Amore con mutuo a carico! (per non parlare della suocera…)
Ok, ragazzi…. quel che è troppo, è troppo!! Mi spiego subito: il mio ragazzo, prima di mettersi con me, ha contratto un mutuo assurdo per acquistare una casa! E anche i suoi ne pagano una parte… Ora la caraaaaa mamminaaaaa sua mi fa pressioni (ormai neppure tanto velate! ) perché io mi faccia carico di una parte del maledetto mutuo con la scusa che così si dimostra che davvero ci tengo a lui (? !? Ma da quando in qua l’amore si misura con i soldi??? ). Il paparino di lui intanto fa finta di nulla (… ). Il mio ragazzo ovviamente non vuole (apparentemente) che io mi faccia carico dell’azzardo in cui si sono infilati. Ma ultimamente, temo sobillato dalla caraaaaa mamminaaaa, sta cominciando a mettere in dubbio che io voglia impegnarmi davvero con lui. Premetto che io ho fatto sacrifici inumani per stare insieme (abito nella casa in costruzione senza pavimenti nè riscaldamento, nel Piemonte, mica alle Maldive!!! ) e non mi sono lamentata mai.. anzi lo facevo con tutto il cuore, addirittura felice… (ma si può essere più stupidi??? ).
E lui ora comincia a fare discorsi sempre più strani… È diventato sempre più esigente e incontentabile. L’altra sera mi ha detto che non sa cosa vuole da me e quindi sono sotto un continuo attacco di critiche. Io non lo capisco più. So solo che lo amo e non so più cosa fare…
In tutto questo la domenica si mangia da mammina e il resto della settimana mangiamo con papino perché lei a suo marito non lo può vedere e me lo ha scaricato sul groppone! Così io spignatto e lei va a giocare a canasta dalle amiche! Io sto cominciando ad odiare seriamente la sua famiglia! Sono pazza io o la vita è fatta di queste cose e io sono preda di un attacco subdolo di vittimismo?? Aiutatemi, vi prego!
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Categorie: - Amore
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direi che hanno fatto un buon affare: una serva, e pure gratis.
Scappa, fatti rispettare: andando avanti potrebbe essere solo peggio. Pensa che razza di futuro, se aveste figli, con questa madre…questa famiglia che ti sfrutta per benino.
Scappa se puoi!
Parenti serpenti!
Pretendi rispetto in toto.
Ha ragione VeramenteDisperatissima.
Dopo che ti adatti alla situazione con tutti i contro possibili…dovresti anche impegnarti nel “dare le spalle” a questo progetto???
Rifletti.
1abbraccio.
Non dargli neppure un centesimo proprio per il fatto che te lo sta facendo pesare,l’amore non si misura tirando fuori il portafoglio,se non gli stà bene che si fidanzasse con un bancomat.Attenta al suo momento di “confusione” perchè invece quando sarà certo che tu non lo aiuterai economicamente ti darà il ben servito facendoti pure sentire in colpa.Tu non sei obbligata per niente,è un problema loro che hanno fatto il passo più lungo della gamba…non comprarti il suo amore che fra l’altro sembra che valga proprio poco.
@roberta:
peccato per il tuo nome, che mi ricorda un periodo non proprio felice, perché per il resto… hai proprio ragione!
Finirebbero per farti sentire in colpa, cara tigrotta,
adducendo chissà quali responsabilità tue nella fine del rapporto.
Che vergogna! Il signorino è tanto prezioso che dovresti pagare il privilegio di vedere la sua bella faccia??!
E non mi pare che tu stia vivendo in una reggia…
se vuoi dividere la tua vita con uno sprovveduto morto di fare, prego, ma che almeno sia onesto e generoso!
Il danno è loro, dovrebbero avere la decenza di non pretendere aiuto.
Capisco il tuo amore, ma ritrovarsi con un sacco di soldi buttati e senza amore è peggio.
A questo punto non hai nulla da temere: di meglio lo troverai SICURAMENTE.
Mi dispiace solo di leggere quanto l’amore, anche con te, giochi brutti scherzi.
E` un ricatto. Tutta la vita lo e`. Allora se ti vuoi bene e pensi di valere devi fare una cosa semplicissima: dire NO. Incominci bene per finire male difficilmente accade il contrario. Un bacio
Dalla tua generosità che descrivi probabilmente, se ti avessero posto le cose in un altro modo, avresti dato comunque una parte per vivere lì?
senza vincoli di mutui, intendo dire che lo avresti aiutato mettendoci di tuo perché vivete insieme? Forse lo fai già, non ho capito, ma loro pretendono qualcosa di scritto? il punto è poi che potresti invece, se non vogliono qualcosa di scritto, ma i soldi, ritrovarti ad aver messo una parte in una cosa che un giorno non sarebbe tua, se le cose (chiaramente speriamo di no) andassero male? – potresti anche decidere di andartene tu, intendo.
E’ brutto ridursi a fare queste ipotesi, ma il fatto è che il discorso soldi lo hanno tirato fuori loro, e quello che è chiaro, visto che ci stai scrivendo, è che istintivamente – al di là dei se e dei ma – è che tu stai sentendo un forte disagio.
Qualcosa, insomma, non ti torna.
Non ho capito da quanto tempo siete insieme e da quanto tempo vivete insieme.
Comunque di sicuro, in generale, l’ingerenza materna ecc ecc ti pesa. (e credo bene…).
E, ripeto, più di tutto conta il disagio istintivo che senti, anche nel cambiamento che percepisci in lui.
Insomma, secondo te sua madre lo sta caricando…?
e sta caricando una persona che evidentemente, di suo, è già preoccupata per qualcosa che magari gli sta togliendo il sonno…
bisognerebbe capire, poi, quanto questa decisione, quella di prendere questa casa, sia stata sua sin dall’inizio, o quanto la pressione dei genitori abbia pesato già prima.
