Thread per auto-mutuo aiuto ad attuare il No Contact
Come da titolo, per chi, ha lasciato o è stato lasciato e desidera un supporto emotivo e relazionale con altri utenti nella sua stessa situazione contingente: qui potete scrivere e sfogarvi ogni giorno, con l’obiettivo di fare progressi nel distacco dalla persona lesiva. Anziché scrivere a lui o a lei, scrivete qui, e sfogatevi qui, finché non sarete del tutto indipendenti dall’oggetto della vostra ossessione! Rileggendovi, già da domani, e giorno dopo giorno, vi sentirete più forti per i progressi fatti e, con la superiorità del giusto, acquisirete sempre maggiore auto-consapevolezza, fino al distacco completo dall’oggetto della vostra dipendenza. La parola chiave è libertà!
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Categorie: - Amore
36 commenti
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Bella idea! Quindi il giorno che starò con un ennesimo stronzo…invece di insultare lui verrò qui a scrivere?…
No piccola ti ringrazio..sei stata gentile per il pensiero ma mai farei pesare cose agli altri di cose mie..
Buongiorno! Oggi secondo giorno di distacco dalla mia amicizia non pienamente corrisposta con A.
Se state affrontando anche voi un no contact, questo è il posto giusto per scrivere!!
Avanti tutta!!!
…..ed io che pensavo che ci fosse una guida dettagliata su come svignarsela, dagli enti creditori.
A Piccola, non dare illusioni alla povera gente, non ti basta quanto siamo già inguaiati? Che poi dobbiamo venire pure quà a sfogarci per superare la cantonata. No vabbè, fra i vari rimedi preferisco affogarmi nelle fragole, non essendone allergico le trovo un ottimo supporto nonchè rimpiazzo alle delusioni…..con lo zucchero poi per me, sono la giusta morte. :-))
Ahahahah Gimmy: commenti memorabili!
Piccola, sevvoi te faccio un sorcismo io che te dimentichi pure quanno sei nata.
Ne sto uscendo, Yog! Grazie!
“distacco dalla mia amicizia”.
Ma vuoi vedere che Piccola è veramente una bambina? Mia figlia usava questa frase a 4 anni.
Ok. Accetto questo spazio.
Mi allontano da una persona lesiva … si. E no.
Mi allontano da una relazione lesiva. Ecco.
In una relazione lesiva due sono i componenti lesivi.
Lei è sicuramente narcisista. E potrei passare ore a descrivere il dolore che è capace di infliggere. Anche lei usa il no contact. E lo fa prima di me. Mi anticipa nemmeno fosse Gentile su Maradona nei mondiali del 1982. Lo anticipava sempre. E Maradona non toccò un pallone…
Mi allontano da me. Che sono dipendente. Che anche ora potrei parlare ore sul mio diritto ad essere riconosciuto e amato. Rispettato anche nel distacco. Come tante persone umane sperimentano in tante relazioni equilibrate.
Ma non accade.
E ora so che non accade perché io e lei ci siamo attratti è piaciuti. Io da dipendente amo attrarre persone narcisiste. Una volta che lo so.. inutile lamentarsi. Loro fanno ciò per cui sono nate.
Posso comprendere che io. Nel rapporto ho esaltato con la mia dipendenza il suo narcisismo. E posso cambiare atteggiamento. Smettere di pensare che ciò è solo profondamente ingiusto. E lo è. Ma che io l’ho alimentato perché non ho posto rimedio in tempo alla mia dipendenza.
Una volta fatto. Ho acquistato il mio spazio. Lei è rimasta narcisista… E ora fa ciò che meglio sa fare.
È un problema? Si. Ma anche no.
Il vero problema. La vera battaglia è in me stesso. Se conservo e consolido la mia indipendenza non attraggo ne lei. Ne persone simili.
Allora sono guarito. E… il no contact serve a qualcosa. Ha uno scopo. E anche se duro e doloroso lo porto avanti. Perché serve a me. Alla mia dignità. Al mio amore. E a non avere di nuovo la stessa esperienza con altri.
Grazie.
Wasabi,
il tuo post conferma, in modo onesto e dettagliato, il mio concetto di caduta in amori che arrecano più dolore che gioia, e che quindi prima o poi si concludono, di comune accordo fra persone civili, o con cattiverie varie, fra persone immature.
servono a evidenziare e riparare, almeno in parte, alcune serie carenze nel temperamento o nella crescita emotiva.
secondo me, niente ci accade per caso. siamo sempre partecipi in qualsiasi tipo di scelta non forzata, sia nel bene che nel male. spesso tutto è chiaro alla mente ma si decide soltanto con la volontà se accettare o meno una relazione amorosa tormentata, in base anche a un insieme di condizioni al contorno, oltre che all’intimo sentire.
ti auguro buon cammino, nella maggior conoscenza di te stesso, che, con il carattere, darà la forma che meglio ti riuscirà di concretizzare al tuo futuro. sei sulla buona strada!
