Io vorrei un bimbo ma lui no
di
farbia
Riferimento alla lettera:
Mi sento molto triste sono 2 anni che vivo con il mio ragazzo a casa dei suoi.. Praticamente stiamo sempre insieme (beh tranne negli orari d lavoro) Ma fin qui nessun problema... Il punto è che io vorrei un bimbo ma lui no... Dice sempre che non è il momento...
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Categorie: - Amore
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Luna…!! Ma sei la Luna storica del forum? 🙂 se sì, un caro saluto!
ciao
cerco di rispondere un pò a tutti … chiarisco che per quanto riguarda ME PERSONALMENTE, sono contraria al fatto che un bambino debba essere allevato senza la presenza di tutti e due i genitori, tant’è che io ho rinunciato – e sottolineo con molta sofferenza – ad avere figli, non avendo mai trovato l’ uomo che io reputo adatto non solo a fare l’ amante e il fidanzato, ma anche A FARE IL PADRE ! Ciò detto, io concordo pienamente con M. :
un rapporto, per evolversi e per crescere, dev’ essere fatto anche di scontri. scontri intesi non come lotte e guerriglie fini a se stesse su questioni di poco conto, ma intesi come eventi che rompono in modo salutare dei meccanismi stagnanti ! io poi, per mia impostazione di base, non ho mai creduto ai rapporti “idilliaci” e alle persone “perfette”, perchè in questi casi è palese che le brutture non è che in realtà non ci siano, ma vengono nascoste sotto il tappeto ! che è diverso. Il matrimonio dei miei genitori è l’ esempio più eclatante di quello che sto affermando: mia madre per anni e anni ha fatto la “brava moglie di una volta”, ha ingoiato rospi su rospi, e alla fine è LETTERALMENTE ESPLOSA. non sarebbe stato meglio invece pretendere rispetto e considerazione fin dall’ inizio, invece che reclamarli in età da menopausa, dopo anni e anni di tacita sottomissione? senza contare che lei tutta la sua frustrazione la sfogava su sua figlia, cioè su di me! e a mio padre è andata pure bene ! perchè molte mogli, dalla rabbia, arrivano a cornificare i mariti, a chiedere la separazione con addebito, e altre belle cosine così !
e invece, per tutti quanti, la colpa di tutto di chi è ?
di noi terribili donne emancipate, meretrici e indipendenti, che con la nostra “aggressività” e la nostra voglia di rivalsa, impestiamo il mondo !
MA PER PIACERE !…
Luna
ben tornata ! 🙂
Everest,
quando parlo di scontri, non immaginarti sceneggiate, pianti, capelli strappati, scie di sangue sulle pareti di casa, eccetera.
Da qualche anno ho avuto la fortuna di vivere una mia condizione di serenità.
Serenità che avevo perso per tanti anni, e che credevo di non riuscire più recuperare.
E questi stati d’animo non fanno altro che mettere un carico da dodici là dove si vorrebbe solo essere sollevati, anche solo un pochino, di un peso enorme.
Quindi me la tengo stretto questa serenità ritrovata.
Quando parlo di scontri intendo la capacità di non voltare la faccia davanti a dei problemi che prima o poi si presentano in tutte le coppie.
Problemi più o meno marcati che possono dare origini a scontri più o meno forti.
Alcune persone, pur di stare tranquille, si girano dall’altra parte.
Pur di non rompere nessun cristallo, lasciano che la cristalliera venga seppellita dalla polvere.
Il carattere delle relazioni rispecchiano il carattere delle persone che la compongono.
Metti insieme due caratteri dinamitardi e vedrai che rischierai di saltare per aria più di una volta, ma non è detto che questo determini la fine di una storia, anzi.
Ci sono storie d’amore tormentate, ma che hanno tenuto.
Per quanto riguarda la storia dei figli, secondo me state iniziando ad affrontare il discorso partendo a metà strada che va da monte e valle, e non dalla vetta.
In una famiglia con figli, oltre ad essere auspicabile la presenza della serenità, dell’affetto, eccetera, deve esserci, prima di tutto, il sentimento di paternità e maternità, con tutti quegli aspetti caratterizzanti, e differenti, che lo compone.
