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Basta piagnistei! Il lavoro non è un diritto, è un mercato!

di white knight

Questo vale per i dipendenti che lamentano sempre di non veder adeguatamente riconosciuta la propria professionalità dai datori di lavoro.
Vale anche per i disoccupati che nessuno vuole perchè troppo poco (o, paradossalmente, troppo) skillati.
E vale anche per i datori di lavoro che lamentano di non trovare gente cha abbia voglia di lavorare.
Chiunque sano di mente in questo mondo cercherà sempre la via più breve e facile per arricchirsi col minimo sforzo. Non è un reato. E non è un reato cercare migliori condizioni di vita/impiego (dalla parte del dipendente) e/o cercare di aumentare la produttività della propria azienda senza troppi sbatti (dalla parte degli imprenditori).
Smettiamola con la retorica vittimistico-sindacalista dei primi e/o con quella martirizzante-stakanovista dei secondi!
Nessuno vuole smazzarsi per la gloria, men che meno per quella degli altri.
C’è una domanda. C’è un’offerta. E c’è un prezzo, dove tendenzialmente esse si incontrano. Nel tempo quel prezzo si modifica, ora a favore di una parte, ora dell’altra, poichè entrambe si modificano a loro volta.
Tutto qua.

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Categorie: - Lavoro

173 commenti

Pagine: 1 2 3 4

  • 1
    Luca -

    Lo stipendio minimo deve salire e adeguarsi al resto d Europa benestante e cara. Io pago 480 euro si affitto per una stanza e prendo 1050

  • 2
    white knight -

    Caro Luca, mi spiace molto per la tua situazione difficile.
    1050 Euro al mese sono senz’altro pochi (pochissimi).
    Però bisognerebbe vedere anche che lavoro fai, con che ruolo/mansione, quante ore al giorno/settimana…
    Lo stipendio minimo deve salire, adeguarsi al resto d’Europa? Personalmente sono favorevole. Però non si può soltanto “chiedere” alle aziende, bisogna anche “dare”: si potrebbe per esempio abbassare le tasse, o rendere più facile il licenziamento (della serie: ti gratifico di più a livello personale ma mi costi meno in termini di tasse e se non vai bene posso licenziarti senza passare per avvocati&sindacati).
    Infatti un’altra cosa che non capisco e che non trovo giusta è il fatto che il dipendente può recedere dal contratto con l’azienda quando vuole, l’azienda invece no. Retaggio di una mentalità sindacalista che fa male al sistema economico.
    Se sei in gamba e mi rendi di certo non andrò a licenziarti, giusto?

  • 3
    Trader -

    White knight, ho sempre detto che il lavoro non è un diritto. È sacro, bisogna incentivare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, ma non spetta di diritto. Se non so fare niente non è colpa di nessuno se nessuno mi offre un posto di lavoro. O, meglio, se non so fare niente di utile, niente di ciò che richiede il mondo lavorativo, non posso pretendere che mi offrano un lavoro. I laureati in lettere, storia, scienze della comunicazione (nobili discipline) si lamentano che non trovano lavoro. In altre parole, si lamentano che l’azienda non richieda una posizione per filosofo.
    Tra l’altro, si confonde l’affermazione “il lavoro è un diritto” con “lo stipendio è un diritto”.
    La politica deve incentivare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro proponendo corsi di studio utili che abbiano uno sbocco lavorativo. È più interessante e facile una lezione di storia che di analisi matematica, ma con la laurea in storia non mangi, mentre con una laurea in ingegneria trovi lavoro

  • 4
    Trader -

    Gli operai che stanno facendo il cappotto alla nostra casa sono quasi tutti di colore o dell’est Europa. Possibile che nessun giovane non abbia voglia di sporcarsi le mani. No, tutti a studiare giurisprudenza, per poi scoprire che se non sei figlio d’arte non riesci ad inserirti nel giro di notai o avvocati.
    Io ho fatto lavori umili e adesso sono un trader di successo. Me lo sono meritato. Guadagnare soldi in borsa, un’attività che la maggior parte delle persone non è in grado di fare perché non ne è capace, però questi incapaci pretendono che gli paghi il caffè, quando sentono i risultati che ottengo operando sui mercati.

  • 5
    Max -

    Knight e Trader, ribadisco concetti che ho espresso in altri miei scritti ma dei quali sono ultraconvinto. Anzitutto la nostra Costituzione dice che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro e che il lavoro è un diritto. Ovviamente questo non comporta che uno debba starsene seduto ad aspettare che qualcuno il lavoro glielo dia, ma è opportuno che tale lavoro si possa trovare e che sia adeguatamente tutelato. Peraltro, lavori che si trovano o non si trovano vogliono dire case che si comprano o non si comprano, matrimoni che si fanno o non si fanno, figli che ci si può permettere, o non permettere di avere, ecc. Un lavoro sul quale si contava e che poi vien meno all’improvviso può mettere in crisi forte la persona interessata e tutti coloro che la circondano. Dietro un lavoro e il relativo stipendio ci sono realtà familiari e umane che possono gioire, soffrire o addirittura soccombere. Infine: non possiamo essere tutti o matematici o muratori.

  • 6
    Max -

    Un laureato, ad esempio, in filosofia non si aspetta che un’azienda lo assuma per fare il filosofo. Ma può trovare lavoro come giornalista, addetto alle pubbliche relazioni o alla corrispondenza. Molti laureati in filosofia si son fatti strada anche nel campo dell’informatica, l’amministratore Marchionne è laureato in filosofia e buona parte di coloro che hanno costituito l’asse della cultura del nostro Paese, giornalisti, attori ecc., son provenuti dagli studi classici. Peraltro, mi piacerebbe tanto sapere come mai molte persone che pur snobbano gli studi umanistici, quando hanno bisogno di scrivere una lettera un po’ delicata chiedono aiuto a me per farlo. E in molte occasioni riesco a stendere in modo decente questa benedetta lettera anche se debbo occuparmi di un settore del quale non so alcunché, a patto che la persona mi aiuti a comprenderne i termini essenziali. Certo, non posso svolgere molte mansioni di tipo pratico, ma il motivo tutti coloro che mi conoscono lo sanno.

