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Accademia delle belle arti, non è laurea ma diploma di laurea

di morisot89

Ho “scoperto” che il titolo di studio che si avrà alla fine dell’Accademia delle belle arti non è una laurea ma un diploma di laurea!
Su questo ci sono state numerose dispute… ma quello che non capisco… perchè non prendono una decisione?!
I ragazzi che frequentano l’accademia continuano gli studi e danno esami come i ragazzi che invece hanno scelto l’università. allora perchè non estendera la laurea anche ai diplomandi dell’accademia?
A tale proposito vorrei sapere come fare per scivere direttamente al ministro Fioroni, anche se probabilmente la mia e-mail passerà inosservata come tante altre.
Qualcuno mi può aiutare?

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Categorie: - Scuola

201 commenti

Pagine: 1 2 3 5

  • 1
    Leilaluna -

    io ho fatto architettura al liceo per ben 5 anni.. e poi o dovevo scegliere tra continuare con la laurea o fare l’accademia.. volevo fare l’accademia.. perchè potevo saltare gli esami di ammissione.. visto che già provenivo da una scuola d’arte.. ma poi ho saputo che davano un’altro diploma.
    ci ho rinunciato.. anche se mi sarebbe tanto piaciuto.

  • 2
    morisot89 -

    cara Lilaluna io sarei anke disposta a fare gli esami x l’accademia (dato ke il diploma ke avrò sarà qll del liceo pedagogico) ma il problema è qst…1 altro diploma! 🙁

  • 3
    Ale -

    Scusate, ma non esiste più il Diploma di Laurea (DL), appartenendo al vecchio ordinamento, ante riforma, tale dicitura.
    Attualmente si parla di Diploma Accademico (DA) di primo livello (vecchio ordinamento, nuovi corsi di primo livello) equiparato ad una Laurea (L). Inoltre, l’istituzione Accademia è passata dal Ministero della Pubblica Istruzione all’AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale) organo del MIUR e parallelo all’Università, ricerca scientifica e tecnologica.
    Quindi non è propriamente una Laurea (L), ma un titolo che può comunque usufruire di tutte normative correnti per quanto riguarda la riforma dell’università, ivi compresa la possibilità di passare da un corso accademico ad uno universitario, con riconoscimento dei crediti accademici (CFA).

    Quindi, ripeto, pur non essendo formalmente una L, è comunque un livello universitario e ha come ambito specifico le arti visive.

  • 4
    sornione -

    Fate attenzione che l’equipollenza ai fini dei concorsi pubblici tra le lauree quadriennali del vecchio ordinamento DL e i diplomi quadriennali ordinari di Belle Arti non vale per i nuovi diplomi sperimentali della riforma 3+2 fuori degli ambiti MIUR.

    I diplomi di Belle Arti sono di 4 anni minimi in virtù di un decreto legislativo mai abrogato del 1994 e perciò i diplomi di 3 anni e di 2 anni non sono contemplati dento la legge di equipollenza 508.

    La modifica introdotta dalla Moratti ha solo precisato che i diplomi quadriennali sono equipollenti anche alle lauree L+LS ma solo per i pubblici concorsi.

    Allo stato attuale il problema più grande è che non esiste una tabella di equipollenza tra Università e Accademie perciò quando viene richiesta una laurea DAMS del vecchio ordinamento, molti enti pubblici cercano di impedire l’accesso ai concorsi a chi si presenta con un diploma specialistico di Belle Arti nuovo ordinamento al posto di quello DAMS.

    Riguardo il vecchio quadriennale alcuni enti pubblici hanno deciso di accettarlo senza fare troppe storie ed altri enti pubblici si sono riservati del tempo per attendere la famosa tabella di equipollenza che è ferma al MIUR da ben 8 anni.

    Il Ministero della Istruzione ha deciso di permettere l’accesso alle graduatorie di insegnamento in 3 fascia solo ha chi ha un diploma del vecchio ordinamento o il 3+2 completo in sostituzione del vecchio quadriennale.
    Chi ha solo 3 anni non può fare supplenze!

  • 5
    Iris -

    Ho un diploma di istituto d’arte, e mi sto per laureare all’Accademia di Belle Arti… la mia domanda è questa: potrò insegnare educazione artistica almeno alle medie?
    Grazie a tutti

  • 6
    Ale -

    Infatti, le famose tabelle. Ma ci rendiamo conto? 8 anni? Sono soltanto dei disonesti fannulloni, come l’italiano medio, d’altra parte. Quindi non saprei se giustificarli o meno, in un certo senso…
    E intanto quelli del vecchio ordinamento crescono, anche di età, e a nessuno frega alcunché. Mi domando che razza di paese sia, questo. Altro che industriale, qui siamo in pieno terzo mondo e neanche ce ne accorgiamo.

  • 7
    LIN -

    Raga, da non crederci. ancora si discute di questi cavolo di diplomi di accademia. sono laurediplomata da due anni con il vecchio ordinamento e non mi è stata data la possibilità di passare al nuovo perchè frequentavo nel bel mezzo della riforma. ora ho un diploma senza crediti che non mi fa entrare in nessun biennio specialistico universitario mentre chi si era iscritto in accademia l’anno successivo al mio ora ha un diploma parificato e con crediti (frequentando gli stessi corsi che ho fatto io)
    noi sfigati del vecchio ordinamento chi siamo???
    nessuno pensa a noi?

