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Annoiarsi a lavoro

di Anika

Riferimento alla lettera: Buonasera, ho trovato questo sito per caso et voilà eccomi qui. Vi è mai capitato di essere stanchi della vostra vita? Di svegliarvi al mattino e come primo pensiero dire: un'altra giornata di me**a sta per cominciare! Beh, a me capita tutte le mattine. Ho sempre pensato, fin da bambina,...
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Data di pubblicazione: 2 Maggio 2018

L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Anika.

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Categorie: - Lavoro - Me Stesso

449 commenti

  • 251
    Dolly -

    Chibi sono in Europa fortunatamente, in un paese che conosco per studio e lavoro e non ho problemi a livello linguistico. Il problema è la situazione incasinata con la chiusura della filiale e l’apertura di una nuova in un’altra città, fortunatamente stanno assumendo in loco. La cosa assurda è che ora sono qui a formare una nuova dipendente, io che sono l’ultima arrivata. Dopo il mese intenso sicuramente ho imparato sul campo e da sola, ma non è stata gestita bene questa emergenza. Rientro in settimana, ho fatto venire con me una collega dall’Italia che mi sostituisce per un po’, in modo da farmi tornare a casa a riposare. Tutto mi aspettavo tranne che un inizio così turbolento, ciò che mi preme capire è cosa mi riserva il futuro, se una volta rientrata avrò del lavoro e quale sarà la mia routine. Sto facendo tutto il possibile in questa filiale estera, spero serva almeno…Vedendo i buoni risultati mi stanno promettendo la gestione della filiale dall’Italia, sarà stato un modo per mettermi alla prova? Mistero e follia.

  • 252
    Dolly -

    Gia, qua tutte noi ci siamo passate e comprendiamo come ti senti. L’apatia è un campanello d’allarme, quindi bisogna assolutamente attivarsi per riprendere in mano la propria vita e la propria autostima. Inizia a guardarti attorno a piccoli passi, inizia a smuovere qualcosa, perché purtroppo nulla cambierà all’interno di queste aziende. Il cambiamento va cercato altrove.

  • 253
    Gia -

    Ciao ragazze, grazie per le parole sono di conforto. Avete ragione non mi devo vergognare di nulla anzi sono loro che dovrebbero e sì non cambierà mai nulla all’interno di ambienti come questi.
    Però una cosa sta cambiando, sto iniziando a metabolizzare che non vale la pena farmi venire “il sangue amaro” per delle cose che sono al di sopra del mio controllo, cosa intendo? Per esempio ieri ho messo per l’ennesima volta il titolare di fronte alla realtà: più si va avanti più la cattiva gestione degli anni precedenti viene a galla quindi o andiamo tutti verso la stessa direzione o per forza di cose qualcuno/qualcosa deve saltare, sapete quale è stata la risposta? La solita “Mi raccomando, pensaci tu, tieni tutto sotto controllo” questa mattina mi sono svegliata pronta ad affrontare l’ennesima giornata in questo ambiente tossico e avevo già il messaggio del buongiorno “Ciao per favore questa mattina mettimi 500€ sulla carta grazie” sua personale certo, l’esatto opposto di quanto detto ieri.

  • 254
    Gia -

    La vecchia me avrebbe risposto trovando scusanti per ritardare la cosa (anche solo per principio) e probabilmente si sarebbe arrabbiata portandosi dietro rabbia e frustrazione tutta la giornata mentre stamattina ho fatto tre bei respiri e solo una volta arrivata in ufficio ho risposto “Ok”, sì da oggi la direzione è questa “Ok” al primo fornitore che si lamenterà di non essere pagato o di essere pagato in ritardo gli farò notare che i prelievi si fanno alla fine dei pagamenti non prima di iniziare a saldare i conti ma questo lo farebbe un imprenditore/titolare degno di essere definito tale. Sono stanca ragazze di metterci impegno/pazienza/energia come se tutto questo fosse mio, non ho più voglia di lottare perché è come fare un incidente frontale contro un muro di gomma, non ascolta/non vuole ascoltare o ascolta ma non capisce!