  • 7
    Max -

    Ritengo doverosa una piccola precisazione. Rimarcando, nel mio ultimo scritto, il fatto che molti denigratori della formazione umanistica poi mi chiedono, quando ne hanno bisogno, di aiutarli nel redigere una lettera, non intendo dire che chi ha una cultura letteraria è superiore a chi non ce l’ha. Ho anzi sempre nutrito profondo rispetto per la cultura e la professionalità di tutti: dalle più umili alle più elevate. Ma mi infastidiscono coloro che disprezzano chi abbia cultura e che sostengono che chi lavora a una scrivania è un mangia pane a tradimento mentre solo chi è su un’impalcatura lavora per davvero. E voglio semplicemente dire che in questa società c’è bisogno di tutti i tipi di persone e di formazioni. Peraltro, anche nel corpo umano una testa senza braccia e senza gambe si troverebbe impossibilitata a fare alcunché, ma braccia e gambe senza testa o non si muoverebbero, oppure si muoverebbero in modo scomposto e improduttivo.

  • 8
    Suzanne -

    Max, sei il migliore, non c’è partita (nonostante la tua inutile laurea in filosofia 😜). Vorrei un mondo di tanti maxini in cui far crescere mio figlio…

  • 9
    Max -

    Grazie Suzie, sempre un piacere sentirti. Con l’occasione, tanti auguri di buona Pasqua. A te e a tutti gli altri, comunque la pensino su questo o su qualunque altro argomento di cui ci si trovi a discutere. Io contraddico le tesi che non condivido, ma non ho, e non voglio avere, nulla di personale contro nessuno.

  • 10
    Trader -

    Max, forse mi avete frainteso. Condivido il tuo pensiero.
    Premetto che mi hanno sempre appassionato le materie umanistiche a scuola, storia, italiano. all’Università ho cominciato giurisprudenza. Sono laureato e attualmente lavoro dietro ad una scrivania grazie ai miei studi, quindi dovrei essere di parte vostra. Non sto sminuendo le materie umanistiche. Sto dicendo che oggi troppi studenti studiano queste discipline, ma non c’è posto per tutti.
    Un mio compagno di scuola, oggi ingegnere responsabile dell’area elettrica di una fabbrica, le chiamava “lauree in disoccupazione”. Non solo lettere e filosofia, ma anche scienze della comunicazione, dell’educazione e tante altre.
    Le aziende non trovano manodopera, né ingegneri e tecnici, ma siamo pieni di impiegati frustrati con il dottorato che appongono timbri su fogli di carta.
    Benissimo laurearsi per cultura personale in queste discipline. Ma quei percorsi non sono una buona scelta ai fini di uno sbocco professionale.

  • 11
    Trader -

    Non sto dicendo che filosofia faccia schifo, ma è inutile ai fini lavorativi. È un dato di fatto. Un mio compagno di classe, ora direttore di due reattori di una centrale nucleare in Slovacchia, si congratulò vedendomi studiare latino per conto mio. Poi disse che sono tutte belle discipline, ma non si può fare tutto e nella vita l’importante è non morire di fame, cioè prima studiare per fare qualcosa di utile per la società. Certo, il latino avrà contribuito a creare sinapsi che uso per analizzare i mercati finanziari. Si, la cultura è indirettamente utile anche in altri àmbiti.
    Pochi laureati in filosofia diventano scrittori, come il mio conoscente Straneo. La maggioranza finisce a fare concorsi per insegnare nelle scuole. È meglio studiare medicina per salvare vite umane oppure filosofia per fare la maestrina dalla penna rossa su LaD?
    Non possiamo fare tutti gli idraulici, ma nemmeno tutti i filosofi, né tutti i trader. Ma oggi tutti pretendono di fare gli intellettuali.

    Anch’io vorrei un mondo di Maxini, ma non di Suzannine. Sarebbe un horror pieno di streghe!

  • 12
    Golem -

    Ué, a proposito Suzy, congratulazioni per il “criaturo”. Credevo fossi ancora in attesa.
    Comunque di Max ne avrò incontrati una dozzina nella mia lunga vita, di cui due erano il nonno e uno zio materni, uno Serafino, diventato un clochard poi nonna materna e mia mamma, il resto mia moglie e qualche amico. Stop. Gente che è stata ed è un esempio di equilibrio. Basta. Pochi vero? Il resto quasi tutta zavorra.

  • 13
    Max -

    Suzie & Trad, fate i bravi, almeno a Pasqua. Non litigate. E soprattutto, not in my name.

  • 14
    Trader -

    Dal mio discorso sembra che disprezzi le materie umanistiche. Non è così. Non le disprezzo, constato che nella maggioranza dei casi non raggiunge l’obiettivo dello studente, ossia trovare un lavoro per ciò che ha studiato. Inoltre non critico solo lettere e filosofia, ma anche scienze della comunicazione e tutte le altre facoltà inutili. Inoltre sembra che dia importanza solo al lavoro e al successo professionale. Non penso che sia così. Una persona non è solo il lavoro che fa, ma i libri che legge, i film che vede. Ma qua si parla del problema della disoccupazione. Ebbene, abbiamo un problema un mancato incontro tra domanda e offerta di lavoro. Aziende che cercano tecnici, giovani che scelgono altri percorsi di studio. Io ho fiutato la possibilità di guadagnarmi la pagnotta con i mercati finanziari, allora ho studiato economia. Poi ho deciso di arrotondare con un’attività diversa. Ho notato la crescente richiesta di addetti e responsabili alla sicurezza. Ebbene, ho acquisito il

