Amore con mutuo a carico! (per non parlare della suocera…)
di
tigrottamatta
Riferimento alla lettera:
Ok, ragazzi.... quel che è troppo, è troppo!! Mi spiego subito: il mio ragazzo, prima di mettersi con me, ha contratto un mutuo assurdo per acquistare una casa! E anche i suoi ne pagano una parte... Ora la caraaaaa mamminaaaaa sua mi fa pressioni (ormai neppure tanto velate! ) perché...
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Data di pubblicazione: 15 Marzo 2009
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Categorie: - Amore

Tigrotta: mi dispiace per il limone :O
non hai fatto un ritratto di una persona orribile, non mi pare. Hai descritto il tuo disagio rispetto ad una situazione, che è una cosa diversa. E probabilmente si è percepito il fatto che lui non sa gestire la situazione, nella quale si è trovato saprà lui il perché.
Le risposte te le stai dando da sola.
Posso dirti che sono d’accordissimo sul fatto che no, non puoi essere tu la risposta ai suoi problemi di insicurezza o legati al fatto che non sa cosa vuole o rispetto al suo rapporto con i genitori o alla sua percezione di coppia che gli deriva da un certo modello. Questi sono percorsi che una persona deve fare dentro di sè. Un incontro positivo nella vita può fare la differenza, come stimolo o riflessione, ma il lavoro su di sè è sempre personale.
Tanto più se, come noti giustamente tu, la sua insicurezza lo porta magari a non gestire bene il confronto di opinioni e di punti di vista, a prendere decisioni di cui si pente perché non sa quello che vuole (a volte basta ascoltarsi un po’ di più e spostarsi dalle pressioni esterne),rimanere radicato su certe posizioni, che pure non giovano al suo benessere, o a costringere gli altri al silenzio. Cosa che può sedare l’ansia da prestazione sociale e da messa in discussione sul breve termine, ma che sul lungo termine può creare dei disagi nell’espressione di un dialogo sereno e in termini di complicità. Che se anche vogliamo parlare di “fare fronte comune contro il mondo” mi sa che sarebbe un aspetto base.
Comunque sia tu conosci la tua storia 🙂
Vavava: ti rispondo per chiarezza, anche se questa è la lettera di Tigrotta 🙂
Brevemente: la morale, che ha molto a che fare con il giudizio, è un fatto culturale, sociale, ecc, ma che, non a caso, gode di sfumature e anche variazioni sostanziali a diverse latitudini e longitudini, e che è mutata nel corso delle epoche.
Di marketing mi intendo poco ma credo che, come le statistiche, prenda in considerazione un campione di persone e i loro gusti, o cosa li colpisce di più, ma non ha e non dà risposte assolute. Converrai con me che se al supermercato, per esempio, non trovi un solo prodotto per tipo ma diverse marche, tipologie ecc ciò dimostra quanto il marketing non sia una “scienza esatta” e quanto esistano gusti diversi, ed esigenze diverse.
Sociologia: se fossimo tutti identici e gli individui si rapportassero gli uni con gli altri con una dinamica identica credo che la sociologia non avrebbe ragione di esistere.
“non esistono regole, ognuno è diverso”… non mi sembra qualunquista, mi sembra realista.
Non si intende il fatto che non sia necessario avere delle norme perché, banalmente, le persone non parcheggino in mezzo alla carreggiata. Non era un discorso di anarchia globale, bensì sul fatto, peraltro oggettivo, che uguali circostante possono essere vissute diversamente da individui diversi.
Se permetti il fatto che io e te non siamo d’accordo già lo dimostra 🙂
Cmq – sorrido – “qualunquista” rimane un giudizio, che tu scriva in lungo o in corto 🙂
Ma anche dire che ho avuto la percezione che tu fossi giudicante 🙂
Io semplicemente difendo il fatto che la concretezza è importante, ma anche ascoltarsi, perché altrimenti si rischia di confondersi secondo dei parametri che sulla carta sono universali, o statisticamente più gettonati, o che sono quelli dei genitori o del gruppo di appartenenza, ma che non tengono conto del fatto che alla fine se la scelta coincide con il sentire è sempre meglio.