  • 255
    Gia -

    Voglio ascoltare il consiglio di Dolly riprendere in mano la mia vita e lavorare sulla mia autostima, ritrovare le mie passioni ed essere meno terrorizzata dal futuro anche perché ho solo 29 anni, ho talmente tanta strada davanti che è assurdo pretendere di avere tutte le risposte/certezze ora, purtroppo ho la tendenza ad essere molto organizzata e seppur reagisco bene di fronte agli imprevisti devo sempre far mille pensieri come se dentro di me cercassi di considerare tutte le variabili per essere pronta.

  • 256
    Chibi -

    Già si sei molto giovane e molto responsabile, un titolare dovrebbe sentirsi fortunato ad avere una impiegata che ci mette il cuore e l’anima per l’azienda. Spesso anzi quasi sempre non se ne accorgono. Io lo vedo continuamente. Anche noi abbiamo problemi finanziari ma sembra che nessuno dei “capi” se ne faccia un grosso cruccio. Anche perché “loro” hanno le spalle coperte e le loro finanze sono al sicuro. Se prima non mi davo pace quando vedevo i conti e il bilancio..ora menefrego altamente e non mi faccio più abbindolare dalle loro lacrime di coccodrillo. Non cambierà mai nulla. Ormai è un dato di fatto. Svolgo il mio lavoro senza passione e stimoli, ma non per colpa mia ma loro che mi hanno fatta diventare così. Poi non li sopporto quando piangono sul latte versato, ridicoli.

  • 257
    Gia -

    Chibi se non fossi l’unica impiegata dell’azienda penserei che siamo colleghe e ci scriviamo senza sapere l’una dell’altra. Praticamente è lo stesso qui con la differenza che qui regna un’ignoranza tale che non si piange nemmeno sul latte versato ma di fronte a certe osservazioni/problematiche che emergono si cerca sempre qualcuno al quale scaricare la colpa, colpa di chi di c’era prima di me in ufficio, colpa della banca che non ci concede maggior spazio per muoverci, colpa del commercialista che non ha fatto come doveva ecc. ecc.

  • 258
    Gia -

    Sono arrivata con una situazione dove i conti erano perennemente in rosso perché “giocare” con fido/sconfini di conto era all’ordine del giorno, la normalità era tirare la corda fino a quando la banca non imponeva un rientro, siamo passati in un anno e mezzo/due con la mia gestione ad avere tutti i conti in verde vi dico solo che nella testa del titolare probabilmente è un caso, una forza maggiore, di certo tutto pensa tranne che dietro c’è qualcuno che fa in modo che le cose vado in determinato modo e io arrivata ad oggi mi chiedo ma perché ci devo tenere più io di loro? Perché devo fare conti su conti per quadrare tutto e poi puntualmente arriva lui con la bolletta personale da pagare, la fattura per il cellulare del figlio o un prelievo personale? Ovviamente tutto extra a quello che già è il compenso mensile. Sono stanca di dover rispondere per conto degli errori altrui solo per mantenere una facciata di fronte ai clienti, stanca di sentirmi dire A poi B poi C e vedere che alla fine si fa D.

  • 259
    Gia -

    Se dovessi descrivere questa situazione con un esempio mi verrebbe da pensare ad un secchio d’acqua pieno di buchi ed io che corro da una parte all’altra per tapparli e salvare il salvabile. L’ho sempre fatto probabilmente per carattere, modo di essere e per sopperire ai momenti morti che avrei se gestissi solo le cose di mia competenza ma ad oggi mi chiedo perché? Non ho proprio più voglia, è come se mi fossi svegliata di punto in bianco da un lungo sogno e mi sia resa conto che non ne vale assolutamente la pena.
    Io mi dovrei occupare dell’azienda non delle pratiche personali che intraprende e non è capace di portare avanti (in questo momento aspetto la telefonata dall’architetto per la sua pratica di Superbonus 110%) o di mantenere la facciata con i clienti dando risposte sulla produzione quando una persona è pagata per quello ma si nega alle mail/telefonate, dovrei fare il mio lavoro e niente di più ma qui sembra sia tutto dovuto, tutto scontato. Grazie per questi confronti, aiutano!

