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Abusi sessuali

di rossana

So che il tema è forte. C’è qualcuno che può volerne scrivere, descrivere, commentare o suggerire?

So di un ragazzo che ha subito abusi sessuali dai 3 ai 5 anni circa, da parte di un cugino che all’epoca aveva 8/10 anni… e che ancora abita nell’appartamento accanto…

Secondo la vostra esperienza, potrebbe essere di aiuto a superare il trauma rivelare tutto alla famiglia, ora che ha più di 30 anni?

L'autore ha condiviso 5 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore rossana.

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Categorie: - Famiglia - Salute

26 commenti

  • 1
    Bruno -

    Un bambino maschio di 8/10 anni non ha nessuna possibilità di usare violenza materiale cioè (abusi sessuali).
    Penso che se arrivi a 30 anni e rimani circoscritto in un problema che problema non è deve chiedere aiuto ad un medico, la famiglia a questo punto può fare poco o nulla.
    Cosi a naso, il ragazzo oggi 30enne, dovrebbe accettare la sua sessualità.

  • 2
    viseminara -

    Rivelare alla famiglia quanto è successo, anche ora può essere sempre d’aiuto. Più che un supporto in termini legali la famiglia può essere un elemento importante per superare il trauma dal punto di vista psicologico. In queste cose è molto più importante per l’individuo cercare di superare il trauma.

  • 3
    leo -

    in cose come queste è sempre indicato un supporto esterno al nucleo familiare e che sappia dove mettere le mani.
    con un poco di pazienza si possono trovare dei buoni supporter psicoterapeutici.
    per il resto, se è da un lato possibile che un maschietto di 8-10 anni possa, anche innocentemente, “emulare” su un bambino di 3-5 anni, mi pare improbabile, per quanto non assolutamente impossibile, che un bambino di 3-5 anni possa mostrare tendenze gay.
    sfortunate ma non infrequenti circostanze!
    potrei suggerire qualche soluzione liberatoria, ma non sarebbe appropriato.

  • 4
    rossana -

    Grazie per tutte e tre le risposte. E’ bello ottenere aiuto da un insieme di persone disponibili e da un forum che consente anche dialoghi complessi.
    Sono contenta di apprendere che la violenza di un bimbo di 8/10 anni possa essere quasi certamente solo psicologica o emulativa, anche se non conosco ulteriori particolari sul caso specifico…
    Il giovane in questione non presenta, al momento, inclinazioni gay: ha semmai un forte bisogno di esprimere la sua normale sessualità (come di fatto fa), pur temendo, a seguito di una psicoterapia, di scoprire di essere omosessuale.
    Il problema è il trauma, dal momento che vive, per sua stessa ammissione, nella paura. L’evento pare avergli imposto inclinazioni molto diverse da quelle che sarebbero state quelle che sente come naturali: la sua personalità, dolce e aperta all’amore, è stata snaturata ed è ora in conflitto, con tendenze all’eccesso di difesa.
    Si sta cercando un consulente esterno alla famiglia per avere un maggior supporto ma non è così semplice trovare un buon punto di riferimento, con esperienza in materia.
    L’abuso è stato rivelato per la prima volta, a 18 anni, a una psicoterapeuta e in seguito alla madre, che ha evidentemente sottovalutato la portata di quei “giochi” crudeli. Ora l’abusato vorrebbe che gli eventi di trent’anni fa fossero resi noti a tutta la famiglia, zii e cugini compresi. E questa è la parte più difficile da capire.
    Perché, ad esempio, non affronta da solo il cugino colpevole, ora che sono entrambi adulti ma preferirebbe che questi fosse messo alla gogna da chi avrebbe dovuto e non è stata capace di difenderlo a suo tempo? Perché non l’ha mai detto prima a sua madre, dato che afferma di non aver mai dimenticato questi soprusi, che lo costringevano a sdraiarsi a pancia in giù, il viso a terra, il freddo del pavimento, la mani tenute saldamente dietro la schiena, tanto che le vene di un braccio sono del tutto distorte rispetto a vene normali?
    Se gli si pongono domande di questo genere, tergiversa sulle risposte, rendendo difficile capire cosa potrebbe davvero essergli utile, nel senso di aiutarlo a superare e a guardare avanti.