  • 8
    Jobina -

    Sono anch’io del vecchio ordinamento e ogni volta che mi chiedono se abbia oppure no una laurea mi prende male…in questa società basata sull’apparenza, dire di aver conseguito una laurea dopo 4 anni d’università o dire di avere un diploma in alta formazione artistica dopo 4 anni d’accademia purtroppo non è la stessa cosa…
    Fino a pochi anni fa avrei almeno potuto insegnare educazione artistica alle medie…oggi non so più quali sono le opportunità che ho e questo è frustrante.
    Mi sono inserita nella graduatoria di III° livello ma non sono fiduciosa per nulla…
    Facciamoci forza, l’abbiamo fatto per passione e non per profitto siamo di animo nobile!!!

  • 9
    annettè -

    Mi sono diplomata l’anno scorso all’accademia di belle arti con il vecchio ordinamento. Ho inizziato così apresentare domandine per trovare qualche posto di lavoro.La delusione più grande è che il 90% delle persone crede che questo titolo sia il diploma di una scuola superiore e non sanno a cosa serva o cosa puoi fare….anche alcuni sindacati!!!
    ora sto per terminare l’ultimo anno del biennio specialistico sempre presso l’accademia…sicuramente data la situazionenon mi servirà a nulla!!
    Ho scelto di frequentare l’accademia perchè l’arte è la mia vita, e spero che un giorno anche ai nostri titoli venga data quell’importanza che meritano.

  • 10
    Grazia -

    Come posso fare?l’anno prossimo mi diplomerò al liceo artistico,ho sempre sognato di fare l’accademia e ora che ho cominciato a informarmi bene scopro che non è una laurea e che probabilmente una volta trascorsi anni di studio non riuscirò neanche a trovare un’occupazione come si deve..ma com’è possibile?ma dove ci troviamo?perchè non ci può essere un titolo di lurea che contraddistingua gli artisti oltre che gli avvocati i medici e altre professioni?..magari tra una decina d’anni qualcosa cambierà,ma io come tanti ragazzi che amano l’arte,che la sentono,che la fanno,che vogliono continuare a starci a contatto,studiarla e approfondire tutte le sue sfaccettature tra un anno mi diplomerò edovro rinunciare a vivere a 360 gradi la mia passione..che tristezza!..non sapete se all’estero la situazione è diversa?

  • 11
    federica -

    secondo me lo scandalo è che ancora non ci sia chiarezza sul termine laurea.
    laurea significa possedere la scienza di una materia.
    ora ditemi accademici, scienza e arte secondo voi sono conciliabili?
    si può dare un riconoscimento quale laurea agli accademici?
    credete che il carico didattico dell’accademia sia paragonabile a quello di una facoltà(intendo le vecchie facoltà, dove si studiava davvero)?
    se essere specializzati in qualcosa deve significare essere laureati perchè non diamo anche la laurea a elettricisti, idraulici, etc?
    tutto questo senza nulla togliere
    al vostro percorso di studi nè alla dignità della materia. credo solo che non possa e non debba essere chiamata laurea.
    non è una laureA.
    e non ci si può impossessare così gratuitamente di tale titolo.
    se non altro per rispetto a chi laureato lo è davvero e, non per questo, ha la pretesa di definirsi “artista”…

  • 12
    giulio -

    Io ho fatto sia l’università (informatica) che l’accademia (scenografia).

    Sono 2 cose totalmente diverse perciò non si può dire che una è meglio e l’altra è peggio come lascia sottintendere Federica.

    In realtà in italia si parte dal presupposto OSCENO di avere un burocrate che conserva i beni culturali ( opere d’arte ) dentro un museo più importante di chi ha fatto le opere d’arte conservate dentro il museo stesso.

    Se mi volete perdonare la stupida analogia sarebbe come se un bambino preferisse la confezione di cellophane contenente il Kinder al cioccolato presente all’interno.

    Sarebbe come se chi parla di un opera d’Arte ( uno Sgarbi qualunque o anche un Bonito Oliva ) valesse più dell’Artista che ha dipinto o scolpito.

    Io preferisco il peggiore degli Artisti al migliore dei Critici e al migliore dei burocrati che conservano malamente il nostro patrimonio di opere d’Artisti.

    Federica ragionaci su e poi fatti un esamino di coscienza perchè tu preferisci Sagarbi a Giotto.

  • 13
    federica -

    giulio, mi spiace che il mio commento sia stato frainteso. Io credo semplicemente che il termine ARTISTA sia dignitoso, al pari (se non più) del titolo di DOTTORE.
    credo anche che essere un artista sia diverso che essere laureato.
    credo , in fine, che essere un artista non sia una cosa che si possa imparare studiando. specifico: riconosco che per fare un quadro, una scultura, una scenografia ci vogliano anni e anni di studio per affinare la tecnica. ma la tecnica e il mezzo attraverso il quale si manifesta l’arte; l’arte in sè richiede anche qualcosa in più della tecnica: la fantasia, la creatività e queste cose non possono essere apprese da un libro.
    credo sia un dono innato.
    il conservatorio, richiede 10 anni di studio, con in media almeno 12 ore al giorno di esercizio, per diventare un musicista( riconosco anche la sublimità della musica, lungi da me non farlo ). eppure non è una laurea.
    forse non sono io a fare confusione. non riconoscere una laurea non significa non riconoscere il valore di una cosa.
    credo solo che scienza e arte non possano avere due riconoscimenti uguali, non di valore, ma di titolo.
    come dici tu, l’accademia e l’università sono due cose diverse e , per questo, devono avere titoli diversi.
    ci sono anche responsabilità diverse: se un medico sbaglia operazione ne risponde.
    se un ingegnere sbaglia un calcolo e l’edificio crolla ne risponde penalmente.
    se un artista sbaglia un quadro, che succede? e specialmente su che base si può stabilire che un quadro sia sbagliato?
    fare l’accademia significa essere automaticamente un artista? può esistere un artista che non abbia fatto l’accademia?
    io credo di si. Lo credo perchè , ti ripeto, l’arte non è una cosa che si impara solo sui libri.
    saper disegnare non significa essere un artista (anche io so disegnare e purtroppo non sono un’artista….magari lo fossi!!!).
    ma può esistere un medico, un ingegnere, un architetto, un chimico, un biologo…. che non abbia fatto l’università? no, perche QUEL titolo è sinonimo di REPONSABILITà ed è garanzia per chi richiede un tuo lavoro.
    questo era il succo del mio discorso.
    spero che nessuno si senta sminuito dal mio pensiero, che voleva essere una distinzione e non una svalutazione.
    credo, quindi, che sia giusto riconoscere questo titolo a chi decide di fare il percorso universitario. e solo ed esclusivamente a loro, anche per rispetto di chi ha fatto tanta fatica per ottenerlo (sempre riconoscendo che non solo la laurea richiede studio e fatica).

