Salta i links e vai al contenuto

Amor sacro e amor profano

di chaponine

Il titolo si riferisce ad un quadro che mi mette i brividi, di quelli che guarderesti per ore senza mai stancarti… Visto che in questo forum si parla sempre d’amore, ma mai d’arte, voglio portare un nuovo spunto di riflessione che tocchi entrambi i punti… Per chi non lo avesse capito dal titolo mi riferisco al quadro di Tiziano chiamato appunto “Amor sacro e amor profano”, conservato a Galleria Borghese a Roma.. E’ un quadro di una complessità enorme secondo me, sono anni che cerco di capirlo e di vedere le varie interpretazioni dei critici, ma sono spesso o troppo fantasiose o troppo semplici… Cerco da voi invece un interpretazione da utente, da uomo/donna che sa poco o nulla di arte e che esprima ciò che il quadro gli scatena a prima vista, che esprima ciò che lui ha capito del quadro…

Naturalmente se c’è qualche utente competente in storia dell’arte, ben vengano i suoi spunti…

Allego una foto per semplificare la ricerca..

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/ed/Tiziano_-_Amor_Sacro_y_Amor_Profano_(Galer%C3%ADa_Borghese,_Roma,_1514).jpg

L'autore ha condiviso 10 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore chaponine.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Riflessioni

36 commenti

  • 1
    Rossella -

    Si tratta di un quadro di matrimonio che è stato commissionato a Tiziano da un politico del tempo. L’uomo, un patrizio veneziano, presiedeva (almeno così mi sembra di ricordare) il Consiglio dei Dieci, lo stesso consiglio che aveva condannato a morte il futuro suocero del politico in questione, un giurista molto importante; l’uomo era stato ritenuto reo di aver sostenuto gli imperiali durante la crisi. Questo quadro avrebbe dovuto restituire alla sposa la dignità sociale necessaria al matrimonio e così fu… l’eredità confiscata le venne restituita proprio dal futuro marito. L’opera più che altro è da considerare come uno strumento di diplomazia familiare. L’amor profano in questo contesto potrebbe essere la ragion di stato che deve portare una figlia ad accettare la morte del padre per mano del marito. La dama vestita è la futura sposa che viene rappresentata come una Venere mondana. A fare da contraltare c’è la Venere Celeste, una figura che la ricorda in tutto e per tutto (sono identiche)… sono Bellezza e Amore. La bellezza che nasce dalla consapevolezza che potrà andare sempre a testa alta perché la vita pubblica è la rappresentazione di una parte della verità. Il suo sguardo è lo sguardo della vergine, uno sguardo carico di promesse e di speranze.

  • 2
    Golem -

    L’unica cosa vera è che era un dono di nozze. E tra l’altro il nome “amor sacro e amor profano” non è neppure quello originale in quanto fu assegnato durante una catalogazione nella prima metà del ‘600 se non sbaglio. Sul significato si possono applicare le regole da usarsi per i post di Rossella. Ognuno ci vede quello che vuole, infatti i critici continueranno a dibattere per sempre perché probabilmente era solo un esercizio di stile figurativo del giovane Vecellio. Come i post di Scarlet. Ma lui è passato alla Storia. Al momento resta libera solo la Geografia.

  • 3
    rossana -

    Rossella,
    mi piacerebbe che citassi la fonte di quanto hai descritto nel post, che di certo non è pura fantasia…

    buon fine settimana!

  • 4
    maria grazia -

    L’ amor profano è sicuramente meglio…
    Detto ciò, aldilà del fatto che è un dipinto di una bellezza unica, comunque secondo me in quel quadro si racchiude quasi tutta la storia dell’ umanità: l’ eterno umano conflitto tra “bene” e “male”, tra virtù e tentazione, tra obbedienza e decadenza, tra CONVENZIONE e LIBERTA’. In questo contesto “il bambino” ha un significato simbolico e rappresenta il “ponte di collegamento” che unisce le donne/persone caste e timorose e le donne/persone ribelli verso un unico sentore e obiettivo: L’ AMORE UNIVERSALE. cioè l’ unica cosa che ci può salvare davvero. o almeno, questa è la mia personale visione..