Differenze che, contrariamente a quanto impone la moda odierna, esistono e devono essere considerate e mantenute, sottolineate.
Non c’entra niente dire che un bambino può crescere sereno anche solo con un genitore. Genitore che solitamente coincide con la madre, perché il padre per credenze, per orientamento dei giudici, può benissimo essere messo da…
Parte. Non viene riconosciuta alla paternità lo stesso valore della maternità.
Un torto enorme commesso per ignoranza, le cui conseguenze non le pagherà l’autore del torto, ma chi le dovrà subire, e ne sarà vittima.
Un bambino può crescere in un clima sereno anche in un orfanotrofio. Può trovare punti di riferimento che non coincidono con le figure genitoriali che, nella considerazione che sto facendo, sono assenti, in quanto morti.
Può esserci serenità dalle relazioni che un bambino, futuro adulto, lega con altri esseri umani, ma ciò non toglie che ci saranno due solchi nella sua persona.
I genitori, con il sentimento di paternità e maternità, rappresentano il principio della vita del bambino.
La famiglia, come la intendo io, fatta cioè da differenze (uomo e donna) è il preludio dentro il quale si consolida una persona.
Non si può non tenere in considerazione questi elementi.
Non si può non preoccuparsi della sottrazione che si fa ad un bambino quando lo si priva di quelle differenze di interpretazione della vita, dei sentimenti, che caratterizzano e differenziano l’uomo dalla donna.
Si possono paragonare i genitori ai due occhi.
Due occhi autonomi, distinti, ognuno con il proprio modo di vedere, ma che concorrono a formare la visuale comune.
Copri un occhio con una benda, e cosa vedi?
Per vedere vedi, ma come? Parzialmente.
Sempre più l’uomo diventa un mezzo per alimentare un egoismo femminile, ma chi fa questo è una donna (o uomo) cui manca un qualcosa, e destinerà il proprio figlio a caricarsi sulle spalle quel peso della mancanza che il proprio genitore gli passerà.
oui c’est moi 😛 grazie per il bentornata 🙂 un piacere ritrovarvi 🙂 M: infatti per fortuna (non di fortuna pero’ dovrebbe trattarsi…) molti sono e rimangono consapevoli della loro ‘genitorialita’ anche se la relazione uomo-donna scoppia e non usano i figli come alibi, scudo, ricatto. mentre sedicenti mamme o papa’coraggio tirano numeri da alienazione parentale devastante. e alfune persone pensano di affidare a un essere umano, anche ancora prima che nasca, o mentre sta facendo il suo percorso, di affidargli il peso o persino la ‘risoluzione’ delle loro nevrosi…
Ciao Luna, ci voleva qualcuno con cui parlare, qui stanno impazzendo tutti… 😀
…Alla fin fine il mio primo, vecchissimo nickname e’ quello che preferisco….
Mi mancavi cara Luna.
Emma
ciao “Lilly”
continua a scrivere senza problemi, usando il nick che vuoi tu ! e fregatene !…
ciao
@LILLY: anche tu 🙂 e ti pensavo proprio ieri, a quanti anni sono passati dall’incontro tra i nostri vecchi nick -ciao Sarah, manco da un po’ e mi interessa ‘stare sul pezzo’, di altre dinamiche a cui forse fai accenno non so. – in generale: la gente incazzata e irrisolta nel proprio incazzo, secondo me, non ha genere preciso ne’ preciso orientamento sessuale cosi’ come chi crede che un figlio sia la catarsi, l’epifania sociale, la sua appendice, la sua giustificazione, la sua riscossa. ma appunto non esiste solo questo, cosi’ come ogni individuo e’ anche un mix, molto spesso, di nevrosi, ottime intenzioni, tentativi e inadeguatezze… credo che molti ci credano pure al fatto di fare o non fare per i figli cio’che riguarda loro stessi. un equilibrio dinamico e non statico riguarda poi ogni individuo quindi figuriamoci le relazioni. tuttavia c’e’ una differenza anche tra scontro e scontro. io credo alla possibilita’ di una crescita e evoluzione da parte dell’individuo, quindi posso credere anche a quelle delle relazioni. ma questo non vuol dire che sia sempre naturale o possibile. o meglio, al di la’ di casi di eclatante negativita’ e impossibilita’ a volte crescita e evoluzione verso un equilibrio non significa per forza insieme e per forza in una certa forma. ci sono incontri che facciamo nella vita e non sono negativi anche se alla fine si sono evoluti in un distacco o in una forma di rapporto differente dalle istanze e aspettative iniziali. se parliamo di coppia e genitorialita’ certo che non credo faccia schifo vivere una relazione che cresce e si sviluppa su positivi nuovi equilibri e riassestamenti ecc a beneficio dei due individui e dei figli. e queste cose esistono. a volte purtroppo se c’e’ chi si ostina a restare dove sarebbe il caso di andarsene c’e’ anche chi molla e non affronta perche’ tanto cosi’ fan tutti, natura umana e blablabla’. ovviamente ogni storia di vita e di relazione ha una sua propria complessita’ e che da fuori poi si presta anche a interpretazioni pirandelliane. diciamo pero’ che per tante storie e persone in cui pare gia’ di base tutto un pisciare contro vento gia’ sulle cose piu’ banali c’e’ chi pure con tutto il carico di umanita’ che ci si porta appresso affronta una quotidianita’ nel bene e nel male con un diverso atteggiamento.