E che alle volte il problema che sembra centrale in realtà è un sintomo, o una parte del problema.
Ad ascoltarsi un attimo, uscendo dai parametri, ed entrando “nella pancia”, secondo me non si perde niente. Semmai si guadagna.
baci ciaooooo 🙂
luna sembri un guru di qualche filosofia sesantottina… sono contento per te se questo approccio alla vita ti rende piu serena come sembra… io in effetti sono passato attraverso esperienze terribili in famiglia e con la mia ex, e ho spessissimo riscontrato lo stesso tipo di problemi in coppie che conosco, capendo che ci sono fattori di rischio che sarebbe bene accordare subito al principio col propio partner (in questo caso: coi tuoi genitori non ci vengo a vivere), mentre la gente pensa che l’amore e il sentimento e il dialogo risolveranno tutto a prescindere invece non succede mai nelle coppie…. sembra possibile se le cose vanno bene, ma appena arrivano i problemi si scopre come è veramente il compagno
Vavava: insomma come guru, qualcosa tipo “la pancia è mia e me la gestisco io”, sarei fuori moda, dici?
comunque sono evoluta, nel tuo giudizio, da una qualunquista a un guru… non è male, voglio dire… 😉
sto scherzando, vavava 🙂 se non mi piacesse confrontare le opinioni con te, per inciso, non ti risponderei. Nel senso che non è che voglio farti cambiare idea su come la vedi 🙂
Io dico quello che penso, esattamente come fai tu. In realtà stiamo affrontando forse, e brevemente, concetti piuttosto complessi.
però ammetto che penso davvero che le persone a volte non si ascoltino abbastanza. E se ascoltarsi non può essere il segreto della felicità perché le variabili incontrollabili sono milioni (magari ne esistesse uno buono per tutte le stagioni!) è pure vero che sì, ascoltarsi può comunque dare una maggiore serenità, e che probabilmente non ascoltarsi veramente è cagione di infelicità. Perché se non mi ascolto veramente e prendo una decisione rischio di andare contro me stesso. e difficilmente quella decisione porterà felicità a me o a chi ho accanto. Perché il senso di frustrazione prima o poi emergerà.
Guarda che abbiamo detto anche le stesse cose.
Anch’io penso che certe cose andrebbero chiarite (dialogo, appunto) da subito. Fermo restando che in ogni coppia, penso, ci saranno anche sempre delle cose da chiarire in corso d’opera. Perché a volte le coppie si sfaldano anche perché non riescono a reggere il fatto che non si possa essere sempre in perfetta sintonia su tutto, e che sia necessario contrattare spazi e decisioni sul lungo corso.
E torniamo al dialogo…
siamo sempre lì. non risolverà tutto, ma mutismo, prese di posizioni arbitrarie, silenzi carichi di frustrazione, lasciar correre sperando che l’altro ci arrivi da solo non portano sicuramente più serenità. Almeno, per mia esperienza, subita non agita, io posso dire questo. Se qualcuno ha un’esperienza diversa lo rispetto.
Poi può essere che il dialogo non sia proprio possibile. E appunto questo può essere un campanello d’allarme. Di una tensione momentanea, di una incompatibilità, di un sentimento in caduta libera… di tante cose.
E anche là ascoltarsi fa la differenza.
Chiarire ciò che si vuole e ciò che non si vuole, ciò che fa stare bene o stare male, ecc ecc è fondamentale.
Ma più che parametri universali è una questione anche di parametri personali, di aspirazioni…
Mi pare ovvio che in molti casi la “disputa” non sia tra due visioni della vita l’una sbagliata e l’altra corretta, ma tra due visioni della vita semplicemente diverse. A volte complementari e conciliabili, a volte incompatibili.
L’universalmente giusto o sbagliato, a volte, secondo me servono a poco, in certi temi.
Anche perché le dinamiche all’interno della coppia sono più complesse. Più soggette ad assestamenti.
Tornando al dicorso suoceri ti stupirò, forse, dicendoti che io la penso come te.
E cioè che, di base, non vorrei mai vivere con i miei suoceri. Però è una mia idea, e non penso sia giusta per tutti. E potrei un giorno anche trasferirmi dai miei suoceri e mollare un mio compagno… paradosso, ma per dire che veramente dipende da chi hai di fronte e dalle situazioni.
E penso anche che a volte i suoceri possono essere invadenti anche se vivono a cento chilometri, e meno invadenti se vivono a cinque metri. Ho vissuto anche la seconda opzione.
Io da ragazzina ho avuto una “suocera” veramente terrificante, che soffocava suo figlio con la sua gelosia, e varie amenità, che riusciva a tormentarlo anche se lui, per tot giorni alla settimana, lavorava in un’altra città. I suoi tentacoli di controllo, ricatto, senso di colpa potevano arrivare anche nell’altro emisfero. Perché lui glielo permetteva. E lui glielo permetteva non perché era uno stronzo, tutt’altro. Lui ci cascava, nei suoi ricatti e nelle sue isterie, e soffriva tantissimo. D’altra parte io ero la sua prima morosa, e lui sua madre non l’aveva mai vista così prima d’ora.
Il mio ex piangeva a causa sua, e si sentiva in colpa. Lei riusciva a farlo sentire in colpa perché mi telefonava, ragazzi, non so se mi spiego… Qual era il suo peccato? essere un figlio unico che si era innamorato per la prima volta. Lei lo diceva proprio: nostro figlio veniva in vacanza con noi, e adesso invece va in vacanza con lei!!! Bhe, cose dell’altro mondo, no? E la sua ragazza andava al liceo invece di lavorare!!! uuuuuuuh!!!
Per inciso, invece, il mio ex “suocero” era una persona adorabile, spiritosissimo, con il quale trascorrere il tempo insieme era un piacere. E uno che cercava di far ragionare sua moglie, beccandosi pure lui melodrammi senza fine. Mai, nella maniera più assoluta, lui si è dimostrato invadente. Con lei, invece, non era possibile neanche bere un caffé al bar perché ti venivano i crampi allo stomaco. E’ arrivata al punto di telefonarmi, una volta, che lui aveva avuto un incidente, per fortuna non grave, per dire che la colpa era mia, perché lui stava venendo a prendere me a casa.
E varie amenità, che non sto neanche ad elencare, perché per fortuna mi sono liberata di lei da mo’. Sono stata io a lasciare lui, non solo per sua madre. Ma sicuramente sua madre non ha giovato alla nostra storia. Il problema non era il domicilio, ma come lui viveva il rapporto con lei. E non ti sto dicendo una cosa tipo “scegli tra me e lei”, cosa che non ho mai fatto, perché magari anzi che fosse riuscito ad avere con lei un rapporto sano, anche se io ad un certo punto, dopo aver tentato di venirle incontro, perché amo l’armonia, ho sinceramente evitato di vederla perché non ne potevo più delle sue scene e cazzate.Non era mio dovere.Il problema era la sua incapacità, di lui, di difendersi veramente da sua madre, e di impedirle di tentare di manipolare la sua vita.
Certo se mi avesse proposto di vivere con lei io non ci sarei mai andata, ma se lui me lo avesse proposto si sarebbe bevuto il cervello… So che si è separato da poco, dopo un breve matrimonio. Mi auguro che sua madre nella vignetta non centri…
Insomma, vista la mia esperienza, dovrei essere la prima a dire: scappate, scappate dai suoceri.
Però io penso davvero che ciascuno sa per sè, con gli elementi che ha.