  • 5
    rossana -

    viseminara,
    nel caso specifico temo che l’abusato e la sua famiglia non potrebbero che essere derisi e “presi per matti” dal resto del contesto familiare a cui dovrebbe essere esteso questo pesante segreto. A mio avviso il giovane ha tutto da perdere e niente da guadagnare in questo “lavare i panni sporchi in casa”.
    Temo che, purtroppo, ancora non si senta di farsi da solo le sue ragioni o che desideri essere difeso al solo fine che la madre prenda posizione a suo favore, pubblicamente, contro i componenti del clan famigliare che dovessero non schierarsi dalla sua parte…
    Mi dici, per favore, cosa ne pensi? Grazie fin d’ora, e grazie anche a tutti gli altri che mi sprimeranno il loro pensiero.

  • 6
    leo -

    se finora non è riuscito ad affrontare in proprio l’antico “persecutore”, magari pestandolo solo un pochino (l’azione liberatoria “impropria” alla quale alludevo), vuol dire che è ancora in posizione di sudditanza ed è per questo che deve ricorrere al supporto specialistico, altrimenti la sudditanza psicologica gli resterà per sempre, insieme con il dubbio di essere dall’altra parte, sì che poi, alla fine, magari ci finisce davvero.
    dubito dell’utilità della famiglia in questo progetto; anzi, capisci bene che una “protezione” familiare potrebbe addirittura amplificare l’infantilismo, anziché risolverlo.
    di violenza è pieno il mondo; a chi è stato costretto a subirla ed è sopravvissuto non resta che farsi crescere il pelo sullo stomaco e un poco di carattere in testa o .. svanire, e questo francamente non mi parrebbe grandioso rispetto all’importanza della vita.

  • 7
    rossana -

    Grazie per la risposta, Leo. Anch’io temo che una difesa da parte della “mamma”, tanto colpevole quanto tardiva, possa non favorire la crescita emotiva. Tuttavia, se il soggetto non è in grado di agire da sè ma chiede aiuto, non mi pare bene neppure che questo gli sia negato. L’affiancamento di un professionista durante lo show-down familiare potrebbe chiarire meglio la gravità di quanto è avvenuto. La discussione e le reazioni che ne deriverebbero potrebbe anche essere una buona occasione di approfondimento della reciproca conoscenza da parte di tutti i membri del clan. Potrebbe, inoltre, essere un inizio di affrancamento dalla sudditanza psicologica…

    Sia a te che a Bruno desidero precisare che ho appreso che un bimbo di 8/10 anni PUO’ avere un’erezione e quindi usare violenza anche fisica, che si va a sommare a quella psichica. Non so per quanto tempo tale erezione possa in media durare… capisco soltanto che questo è un settore molto vasto, in gran parte sommerso, che si sta aprendo solo ora, così come 10/15 anni fa si è cominciato a parlare di stupro nei confronti delle donne.

    Le possibilità di superare variano, ovviamente, da persona a persona, in base a più fattori. In questo caso la violenza è avvenuta su un soggetto molto piccolo, si è ripetuta parecchie volte nel tempo e non è mai stata affrontata, una volta per tutte, a “muso duro”. Da qualche parte si dovrebbe pur cominciare…

  • 8
    Bruno -

    Non scherziamo, non si diventa gay per una violenza sessuale.
    Anche se quest’ultima si subisce in tenera età.
    Al limite, si può crescere con astio verso il mondo che ti circonda.. Tutto qui!
    Gay si nasce non si diventa, in quanto sono i geni ad essere alterati, c’è anche una remota possibilità che sia una questione di eredità familiare.

  • 9
    ania -

    Non tutto si può dire nella vita,
    certe esperienze rimangono dentro per sempre…
    Ne convivi giorno e notte,anche nelle cose più piccole quel ricordo ti assalirà sempre,anche quando riderai tutto sembrerà troppo per quello che hai subito….