  • 15
    Trader -

    titolo di Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione dopo il corso di formazione. Ebbene, oltre a guadagnare con la mia attività sui mercati finanziari, ora sono pagato anche per svolgere l’incarico di Addetto al Servizio Prevenzione e Protezione di un’azienda di SEICENTO dipendenti. Ho studiato ciò che mi serviva. Se avessi studiato storia sarei finito a fare il commesso. Poi studio e leggo qualunque cosa per diletto, mi piace la storia, vado a teatro. Ad essere sinceri la materia della sicurezza non mi appassiona troppo, è gestita in maniera burocratica. Buona parte di questa professione non consiste nel rendere il lavoro più sicuro, bensì nel pararsi il sedere se succede un incidente, adempiendo a tutte le attività richieste dalla normativa: per esempio non importa che la prova d’evacuazione sia fatta seriamente, l’importante è farla annualmente e redigere il verbale.

    Buona Pasqua anche a te, Max. Buona Pasqua a tutti voi. E auguri alla streghetta anche se rompe las bolas

  • 16
    Suzanne -

    Ehhhh Golem, io apprezzo in Max ciò che non ho, cioè l’equilibrio e la diplomazia. Anzi, piú passano gli anni e piú spigolosa divento. Ma va bene cosí, speriamo solo che il suzannino non abbia il mio caratteraccio altrimenti sono spacciata! Un caro saluto!
    Trader, considero il mio mestiere tra i piú gratificanti e stimolanti al mondo, secondo forse solo al collaudatore di materassi. Ma non pretendo che tu scorga la Bellezza di cui parlo 😝.
    Ah, già, Buona Pasqua!

  • 17
    Golem -

    Non parlarmi di spigoli Suzy, conscio come sono dei miei. Anche tu, ormai mi conosci e sai che preferisco la bruta schiettezza alla mielosa diplomazia double face, che comunque non rientra nelle caratteristiche dello stimato Max, che non mi ha mai lasciato dubbi sulla sua buona fede.
    Comunque ti invidio un po’ per il cucciolo che hai prodotto, perchè vedere crescere quelle piccole vite è un’esperienza impagabile, che forse cibdà il vero sendo della vita. Io vorrei tanto essere nonnizzato, ma non se ne intravede la possibilità. Manco un robottino di terracotta mi fanno, niente niente. Chissà se si possono adottare nipotini?
    Bè tanti auguri di Buona Pasqua a te e al tuo clan, che per contiguità di thread e impossibilità di superare i due interventi per uscita, estendo qui anche a Trad

  • 18
    Itto Ogami -

    Purtroppo l’autore di questa lettera ha dimenticato che lo stato nel quale viviamo considera le TASSE come un DOVERE dei cittadini, da ciò nasce la considerazione dei cittadini che il lavoro è un DIRITTO. E si badi bene che lo stato non applica le tasse sui redditi soltanto, ma applica imposte sui beni di consumo (IVA), sui carburanti (ACCISE) nonché l’imposta sugli immobili (IMU); quest’ultima imposta è come pagare l’aria che si respira, perché si paga un affitto allo stato sui beni che sono stati acquistati in precedenza con stipendi al netto delle imposte. Quindi se la popolazione viene vessata di imposte inique con le quali sta mantenendo migliaia di statali e dipendenti pubblici (il cui prodotto per definizione è zero, perché sono solo un costo per lo stato e non un reddito), allora la popolazione pretende che quando va a lavorare il proprio stipendio non sia da fame (cioè sia come nei paesi civilizzati). Purtroppo questo paese è al di fuori della civiltà.

  • 19
    rossana -

    Itto,
    come sempre, apprezzabile la chiarezza dei tuoi messaggi. Condivisibili o meno, ma sempre interessanti. Raramente ripetitivi o banali.

    Condivido totalmente quanto espresso nel commento 18.

  • 20
    Suzanne -

    Ma stiamo scherzando? Gli statali e dipendenti pubblici sono solo un costo per lo Stato e dobbiamo solo mantenerli? Bene, allora eliminiamo pompieri, poliziotti, carabinieri, medici del sistema sanitario pubblico, infermieri, O.S.S., insegnanti e praticamente tutte quelle categorie che distinguono uno Stato civilizzato da tutti quei Paesi in cui se nasci sotto la stella sbagliata sei spacciato. Ma che mondo volete? Che tristezza mamma mia, io sono sempre piú allibita da certi discorsi. C’è veramente un regresso intellettivo, culturale e umano senza precedenti.
    Golem, onestamente non so che mondo stiamo regalando alle prossime generazioni; io stessa mi sono posta il dubbio se mettere al mondo un suzannino a cui dovrò spiegare tutto ciò che attualmente mi sembra follia pura. Ma forse è sempre stata la preoccupazione di ogni genitore, voler donare al proprio figlio un mondo all’altezza dei propri ideali e sapere di non poterlo fare. Mi auguro solo che possa scorgere un orizzonte luminoso, nonostante tutto.

  • 21
    Max -

    Suzie mi ha preceduto ma appunto avrei voluto chiedere: in che senso i dipendenti statali sono solo un costo per la collettività? Detta così, sembra un’affermazione apodittica e non circostanziata, che vuol dire tutto e il contrario di tutto. Atteso che, come ci ha appena ricordato Suzie, vi sono funzioni fondamentali che solo i dipendenti statali, cioè pagati con risorse della collettività, possono svolgere, qual è il problema reale? Vi sono per caso delle figure professionali che non servono e che invece fruiscono di un pubblico stipendio? E queste figure inutili, quali sono? Oppure anche nelle funzioni indispensabili vi è un sovrannumero di assunti rispetto al bisogno? Anche qui: quali sono le figure sovradimensionate? Oppure ci sono i fannulloni o gli assenteisti, o comunque coloro che disonorano la propria professione? Ebbene ci se la prenda con questi casi singoli e specifici, sanzionandoli come si conviene, ma non si faccia di tutta l’erba un fascio.

