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Aiuti alle imprese in crisi

Salve redazione, Egr. Direttore,
Sono Pierpaolo Bossi, presidente provinciale di Genova de Unione Artigiani Italiani, Vi scrivo perché sto informando tutto quello che “posso”, per un discorso molto importante in questo momento di crisi per l’economia.
Abbiamo lavorato bene fino a Luglio, poi al rientro dalle ferie cosa è successo? Nulla!!! Ma i consumi si sono fermati, colpa di un terrorismo mediatico ideato da chi?
Si parla di aiutare le imprese…come gli aiuti Ob.2, come mai nonostante si possa pensare ad accedere a questi fondi sono sempre in maggioranza aziende di nuova costituzione? Come mai gli artigiani con uno storico di impresa decennale o più non chiedono detti fondi? Pensate che non ne abbiano bisogno? Sbagliato!!! Ne hanno una necessità folle, ed alcuni rischiano di chiudere o ridurre il personale entro l’anno…
Il tutto è per colpa di un documento che deve essere allegato alle domande: il DURC, documento unico di regolarità contributiva, che viene rilasciato dall’inps o inail, e comprende anche la regolarità dei pagamenti con l’erario(multe per sosta….).
Le imprese con anni di attività non sempre, anzi quasi mai riescono ad essere in regola con tutto, ma non per questo non smettono di dare lavoro e pagare la maggior parte delle tasse(iva, irpef…), poi se aggiungiamo che un’impresa in CRISI ( le banche non stanno aiutando, anzi stringono il cappio al collo dell’artigiano) le prime cose che non pagano sono purtroppo le tasse, infatti non possono smettere di pagare i fornitori e dipendenti, ecco che la frittata è fatta, all’artigiano non viene concesso nulla!
Secondo voi è meglio concedere fondi per 100.00 euro ad in’impresa nuova, che molto probabilmente verrà tenuta in stand by per 5 anni, senza produrre reddito, è questo il tempo sabbatico, per poi rivendersi i macchinari o chiudere, oppure concedere 20.00 euro ad un’impresa con qualche “problema” di regolarità , ma con uno storico di produzione decennale con dipendenti e fatturato consolidato che potrebbe crescere?
Preciso che il DURC che è nato per i grandi appalti e per combattere il lavoro nero, quindi giusto, è stato poi esteso a tutto indiscriminatamente .
Mi scuso per essere stato prolisso, per qualsiasi chiarimento sono a disposizione.
Saluti
P.Paolo Bossi

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31 commenti

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  1. 1
    michele -

    Sono un piccolo commerciante da oltre 15 anni con una famiglia sulle spalle da tirare avanti mutui da pagare tasse a non finire arretrate con perdite spaventose ad oggi non ho mai ricevuto aiuti dallo stato e da nessun altro ed ho 35 anni le banche chiedono rientri e tassi di interessi assurdi mi chiedo come faro’ a tirare avanti sono l’unico a lavorare e con un secondo bambino in arrivo.Si parla tanto ma chi ci aiuterà?

  2. 2
    Paolo Bossi -

    Caro Michele, nella tua situazione ci sono ormai miiglioni di piccole imprese che tentano in ogni modo di salvaguardare il proprio lavoro e quello dei propri dipendenti, purtroppo il governo ha stanziato fondi per quelli come te, come noi, per fare in modo da non hiudere i battenti, ma le regioni, specialmente quelle di sinistra,( non è per parlare di politica, sono un presidente di associazione apartitica), sono schiave dei sindacati dei lavoratori , che vedono i piccoli imprenditori come quelli che da anni non pagano le tasse, che sfruttano i subalterni, vedono il nemico da “combattere”. Apertamente non, ma poi fanno di tutto per abissare i piccoli imprenditori.Naturalmente le banche non aiutano ,infatti oramai raramente concedono prestiti,e solamente a coloro che”NON HANNO BISOGNO”.
    Un consiglio che ti posso dare è di rivolgerti ad una associazione di categoria della tua città, se sei di genova http://www.unioneartigianiitaliani.it e contattami.
    Un saluto e forza non mollare…
    Paolo Bossi

