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Solitudine, inquietudine d’essere

Ciao a tutti. Premetto col dirvi che nessuno fino ad ora ha saputo o voluto aiutarmi e che scrivo questo per sfogo comunque speranzoso di trovare magari qualche consiglio utile. Ma bando alle ciance, mi presento; il mio nome è Alberto, sono di Torino e ho diciassette anni. Ho una passione sfrenata per l’arte, dalla pittura alla poesia ma soprattutto per la musica, infatti suono la chitarra elettrica e sono appassionato di musica Blues e Rock (Led Zeppelin e Pink Floyd in particolare). Scrivo spessissimo i miei ragionamenti filosofeggianti, adoro leggere libri che spesso mi vengono descritti come non adatti a “uno della mia età”, adoro Kant, Freud, Nietzsche e Platone. Diciamo la Filosofia in generale. La mia vita era accettabile, anzi bella fino a quattro o cinque anni fa. Ero sereno, alla mattina ero felice di svegliarmi, avevo molti amici e seppur giovane anagraficamente amavo moltissimo una Lei. Poi, nel giro di un anno, tutto si è rovinato, ho perso tutto ciò per cui vale la pena di vivere, tutto ciò che è effimero ma forte come l’amore o duraturo ma difficile da trovare come l’amicizia sincera. Sono caduto in depressione, a quattordici anni. L’unico lato positivo è che ho scoperto la musica, ho imparato ad andare a fondo e indagare, ponderare una canzone fino a smembrarla nei più piccoli sentimenti che essa vuole suscitare. D’altronde è un linguaggio universale, la musica ci parla. Comunque, di carattere non sono mai stato forte, ho sempre fatto il duro anche se di fatto sono tremendamente timido, sono la classica persona che va conosciuta e che nasconde il novanta per cento del proprio essere non per paura di essere inadatto alla compagnia ma perché sono semplicemente fatto così. Questa penso sia la mia causa impediente più forte: mi porta a non parlare dei miei problemi, col passare del tempo mi sono isolato, mi sono creato “trip” psicologici che hanno compromesso le fondamenta delle mie migliori amicizie, uso una frase fatta: “nessuno mi capisce”. Sul serio, tra il menefreghismo verso un emarginato sociale o la mia timidezza la mia unica amica rimasta è stata la musica. La mia compagnia che era fatta di cinque amici si è frammentata, io sono l’anello di congiunzione tra le due coppie rimanenti, e non sono di fatto un amico importante per nessuno. Di amore al momento non parliamone, vedere Wall-e mi ha fatto stare male come un cane. Ho problemi enormi ad ammettere la mia sensibilità, figuriamoci parlarne. Preferirei prendere a pugni dei cocci di vetro probabilmente. Mi ripudio fisicamente, sono 1 e 82 per 55 chili adesso che faccio palestra (che per fortuna mi riesce bene, mi sto normalizzando), l’estate scorsa ero sui quaranta chili. La scuola, che è da sempre stata il mio punto di forza, è passata da un ambiente amichevole e giusto a quattro mura piene di idioti con insegnanti tremendamente severi, o assenteisti. Non ho una media per niente eccellente, eppure il test QI mi ha dato 154, genio. Vivo tra ansia e disperazione, ansia per la scuola troppo impedente e disperazione