  • 22
    Golem -

    Suzie, lasceremo quello che è possibile, che vuoi farci. Si adatteranno o periranno, come si usa dire tra gli evoluzionisti.
    Sotto certi aspetti credo di essere stato più fortunato di mia figlia, avendo vissuto una giovinezza libera in un mondo ancora “naive”, e per altri versi un disgraziato, per ragioni economiche e di estrazione sociale, come la maggior parte dei miei coetanei.
    Se giudico la vita di mia figlia, che a 30 anni ha già casa sua da 10, comprata da noi, ha girato due terzi di mondo, si è laureata senza dover lavorare contemporaneamente, e oggi se n’è andata a Losanna a vedersi un certo museo con una sua amica, ex compagna di studi a Brera, dovrei invidiarla. Ma so che il mio “povero” mondo, e la mia poltrona letto nel tinello, mi hanno comunque dato quello che sono oggi, e di cui sono sufficientemente soddisfatto. Questo perchè ho avuto tutte le condizioni per “desiderare” e trovare in me le capacità per realizzare quei desideri.
    Mia figlia ci è grata di quanto fatto per lei, ma capisce solo ORA la fortuna che ha》

  • 23
    Golem -

    》avuto, perche in fondo non c’è stato modo di fare confronti tra un prima e un dopo, quando io alla sua età erano già 13 anni che ero in pista, e sua madre pure, a Londra a 16 anni, sola e con una borsa di studio per la Royal Academy. Comunque, per me, la genitorialità insieme all’amore per mia moglie è quello che ha dato senso alla vita. Il resto sono soddisfazioni, certo, anche importanti, ma non essenziali. Quindi, come cantava Doris Day “https://youtu.be/xyEaH_sRSRo”.

    Invece, visto che siamo in ambito “ricordi”, vorrei consigliarti un romanzo sorprendente che si intitola “Cronorifugio”, di Georgi Gospodinov, poeta e scrittore bulgaro dalle straordinarie capacità immaginative, che tratta il ruolo e l’importanza della memoria, sia nostra che altrui, nella “definizione” delle nostre vite.
    “Con lui se ne va l’ultima persona che poteva ricordarmi bambino…”, è una frase del romanzo che apre prospettive forse mai immaginate di noi, proiettandoci in una “nostra” dimensione completamente diversa rispetto a un momento prima. Leggi qualche recensione se ti va.

  • 24
    Ana -

    Allora io che devo dire che mi sono state negate molte possibilità di lavoro perché sono Asperger e ADHD? Qui in UK ho avuto anche difficoltà e ho incontrato datori di lavoro pretenziosi, ma almeno ho cercato datori di lavoro meno pretenziosi e mi hanno lasciato lavorare. Ho anche fatto pulizie a casa dei ricchi con mance altissime. In Italia neanche lavori non a contatto con il pubblico perché non sarei stata capace di portare benefit all’azienda. Poi ci sono pregiudizi tossici contro l’Asperger, l’ADHD e la depressione. Li considerano come dei capricci.

  • 25
    Itto Ogami -

    Rispondo ai commenti degli analfabeti funzionali che non sanno leggere quanto ho scritto:

    Che piaccia o non piaccia, tutti i politici, i lavoratori statali, i funzionari pubblici non rappresentano una ENTRATA per le casse dello stato, ma solo una USCITA.

    Lo stipendio dello statale viene dalle casse dello stato, e così pure le tasse che lo statale paga, sono solo un giroconto tra le casse dello stato e le casse dello stato.

    Gli unici che VERSANO LA FRESCA nelle casse dello stato sono i lavoratori privati e le aziende private, perché non prendono i soldi dalle casse dello stato ma ce li mettono.

    Qui non stiamo stabilendo se i servizi pagati dalle casse dello stato sono essenziali o funzionanti, qui stiamo valutando chi paga cosa.

    Ora, veniamo al punto: dato che il popolo lavoratore (privato) deve reperire il grano per pagare ANCHE gli statali, ecco che il popolo lavoratore ha diritto a non accettare stipendi da fame.

  • 26
    Itto Ogami -

    In relazione alla FUNZIONALITA’ degli statali, dei medici, dei servizi di polizia, dei politici, degli organi amministrativi ecc, purtroppo segnalo che le cose non funzionano come dovrebbero.

    – la sanità è diventata uno schifo. Si pagano le tasse ma per avere le visite quasi tutti pagano le visite intramoenia a pagamento.

    – i politici da almeno 40 anni mostrano la totale scarsità dell’impegno nel loro lavoro.

    – i governi locali in parte funzionano e in parte no. Ad ogni modo vengono pesantemente e iniquamente foraggiati dall’IMU (la più scellerata delle imposte)

    – esercito e polizia lamentano di avere scarso personale e mezzi vetusti. Quando c’era il lock down correvano con i droni dietro ai ragazzi in spiaggia; quando c’è la guerra vera (in Ucraina) nessuno è pronto a partire…. e i criminali dilagano per le città… e se chiami gli agenti ci vuole mezz’ora prima che arrivino

    – i dirigenti statali guadagnano tonnellate di soldi, ma i cittadini sono scontenti.

  • 27
    Trader -

    Suzanne: “Trader, considero il mio mestiere tra i piú gratificanti e stimolanti al mondo”

    Beh, l’importante è esserne convinti, streghetta.