Grazie Rossana.
Mi piace che a rispondere sia una Rossana perché Cyrano di Guccini è stata la mia canzone di rivolta e di rinascita.
La sola cosa che obbietto è l’uso della parola Amore o rapporti amorosi.
Non lo è. Non lo sono.
Dare il nome corretto alle cose mi ha liberato. Serve a tutti. A far chiarezza e a smettere di raccontarsi balle.
“Rapporto di potere lesivo” ecco cosa era. Se lo continuo a chiamare amore.. Non ne esco più. E mi dico, usando quel termine, amore, che io mi accontento del metallo meno nobile. Dello scarto. Dell’inganno. Invece di cercare vero amore, vero rispetto, vera… amicizia. Perché si, amore adesso per me non poggia solo su passione e attrazione. Se non c’è rispetto e “amicizia” nel senso di cura apertura e del “volere il bene” dell’altro… Non ho il diritto di chiamarlo “amore”. È un insulto agli amori veri quelli che sono fatti di mille gesti di altruismo vero e di bisogni chiesti e non pretesi. Fatti anche di liti, ma aperte e sincere non sotterranee e ricche di disprezzo e di mancanza di onore e di rispetto anche per il “nemico” che abbiamo momentaneamente davanti.
Amore non è abuso. Non è servirsi di un essere umano per i propri bisogni brucianti e poi gettarlo o rigettarlo quando non fa più ciò per cui è stato “assunto” si… come uno schiavo. Un servo. Un utile sciocco pronto al sacrificio.e a non chiedere mai niente.
Quello non è “amore”.
È potere. Rapporto di forze impari. È conquista, controllo, soggiogamento, schiavitù, è prigione, svalutazione, plagio, manipolazione.
Allora si. Posso liberarmi. Provare vergogna di me stesso per aver accettato. Creduto. Vissuto questa menzogna. E provare la giusta rabbia verso di me e la spinta ad uscire.
Se lo chiamo “amore” mento.
E non ne esco mai.
Il narcisista non è un cretino. È un’arma di distruzione della persona. Usa le parole con millimetrica precisione e colpisce tutti i punti deboli della persona di fronte a lui ancora. E ancora. E ancora… fino a che del partner non rimane che un guscio vuoto e inabile.
Le parole sono importanti come i fatti. Solo che i fatti nel tempo non mentono. E quando di fatto si compie un gesto violento o un sabotaggio lo si vede.
Le parole sono altrettanto importanti. Ma il narcisista usa parole ambigue. E spesso mente. Prima di tutto a se stesso coinvolgendo l’altro in una giostra macabra di parole false.
Per questo il narcisista userà amore rispetto responsabilità cura stima… tutte parole che sembra descrivano una realtà perfetta, un sogno una specie di mulino bianco dove Banderas sforna focaccelle a più non posso per la gallina felice.
E mentre usa queste parole non ci si accorge che il mulino viene mosso da un rivolo di sangue. Il nostro. Che la gallina vaga nell’aia. Con la testa mozzata. Che le focaccelle sono avvelenate e che lui il fattore … ci guarda spesso con aria compiaciuta per aver descritto a parole una realtà effimera a cui vogliamo credere … mentre le pale girano grazie alla nostra linfa vitale.
Sarò più felice quando leggerò meno post con dentro parole false. Non perché le persone non abbiano amato.. perché I RAPPORTI non erano d’amore corrisposto. Allora possiamo dire, forse, io ho amato, con i normali dubbi del caso, ma il rapporto no. Non era di amore.
Allora, forse, la speranza di riscatto e di cambiamento vero può esistere.
Eliminare la bugia. E mettere al suo posto la verità rimane la prima cosa che serve.
“La verità rende liberi ”
Se non riusciamo a liberarci, forse, è perché dando il nome sbagliato alle cose
Continuiamo a mentire. A noi stessi. Agli altri.
Alimentando un sogno, un incubo macabro.
“Mulino bianco… voglia di in mondo buono”
Sigh….
Wasabi,
chiama come preferisci l’impulso non corrisposto o corrisposto in modo inadeguato. ognuno ha un suo vocabolario e una sua chiave d’interpretazione di quanto succede sia a se stesso che nell’insieme del mondo che lo sovrasta o che lo circonda.
dal MIO punto di vista, in ambito di sentimenti, sono dal più al meno sicura di quello che provo o che ho provato. non lo sono mai del tutto di quello che prova o ha provato l’altro. posso prendere “per buono” quanto afferma soltanto se questo è quanto in quel momento desidero.
giusto o sbagliato che sia, PER ME è così! e non è un concetto che ho metabolizzato in quattro e quattr’otto, senza impegno o fatica!