  • 10
    leo -

    la Natura di solito si compiace di fare qualche rispettabile eccezione alla regola e non regola delle eccezioni.
    fino a qualche decennio fa la regola è stata il piacere dei 2 sessi con qualche eccezione naturale rispettabile.
    attualmente però il fenomeno omosessuale è straripante e se fosse vero che l’omosessualità è puramente genetica, allora due sarebbero le conclusioni possibili: a) la razza umana sta mutando spontaneamente forse verso l’ermafrodito, che in certo senso sarebbe un ritorno al passato; b) deve essersi scatenato qualche fenomeno in grado di alterare i geni (gay-virus nazista?! radiazioni gamma come per HULK?!).
    entrambe mi paiono improbabili, sicché sono più propenso a sostenere la tesi del degrado e del vizio sociale (Sodoma e Gomorra per fare un esempio classico) e di questo fa parte l’induzione alla omosessualità mediante reiterazione di abusi su soggetti deboli, cosa non strana visto che la violenza sessuale è diventata un passatempo specifico piuttosto diffuso in questa società alquanto disordinata e per molti versi corrotta e corruttrice.

  • 11
    Paolo -

    Chiedo aiuto a qualcuno che mi sappia indirizzare nell’aiutare un caro amico che in passato mi confido’ di essere stato abusato sessualmente all’eta’ di 7 anni da un ragazzo di 16.
    Scoprii questa verita’ per caso.
    Non ho mai dato nessuna importanza alla cosa perche’ ritenevo che egli in eta’ adulta (35 anni) avesse superato un trauma cosi lontano nel tempo.
    Il ragazzo e’ omosessuale, e’ oggi un medico affermato e da giovane e’ sempre stato uno studente brillante.
    Pertanto, di fronte ad una realta’ fatta di successi professionali, non ho mai lontanamente pensato a nulla di strano in lui.
    Da circa un anno, ho iniziato pero’ a notare in lui dei comportamenti “strani”. Apparentemente senza motivo, questa persona si e’ ritirata in una sorta di solitudine. Il primo episodio strano e’ stato l’allontamento da un amico suo senza nessun motivo. Ho iniziato quindi a guardare alla sua vita privata: egli non ha mai avuto relazioni di coppia soddisfacienti. Ho scoperto inoltre che pratica sesso promiscuo. La sua personalita’ e’ caratterizzata dalla ricerca della perfezione, quale la casa piu’ bella, la macchina piu trendy, la ricerca di un partner ideale mai trovato e soprattutto una tendenza abbastanza marcata nel sottolineare che pur facendo lui molto per gli altri, egli non riceve mai nulla in cambio.
    Siccome di recente ha accusato anche me, sostenendo non so cosa e dicendo di avermi dato molto e ricevuto nulla in cambio, io da persona impulsiva mi sono arrabbiato con lui e di botto gli ho detto qualcosa tipo “piantala che nella tua vita sei un totale disastro eccetto che nel tuo lavoro”. Ero veramente offeso quindi adirato anche se comunque in maniera composta.
    Quello che ora mi succede e’ che io, pentendomi della mia reazione sgarbata, mi sto facendo dei sensi di colpa poiche’ mi sono come improvvisamente ricordato di quell’abuso che lui subi’ da bambino. L’ho cercato al telefono e non mi ha mai risposto, gli ho inviato un paio di messaggi e non ha mai dato nessun cenno, come se mi ignorasse completamente. A me la cosa fa male perche’ temo di avere aggravato qualcosa poiche’ io temo che egli sia bisognoso di aiuto. Non so neppure come fare ad affrontare un tema del genere perche’ forse mi chiedo se l’abuso infantile sia la causa di una personalita’ cosi’ complicata. A volte mi sembra impossibile ricondurre tutta la sua complicatezza a quell’episodio. Essendo poi una persona in difficolta’ non vorra’ certo farsi sentire dire da me che lui ha dei problemi perche’, conoscendolo, lo ferirei ancora di piu’. Come posso muovermi?