    “Ma non pretendo che tu scorga la Bellezza di cui parlo”

    Infatti non è bello ciò che è bello, ma ciò che piace. Il mondo non gira attorno alla filosofia.
    Mi ricordi i tipici studenti di filosofia spocchiosi che si sentivano parte di una élite culturalmente superiore, inaccessibile ai plebei che non sono in grado di capire il loro linguaggio astruso e i loro discorsi.
    Auguri sinceri anche per il nuovo arrivato, streghetta.

    Grazie per gli auguri Golem!
    Rossana, è sempre un piacere sentirti. I miei auguri di buona Pasqua erano rivolti anche a te.

    Gli statali assolvono a servizi fondamentali (difesa, sicurezza, giustizia), più utili di molti lavoratori privati (è un servizio più importante il barista che somministra alcolici o l’ambulanza che interviene per il coma etilico?). È insensato dire che gli statali li paghiamo…

  • 28
    Trader -

    “noi”, visto che anche i privati sono mantenuti dai clienti. Quando facevo il dipendente statale lavoravo sodo.
    “il cui prodotto per definizione è zero, perché sono solo un costo per lo stato e non un reddito”.
    Certo, un ente statale non è un’azienda che produce un utile, ma facciamo delle precisazioni. La spesa pubblica per pagare lo stipendio degli statali compone il PIL come gli altri redditi, quindi vanno ad aumentare il PIL. Invece non compongono il PIL le pensioni (sono spese per trasferimenti), e gli interessi dei titoli di stato.
    Sono ingiuste le patrimoniali, come IMU, bolli e soprattutto la mostruosa imposta sugli strumenti finanziari detenuti. Sai che botte mi arrivano ogni anno! Si paga lo 0,2% del valore della giacenza media, quindi se l’altro anno il prezzo dei tuoi titoli era alto, paghi una cifra alta. Se quest’anno liquidi i tuoi investimenti, ma c’è una crisi e le borse crollano, realizzi poco, nonostante tu abbia pagato una cifra alta di tasse

  • 29
    Max -

    Carissimo Itto, che le cose stiano tecnicamente come dici tu è vero: i dipendenti statali non producono ricchezza ma fruiscono di quella prodotta da altri. Ed è vero che i servizi di cui fruiamo sono spesso spaventosamente inefficienti. Così come è vero che molte delle tasse che paghiamo vengono mal utilizzate e prendono strade che non dovrebbero prendere. Mi permetto obiettare che anzitutto non tutti i dipendenti statali sono dei fanulloni. Ciascuno fa il lavoro che trova e molte persone che conosco, insegnanti o dipendenti pubblici di altro genere, svolgono il loro lavoro con impegno e coscienza. Inoltre, non sarebbe pensabile un sistema nel quale ogni servizio venga pagato, per il suo costo integrale, da coloro che in quel momento ne fruiscono, senza che la sua continuatività venga garantita da una sovvenzione pubblica. Sono invece favorevole, questo sì, a una gestione più efficiente della pubblica amministrazione e a un maggior controllo sulla produttività di chi vi lavora.

  • 30
    Golem -

    Calma, mi sembra che il discorso di Itto trascuri aspetti essenziali di quella che è, o almeno dovrebbe essere, la funzione pubblica, che in termini teorici, e forse meno in quelli pratici, è o, appunto, dovrebbe essere, di supporto alla fase produttiva di un sistema Paese.
    Che ci siano grandi inefficienze nell’ambito pubblico è indubbio, ma qui dovremmo parlare dell’influenza politica sui funzionari e la classe dirigente pubblica, in un ottica che ha finalità “diverse” da quella privata, ma non necessariamente distante dagli “interessi” di quest’ultima. Credo di non dovermi spiegare meglio per far capire dove voglio andare a parare, avendo lavorato per molti anni per un ente di proprietà pubblica, dove gestivo progetti e appalti per 5/6 milioni di euro l’anno. E dove ho fatto una buona carriera, ma non ottima per le mie pur riconosciute capacità, e indovinate perchè?
    Come dice il nostro Max, fare di tutta l’erba un fascio è comodo ma prima di tutto è stupido, perche non dice la verità su tutta la parte pubblica che lavora》

  • 31
    Golem -

    》Se dovessi giudicare l’Istruzione, visto che si è toccato l’ambito Suziniano, per le mie esperienze dirette e indirette, come quelle legate a mia figlia, non avrei di che lamentarmi. Io ho avuto ottimi insegnanti sia nell’istituto professionale che nella scuola serale per geometri. All’Università me li sono scelti, sbagliando un paio di volte su 30. Mia figlia: medi alla media, ottimi al Classico e Università. Quindi cosa posso dire di quei dipendenti pubblici visti i risultati? Che hanno fatto bene il loro lavoro.
    Per quanto riguarda il mio di lavoro “pubblico”, questo era ingegneristicamente così delicato, trattandosi di progettare acquedotti, che non potevo permettermi di farlo con leggerezza, perché se avvelenavo una comunità o crepava un operaio durante i lavori, finivo in galera.
    Quindi, la fase “produttiva” pubblica esiste eccome, e produce ricchezza quando funziona, e andrebbe giudicata per soggetti e non nel complesso dei luoghi comuni che spesso la connotano, che come ripeto sono comodi ma stupidi. Come tutti i luoghi comuni.

  • 32
    Itto Ogami -

    Trader, purtroppo occorre rettificare i dati che probabilmente in buona fede hai riportato.

    Tu scrivi: “Gli statali assolvono a servizi fondamentali (difesa, sicurezza, giustizia), più utili di molti lavoratori privati (è un servizio più importante il barista che somministra alcolici o l’ambulanza che interviene per il coma etilico?)”.

    Nell’esempio che hai fatto l’ambulanza si muove perché a) è stata comprata con donazioni privati b) c’è un guidatore volontario che aiuta i malati.
    Quindi niente stipendio statale per chi aiuta la gente.