“La sola cosa che obbietto è l’uso della parola Amore o rapporti amorosi. Non lo è. Non lo sono.
Dare il nome corretto alle cose mi ha liberato. Serve a tutti. A far chiarezza e a smettere di raccontarsi balle. Dare il nome corretto alle cose mi ha liberato. Serve a tutti. A far chiarezza e a smettere di raccontarsi balle.”
Finalmente qualcuno che riconosce l’uso manipolatorio delle parole travestite da buone intenzioni.
Io invece sono contento che qualcuno cominci a distiguere certe manifestazioni egoistiche dall’amore come da altre forme di finta empatia, troppo facilmente confuse per “debolezze” contingenti a causa di una certa sottocultura pseudoromantica, alimentata da soggetti che vivono le loro fantasie come la realtà, non avendo altro a cui riferirsi. Quante menzogne ci si racconta pur di non guardare in faccia la realtà cercando ricrearla negli altri manipolandola.
Eliminare la bugia. E mettere al suo posto la verità rimane la prima cosa che serve.
“La verità rende liberi ”. Finalmente!!!
P.S. Wasabi. Hai fatto un quadro perfetto di una vera narcisista nel tuo caso. In particolare queste :
“Le parole sono altrettanto importanti. Ma il narcisista usa parole ambigue. E spesso mente. Prima di tutto a se stesso coinvolgendo l’altro in una giostra macabra di parole false. Per questo il narcisista userà amore, rispetto, responsabilità cura stima… tutte parole che sembra descrivano una realtà perfetta, un sogno… ”
Magistrale. Parole che servono per capire quanti “narcisisti” si aggirano nelle nostre vite ignorando che lo siano.
Le “pale” GIRANO sempre, Wasabi. Su questo non vi è alcun dubbio!
Non sempre è facile capire nei sentimenti.
L’unica prova vera è IL TEMPO; ogni persona
è diversa dall’altra anche se alcune
sono simili; abbiamo pregi e difetti, nessuno è perfetto.
La sincerità è la base, talvolta non è facile,
ma è la base di un rapporto.
Altrimenti si finisce per rimpiangere dopo di non averla
detta subito.
Anche secondo me il commento di Wasabi è magistrale nella sua intelligenza, nella sua lucidità e nella chiarezza. E può risultare “sgradevole” solo per chi viene in un forum non per cercare la verità VERA ( che può essere scomoda e dolorosa, ma è sempre risolutiva ), ma per ritagliarsi una SUA “verità” consolatoria su misura. Qui ne abbiamo esempi lampanti. Ma aldilà dello specifico argomento in questione, per me è sempre sorprendente scoprire come certi meccanismi sottesi e non dichiarati di partecipazione a uno spazio come questo, generano sempre le stesse reazioni quando si tratta di toccare “certi punti” e di scorgere il VERO volto dell’ altro.
Il “dialogo costruttivo”… figuriamoci!..
Golem
Giusto quello che dici bisogna dare il vero
nome a tutte le cose.
La verità è come una moneta che ha due facce,un dritto e un rovescio
l’unica cosa certa è il suo valore…
una moneta può valere un centesimo o due euro…
quindi quanto vale veramente quella persona o quella
cosa?
Il TEMPO da sì la risposta , ma il tempo ha un costo
di sofferenza …
“Il narcisista non è un cretino. È un’arma di distruzione della persona. Usa le parole con millimetrica precisione e colpisce tutti i punti deboli della persona di fronte a lui ancora. E ancora. E ancora… fino a che del partner non rimane che un guscio vuoto e inabile.”
MG è la strategia di tutti i manipolatori e manipolatrici, e non solo in amore, ma in tutti i casi nei quali una delle due parti “dipende” con fiducia dall’altra, e questa invece la “USA” “pro domo sua” sfruttando quella fiducia come un Cavallo di tro...
Da notare che contrariamente allo stereotipo che vede i narcisisti come soggetti vanesi e sbruffoni, spesso questi hanno un atteggiamento esattamente opposto, atteggiamento questo che ovviamente favorisce la “manipolazione” dell’interlocutore.
Nulla è mai come appare o come lo si vuol fare apparire. Io ormai lo tengo sempre presente, e non sbaglio.
Vi ringrazio per i commenti.
Tengo a precisare che è la mia esperienZa e il mio punto Di vista e non voglio insegnare niente. Ma solo condividere. Se a qualcuno interessa o da spunti ne sono felice. Se altri si sentono di dissentire sono felice ugualmente.