    ps. tra l’altro sgarbi mi sta davvero antipatico!!! w giotto

  • 14
    Francesca -

    Allora gettiamo nel gabinetto anche Scienza delle comunicazioni, DAMS e tutto ciò che riguarda l’ambito delle arti visive. In pratica, se dovessimo prendere alla lettera quello che dici, Federica, dovremmo considerare Laurea soltanto il titolo rilasciato da quattro-cinque facoltà (perché, ad esempio, la vedo brutta per il corso di filosofia).

    La Laurea, e chiariamolo una volta per tutte, è un titolo che si ottiene dopo aver speso almeno quattro anni della propria vita a studiare un determinato settore (lavorativo) dopo cinque anni di scuola media superiore di secondo grado. E rappresenta la meta, cioè la fine di un percorso che ha dato la possibilità di acquisire determinate competenze. Non è un modo per ottenere un riconoscimento che attesti l’importanza sul piano sociale del percorso in sé e della persona. E’ un titolo, non fornisce identità, come credi tu. Serve prima di tutto a chiarire quali sono le competenze che si hanno, non a farsi chiamare “dott. tizio” perché si costruiscono gli edifici o si curano i malati.

    Ma forse dovresti andare all’estero, dove il Bachelor non ti identifica con “dott. Tizio”, ma permette di farti riconoscere come Tizio con certe competenze. Il guaio di noi italiani è che stiamo ancora dietro al titolo in una sorta di tentativo di farsi restituire un’identità e una superiorità rispetto agli altri (con una necessaria svalutazione di se stessi data proprio dal senso di inferiorità di base).

    In sintesi, siccome il medico o l’ingegnere hanno più responsabilità, allora soltanto loro possono ottenere il titolo, gli altri no. Come se la Laurea coincidesse con la responsabilità e non soprattutto con le competenze acquisite. Oltretutto, cosa s’intende per responsabilità? Salvare la vita? Ecco, appunto, allora eliminiamo tutte le facoltà ad esclusione delle facoltà di medicina e ingegneria. Evviva. Ma andate un po’ in giro, andate all’estero e vedrete come gli occhi si apriranno e si spalancheranno davanti a voi le porte della conoscenza, dato che mi sembra siano ben chiuse.

    L’Italia è un paese di bighotti e retrogradi conservatori. Ecco perché sta lentamente affogando nei propri escrementi.

    Poi non vorrei ricordare agli ignoranti che Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Brunelleschi e chi più ne ha più ne metta, compreso Piero della Francesca e Leon Battista Aberti, erano artigiani, inizialmente, per evolversi e creare alcuni dei veri e propri trattati di geometria, altri strutture difficili da realizzare sul piano della progettazione architettonica e relativa proprio a quella funzione portante che salva la vita. Ricordatevi che l’ingegneria moderna trae molte delle sue basi proprio da ‘sta gente.

    Saluti.

  • 15
    federica -

    francesca per rispondere al tuo messaggio dovremmo cambiare completamente l’ambito della discussione. a titolo informativo: non credo che l’università possa conferire identità all’individuo ( anzi credo che questa sia una delle più grandi idiozie che abbia mai sentito), credo che oltre a dare una definizione temporale del percorso universitario si debba per lo meno stabilire anche quale tipo di studi debba prevedere( non solo QUANTO ma anche COSA), non giudico alcuna facoltà in base alla materia.
    se vuoi catalogare le facoltà non farlo sulle materie ma sul COME vengobno studiate. quindi,a parer mio, qualsiasi università (che sia ingegneria o scienze della pace) basata su un metodo didattico che preveda esami a risposte chiuse, solo orali o solo scritti, con argomenti a piacere, con QUANTITA’ di cose da studiare per esame estremamente ridotte, etc. dovrebbe essere abolita. secondo me l’università dovrebbe tornare ad essere selettiva e meritocratica e non dovrebbe consentire di far laureare persone studiando il minimo indispensabile.
    se vuoi fare questo discorso, allora, dovremmo parlare di ateneo per ateneo, facoltà per facoltà , sede per sede.

    ti ringrazio anche per la lezione sul brunelleschi, bramante , etc. come sicuramente saprai allora per essere architetto bisognava seguire l’accademia e poi fare 2 anni di tirocinio presso una bottega di artigianato.
    questo ancor prima delle discussioni centenarie riguardo al far cadere architettura sotto la scuola di belle arti o quella politecnica….

