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Un bimbo, un anno da compiere, tenuto lontano da papà

Saluti a chi legge, mi sono appena registrato, quindi scrivero’ il minimo indispensabile e non faro’ alcun nome, stante un procedimento in corso, per continuare poi, in un secondo momento, utilizzando le decine e decine di pagine gia’ scritte su questa storia. Mio figlio, un anno da compiere, e’ tenuto lontano dai miei affetti da circa tre mesi, infatti tutte le mattine la madre va al lavoro, ed io in aspettativa, pur recandomi sul posto e chiedendo vari interventi alle forze di polizia, ancora non riesco a fare valere la mia potesta’ genitoriale. Solo una manciata di ore alla settimana la signora “concede” a che io ed il piccolo ci si veda, certo pensando di scansare le enormi responsabilita’ circa gli illeciti sino ad ora commessi. Per favore se qualcuno ha commenti e consigli, prego, sono tutto orecchi. Per intanto diversi avvocati si stanno occupando del caso in vari modi che, ovviamente non sto qui a specificare; ogni consiglio e’ comunque bene accetto, se poi qualche avvocato vuole dire la sua… grazie a tutti, da parte mia e soprattutto del piccolo “bombino” senza nome (…non ha potuto neanche avere il secondo, pensate un po’…ma e’ un’altra storia, aberrante che chissa’…un giorno…). Forza e coraggio ai tanti papa’ separati in questa, o piu’ grave condizione. La legge e’ medievale!!!! Anche voi associatevi in gruppi organizzati di padri separati. Un abbraccio da chi vi comprende, a presto. Ah, un inciso riferito alle donne: ho tante amiche che mi dicono che loro direbbero ad un eventuale ex compagno che il bimbo non deve entrare nelle dispute tra adulti, ed ha il diritto a vedere papa’. Qualche donna che pratica queste parole, e sono certo ne esistono, altrimente varrebbe la regola del generalizzare, e quindi finirebbe il mondo, vuole confermarmi questa cosa?? Grazie e saluti a tutti.

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8 commenti

  1. 1
    raffaele -

    Non sono nella tua situazione, ne sposato, ne fidanzato, niente, ma se questo dovesse essere anche il mio futuro sarei molto incazzato.
    La legge è cretina e fatta da qualche cretino, il figlio viene fatto in due, chi …..sarà mai questa donna che deve avere privilegi sempre ?

  2. 2
    ................ -

    Maxine…hai forse trovata una donna, una madre “cattiva” ? Io non credo…io credo che, piuttosto, questa ragazza sia molto arrabbiata e, sbagliando, stia reagendo negandoti un “qualcuno” che tu dici di amare…
    E’ vero i minori andrebbero tutelati SEMPRE…protetti dalle miserie degli adulti e il loro bene dovrebbe stare davanti a qualunque altra motivazione…
    Ma il mondo e noi che ci viviamo non siamo perfetti…e nn c’e’ ne’ avvocato, ne’ forza dell’ ordine, ne’ giudice che possa sopperire a questa enorme lacuna…Secondo me, anche in un’ ottica futura, dovresti tentare di appianare le divergenze con la mamma…nn so perche’ non ti voglia far vedere suo ( e tuo ) figlio…ma se nn e’ pazza, avra’ le SUE ragioni…
    Rifletti anche su quello…mettiti magari nei suoi panni e valle incontro…
    Se puoi essere migliore di Lei, fallo…
    Insomma…litigare non serve…se tieni a questo bambino, troppo piccolo per capire, cerca una strada per avvicinarti a sua madre…a quell’ eta’ la mamma e’ il centro del mondo…non lo dico io, lo dice la natura…
    Non conosco bene la legge in materia, ma credo che il buon senso serva e serva molto…
    In bocca al lupo..

  3. 3
    ................ -

    per Raffele…scusa, quali sono i “privilegi” delle donne ????
    Che gli uomini ti aprono la portiera della macchina e, qualche volta, offrono la cena al ristorante ??? Maddai….
    Se lavoriamo quanto e come voi, siamo pagate meno…
    Se vogliamo dei figli, in ufficio siamo guardate come delle parassite della societa’…
    Quando torniamo a casa dobbiamo ancora fare la spesa, lavare il pavimento, cucinare, badare a tutta l’ organizzazione della casa perche’ difficilmente un uomo lo fa…
    I bambini piccoli, ad ogni minima necessita’, urlano sempre e solo : MAMMA!!!
    Sono fiera di essere una donna..i privilegi che mi riconosco sono praticamente gli stessi “handicap” che ho elencato prima…io li ritengo “privilegi” perche’ trovo adorabile essere il centro di una famiglia e della vita dei miei figli e pazienza se mi pagano di meno, anche se faccio lo stesso lavoro dei colleghi maschi…
    MA QUELLI NN SONO POSSONO ESSERE CONSIDERATI PRIVILEGI TOUT COURT!!!!
    Lo diventano solo se tu come donna riesci a dare un valore a tutto cio’…ed io lo do’…