La mia battaglia era centrata non solo a allontanare una persona. Ma ad imparare ciò che mi permette di non fare lo stesso errore.
Ho 45 anni…
E non voglio fare ancora le stesse cose. Mi perdonerete. 🙂
Le parole sono uno dei miei strumenti. Come il dare la giusta parola alle emozioni o ai fatti.
La mia. Giusta parola.
Di cui mi prendo la responsabilità e sono pronto a cambiarla ma solo la dove ho prove certe. Non labili idee o fatti che si contraddicono.
Ma ripeto. È esperienza mia. E rispetto tutte le altre. Visto che da tante fasi simili ci sono passato… senza avere modo di cambiare.
Finora.
Wasabi, ne uscirai alla grande, ne sono certa. E non ripeterai più gli errori del passato ( gli stessi, credo, che ho fatto anch’ io in campo sentimentale ). Perchè hai avuto l’ onestà di riconoscere che avevi bisogno di rivedere le tue scelte e di rimetterti in discussione, guardando le cose da una nuova prospettiva. Sembra una cosa da niente, e invece è una dote rara…
Abbiamo anche la stessa età tra l’ altro 🙂
Ciao!
Grazie Maria Grazia e a tutti gli altri.
Ho studiato tanto per avere una visione di insieme e per descriverla. Sembra tempo perso… Ho dovuto studiare psicologia, arti marziali, economia, religione, politica e… altre cose. Per cambiare il mio punto di vista. Per ri educare mente e corpo e cambiare l’educazione al narcisismo che da noi è più o meno dal 1700 che ci viene insegnata come cultura.
La cosa strana è che studiare è stato divertente. Libri film conferenze… difficile è stato passare alla pratica. Ma quando sai certe cose.. Non torno più in dietro.
Ho pensato agli anni della scuola. Passati a imparare cose per la maggior parte inutili a affrontare i drammi della vita. E ho capito che studiare le cose che invece servono può essere divertente. E la voglia non ti passa mai perché vedi che servono. Che cambi davvero. Che ti danno modo di agire e di parlare diversamente.
Recentemente ho scoperto la paura. Latente. Nel rapporto con un narcisista. È stato brutto. Era meglio la rabbia che la nascondeva. Ma accettare la paura. Dire “lei mi ha fatto, mi fa provare paura” mi ha liberato.
La paura uccide L’amore. Si sa. E se la paura c’è sempre stata. Nascosta invisibile.allora forse era amore a non essere lì.
Ecco. Si. Credo che ho svoltato davvero. Non dirò quanti anni mi ci sono voluti. Anche perché ognuno ha la sua velocità.
In bocca al lupo a tutti i guerrieri della luce. Mai mollare. E cercare aiuto da chi sa farlo.
Buona giornata.
Wasabi, hai fatto la cosa che ogni persona intelligente dovrebbe fare per capire a fondo quello che ai più appaiono come cose scontate, e che la massa pecoreccia tende a liquidare senza riflettere sulle cause profonde che le provocano.
I rapporti amorosi invece sono meno scontati di quello che quella massa pensa, perchè l’egoismo, l’illusione o la fantasia spesso coprono il vero volto di quel sentimento che sembra così naturale e invece non lo è affatto. Un volto che invece va cercato dietro quelle maschere che ne alterano la vera identità. A me sono serviti tre anni di ricerche per capirlo
E questa ricerca si fa in due, perché l’amore si “fa” in due, non da soli, a “sognarlo”, come vorrebbe far credere qualche ingenua Amèlie.