  • 16
    Chiara -

    Salve a tutti, ho letto con molta attenzione la discussione e trovo che sia Federica, sia chi controbatte abbiano diverse ragioni e pochi torti. Credo però che l’errore più grande sia nell’identificare un titolo di studio con una professionalità specifica. E’ già molto difficile in Italia che un medico riesca a fare il medico o che un geologo riesca a fare il geologo, figuriamoci un artista che riesce a fare l’artista! Studiare all’Accademia può voler dire sia dipingere quadri, sia diventare un semiologo delle arti visive, un fotografo glamour o un progettista di stand fieristici (che se cascano per terra fanno male a molte persone). Il mondo universitario o accademico deve seguire quello del lavoro ed è per questo che una “laureata” o “diplomata” in progettazione per lo spettacolo all’accademia di belle arti come me con esperienza pluriennale nella gestione eventi culturali, avrebbe il piacere di poter partecipare ad un concorso pubblico come addetto culturale! Ma probabilmente non può… Continuerò col progettare stand e cucine senza far piombare giù nulla! (perchè se succede, la denuncia la prendo anch’io senza essere un Dottore!) Bella discussione comunque!

  • 17
    luigi -

    scusami Francesca, ma io direi di lasciare in pace Brunelleschi , bramante ecc. – lascere un po’ il Rinascimento per parlare degli anni 2000- anni in cui non esiste più niente , esattamente come la politica dove non vi è più la destra e la sinistra, per le libere professioni non vi è più serietà eccetto pochi casi . faccio un esempio, prendiamo un architetto ed un ingegnere , non vi è alcuna differenza se si tratta di costruire , entrambi cercheranno di realizzare più metricubi possibili di cemento perchè la quantità di MC realizzata è direttame proporzionale ai soldi che girano. pertanto l’ideologia (specie quella degli architetti).. dell’inserimento dell’opera nel paesaggio, l’esposizione, l’arte ecc. … va a farsi friggere. Inoltre Per quanto riguarda Brunelleschi e Bramante, con loro nasce l’Architettura, ma loro erano prima di essere artigiani degli artisti, ora vi domando: mi indicate un architetto capace di disegnare con la matita? oggi gli architetti utilizzano spesso il comando COPIA/INCOLLA – ecco perchè le città sono tutte uguali, provate a girare nei nuovi quartieri, le case vengono realizzate e vendute, ma manca tutto a volte anche i servizi e le stesse abitazioni sono uguali, modulari e anche carenti di qualità carenti . Scusate lo sfogo, ma ne so qualcosa…, mi riallaccio all’accademia di Belle Arti, anche qui non è che ci siano tanti artisti, ma penso che faccia più male abitare in una casa malprogettata che una crosta di quadro che al massimo si può buttare via (vedi LE VELE DI NAPOLI..fior di architetti…). a questo punto ben venga l’arte , anche dissacratoria, benvenga la selezione , la meritocrazia. Chiedo scusa agli architetti, ma gli ordini professionali dovrebbero fare il loro mestiere, se è il caso radiare gli speculatori chi non fa del bene alla gente, è ovvio che la stessa cosa vale per tutti gl’altri professionisti. per quanto riguara laurea o non laurea dell’accademia, bè , chiunque fa bene ed onestamente il proprio mestiere ha diritto ad una laurea.

  • 18
    federica -

    caro luigi…ricollegandosi al discorso universitario…credo che più che gli ordini le università dovrebbero fare il loro lavoro.
    il vero filtraggio dovrebbe essere fatto all’università ….immagina un esame di stato: arrivano ad esempio 100 persone che tentano di prendere l’abilitazione, su queste 40 non capiscono nulla. capisci che allora il lavoro marcio non viene dll’ordine?
    purtroppo la questione è proprio questa: l’università sta scadendo, cvi sono sempre più laureati ma a scapito della qualità dello studio.
    chiunque può prendere una laurea.
    e tutte le riforme che stanno facendo (3+2, nascita di università nuove e talvolta assurde) che in linea teorica potrebbero anche essere positive, hanno prodotto semplicemente un dimezzamento delle ore di lezione e dei programmi.
    chi e cosa esce dalle università ?
    purtroppo l’idea comune e questa: sai fare qualcosa? sei esperto in qualche materia? allora:LAUREA. gli ordini si trovano semplicemente costretti a fare un filtraggio scegliendo oramai solo i meno peggio.
    per la povera architettura, poi, è ancora un altro discorso. secondo me il problema fondamentale è la mentalità e le leggi italiane. l’italia è conservatrice e bigotta e spesso molti progetti innovatori devono essere normalizzati a piani di 50 anni fa.
    un esempio? a firenze dovrebbero realizzare delle case per studenti progettate da pinos, hadid e odil decq. sai perchè ancora non sono realizzate? perchè in questi progetti le finestre sono orizzontali e discordano con il piano di krier(di anni e anni fa) che le prevedeva verticali in armonia con lo stile rinascimentale della città ( copia della copia della copia del rinascimento)
    purtroppo è così….come dici tu…ne è testimonianza il fatto che gli esempi che vengono portati sono brunelleschi, bramante, alberti, etc. etc.
    geni dell’architettura assolutamente….ma….non è un esempio un tantino arcaico?
    l’italia ha un ritardo di circa 30 anni rispetto al panorama architettonico europeo.
    le tendenze sono altre: non il disegno a matita, ma l’alta tecnologia, render, plastici, formalismo astratto, il dominio della forma, architettura plastica. guarda il museo di bilbao….credi che gehry l’abbia progettato con la matita? l’architetto deve saper disegnare ma non deve fermarsi al disegno.
    l’italia ha questo problema: vive e muore della sua storia. tra 100 anni sarà ancora sempre e tutto uguale.
    francesca non sono, come dici tu, ignorante riguardo ai maestri dell’architettura. sono stati l’inizio dell’architettura ma io spero ancora (forse a differenza tua) che non segnino anche la fine e che la storia diventi un imput e non un limite alla progettazione.
    facciamo esempi che vanno almeno dal ‘900 in poi????