  • 12
    L.M. -

    uno che riceve un pugno sul naso, desidera giustamente restituirlo, a meno che non valuti opportuno per sé stesso il non farlo e ottenere maggior soddisfazione per questa seconda strada; se non può nulla per qualche motivo, o ha un carattere tale da buttarsi agevolmente qualunque cosa dietro la schiena, oppure carica la molla della frustrazione, che, come tutte le tensioni, deve poi essere scaricata; se uno non la può scaricare, prima o poi gli effetti di quella tensione si vedono da qualche parte nel soggetto sotto forma di patologia.
    le violenze sessuali sono traumi estremamente più potenti di un pugno sul naso.
    personalmente ritengo che chi li commette dovrebbe essere impalato a caldo come facevano Shaka Zulu o il conte Vlad Dracul, specialmente se la vittima è una femmina, ma, sai com’è, oggi la legge e i giudici sono dalla parte dell’abuso; perfino l’omicidio non vale più di 20 anni di galera, riducibili a 10 per buona condotta, se il colpevole frigna e canta un pochino.
    puoi trarre qualche conclusione su come uno abusato, dal furto alla violenza morale, a quella fisica, all’abuso sessuale, si deve sentire, consapevole del sempre maggior godimento dell’abusatore, ma solo un’approfondita psico-analisi può verificare le correlazioni nella sua testa.
    se questa persona di più di 30 anni non ci pensa da sé, oppure se non chiede espressamente un consiglio, tu non sei suo padre, avete litigato e andarlo a cercare non penso che contribuisca a migliorare i vostri rapporti o il suo caso.
    ci vuole uno titolato e fuori della mischia, possibilmente femmina, una sua familiare, ma senza metter becco nella questione specifica, suggerendo un supporto psicoterapeutico come per le sindromi depressive o da forte esaurimento nervoso.
    se tutto risulta inutile, considera la possibilità che non si possa fare più nulla e che hai davanti un caso non infrequente di vittima definitiva ambulante di una società di merda e che, se la società non può essere accettata come tale, il caso, ahimè, deve essere accettato come tale!
    auguri.

  • 13
    Paolo -

    Grazie L.M. per il tuo contributo.
    Ho riflettuto su quello che hai scritto riguardo alla gravita’ di un abuso che e’ piu doloroso di un pugno sul naso.
    L’adulto abusato forse non e’ nemmeno in grado di capire cosa gli sia successo da bambino perche’ sicuramente il suo sviluppo cognitivo e’ stato impattato da questo incidente, ma purtroppo non ne so granche’ di questi delicati argomenti.
    Se forse mi puoi chiarire un attimo meglio il concetto, te ne sarei grato. Grazie

  • 14
    Bruno -

    La sodomia è vecchia come il mondo, ciò non significa che il “vizio” sia figlio di sbagli genetici.

    Un bambino di otto anni, non può usare violenza sessuale, nemmeno volendo!
    Mentre, una violenza psicologica è possibile… però non si diventa gay per questo.

  • 15
    Paolo -

    Bruno guarda che qui non sta parlando del perche’ si diventa gay. E non si sta nemmeno aprlando di vizi. A me quello che importa e’ la salute mentale del mio amico, e per salute intendo una vita gratificante sotto il profilo personale e sociale.
    Ciao

  • 16
    L.M. -

    in base a ciò che racconti, con ogni probabilità, da bambino il tuo amico il problema non se l’è posto; poi bisognerebbe sapere come sono andate realmente le cose.
    se lo sarà posto però a cominciare dalla pubertà, che so, 13-14 anni!
    ora, uno che ha ricevuto un pugno sul naso a 7 anni, arrivato a 13-14 ha molte opzioni: iscriversi al kick boxing, andare in seminario, riderci sopra e studiare meglio la matematica etc…; ma uno che l’ha preso dietro 7 anni prima, che opzioni ha, a parte trovare i soldi per pagare 4 albanesi che facciano lo stesso servizio al violentatore? non tutti saprebbero riderci sopra e studiare meglio la matematica! qualcuno, checché ne dica Bruno, può anche decidere di essere gay!
    da qui il resto!
    più di questo non ha senso discutere qui; sarebbero solo illazioni.
    al tuo amico serve una consulenza professionale.
    se ha una parente affezionata, parlane con quella e manda avanti lei, sia per esplorare sia per cercare una consulente qualificata.
    ciao, L.M.

  • 17
    Paolo -

    L.M., mi pare di capire che stai ragionando come me. Infatti credo che questa persona sia diventata gay proprio per causa dello strupro che lo ha condotto a pensare, in eta’ adolescenziale, che quel gesto fosse l’unica forma di amore che lui si meritasse di ricevere. Non so se mi spiego.
    Io so che forse sua sorella potrebbe aiutarlo ma non me la sento di parlare a sua sorella di questo argomento cosi’ personale. Non so nemmeno se la sorella sarebbe in grado di accettare le mie parole o intelligente abbastanza da capirle.