Wasabi, tu mi vai a toccare numerosi punti estremamente interessanti e sfaccettati e su cui ci sarebbe da disquisire per settimane intere!.. Mannaggia a te.. 🙂 Mi fai sentire come una bambina in un negozio di dolciumi: non so da dove cominciare…
Dunque vediamo, per oggi mi soffermerò sulla questione “narcisismo”, un aspetto da cui siamo circondati, visto che le persone che rientrano in questa categoria nella nostra sfera esistenziale sono di più di quante crediamo, e spesso – come giustamente ha detto Golem – sono proprio tra quelle che inizialmente “non avresti mai detto”. Non solo le mie vicende personali e sentimentali, ma anche il frequentare spazi come questo mi ha insegnato a riconoscere il vero naricisista e a distinguerlo dagli altri. E ho notato una costante in questi personaggi, sia qui che in quelli che ho incontrato nella vita reale: l’ apparire come vittime protagoniste di una presunta ingiustizia subìta pur di riscuotere il consenso unanime e il successo nei rapporti. Partendo da questa premessa, possiamo dire che la persona narcisista è tutt’ altro che quella forte e sicura di sè, che ha sviluppato una vera e autentica consapevolezza interiore, proprio perchè sembra dipendere disperatamente dai giudizi altrui, e quindi dall’ idea che gli altri si fanno di lei/lui. E’ chiaro quindi che difficilmente la persona narcisista, uomo o donna che sia, sarà sincero e leale nei rapporti, e sopratutto coerente nel medio-lungo termine con le sue idee e affermazioni, proprio perchè il suo scopo è principalmente manipolativo e tenderà di volta ad “adattarsi” a chi ha di fronte, mettendo in atto una serie di strategie “psicologiche” pur di raggiungere il suo obiettivo principe: ovvero la fede e l’ ammirazione incondizionata delle sue prede. Se ne deduce che per riuscire in questo bisogna adottare un atteggiamento e un modo di porsi “che piacciono” alla massa, che “accarezzano” l’ ego dell’ interlocutore e ne carpiscono la fiducia…
..Ecco perchè le persone apparentemente “arroganti” e che parlano “fuori dai denti” non possono essere considerate dei veri narcisisti: perchè sono spontanei, e quindi NON sono dei manipolatori ( caratteristica principale, quest’ ultima, per ogni narcisista che si rispetti ). La persona narcisista e il manipolatore affettivo riescono a risultare stimabile e gradevole anche quando le loro affermazioni sono totalmente inconsistenti e palesemente in contrasto tra loro anche a brevissima distanza di tempo, proprio perchè queste persone fanno leva sui “punti deboli” dell’ altro, sul suo bisogno di sentirsi accolto e compreso o addirittura AMMIRATO nella sua essenza. Altre volte il narcisista adopera la sua presunta “superiorità intellettuale” e la sua forma ostentata e impostata richiamata al bon ton, per risultare credibile e attendibile. Peccato però che in questi casi, l’ ammirazione e la benevolenza che se ne ricevono, accompagnate spesso da discorsi retorici, da modi “gesuitici” e paroline consolatorie, sono tutt’ altro che autentici e spontanei ma sono invece unicamente strumentali a conseguire il loro scopo: quello di risultare graditi a tutti, in modo così da acquisire un’ assoluta autorevolezza che dovrebbe garantire di metterli al riparo da persone, argomenti e situazioni che stridono con il loro sentire. E quindi con i loro “piani”. La persona narcisista è insomma un FINTO BUONO, o un FINTO UMILE, se preferisci; che si serve della falsa indulgenza e dell’ apparenza per piegare coloro che ha di fronte ( tanti o pochi che siano ) ai propri dettami. E sono quelle stesse persone che diventano implacabili quando ti accorgi delle loro macchinazioni e smetti di assecondarne il volere. Quindi, le persone lucide e consapevoli e sicure del fatto loro, sono i maggiori nemici dei narcisisti, e di conseguenza diventano ai loro occhi coloro che vanno screditati e colpiti perchè non possano “nuocere”.
Concordo con entrambi Golem e Maria Grazia. In entrambi i commenti avete spesso citato il concetto di “falso”. Ed è una parola potente che fa parte della vita di chi ha relazioni narcisistiche.
La falsità, la maschera, in un mondo come quello di oggi sono parte della cultura e sfornano persone che si piegano ad esse. Basta osservare che ne so.. la politica o l’economia. Nel 2008 cade il sistema bancario mondiale a causa di “una bugia”. I famosi mutui sub-prime che erano carta straccia. Venduti come titoli sicuri dalle maggiori banche del mondo. E ritenuti sicuri dalle agenzie di rating. Milioni di persone ingannate.. questo solo per fare un esempio che tuttora paghiamo tutti.
Nella religione cristiana Satana è detto “l’ingannatore” come simbolo del male. Il male, non qualcosa di simile o diverso. Il male.
Narcisismo è inganno. Maschera. Falsità. Quindi male.
Ci voleva poco a capirlo se… nel frattempo la cultura che ci hanno insegnato nasconde questo male. Lo fa diventare una cosa normale.
Il falso in bilancio diventa “finanza creativa”. Gli eserciti vengono mandati a operare con armi e ad uccidere in “missioni di pace”. Molti farmaci vengono inventati per “nascondere il dolore”.
Tutto quello che cela qualcosa di altro è di fatto ingannevole. Manipolatorio.
Non faccio un discorso moralista. Posso comprendere tutto. Ma mi chiedo quanto di tutto ciò non ci sia passato dentro. Nel dna e alla fine noi siamo diventati assuefatti ad essere ingannati. E ad ingannare come stile di vita. Per questo almeno per me è stato difficile uscire da una dinamica narcisista.
Ero assuefatto.
Tutto li.