per la mia vita, per la mia giovinezza che vedo fuggire via senza nulla di concreto. Sono una persona che reputa Amicizia, Amore e Arte le cose più importanti, mentre oggi la tendenza sembra verso soldi calcio e idiozia. Mi sento in un certo qual senso appagato da questa mia personale superiorità, e al tempo stesso ripudiato. Per questo accresco morbosamente la mia cultura, spero che un giorno una lei possa trovarmi, leggermi e rimanere stupita da come sono invece che cestinarmi guardando solo la copertina. Per fortuna non me la passo male economicamente, per questo mi circondo di cose che però non fanno che accrescere la mia consapevolezza di solitudine. L’unica persona che ha provato a interessarsi a me in questi anni è una mia compagna di classe, più incuriosita che altro, che veramente non sopporto. Sono in controtendenza per tutto, dalla musica alla lettura al fatto che aspetto che siano le ragazze o in generale gli altri a interessarsi, forse non so vendermi? Sta di fatto che questa situazione mi sta distruggendo, il mio unico sfogo è la palestra e vedere che sto mettendo su muscoli, altrimenti veramente mi sarei suicidato. In effetti ci ho pensato seriamente, ma mi è mancato il coraggio. Sta di fatto che non so cosa fare, questo mio malessere non è visto da nessuno, neanche dai miei genitori che invece mi vanno contro, mi danno solo contentini perché devono. Le uniche persone con cui ho contatti passano la vita a lamentarsi, che allegria. Vedo che la situazione sta degenerando, questo mal di vivere mi sta divorando, uccidendo, ma da fuori non si vede per niente, forse maschero troppo? La mia giornata tipo consiste nell’alzarmi dopo due o tre ore di sonno mal fatto, passare sei ore reprimendo le mie crisi di pianto isterico, passarne altre due o tre studiando, palestra o studio di musica, di nuovo studio, alla sera c’è l’apoteosi della depressione. Sempre. Per giorni, settimane, anni. Forse il tempo libero è fin peggiore, mi accorgo di non avere nessuno che tiene a me, che mi ami. Molti/e mi dicono di essere bello (io non capisco niente di uomini, sorrido e annuisco) intelligente e avanti per la mia età, allora forse non so come comportarmi. Tutte le volte che faccio un resoconto della mia vita e di quello che faccio, veramente è da spararsi. E quel che mi abbatte definitivamente è che ho diciassette anni, dovrei essere felice circondato di amici e amore e invece mi ritrovo alla deriva, emarginato, con finti amici (anzi, forse uno si salva dai) e null’altro che il mio pensiero. Se devo vivere così, lascio tutto e dedico la mia vita alla musica, almeno non sarò depresso. Comunque a parte questi sogni, veramente sono “bloccato”: la mia timidezza, durezza mi rendono inappetibile, se parlo con qualcuno a meno che non sia un argomento artistico, di auto, di attualità-economia (adoro informarmi) o tecnologia-moda non so che dire. E sono tutti argomenti non gettonati. Nessuno si interessa sul serio, che fare? È un cosiddetto “casino”.
Detto ciò mi scuso per l’eccessiva lunghezza o disarmonia dello scritto soprastante, di solito scrivo per me stesso.
Saluti da Alberock.