  • 19
    luigi -

    Federica, io per COPIA/INCOLLA mi riferivo al comando AUTOCAD. nel senso che i file che stampano sono tutti uguali. e poi questi professionisti… tutti lenti per apportare qualche miodifica ad un progetto ti fanno venirre la nausea…- poi appena fanno qualcosa di buono sembra che hanno inventato la prospettiva (in genere però è sempre qualcosa di casuale). ok, non voglio fare il grillo del momento, ma io i progetti spesso li controllo, a volte resto a pensare se devo piangere, ridere o cambiare mestiere che forse è meglio. ho pensato di andare sull’isola deserta tanto so pescare benissimo. che bello, palme, crostacei, indigene, al massimo qualche progetto per fare una capanna… – ciao alla prossima

  • 20
    isotta -

    salve tra un mese mi “laureo” se così si può dire in scultura all’accademia, volevo sapere se qualcuno sa cosa devo fare per iscrivermi alle graduatorie per fare supplenze nei licei. Qualcuno lo sa??? grazie anticipatamente

  • 21
    luigi -

    isotta: devi andare al provveditorato o da qualche politico che forse è meglio. ma tu hai fatto il triennio? la SIS? il biennio specialistico? ciao

  • 22
    Danilo -

    A proposito di insegnamento … qualcuno mi sa spiegare perché i laureati in architettura possono insegnare storia dell’arte (classe A061) mentre questo non è consentito ai diplomati/laureati dell’accademia di belle arti? Correggetemi se sbaglio, ma mi pare che alla facoltà di architettura si devono sostenere solo alcuni esami di storia dell’architettura (nemmeno storia dell’arte)mentre all’accademia di belle arti è obbligatorio sostenere ogni anno l’esame di storia dell’arte in quanto esame fondamentale. Mi sono diplomato al liceo artistico e successivamente all’accademia di belle arti (vecchio ordinamento di 4 anni): per otto anni ho quindi studiato Storia dell’Arte. al temine degli studi ho prodotto la tesi finale in questa materia. Nonostante tutto a noi laureati/diplomati dell’Accademia non è consentito insegnare su questa classe di concorso. Fino a quanto dovremo subire queste ingiustizie???

  • 23
    luigi -

    non solo gli architetti possono insegnare storia dell’arte, ma possono fare anche gli architetti…. eppure non riescono nemmeno a fare un cerchio con un compasso

  • 24
    Danilo -

    Purtroppo in questa Italia, che si vanta di possedere il più alto patrimonio artistico mondiale, l’arte e coloro che la studiano e la praticano vengono sempre messi in secondo piano. Basti pensare alle poche ore di educazione artistica della scuola media. Infatti per questa materia sono previste solo 2 ore (comprensive di parte teorica e pratica) contro le tre ore di educazione tecnica (spesso insegnata come secondo lavoro dai soliti architetti o ingegnieri. Vi rendete conto che tre ore per E. Tecnica corrispondono allo stesso tempo riservato all’insegnamento della lingua straniera???

  • 25
    LUIGI -

    CHIUDIAMO LA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA:
    gli architetti come già detto prima non sono nè carne nè pesce. Mi spiego, gli architetti non sanno fare quello che fanno gli ingegneri tant’è che si rivolgono a loro per calcoli di strutture complesse, e, non sono accademici in belle arti tant’è che non sanno disegnare a mano libera in modo decente. allora mi domando che ci stanno a fare gli architetti? fanno un solo esame di storia dell’arte se…lo mettono nel piano di studi, studiano analisi del territorio e poi sono i primi a fare abusivismi. io propongo di integrare e VALORIZZARE L’ACCADEMIA DI BELLE ARTI anche integrandola di esami TECNICI per piccole reizzazioni- CHIUDERE ARCHITETTURA – e giustamente lasciare e valorizzare ancora di più INGEGNERIA.

  • 26
    STEFANIA -

    luigi mi dispiace che tu ritenga gli architetti così inutili…mi era sembrato di capire che anche tu fossi un architetto.
    l’architetto è l’ingegnere sono 2 figure diverse con compiti diversi (grazie a dio! che mondo sarebbe se ci fossero solo architetti o solo ingegneri…) quindi non possono avere la stessa preparazione. io studio architettura, so disegnare a mano libera, so lavorare al computer e non mi sento una menomata.
    se sei così deluso da questa professione forse bdovresti rimettere in discussione le tua capacità e la tua preparazione invece di sputare veleno su una categoria facendo di tutta l’erba un fascio…non credi?

  • 27
    Francesca -

    Caro Luigi io sono perfettamente d’accordo con te. E’ esattamente questo il punto. Integrare materia tecniche e di tipo matematico-fisico.