  • 5
    Golem -

    Non lo farà, perché è una delle tante interpretazioni del dipinto. La sua.

  • 6
    rossana -

    “Poi il quadro è diventato un dono di nozze, e l’attenzione si è spostata sul matrimonio e sugli sposi, peraltro protagonisti di una sanguinosa vicenda familiare. Nel 1511 il padre di Laura Bagarotto, Bertuccio, accusato di connivenza con il nemico (Padova, alleata dell’imperatore contro Venezia) era stato condannato a morte per alto tradimento dal “Consiglio dei Dieci”: Niccolò Aurelio era il segretario di quel consiglio. Il quadro, dipinto in occasione delle nozze del 1514, è stato allora interpretato sia in chiave politica (la riconciliazione tra le famiglie e il superamento della morte violenta di Bertuccio grazie all’amore coniugale) sia in chiave sociale (il ruolo della sposa, l’istituzione del matrimonio, la condizione della donna).”
    (Giulia Grassi)

    Da: http://www.scudit.net/mdboccadirosa_amorsacro.htm

  • 7
    Golem -

    Vabbè Rossá è una delle interpretazioni dai. Guarda su internet e scegli quella che ti piace. Non è univoca. E in più, chi è questa Goulia Grassi. Fosse stato a dirlo Federico Zeri o persino Sgarbi o meglio ancora Flavio Caroli con cui ho fatto l’esame di Storia dell’Arte. È quella più semplice, per via del trascorsi politici con quell’evento tragico. Ma Tiziano era un esteta di raffinatissima sensibilità, e per me ha fatto un quadro che dei ricchi incompetenti ci hanno visto ( ANCHE ) quello che hanno che hanno chiesto come tema.
    Comununque, a me piace interpretarlo come ho detto nell’altro post. A te piace quella di Scarlet? Bene. Il quesito sul vero significato del dipinto resta aperto.

  • 8
    rossana -

    “non lo farà, perché è una delle tante interpretazioni del dipinto. La sua.”

    NO, non è la SUA interpretazione, ma quella di parecchi altri. non ho perso tempo a trovare conferma in un nome autorevole perché non era quello il mio scopo.

    rispettabile QUALSIASI visione del quadro esattamente come quella di Rossella o la mia, che ho evitato di esprimere, autocensurandomi. nessuno possiede la verità su fatti e intenti di secoli fa! nemmeno i maggiori esperti del settore…

    “Sul significato si possono applicare le regole da usarsi per i post di Rossella. Ognuno ci vede quello che vuole, infatti i critici continueranno a dibattere per sempre perché probabilmente era solo un esercizio di stile figurativo del giovane Vecellio. Come i post di Scarlet. Ma lui è passato alla Storia. Al momento resta libera solo la Geografia.”

    attitudine portata avanti da mesi, a mio avviso gratuitamente denigratoria, nei confronti di chi saggiamente evita di reagire, pur non ricavandone certo emozioni reali positive. se non si accetta quello che non si comprende, a che pro fossilizzarsi a puntarvi un dito contro?

  • 9
    Golem -

    Macché denigratoria Rossana. Quando ci spiegherai il significato di quello che vuole dire questa tua “genio” te ne saremo grati. Quindi non solo io lo saró, come leggi periodicamente di quanta gente è perplessa nel merito della questione. Tutti denigratori? Tu credi di distinguerti dal popolino prendendoti cura di queste “diversità”, e sono affari tuoi se vieni assimilata a loro, ma la realtá non cambia perché TU la vedi a modo tuo (sempre la realtà c’è di mezzo oh). Lo sai benissimo perché non replica la tua povera protetta, e se non lo sai dovresti preoccuparti. Non calcola “saggiamente” neanche te se è per questo, non te ne sei accorta? E tu vai a inventarti chissà quali “sagge ragioni per non reagire”, che non esistono. Ti identifichi anche in questa utente per caso? Zelig faceva così. Bellissimo film di Woody Allen. Guardalo se non lo conosci.