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6 commenti a

Solitudine, inquietudine d’essere

  1. 1
    reborn -

    Caro Alberto,devi essere fiero di te,da quanto hai scritto ho capito che sei veramente una bella persona.Vedi lo stare soli per molto tempo ci fa ragionare ci fa riflettere sulla vita e su noi stessi e ci fa capire moltissime cose.Ora “grazie” alla solitudine sei maturato molto come ragazzo le tue riflessioni ti hanno fatto crescere come persona e sei più maturo dei tuoi coetanei.Hai ragione a dire che ormai si pensa sopratutto ai beni materiali,vedi questi beni materiali illudono solo le persone non sarà una ps3 a renderti felice e non sarà una villa una super macchina a farti dire,finalmente sono felice.La strada verso la felicità non si ottiene attraverso i soldi,ed è questa la cosa bella.L’amore ci rende ricchi dentro come persone,e se le ragazze ti giudicano per come sei esteriomente senza conoscerti vuol dire che non fanno per te.Tutte quelle persone che si fidanzano tu pensi che si amino veramente?! Bhe no,loro pensano di amarsi ma non sanno neanche cos’è la parola amore.Il tuo malessere deriva da essere troppo maturo per quelli della tua età,sai prima oltre a citare la bellezza hai citato anche il calcio,ti sbagli sul calcio,forse prendi d’esempio quello della televisione e forse tu non hai davanti gli occhi il calcio vero,quello che ti lascia forti emozioni.Bhe io gioco un calcio vero,non lo dico per vantarmi,gioco un calcio tra amici dove gli arbitri siamo noi,dove mettiamo al centro del progetto anche i calciatori più deboli dove facciamo sentire speciali tutti nessuno escluso,è bello perchè quando giochiamo a calcio siamo circondati d’amore e tutti giochiamo con occhi speranzosi di un futuro migliore,vedi il calcio forma le persone e crea molte amicizie,io vedo il calcio come un modo per diventare campioni nella vita non di questo sport,ma non solo il calcio è così lo sono tanti altri sport,il problema è che la crisi di questa società risiede nell’amore non nella crisi economica,con l’amore si può risolvere tutto.Sai anche io sono molto giovane sono praticamente tuo coetaneo,se sono riuscito io a uscire fuori da un tunnel che sembrava non avere fine ce la puoi fare pure tu.Vedi io facendo volontariato ho aperto ancora di più gli occhi e ho scoperto molte realtà per cui vale la pena vivere.Suicidarsi vuol dire arrendersi ad un mondo che ci fa soffrire molto,ma credo che la sofferenza sia la chiave per arrivare all’amore,essa ci fortifica e ci rende più forti.La vita è meravigliosa basta guardare un tramonto per rendersi di quanto possa essere bella la vita,basta fissare le stelle o guardare le montagne..insomma per essere felici bisogna accontentarsi di quel poco e di nostro che abbiamo.Tu non ti rendi conto della ricchezza che hai nel tuo cuore,e soffri perchè senti che nessuno possa comprenderti ma c’è chi ogni giorno si alza con il sorriso e con la voglia di sperare in un mondo migliore.L’amicizia,l’amore esiste tutto questo bisogna saperlo trovare,bisogna proporsi nella vita e continuare a cercare l’amore perchè esso ci circonda.

  2. 2
    Stefano -

    Ciao,
    il tuo malessere è uno stato condiviso da moltissime persone nell’era moderna.
    Le osservazioni che fai, le contraddizioni che vedi, sono vere e sappi che vivono, in modi diversi e con effetti diversi, in ogni essere umano, non ritenerti un caso troppo particolare.
    Vorrei dirti molte cose ma mi limiterò solo a dirti che una via d’uscita esiste. Dalla notte dei tempi fino ai giorni nostri, Tibetani, civiltà mesoamericane, Sufi, Greci fino ad arrivare a Dante Alighieri e la moderna psicologia e psicoterapia hanno tutti affrontato il medesimo problema, il tuo problema, e hanno individuato tutti, apparentemente in modi diversi, la medesima via d’uscita.

    Se vuoi uscirne devi trovare la tua “soluzione” che sarà prettamente tua e frutto di una tua molto personale ricerca.

    Personalmente ho provato molte cose, e, per quanto mi riguarda ho trovato un significativo alleato nella meditazione, in un percorso di intensivi ideato da Claudio Naranjo, nello studio su libri di differenti metodi (Gurdjeff e Analisi Transazionale su tutti) ma nulla ha avuto un effetto più significativo di una forte e intensa terapia. Ma anche qui trovare il mio “giusto” terapeuta non è stata una fortuna casuale, ma il risultato di una lunga ricerca.

    Se vuoi la risposta: cerca. Chiediti come formulare la tua domanda e cerca, cerca, cerca.

