamente ragione. La gente è preoccupata del microchip nel vaccino e continua a lamentarsi del green pass che non esiste più. Però nessuno si preoccupa che siamo sull’orlo della terza guerra mondiale.

    Tornando al discorso, tutti i miei ex compagni di classe delle superiori lavorano come tecnici o ingegneri. si, in Italia! Io ho preso un’altra strada, ma ho avuto successo anch’io. Fare il trader mi piace.

  • 92
    maria grazia -

    Mia cara, è da mo’ che mi sono svegliata. Per l’esattezza da quando a 23 anni decisi di andare via di casa per vivere da sola. Da allora avro’ traslocato almeno una decina di volte. Nel mentre lavoravo, e quando non lavoravo continuavo a studiare e a formarmi, in particolare nell’ informatica. Al punto che due anni fa riuscii a hackerare la blockchain. Avrei potuto facilmente sottrarre dei bitcoin ma non lo feci. Decisi invece di sfruttare le mie conoscenze al servizio di chi cerca una protezione antivirus e per creare nuove app destinate a Google pay.

    Che poi.. come se uno prima di andare all’ estero non cercasse di analizzare quel territorio valutando tutti i pro e i contro e cercando di capire se fa per sé stessi. Qui non stai parlando con bambini scemi o con i tuoi alunni.

    Per quanto riguarda il periodo restrizioni, anche qui caschi male, perché io fui tra quelli che durante il primo lockdown uscirono lo stesso e mi beccai la famosa multa da 400 euro, che io considero…

  • 93
    maria grazia -

    Mi.. una medaglia al valore e glielo dissi pure ai vigili che mi fermarono.

    White, l’Italia ormai altro non è che una brutta copia degli USA(e getta). Qui non avremo mai problemi di welfare eccessivo. Semmai il contrario.
    Nelle aziende private si ha il timore di essere licenziati in qualunque momento, altro che fare i bambinoni viziati che tutto pretendono.

    Questo però ci porta anche ad essere molto più ingegnosi e produttivi dei nostri più fortunati e tutelati colleghi del Nord Europa.

    Trader, intrattenimento può essere ad es. anche lo speaker radiofonico o l’opinionista televisivo pagato dal programma. Molti scrittori famosi sono filosofi. Certo, bisogna anche sapersi promuovere.

    Il bene si fa ma non si dice.

  • 94
    white knight -

    MG nr. 93: perdonami ma non sono d’accordo.
    In primis proprio in questi ultimi due-tre anni si sta verificando il fenomeno della “Great Resignation”, partito proprio dagli USA e poi approdato anche qui in Europa. Segno che in realtà non c’è tutta questa “fame di lavoro”, quanto una “fame di condizioni migliori” (in alcuni casi legittima, in altri capricciosa).
    Inoltre, il fatto che la Great Resignation riguardi tutti i paesi (non solo l’Italia, ma anche il resto d’Europa e gli USA per esempio) significa che il disagio provato dai lavoratori non deriva solo dalla mentalità imprenditoriale del singolo paese, quanto da un disagio generalizzato a livello mondiale, probabilmente catalizzato dai social e dal mondo virtuale.
    Infine per quanto riguarda il discorso su “ingegno e produttività italiane”: W le imprese italiane tutta la vita! Però la stantia e trita retorica manifatturiera italica da boom economico (nel 2023) no ti prego!!!!! E’ roba d’epoca ormai!
    😉

  • 95
    Trader -

    MG “Molti scrittori famosi sono filosofi.”

    Ovvio che molti scrittori sono laureati, ma della massa di laureati in filosofia diventano scrittori? Ben pochi. Sono di più quelli che vanno a fare gli impiegati frustrati. Il mio vecchio conoscente Pierluigi Straneo è laureato in filosofia e fa lo scrittore di successo. Suzanne non lo conosce, eppure è di Alessandria, della sua stessa regione.

    “io fui tra quelli che durante il primo lockdown uscirono lo stesso e mi beccai la famosa multa…”

    Mi ricordo che lo avevi raccontato. Ti hanno fermata mentre giravi in bicicletta.