    Comunque, Federica, il mio discorso non faceva altro che ribadire l’importanza che dovrebbe rivestire l’Accademia in una società, e non tendeva a sminuire alcuno. Ho citato quei maestri semplicemente per ricordare che è proprio grazie a loro che si è inizato a vedere il lavoro dell’artista per quel che rappresenta, cioè non semplice pratica artistica (da artigiano, insomma). L’ingegneria si è sviluppata a partire dall’empiria propria di certe pratiche artistiche (attraverso anche l’osservazione e le prove), integrata poi da calcoli di tipo matematico. E non è un tentativo di far vedere quanta cultura abbia (ma come avete fatto a capire una cosa del genere), sono fatti (storici, quindi appropriati, in questo contesto, cioè spiegazione del motivo per cui l’accademia non debba essere inferiore all’università).

    Volevo ribadire, poi, che l’Accademia non si riduce soltanto ai corsi di pittura o scultura. Non se se ne siete al corrente, ma ve ne sono anche altri. Io ho frequentato scenografia e non mi sono limitata a realizzare bozzetti, ma ho anche progettato (e conosco sia il disegno a mano libera che assistito da ‘sto calcolatore, cioè autoCAD, quindi?).

    Se poi mi dite che io sono artista mi viene da ridere. Io sono prima di tutto un libero professionista con determinate competenze di tipo tecnico, non un”artista’ (con la scusa dell”artista’, identificato soltanto nel genio o l’inutile, questa società sta cercando di fare fuori tutti quelli che hanno a che vedere con le pratiche artistiche).

  • 28
    federica -

    ok francesca, allora siamo concordi. anche io pensio che nella società gli accademici abbiano importanza.
    per chi non l’avesse ancora capito, io studio architettura.
    credo anche che ognuno abbia le sue competenze, credo che il mio progetto sarà diverso dal tuo e diverso da quello di un ingegnere; che le tue competenze siano diverse dalle mie e diverse da quelle di un ingegnere.
    sono campi diversi che si interessano di cose diverse.
    un progetto architettonico ed uno scenografico sono cose diverse che richiedono conoscenze diverse.
    il mio concetto è solo questo: un accademico non è abilitato a progettare edifici perchè oltre alla componente estetica ci sono tante altre cose che convergono in un progetto e che in accademia non si studiano; un architetto non è abilitato a progettare la megastruttura del secolo perchè c’è una componente tecnica che richiede l’intervento di un ingegnere; l’ingegnere non farà mai un progetto esteticamente equivalente a quello di un architetto o alla scenografia di un accademico.
    credo che ognuno sia specializzato in un ambito e forse è l’unico ambito di cui si ha la cognizione di parlare.
    sbaglio?

  • 29
    luigi -

    STEFANIA:
    ascolta io sono uno che fa la validazione dei progetti, di tutti i progetti che passano per un ente pubblico. guarda, è una pena, mi spiace dire al tecnico di turno ad esempio:
    – i prezzi sono bassi, manca il quadro economico, l’IVA è sbagliata, le casserformi le paghi due volte, mancano i camcelli, manca l’impiano ecc. – credimi vale anche per i professori universitari…autorevoli…ma ciucci. ovviamnte non si può fare di TUTTA L’ERBA UN FASCIO e su questo sono daccordo con te. ah per quanto riguarda gli architetti… analisi del territorio, composizione… , ci manca un esame: BOLLE DI SAPONE!

  • 30
    stefania -

    quindi francesca suppongo che tu sia perfettamente in grado di fare anche il progetto esecutivo di un padiglione o roba del genere….che tu conosca le leggi da rispettare, come ottenere i permessi e le licenze, a chi chiederli, etc etc.
    fare unb progetto non significa fare un disegno in autocad…quello è solo un millesimo di un progetto.
    e per avere cognizione di causa di come funziona strutturalmente un edificio non basta qualche esame di matematica….vogliamo parlare di verifiche con gli stati limite?
    di tensioni ammissibili?ù
    di sforzi di taglio, momento e normali?
    di diagrammi delle deformazioni?ù
    signori…vi prego cortesemente di restare nell’ambito delle vostre competenze e non bestemmiare così…c’è gente che sputa sangue per fare queste cose.
    e poi perchè ad architettura puoi insegnare storia dell’arte? perchè dopo anche solo un esame di storia dell’architettura in cui hai studiato 8 libri per un totale di 3572 pagine di storia…credo che uno abbia la capacità per studiare qualsiasi tipo di storia.
    in accademia studiate storia dell’arte…ma come?
    io ho degli amici che fanno l’accademia…avevano l’esame di storia e studiavano dipsense di 50 pagine…ma fatemi il piacere!!!!!!!!!!!!!!!!

  • 31
    federica -

    saluto tutti…questa discussione non mi sta piacendo più nei toni nè nei contenuti….
    lasciamo a ognuno il suo…e ad ognuno lasciamo aprire le porte che può aprire….
    ciao luigi…tu si che sei davvero un genio…menomale che ci sei altrimenti non so che fine farebbe il mondo…propongo: togliamo architettura e mettiamo luigittura?
    visto la profondità dei tuoi concetti immagino sarebbe molto frequentata….
    ciao ragazzi…
    ciao luigi…ora che mi hai illuminato di immenso posso percorrere la retta via…ù

  • 32
    LUIGI -

    una volta ho visto un architetto che ha progettato una struttura pubblica bellissima, aveva tutti gli impianti dettagliatamente disegnati, un computo metrico perfetto , i prezzi aggiornati, un parco antistante per bambini con impianto di irrigazione, abbatimento di barriere architettoniche, adeguamenti alle norme di sicurezza,estintori, insomma tutto per sino le telecamere esterne , l’impianto antincendio, per non parlare dei materiali, tutti di prima scelta e per ognuno di essi una scheda tecnica esaustiva. Stavo per firmare la Validazione, poi ad un certo punto mi afferra il braccio mia moglie: SVEGLIATI CRETINO SONO LE 8 DEVI ANDARE IN UFFICIO!

