Annoiarsi a lavoro
Riferimento alla lettera:
Buonasera, ho trovato questo sito per caso et voilà eccomi qui. Vi è mai capitato di essere stanchi della vostra vita? Di svegliarvi al mattino e come primo pensiero dire: un'altra giornata di me**a sta per cominciare! Beh, a me capita tutte le mattine. Ho sempre pensato, fin da bambina,...
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Data di pubblicazione: 2 Maggio 2018
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Ciao a tutte ragazze e buon anno a voi!
Erika che bello, sono felice che tu possa cimentarti in un nuovo lavoro e spero davvero che questa volta sia quella giusta. Vada come vada, penso tu abbia fatto bene a cogliere quest’opportunità cercando di migliorare la tua condizione. È una scelta coraggiosa e ti faccio i complimenti!
Io in questo periodo ho sostenuto alcuni colloqui e ieri mi ha ricontattato una di queste aziende, in quanto vorrebbero assumermi il prima possibile. La proposta economica è molto buona e l’azienda lavora esclusivamente con l’estero, quindi avrei da lavorare. In settimana ritiro la lettera di intenti e in questi giorni dovrò riflettere bene. Potrebbe essere la mia occasione (l’azienda è storica), se mi hanno scelta su tanti significa che sono piaciuta e questo mi fa tanto piacere, ma… Ragazze, ammetto che tra tutte le aziende viste questa è quella che mi è piaciuta meno. Sin da subito ho percepito una certa austerità che non mi ha fatta sentire…
Propriamente a mio agio, tant’è che dopo il primo colloquio ero incerta se proseguire con la selezione. Inoltre i prodotti sono di ingegneria meccanica e complessi. Al secondo colloquio di ieri, il titolare si è mostrato burbero inizialmente, poi si è ammorbidito invitandomi ad entrare nel loro team perché per loro sono la persona giusta. Io mi sono presa qualche giorno per riflettere, anche perché ritorno a lavoro il 10 e sto attendendo riscontro da parte di un’altra azienda che mi era piaciuta tanto come primo impatto. Insomma, già stanotte ho faticato a dormire, la tensione si fa sentire 🙂 voi che ne pensate? Vi terrò aggiornate!
Ciao Dolly, mi fa piacere sentirti e sapere che anche tu hai novità! Per quanto riguarda l’ansia ti capisco, non ti dico io! I giorni in cui ho dovuto prendere una decisione e poi comunicarla al mio capo, ho dormito poco e male, oltre ad avere avuto mal di testa perenne! Comunque, da quello che dici tu riguardo la nuova proposta, l’offerta sembra buona! Io ti consiglio, che poi è quello che ho fatto io, di valutare la situazione nel complesso: lo stipendio ti sta bene? Gli orari? E’ vicina o lontana da casa? Ti offrono delle prospettive future buone? Ad esempio, la nuova azienda in cui andrò mi offre un full time (quindi meglio rispetto alle 35 h che faccio ora), è più vicina a casa, il contratto è di 6mesi+6mesi a tempo det. e poi indeterminato se c’è accordo tra le parti, quindi buono, rispetto ad esempio ad una sostituzione maternità o altro… insomma ho preso in considerazione tanti fattori, oltre ovviamente all’impressione personale che però trarre in inganno.
Quindi ti consiglio di fare una media tra impressione personale e fattori più oggettivi… poi ovviamente se ti sei sentita davvero a disagio capisco la difficoltà ad accettare… ogni aspetto nella valutazione ha un suo peso e non si può ignorare… e l’altra azienda da cui aspetti una risposta, che aspetti negativi e positivi ha, anche rapportata a quella che ti ha scelta? Magari anche questo confronto, oltre ad una tua sensazione personale può aiutare… di più non saprei cosa dirti… io ho preso la mia decisione, faticosa e non semplice, basandomi su più cose… ma ho fatto davvero la scelta giusta? Magari ho sbagliato in pieno, ma questo solo la mia esperienza nella nuova azienda potrà dirlo, come del resto anche per te… solo provando lo saprai! Prendi la tua decisione con più serenità possibile e stai tranquilla, andare a colpo sicuro con queste scelte è potenzialmente sempre un “terno al lotto”, la garanzia di azzeccarci non la si ha!
Bisogna basarsi sulle poche informazioni che ci vengono date durante il colloquio e su un’impressione di mezz’ora o poco più che può essere fuorviante, sia in senso negativo che positivo… non è semplice e chi ci passa lo sa! Quindi vai tranquilla, prendi la cosa seriamente ma non perderci la salute, alla fine nessuno di noi ha la sfera di cristallo per sapere a priori cosa sarà meglio per noi a medio e lungo termine… qualsiasi decisione prendi, falla con la consapevolezza di questo, sapendo che comunque in ogni caso farai cio’ che pensi sia meglio per te… già questo deve bastare! (Lo dico a te, ma anche a me stessa 🙂 ) Non saprei cosa altro consigliarti… mi raccomando aggiornaci poi! 😀 😀
Ciao Erica, innanzitutto grazie per gli spunti di riflessione 🙂 mi sono molto utili in questo momento, credimi!
Diciamo che entrambe le aziende sono vicino casa, l’orario di lavoro è full time in entrambi i casi, però l’azienda che mi è piaciuta maggiormente chiede di fare un sabato al mese anche, solo 4 ore..Che in ogni caso pesa un pochino! Poi farei commerciale Italia, mentre l’azienda che mi ha scelto ha necessità per l’estero. Che dire, sicuramente la proposta nell’insieme è allettante e mi propongono più del mio attuale stipendio (hanno sottolineato che prendo una miseria al momento…), con possibilità di crescere sia sal punto di vista professionale ed economico. L’azienda è sicuramente seria. Certe occasioni vanno colte al volo, ho già atteso fin troppo…La sfera di cristallo non l’abbiamo, è vero. Sicuramente il mio titolare mi mancherà, è una persona molto paterna e dolce nei modi… Ma non mi permette di farmi le ossa, quindi devo prendere una scelta drastica.
Ciao Dolly, confermo il fatto che da quello che mi dici, l’offerta sembra più che buona… inoltre avresti la possibilità di formarti e crescere nell’ambito per cui hai studiato, per cui ottimo direi! Come dici tu, hai aspettato tanto per avere un’opportunità del genere, quindi non so quanto convenga farsela scappare! Se poi per qualsiasi motivo non dovessi trovarti bene, puoi anche valutare l’idea di restare lì quanto basta per imparare tutto ciò che puoi e poi spostarti di nuovo. In ogni caso sarebbe un’esperienza costruttiva e formativa! E intanto guadagneresti qualcosa in più, che anche quello non fa mai male 😉 .Anche a me mancherà il mio titolare, che è buono e tranquillo e non ti mette nessuna pressione addosso, ma come dici tu, bisogna farsi le ossa, soprattutto al giorno d’oggi e purtroppo con la pacatezza e la troppa tranquillità, rischiamo di non arrivare da nessuna parte, a lungo andare…
Hai ragione Erica, è proprio una buona proposta quella che mi hanno fatto. L’azienda è molto conosciuta e strutturata, esiste dal 1918, il 96% del fatturato è estero. Quindi tutta un’altra storia rispetto ad adesso, ho delle garanzie e delle certezze. In questi giorni mi studierò i prodotti.
C’è stata una cosa in particolare che mi ha ferita e mi fa propendere per lasciare l’attuale lavoro: un mi collega ha dato le dimissioni prima di Natale e vogliono assumere due nuove persone per sostituirlo. A parte la follia delle DUE nuove assunzioni, ho sperato fino all’ultimo che mi proponessero di occuparmi di una parte delle vendite Italia. Invece no, non mi hanno minimamente considerata e preferiscono assumere due nuove persone e formarle da zero. In quattro anni non mi sono sentita valorizzata, nemmeno ora che un mio collega è andato via e ci sarebbe stata la possibilità di farmi fare qualcosa di realmente utile.
Hai fatto benissimo Erica a cercare subito un nuovo impiego, credimi!
Aspettare troppo, rimanere incastrati in situazioni che non ci soddisfano, è solo avvilente e deleterio per l’autostima. Più si aspetta e si rimanda, più sarà difficile cambiare. Era il mio primo lavoro, non avevo metri di paragone e tutti mi dicevano di non lamentarmi…Ma avrei dovuto cambiare prima in realtà. Prima delle ferie di Natale i capi mi hanno fatto tutto un discorso su come io sia importante per loro perché sono quella con più anzianità (ahimè è vero), che un domani avrò un ruolo di rilievo, eccetera… Parole che perdono di significato se non supportate da fatti. Assumono persone su persone e sanno benissimo che ho poco o nulla da fare. Mi sento ignorata, altro che ruolo di spicco nell’azienda!
Ciao Dolly! Vista la situazione, a questo punto fai proprio bene ad andartene! Anche perché, se avessero voluto davvero valorizzarti e farti crescere, avrebbero potuto farlo in questi anni… direi che di tempo ne hanno avuto! Inutile aspettare ancora… e comunque, anche il mio capo vuole subito assumere un’altra persona per sostituirmi, sempre per restare nel tema di assunzioni inutili! Incredibile che non abbia capito (o non voglia capire) che quello che faccio io possono benissimo farlo a turno le mie colleghe e che un’altra persona è totalmente inutile!
Spero davvero Dolly di avere fatto bene, non so cosa mi aspetterà, ma abituarmi a questo ritmo “morto” mi avrebbe fatto solo che male a lungo andare e poi vado per i 26 anni tra pochi mesi, il tempo passa alla svelta e il mondo del lavoro è veloce e competitivo, avevo paura davvero di “restare indietro” non solo per un fatto di competenze, ma anche anagrafico…
Ciao Erica, ho dato le dimissioni questa settimana e anche il mio titolare assumerà qualcuno per sostituirmi! Quindi assumerà 3 nuove persone quest’anno. Io mi chiedo cosa faranno tutto il giorno…Mistero. Inoltre non ha preso bene il mio licenziamento, a sentire lui è qualcosa di incomprensibile e un duro colpo per l’azienda. Dal punto di vista umano dispiace anche a me, ma gli ho spiegato del mio bisogno di avere stimoli… Stimoli che nella sua azienda non potevo trovare.
Alla fine comunque ho firmato con una società che mi ha fatto una controproposta tra lunedì e martedì e sono molto felice perché desideravo proprio entrare lì! È una super realtà dove potrò imparare molto lato commercio estero, sono davvero emozionata! Come dici tu, Erica, il tempo passa velocemente ed il mondo del lavoro è sempre più competitivo. Spesso rimpiango di non aver cambiato prima, però è altrettanto vero che questo lavoro mi ha permesso (almeno) di riempire il curriculum e farmi un pochino di esperienza.
Ciao. Faccio parte del club di quelli pagati per non fare niente. Presento il mio lavoro: sono al front office per un’azienda gas da un anno e mezzo, in orario part-time, seguo due uffici aziendali in modo autonomo, da sola -no colleghi,capi,responsabili, etc in mezzo ai piedi- ho le chiavi quindi apro e chiudo.
Fin qui tutto molto bello. Se non fosse che per come sono fatta io, questa noia mortale mi sta devastando. Ho acquisito molte competenze nelle precedenti esperienze e mi sento assolutamente sprecata. So fare molto più di quello per cui sono stata presa. Mi hanno messo là per il nulla cosmico. Provo spesso apatia, noia, delusione. Non trovo senso nel farmi ogni giorno 46 km a/r per sedermi a una scrivania e cercare qualcosa da fare… In genere per occupare il tempo guardo dei film, un po’ di YouTube, visito siti, etc etc.. Anche se sono solo 4 ore il più delle volte è molto pesante l’attesa dell’ora X per andarmene. -continua-
Da 3 mesi sono alla ricerca di un altro impiego e tutte le persone a me vicine mi prendono per pazza… “Lasciare un lavoro così?! Ma scherzi?! Essere pagati per fare niente??? Il sogno di tutti! Per me, se te ne va da lì, ti pentirai amaramente!
Che ti frega di lavorare se puoi riposarti e prendere lo stipendio? Pensa che ogni mese ti arrivano i soldi!”
Questo è quello che mi sento dire ogni giorno.
E mi son proprio stufata.
Ragazze!!! Mi ero persa le vostre ultime notizie. Sono molto contenta per voi! Vedo che un’altra cosa ci accomuna, l’incapacità dei titolari di saper quantificare il lavoro dei propri dipendenti. Come vi dicevo ho colleghe che fanno regolarmente straordinari mentre la sottoscritta non sa come fare sera. Ovviamente mi sono sempre resa disponibile per aiutarle, ma la risposta è sempre stata “no grazie, sono cose che è meglio se faccio io..”. Sono stata anche da una psicologa, ho parlato con una mental coach e, alla fine della fiera in accordo anche con la mia dottoressa (vista la mia debole salute mentale) abbiamo deciso che ogni tanto ho necessità di rimanere a casa…
Prima mi sarei sentita in colpa, oggi non più perché ho realizzato che la situazione mi genera uno stato mentale tale da rischiare una depressione.
Ciao a tutte ragazze,
La salute mentale viene prima di tutto il resto, gli stati depressivi non sono da sottovalutare, in questi casi dobbiamo correre ai ripari quanto prima. Staccare e prenderci del tempo per ritrovare un equilibrio, dobbiamo prima pensare a noi stesse in casi come questi. E soprattutto, dobbiamo tenere bene a mente che noi non abbiamo alcuna colpa, siamo solo state sfortunate. La colpa è di chi dirige le aziende.
Come sapete, da fine gennaio lavoro per un grande gruppo ed ero molto emozionata all’idea di una nuova opportunità lavorativa che sembrava super allettante. Al mio secondo giorno di lavoro la direzione mi chiede di fare un periodo di un mese presso una delle loro filiali estere per fronteggiare una situazione di emergenza. Essendo nuova avevo parecchi timori, decido di partire (sola) e di mettermi in gioco. Arrivo presso questa sede estera e mi ritrovo nel delirio più completo. Filiale che deve essere chiusa, dipendenti licenziati e solo io in ufficio
Ordini inevasi da circa un mese, clienti inferociti, contratti di affitto e leasing da disdire in tempi lampo con relative penali… Il tutto sul mio groppone, venuta Dall’Italia, senza sapere nulla dell’azienda. 10 ore di lavoro al giorno e 5 ore di sonno per notte, vita in hotel, eccetera. Sia chiaro, le esperienze di lavoro all’estero sono sempre formative e di crescita, ma fidatevi che ritrovarsi in una filiale abbandonata e piena di problemi fa solo venire voglia di fuggire. Sono rientrata ieri e la direzione mi ha chiesto di ripartire domani, stavolta per l’apertura della nuova filiale. Ho fatto presente che sono stanca, che ho appena cominciato a lavorare lì e mi piacerebbe capire quale sarà il mio ruolo, perché finora la situazione non è stabile e nemmeno confortante. Presso questa nuova sede dovrò fare una settimana e poi si vedrà, ma io non ho intenzione di dovermi muovere in continuazione! Credevo fossero organizzati, ma finora non ho avuto questa impressione. Spero sia
solo una situazione di emergenza e una volta rientrata ci sia spazio anche per me negli uffici della mia città, altrimenti sarebbe un’altra fregatura. Non voglio essere negativa, ma mi hanno mandata allo sbaraglio e le premesse per questa nuova filiale non sono delle migliori, non c’è chiarezza su nulla e i clienti sono giustamente arrabbiati. Domani riparto e ho il morale sotto i piedi. Hanno mandato me che sono nuova perché nessun tra i loro 400 dipendenti ha voluto farsi carico di tutto ciò! Le mie domande restano senza risposta perché nemmeno la direzione sa cosa sta facendo, sono tutti tentativi di salvare una filiale in crisi.
Se le cose vanno male sto seriamente pensando di andare a fare la commessa, ambire ad una vita più semplice, basta avere un minimo di tranquillità. È l’incertezza che mi fa stare male… Scusate lo sfogo, ma mi sembra sempre di trovarmi in situazioni assurde, a raccontarlo non ci si crede.
Ciao a tutte, anche io presente nel club dei “pagati per non fare nulla”. Tecnicamente non è che non abbia nulla da fare considerando che gestisco l’amministrazione, il personale, in alcuni casi l’ufficio acquisti e per certi versi pure la produzione, ma purtroppo non c’è nulla di costante e quindi passo da avere giornate in cui le 8 ore non mi bastano a giornate in cui mi chiedo perché accendo il PC.
Il problema principale è l’ambiente, definirlo tossico è un eufemismo, praticamente sono una risorsa abbandonata a sé stessa e qualsiasi tipo di problema esca fuori passa automaticamente nelle mie mani con i titolari effettivamente inesistenti; in alcuni casi nonostante riconoscano le problematiche non fanno nulla per rimediare.
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Non ho nessuna prospettiva di crescita se rimango qui ma al tempo stesso non ho le forze di fare nulla per cambiare questa situazione, sono diventata apatica nei confronti di tutto, non mi interessano più le mie passioni e a forza di passare il tempo a scadenziare pagamenti con l’angoscia di riuscire a farli gestisco le mie finanze malissimo.
Mi sembra di dover accantonare ogni mese più soldi per essere tutelata qualora le cose dovessero finire male e dovessi trovarmi senza un lavoro quindi ogni volta che mi voglio togliere uno sfizio la vivo malissimo e sento di spendere per cose delle quali non ho assolutamente bisogno tant’è che finisco per rinunciarci oppure cedo e poi mi pento, non ero assolutamente legata ai soldi prima di lavorare qui.
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Porto avanti qualsiasi cosa possiate immaginare e tutti al di fuori notano l’impegno e la costanza che ci metto tant’è che mi ringraziano sempre per disponibilità e gentilezza. Sono una persona molto precisa e organizzata che è in grado di reggere la pressione e seppur in questi due anni abbia retto e abbia cambiato certe cose in meglio ad oggi capisco di non averne più voglia, perché metterci tanto impegno tanta fatica senza mai un minimo di gratitudine? Non è neanche una questione economica, sia chiaro prendo il minimo sindacabile, ma con gratitudine non intendo un aumento mi basterebbe “Grazie hai davvero fatto la differenza”, “Grazie facciamo come suggerisci visto che è la strada migliore da percorrere” zero, zero zero!
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Quindi sì non c’è nessuna possibilità che questa situazione migliori perché dietro non c’è una struttura che sappia sfruttare le risorse e proseguire in una certa direzione ma si va avanti con errori su errori evitabilissimi continuando a far figure su figure con i clienti con la sottoscritta che poi dovrà intervenire in situazione non di competenza per salvare il salvabile.
Vengono premiate solo persone che si meriterebbero l’esatto opposto, colleghi che “piangevano miseria” durante la cassa integrazione covid ma che ad oggi rifiutano gli straordinari perché pagati solo il 25% in più ai quali vengono riconosciuti premi controvoglia ma senza dire nulla, colleghi che prendono permessi e ferie adesso per adesso senza che gli sia detto nulla o che decidono di entrare un’ora prima per finire prima ecc. ecc.
Credetemi potrei farvi una miriade di esempi che vi lascerebbero senza parole, ma con tutto quello che ho visto e sentito in questi anni davvero continuerei all’infinito…
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Scusate il lungo sfogo ma sono mesi che vi leggo e che senza saperlo mi date un po’ di conforto.
Fuori da qui amici e familiari sono a conoscenza che sono uno più “pazzo” dell’altro ma determinate cose non le ho mai raccontate perché provo vergogna, sì mi vergono ad ammettere che nonostante tutto io non riesca a dire “me ne vado”, un po’ per la paura di non sapere cosa c’è fuori un po’ perché vorrebbe dire veder vanificato tutto quello che ho raggiunto fino ad ora.
Dolly…ma cosa mi racconti..mi dispiace..ma che aziende ci sono??! Io ormai non mi stupisco più di tanto perché sono abbastanza “grande”, ma non è possibile. La mia situazione è sempre la stessa, momenti di noia e apatia alternati ad altri dove, per qualche strano motivo riesco a sopportare la cosa. Certo non è quello che vorrei ma non ho alternative.
Dolly, ma dove ti trovi? Quanto devi rimanere? Come mai mandare l’ultima arrivata? Non hai nessuna esperienza e ti sbattono in una filiale estera?
Gia come vedi qui sei in buona compagnia, non ti devi vergognare di nulla, anzi puoi “usarci” per sfogarti. Noi ti capiamo.