    I commenti al riguardo di altri utenti forse significano qualcosa, visto che certi post completamente sfasati rispetto al tempo e al contesto, lasciano interdette più di una persona, ma ammirata solo te. Ma chissà, magari hai ragione tu. Continuare a dire che tutti hanno diritto a dire la loro è ovvio. Ma allora a cosa serve un forum se non si arriva a una conclusione su un argomento? A niente.

    Quanto al dipinto. LO SO che quella è l’interpretazione più “logica” che viene riportata più frequentemente, ma non è CERTA. Infatti
    Chaponine, che lo sa, come me, si chiede quale sia quella vera, quella che ha voluto dare Tiziano. Un po’ quello che c’è dietro l’enigmatico sorriso della Gioconda, per il quale si discuterà per sempre, giacché quando l’artista non lo ha esplicitato la fantasia dell’osservatore (ne sappiamo qualcosa) si sbizzarrisce in tutti i modi.
    I critici più lasciali stare. C’è ne saranno 10 in tutti il mondo che ci capiscono qualcosa di arte. Ti ricordo l’episodio delle teste di Modigliani e quello che dissero le Giulie Grassi dell’epoca a proposito del “ritrovamento del secolo”. Tranne Federico Zeri.
    Rossella ha riportato “scolasticamente” quei commenti. Era questo che dicevo che è la “sua” interpretazione. Devo essere più chiaro?

  • 10
    Almost-Imperfect -

    A me non suscita particolari sentimenti, non se devo confrontarli con il titolo del quadro. Ci sono parti del dipinto che adoro, come la perfezione con cui è stata resa l’acqua smossa dall’amoretto. Oppure la scena. Quello che tanto mi incuriosisce dei quadri dell’epoca e precedenti. La scena nella sua complessità, dalla quale si riesce a carpire un pò degli usi ed abitudini del tempo ed i paesaggi, spesso utilizzati in campo tecnico per comprendere anche le architetture ed i sistemi costruttivi del tempo.
    Mi ricordo che per la tesi, trattando il miglioramento sismico di un edificio storico, ho passato tanto tempo tra gli archivi storici della mia città, per trovare più informazioni possibili sul fabbricato e sulle modifiche intercorse nel tempo.
    Un parere il mio, forse poco artistico, mi dispiace

  • 11
    chaponine -

    @Almost-Imperfect
    Non ti fare assolutamente problemi sul parere poco artistico… Qui un po’ tutti siamo dei neofiti in storia dell’arte, ed il bello è proprio confrontarsi sulle diverse opinioni personali.. Anche perché gli stessi critici d’arte a volte sparano delle boiate enormi soffermandosi su particolari insignificanti, perdendo così il quadro d’insieme… Secondo me vuole indicarci che la vera ricetta dell’amore è l’equilibrio: l’amorino mescola l’acqua indicandoci che gli estremi non ripagano mai, che la verità sta nel mezzo.. Da una parte la donna sposata: bella, elegante, dietro di se ha una fortezza: il matrimonio rappresenta un ideale di sicurezza e di stabilità.. Sembra infelice, assorta nei suoi pensieri: la società ha già dato a lei un compito, quello di procreare(i conigli rappresentano augurio di fertilità.. Ma è quelli che lei realmente vuole?
    Dall’altra parte la stessa donna prima del matrimonio: il paesaggio è rilassante, calmo.. La donna sembra realizzata, ma è da sola ad affrontare il mondo. Essa può contare solo su se stessa.. Nel suo riquadro ognuno sta per i fatti suoi, addirittura due amoreggiano vicino al gregge, ed il pastore se ne infischia..
    Che la vera ricetta del matrimonio sia un continuo alti e bassi? O che la donna deve essere un misto tra il pudico in società e l’audace sotto le lenzuola?