scusate, ma mi viene in mente anche questo. il discorso e’ ampissimo anche perche’ a mio parere non riguarda neppure ‘solo’ il desiderio individuale e di coppia di un figlio, la sua nascita e la genitorialita’ ‘attiva’. molto spesso alcune coppie vivono i primi ??? gia’ durante la gravidanza e molte coppie si ritrovano anche ad affrontare altre dinamiche, come la fecondazione assistita e alcune anche l’affrontare l’adozione. anche li’ nulla ‘e’ gia’ scritto’, e in quei percorsi individui e coppia reagiscono a eventi, frustrazioni, squilibri e equilibri strada facendo. si conoscono, scoprendo lati di se’ e dell’altro. facendo scelte lungo il cammino. personalmente non credo che niente e nessuno sia a prova di bomba. e alcuni sono davvero migliori come genitori che come compagni o compagne compatibili. quello che noto talvolta e’ che persone che sostengono di desiderare una famiglia sembrano schivare persone che non dimostrano alcuna paura (non dico incoscienza) ad affrontare paternita’, maternita’, cambiamenti, mentre pare cerchino di cambiare persone che si spaventano non solo all.idea di avere un figlio, ma gia’ di legarsi per andare a comprare una scatola di surgelati, prendere un appuntamento, accompagnare l’altro/a dal dentista o all’idea di avere un cane che dipenda dal dargli una scatoletta. e’ davvero solo sfiga se persone con una visione del momdo e della vita simile non si incontrano mai a sentire alcuni/e? e non parlo del fatto scatta o non scatta la scintilla. ovvio, puoi incontrare uno/una come te e non e’ Lui/Lei. ma c’e’ chi pare non ne incontra mezzo/mezza… – MGrazia: chiaro cio’ che dicevi su tua madre. avra’ fatto un suo percorso, per questo sara’ esplosa quando per lei era il momento. certo che prima i costi e le compensazioni hanno avuto un peso non solo personale…
Ciao M.
Perfettamente d’accordo sul discorso paternità/maternità e senso di famiglia.
Nulla da eccepire. Il padre e la madre “sani” sono elementi “essenziali” per la crescita di un figlio, che un solo elemento, per quanto sano, a mio parere, non può garantire.
E’ la maturità che manca oggi, la maturità per essere padri e madri. Non basta desiderare un figlio per essere genitori. A volte chi non lo desidera è più maturo di chi lo desidera, perché, forse, sa di non essere in grado, di dare ciò che è necessario ad una nuova vita.
Poco d’accordo sul discorso scontri di coppia.
Ok sul fatto di non nascondersi dietro ai problemi e di affrontarli. Ci mancherebbe altro.
Ma lo scontro quotidiano, anche se non di “sangue”, come sottolinei, sinceramente non lo ambisco.
La serenità e la tranquillità, a mio parere, fanno a cazzotti, con gli scontri provenienti da due caratteri dinamitardi. Poi, per carità, ognuno è fatto a suo modo.