  3. 3
    Pietro -

    Anche io sono un piccolo commerciante di Roma che opera da venti anni nel commercio, da circa 5 mesi sto combattendo per riuscire a tenere aperta la mia attività. Le banche mi hanno chiuso ogni via al credito, ho due figli a carico più genitore senza pensione, ma, nessuno trova la forma e la forza di concedermi un pò di ossigeno, siano esse banche che istituzioni. Non riesco a trovare neanche un posto di lavoro per evitare il crack, non so più che fare, ormai perdo più il tempo per girare a chiedere aiuti, finanziamenti, prestiti che pensare all’attività…

  4. 4
    Michele -

    Buongiorno, sono l’amministratore di una piccola srl start-up (evoluta da una ditta individuale) e tengo a precisare che il nostro progetto è a lungo termine…
    Il vero problema è che le banche non fanno le banche, cioè chiedono il progetto per concedere i finanziamenti ma, non essendo degli imprenditori, non appena te l’hanno concesso, si irrigidiscono e ti “stritolano” nei loro meccanismi.
    Perchè le grandi imprese sono “esposte” verso le banche per milioni di euro e noi non abbiamo neanche 30.000,00 di fido???
    Chiaro, le grandi imprese si “pubblicizzano” con i grandi utili, ma è chiaro che il rapporto è lo stesso, solo che nessuno si sognerebbe mai di “togliere” i milioni alla fiat o ad una squadra di calcio…
    Perchè le agevolazioni delle regioni non sono più a fondo perduto ma sempre a rimborso agevolato??perchè negli anni ’80 le grandi imprese li prendevano e si compravano la barca..ora noi giovani (34 anni) ne paghiamo le conseguenze.

    Un consiglio per tutti…prima di gettare la spugna, vendete cara la pelle!!!

    Michele

  5. 5
    Paolo Bossi -

    Cari Amici imprenditori, scusatemi se mi permetto di chiamarvi amici, ma tra colleghi di fatto e temo di sventura….Il problema della banche è una vera catastrofe per la piccola imprenditoria, oggi quando versi un assegno prima della disponibilità ci vogliono 5 giorni….infatti dico ai miei iscritti di andare personalmente a monetizzare l’assegno e di versare i contanti….Quando è possibilile tagliare fuori le banche!Lo so è una piccola cosa ma tutto sta ad iniziare, le banche si comportano male con noi e noi le boicottiamo come possiamo!In riferimento ai finanziamenti pubblici, se non porranno a livello centrale una deroga sul famigerato D.U.R.C. oggi poche imprese riusciranno ad usufruire degli aiuti di stato, quindi chiuderanno , quindi licenzieranno e le conseguenze sono chiare a tutti.Come mai non tutte le Regioni applicano la regola del DURC allo stesso modo? Voi pensate che se la Campania applicasse la legge come in Liguria le aziende campane approfitterebbero di tutti gli aiuti a loro destinati? Volete dire che nel sud Italia sono più ligi a pagare le tasse nei tempi senza ritardi di noi al nord? Non voglio innescare una inutile diatriba tra nord e sud ma purtroppo la legge è applicata in modo differente….Il casco i motociclisti lo usano più al nord oppure el sud? Eppure la legge stardale è la stessa! cari amici …Uniamoci e con ogni mezzo facciamo sentire la nostra voce!
    Paolo Bossi
    U.A.I.

  6. 6
    Valentino Giacobbi -

    sono un artigiano e mi sono sempre dato da fare per realizzare un’azienda, potrei aver superato la crisi in molti modi, ma purtroppo i comproprietari non mi permettono di lavorare ostacolando da anni il mio lavoro ( macchine furgoni davanti alle porte chiusura locale caldai locale contatori a chiave dopo aver staccato l’energia elettrica allontamento dei clienti e fornitori , lavori iniziati e mai finiti sulla parte comune del cortile impedendo il parcheggio) quanto descritto non è nulla. Presumo, che in quanto gli stessi sono stati costretti a vendere la porzione di fabbricato da subito mi anno creato problemi per riacquistare quanto perso a prezzo inferire di quanto l’ho pagato. Basterebbe una udienza dal giudice per risolvere il tutto, invece nonostante le mie denunce non vengo mai capito e creduto. Da poco ho saputo che il venditore è C.C. ausiliare forse per questo non mi credono. Ho documentazione fotografica testimoni, ma non mi riesce di andarne fuori. Per ultimo i C.C. della mia zona mi anno consigliato di non lavorare e attendere la sentenza del giudice. A seguito di quanto descritto matrimonio in fumo non ho soldi per vivere e sono mantenuto dai miei genitoti. Come vivo se non mi permettono di lavorare e idee ne ho molte visto che mi trovo su una strada di passaggio !
    Ringrazio in anticipo dell’attenzione.
    Giacobbi Valentino

