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Salve a tutti,

ho deciso di iscrivermi a questo forum per esporvi un mio discorso. Anche se non ci conosciamo rispondete e ditemi cosa ne pensate se volete. Io ho 22 anni e sono al terzo anno di università, studio biologia, laurea triennale. Ciò che voglio esporvi è che da circa un anno scarso avverto un senso di solitudine, ovvero mi sento solo. Il tutto deriva dal fatto che sono poco cercato dai miei amici o presunti tali, passo molte giornate a casa perché non ho con chi passarle. Essendo studente fuori sede sono lontano dai miei amici, dalla mia famiglia e dalla mia ragazza e qui non ho mai avuto buoni amici e neanche coinquilini con cui andare d’accordo o almeno con cui instaurare un rapporto buono. Certo, ho delle conoscenze qui all’università per carità, ma non si èmai instaurata molta confidenza. Quindi nelle giornate non ho.nessuno con cui parlare o scambiare due parole, se non tramite cellulare con i miei familiari e la mia ragazza, per il resto sono solo. Spesso penso che sono fortunato ad essere fidanzato, almeno ho qualcuno vicino che mi mostra il suo affetto e il suo amore. Con lei ho parlato qualche volta di questo discorso e mi ha potuto dare consigli e sostegno. Ovvio che comunque non sto senza fare niente perché studio e riesco abbastanza bene negli esami e poi vado in palestra nel pomeriggio tardi. Però quando sono fuori sede avverto tutto questo, non ho mai capito se è colpa mia, se sono sfortunato, se è una situazione in cui mi sono messo io con le mie mani. Io mi reputo una brava persona, cioè sono gentile, mi piace andare a ballare, uscire con gli altri, sono un grande tifoso della Roma e un grande appassionato di calcio e seguo le vicende politiche. Si può dire che posso spaziare abbastanza a livello di argomenti. Io non so come mettere fine a questo mio disagio. Ho provato ad andare dallo psicologo messo a disposizione dall’università e dopo alcune sedute sembrava che mi ero ripreso, ma da un po’di tempo sono ritornato allo stesso punto. Ragazzi ditemi voi, vi saluto.

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13 commenti a

Nuovo utente

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  1. 1
    Gaudente -

    non vedo dove sia il problema: Leonardo Da Vinci diceva “se sei solo, sei tutto tuo”, continua a coltivare i tuoi interessi senza cercare inutili amicizie di facciata.

  2. 2
    Rossella -

    Penso che in questi casi sia importante confrontarsi con la propria fidanzata perché di ragazzi che scelgono di coltivare il rapporto di coppia ce ne sono tanti. Nel mio caso tenderei a dare per scontato che si tratta di una scelta. Una volta chiarita la tua posizione non dovresti avere problemi a legare con un collega o con l’amico di amici di famiglia. E’ così che nascono le comitive. La motivazione non è mai sufficiente, occorre una spinta interiore che, mi rendo conto, si scontra con la paura di dover fare delle rinunce (la paura di deludere o la paura di perdere un affetto)… però, guarda, alle volte è importante rischiare. Tutti aneliamo a conservare la nostra libertà, a sentirci padroni dei nostri spazi, della nostra vita e della nostra persona. Basta confrontarsi per capire se è possibile arrivare ad un punto. Che dire? Non ti scoraggiare… vedrai che un modo si troverà! Un caro saluto :)

  3. 3
    Golem -

    Perché sei ancora insicuro della tua forza. Io da militare vedevo uscire i commilitoni in branchi di dieci persone e non combinavano una mazza. Io uscivo sempre da solo e in quindici mesi ho realizzato due fidanzamenti oltre una tantum balneare, con relativi bonus ormonali. Stante la impellente necessità di smaltimento della sovrapproduzione contingente.
    Carismatizzati.
    Ma soprattutto…NON TI SCORAGGIARE!

  4. 4
    Peppino -

    Ringrazio chi ha risposto fino ad ora. Ragazzi io vorrei tanto essere diverso, più sicuro, più sfrontato, più sicuro di me. Anche i miei genitori mi hanno fatto notare questa cosa un paio di volte però io non riesco a muovermi, è come se sono bloccato in questa situazione. Non ce la faccio più, vedo i miei coetanei che si godono la vita, hanno un sacco di amici, vanno sempre in giro, viaggiano eccetera. Uscire da soli si può fare, però dopo un po’ andare a bere una birra da soli diventa triste, andare a vedere la partita da soli diventa triste, senza nessuno con cui parlare a parte il barista quando ordini o quando paghi. Non sono mai stato uno sicuro di sé purtroppo e non credo lo diventerò nel giro di qualche giorno, non ce la faccio più. Ogni mattina mi alzo con l’angoscia e l’unico modo per “svagarmi” è mettermi a studiare ma ogni tanto mi blocco ed ho delle crisi di pianto o quasi come sta succedendo ora. Io non vi conosco di persona però aiutatemi se potete, non ho mai voluto scrivere niente sui forum ma stavolta ho deciso di provare, tanto non costa niente. Ciao a tutti.

  5. 5
    D-Ego -

    Peppino, questa è ormai una società scollata di arrivisti robotizzati, che non hanno tempo nemmeno di respirare, che pensi di stare ancora nel Medioevo, dove la gente stava a contatto dalla mattina alla sera? Vai a timbrare, cammina, e fai il tuo dovere di numero tributario, senza pretendere di fare il Dongiovanni, capito?!

    3
    Golem – 13 giugno 2016 23:00

    Militare… tu? :((( Devi ancora imparare l’arte del legionario, amico mio, sei troppo sociale, un vero pilota in missione sa di essere solo anche quando è scortato, per questo spesso è definito “dissociato”. Il punto è tutto lì.

  6. 6
    maria grazia -

    “Golem – 13 giugno 2016 23:00
    Militare… tu? :((( Devi ancora imparare l’arte del legionario, amico mio, sei troppo sociale, un vero pilota in missione sa di essere solo anche quando è scortato, per questo spesso è definito “dissociato”.”

    D-Ego, brutti l’ invidia e il rodimento di fegato, vero? ;)

    Per il resto, ha ragione Gaudente. L’ amicizia vera è cosa rarissima, tutto il resto non vale la pena.

  7. 7
    Golem -

    E un pirlota?

  8. 8
    D-Ego -

    7
    Golem – 14 giugno 2016 15:48
    “E un pirlota?”

    Chi? Io..??? Avevi detto in precedenza di esserlo tu, o mi sbaglio?

    Grazia, “l’invida e il rodimento di fegato” sono tare che impediscono a chi ne è affetto di guardare con occhi realistici la vanità delle cose, spesso inducono magone cronico, per cui i pazienti non riescono nemmeno a scherzare, cadono in apatia autoavvitante, come se andassero in stallo da depressione barica.

  9. 9
    Golem -

    Che c’entra, ci sono i piloti e i pirloti. Uno ha il brevetto, l’altro il “brrevetto”.

  10. 10
    D-Ego -

    Hai sentito, Peppino? Golem può darti una mano, lui di allievi se ne intende.

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