  • 12
    rossana -

    Chaponine,
    bella e stimolante la tua personale interpretazione. a me quel quadro suscita scarsa emozione, pur apprezzandone la superba realizzazione estetica e i raffinati aspetti simbolici. ho molto apprezzato le osservazioni sui paesaggi alle spalle delle due donne e quella relativa all’amorino che con l’agitare dell’acqua potrebbe voler fondere i diversi orientamenti amorosi femminili.

    preferisco di gran lunga “La tempesta” di Giorgione (come Tiziano maestro nel colore), nel conturbante fascino della particolare aura di mistero che fonde natura e umanità (dualismo anche qui) in un abbraccio visivo e intuitivo. calma e turbamento, previsto e imprevisto, nell’ambito di un oggi, relativamente sereno, come la maternità, ma tuttavia incapace di preconizzare il domani.

  • 13
    Golem -

    E la critica a maestro Teomondo Scrofalo allora? Molto più adatto alla discussione per la nostra platea.

  • 14
    chaponine -

    @rossana
    La tempesta di Giorgione è un quadro meraviglioso… Ho avuto la fortuna di osservarlo da vicino non molto tempo fa alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.. La ragazza che mi accompagnò mi raccontò che “La Tempesta” fu uno dei suoi quadri più personali: infatti Giorgione era originario di Castelfranco Veneto e lo sfondo del suo quadro sembra proprio uno scorcio della sua città.. Anche qui c’è un dualismo: la donna intenta ad allattare e la donna osservata dall’uomo che probabilmente ha un forte desiderio sessuale.. e la donna non si sottrae ai suoi occhi, anzi sembra a suo agio nell’essere osservata…
    Per quanto riguarda invece il quadro di Tiziano, secondo me si completa molto con un altro quadro sempre esposto a Galleria Borghese, ed è la Danae di Correggio… Anche qui il tema principale è l’amore, ma visto da un altra prospettiva..
    Se non avessi avuto la fortuna di vederlo di consiglio una scappata qui a Roma a vedere la Danae, ne vale la pena 🙂

  • 15
    Almost-Imperfect -

    chaponine,
    mi hai fatto venire in mente un libro che sto leggendo e che parla di donne un pò fuori dagli schemi.
    Uno di questi racconti è incentrato su Veronica Franco, cortigiana Veneziana della seconda metà del ‘500.
    Ovviamente nel racconto si inquadra un pò anche la Venezia dell’epoca e sembra che molte delle figure ispiratrici di Tiziano, Tintoretto e Veronese, siano state note cortigiane del tempo. Chissà magari anche le due figure riprodotte potrebbero esserlo.
    Le cortigiane veneziane dell’epoca erano molto famose, in italia d anche all’estero. Generalmente molto belle ma anche estremamente colte, capaci nel conversare, cantare e scrivere poesie. Una sorta di geisha italiana insomma.
    Confrontate poi con le “gentildonne” che invece, non potevano uscire che in rare e pubbliche occasioni, erano proprio la manna dal cielo per tanti uomini.
    Forse il Tiziano nel suo dipinto ha voluto ribadire questo tema, all’epoca abbastanza sentito.

  • 16
    Golem -

    Io date le mie modeste capacità interpretative preferisco “Giorgione orto e cucina”, trasmesso su Sky.
    Colori, sapori e allegria, il tutto in un clima godereccio che non lascia dubbi sugli intenti ultimi dell ‘autore.