  7. 7
    Gianni -

    Sono come tutti voi un piccolo artigiano della bassa Modenese, ho gli stessi problemi di voi tutti, e comunque quello che posso dirvi è che sto lottando da 5 mesi con le banche, e alla fine sono arrivato alla conclusione che non c’è nulla da fare, o uno è in grado di stare in piedi da solo oppure si chiude, mi sono rivolto alla locale CNA la quale pur essendo daccordo su quanto da me esposto mi ha detto che il mondo è cambiato e che bisogna adeguarsi…il vero problema si chiama Basilea e Rating….mi viene da ridere, come si fa a valutare una piccola ditta artigiana con questi parametri?? Abbiamo bilanci virtuali e virtuosi eppure pretendono di darci delle valutazioni come se fossimo delle società di capitale….dove erano le associazioni di categoria quando si discuteva l’applicazione Basilea2? La verità è che le banche continuano a far soldi macinando carta su carta e le microimprese che una volta erano dei pilastri portanti dell’economia sono costrette a chiudere, e oggi come oggi non è minimamente abbozzabile il fatto di fare impresa contando su incassi certi, quindi cari colleghi SI CHIUDE BATTENTI!!!
    Una piccola nota: e la politica dov’è???? Pensano ai processi privati, ai paradisi fiscali ecc. ecc. predicano ottimismo, ma c’è gente che si suicida perchè presi dalla VERGOGNA DI NON POTER MANTENERE PIU’ LA FAMIGLIA, e poi si parla di costituzione….poverina quante volte è calpestata.

  8. 8
    Gianni -

    Poi il DURC…..siamo arrivati al gatto che si morde la coda…se non incassi non puoi pagare i contributi, così niente DURC e niente pagamenti e via si gira.!!!!!!!!!!!!!!

  9. 9
    Paolo Bossi -

    Cari Colleghi,
    il discorso è sempre quello, Le banche con Basilea 1 e 2, guadagnano prestando soldi senza più rischiare, le associazioni di categoria, dato che al loro interno hanno direttori comandati da politici non hanno fatto nulla per contrastare questo, neanche per il DURC, che come potete vedere sta distruggendo la piccola impresa….vi invito ad andare sul sito dell'”indignato speciale” di canale 5 e guardare la puntata del 1/4/2009, dove ho denunciato questo problena….naturalmente la mia associazione nata nel 2007 non è iscritta al CNEL e non ha “diritto ” alla trattativa con lo stato….e’ un abuso che un’associazione venga tagliata fuori per questo motivo , ma non mi scoraggio e vado avanti….non chiedo nulla ai soci sto finanziando tutto io….Così nessuno potrà dire che possa avere qualche interesse in merito.
    La mia mail è: uaige@libero.it
    Vi invito a sostenermi con la vostra vicinanza ed esperienze…
    Un saluto
    Paolo Bossi
    UAI di Genova
    unione artigiani itatliani

  10. 10
    Roberto -

    Stessa storia, stessi protagonisti: piccola società commerciale milanese che sta
    sudando sangue per cercare di restare APERTA (anche perchè a 45 anni per il
    mondo del lavoro almeno quello dipendente, sei bello che morto e defunto).
    Esponi un progetto alla banca per chiedere un aiuto ed è come se tu parlassi di
    carne ad un vegetariano!! Non hanno la minima voglia di andare a vedersi il
    pregresso, i bilanci passati ( e le commissioni corpose e copiose da essi stessi
    prelevate direttamente dal conto soto le più improbabili voci di costo), per cui è
    come parlare ad un muro. Non frega niente a nessuno se tutto implode e scoppia,
    vige il “tanto peggio, tanto meglio” e oramai la parola d’ordine è “si salvi chi può!.
    Resta solo l’amarezza e lo sconforto di aver lavorato anni e anni per strappare dal
    mercato la tua piccola fettina business, che ora si sgretola piano piano senza
    lasciarti neanche la cenere quale ricompensa.
    Attenzione, questa e un azienda microscopica che ha sempre fatto utili e pagato
    regolarmente tasse e gabelle varie; il declino è iniziato dalla metà del 2009 e
    continua incessantemente la sua corsa, nel più totale silenzio delle istituzioni.
    Un saluto e un abbraccio a tutti voi.
    Roberto

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