Lui era convinto? era una sua scelta e lo hanno aiutato? o era una scelta di tutti loro insieme? o più loro che sua, in base “al buon investimento”?
Questa faccenda è un casino anche perché, per il fatto che i suoi mettono dei soldi, si sentono chiaramente con il diritto di mettere bocca.
Anche se esiste anche il fare un prestito a un figlio senza per questo fargli… i conti in tasca…
Ma bisogna anche vedere quali sono i loro patti.
Il discorso è anche quanto è pulito, chiaro, diretto, libero e alla pari il dialogo tra voi due.
Cioè quanto potete parlare serenamente, e prendere serenamente insieme delle decisioni. Quanto entrambi, ma veramente alla pari, potete mettere le vostre motivazioni e perplessità in tavola…
ho l’impressione che le cose non stiano andando così…
Ho una coppia di amici che ha effettivamente fatto il passo più lungo della gamba comprando una casa con il mutuo, di comune accordo (a nulla sono valsi, in quel caso, i consigli di amici e parenti che hanno tentato di dire loro che forse non era il caso… dopotutto la decisione era loro, giustamente) e da quel momento hanno i capelli dritti in testa per arrivare a fine mese, anche perché lei va avanti a lavori precari, e ogni piccola spesa optional o improvvisa diventa motivo di angoscia. Già così, loro che si amano molto, e tendenzialmente vanno molto d’accordo, vivono un periodo di tensione…
Nel vostro caso non si tratta neppure di una vostra decisione. Ma di una sua decisione precendente…
Le questioni di soldi sono poco poetiche, ma quando si diventa adulti un loro peso lo hanno.
Ma nel senso che una coppia ha anche una sua amministrazione economica di cui tener conto.
Voglio dire, è inevitabile.
Che si prenda una casa in affitto, che si compri una casa insieme, che uno dei due abbia una casa di proprietà…
il discorso è, semmai, quanto questa amministrazione viene vissuta in maniera serena, secondo un patto sereno all’interno della coppia.
Uno può anche decidere, per dire, di mantenere il partner tutta la vita, se ai due della coppia va bene saranno fatti loro, e nessuno deve mettere bocca.
Faccio un esempio a caso, ma per dire quanto sia importante che la questione economica, poco romantica, ma realistica, sia vissuta serenamente.
E qua, mi pare, non c’è serenità. Ma, alla base, perché?
Per mancanza di dialogo? per ingerenze? per dei punti che non sono stati chiariti tra voi?
E’ tra voi due che dovete chiarire come volete amministrarvi. Gli altri non centrano niente.
Poi, ripeto, se si riesce ad essere indipendenti, veramente, da chi ha un carattere che tende ad interferire, è sicuramente meglio.
Se non ti dà un centesimo non può mettere bocca.
Se ti dà dei soldi che i patti siano chiari.
Alla fine, parlando di impegno… due possono anche decidere di vendere questa casa e di prenderne un’altra, dal mutuo meno esoso, svincolato dal dover ricevere un aiuto dai suoceri, e impegnarsi, appunto, insieme, per fare un altro mutuo per una casa scelta insieme…
(a meno che non ci siano i vincoli che impediscono la vendita entro tot anni ecc.).
Due possono anche decidere, insieme, di mollare tutto e aprire un chiosco in messico… faccio esempi estremi, ma per dire che si decide in due. Si cerca in due la via più serena e più condivisa. Il problema è che quella casa non la senti tua? Perché motivo siete ogni domenica a pranzo lì e perché dal lunedì al sabato suo padre mangia da voi?
è una decisione che avete preso insieme?
è una decisione necessaria dovuta a determinate contingenze?
oppure non c’è l’opzione, non esiste proprio, che insieme possiate decidere per una domenica sì e una, o due, o tre no?
o che lui, se deve/vuole andare a pranzo da sua madre possa andarci, ma anche senza di te, che magari quella domenica vuoi andare tu a giocare a canasta?
Magari tu hai scritto questa lettera in un momento in cui eri particolarmente scocciata/arrabbiata/frustrata ed è per questo che la sensazione che può dare è che tu senta di non avere abbastanza voce in capitolo…
Forse è questo il “vizio di fondo”, la cosa che non va? dai pranzi fino ad arrivare alla casa e al mutuo?
Ricordati sempre che la coppia è… una società dove entrambi i soci hanno uguali doveri, ma anche uguali diritti. Lui ha il diritto di tenere quella casa, se l’è scelta, ma dovete trovare un punto di incontro, mi pare…
SCAPPA A PIU’ NON POSSO!!!
non credo mai alle donne quando parlano di soldi… sono le prime a pretendere di essere mantenute…. state vivendo nella casa che ha comprato lui? è giusti che dai una quota, se vivessi da sola pagheresti un affitto in ogni caso…
per il discorso dei suoi genitori invece hai la mia solidarietà.. i genitori non devono mai mettersi in mezzo
Lo chiami “il mio ragazzo”, perciò immagino che non siate sposati, a che titolo quindi dovresti pagare il suo mutuo?
Non acquisteresti mai la proprietà del bene e perderesti i tuoi soldi.
Se lui pretende questo da te è un infame e un ladro.
Quanto alla sua famiglia, se non hai sposato lui figurati loro.
ma che c’entra essere sposati?
non ho capito in effetti, per aver letto forse in fretta, se alla tua partecipazione corrisponderebbe aver titolo ad una percentuale della proprietà
probabilmente no, in ogni caso puo anche essere logico che se lui sta impegnando tutti i suoi soldi per pagare la cas dove siete, tu debba pagare in maggior parte altre cose come la spesa…. non capisco bene chi paga cosa…. se lui semplicemente non ce la fa perchè mette lo stipendio nel mutuo, devi per forza aiutare: i tuoi soldi li spendi solo per te? che razza di convivenza è?