  • 260
    Chibi -

    Ragazze come state? Dopo tanto cercare ho trovato un nuovo lavoro vicino a casa, un part time con due rientri pomeridiani. L’azienda è piccola, sono in ufficio da sola e mi gestisco in autonomia, finalmente posso mettere in pratica anni e anni di esperienza. Ho una collega che lavora da casa e si occupa del commerciale e non ci diamo nessun “fastidio”. I soci e i colleghi della produzione sono persone molto alla mano, si ride, si scherza e lavoro molto serenamente. Dopo anni di noia e apatia in ufficio sono tornata a “vivere”, sentirmi utile e gratificata. Ragazze auguro anche a voi un cambiamento positivo!! Poi vi aggiorno, perché come sappiamo tutti il posto perfetto non esiste!

  • 261
    Dolly -

    Ciao Chibi,
    Sono davvero felice per te! Ti faccio i miei migliori auguri per il tuo nuovo lavoro. Sicuramente il posto perfetto non esiste, ma un cambiamento era ciò che ci voleva, dona speranza e ottimismo. Come mi dico sempre: peggio di prima c’è ben poco! Quindi un gran in bocca al lupo, vedrai che andrà tutto bene. Le premesse sono già ottime. 🙂
    Io anche sto benissimo, sono rientrata dopo il mio periodo all’estero che, per quanto faticoso, è stato molto formativo. Alla fine ero stanca ma soddisfatta del risultato e mi sono stati riconosciuti i miei meriti. Ora sto imparando il lavoro che dovrò svolgere quotidianamente e sono felice, le 8 ore mi volano e mi sento produttiva. Mi sembra di sognare, se penso che stavo rischiando la depressione… Ora sono rinata, non tornerei mai indietro.
    A tutti colori che soffrono di noia e apatia sul posto di lavoro dico di non perdere la speranza e cercare un cambiamento in maniera decisa, perseverando, senza abbattersi. Faccio il tifo per…

  • 262
    Dolly -

    noi! Là fuori ci sono aziende che hanno bisogno di noi, non sforziamoci di rimanere dove stiamo male. Questo malessere alla lunga ci stremerà e noi non lo meritiamo affatto.

  • 263
    Gia -

    Ciao ragazze che bello leggervi così felici del cambiamento, capendo pienamente cosa avete passato e il malessere che avete provato sono proprio contenta che abbiate trovato una dimensione che fa al vostro caso.
    Io nessuna novità, qui procede praticamente tutto come al solito ma ai piani alti iniziano a capire le problematiche, di chi sono le colpe e soprattutto che non c’è più tempo da buttare, vedremo se ci saranno fatti oltre alle parole!
    Dal mio canto ho raggiunto una consapevolezza di fatto molto basilare: l’azienda non è mia e se le cose vanno male o dovessero finire male è più interesse dei piani alti intervenire che mio quindi perché io dovrei rovinarmi l’esistenza? Per carità! Io continuo a fare il mio lavoro, intervengo dove posso per salvare il salvabile e dove non posso fare nulla lascio perdere ma a differenza di prima non mi impunto, lascio correre!

  • 264
    Gia -

    Devo dire che sono settimane che le giornate volano e anche se scappa qualche discussione con un collega negligente esco dall’ufficio consapevole di aver fatto il mio e anche di più e mi sento in pace con me stessa.
    Spero che con l’arrivo del caldo mi torni anche quella voglia di uscire, vedere gente, fare cose che con la pandemia ho un po’ perso abituandomi a poltrire sul divano e forse si chiude il cerchio di questi ultimi due anni. Non voglio lamentarmi visto che c’è chi ha perso molto ma penso che possiamo permetterci tutte di dire che siano stati davvero pesanti.