  4. 4
    raffaele -

    Una volta, ma non tanto una volta, ancora tuttoggi le famiglie funzionano lo stesso, poi anche gli uomini cominciano a dare una mano in casa o no ?
    conosco comunque ragazze di soli 20 anni che prendono anche 3000 Euro al mese, dipende anche da che lavoro fate donne, e comunque anche molti uomini prendono meno di loro, questo discorso delle paghe non influisce secondo me.
    E se ragioni dal punto di vista che le mamme sono al centro della famiglia e che quindi il padre non vale niente, fatevi inseminare artificialmente visto che siete così egoiste.
    L’ unica cosa su cui ti do ragione è sul fatto che lo stato ancora non aiuta abbastanza le donne che hanno figli, senza accorgerci siamo sotto il comunismo vero e proprio, non è più l’individuo al centro della vita, con i suoi diritti, ma il lavoro, e lo stato obbliga a lavorare non per se stessi, ma per consentire l’aumento delle pensioni a politici ignoranti.

  5. 5
    silvana1980 -

    l”unico consiglio che mi vien da dare, dato che sono una figlia di separati e a volte ho avuto l’impressione di essere il “genitore dei miei genitori” impegnata a gestire i loro reciproci dispettini e relative conseguenze…cerca di coivolgere il meno possibile il bambino nelle vostre beghe…gestitevele davanti a un avvocato da soli ma non davanti a lui
    per le questioni marito-moglie mi eclisso perchè non ci sono ancora dentro e mi auguro non vadano a finire così male un giorno
    ciao

  6. 6
    maxine1967 -

    grazie per tutti icommenti giunti, presto rispondero’ ed evidenziero’ le ultime novita’ del cammino della legge , per il caso del piccolo G. A presto

  7. 7
    ................ -

    Chiedo scusa a Maxine se divago un attimo…
    Vedi, Raffaele, non si discute sulla quantita’ relativa degli euro…
    E’ chiaro che io, dirigente quadro di massimo livello, anche se DONNA, guadagni piu’ di un operaio uomo…e’ ovvio e scontato…
    Quello che intendevo dire e’ che per arrivare qui, dove, onestamente, ammetto che le differenze non si sentano piu’ di tanto, ho dovuto passare anni interi a dimostrare “cose” che ai colleghi non sono mai state chieste…il mio lavoro valeva meno a prescindere, fosse anche per il solo fatto che impiegavo meno tempo a farlo…una follia, una discriminazione assurda…
    Poi qualcuno se n’e’ accorto…e allora, ale’, spedita al piano ancora piu’ in alto…
    Ma che fatica!!!!Questo non e’ capitato solo a me, capita a tante, tante donne in gamba che lavorano e lavorano BENE !!!!

  8. 8
    angelo -

    Mi dispiace che ti venga negata la possibilità di vedere il tuo piccolo che invece, proprio per la sua età, si dovrebbe relazionare con entrambi i genitori in un contatto prevalentemente fisico e vocale.Un vecchio di novant’anni un giorno mi consigliò di tenere spesso mio figlio in braccio perchè si potesse istaurare anche per il futuro un buon rapporto affettivo. Oggi mio figlio ha 30 mesi, e dopo essere stato per lui papà e mamma per molte ore al giorno da quando è nato, la mamma, per i dissapori nati nella coppia, lo ha portato in un’altra città distante circa 400 km. A questo punto rimpiango le furibonde litigate e la convivenza esclusivamente anagrafica, ma non sopporto le discriminazioni e l’arroganza della società intera compresa quella di tanti unomini aridi e ben pensanti, magari senza figli o ancora figli essi stessi, che, per il bene dei piccoli, attribuiscono alla mamma un ruolo predominante rispetto a quello marginale del papà. Dato il diritto di esercitare la propria genitorialità, secondo me è sbagliato parlere di ruoli. Ed è stato un errore fatale introdurre nella famiglia gli stessi parametri e criteri che disciplinano sia nel lavoro che nei rapporti interpersonali più generali la distorta competizione uomo-donna.

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