Bè, mia cara Vavava, tra sposarsi e convivere c’è, dal punto di vista del diritto civile, una gran bella differenza!
Se il ragazzo in questione sta pagando un mutuo per comprarsi una casa di cui sarà il solo proprietario (o peggio ne sarà comproprietario con la famiglia di origine) deve pagarselo da solo. La ragazza deve contribuire alle spese di convivenza per la parte che le compete, e null’altro.
La generazione che ha inventato la convivenza perché crede che l’amore “non abbia bisogno di contratti”, si trova spesso in un mare di guai.
scappa ce’ di meglio a sto mondo
Perchè Ari, che si sposa non si trova spesso in un mare di guai? Guai anche più grossi direi. Matrimoni e convivenze creano solo grossi casini. Bisognerebbe essere tanto saggi da fermarsi ai primi momenti dell’innamoramento, senza andare avanti, proprio per evitare l’inevitabile parabola discendente che ogni relazione in ogni caso attraversa.
Perchè stare da soli è considerato tanto spaventoso?
Perchè non si può amare senza necessariamente dover condividere OGNI singolo attimo della propria vita?
E comunque, inevitabilmente, ogni questione economico-pratica non può che togliere poesia all’amore.
ARI e MINURTA: Concordo sul fatto che anche chi si sposa può ritrovarsi in un mare di guai. Io non mi sono mai sposata, ma conosco persone per cui il matrimonio non è stata una tutela. Non una tutela per la felicità di sicuro.
Conosco matrimoni riusciti e convivenze riuscite, matrimoni falliti e convivenze fallite.
Con Ari concordo sul fatto che a volte un pezzo di carta fa la differenza, se parliamo di diritti sui beni immobili.
Ma, se non erro (se non erro) comunque il coniuge, anche in comunione di beni, non ha diritti sulle proprietà comperate prima del matrimonio. Potrei sbagliare, ma mi pare che le cose stiano così.
Al contempo persone che non si sono sposate, ma che hanno preso casa insieme, si sono trovate più vincolate (quando la storia è finita) tra loro di due sposati che vivono nella casa che è solo di uno dei due.
Ogni questione economico-pratica in qualche modo toglie poesia all’amore, ma d’altra parte, a meno che non sia due eterni fidanzati che vivono entrambi a casa di mammà, e che non escono neanche a mangiare una pizza (paga uno dei due? o alla romana?) credo che le questioni economiche facciano parte di questo mondo… che ci piaccia o no.
E spesso non ci piace, e credo bene… soprattutto in un momento storico in cui i soldi sono un problema un po’ per tutti… e non solo un po’… in cui i lavori precari abbondano e mandano in ansia riguardo il presente e il futuro…
molto però, anche in tempi di maggiore quiete, dipende anche dal rapporto che, singolarmente, i due della coppia hanno con il denaro e dal rapporto che c’è tra i due.
Amici miei hanno tre figli, lavora solo lui perché lei aveva un lavoro precario che ha perso con la nascita del terzo figlio, hanno comperato, diversi anni fa, per pochi soldi, una casa che era tutta da rifare, e ci hanno messo anni per metterla a posto, un pezzetto per volta. per un tot ci hanno vissuto dentro (con due figli piccoli), poi, quando c’è stato da fare il grosso del lavoro, per un tot sono andati a vivere dai suoceri… Non sarà stato tutto un paradiso, ci saranno state preoccupazioni, e ci saranno tuttora. Ma sono sereni. E non fanno finta. Sono una squadra, per davvero.
Per come la vedo io si può stare bene sia da soli che in coppia. L’importante, banalmente, è stare bene per davvero.
Che si viva in casa insieme, o in due case separate.
Fermarsi ai primi momenti dell’innamoramento senza andare avanti per evitare la parabola discendente? E quali sarebbero i primi momenti? I primi dieci minuti, le prime dieci ore, i primi dieci giorni, i primi mesi…?
E come si fa a capire, in anticipo, quando sta per arrivare l’inizio della parabola discendente? E poi sarebbe davvero gratificante e saggio mollare tutto quando ancora si sta bene??? Girare con il freno a mano???
Forse spesso manca il vero coraggio di tentare di costruire… e di correre anche il rischio. C’è chi lo ha affrontato ed è stato insieme una vita, davvero. Se si fosse fermato alle prime fasi non si sarebbe
perso qualcosa in nome dell’ideale?
La poesia può essere nel quotidiano, affiancata alle cose e alle decisioni pratiche che la vita di tutti i giorni impone. Probabilmente, in una storia che funziona, c’è posto per entrambe le cose.
Ci sono momenti belli da vivere insieme, momenti brutti da superare insieme.
Spesso le persone, deluse dall’amore, o impaurite dall’amore, danno la colpa all’amore, che non dura, che non esiste, che si affievolisce per sua stessa natura. O danno la colpa alla quotidianità che non può che rovinarlo, svilirlo, spoetizzarlo.
Quasi che l’amore fosse una specie di entità, davvero il puttino che gira con alucce e freccine. Quasi che Amore svenisse difronte all’arrivo di una bolletta.
Ma è tizio o caia che sta male, o reagisce in un certo modo quando arriva una bolletta, non è Amore.
E’ tizio o caia che, quando ha avuto una giornata stressante, arriva a casa e vomita addosso rabbia o frustrazione a chi c’è c’è.
E’ tizio o caia che a 40 anni ancora sta lì a farsi manipolare dai suoi o che vuole che il coniuge sia uguale o totalmente diverso da sua madre oppure gli vien voglia di scappare dalla finestra…
E’ tizio o caia ad usare la maggiore forza economica contro chi ha accanto…
L’amore può anche finire inspiegabilmente, non dico di no. Può finire e basta. Ma il problema è che le storie sono fatte dalle persone, e sono le persone ad essere spesso viziate, irrisolte, impaurite, vincolate al modello che hanno vissuto da bambini, a non riuscire ad instaurare un dialogo, a non sapere veramente cosa vogliono, a temere l’impegno e la responsabiità, o a chiedere all’altro un impegno prestabilito, e a non vedere l’impegno che invece c’è, fissandosi.
Sono le persone a volte, contro ogni evidenza, a non capire che si sono innamorate di qualcuno che non fa per loro, che provoca più malessere che benessere, e a sbattere contro l’evidenza dando la colpa all’amore, alle promesse che avrebbe fatto, ma che non mantiene mai, mentre non sanno accettare che alle volte ci si può semplicemente innamorare di qualcuno che si rivela diverso o che cambia.
Io ho avuto una brutta esperienza riguardo il fatto che i soldi possono spoetizzare l’amore. Ma non è stata colpa dei soldi, ma del rapporto che il mio lui aveva con i soldi e con l’ansia e il pessimismo, e la paura di essere abbandonato, che proiettava sulle questioni economiche.
Ci sono persone che non hanno un solo problema economico, ma che si tirano piatti in testa tutto il giorno.
E coppie in cui i soldi sono solo un pretesto per litigare, umiliare l’altro…
Ma anche coppie che riescono a trovare un equilibrio anche quando i problemi economici ci sono.
leggo considerazioni filosofiche, ci siamo allontanati dal problema di questa persona.
Quando si inizia a dire c’è questo e c’è anche il contrario, c’è chi è ricco ma infelice e chi è povero ma senza ansie… non si sta dicendo nulla, siamo a un passo dal qualunquismo.
Parliamo concretamente di questi problemi: presenza della suocera, propietà della casa, divisione delle spese. Non è col romanticismo che possiamo consigliare chi ha apeto il post
Ancora non capisco come questa coppia divide le spese e se lei in effeti contribuisce in qualche modo, perchè potrebbe essere lecito che il marito avverta l’ingiustizia di dover essere lui a pagare tutto il mutuo e magari pure altro.
In linea di massima, potrebbe essere giusto che se lui paga il mutuo, lei debba pagare tutte le spese di casa. quando il mutuo sarà finito poi si riorganizzeranno. Se invece lei intende non contribuire no nva bene.
Diverso il discorso dei suoceri in casa: è un errore grave da parte di lui, inacettabile e veramente retaggio di culture del passato…. non ci sarà MAI una vita famigliare serena se una coppia vive nella casa dove vivono anche i suoceri, dimenticatevelo: loro vivono davvero in quella casa?
Vavava: francamente sorrido, perché non mi fa sorridere chi crede che ci siano delle regole di comportamento che sono valide per tutti, e situazioni che sono uguali per tutti, perché quella è la sua opinione.
Molto spesso le persone hanno bisogno di credere che ci siano degli schemi buoni per tutte le stagioni.
Ma mi fa sorridere chi accusa chi è mentalmente più elastico di qualunquismo, semplicemente perché punta invece su una verità che non è affatto filosofica, ma molto pratica: e cioè che non esistono ricette valide per tutti e per tutte le stagioni, ma che le persone, anche poste nelle medesime situazioni, le vivono diversamente. E che quindi più dei fatti contano le sensazioni e le proprie reazioni a quelle situazioni.
E che, ripeto, non sono i soldi ad essere il problema base, ma il rapporto delle singole persone con i soldi e tra loro, e il dialogo tra loro. Perché se qualcuno ti impone qualcosa che non vuoi evidentemente c’è qualcosa che non va. Sopratutto se senti di non poter opporti in alcun modo, pacificamente, a questa imposizione.
E questo può essere un tratto generale della relazione, fuori dallo specifico problema dei soldi o dei suoceri, e che può essersi proposto in passato e potrà proporsi in futuro.
Ecco perché ho fatto degli esempi che a te sembravano molto relativi, ma che partivano dal presupposto che a volte un problema nasconde una incomunicabilità o un malinteso di fondo.
Possiamo dire fino a domani cosa è lecito o cosa non lo è, ma se due persone si trovano in una situazione di questo tipo spesso il problema è un malinteso a monte.
“Non va bene”, “Mai”, “Sempre”…
questi sono giudizi.
Come, peraltro, “qualunquista”, “non si sta dicendo nulla”, “errore grave”, “potrebbe essere lecito”…
Lo noto semplicemente, a me non cambia nulla che tu sia giudicante. Nè mi infastidisce che qualcuno la pensi diversamente o si esprima diversamente da me.
Eccomi di nuovo.Intanto volevo di cuore ringraziare tutti per i vostri consigli.Mi sono resa conto di aver scritto di getto in un momento di esasperazione e quindi di non essere stata molto chiara…Rimedio subito. Io non sono sposata con lui e la casa è intestata a lui (i suoi fanno da garanti e lo aiutano pagando mezzo mutuo…parliamo di €1900…mica bruscolini!)Io sono arrivata dopo 2 anni dall’inizio di questo progetto scellerato!E naturalmente contribuisco.Io pago il cibo, ho comprato le librerie dello studio,i costi per verniciare la mega-casa (sto parlando di una monumentale casa di 400mq).
IO: è vero..pagherei lo stesso un affitto…ma io con il mio stipendio non affitterei mai una casa da €900 (metà mutuo).Che diavolo me ne dovrei fare?
Suo padre viene a mangiare quando sono io a cucinare.In questo momento sono due settimane che sono andata a trovare i miei e sono a casa loro.Visto che non sono più lì a cucinare,mio “suocero” (non siamo sposati,ma non so come chiamarlo!)non viene più.E la “suocera” è incarognita nera con me.Me lo ha fatto anche capire per tel in modo neanche troppo velato e si è lamentata per il fatto che SUO marito ora sta sempre a casa e che lei deve cucinare per lui (Vi supplico…no comment!Io vengo da una famiglia dove cucinare per il proprio uomo è una gioia e non una seccatura!).E’ proprio questo fatto che mi fa incavolare: io sono andata a stare con lui e mi sono ritrovata con due uomini a carico!Temo che il mio ragazzo si sia piegato a questo progetto solo per fare felice il padre.Viviamo in campagna, sogno del “suocero” e non del mio tesoro (che comunque amo!).La mia preoccupazione è che se lui è tanto teso è perchè si è imbarcato in un sogno non suo e ora deve affrontare dei sacrifici assurdi.Non è che in tutto questo lui se la stia spassando più di tanto…Io convivo da quasi un anno, ma ci conosciamo da quando eravamo piccoli.
La cosa che mi ha ferita di più è che durante le ultime discussioni per decisioni banali lui abbia già cacciato fuori la frase in un momento di rabbia che potevo anche andarmene.E io mi sono vista fuori da quella casa dopo i sacrifici già fatti e i soldi spesi,con le librerie e la mia roba accanto senza un posto dove andare( io non sono di Torino e non conosco nessuno che potrebbe anche solo ospitarmi per una notte).So che parlare di soldi in una coppia non è il massimo del romanticismo..Ma ora sembra l’unica a non averci pensato fino ad ora sono io.Mi pare che gli altri si siano già fatti tutti i loro conti.E mi sento stupida.
Perchè i miei mi hanno insegnato a mettere il cuore davanti a tutto, se poi mi hanno mandato allo sbaraglio in un mondo che pensa solo ai soldi?
Ciao Tigrotta 🙂 provo a dirti quel che mi viene in mente leggendo il tuo ultimo post.
Vedi se può tornarti utile. Magari per niente. Pensieri miei, ok?
La sensazione che gli altri pensino solo ai soldi, mentre io funzionavo con il… combustibile del cuore ecc (passami l’espressione) l’ho avuta anch’io, in una circostanza passata.
E non è una bella sensazione, lo so. E’ anche di spaesamento. Però in realtà a volte non è che le persone pensino ai soldi in quanto tali, ma vanno avanti seguendo le loro ragioni.
Mi spiego: i tuoi suoceri (alla fine convivete, quindi mi pare corretto chiamarli così, e comunque ripetere ogni volta i genitori del mio ragazzo è chilometrico 😉 a quanto pare hanno seguito le loro ragioni, e hanno difeso e difendono le loro ragioni. I soldi sono una sorta di mezzo per le loro ragioni, sono una conseguenza delle loro ragioni, ecc.
Intendo dire che a quanto ho capito loro volevano quella casa, e a quanto ho capito tua suocera difende la sua ragione (chiamiamolo scopo, bisogno, interesse, come vuoi…) che è levarsi suo marito dai piedi all’ora di pranzo, per motivi suoi.
Più che schiacciata dal fatto che pensano ai soldi, sei schiacciata dalle ragioni degli altri, che gli altri perseguono con ostinazione, energia, anche paraocchi se vuoi, quel che è.
Il problema dei soldi è oggettivo, nel senso che in ballo ci sono 1900 euro al mese… (porca palettina…) e tutto ciò che ne consegue, sia a livello di sacrifici che di stress notevole.
Proviamo a suddividere i problemi però:
se tua suocera non vuole suo marito tra i piedi sono cavoli suoi. Che trovi lei una soluzione. Non è un problema tuo. Sarà un problema suo se non vuole cucinare, sarà un problema loro se non si sopportano…
Il problema del tuo ragazzo è che ha un mutuo mostruoso sulle spalle, che gli cagiona uno stress notevole. Forse è per le ragioni del cuore che ha accettato una scelta così pesante che, dici, era un sogno dei suoi?
Mi sa che non si dovrebbe mai accettare il sogno di un altro se non è il nostro, soprattutto quando pesa su di noi…
Lui si sta stressando anche per tenere in equilibrio il rapporto con i suoi, e paradossalmente il rapporto tra i suoi, alleggerendo la tensione tra loro prendendosi il padre a pranzo? Però è lui che si sta caricando anche di un problema che non gli appartiene direttamente. (i suoi sono grandi e vaccinati e sua mamma non può rompere le palle a lui o a te se non vuole il marito a pranzo).
Tu noti giustamente che un affitto di 900 euro non te lo saresti pigliata da sola.
Non fa una grinza.
La domanda che mi sorge spontanea però è:
il mutuo era di 1900 euro anche quando vi siete messi insieme e un anno fa quando siete andati a convivere?
Cos’è cambiato/successo nel frattempo per cui la questione si è posta in maniera diversa?
Quando vi siete messi insieme tu sapevi già che lui aveva ‘sto super mutuo sulle spalle? Come eravate d’accordo sulla cosa?
Idem un anno fa quando siete andati a vivere insieme.
Intendo dire (e non è una questione di stupidità) che la questione casa (progetto scellerato, lo definisci) era già in ballo quando avete iniziato questa relazione, e non era un punto di poco conto.
Era come se lui avesse preso, non so, un’attività, un negozio, ma venisse considerata una cosa che riguardava solo lui?
Sto solo cercando di capire come mai la questione sia venuta fuori solo in seguito.
E quali erano i vostri patti.
Che tu avresti contribuito solo ad una parte delle spese, nella misura che ti era possibile?
Io insisto sull’aspetto del dialogo tra voi comunque.