  • 265
    Chibi -

    Buongiorno ragazze allora vi aggiorno sulla mia situazione…dopo due mesi e aver messo a punto tutta la contabilità, documenti vari mi trovo da capo…il nulla.
    Le giornate sono abbastanza noiose e monotone per non dire che ci sono state mattine dove ho rischiato seriamente di addormentarmi!L’aspetto positivo è che sono vicino a casa e in ufficio da sola, così non devo fingere più di tanto! Però sinceramente la cosa è avvilente….ad esempio settimana scorsa ho come avuto una crisi, un attacco di ansia molto molto forte con extrasistole!Evidentemente il mio corpo si è ribellato. Ora assumo degli integratori per cercare di stare tranquilla a volte mi sveglio di notte pensando a cosa fare la mattina dopo in ufficio … guarda non so se ridere o piangere!
    Sinceramente mi sono anche rotta di cambiare…

  • 266
    Gabriele -

    Credo che sia ingiusto nei confronti di tutti quelli che al momento non hanno un lavoro o lo stanno cercando. Non puoi passare la vita professionale a crogiolarti nel fatto che ti “annoi” al lavoro, e poi vedere tutti i vantaggi del tuo lavoro attuale, ovvero che sei vicino a casa e che in ufficio sei da sola, c’è gente che deve farsi km e km e tu ti annoi, potrebbe capitare anche te di dover andare a km di distanza, quindi se ti annoi ed hai dei “buchi” trovati da fare, magari confrontandoti prima coi tuoi capi, un archivio da riordinare o cose da catalogare ci sono sempre…

  • 267
    Dolly -

    Ciao Chibi,
    Che dire, mi dispiace molto che ti ritrovi in una situazione identica a quella di prima, immagino la frustrazione. Il tuo ruolo è rigido e limitato alla contabilità o puoi proporti per fare anche altro? Io fossi un datore di lavoro apprezzerei la buona volontà nell’offrirsi per dare una mano anche in altri ambiti. Per il resto, come al solito, bisogna stringere i denti e pensare agli aspetti positivi (vicinanza a casa, orari, ecc.), ma so che è dura.
    Io al momento mi trovo nella situazione totalmente opposta a quella di prima: dal poco lavoro al troppo lavoro. Da quando sono arrivata mi sono ritrovata coinvolta in situazioni difficili che nessuno mi aveva preannunciato (una filiale estera in chiusura, sono stata all’estero oltre un mese, ecc.) e ho addosso molte responsabilità. Faccio un lavoro totalmente diverso da quello dei miei colleghi in ufficio per far fronte a questa situazione di emergenza che sembra non risolversi, è molto stressante. Sto facendo del mio…

  • 268
    Dolly -

    Meglio, ma vorrei tanto fare il lavoro per il quale sono stata assunta, che non è questo. Sono in mezzo solo a dei problemi e per una persona appena arrivata è alquanto too much. Aggiungiamoci anche che nessuno dei miei colleghi (furbi) vuole darmi una mano in questo casino, sono proprio sola nella gestione a distanza di un’intera filiale. E non sarebbe mio compito! Credevo che un’azienda grande fosse ben organizzata, beh mi sbagliavo di grosso. Per chiudere in bellezza, la mia capo ufficio (l’unica che mi dava una mano in tutto ciò), è andata in pensione e me l’ha detto dall’oggi al domani. Quindi ora sono letteralmente cavoli miei, sono sola. Le 8 ore non mi bastano, sono presa da mille cose in contemporanea. In sostanza: sono passata da un estremo all’altro. I miei colleghi lavorano, ma tranquilli, il clima è sereno. Spero davvero che mi tolgano questo problema da dosso quanto prima, perché è ingiusto! Nessuno se ne vuole occupare e chi è nuovo non ha scelta. Mi sembra di lavorare qui da 10 anni.

  • 269
    Dolly -

    La nota positiva è che mi sto facendo realmente le ossa e ho tirato fuori risorse e capacità di problem solving che nemmeno io credevo di avere.
    Ragazzi, che dire. Si viene pagati per lavorare poco e ci rimettiamo la salute, oppure si lavora troppo rispetto a quanto dovremmo e ci rimettiamo la salute. Ma la via di mezzo esisterà bene dico io??

  • 270
    Gabriele -

    @Dolly, un buon modo di vederla è che ti hanno assegnato un compito a te che sei nuova, e soprattutto una donna, io sono felicissimo che ti abbiano affidato tali responsabilità perché, disolito le donne, in campo amministrativo sono le migliori, e te lo meriti. Immagino tu abbia delle difficoltà, ma pensa a questo, piuttosto che fare l’elenco (presunto) di ciò che ti manca per svolgere questo compito. Poi, se non sei abituata alle trasferte o al prendere decisioni, datti tempo, l’esperienza verrà.💪

  • 271
    Dolly -

    @Gabriele ti ringrazio per le tue belle parole, mi incoraggiano molto. Hai sicuramente ragione e anche io sono felice abbiano riposto questa fiducia in me, una giovane donna appena arrivata in azienda. I primi tempi mi hanno messo molto alla prova e se non fossero rimasti soddisfatti avrebbero certamente ridimensionato le mie mansioni. Spero col tempo di migliorare in tante cose, ad esempio nella gestione dello stress. La pressione è tanta, sicuramente è una sfida bella tosta!

  • 272
    chibi -

    Ciao Dolly, comunque non c’è mai una via di mezzo!
    O troppo o niente…e in ogni caso possono lo stesso creare delle difficoltà!
    Purtroppo mi capita spesso di “cazzeggiare” su internet per passare il tempo…e la cosa non mi piace per niente.
    Ma è così, ne prendo atto e ciao.

  • 273
    Beh -

    Beh, leggo la classica frase fatta “mancanza di rispetto per chi il lavoro non ce l’ha”, ma senza voler fare i bacchettoni, il mio consiglio é che se il posto di lavoro sta diventando deprimente, si continua a restarci fintanto che non si trova altro, ovvero si inoltrano candidature ad altre aziende con una prospettiva migliore, senza lasciare il posto di lavoro prima di una conferma d’assunzione. Il lavoro occupa la maggior parte della nostra vita (di regola, a chi va bene, 5 giorni su 7), deve piacere per piacersi nella vita. La questione dei bassi salari, a mio avviso, se si deve lavorare solo per sopravvivere arrivando a fine mese senza 1 euro in tasca, beh, vuol dire che non si è al posto giusto. Bisognerebbe anche smetterla con la scusa del “é già tanto che c’è il posto di lavoro”, ma cosa vuol dire? Giustifichiamo paghe da fame per la speculazione di pochi sulle disgrazie di tanti? É la mentalità che è sbagliata. Non é un reato essere felici e soddisfatti nella vita, anche in quella professionale.

  • 274
    chibi -

    Si sono d’accordo con Beh, non è mancanza di rispetto, anzi…fosse per me riorganizzerei tutto qui dentro ma non posso…devo stare al mio posto!
    E il mio posto è fatto di una piccola parte.
    Più che altro noto sempre di più che la mentalità dell’imprenditoria italiana del settore artigiano è poco lungimirante…..hanno paura dei cambiamenti, per cui vanno avanti sempre nello stesso modo giusto o sbagliato che sia, sicuramente per chi come me vuole crescere, in questo tipo di aziende non è possibile.
    In parte lo sapevo, ho accettato principalmente per la vicinanza, avevo bisogno di recuperare tempo e denaro speso in benzina!
    Ormai mi sono rassegnata, l’ho scritto solo così per aggiornare la situazione a Dolly.

  • 275
    Beh -

    Sono scelte: c’è chi lavora in un posto che non piace senza stimoli, ma il salario tutto sommato è buono, quindi se lo fa andare bene. Poi c’è chi ha la fortuna di lavorare con soddisfazione sia professionale sia finanziaria. Invece non capisco il senso di chi resta in un’azienda che tratta male i dipendenti sotto ogni punto di vista, nessuno stimolo, nessuna crescita, oltretutto con una paga di m****. Certe ditte dovrebbero rimanere senza manodopera sull’orlo del fallimento per capire che stanno sbagliando, ma purtroppo troveranno sempre “disperati consenzienti” e nulla cambierà.

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