Wasabi,
secondo me, le dinamiche narcisiste, a cui ammetti di essere stato assuefatto, hanno avuto inizio in Italia a partire dagli anni ’80, quando ha cominciato a prevalere macroscopicamente il desiderio dell’apparire rispetto alla normalità dell’essere, come di fatto avviene tuttora.
si può voler apparire in decine di modi diversi, tutti più o meno criticabili, a seconda degli obiettivi (con ricadute sul sé o sul prossimo) e dei veri e propri inganni perpetrati, soprattuto se con volontà e consapevolezza di metterli a segno.
di recente Crepet, uno psichiatra che stimo, ha affermato che di per sé il narcisismo ha valenza positiva, a condizione che si mantenga in limiti accettabili, come in tutte le altre qualità che, se portate all’eccesso, diventano negative. ci vorrebbe misura in ogni aspetto e in ogni contesto!
per il resto, personalmente tendo a distinguere la corruzione dalla falsità e gli apprezzabili risultati della scienza medica dall’inganno.
è comunque dal più al meno vero che si è tutti dal più al meno “malati”, se si viene posti sotto lenti d’ingrandimento di parte, spesso dal più al meno eccessive…
difficile rinunciare ad avere proprie opinioni su tutto e su tutti… ma anche raro che queste siano sempre intellettualmente oneste ed equilibrate…
Wasabi, più che sull’ inganno in quanto tale la nostra società è basata sull’ “immagine”, sul perbenismo di facciata e sul conformismo di comodo. Quindi cercano tutti bene o male di ispirarsi a quei modelli ( perlomeno pubblicamente ) allo scopo di avere vita più facile. Inoltre la gente è restìa a “cambiare” ( anche quando la situazione richiede mutamenti epocali ). La crisi del 2008 infatti è stata il sintomo di un enorme e radicale cambiamento in atto che NESSUNO era ancora pronto e disposto ad accettare, e così la massa è stata messa brutalmente di fronte al “fatto compiuto”. Un pò come quando in una coppia il partner tradito e ingannato scopre all’ improvviso in maniera traumatica e inaspettata le tresche e gli altarini della sua “metà”. Si tratta in entrambi i casi di una “distorsione” dettata da presupposti preesistenti che rispondono al bisogno di “apparire” ma non di ESSERE.
Un narcisista nasce tale, è una sindrome antica come l’uomo, e non dagli anni ’80, altrimenti non si chiamerebbe col nome del primo narcisista della mitologia, cambia solo il modo di manifestarlo. Come ripeto il o la narcisista necessitano continuamente dell’ammirazione degli altri, e per averla c’è chi si permette l’arroganza e chi utilizza le blandizie e le manovre manipolatorie più subdole. Questi sono i più perniciosi e più difficili da smascherare perché si nascondono dietro una falsa empatia solo strumentale.
Ognuno vede ciò che può vedere.
A mio avviso riesco a vedere nella misura in cui riesco a vedere me stesso.
So di essere cresciuto in un’era narcisista. Non credo di avere uno sguardo chiaro su di me. Anche io nascondo cose di me a me stesso.
Più scopro. Più capisco le mie false maschere più conosco quelle che ci sono fuori. Davanti a me.
Per questo non mi fido.
Di me.
Ne di voi.
Ma non per cattiveria o per mala fede. Perché con il tempo ho imparato che più scopro il mio narcisismo creato dalla mia cultura di base, più scopro cose di coloro che stanno davanti a me.
Non è tutto compromesso. Fare di tutta un’erba un fascio è folle. Mi basta riconoscere ciò che è apparenza da ciò che non lo è.
In tutti i campi della mia vita.
Posso assumere un anti piretico e abbassare la febbre. Ma per me è scappare dalla malattia. Non guarisco. Elimino il sintomo. Lo nascondo. È barare il più delle volte. Il corpo ha bisogno della febbre è un potente mezzo per eliminare virus. Se la abbasso i virus prolificano. Certo come estrema ratio è utile. Ma se diventa una regola… allora si è nel regno della finzione e dell’immagine di chi deve essere sempre sano.
Ma…
È cosa che può capire solo chi sa. Chi ha attraversato questa esperienza. Chi non sa dice. Dice per stereotipi. Può parlare. Ma non è necessario che io lo ascolti.
Non più.
Mai.
Più.
E ne prendo la responsabilità.
La differenza? Io prendo una posizione rispetto ad una esperienza. Chi parla per stereotipi recita a memoria un testo di altri.
Basta saperlo e scegliere di cosa ci si vuole accontentare.
Io la mia scelta l’ho fatta. E sono contento così.
Detto così sembra una teoria portata all’eccesso.
Ma adesso mi sta bene stare su un piano del genere. Questo non mi porta necessariamente a giudicare le persone che ho davanti. Come essere umano educato al Dio dell’apparenza e dell’immagine non me la sento di etichettare chi ho di fronte. Mi basta capire se in quel momento ho davanti una persona che esprime una immagine oppure ho davanti qualcuno che cerca di essere autentico. Chissà se quello che mi sta ingannando oggi… domani magari cambia idea. E quindi giudicare diventa inutile.
Però non posso far finta di non vedere l’inganno in atto sul momento.
Apparire o giocare su una immagine falsa di se porta sempre a vivere una menzogna. C’è chi lo fa in modo cosciente e chi no.
Spesso le apparenze si mettono su per compensare ferite interiori o parti di noi irrisolte.
La cosa che valuto sul momento è “quanto costa l’apparenza” in termini umani. Se davanti alla sofferenza e al disagio di chi è sottoposto alla maschera di un altro.. chi la mette su non si ferma mai e non si chiede perché l’altro soffra… allora il costo umano è troppo.
E di solito cambio strada.
Ho provato mille modi per cercare di spiegare ad una narcisista quanto il suo atteggiamento faccia soffrire me e tutto tutti coloro che le stanno accanto. Senza risultato. Sembra che la maschera abbia un valore infinito. Quasi che la narcisista ne faccia un caso di vita o di morte. Se la toglie crede di morire. Quindi la tiene senza vedere quanto male fa agli altri.
Anche chi non è narcisista a volte fa così. Azzera l’empatia e agisce per se stesso. Ma lo fa in situazioni di pericolo. E non agisce una maschera. È autentico e consapevole anche in questo.
Per cui fa la stessa cosa. Ma in modo differente.
È molto complesso. Ma si possono vedere queste dinamiche e dare a loro un peso diverso. E capire chi offende per reazione e in modo consapevole o chi lo fa come stile di vita in modo automatico e inconsapevole.
Una volta capito, si…
Wasabi,
chiari e interessanti i tuoi commenti.
mi soffermo su:
“Ho provato mille modi per cercare di spiegare ad una narcisista quanto il suo atteggiamento faccia soffrire me e tutto tutti coloro che le stanno accanto. Senza risultato. Sembra che la maschera abbia un valore infinito. Quasi che la narcisista ne faccia un caso di vita o di morte. Se la toglie crede di morire. Quindi la tiene senza vedere quanto male fa agli altri.”
secondo me, può essere più o meno consapevole del male che fa agli altri ma non le è possibile cambiare rapidamente atteggiamento sulla base di soli argomenti razionalizzanti, in quanto spesso quasi esclusivamente su questo e su quanto da questo le deriva si regge il suo equilibrio d’insieme.
solo rafforzando gradualmente altri aspetti della personalità, in modo da renderli maggiormente portanti, potrà, con il tempo, smussare l’inclinazione compensativa al narcisismo.
quanto, invece, a:
“Anche chi non è narcisista a volte fa così. Azzera l’empatia e agisce per se stesso. Ma lo fa in situazioni di pericolo. E non agisce una maschera. È autentico e consapevole anche in questo.”
vero: non agisce con maschera; è sì autentico, ma secondo me NON sempre pienamente consapevole. può trattarsi sia di temponamento di un pericolo che intravede a suo danno o a danno di chi ama, sia di un’azione impulsiva in difesa del sé.
entrambe le situazioni impongono di lasciar cadere di botto attitudini magari altruistiche per lasciar emergere il sano egoismo di preservazione della propria essenza e del proprio equilibrio interiore.
PER ME sono quasi sempre pressanti necessità interiori a determinare le scelte SUL MOMENTO più importanti ed è sull’equilibrio d’insieme che vanno a riflettersi con diversi tempi e diverse sfumature di volontà sia le azioni ponderate che quelle prese all’improvviso, per istinto o per reazione.
segue…
segue per Wasabi
in ultimo:
“È cosa che può capire solo chi sa. Chi ha attraversato questa esperienza. Chi non sa dice. Dice per stereotipi.”
pur non sapendo esattamente a cosa ti riferisci con le suddette affermazioni, per quanto mi riguarda in linea generale le confermo al 100%.
anche con la più sovrumana delle capacità di comprensione non ci si può MAI rendere del tutto conto di cosa vive e di cosa prova l’altro, soprattutto se si trova in situazioni che non ci hanno mai nemmeno lontanamente sfiorato. con un po’ d’esperienza diretta di eventi affini, ci si può avvicinare a intuire o percepire in parte, ma sempre tramite la propria soggettiva “cassa di risonanza”.