Il fatto che ci sia tensione in questo momento ci sta sicuramente, ovvio.
Anche perché non vi siete chiariti. E su un punto non di poco conto. Che non è solo una questione di soldi. Ma di quanto una cosa così importante sia la questione di uno solo o di entrambi. Quali siano i confini. La parte di ciascuno. E non è detto che debba essere un 50%, ma è importante stabilire il prima possibile, tra voi, cosa intendete fare.
Può darsi che lui sia teso anche perché l’equilibrio che spera di riuscire a mantenere sia anche il vostro, ma che si senta tirato da tutte le parti? (parti che hanno ragione e che hanno torto, ma che comunque dicono la loro).
Il punto è che vista tutta insieme questa faccenda è un gran casino, in cui però si mescolano questioni diverse, pranzi (tensione tra i suoceri che viene scaricata a voi), sogni diversi di persone diverse e mutui di 1900 euro.
La questione del dialogo ecc e di risolvere a monte i malintesi continua a sembrarmi importante.
Forse davvero ci siete così dentro che la tensione aumenta e vi confonde.
E’ importante anche che tu faccia chiarezza in te stessa.
Vuoi prendere parte a questo progetto che definisci scellerato? Mi sa di no.
Però sul lungo termine, se vivete insieme, e se vi considerate una famiglia è veramente fondamentale, mi sa, che decidiate se questo è solo il suo progetto o anche il tuo.
A maggior ragione per il fatto che vivi lontano da casa ecc ecc capire se quella è la tua casa o no, un progetto tuo o no, e in quale misura, non è certo di poco conto.
Perché hai investito in quella casa se ti pare un progetto scellerato?
Se non la senti tua?
O la senti tua, perché ci vivi con lui, dormi, cucini, compri librerie, ma non tua per un fatto che una firma non c’è e che non intendi pagare 1000 euro al mese?
Non sono sfumature, mi sa.
Forse il problema è davvero questa ambiguità di fondo (percepire il progetto come loro, ma spendere soldi per verniciare la casa, quindi essere un po’ nel progetto e un po’ no, un po’ legata alla casa anche tu, un po’ no).
Non ti sto dicendo che avresti dovuto fare così o colì, e che ci sia un modo giusto di procedere. Mi pare però che questa ambiguità sia un problema, più dei soldi stessi. Cosa vorresti tu? se lo sai le tue ragioni sono forti in te quanto quelle degli altri per gli altri.
LUNA : ho riscritto la risposta almeno 6 volte e altrettante cancellate.La tua lettera sparge limone sulla ferita (disinfetta,dicono, ma Dio come brucia!!!).
Sai quando le cose sono cambiate?All’inizio,non sapendo come sarebbe andata la convivenza, avevamo deciso di dividere le spese normali e non si era parlato del mutuo perchè la casa è sua e , se le cose fossero andate male, io me ne sarei dovuta andare.Poi la convivenza sembrava andare, almeno per me…Ma non sono sicura al cento per cento di lui.Forse è proprio questo che non mi fa sentire a casa.
Io sono una persona sicura di me e dei miei sogni (e lavoro per realizzarli), lui invece si è dimostrato totalmente diverso.Durante una discussione è arrivato a dirmi che lui non sa cosa vuole dall’amore o dall’altra persona…E si vede…perchè,di fatto, è sempre più scontento e insoddisfatto…Come si fa ad accontentare uno che non sa cosa vuole?
Si è dimostrato talmente insicuro di sè da volere la mia approvazione incondizionata per tutto.Non scherzo Luna se dico che di fronte agli altri io sono ridotta al silenzio più assoluto, perchè se esprimo un’opinione diversa dalla sua lui mi fulmina con lo sguardo e poi sono discussioni.Allora a costo di sembrare una persona lunatica, palo il meno possibile.
Io capisco che i suoi non siano un bell’esempio di coppia e ho cercato di fargli capire che una coppia solida non è data dal fare “fronte comune contro il mondo”(mica siamo in guerra!), ma dal rispetto e dall’apprezzare anche le differenze dell’altro.
So che sembra il ritratto di un ragazzo orribile.Ma è anche sensibile (forse troppo), intelligente, dolce e passionale e io ce la metto tutta per dargli la sicurezza che merita, ma ho paura che sia una battaglia persa.Forse non è questione di mutuo o dei miei suoceri…per questo ci ho pensato tanto prima di scrivere, perchè piano,piano tutte queste domande mi stanno facendo vedere la cosa da un altro verso.E quello che vedo non mi piace, altrimenti non sarei quì davanti a questo video a lacrimare come un’idiota…
Ho paura che , continuando così, ci perderemo.
Io non sono la risposta ai suoi problemi.Nessuno può esserlo.
Un bacio grande Luna.
luna,
appaio giudicante perchè scrivo in modo sintetico e perchè cerco di dare delle risposte… uno che chiede aiuto vuole leggere delle risposte… non è che sia semplice stabilire cosa sia giusto a prescindere infatti ho chiesto chiarimenti a mia volta, però ci sono cose senz’altro giuste che dovrebbero essere applicate sempre… se non vengono esplicitamente richieste è perchè magari il rapporto è talmente buono che non c’è bisogno di ricordarle… per esempio far vivere la propia compagna in casa con i suoceri non è sicuramente una cosa giusta…. ci sono donne che magari lo accettano per il caso fortunato pr cui vanno tutti d’accordo etc… però il principio rimane sbagliato
e, abbi pazienza, non esiste cosa piu qualunquista in assoluto che dire “non esistono regole, ognuno è diverso”… ma scusa…. allora le statistiche, la sociologia, la morale, tutto quanto è tanto per parlare… il marketing non ha neppure senso di essere concepito visto che si basa su cosa è meglio per la gente etc.
tigrottamatta
scusa ancora se appaio lapidario, ma da quello che leggo desumo che i genitori di lui staranno per sempre nella vostra vita e frequenteranno per sempre quella casa….
non funzionerà mai. punto
i suoi genitori hanno già rovinato il vostro rapporto, devi dirglielo chiaramente, cercando di non ferirlo perchè nella sua situazione immagino che appaia impossibile cambiare questo stato di cose
Tigrotta: mi dispiace per il limone :O
non hai fatto un ritratto di una persona orribile, non mi pare. Hai descritto il tuo disagio rispetto ad una situazione, che è una cosa diversa. E probabilmente si è percepito il fatto che lui non sa gestire la situazione, nella quale si è trovato saprà lui il perché.