  • 33
    Danilo -

    Personalmente, gli esami di storia dell’arte li ho sempre superati studiando sui testi proposti dai docenti dell’accademia e non non su dispense di 50 pp. Basta poco per capire che gli esami fondamentali di storia dell’arte sommati al materiale per la tesi comportato uno studio complessivo superiore alle citate 3572 pagine suddivise in 8 libri. Per questo non ritengo comunque di conoscere qualsiasi tipo di storia.

  • 34
    luigi -

    chiudiamo la facoltà di architettura, potenziamo e valorizziamo l’accademia di belle arti e lascimo fare l’ingegneria agli Ingegneri. non parliamo do competenze …. parliamo di capacità.

  • 35
    khriss -

    Anche io ho fatto l Accademia . Ancora no capisco chi me l ha fatta fare…Me e soo petita perkè è molto difficile portare avati questo tipo di lavoro…

  • 36
    luigi -

    ok, mi arrendo

  • 37
    giusy -

    Cara Stefania, ti sbagli di grosso…a luglio mi diplomerò all’Accademia di San Martino delle Scale, e ti posso garantire che, per quattro anni e più, per preparare gli esami di storia dell’arte ho dovuto munirmi di tutti i testi possibili e immaginabili che esistono…compresa tesina che accompagnava l’esame ogni anno, non solo di questa materia ma di “tutte” le materie del secondo anno. La nostra Accademia si basa sulla teoria, e non poca, e sulla pratica, non poca nemmeno questa. poi, fare pratica è spesso molto più stancante della teoria, vuoi mettere fare incisione in laboratorio, strofinare le lastre,prepararle,conoscere gli acidi e tutti i processi ecc… quanto comporta un lavoro fisico non indifferente? non è facile…concludendo, la mia tesi, di storia dell’arte supera le 150 pagine…ha previsto più di un anno di preparazione e la necessità di viaggiare per reperire del materiale qui inesistente…perchè diploma allora?

  • 38
    informato dei fatti -

    Ho frequentato sia architettura sia la accademia di Belle Arti…. Premesso che la formazione è individuale ed ogni materia è approfondibile a piacere, a livello di semplice acquisizione del “pezzo di carta” il confronto NON sta in piedi… anzi è IMPROPONIBILE. La formazione accademica è debolissima, e bisogna considerare che molti provengono da un debole liceo artistico con le basi che sappiamo. Se a cio’ si aggiunge che alla Accademia diventi un piccolo clone del “maestro” o per compiacerlo o per debolezza, e che i migliori artisti non vengono dalle accademie…
    Per quanto riguarda architettura anche qui ultimamente l’insegnamento è debole, e anche qui la meritocrazia latita alquanto…

  • 39
    luigi -

    una volta ho visto un architetto che ha progettato una struttura pubblica bellissima, aveva tutti gli impianti dettagliatamente disegnati, un computo metrico perfetto , i prezzi aggiornati, un parco antistante per bambini con impianto di irrigazione, abbatimento di barriere architettoniche, adeguamenti alle norme di sicurezza,estintori, insomma tutto per sino le telecamere esterne , l’impianto antincendio, per non parlare dei materiali, tutti di prima scelta e per ognuno di essi una scheda tecnica esaustiva. Stavo per firmare la Validazione, poi ad un certo punto mi afferra il braccio mia moglie: SVEGLIATI CRETINO SONO LE 8 DEVI ANDARE IN UFFICIO!

  • 40
    isotta -

    ragazzi scusa se mi intrometto:
    io sono laureanda all’accademia di belle arti di brera
    c’è da premettere che indubbiamente l’accademia di milano che dovrebbe essere attualmente la più importante di italia il 60 per cento è fama. cmq al di là di tutto ho imparato tantissime cose dalla storia dell’arte alle tecniche della scultura. cmq se uno vuole fare fà! io sono contenta di aver fatto l’accademia e non cambierei mai idea

  • 41
    luigi -

    allora ci sono due possibilità sia per gli accademici che per gli architetti:
    1)- o si è creativi
    2)- oppure non lo si è-
    se siente quelli del punto 2 vuol dire che siete architetti, se siete architetti e vi sentite creativi vuol dire che che dovreste fare ingegneria.

  • 42
    neutrale -

    secondo me basterebbe confrontare i programmi dell’accademia con quelli di una facoltà per capire perchè non è una laurea.
    e anche se, per quanti discorsi si vogliano fare, sul pezzo di carta che lasciano c’è scritto DIPLOMA e non LAUREA… e quindi uno è diplomando e non laureando….ciò non toglie il valore del lavoro fatto.
    io ho fatto l’accademia, e non è un università, detto sinceramente. Ma credo che le mie capacità rimangano ugualmente le stesse.

  • 43
    luigi -

    accademia laurea? ah!ah! ah! bella questa….davvero…ragzzi siete simpaticissimi…mi fate morire dal ridere!

  • 44
    Daniele -

    Caro luigi quanto sei triste!
    Io ho fatto l’accademia delle belle arti la scuola int di comics lo ied sò usare veramente troppi software e faccio addirittura ripetizione agli architetti brocchi che nn riescono ad usare autocad! Vi fate vanto di aver studiato nn sò quanti kili di libri e poi avete un’elasticità mentale pari a quella di una cannuccia ma dai fammi il piacere!Sicuramente l’accademia nn sara “difficile” quanto l’università ma ritengo che doti come talento e creatività quando ci sono debbano essere premiate, magari adotterei una politica più sessista nella scelta dei studenti che frequenteranno l’accademia e poi se essere architetti significa realizzare quelle 2 orrendi opere come l’auditorium a Roma e la copertura dell’arapacis allora è meglio fare l’artista forse nn pagherà mai abbastanza ma tutto dipende da quanto valore si dà al denaro, alla fine tutti i miei amici che sono diventati architetti fanno i dipendenti a orario per 2 lire e alla fine il boss ci mette la firma sua sul progetto, che tristezza e poi mi parli di calcoli tagli etc…A bello troppa strada devi fare prima di conoscerti abbastanza quindi svegliati cretino che devi andare in ufficio!

  • 45
    a -

    beh…se fai ripetizione di autocad…ricordati sempre che autocad è un mezzo e niente più…e se fai render a qualcuno ricorda che tu sei il braccio e la mente è un’altra.
    io preferisco essere la mente.

  • 46
    Cosimo Di Lorenzo -

    Diplomati delle Accademia di Belle Arti.
    Sapete l’ultima?
    Tra qualche annetto la patente te la danno subito come ti iscrivi, paghi la retta e ti rilasciano la patente; poi con comodità, quando decidi tu, fai la pratica di quida, sostieni gli esami e se sei promosso ti diranno:
    Adesso puoi guidare!la patente te l’abbiamo data quando ti sei iscritto 10 mesi fa!
    Non ci credete? è assurdo? già, lo direi anch’io è assurdo ma è vero! perchè questo, amici diplomanti o laureandi della Accademia di Belle Arti è successo a Foggia. Sentite, sentite: nel 2007 i docenti che frequentavano il primo anno accademico del corso di abilitazione (Cobaslid), si sono iscritti con riserva in terza fascia delle graduatorie ad esaurimento, docenti, che erano in possesso: del diploma quadriennale, del diploma di secondo livello in Arti visive e discipline dello Spettacolo e docenti che avevano un diploma triennale di 1^ livello).All’uscita delle graduatorie erano tutti inseriti con riserva e quelli che avevano il diploma dei 4 anni + la specialistica di II^livello,avevano ottenuto i tre punti aggiuntivi per il Diploma di II^ livello (=Laurea specialistica). Tutto ok!
    A distanza di qualche mese,uno dei docenti è stato chiamato in Provveditorato è gli hanno comunicato che sarebbe stato escluso dalla graduatoria come riservista,poichè a loro non risultava che egli avesse oltre al 1^ Livello anche il 2^livello specialistico.Il docente quest’anno è ritornato in Provveditorato presentando il diploma di secondo livello per la formazione dei docenti,diploma idoneo all’insegnamento nella classe di concorso A025-A028. Niente da fare! non ci sono stati versi. Gli hanno risposto, che deve prendersi il diploma di II^livello specialistico non abilitante.
    Allora che ve ne pare? Ti danno l’abilitazione all’insegnamento, ma non puoi insegnare.Quindi è come l’esempio della patente.Assurdo!….Imbecillità!…..Incredibile!…. Non ci sono parole.
    Ciao a tutti,e scrivete tutti al Ministro di questa assurdità.
    Cosimo

  • 47
    luigi -

    COSIMO mi consogli una cosa? ho la triennale a foggia di accademia in decorazione, che mi consigli di fare? io vorrei fare la specialistica (biennio)anche perchè il lavoro ce l’ho già anche se non è un gran che… – che ne dici?

  • 48
    Mirella -

    Mia figlia domani fara’ la tesi alla accademia delle belle Arti..io sono laureata in economia aziendale..mia figlia non sara’ dott.ssa….ma è uscita con 100 al liceo artistico, ha un altro diploma precedente …ma è felice indipendentemente dal dott.perche’ sta portando avanti i suoi sogni, e penso che anche se non è giusto che non diventi laureata..per i giovani d’oggi poter esprimersi, dipingere la poesia dei propri sentimenti , poter amare il proprio lavoro potra’ dare sicuramente risultati nella psiche e nel cuore e a chi li circonda,,,ciao da Treviso

  • 49
    luigi -

    x Mirella – hai perfettamente ragione, anche se gli sbocchi occupazionali sono limitati, tuttavia devodire che come “università dell’arte” lascia spazio all’inventiva a 360° infatti si può fare di tutto con quetsa laurea basta avere talento. dai un’occhiata qui: http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0098Normat/1128Riform_cf4.htm – voglio aggiungere che sei stata brava come genitore…a non fare forzature, cosa che ho subito io…- ok ciao

  • 50
    michele -

    Ciao, ho letto tutti i commenti e sono alquanto scoraggiato.
    A marzo dovrei laurearmi al diploma specialistico di grafica a firenze, dopo aver fatto quattro anni di pittura a napoli, non so che fare a chi rivolgermi per conoscere qualunque possibilita di lavoro, anche perchè io lo trovo impossibile non lavorare dopo ben sei anni di studio, penso ci sia qualcosa.
    mah, se avete qualche consiglio, qualche sito da consultare, o anche il modo per entrare in graudatoria, e quando, perchè non ci capisco niente.
    grazie a tutti e buona fortuna

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