  • 96
    maria grazia -

    White e ti credo che la gente ormai è “rassegnata”! Si è giustamente rotta le palle di sgobbare una vita per non arrivare mai a niente. Ormai il neoliberismo selvaggio ha messo le sue radici ovunque con i risultati che tutti possiamo osservare. Fare un passo indietro e garantire ai lavoratori condizioni dignitose va a vantaggio di tutti e non solo del diretto interessato.

    No, non mi riferivo al mito ormai lontano del boom economico, ma alla capacità degli italiani di essere creativi, di reinventarsi, di essere particolarmente resilienti, proprio per via delle condizioni sfavorevoli in cui si è trovato il nostro paese rispetto al resto del mondo occidentale.

  • 97
    maria grazia -

    Trader, quasi nessuno finisce a fare il lavoro per cui aveva studiato. È la norma.

    Ma è sbagliato dire che le materie umanistiche non servono assolutamente a niente. La nostra società è fatta anche di arte, di spettacolo, di letteratura e di cultura e non solo di bulloni avvitati e di produzione industriale.

  • 98
    Trader -

    “Trader, quasi nessuno finisce a fare il lavoro per cui aveva studiato. È la norma”

    No, come ho già detto e ripetuto, la maggior parte dei miei ex compagni di scuola sono tecnici o ingegneri. Io ho fatto economia e ora sono un trader di successo. I laureati in medicina diventano medici. Invece i laureati in filosofia, lettere devono trovare un ripiego lavorando all’ufficio delle risorse umane di qualche azienda.
    Dipende da cosa si è studiato. Le “lauree in disoccupazione” non sono solo quelle umanistiche, ma anche scienze della comunicazione, dell’educazione, ecc.

    “è sbagliato dire che le materie umanistiche non servono assolutamente a niente”
    Nessuno lo ha detto. Come ho già detto e ripetuto, la cultura è importante, ma in questo thread si parla di lavoro, di spendibilità degli studi fatti. In questo senso le materie umanistiche, e non solo quelle, sono inutili. Ripeto ciò che mi disse un mio compagno di classe, ora direttore di due reattori di una centrale nucleare…

  • 99
    Trader -

    in SK, vedendomi studiare latino: “Tutte cose belle, ma non si può fare tutto e nella vita l’importante è non morire di fame (trovare lavoro)”.

    “due anni fa riuscii a hackerare la blockchain. Avrei potuto facilmente sottrarre dei bitcoin ma non lo feci”
    Per forza, se rubavi ti denunciavano.
    Sarai mica Jack Teixeira, l’hacker che ha violato il Pentagono rivelando documenti classificati sulla guerra?
    A proposito, sapete che anch’io trattavo documenti classificati del Ministero dell’Interno?
    Riguardo alla sanzione Covid-19, non potevi dirgli che facevi attività fisica, visto che eri in bici?
    Commenti chat 17335-36: hai visto che avevo ragione io?
    Aspetto le tue scuse per le cattiverie passate.

    Golem, sono contento che hai la cultura del riciclo.
    L’investimento immobiliare ha un profilo rischio/rendimento paragonabile alle obbligazioni societarie. Anche a me sono successe le stesse situazioni con le obbligazioni di aziende insolventi
    -segue-

  • 100
    white knight -

    MG 96: scusa ma ancora non sono d’accordo. Concilio sul fatto che esistano realtà illegali dove i diritti dei lavoratori non vengono rispettati. Ma non si può nemmeno dire che viviamo al tempo dei faraoni… spesso il “non approdare a niente” che tu denunci potrebbe essere più il frutto delle aspettative eccessive disattese dei singoli (alimentare dai social) che dalle (presunte) pessime condizioni lavorative. Eddai tutti i polli in fila al centro commerciale ogni week end o al check in in aeroporto ad agosto mica son tutti ricconi! Oramai anche il lavoratore più umile non difetta di smartphone, compact suv, cenetta di sushi e vacanzetta ai tropici! E poi ripeto, ben venga il welfare aziendale, si può e si deve sempre migliorare, ma non si può pretendere che in un paese di snc ed srl con in media meno di 10 dipendenti si possa applicare la “Google culture”.

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