Le risposte te le stai dando da sola.
Posso dirti che sono d’accordissimo sul fatto che no, non puoi essere tu la risposta ai suoi problemi di insicurezza o legati al fatto che non sa cosa vuole o rispetto al suo rapporto con i genitori o alla sua percezione di coppia che gli deriva da un certo modello. Questi sono percorsi che una persona deve fare dentro di sè. Un incontro positivo nella vita può fare la differenza, come stimolo o riflessione, ma il lavoro su di sè è sempre personale.
Tanto più se, come noti giustamente tu, la sua insicurezza lo porta magari a non gestire bene il confronto di opinioni e di punti di vista, a prendere decisioni di cui si pente perché non sa quello che vuole (a volte basta ascoltarsi un po’ di più e spostarsi dalle pressioni esterne),rimanere radicato su certe posizioni, che pure non giovano al suo benessere, o a costringere gli altri al silenzio. Cosa che può sedare l’ansia da prestazione sociale e da messa in discussione sul breve termine, ma che sul lungo termine può creare dei disagi nell’espressione di un dialogo sereno e in termini di complicità. Che se anche vogliamo parlare di “fare fronte comune contro il mondo” mi sa che sarebbe un aspetto base.
Comunque sia tu conosci la tua storia 🙂
Vavava: ti rispondo per chiarezza, anche se questa è la lettera di Tigrotta 🙂
Brevemente: la morale, che ha molto a che fare con il giudizio, è un fatto culturale, sociale, ecc, ma che, non a caso, gode di sfumature e anche variazioni sostanziali a diverse latitudini e longitudini, e che è mutata nel corso delle epoche.
Di marketing mi intendo poco ma credo che, come le statistiche, prenda in considerazione un campione di persone e i loro gusti, o cosa li colpisce di più, ma non ha e non dà risposte assolute. Converrai con me che se al supermercato, per esempio, non trovi un solo prodotto per tipo ma diverse marche, tipologie ecc ciò dimostra quanto il marketing non sia una “scienza esatta” e quanto esistano gusti diversi, ed esigenze diverse.
Sociologia: se fossimo tutti identici e gli individui si rapportassero gli uni con gli altri con una dinamica identica credo che la sociologia non avrebbe ragione di esistere.
“non esistono regole, ognuno è diverso”… non mi sembra qualunquista, mi sembra realista.
Non si intende il fatto che non sia necessario avere delle norme perché, banalmente, le persone non parcheggino in mezzo alla carreggiata. Non era un discorso di anarchia globale, bensì sul fatto, peraltro oggettivo, che uguali circostante possono essere vissute diversamente da individui diversi.
Se permetti il fatto che io e te non siamo d’accordo già lo dimostra 🙂
Cmq – sorrido – “qualunquista” rimane un giudizio, che tu scriva in lungo o in corto 🙂
Ma anche dire che ho avuto la percezione che tu fossi giudicante 🙂
Io semplicemente difendo il fatto che la concretezza è importante, ma anche ascoltarsi, perché altrimenti si rischia di confondersi secondo dei parametri che sulla carta sono universali, o statisticamente più gettonati, o che sono quelli dei genitori o del gruppo di appartenenza, ma che non tengono conto del fatto che alla fine se la scelta coincide con il sentire è sempre meglio.
E che alle volte il problema che sembra centrale in realtà è un sintomo, o una parte del problema.
Ad ascoltarsi un attimo, uscendo dai parametri, ed entrando “nella pancia”, secondo me non si perde niente. Semmai si guadagna.
baci ciaooooo 🙂
luna sembri un guru di qualche filosofia sesantottina… sono contento per te se questo approccio alla vita ti rende piu serena come sembra… io in effetti sono passato attraverso esperienze terribili in famiglia e con la mia ex, e ho spessissimo riscontrato lo stesso tipo di problemi in coppie che conosco, capendo che ci sono fattori di rischio che sarebbe bene accordare subito al principio col propio partner (in questo caso: coi tuoi genitori non ci vengo a vivere), mentre la gente pensa che l’amore e il sentimento e il dialogo risolveranno tutto a prescindere invece non succede mai nelle coppie…. sembra possibile se le cose vanno bene, ma appena arrivano i problemi si scopre come è veramente il compagno
Vavava: insomma come guru, qualcosa tipo “la pancia è mia e me la gestisco io”, sarei fuori moda, dici?
comunque sono evoluta, nel tuo giudizio, da una qualunquista a un guru… non è male, voglio dire… 😉
sto scherzando, vavava 🙂 se non mi piacesse confrontare le opinioni con te, per inciso, non ti risponderei. Nel senso che non è che voglio farti cambiare idea su come la vedi 🙂
Io dico quello che penso, esattamente come fai tu. In realtà stiamo affrontando forse, e brevemente, concetti piuttosto complessi.
però ammetto che penso davvero che le persone a volte non si ascoltino abbastanza. E se ascoltarsi non può essere il segreto della felicità perché le variabili incontrollabili sono milioni (magari ne esistesse uno buono per tutte le stagioni!) è pure vero che sì, ascoltarsi può comunque dare una maggiore serenità, e che probabilmente non ascoltarsi veramente è cagione di infelicità. Perché se non mi ascolto veramente e prendo una decisione rischio di andare contro me stesso. e difficilmente quella decisione porterà felicità a me o a chi ho accanto. Perché il senso di frustrazione prima o poi emergerà.