  • 18
    L.M. -

    Paolo, se non ha il cervello di una ragazzina capisce.
    se tu non te la senti, come ho detto sopra, forse il corso normale delle cose è proprio questo.
    L.M.

  • 19
    Paolo -

    Grazie L.M.
    Ti lascio un indirizzo al quale mi potresti contattare in privato: italyale@hotmail.com

  • 20
    mirco -

    ciao a tutti sono un giovane di 28 anni il mio problema sta come tutti i problemi delle vittime in questione ; sono stato abbusato all’eta’ di 6 anni e nemmeno capivo cosa mi succedeva lui aveva 15 anni ma era molto maturo rispetto all’eta e molto robusto e dotato fisicamente…. il che mi ha fatto tanto male .. lo shok al momento mi è passato, ma al momento del adolescenza sentivo come il bisogno di riprovare quelle torture ? nn me lo so spiegare ?? volevo dimenticare ma tutt’oggi anche se saltuariamente se trovo un partner lo faccio. anche una sola volta in un anno…. non resisto ma allo stesso tempo mi fa schifo e mi da fastidio questa natura

  • 21
    Alex -

    Per poterti dare un mio parere, vorrei sapere come fa questo ragazzo a ricordare quello che gli successe tra i 3 ed i 5 anni?

  • 22
    Paolo cogitoergosum -

    Buongiorno a tutti!
    Noto che alla finea, come doveva essere “nelle cose”, qualcuno ha saggiamente provveduto a toccare anche un argomento così devastante com’è questo che si dibatte quì!
    Mi scuso in anticipo per le inesattezze che eventualmente dirò ma credo che intanto vada riconosciuto il meritoo, per molti di voi che qui hanno denunciato abusi personali o “riferiti” di essere riusciti a parlarne!
    Parlare fa sempre bene, denunciare dovrebbe essere la natuale conseguenza per sopreusi ed abusi ricevuti, eppure, permettetemi, si legge in alcuni di voi, quella (ahimè) “naturale” e inconscia ritrosia a parlarne apertamente e a “denunciarlo” al mondo!
    Anche se i suoi toni sono a volte…. accesi e duri, condivido “seriamente” quanto esposto e denunciato da L.M.!
    Ci guardiamo attorno? Sentiamo i fatti di cronaca? Osserviamo i nostri parenti, a mici e vicini di casa?
    Il 70-80% degli abusi sessuali, dei maltrattalmenti e delle violenze sulle persone avvengono “in famiglia”, tra le mura domestiche, tra le lenzuola o, per i bimbi, nelle culle e da parte delle madri o di amici di famiglia!
    Come qualcuno ha detto, qui non si dibatte sulla “genesi” dell’omosessualità” o delle devianze in genere. Si voleva dibattere, mi pare di aver colto dalla letttera di apertura, su tutto quell’insieme di sensazioni ed emozioni sconvolgenti generate dall’aver subìto violenze ed atten zioni di tipo “sessuale” in età infantile, cioè non matura, cioè in un’età in cui ancora l’individuo non possiede gli strumenti per comprendere, per accettare e per elaborare “l’esperienza sessuale”, che di per sè dovrebbe essere fantastica, voluta, libera e reciprocamente mentre essa si trasforma, quando vi è violenza e soprattutto uno sviluppo ancora in evoluzione, in un DRAMMA che segnerà per tutta la vita il cammino di un essere umano!
    Vi domandate se sia giusto parlarne? Beh, si sente dire spesso che parlarne sempre e comunque sarebbe troppo facile e addiritura sbagliato, perchè spesso si inifierisce su “personaggi” “colpevoli” ma a loro volta divenuti tali per proprie violenze subìte, che li portano semplicemente a ripetere la violenza subìta!
    Beh, se questo cosa è vera e ancor più vero che, a qualsiasi costo, l’umano rispetto e la pietà per i “carnefici-vittime” non dovrebbe MAI essere una scusante per attenuare il giudizio o scusare e dunque permettere che tali eventi non possano essee “sanzionati” e anche resi “pubblici”, almeno nella cerchia di competenza di ogni contesto e soprattutto per cercare di evitare che altri incolpevoli esseri umani, bambini, donne e quant’altro possano essere devastati, “profanati” e disturtti da quella che ritengo la peggior violenza che un uomo possa commettere nei confronti du un altro essere umano!
    Ma tornando al tema, ci si chiede ancora se sia giusto parlarne???
    Io credo sia giusto fare ben di più! Soprattutto essere vicini con una comprensione ed un rispetto INFINITI verso chi ha persino trovato il coraggio di parlarne!
    (continua)…