rubando la frase di sintesi di un’utente che da tempo non scrive più “ognuno SA per SE'”. a volte neanche con grande sicurezza neppure in questo contesto…
la solitudine può essere tale per tutti ma è ben difficile che si siano due individui che la vivano in fotocopia…
Credo che occorra fare delle distinzioni perchè sull’ argomento “inganni in coppia” c’è troppa confusione generale. E non parlo di te e delle tue idee sia chiaro, ma mi riferisco proprio alle modalità consuete con cui questo tema viene di solito affrontato. Io credo che bisogna distinguere tra quelle piccole “strategie” messe in atto all’ inizio di una conoscenza e che servono a “sondare” l’ altro e a presentarci al meglio ai suoi occhi nella speranza che si faccia una buona opinione di noi e sia meglio disposto a conoscerci più a fondo, dall’ inganno VERO E PROPRIO, messo in atto con lucida e costante macchinazione e perpetrato nel lungo termine. E’ solo in quest’ ultimo caso, secondo me, che possiamo dire di avere a che fare con un soggetto narcisista ( maschile o femminile che sia ). Il narcisista infatti è sempre lucido nelle sue malevole intenzioni mascherate dietro i modi cortesi, e se mente o omette non lo fa per “difendersi” ( come l’ individuo comune ) ma lo fa per portare avanti un piano ben preciso che mira a farlo apparire come una persona autorevole agli occhi altrui, e che quindi a fargli assumere più facilmente il controllo degli individui e delle situazioni che gli gravitano intorno. E tutto questo ovviamente, come diceva Golem, necessita di essere celato da una patina di “gradevole empatia” che ne maschera i veri intenti. Va anche detto che le persone narcisiste e manipolative non sempre si rendono conto di essere tali, anzi quelle che lo sono veramente di solito credono davvero di essere nel giusto e si autopercepiscono realmente come delle povere vittime di una società ingiusta. Questo però non cambia il fatto che siano soggetti che dissimulano tutto ciò affermano e che fanno e che la lealtà è un concetto a loro sconosciuto proprio perchè non potrebbero praticarla neanche “volendo”..
..Tutta la loro esistenza e il loro essere sono incentrati nell’ APPARIRE in un certo modo in maniera da ottenere questo o quello ( in termini di vantaggi materiali, relazionali, sociali, ecc… ) e di conseguenza nulla di tutto ciò che si riceve da questi soggetti potrà avere un reale “valore”, perchè non si tratta in questo caso di DONI AUTENTICI, ma solo e unicamente di concessioni STRUMENTALI che prevedono una “contropartita”.
Golem, grandissimo come sempre! Oltretutto gli anni ottanta sono stati il periodo più radioso della nostra storia recente e il più interessante dal punto di vista della musica leggera e della moda. Criticarli significa essere persone “grigie dentro”.
Ciao! Io ho un problema con il No-Contact. Non sono sicuro di non volerlo attuale. Mi sono comportato male con la donna che amo, nel senso che nel mentre ho distrutto completamente la sua fiducia (seppur agendo in buona fede) andando in viaggio con l’ex (che per me era un’amica ma che non riuscivo a lasciare del tutto) e lo è venuta a sapere. Quindi, tentando di aprirmi con lei, le ho parlato delle mie difficoltà ad abbandonare del tutto l’ex ed è entrata in una crisi personale vera (Attacchi di panico, ansia, psicoterapeuti, farmaci) e ha iniziato ad allontanarsi da me nel momento in cui avrei potuto vederla di più, cioè nelle feste, perché era una relazione a distanza. Io ho iniziato a provare rancore. Poi dopo un periodo di pausa è tornata ma il rapporto non era più lo stesso e quindi ancora per rancore non le ho fatto sentire l’amore che avrei dovuto, anzi. Quindi mi ha lasciato solo quando è diventata fredda e indifferente nei miei confronti. Da lì in poi sto malissimo, perché mi è ri-esploso il sentimento iniziale in modo fortissimo. Pensavo fosse per la perdita, ma evidentemente non è così, evidentemente l’avevo “perso di vista” per inesperienza e per la presenza costante dell’ex che non riuscivo a lasciare e che era dolce e devota a me e la vedevo tutti i giorni. Ora, da un lato attuerei il no-contact, dall’altro come posso sperare che torni da me quando le ho dato un’immagine negativa, attuando il no-contact? Non sarebbe meglio un contact non assillante e incentrato sul valorizzare la sua persona?
Tod,
non vedo grandi vie d’uscita.
secondo me, sei di fronte a un difficilissimo bivio: se non ti allontani dall’ex (ora dolce e devota amica), che vedi tutti i giorni, mi sembra improbabile che il nuovo rapporto amoroso (per di più a distanza) possa consolidarsi e progredire, indipendentemente dalla scelta della miglior tipologia di contatto o non contatto da instaurare.
in futuro forse sarà possibile continuare a intrattenere rapporti stretti anche con una sventagliata più o meno nutrita di ex. al momento, sembrano intoppi ancora non facili da metabolizzare da parte di nessuno dei due sessi…