  3. 3
    Alberock -

    Grazie mille per i commenti! Mi fa molto piacere vedere che qualcuno si interessa e ha passato qualcosa di simile a me, insomma che mi capisca.
    @reborn: Grazie per le tue considerazioni, appezzo molto. Parlando del calcio intendevo dire che per molti è una passione a livello di tifoseria, tutti quelli che so che giocano a calcio non giocano per passione come te (che fai benissimo, è così che si deve fare) ma giocano perché va di moda o vogliono emulare il calciatore famoso. Anche io ho giocato per molto tempo a calcio, ho sciato, adoravo questi sport ma ho lasciato a causa di due brutti incidenti che oltre al danno mi hanno fatto diventare seriamente sottopose, mutilando la mia storicamente bassa autostima, senza contare il fatto che più passava il tempo e più ero costretto a giocare per il risultato e non mi divertivo più.
    @Stefano: grazie anche a te per il tuo tempo, nel tuo commento hai espresso una cosa che ho pensato spesso: nel senso che da Eraclito con Logos e Pantarei a Platone con il fantomatico mito della caverna al Buddhismo con i “risvegliati” emerge il fatto come hai spiegato te che c’è una via per ognuno di noi, bisogna solo trovarla come ha detto reborn perché ci circonda. Ora per me il fatto di proporsi è estremamente difficoltoso, sono molto timido. Come ho detto aspetto che gli altri facciano il primo passo, forse le cose miglioreranno quando chi mi circonda diventerà più maturo? Sta di fatto che per ora vivere per me è pesante, perseverare nella ricerca della mia via per la felicità è ogni giorno più difficoltoso, per fortuna che mi consolo con libri musica e scrittura. Comunque apprezzo moltissimo il vostro interessamento, anche se sembra strano perché siamo magari distanti migliaia di chilometri siete i primi che hanno colto nel segno. Grazie.

  4. 4
    reborn -

    Figurati,è bello sentirsi utile,se ti va potresti lasciarmi una tua mail,così se avrai bisogno di qualcuno con cui sfogarti sai a chi potrai chiedere,sai anche io qualche anno fa…avevo molti problemi del tuo genere..non trovavo amicizie sincere,volevo sfogarmi ma non trovavo le persone con cui farlo,perchè le ritenevo troppo superficiali..non che io mi ritenessi superiore a loro,ma loro avevano altro per la testa…le solite cose,quindi sapendo quanto si possa stare male,sapendo che affrontare la vita da soli…è complicato è difficile vorrei aiutarti a superare questa fase della tua vita,come dici tu è difficile la strada verso la ricerca della felicità,ma sono le strade più tortuose a darti il dono più bello :)

  5. 5
    Alberock -

    Eccola: saluti

  6. 6
    Stefano -

    Alberto,
    si tratta del tuo problema, della tua ricerca. L’altro, maturo o meno, non potrà e non farà mai nulla a riguardo. Tuttavia con il massimo del rispetto ci tengo a farti notare che gli altri sono nella tua stessa medesima situazione e non hanno alcun dovere di aiutarti.
    Comprendo quanto per te possa essere difficile mettere da parte la tua timedezza e uscire dal guscio. A riguardo posso dirti che è difficile per tutti, lo è stato tantissimo anche per me. Comprendi però che ogni essere umano da solo non ha speranza, l’unica possibilità è l’aiuto di uno o altri uomini. Osserva che persino Dante nei “suoi inferi” è stato accompagnato da Virgilio.
    E’ il tuo problema, nessuno verrà mai spontaneamente a risolvertelo, ma se inizierai tu in prima persona a cercare la tua soluzione troverai anche chi potrà indicarti la direzione giusta.

    Voglio però dirti una ultima cosa. Se intraprenderai il tuo viaggio questo si comporrà di un insieme di piccoli, talvolta dolorosi, viaggi, alla fine dei quali sperimenterai in modi diversi nuove consapevolezze, nuove scoperte di te, nuovi approcci alla vita, talvolta delle catarsi.
    Voglio dirti che il fine ultimo di ognuno di questi viaggi è qualcosa di un valore immenso, qualcosa che può rappresentare l’esaudirsi di ogni tuo desiderio, vedrai il mondo in un modo completamente nuovo che donerà completezza alla tua esistenza.

    Ti scrivo anche in privato, così se lo desideri possiamo continuare a parlare lì,

    Stefano

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