Ho scritto cosa personalmente cerco in un rapporto di coppia. Che non è certo scontro quotidiano. Anche perché se ci si scontra di continuo vuol dire che non si va d’accordo.
E in una vita di coppia, sempre a mio parere, l’accordo è essenziale.
Attenzione, parlo di ACCORDO, che non vuol dire né sottomissione né accettazione passiva. Ma solo ACCORDO.
Buona giornata
ciao Everest.
Lo so che non concordi molto sul mio discorso degli scontri.
Le relazioni rispecchiano il temperamento delle persone che la creano, e forse io e te abbiamo un temperamento molto diverso.
A tratti mi ricordi un utente che si firmava Giampaolo se non ricordo male.
Aveva alle spalle una matrimonio finito non per sua scelta, e tutti i carichi e conseguenze che derivano dal subire una decisione che ti stravolge la vita.
Non vorrei ricordare male, ma forse anche tu hai una situazione analoga alle spalle.
La riconquista di una serenità che si era persa per lungo tempo, è un atto naturale, fisiologico.
Non credere che a me non piaccia la tranquillità, cosa che ho dovuto ricostruirmi piano piano, ma lo scontro, se fatto con intelligenze, è bello, e fa bene.
La condivisione di ALCUNI modi di vedere è importante, ma personalmente non cerco la coincidenza su TUTTI i modi di vedere, e nemmeno sulla maggior parte, ma solo sulla condivisione di valori, e di come vengono perseguiti, che per me rappresentano dei capisaldi, requisiti essenziali per pensare di costruire qualcosa con qualche persona.
Molti, al primo scontro, girano i tacchi e se ne vanno perché dicono che sono incompatibili, ma in realtà dietro a questa presunta incompatibilità si nasconde una incapacità di attraversare un momento di non equilibrio, o la paura di soffrire in futuro.
Luna,
alcuni riescono ancora ad essere genitori a 360 gradi, ma la società attuale, seguita dalla giurisprudenza, sta seguendo delle vie che vanno a sminuire questo concetto.
Addirittura il termine genitore, colui che trasmette i propri geni, viene tirato a più non posso per coprire quei concetti che non necessariamente coincidono con esso.
Per esempio si confonde l’educatore con il genitore.
Sono due figure diverse che a volte coincidono, ma sono diverse.
Il concetto di famiglia sta subendo lo stesso trattamento: sminuita da una parte e tirata dall’altra, fino a sgualcirla.
Il termine mamma e papà,…
C’è davvero chi ha proposto di sostituire questi termini con uno sterile “genitore 1” e “genitore 2”.
I figli vengono usati per chiedere il riconoscimento di diritti personali che, in quanto personali, non dovrebbero usare terzi come mezzi per raggiungerli.
Mi riferisco alla famiglie omosessuali.
Giustissime le loro pretese di avere diritti che devono essere garantiti a tutti in quanto persone, ma il diritto dei bambini ad avere un padre maschio ed una mamma femmina dovrebbe essere invalicabile, eppure.
Invalicabile per ciò che ho detto qualche post fa circa le differenze che hanno un uomo ed una donna in merito al modo in cui vivono.
Ormai il valore di una differenza sana, e non pretestuosa, è stato messo all’angolo.
Ormai il termine differenza è diventato quasi una parolaccia, un qualcosa da annientare, da non pronunciare neanche.
Dobbiamo essere forzatamente tutti uguali.
Io non ci sto.
Sono e voglio essere diverse.
Una mamma non è uguale ad un mammo, ed un papà non è uguale ad un papà femmina.
Everest,
sono d’accordo con il tuo post 62: non esiste un solo modo o un modo ottimale per stabilire e mantenere un buon rapporto di coppia.
si può anche star bene insieme senza pizzicarsi o stuzzicarsi di continuo: qualche sana bella litigata ogni tanto potrebbe essere fisiologica ma potrebbe anche essere rara.
per me l’armonia non si basa su tattiche, né di conquista né di vivacizzazione di una relazione. tutto dovrebbe essere il più spontaneo possibile ma soprattutto ognuno dei due partner dovrebbe mostrarsi fin dalle prime battute per quello che è e mettere ben in chiaro quello che desidera ottenere o perseguire.