Guarda che abbiamo detto anche le stesse cose.
Anch’io penso che certe cose andrebbero chiarite (dialogo, appunto) da subito. Fermo restando che in ogni coppia, penso, ci saranno anche sempre delle cose da chiarire in corso d’opera. Perché a volte le coppie si sfaldano anche perché non riescono a reggere il fatto che non si possa essere sempre in perfetta sintonia su tutto, e che sia necessario contrattare spazi e decisioni sul lungo corso.
E torniamo al dialogo…
siamo sempre lì. non risolverà tutto, ma mutismo, prese di posizioni arbitrarie, silenzi carichi di frustrazione, lasciar correre sperando che l’altro ci arrivi da solo non portano sicuramente più serenità. Almeno, per mia esperienza, subita non agita, io posso dire questo. Se qualcuno ha un’esperienza diversa lo rispetto.
Poi può essere che il dialogo non sia proprio possibile. E appunto questo può essere un campanello d’allarme. Di una tensione momentanea, di una incompatibilità, di un sentimento in caduta libera… di tante cose.
E anche là ascoltarsi fa la differenza.
Chiarire ciò che si vuole e ciò che non si vuole, ciò che fa stare bene o stare male, ecc ecc è fondamentale.
Ma più che parametri universali è una questione anche di parametri personali, di aspirazioni…
Mi pare ovvio che in molti casi la “disputa” non sia tra due visioni della vita l’una sbagliata e l’altra corretta, ma tra due visioni della vita semplicemente diverse. A volte complementari e conciliabili, a volte incompatibili.
L’universalmente giusto o sbagliato, a volte, secondo me servono a poco, in certi temi.
Anche perché le dinamiche all’interno della coppia sono più complesse. Più soggette ad assestamenti.
Tornando al dicorso suoceri ti stupirò, forse, dicendoti che io la penso come te.
E cioè che, di base, non vorrei mai vivere con i miei suoceri. Però è una mia idea, e non penso sia giusta per tutti. E potrei un giorno anche trasferirmi dai miei suoceri e mollare un mio compagno… paradosso, ma per dire che veramente dipende da chi hai di fronte e dalle situazioni.
E penso anche che a volte i suoceri possono essere invadenti anche se vivono a cento chilometri, e meno invadenti se vivono a cinque metri. Ho vissuto anche la seconda opzione.
Io da ragazzina ho avuto una “suocera” veramente terrificante, che soffocava suo figlio con la sua gelosia, e varie amenità, che riusciva a tormentarlo anche se lui, per tot giorni alla settimana, lavorava in un’altra città. I suoi tentacoli di controllo, ricatto, senso di colpa potevano arrivare anche nell’altro emisfero. Perché lui glielo permetteva. E lui glielo permetteva non perché era uno stronzo, tutt’altro. Lui ci cascava, nei suoi ricatti e nelle sue isterie, e soffriva tantissimo. D’altra parte io ero la sua prima morosa, e lui sua madre non l’aveva mai vista così prima d’ora.
Il mio ex piangeva a causa sua, e si sentiva in colpa. Lei riusciva a farlo sentire in colpa perché mi telefonava, ragazzi, non so se mi spiego… Qual era il suo peccato? essere un figlio unico che si era innamorato per la prima volta. Lei lo diceva proprio: nostro figlio veniva in vacanza con noi, e adesso invece va in vacanza con lei!!! Bhe, cose dell’altro mondo, no? E la sua ragazza andava al liceo invece di lavorare!!! uuuuuuuh!!!
Per inciso, invece, il mio ex “suocero” era una persona adorabile, spiritosissimo, con il quale trascorrere il tempo insieme era un piacere. E uno che cercava di far ragionare sua moglie, beccandosi pure lui melodrammi senza fine. Mai, nella maniera più assoluta, lui si è dimostrato invadente. Con lei, invece, non era possibile neanche bere un caffé al bar perché ti venivano i crampi allo stomaco. E’ arrivata al punto di telefonarmi, una volta, che lui aveva avuto un incidente, per fortuna non grave, per dire che la colpa era mia, perché lui stava venendo a prendere me a casa.
E varie amenità, che non sto neanche ad elencare, perché per fortuna mi sono liberata di lei da mo’. Sono stata io a lasciare lui, non solo per sua madre. Ma sicuramente sua madre non ha giovato alla nostra storia. Il problema non era il domicilio, ma come lui viveva il rapporto con lei. E non ti sto dicendo una cosa tipo “scegli tra me e lei”, cosa che non ho mai fatto, perché magari anzi che fosse riuscito ad avere con lei un rapporto sano, anche se io ad un certo punto, dopo aver tentato di venirle incontro, perché amo l’armonia, ho sinceramente evitato di vederla perché non ne potevo più delle sue scene e cazzate.Non era mio dovere.Il problema era la sua incapacità, di lui, di difendersi veramente da sua madre, e di impedirle di tentare di manipolare la sua vita.
Certo se mi avesse proposto di vivere con lei io non ci sarei mai andata, ma se lui me lo avesse proposto si sarebbe bevuto il cervello… So che si è separato da poco, dopo un breve matrimonio. Mi auguro che sua madre nella vignetta non centri…
Insomma, vista la mia esperienza, dovrei essere la prima a dire: scappate, scappate dai suoceri.
Però io penso davvero che ciascuno sa per sè, con gli elementi che ha.