    La giustizia non funziona.
    La difesa non funziona.
    La sicurezza per le strade non c’è.

    Quindi a che titolo lavorano gli statali se la percezione generale è di scarso rendimento globale ? La mela sana non cambia la media di 100 mele avariate.

    Infine il barista paga le tasse e non chiede i soldi agli statali. Al contrario gli statali campano sulle tasse al barista. Ben venga il barista che non “pesa” sugli altri.

  • 33
    Itto Ogami -

    Riguardo al PIL, purtroppo è noto che si tratti di un parametro del tutto inadeguato a valutare uno stato.
    E’ come se si volesse fare il bilancio di una azienda guardando solo alcune voce di entrata e trascurando riserve, crediti, e costi pluriannuali. Se facessero una seria due diligence all’Italia non sarebbe nel G7 ma tra i paesi meno sviluppati al mondo.
    Riguardo alle pensioni, di nuovo vanno eliminati gli statali che non hanno contribuito con la FRESCA al deposito, ma i loro versamenti sono una partita di giro tra l’agenzia delle entrate (tasse di altri) e l’inps.
    Quelli che rimangono invece le pensioni se le sono pagate più che profumatamente per la miseria che ricevono. Vogliamo ricordare che in uno stato civile, salvo una certa percentuale di assistenza ai bisognosi (10%) il resto dovrebbe arrivare al pensionato. Ma guarda caso, se muore, il grano residuo non viene automaticamente girato ai figli come qualsiasi eredità. Perchè ? Male male male.

  • 34
    Suzanne -

    Prima di accusare gli altri di analfabetismo funzionale bisognerebbe sincerarsi di aver espresso un pensiero comprensibile. Invece esso rimane assai nebuloso e privo di senso. Innanzi tutto anche e soprattutto i dipendenti statali pagano le tasse, non potendo evadere; in secondo luogo il benessere socio-economico di una Nazione non si misura banalmente in ricchezza materiale prodotta, ma anche e soprattutto in termini di infrastrutture e servizi offerti ai cittadini. Il Sistema Sanitario italiano, in particolare al nord, vanta dei punti d’eccellenza che ci invidiano in tutto il mondo. Milano è all’avanguardia nella ricerca e sperimentazione di nuove cure per diverse patologie tumorali e non solo, tanto per fare un esempio. Il fatto che ci siano poche risorse, in particolare umane, in diversi settori del terziario denota semmai una incapacità di indirizzare il gettito fiscale nelle giuste direzioni e modalità.

  • 35
    Suzanne -

    Inoltre mi sfugge per quale ragione consigliare spasmodicamente di andare a recuperare brave donne nelle campagne rurali dell’Ucraina (quali fossero animaletti esotici da tenere in casa) e riportarle in Italia, piuttosto che rimanere in una realtà in cui sicuramente ci saranno meno costi per lo Stato derivanti dalla zavorra del pubblico e anche meno riprovazione sociale verso una visione della donna come angelo del focolare (e attenzione a spostarsi da lí).
    Grazie Golem per il consiglio.

  • 36
    white knight -

    Buongiorno a tutti e grazie dei commenti, anche se siete andati un po’ troppo off-topic con “lauree scientifiche vs umanistiche”, “privati vs statali”, più alcuni che ci hanno messo al corrente delle loro vite familiari. Il punto comunque era la vetustà della mentalità lavorativa in Italia, sia da parte dei lavoratori (che vivono con la perenne aspettativa/pretesa che prima o poi qualcuno si accorga di quanto in realtà valgono, offrendo loro stipendi e benefit da Silicon Valley anche se di fatto non sanno nemmeno usare Excel) e datori di lavoro, che si aspettano disponibilità illimitata di manodopera a prezzi da discount. Entrambi poi si lamentano se per caso i giovani (esclusi ovviamente i propri figli), anzichè fare i manovali, ambiscono a diventare medici, ingegneri e manager.
    Questo perchè il lavoro, sia esso dipendente o autonomo non è un diritto c....! E’ un mercato! Non c’è niente di morale, e niente di immorale: è una questione puramente tecnico-economica.

  • 37
    Trader -

    Avevo notato anch’io che Suzanne aveva dato una risposta che non c’entrava con l’affermazione di Itto.

    “tutti i politici, i lavoratori statali, i funzionari pubblici non rappresentano una ENTRATA per le casse dello stato, ma solo una USCITA”

    La stessa cosa è nel privato.
    Tutti i lavoratori, pubblici o privati, sono un costo. In un’azienda privata i lavoratori vengono pagati e quindi sono un costo. I dipendenti pubblici vengono pagati quindi sono un costo per lo Stato. L’utile è il ricavo al netto dei costi. Nelle aziende private il ricavo è dato dal fatturato, cioè dai soldi che pagano i clienti per il bene o servizio prodotto. Nel pubblico, il ricavo proviene dalle tasse.
    Parliamo della funzionalità.
    L’inefficienza esiste anche nel lavoro privato. Il numero unico di emergenza 112 funziona meglio del servizio di Sky. Prova a parlare con gli operatori Sky per un problema.

    “quando c’è la guerra vera (in Ucraina) nessuno è pronto a partire”
    Quando c’è una guerra…

  • 38
    Trader -

    vera (in Ucraina) nessuno è pronto a partire”

    Anche in questo caso, è meglio il pubblico. È risaputo che il settore privato della difesa (mercenari) è meno efficiente di un esercito di coscritti.
    Quando c’è una guerra arruolano a forza i soldati, se non vanno all’assalto c’è la corte marziale. Fino al 1994 era prevista la pena di morte nel codice penale militare di guerra. Non ci sono sindacati a lamentarsi nelle forze armate.
    Insomma, gli statali non sono tutti come Suzanne.