  • 17
    rossana -

    Chaponine,
    ho visto a Venezia l’originale di “La tempesta” nel 1968, e l’impressione che allora ne ho percepito ancora perdura. molto misterioso l’uomo, tanto più che in seguito i raggi x hanno rivelato al di sotto una precedente figura femminile. alla fin fine, potrebbe trattarsi anche soltanto di un contrappeso di vitalità e colore…

    per me non è molto importante il messaggio dell’artista, ammesso che questo esistesse, quanto l’emozione che mi deriva da alcuni suoi lavori. in tal senso capisco l’entusiasmo di compaesani per un “maestro” locale, la cui produzione a mio avviso si avvicina più a un artigianato di buon livello che alla creatività.

    d’altra parte la parola artista è sorta per indicare i lavoranti di bottega, snobbati e inizialmente soltanto sfruttati dai “signori”, che accoglievano alle loro tavole poeti e scrittori disprezzando chi esprimeva il suo estro con un’attività prettamente manuale.

    molto bello il quadro che hai citato e che non conoscevo. amo parecchio il Correggio, che reputo sottostimato rispetto alla potenza della sua capacità espressiva in una visione tanto innovativa per l’epoca. è vissuto quasi isolato, e questo ha fatto sì che fosse riscoperto tardivamente e che fatichi tuttora a trovare la sua giusta collocazione fra i grandi pittori.

    la sola solitudine di cui patisco dal 1980 circa è quella di non avere più trovato interlocutori interessati quanto me alla pittura, al cinema e alla letteratura.

  • 18
    rossana -

    Almost-Imperfect,
    scusa se mi intrometto in prosieguo di argomento fra te e Chaponine.

    la storia del ritratto femminile, iniziata con uno quasi certamente inesistente della Laura del Petrarca, è affascinante per almeno un paio di secoli circa, transitando da quello di fidanzate fittizie, nell’ambito dell’amor cortese, per finire a vere amanti e a cortigiane, come accenni tu.

    mi piacerebbe molto vedere l’originale di un ritratto a figura intera di Lucrezia Borgia, che dovrebbe ancora trovarsi, con altri, nell’appartamento Borgia in Palazzo Vaticano. per la modalità inconsueta per il Pinturicchio di ritrarla, sia nell’abbigliamento che in un’espressione artistica ben diversa dal solito, in particolare nel dipingerne i capelli.

    ho cercato, senza successo, una riproduzione in rete: il torso solo in piccola parte coperto da un tessuto rosso che, estendendosi a V dal collo all’ombelico lascia appena intravvedere i seni; braccia e una spalla nude; un’attitudine fra l’angelico e il leggermente sfrontato. davvero deliziosa!

  • 19
    chaponine -

    @Almost-Imperfect
    Si diciamo che le cortigiane erano una salvezza all’epoca, e sono una salvezza anche nella nostra epoca sinceramente. All’epoca la cortigiana aveva un grande ruolo sociale, tant’è che Venezia per evitare lo sputtanamento di molti uomini potenti dell’epoca, istitui l’utilizzo delle maschere per proteggersi il volto. Le nobildonne tra l’altro, erano nobili solo sulla carte, ma non nel privato. Molte di loro erano sposate ma avevano un amante, molte di loro addirittura avevano un amante riconosciuto e rispettato nella società. Se rimaniamo su questo quadro sinceramente non so: i due volti sono praticamente uguali, inoltre si sa ormai da tempo che la signora in questione era tale Laura Bagarotto, moglie di chi aveva commissionato il quadro. In realtà il quadro era un vero e proprio dono di nozze, sia per ripagare la figuraccia che Venezia aveva fatto con Padova, sia perché Laura era parecchio incazzata per la morte senza motivo del padre..

  • 20
    chaponine -

    @rossana
    Secondo me il Correggio è stato uno dei più grandi pittori del cinquecento.. In particolare nella Danae secondo me si è superato.. Altri pittori hanno tentato anche più avanti(degna di nota è la Danae di Leon Comerre) di rappresentare questa scena, ma non hanno raggiunto secondo me la sua stessa profondità.. La Danae è una figura mitologica della mitologia greca,figlia di re Acrisio di Argo e di Euridice. Contrariato dalla mancanza di un erede maschio, Acrisio chiese ad un oracolo se le cose sarebbero cambiate. L’oracolo gli disse di andare fino alla fine della Terra, dove sarebbe stato ucciso dal suo futuro nipote. Danae era senza figli, così il padre la rinchiuse in una torre di bronzo (o una caverna), ma Zeus andò da lei in forma di pioggia d’oro e la ingravidò. Poco dopo nacque suo figlio Perseo. La pioggia d’oro che si vede nel quadro è proprio l’intrusione di Zeus nella sua torre per fecondarla.