io penso semplicemente questo: i genitori perfetti non esistono nella realtà. quella è roba da mulino bianco e favole della buona notte. ma ci devono comunque essere dei presupposti essenziali perchè un bambino nasca e cresca in un clima sereno. e in molte famiglie, anche tradizionali, questi presupposti spesso mancano. come ha detto qualcuno, desiderare un figlio non basta per essere un buon genitore. così come desiderare di sposarsi non basta per essere un buon coniuge ! per me, ripeto, E’ STATO DOLOROSO rinunciare ad avere un figlio ( avrei tanto voluto un bel maschietto.. ) ma so anche che la mia situazione di vita, instabile a tutti i livelli, lo avrebbe reso infelice. così come io sono stata UNA FIGLIA INFELICE pur avendo dei genitori che mi hanno desiderata alla follia, perchè a posteriori mi rendo conto che non avevano i mezzi emotivi e culturali per darmi quella serenità e quella sicurezza interiore che bisogna trasmettere ad un figlio. per me è questa la cosa più importante ! aldilà degli aspetti materiali del mero mantenimento o aldilà del fatto di crescere insieme a entrambi i genitori. i figli non dovrebbero essere in nessun modo uno STRUMENTO per la nostra felicità, così come non dovrebbero esserlo i nostri partner. noi dobbiamo innanzitutto SENTIRCI FELICI ANCHE DA SOLI, perchè altrimenti, se così non è, non potremo mai dare nulla di buono agli altri ! una volta un caro amico mi ha detto che un figlio riempirebbe i miei vuoti e allevierebbe la mia solitudine: sbagliatissimo ! un bambino non deve nascere per questo. perchè altrimenti lo si investe di un enorme peso che quella piccola creatura non merita di portare. Se la nostra vita è un casino e se non siamo sereni come persone, NON ABBIAMO IL DIRITTO di mettere al mondo dei figli, o di trovare un partner che ci dia “stabilità”. I rapporti affettivi ( sia amorosi che genitoriali ) non devono nascere per questo!
Everest
io ed M. non abbiamo parlato di rapporti dinamitardi tra caratteri impetuosi, dove gli scontri sono all’ ordine del giorno. il nostro discorso si riferiva a scontri che possono avvenire OCCASIONALMENTE, e solo su cose IMPORTANTI, nell’ ottica di un rapporto PARITARIO, dove i punti di vista e le opinioni di ognuno hanno in egual misura il loro peso. altrimenti non parliamo più di rapporto, ma di SUDDITANZA, che è cosa ben diversa.
Forse mi sono spiegato male. Non è che sia contrario agli scontri. Mi trovo d’accordo con il post n. 65 di Rossana e con il post n. 66 di Maria Grazia nella parte indirizzata a me.
Se ci sono opinioni diverse è giusto discuterne ci mancherebbe altro.
E’ lo scontro inteso come continuo modo di intendere la vita in maniera diversa che mi da fastidio.
Ma non per un discorso di sudditanza, bensi perché presuppone una diversità di fondo nella coppia, un continuo accomodarsi.
In parole povere, due persone che si amalgamano perché dovrebbero continuamente scontrarsi ?
Buona serata a tutti
vero, Maria Grazia… la gente pone la questione figlio non solo come ‘scontata’, ma spesso anche come se o sei una/uno che dovrebbe sfornare pargoli senza pensarci o perche’ cosi fan tutti o come se si dovesse popolare una colonia, oppure esistesse solo all’opposto fregarsene o essere Erode. che laxquestione sia tanto ok naturale ma anche personale e personale anche quando riguarda non un’idea base ma una relazione reale pare sia accessorio… ‘non hai ancora figli?!?’ . personalmente quoto Everest, le domande se le fanno le persone che non li hanno o che li hanno, ma che non hanno data per scontata un’idea cercando qualcuno a cui attaccarla addosso o hanno avuto un figlio con un partner che non li convinceva manco prima… genitori uguali altruisti/persone in grado di prendersi responsabilita’ – non genitori uguali egoisti, eterni peter pan, persone che non vigliono rinunciare a delle cose… beh anche se fosse meglio la consapevolezza e l’astensione che avere figli e comunque essere come sopra. fermo che manco il piu’ attento amorevole genitore non smette di essere un uomo, una donna, una persona con i suoi vari perche’. Io capisco cio’ che dici MG e lo trovo onesto, poi magari come mamma saresti piu’ risolta tu di gente che manco si pone il problema, ma se tu ti sei detta cio’ che dici hai e senti le tue ragioni. io non credo che si possa ovviamente aspirare ad essere perfetti e in condizioni generali perfette per avere un figlio, che tra l’altro non per forza arriva se lo vuoi, ma credo che ognuno viva il suo presente. che nel corso della vita la veda anche in modo diverso. per gli elementi in gioco esternamente e la sua percezione degli stessi. – M. ho due genitori etero quindi non ho esperienza di cosa significhi crescere con genitori gay. non conosco figli di gay neanche per averne una indiretta e quindi anche ai miei amici gay molto onestamente dico ‘non so’
che non e’ un non so chissenefrega. e’ un non so che si astiene al momento di dire un si o un no, e che se fosse chiamato a dirlo, con un peso per persone e collettivita’, non lo farebbe con leggerezza. sul matrimonio dico senza problemi si. e lo dico io che tra altro vedo un si tra due persone come un fatto privato e non sociale, ma valuto e comprendo che si parla anche di un certo tipo di diritti, tutele ecc. per il resto i gay che io conosco per me se sposati di fatto per me lo sono gia’ . Everest: concordo su serenita’, affinita’… francamente credo anche che una coppia dai temperamenti ‘passionali’ e dalle vivaci intelligenze e personalita’ abbia un sacco ma veramente un sacco di migliori cose da fare che litigare e lanciarsi piatti in continuazione o discutere… che poi dipende come. io posso animarmi su un argomento che trovo interessante ma non litigare affatto. se invece si discute di valori che ciascuno sente come ‘essenziali’ e di visioni della vita di un certo livello beh allora qualcosa non quadra. o due possono anche stare in equilibrio cosi’ ma non e’ il mio genere. per il resto le coppie litigano non solo per problemi da sviscerare o incompatibilita’ (che pure quello sia il risultato finale) ma anche solo perche’ la gente scarica irrisolti suoi, ansie, aspettative su chi ha vicino o anche i nervosismi suoi. e puo’ farlo indistintamente da chi abbia davanti, anche se puo’ trovare spazio, affinita’ in questo, debolezza, un paletto. puo’ crescere o restare ferma. come individuo o come coppia. e i passivi non sono solo persone schiacciati da caratteri forti e che non possono avere parita’, uomini o donne, cosi’ come coloro che evitano gli scontri non sono per forza animi piu’ sereni e disturbati dall’altrui aggressivita’. certo e’ che nessuno e’ identico e perfetto a incastro, ma anche scegliamo con chi rapportarci, dandoci i nostri perche’. quoto serenita’ e amalgama ecc
“credo anche che una coppia dai temperamenti ‘passionali’ e dalle vivaci intelligenze e personalita’ abbia un sacco ma veramente un sacco di migliori cose da fare che litigare e lanciarsi piatti in continuazione o discutere…”
vero Luna ! avrebbero senz’ altro cose migliori di cui occuparsi. ma lì è questione di carattere e non ci si può fare molto, a meno che uno dei due non decida a un certo punto di soprassedere e di “piegare la testa”. di solito questo qualcuno è la donna, ma non è escluso che possa anche essere l’ uomo. per quanto mi riguarda, più un uomo si dimostra innamorato di me e intenzionato a voler stare con me, più io mi adeguerò a lui. diversamente, se rimarrò sola, senza una guida disposta a “frenarmi” e a proteggermi, continuerò ad essere una tigre selvatica nella grande foresta della vita. perchè se si è soli bisogna imparare a difendersi DAL MONDO, e questo presuppone essere SCALTRI E INDOMITI.
Legge della Natura.
Luna, quoto praticamente tutto quello che hai scritto negli ultimi post.
E anche con il post n. 64 di M.
Maria Grazia, si, concordo anche con te sul fatto che sulle questioni caratteriali si può fare ben poco.
A meno di “piegare la testa” come dici tu !
Ma poi questa testa prima o poi hai voglia di rialzarla. A meno che, ma anche questo è carattere, si è disposti a tenerla abbassata per sempre.