  • 23
    Paolo cogitoergosum -

    Ecco… dicevo…
    Non solo ritengo sia giusto parlarne ma credo che finchè non si troverà il tempo e la volontà per “sfondare” il muro di omertà e di “segretezza” che impedisce di dare un segnale forte e chiaro a chiunque abbia ancora “dubbi” o addiritura si senta nel giusto per comportamenti che non dovrebbero essere mai “tollerati” non si raggiugerà mai un grado di civiltà sufficente a garantirci davvero un “futuro”!
    Qui non si tratta di fare l’ennesimo battibecco su omosessualità, su devianze o su perversioni. CI sono altri spazi x questo!
    Qui si tratta di decidere se prendersi in carico i “pesi” di milioni di adolescenti, di bambini di giovani donne e di donne che subiscono ogni giorno la violenza più terrificante che un essere umano possa subìre!
    Ma il fatto che non ci si indigni abbastanza è un segnale che le nostre società sono allo sbando!
    COma mai si fanno cortei “gioiosi” per difendere l’arcobaleno gay, i diritti dei trans e di mille altri “diversi” e non si scende in faccia con dignità e con rabbia per dire BASTA a pedofili, stupratori e assassini “di famiglia”??
    Quante famiglie “Mulino Bianco” devono ancora pagare dei prezzi così alti? E quanti parenti, amici, vicini devono ancora tacere anche se sono a conoscenza del pericolo che corrono molte persone, sempre e soprattutto donne e bambini??

  • 24
    sarana -

    Il mio compagno dopo dieci anni di convivenza mi ha confessato di essere stato violentato da un parente all’età di 14 anni l’ho aiutato con una psichiatra ora però ha deciso di confessarlo ai genitori ed ai fratelli e mi ha lasciato tornando dai suoi. La psichiatra mi di dice che chiunque ha avuto in cura per questo problema si comporta così, devo solo avere la pazienza che lui ritrovi se stesso. Io sto male sono caduta di una forte depressione anche perché lui non mi vuole nemmeno incontrare perché non può sopportare di vedermi stare male.

  • 25
    melania -

    vorrei dire a tutti quelli ke hanno detto ke non è possibile che un bambino di 8/10 anni non possa abusare….a me è successo,stessa storia..mio cugino 5 anni più grande di me..io avrò avuto al max 8anni..lui 13..non è molto di più…non ricordo tutto ho solo flash,e sensazioni…brutte sensazioni..non so cosa è realmente successo,credo ke siano state solo simulazioni…non mi ricordo,oppure non sono ancora pronta a ricordare….non ne ho mai parlato con nessuno e oggi pur avendo quasi 20 anni non ho superato la cosa..con i ragazzi quando la cosa inizia a spingersi un pò oltre l’amicizia ho paura e scappo,ho paura,veramente paura…..ero piccola sapevo che non erano cose giuste quelle che mi accadevano,ma non capivo perchè..vorrei riuscire a superare il tutto..molti dicono ke il bambino avendo avuto pochi anni non può ricordare..bè non è così..molto spesso l’inconscio riporta delle immagini o sensazioni subite in passato all’improvviso…scusate lo sfogo un bacio e sono vicino a tutti quelli che hanno passato le mie stesse cose..non è una critica ma chi non l’ha passato,chi ha avuto la fortuna di avere un’infanzia normale,non può giudicare cosa è vero o no,oppure cosa è esagerato o cosa non lo è..ripeto non è una critica è solo un osservazione

  • 26
    Paolo cogitoergosum -

    Forza melania, sei sulla strada giusta!
    Parlane con qualcuno di “superfidato” e sensibile, soprattutto!
    Per il tuo futuro, innanzitutto. Perchè di fronte ad una percentuale di uomini “malati” vi sono ancora schiere di uomini “civili” e innamorati!
    E credo tu meriti di vivere una giovinezza, anche dal punto di vista sessuale e sentimentale, piena e felice!
    Provaci, non mollare e non aver paura, sei davvero sulla strada giusta!
    Auguri con tutto il cuore!

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