    PS: non lo dire a me, i miei coetanei pensano ancora che Carpaccio sia il nome di un piatto, che il Bellini sia il nome di una bevanda, e che Giorgione sia il nome di un gatto :-):-)

  • 21
    maria grazia -

    L’ interpretazione di Almost finora mi sembra la più attendibile, e anche la più interessante. Ma non sottovaluterei nemmeno quella di Golem. a volte la soluzione sta nella risposta più semplice! senza tante inutili e inconsistenti divagazioni..

  • 22
    Golem -

    Fine della discussione?

    Dico la mia. Il fascino dei dipinti antichi risiede proprio nell’incertezza della loro interpretazione. Pensare che di un opera di cinquecento anni fa si conosca ogni particolare è un ‘illusione che riconoscono anche i grandi esperti, perchè ovviamente non è possibile. È questo che li rende affascinanti e vivi ancora oggi: il mistero dell’intenzione dell ‘artista, che non è così evidente, dove ognuno ci vede quello che vuole.
    Un giorno, mentre osservavo la Deposizione del Cristo di Michelangelo, alla National Gallery di Londra, una ragazzina vicino a me disse alla mamma che lei ci vedeva una ragazza che scriveva sul cellulare, cosa evidentemente impossibile. Fu un indicazione illuminante che mi ha fatto capire definitivamente che la bellezza di un opera artistica risiede proprio nel fascino della sua insondabilità, che tuttavia emoziona per il mistero che questa sensazione contiene.

    Purtoppo questo fascino del mistero suggestiona anche in ambiti meno colti, come l’innamoramento, che riempie il “mistero” di certe emozioni di valenze spesso fantasiose sul soggetto che le produce. Ma se l’emozione cerca sempre la ragione che la muove, non sempre la ragione che si “trova” è quella giusta.

  • 23
    M. -

    Se doveste scegliere un quadro capace di rappresentarvi, quale scegliereste?

    Io il “Viandante sul mare di nebbia”, di Caspar David Friedrich

  • 24
    Almost-Imperfect -

    Ma che domande….

    La Gioconda!!!

    Oppure:
    Dadaaaaaa
    https://instagram.com/p/9lwQGlI2fBSS9qLELbTLTRZFTpRTDz2SI9N0g0/

  • 25
    maria grazia -

    M.
    io sceglierei questo, senza alcun dubbio!

    http://www.francescomorante.it/pag_3/302ba.htm

  • 26
    Golem -

    Io l’ho già fatto intuire. Il “Bevitore” di Cèzanne rielaborato dal maestro Teomondo Scrofalo.
    Sacro e profano. Meglio di così?

    MG, io ti vedo come le due “Maia” di Goya.

  • 27
    M. -

    la Gioconda…….uno dei quadri più brutti 😀
    Al Louvre tutti che si pestano pur di vedere quel quadro, imprigionato dietro ad uno spesso vetro, illuminato da flash giapponesi. E tutti che non guardano altro in quella sala; eppure in quella sala c’è un quadro molto più bello, ma nessuno lo degna di uno sguardo.
    Paradossalmente conosciamo più la finta Gioconda che quella vera. Ci siamo fatti l’idea sulla finzione, su una fotografia stampata in qualche libro, piuttosto che guardando il vero.
    Finzione vs verità. Vince la prima.