    ” i dirigenti statali guadagnano tonnellate di soldi, ma i cittadini sono scontenti”
    I dirigenti di aziende private percepiscono prebende da fiaba, più di quelli pubblici, scontentando i clienti. Esempio: i dirigenti della banca che fallisce inghiottendo i soldi del risparmiatore.

  • 39
    Max -

    Carissimi Itto e Knight (potrei definirvi: il Samurai e il Cavaliere): confermo che le vostre affermazioni, da un punto di vista meramente tecnico e contabile, possono essere vere. Ma quali conseguenze vogliamo trarne? Possono, le nostre scelte, basarsi solo su questi parametri? Chi non produce il “grano” svolge delle funzioni che sono in perdita, e dal punto di vista dello stretto bilancio può considerarsi un peso. Ma il suo lavoro, serve o no? Perché se riteniamo che serva, purché venga svolto con efficienza e coscienza, va valorizzato. Quanto poi ai pensionati, che non hanno prodotto in modo diretto la propria pensione perché la loro professione non ha prodotto direttamente ricchezza: ebbene, di queste persone cosa vogliamo farne? Vogliamo ammazzarle, o lasciarle morire di inedia? Peraltro, come già ho detto in più occasioni, non tutti possono fare i muratori, i meccanici, i commercianti o i matematici. Diverse sono le capacità di ciascuno e diverse le sue possibilità fisiche.

  • 40
    Max -

    A costo di ripetermi, desidero approfondire il parallelismo fra la società e il corpo umano. Un corpo umano ha le braccia e le gambe per agire e muoversi e la testa per pensare. Nessuna di queste parti va considerata superiore rispetto alle altre, poiché di tutte c’è bisogno. Ebbene, la società a mio avviso è la stessa cosa: ha bisogno di coloro che sono più portati verso funzioni meramente pratiche e di coloro che hanno competenze più concettuali, che non producono un utile immediato ma supportano, assistono, guidano. Certo, l’ideale sarebbe che ciascuno di noi fosse una persona in sé completa, in grado di operare e di pensare, in grado di padroneggiare i concetti quanto i numeri e in grado di sistemare un muro o un impianto elettrico come di comprendere un testo di filosofia. Ma si dà il caso che siamo diversi gli uni dagli altri: sia per impianto mentale (più o meno teorico, più o meno numerico) sia per situazioni fisiche (maggiore o minore forza, o per presenza di disabilità).

  • 41
    Itto Ogami -

    A Suzanne ho già risposto: le pensioni degli statali non vengono da loro versamenti volontari (presi da terzi). Vengono da tasse sui contribuenti privati che vengono poi girate all’INPS. Quindi è la stessa cosa del loro stipendio.

    Trader, tu parli della sostanziale uguaglianza tra i misfatti del lavoratore/funzionario privato rispetto a quello pubblico. C’è una differenza. Io posso NON abbonarmi a Sky, ma pago le tasse sempre e comunque. Il giorno in cui potrò non pagare le tasse se il pubblico funzionario fa schifo, allora potrei anche essere d’accordo con te. Nel settore privato infatti la mancanza di professionalità porta a fallire per mancanza di clienti, nel pubblico invece se ne fregano perché i soldi li prendono lo stesso (vedi caso televisione italiana). I lavoratori privati sono un costo come quelli pubblici, ma i privati sono pagati da fondi privati, non viene l’agenzia della riscossione a rompermi i marroni per pagarli.

  • 42
    Trader -

    “Riguardo al PIL…E’ come se si volesse fare il bilancio di una azienda guardando solo alcune voce di entrata e trascurando riserve, crediti, e costi pluriannuali.”
    Itto, stai confondendo stato patrimoniale con conto economico. Il PIL è valore aggiunto, come l’utile d’esercizio di un’azienda. L’utile tiene conto di tutti i costi, anche ammortamenti e svalutazioni. Il PIL grosso modo è paragonabile alla somma dei redditi prodotti in uno stato, all’utile prodotto (sto semplificando, non mi metto a precisare cosa sia il reddito nazionale lordo, il prodotto interno lordo, ecc). Nel calcolo del PIL è compreso lo stipendio degli statali perché in cambio lo statale fornisce un lavoro. Ai soldi erogati nella pensione non c’è in cambio un lavoro fornito dal pensionato.
    Itto, l’ambulanza è solo un esempio dei tanti servizi essenziali e delicati che assolve il settore pubblico. L’intervento del 118 non si esaurisce guidando un’ambulanza fino al bar. E gli infermieri e i medici al…

  • 43
    Trader -

    al p.s. che trattano il paziente non sono volontari. Sono statali stipendiati con le tasse dell’ubriacone, sempre che abbia un lavoro e non si paghi il calice con il reddito di cittadinanza, e le tasse del barista, sempre che batta gli scontrini. E già, anche il lavoratore privato che evade le tasse usufruisce dei servizi dello Stato senza pagarli, quindi è un costo sociale, mentre il dipendente statale non può evadere. Eliminiamo dalle pensioni anche i lavoratori privati evasori?

    Golem, nel mio percorso scolastico ed universitario ho trovato insegnanti bravi e insegnanti da galera, come in tutte le categorie lavorative, quindi non è una questione di pubblico o privato. Lavoratori fannulloni, incapaci, truffaldini li trovi nel pubblico e nel privato.

    “il benessere socio-economico di una Nazione non si misura banalmente…”
    Streghetta, infatti il PIL non è l’indicatore della felicità, ma solo un indicatore economico. A parte che bisogna vedere come si distribuisce la ricchezza tra le persone, ma il concetto di benessere sociale non corrisponde solo alla ricchezza.

  • 44
    Itto Ogami -

    La legione straniera funziona benissimo. E’ risaputo. E sono mercenari.
    In ogni caso io non ho detto di eliminare gli statali, ho detto solo che devono lavorare come gli altri, e devono essere maggiormente licenziabili degli altri, in quanto appunto sono “alle spalle” della comunità di lavoratori.
    Riguardo alle campagne dell’Ucraina, suggerisco di prendere le donne in tale luogo giusto per godere di una popolazione maggiormente efficiente per il ruolo che andrà a svolgere. Il compito di moglie e madre dei propri figli non è semplice, e molte donne italiane disdegnano di svolgere questa funzione con uomini normali, perché sono abituate ad essere trattate da principessine. Io quindi parlo agli uomini, suggerendo dove incontrare l’anima gemella (al posto che rimanere soli a farsi le seghe). Le donne italiano potranno soddisfarsi con i barconi, o dove meglio a loro piacerà.

  • 45
    Itto Ogami -

    Trader,

    io non ho confuso nulla. Non ho detto che il PIL è un indicatore patrimoniale, ho detto proprio il contrario ! Ho detto che il PIL non è sufficiente per valutare lo stato di salute di una nazione. Ci vorrebbe una DUE DILIGENCE per capire se questo paese funziona davvero, quindi una analisi
    – economica
    – patrimoniale
    – finanziaria
    – sociale
    – politica
    – di rischio
    ecc
    E se venisse fatta ci restituirebbe che questo paes è allo sbando, altamente tossico per i suoi cittadini; ricordiamo il più celebre esempio… se Steve Jobs e Steve Wozniak avessero aperto la Apple in un garage in Italia, sarebbero già stati arrestati e multati.

    Riguardo agli altri interventi, sono davvero spiacente di non poter valutare in modo positivo il lavoro di coloro che stanno nella pubblica amministrazione. L’Italia non è il paese dove si sta meglio, è uno di quelli dove si pagano le tasse più alte in rapporto ai redditi ! Cioè minori servizi, maggiori costi.

  • 46
    Itto Ogami -

    Gli invalidi in questo paese ricevono una pensione da fame. Prendiamo il caso della Segre, tanto amata dagli italiani.
    La sig.ra percepisce lo stipendio da Senatrice a Vita, ovvero 12500 euro netti al mese.
    Ora prendiamo la pensione di invalidità civile, ovvero 313,91 euro al mese.
    Bene, con quello che prende la sig.ra Segre ci camperebbero 12500/313,91 = 39,82 (cioè 40 invalidi).
    Se poi prendiamo i costi del quirinale, il palazzone costa 224 milioni di euro all’anno.
    Le truffe sul reddito di cittadinanza ammontano a circa 80 milioni di euro all’anno.
    In pratica gli italiani sono felici di togliere il reddito di cittadinanza ai poveri per salvare 80 milioni di euro sprecati, e allo stesso tempo sono felici di pagare 224 milioni di euro per mantenere il palazzone.
    Mi domando perché la gente non capisce le cose più semplici….

  • 47
    Ana -

    Ma quale trattata da principessina, a me hanno sempre trattata come una nullita se tutto va bene perche sono nello spettro autistico e ADHD. Altrimenti mi trattavano come se non fossi un essere umano con discriminazioni peggio che nel terzo reich. Sono stata anche sospesa dalla scuola perche’ ho picchiato un bullo che mi insultava di continuo e mi perseguitava. Ho anche rischiato false denunce per violenza, stalking, bullismo online. Mi sono dovuta pagare avvocati. Solo perche non conforme ai canoni mentali ed estetici e perche ho tentato di difendermi. Me ne sono dovuta andare in Inghilterra. Se sei Asperger o ADHD scordatelo il trattamento da principessina. I miei pretendevano che le facessi da serva e anche se mi sforzavo non era mai abbastanza. Benedico il giorno che me ne sono andata in UK e il giorno che il mio inglesotto mi ha ingravidata!

  • 48
    CLAUDIO -

    E bravo itto,così come l’autore della lettera white knight.
    Prima di un eventuale Fine del mondo 🌏😱 è fondamentale esporre queste”coraggiose”verita`,alla faccia del falso perbenismo e ipocrita retorica!!
    PS:comunque stasera prevedo una bella prestazione nerazzurra,anche se la qualificazione alla semifinale sarà complicata con verdetti rimandati ai supplementari,per non dire ai Rigori.In bocca al lupo 🐺👍🤟!!

  • 49
    Trader -

    Itto, è il contrario: puoi non abbonarti a Sky, ma non puoi rinunciare a farti soccorrere dai medici se hai un infarto o a ricorrere ad un tribunale se subisci un reato. Quindi è normale che devi pagare questi servizi. Ecco che le tasse sono obbligatorie ed in cambio erogano quei servizi essenziali per il cittadino. È vero che, se sei insoddisfatto del servizio di un ente pubblico, non puoi scegliere un’azienda concorrente, ma poco importa. Esistono tante aziende private che fanno schifo, ma non falliscono.
    Ti lamenti che sei libero di non abbonarti a Sky, o di non comprare la carta igienica per pulirti il sedere, però sei obbligato a pagare le tasse. Ma, d’altra parte, il privato può rifiutarsi di venderti il suo prodotto o servizio, mentre lo statale è obbligato a fornirtelo, altrimenti commetterebbe un’omissione di atti d’ufficio. Per esempio un idraulico è libero di rifiutarsi di prestare la sua opera (perché preferisce fare lavori più facili di quello che gli richiedi, o…

  • 50
    Trader -

    più soldi di quelli che gliene offri). Un impiegato statale deve assolvere al suo dovere, accontentandosi del suo misero stipendio statale.
    Uno statale guadagna molto meno per le stesse mansioni di un privato. Allora, se vuoi un servizio migliore da parte del dipendente pubblico dovresti chiedere di pagare piu tasse.

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