    Mg,

    allora io sono lui
    https://www.google.it/search?q=napoleone+bonaparte&espv=2&biw=1280&bih=637&source=lnms&tbm=isch&sa=X&sqi=2&ved=0CAYQ_AUoAWoVChMIurnfoYv-yAIVwg8PCh1X1wgy#tbm=isch&q=napoleone+bonaparte+a+cavallo&imgrc=GraWM47_rmutEM%3A

  • 28
    maria grazia -

    M.
    ma Napoleone non era un pò troppo piccoletto per somigliarti ? 🙂

    Golem, le due Maia di Goya ?.. ardito! 😉 ma quella forse infondo è la rappresentazione iconografica dei due aspetti insiti in ogni donna: la parte razionale e la parte più libera e istintuale. La propria presa di coscienza inizia dal momento in cui si fa emergere quest’ ultima..
    Comunque Teomondo Scrofalo resta il numero uno! questo è certo 😀

  • 29
    Almost-Imperfect -

    Appunto
    La gioconda è come la “sora camilla”, tutti la vogliono nessuno la piglia ;=)

    Comunque ha girato mezzo, mondo, rimane ambita da tutti e lei se ne sta là con quel sorriso un pò cretino di chi non sapeva neanche di essere ripreso.
    Non si sa nemmeno se ritrae una donna o un uomo.
    Sta là a prendere tutti per il naso. In più è toscana.
    Non posso che pensare di somigliarle.
    Le tette ce l’ha? Non me lo ricordo se si vedono.
    Mmmmm, no! Anche lei messa male ;=)

  • 30
    Golem -

    Perfetto MG, il dualismo insito in ognuno di noi. Tu con le Le Maia, io con i due bevitori , con la parte visibile che è quella del maestro Scrofalo, quella interiore di Cèzanne.

    M è Napoleone in scala 2:1

  • 31
    M. -

    Mg,

    allora sono ben due Napoleone messi insieme, uno sopra l’altro!

    Almost,

    nemmeno la Gioconda è messa bene a tette.
    Comunque dal fisico della Bellucci sarei disposto a scalare fino a Martina Colombari!!!
    Ma la gioconda è ambita da tutti più per quello che ci hanno ricamato attorno che per altro. Ci sono una valanga di quadri più belli e questo è innegabile.
    Poi più una cosa è ambita e rincorsa da tutti e più mi lascia indifferente.
    Ti piace Paul Gauguin?

  • 32
    Almost-Imperfect -

    Si meglio, alla colombari potrei quasi arrivare. Ma almost.

    Paul Gauguin non è tra i miei primi, ma dovessi dire che non mi piace, no mentirei

  • 33
    maria grazia -

    La vita è come un quadro. ognuno la interpreta a modo suo…

    https://www.youtube.com/watch?v=it2flZOp-9Q

  • 34
    rossana -

    Chaponine,
    domanda impertinente, se ti va di rispondere: tu hai un quadro che ti rappresenta?

  • 35
    chaponine -

    @rossana
    Ciao Rossana, si ho un quadro che mi rappresenta. E’ la Danae di Klimt, un quadro di una complessità unica ma allo stesso tempo molto semplice. Klimt è riuscito a trasmettere una vagonata di emozioni(la maternità ventura, l’essere inconsapevole da parte sua di essere fecondata durante il sonno) con una semplicità disarmante 🙂
    Diciamo che rappresenta molto il mio carattere: nel quadro quello che ti colpisce di più sono i particolari( la pioggia d’oro di Zeus)e sono anche quelli che mi colpiscono di più nelle persone 🙂
    Comunque se ti va di fare quattro chiacchiere in privato ti spiego meglio 🙂

  • 36
    rossana -

    Chaponine,
    grazie per il riscontro.

    sì… molto meglio scambiarci di tanto in tanto quattro chiacchere in privato sulla pittura-scultura o sull’arte in genere ( carren2@gmail.com ), anche per quanto riguarda i concetti sulla sessualità e sul matrimonio a cui hai accennato nell’altro thread.

    buon fine settimana!

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.

Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili